Linea Bianca. St 2020/21 – Lazio: Leonessa – Terminillo. Dal Terminillo a Leonessa, a Rieti: nella puntata di “Lineabianca”, un viaggio sulla “montagna di Roma”, nell’alto Lazio. Quota 2.217 metri sul livello del mare: sul monte Terminillo, nella cornice del gruppo dei Monti Reatini dell’Appennino Abruzzese, una spettacolare apertura di puntata. Un paesaggio quasi dolomitico, un vero paradiso per godere appieno della natura, un’incredibile passione per i cavalli: con Federico Palla, giovane allevatore, in passeggiata, lungo i sentieri del Terminillo, alla scoperta di un territorio che lascia stupiti per la sua incontaminata bellezza. La “montagna del duce”: a Sella di Leonessa, la gloriosa storia della funivia del Terminillo nei ricordi di Pierino Serva, campione del chilometro lanciato e maestro di sci. Insenature profonde che lasciano penetrare l’acqua nelle pieghe della montagna, meravigliosi boschi di querce e castagni, una profonda immersione in una natura che regala scorci incredibili, soprattutto al tramonto: quasi come a ricordare i maestosi fiordi dei paesi del Nord Europa, il fascino e l’offerta sportiva del Lago del Salto, il più grande bacino artificiale del Lazio.

Un viaggio in bicicletta dal Monte Terminillo all’Etna, un piccolo scrigno di legno posizionato nei boschi contenente i libri fruibili gratuitamente: nel bosco del Terminillo, la singolare avventura su “due ruote” di Enrico e Sarah per promuovere l’amore per la lettura e l’interesse per lo sport e la montagna. Un’inequivocabile punto di riferimento per la Cristianità: nella suggestiva Cappella del Presepio, con Monsignor Domenico Pompili, Vescovo di Rieti, la rievocazione del primo Presepio della storia e il meraviglioso Santuario di Greccio, il luogo per definizione legato indissolubilmente alla memoria di San Francesco. Un territorio “fortunato” circondato da montagne e ricchissimo di sorgenti d’acqua purissime, un patrimonio storico di grande pregio: camminando per le vie del centro, curiosità, aneddoti e tradizioni della città di Rieti.

Sudista non vuol dire meridionale. Sudista è un aggettivo dispregiativo al pari di fascista, nordista, negazionista ecc.. È quindi un riferimento ad un soggetto politico e non chiaramente ad una persona, un popolo o alle origini di un soggetto… Fa riferimento a chi vuole dividere, sbagliando, un paese tra politiche del Nord e politiche del sud… Tutto qui. Mi stupisce la polemica basata sulla non conoscenza dei termini. Un consueto caro saluto a tutti

Sono trentino ma anche culturalmente legato al meridione. Parte delle mie radici sono in sicilia e ho anche probabilmente nel mio patrimonio genetico pure la Puglia e altre regione del sud. Mio padre, che è nato e cresciuto a Catania e poi si è spostato in altre regioni italiane fino ad arrivare in Trentino dove 38 anni fa sono nato io, mi ha insegnato il rispetto per gli altri e non la “cultura del debito”. Credo che Andrea Merler, fortunatamente ex candidato sindaco di Trento, dovrebbe cancellare quel post e scusarsi. Non è accettabile nel bel mezzo della seconda ondata scrivere un post tanto razzista e inadeguato attaccando la scelta difficile ma doverosa di chiudere gli impianti sciistici, fatta dal governo.

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Jacopo Zannini

Sinistra Italiana del Trentino

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi sarà ospite in diretta di Nicola Porro nella prima puntata del 2021 di “Quarta Repubblica” – in onda domani, lunedì 4 gennaio, in prima serata, su Retequattro – per commentare le ore decisive della sfida con il premier Giuseppe Conte e il futuro del Governo.

Nel corso della puntata ampio spazio sarà dedicato, con servizi, cifre e confronto in studio, ai ritardi nella campagna di vaccinazione anti-Covid19 – con un reportage da Israele, Paese che detiene il record mondiale di vaccini somministrati- alle incognite che ancora ci sono intorno alla riapertura dopo le festività e alle crescenti difficoltà economiche di molti cittadini, tra l’arrivo delle cartelle esattoriali e il rischio di essere segnalati come “cattivi pagatori”, in caso di un leggero saldo negativo in banca.

