LETTERE AL DIRETTORE

NO al Referendum per il taglio dei Parlamentari.

Qualcuno ha detto che il taglio dei Parlamentari è un treno che non va da nessuna parte. L’immagine rispecchia il mio pensiero e quello dei Verdi del Trentino, da sempre difensori dei diritti civili, della rappresentanza democratica, della Costituzione. Portare i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200 corrisponde al taglio del 36,5 % dei parlamentari, un’enormità! Questo Referendum, purtroppo, si è andato definendo più come un proclama, un assunto dato così per certo da non rendere neppure necessaria una campagna elettorale che possa definirsi tale. Infatti il Sì sta vivendo, più che di vita propria, per contrapposizione alla campagna elettorale del NO, che finalmente nelle ultime settimane ha mosso molte teste pensanti: cittadine e cittadini che hanno a cuore la democrazia e che stanno capendo la portata di quanto andremo a votare il 20 e il 21 settembre. La rivoluzione americana utilizzò uno slogan mai così attuale:” No taxtation whitout representation” che è considerato l’emblema e lo spirito che animò i futuri Parlamenti delle nostre moderne democrazie.

Ora un sentimento diffuso, populista e individualista, superficiale e poco informato, stimola molte persone, purtroppo anche a causa della brutta immagine che il nostro Parlamento spesso ci consegna, a delegittimare la Costituzione dei diritti e dei doveri. La bella Costituzione che però dovrebbe garantire attraverso il Parlamento e la sua azione legislativa scuola pubblica di qualità, lavoro per tutti, sanità pubblica di eccellenza. Domande e garanzie che non si possono esaudire solo o in modo maggioritario con quella democrazia diretta, che anche noi Verdi auspichiamo e sosteniamo, ma non certo a spese della democrazia rappresentativa di cui dovrebbe essere un fondamentale complemento. In realtà votare Sì non ci garantirà dai famigerati listini bloccati che fanno comodo un po’ a tutti e che sono davvero un deteriore strumento di privazione del diritto di voto dei cittadini, non più liberi di scegliere veramente i propri rappresentanti e costretti a subirli passivamente dai partiti di riferimento.

Né garantirà la qualità degli e delle elette. Poco infatti non è sinonimo di meglio. Gli assenteisti tanto deprecati e i parlamentari fannulloni continueranno a non fare ciò per per cui sono stati eletti, a percepire emolumenti esagerati, a godere di assurdi privilegi. Ecco ciò su cui si doveva e poteva intervenire!

E che dire della tanto decantata Rete che, molto più moderna e al passo coi tempi, dovrebbe garantire una reale partecipazione diretta? Piattaforme dunque al posto del Parlamento, ormai desueto e inutile per qualcuno. I poteri forti andranno a nozze, così le lobby e la tanta famigerata Casta, e perché no?, anche le organizzazioni mafiose criminali sempre fiorenti nel nostro paese e spesso conniventi con una politica disinvolta e corrotta, che ha sin troppo a cuore il proprio territorio di provenienza, purchessia.

Migliorare le nostre istituzioni democratiche certo si può, ma non certo limitandole e abolendole! Ci saranno Regioni anche molto popolose come l’Umbria con rappresentanze risibili e insignificanti: tre parlamentari! E vi sembra possibile che un deputato possa rappresentare, se passasse il Sì, 153.685 cittadini e un senatore 301.223? Ricordo che la nostra Costituzione prevedeva un deputato ogni 80 mila abitanti ( o frazioni superiori a 40 mila) e un senatore ogni 200mila abitanti. E non tiene il confronto con gli altri Stati Europei, che se passasse il taglio dei parlamentari avrebbero in ogni caso per la gran parte più rappresentanti di noi, perché come ha detto qualcuno “non stiamo parlando del tasso di inquinamento, da diminuire, ma del tasso di democrazia”.