E ancora: un approfondimento sui cantieri fermi e sulle opere pubbliche bloccate da anni; un viaggio nel Capodanno di Courmayeur, vuota e con le piste da sci innevate ma chiuse; un “faccia a faccia” tra Nicola Porro e il campione olimpionico di anelli Juri Chechi.

Tra gli ospiti della puntata anche: i deputati Andrea Ruggeri (FI) e Luciano Nobili (IV), l’ex direttore esecutivo dell’Ema Guido Rasi, il Professor Matteo Bassetti, Direttore del Reparto di Malattie Infettive del San Martino, il maestro pasticciere Iginio Massari, l’esponente radicale Marco Cappato, suor Anna Monia Alfieri, Alfonso Celotto, Mario Giordano, Tobias Piller e Daniele Capezzone.

Governatori Lega, preoccupati per silenzio governo su criticità scuola e vaccini.

“Come governatori abbiamo fatto tutto ciò che era necessario in tema di sicurezza per i trasporti in accordo con i prefetti ma restano molte criticità sul contenimento della pandemia. Servono scelte tempestive affinché si possa dare certezze alle milioni di persone coinvolte.

Siamo preoccupati per il silenzio da parte del governo sulle criticità sul tema della riapertura delle scuole. Inoltre è necessario garantire subito quanto promesso dal governo alle regioni: personale sanitario per affettuare le vaccinazioni. Oggi i territori stanno spostando medici e infermieri da altre attività per fare i vaccini, attività che sono essenziali e rischiamo di mettere ulteriormente sotto stress un sistema già stremato”.

Così i governatori della Lega Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Chtistian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria), Donatella Tesei (Umbria) e Luca Zaia (Veneto) al termine dell’incontro con il segretario della Lega Matteo Salvini.

A seguito della recente interrogazione del Consigliere provinciale Filippo Degasperi, sulla questione del materiale rotabile ferroviario storico giacente inutilizzato, in particolare per quanto riguarda il locomotore DOMODOSSOLA Carminati & Toselli – TIBB, anno di costruzione 1923, in deposito presso Trentino Trasporti, Trento in via Secondo da Trento desidero intervenire pubblicamente in quanto la questione riguarda anche l’attività di Transdolomites.

Come già noto alle cronache, Transdolomites è stata promotrice della proposta riguardante la realizzazione di un Museo diffuso dedicato alla ex ferrovia Ora-Predazzo. Per la natura del progetto, si tratterebbe del primo museo in Italia dedicato alle ferrovie di montagna a scartamento metrico. Idea che abbiamo avuto occasione di far pervenire come conoscenza a Roma alla Fondazione Ferrovie dello Stato e Ministero dei Beni Culturali inviando una lettera all’attenzione del Ministro Dario Franceschini.

Proposta che in tempi rapidi ha raccolto l’attenzione e la collaborazione di vari comuni che furono serviti dalla Ora-Predazzo; Ora, Montagna, Carano, Castello-Molina, Cavalese, Panchià, Ziano, Predazzo assieme alla Comunità Territoriale della Val di Fiemme e Magnifica Comunità.

Per mezzo di una mail inviata all’attenzione del Presidente della Pat Maurizio Fugatti in data 16 novembre 2018, riproposta successivamente il 19 aprile 2019, 5 giugno 2019 ed infine 23 luglio 2020 chiedevo di essere ricevuto proponendo come ordine del giorno il tema della proposta del nuovo collegamento ferroviario Trento-Penia, il progetto del Museo in memoria della Ora-Predazzo e approfondire il tema della sicurezza stradale della SS 48 delle Dolomiti da Passo San Lugano sino a Canazei.

Oltre alle mail, mi ero presentato due volte anche alla Segreteria della Presidenza per chiedere, prima, e poi sollecitare l’incontro per i punti sopra citati.

Come più volte denunciato pubblicamente, nessuna richiesta d’incontro ha ricevuto risposta. Troppi impegni, dimenticanza, disinteresse o cosa altro? Vado dritto al sodo: questo comportamento lo definisco solo pura maleducazione. Non ci sono nè Vaia nè Covid 19 che a mio parere possano giustificare tale modo di fare. Prima che per rispetto nei riguardi della mia persona e Associazione che rappresento, penso ci debba essere il doveroso rispetto nei confronti dei Comuni della Valle di Fiemme che hanno collaborato in ordine di idee ed economicamente a sostegno di un’idea che ancora una volta, come nel nostro metodo, nasce dal basso.

Tra le richieste scritte inviate, rimaste senza risposta, anche quella riguardante il locomotore DOMODOSSOLA Carminati & Toselli – TIBB, anno di costruzione 1923, in deposito presso Trentino Trasporti, Trento in via Secondo (vedi foto allegata scattata da Massimo Girardi).

Si tratta di un Locomotore che oltre dieci anni fa era stato acquistato (a caro prezzo mi informano pur essendo quasi ferro vecchio) da Trentino Trasporti dalla Società Ferrovia Vigezzina – Centovalli con l’intenzione di procedere a restauro e successiva messa in esercizio per promuovere treni storici sulla Trento-Mezzana. Nulla di fatto sino ad oggi.

Dalle informazioni che avevo raccolto, per il locomotore in oggetto non si prevede nulla di tutto ciò. Per tutti questi anni esso è stato parcheggiato su un binario presso le officine della Trento-Malè a Trento. Ecco allora la mia attenzione e successiva richiesta per la Carminati&Toselli per salvarla dal degrado e magari probabile demolizione (come troppo spesso avviene in Italia) per portarla a nuova vita attraverso il restauro statico aggiungendola alla flotta ferroviaria dei quatto vagoni di cui dispone Transdolomites per il progetto museale.

Progetto che ha in programma il coinvolgimento anche del Ttram – Archivio museo di Trentino Trasporti con sede in Via Innsbruck a Trento.

A proposito di sprechi ma soprattutto di opportunità ferroviarie non sfruttate metto con piacere il dito in un’altra piaga e con piacere intervengo sul destino di un altro locomotore storico, il B 51 ancora Carminati Toselli (vedi foto allegata di Massimo Girardi scattata il 12 giugno 2013 nel contesto delle manifestazioni e trasporto speciale tra Ora e Canazei a ricordo del 50 anni di fine esercizio della Ora-Predazz0) il cui acquisto e restauro tra il 2008-2009 per le manifestazioni dedicate ai 100 anni di esercizio della Trento-Malè e successivi treni storici costò oltre cinquecentomila Euro.

E da qualche anno a questa parte quale fine gli è stata riservata? Essere accantonato in disuso in attesa degli interventi ai motori elettrici e adeguamento alle nuove norme di sicurezza delle ferrovie. Accantonato per essere dimenticato in barba ai tanti soldi spesi senza avere nella mente volontà o progetti per rimettere in esercizio questo gioiello?

Qualche anno fa attraverso la carta stampata posi l’attenzione sul ruolo che i treni storici avrebbero potuto svolgere per contribuire all’economia turistica in Trentino. Ma come al solito si predica nel deserto.

Ebbene basterebbe solo avere interesse, guardarsi attorno e l’umiltà per imparare da tante realtà italiane, per non parlare del resto dell’Europa, per rendersi conto del successo crescente che i treni storici stanno riscuotendo con importanti ricadute per il turismo. Basta solo leggersi il calendario di attività della Fondazione Ferrovie dello Stato e delle associazioni che si dedicano a queste attività per avere un’idea delle ricadute positive che si stanno generando.

L’anno che ha iniziato tra l’altro è stato dichiarato, “anno europeo delle ferrovie“. Il Green Deal europeo. Cosa aspettiamo a renderci conto che non è possibile continuare a “ perdere questi treni “ solo per disinteresse,omertà, ignoranza in materia? Eppure le risorse umane in Trentino ci sono.

Così mi prendo lo spazio per lanciare una nuova proposta per dare il senso ai tanti soldi spesi senza avere un’idea di futuro di turismo e mobilità e per fare sì che opportunità preziose non continuino a giacere in un angolo dimenticate .

Se alle Valli del Noce o alla Pat poco o nulla importa della B 51, ebbene portiamo a nuova vita la B 51 riportandola in Valle di Fiemme ove si lavori alla progettazione ed alla posa di un binario che ad es. da Castello-Molina si sviluppi in direzione Cavalese, magari valutando come arrivare a Predazzo. Un binario storico ma operativo sul modello del trenino del Renon.