I tanto decantati risparmi saranno pari allo 0,007 per cento, cioè l’equivalente di un caffè al giorno per un anno per ogni italiano. La quantità sembra essere ormai diventata la misura prevalente di ogni cosa, di una idea, una persona, una misura legislativa. Pensieri semplici, per lo più suggeriti dai social, a fronte di una complessità che riguarda milioni di persone e la qualità della loro vita. A farne le spese saranno i piccoli partiti, quella bio-diversità di storie, identità, sogni e obiettivi che contrasta fortunatamente il pensiero unico, e poi le donne e i giovani. Chi ha pochi mezzi economici e poca voce per accreditarsi nelle segreterie dei partiti. Chi per la sua condizione di svantaggio di partenza è già poco motivato a mettersi in gioco, a lottare per le sue idee e per il bene di tutte e tutti, nelle aule parlamentari, facendo della buona politica uno stile di vita e di pensiero. E’ questo che vogliamo? Spero di no. E allora che vinca il NO!

Diciamone altri di Sì! Investiamo sulla cultura politica, sulla formazione delle giovani generazioni, sulla legalità diffusa. Sull’idea che la politica non è una “cosa sporca” ma il necessario compimento delle nostre vite. Qualunque cosa noi facciamo.

 

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Lucia Coppola, portavoce dei Verdi del Trentino

Amministrare significa “reggere, curare, regolare, sorvegliare il buon andamento”, è un compito che hanno gli amministratori comunali come i consiglieri di un consiglio di amministrazione. Le grandi multinazionali che devono garantire alle loro aziende efficienza e rendimento, scelgono per i propri consigli di “amministrazione” persone competenti, che sono donne e uomini, giovani e meno giovani, del posto o di altra origine, affinché le problematiche che devono affrontare siano esaminate sotto tanti punti di vista diversi e con approcci differenziati, per ottenere una decisione sicuramente più solida che se fosse il risultato di un lavoro fatto da un gruppo di persone simili tra loro.

Perché invece nei luoghi decisionali della politica dovrebbe funzionare meglio rinunciare a questa varietà? Eppure sono i luoghi in cui si fanno le scelte che ricadono sulla vita di tutti.

Negli scorsi anni la Provincia, con l’aiuto dall’Università di Trento, ha analizzato il comportamento di voto degli elettori delle precedenti elezioni comunali del 2005, scoprendo che i Trentini esprimono la preferenza per 2/3 per candidati uomini e solo per 1/3 per le candidate. Su 100 voti, 66 vanno a uomini e 33 a donne. Questo ha portato a raggiungere una percentuale di donne elette nei consigli comunali del 27 %, poi sceso con le fusioni degli anni successivi. Come a dire che si fanno lenti passi avanti e poi si torna anche indietro.

Perché? Per lo più per consuetudine e perché non c’è ancora una diffusa abitudine a pensare che anche le donne possano essere soggetti in grado e utili a rappresentare interessi collettivi. Banalmente perché affidarsi al già visto e sentito e conosciuto (maschile) è più rassicurante, anzi più facile, mentre le donne patiscono un problema di visibilità sociale, legata spesso al fatto che non occupano posti di rilievo, quindi di notorietà, nemmeno nella società e nel mondo del lavoro.

Nessuno vota una donna solo perché è donna, tutti votiamo qualcuno che conosciamo. In tutti i comuni italiani sopra i 5000 abitanti si vota con la doppia preferenza di genere (donna/uomo o uomo/donna) dal 2012 e questa norma ha permesso di innalzare il numero di elette nelle istituzioni locali. Solo nei comuni della Regione Trentino Alto Adige questa regola non vale, perché nonostante io abbia tentato con alcune colleghe in due diverse legislature di farla approvare come nel resto del Paese, il Consiglio a prevalenza maschile l’ha impedito due volte.