La sua finalità sarebbe prettamente turistica, e sono convinto che inserito nel progetto del Museo della Ora Predazzo potrebbe aprire una nuova finestra nel contesto turistico attirando tanta clientela straniera e nazionale da sempre appassionata di ferrovie.

E qui specifico: non si tratterebbe di un progetto alternativo alla Trento-Penia. Chi di dovere si metta il cuore in pace, perché sulla questione non si molla!

Da anni, purtroppo timidamente, si parla di investire su un turismo invernale non solo legato allo sci. Questo è un modo per cominciare a investire in una alternativa e di programmare quella destagionalizzazione che tanti sbandierano per poi non so quanto crederci.

Dalla crisi che stiamo attraversando si esce progettando il futuro smettendola di piagnucolare sul passato e uscendo dai vecchi schemi del turismo morti ormai da tempo.

Questa è la nostra proposta.

 

Cordialmente.

 

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Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

“Linea Verde Life” dà il benvenuto all’anno nuovo con una puntata inedita sulla città di Roma. Dalla terrazza del palazzo dei congressi con una luce suggestiva che illumina i giardini pensili e il marmo bianco si apre questo viaggio nella città eterna che non è solo turismo ma una metropoli in continua trasformazione. Daniela Ferolla partirà dal gazometro per approdare all’ex mattatoio e parlare di una Roma industriale; Marcello Masi seguirà raccontandoci il meraviglioso teatro India dove un tempo si produceva sapone e ora si producono sogni, per poi finire nel quartiere Garbatella.

Andremo a Coppedè in un percorso che ci mostrerà che le contaminazioni di chi viene da fuori creano uno scambio con chi sta a Roma e i suoi segni si trasformano addirittura in opere architettoniche urbane. E ancora, approderemo a Monte Ciocci: un’area dove si passa da una pista ciclopedonale super urbana, ai pascoli in città, a una vista su San Pietro poco conosciuta anche dai romani stessi. Una esplorazione dal Tevere per un altro sguardo ancora e un viaggio sul tram 19 che svela atmosfere, fotografie e suggestioni contrapposte tra loro. Non mancherà l’appetitosa ricetta di Federica De Denaro e il giro del gusto.

 

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Il corpo dei vigili del fuoco volontari di Riva del Garda è stato allertato ieri, sabato 2 gennaio 2021, poco prima delle 18 per una frana che si è staccata lungo la strada Gardesana all’altezza dell’abitato di Tempesta nel comune di Nago-Torbole.

Giunti sul posto si rilevava una frana di importanti dimensioni che aveva invaso completamente la carreggiata, aveva demolito il muretto a bordo strada per poi finire nel lago. Al bordo della frana si evidenziava anche l’espulsione, dovuta alla forza della frana, del manto bituminoso della strada. La frana ha interessato un fronte di circa 80 metri ed ha evitato le case della località. E’ posta sostanzialmente, a nord, a 50 metri dall’ultima casa ed a 100 metri dal confine regionale.

La primissima esigenza è stata quella di illuminare a giorno la zona per poter procedere con una ispezione visiva, poi, una volta presa coscienza della entità della frana, si sono messe in atto le procedure per la ricerca di eventuali automobilisti seppelliti o trasportati nel lago. Tramite il motoscafo dei vigili del fuoco di Riva (che verso sera è andato fuori uso per una avaria causata probabilmente anche dall’età) si è scandagliato ed illuminato il fondale e la parete rocciosa alla ricerca di tracce che potessero riportare ad un seppellimento. Non si sono trovate tracce.

Nel frattempo sul posto si sono portati anche i nuclei cinofili per una ricerca di superficie. Per accelerare le ricerche sono state esaminate le telecamere della strada per verificare che tutte le auto in transito fossero giunte a destinazione. Da Trento si è portato sul posto anche il nucleo Droni dei VVF Permanenti per una perlustrazione dall’alto della zona. Tutte queste ricerche, che si sono concluse alle 20.30 hanno portato a concludere che la frana non ha seppellito nessuno.

Sul posto hanno operato circa 20 vigili del fuoco, un carrello luci, un furgone adibito a posto di comando, un polisoccorso ed un motoscafo coordinati dal comandante del corpo di Riva de Garda Graziano Boroni e dall’ispettore distrettuale Marco Menegatti.

Nella giornata odierna, dopo aver posto fuori uso il motoscafo, alcuni vigili hanno eseguito un altro sopralluogo col gommone.

Poi, alle 12, c’è stato il sopralluogo con amministratori, dirigenti, tecnici e funzionari sia della PAT che del comune di Nago-Torbole assieme all’ispettore distrettuale Marco Menegatti ed al vicecomandante del corpo di Riva del Garda Massimo Spada per fare il punto della situazione.

Il dirigente Raffaele De Col, durante l’incontro, ha definito “inaspetatta” la dimensione di questa frana che non ha mai dato segni premonitori.

Il sindaco Gianni Morandi ed il presidente Maurizio Fugatti hanno ringraziato la macchina dei soccorsi che ha saputo rispondere con uomini e mezzi a tutte le esigenze che si sono poste durante l’evento che avrebbe potuto avere risvolti ben più gravi se fosse avvenuto in un periodo al di fuori del lockdown.

La strada ora resterà chiusa per permettere la rimozione del materiale ed il ripristino complessivo della strada. Verrà attuato un collegamento via lago tramite motoscafi per sopperire al fuori uso della strada.

 

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foto: “Vigili del Fuoco Riva del Garda”

Coronavirus: dal report di domenica 3 gennaio 2021.3 nuovi decessi. 93 nuovi casi positivi al molecolare e 183 all’antigenico. Confermati 37 casi già risultati positivi ai test rapidi.

Circa 3000 tamponi, 93 nuovi positivi al molecolare, 183 all’antigenico, 3 decessi, 44 ricoverati in rianimazione, 136 nuovi guariti. Sono i principali dati che emergono dal rapporto quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari anche oggi impegnata nella gestione dei contagi e, parallelamente, nella somministrazione dei vaccini anti Covid-19.
E intanto prosegue anche l’attività di somministrazione dei vaccini anti Sars-CoV-2: a mezzogiorno ne risultavano somministrati 2405, un terzo dei quali ad ospiti di strutture residenziali

Scendendo più in dettaglio, tra i nuovi positivi ci sono 3 piccolissimi (meno di 2 anni) e 2 bambini tra 3 e 5 anni. Più in generale, i nuovi contagi fra bambini e ragazzi in età scolare sono 22, mentre ci sono ben 50 nuovi casi positivi fra gli ultra settantenni.
Più in generale, i soggetti senza sintomi sono 75, i pauci sintomatici invece 168.

I tamponi molecolari analizzati ieri sono stati 2.151, di cui 1.260 all’Ospedale Santa Chiara di Trento ed altri 891 alla Fem. Con questi test sono stati confermati anche 37 casi già segnalati come positivi dagli antigenici nei giorni scorsi. All’Azienda è stata notificata inoltre l’effettuazione di ulteriori 937 tamponi rapidi.
In merito alla situazione dei posti letto, ieri i nuovi ingressi negli ospedali sono stati 30, mentre le dimissioni si sono fermate a 12: attualmente, quindi, i pazienti covid sono 426, di cui 44 in rianimazione.

In ospedale sono avvenuti anche 2 dei 3 nuovi decessi che purtroppo si sono registrati nelle ultime ore: si tratta di 2 uomini e di una donna, di età compresa fra 70 e 92 anni.
Intanto i nuovi guariti sono 136, numero che porta il totale da inizio pandemia a quota 19.272.

Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino. Intervento sul monte Spinale: scialpinista elitrasportato all’ospedale di Trento per un malore. – Servizio Provinciale Trentino. Intervento sul monte Spinale: scialpinista elitrasportato all’ospedale di Trento per un malore.

È stato elitrasportato in ipotermia all’ospedale Santa Chiara di Trento uno scialpinista del 1954 residente nel comune di Tre Ville, trovato incosciente sul Monte Spinale, sopra Madonna di Campiglio, da altri scialpinisti che hanno allertato il Numero per le Emergenze 112 verso le 12.20. L’uomo era da solo ed è stato trovato a una quota di circa 1.750 m.s.l.m. sulla Pista Spinale Direttissima nei pressi dell’impianto di risalita Spinale Express.

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico ha richiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso, l’equipe medica e due operatori della Stazione Madonna di Campiglio. L’uomo è stato rianimato sul posto e trasferito in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

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Foto: archivio Soccorso Alpino

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