Dunque domenica e lunedì in Trentino potremo esprimere due preferenze: per una donna e un uomo, ma anche anche per due donne o due uomini. Quello che è importante che sappiamo è che se non faremo tutti e tutte uno sforzo per cercare tra le candidate persone che conosciamo, riconoscendo le loro competenze e dando loro fiducia, noi rinunceremo ancora una volta a portare nei luoghi delle decisioni che ci riguardano, capacità ed esperienze che anche le donne possiedono. Molte si sono messe in gioco, a disposizione, per rappresentare i bisogni e le aspettative dei cittadini che sono tante e diverse e sono pronte ad assumersi la responsabilità di fare il meglio e anche di poter fare errori.

Qui non si discute del perché siano poche quelle che ci stanno, adesso è il momento di dare fiducia a quelle che ci sono, nelle diverse liste di tutte le diverse proposte politiche. Il vantaggio di avere donne elette nei consigli comunali e nelle giunte, insieme ai colleghi uomini, ricade su tutta la comunità, perché si smette di rinunciare ai talenti che esse esprimono.

Le donne in politica non sono né migliori ne’ peggiori degli uomini, ma ci devono essere, perché se non hanno anch’esse, con il proprio sapere e il proprio vissuto “il potere” di partecipare a migliorare la vita di tutti, ci perdiamo tutti. Apriamo gli occhi e scegliamo.

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Sara Ferrari
Consigliera provinciale

Oggi a Trento, presso il Liber Caffè, è stato invitato  Riccardo Nencini, presidente della Commissione cultura del Senato, in sostegno al candidato sindaco Franco Ianeselli. A presentarlo Lucia Maestri, segretario del PD.

Il titolo dell’incontro è “Ripartire dalla cultura”. Credo che sia una prospettiva esatta. Tutti promettono funivie, riqualificazioni, straordinarie opere dopo anni di immobilità. Le promettono anche coloro che sono stati, in questi anni, sostenitori politici di quella stessa immobilità. Ma è vero che senza cultura, si va poco lontani. L’uomo mangia, viaggia, fa il turista… ma senza motivazioni più profonde, senza una vita interiore, comincia persino a viaggiare di meno, ad appassionarsi di meno, a tutto, vita compresa.

Un Occidente sempre più sradicato, in cui dilagano droga, depressione e solitudine, ha poche speranze, anche economicamente parlando. Ho occasione di frequentare spesso bambini e giovani che vengono dall’est, un tempo comunista: dopo decenni di materialismo che ha ucciso il corpo e l’anima di intere generazioni, sono oggi, molto spesso, con una marcia in più. Hanno capito tante cose!

Ebbene torniamo alla cultura. Bisogna intendersi sul tema. Personalmente da questo punto di vista la vedo al contrario del senatore Nencini, il quale è noto soprattutto per una proposta di legge, insieme ad altri senatori del PD, radicali e del M5S. Una proposta volta ad abolire l’ora di religione dalle scuole italiane. Abolizione: senza se e senza ma.

Ora il fatto è questo: non solo la nostra civiltà, ma tutte le civiltà hanno una matrice religiosa molto profonda.

L’Italia, in particolare, è segnata dalla storia del cristianesimo, al quale dobbiamo non solo le cattedrali, la bellezza di tante statue, dipinti, ecc., ma anche il concetto stesso di diritti umani, gli ospedali, la tutela dei deboli (orfani, vedove, poveri…). Si può anche non essere credenti, ma non si può fingere che la cultura non abbia a che fare anche con la fede: quella di Dante, di Petrarca, di Manzoni di Botticelli e Michelangelo… Si possono anche sostenere droga libera, eutanasia, utero in affitto ecc., come fanno molti candidati che appoggiano Franco Ianeselli, ma non perché questa visione del mondo è opposta a quella cristiana, si deve togliere, a chi lo desidera, il diritto di conoscere le radici della propria civiltà.

La coalizione di sinistra ha cercato più volte di impadronirsi di Alcide Degasperi e dei padri dell’Europa: ma la stessa Europa, che avevano immaginato certamente più equa e solidale di quella odierna, è nata proprio dalla visione di fede di Degasperi, Adenauer e Schuman. I quali ritenevano che una rinascita fosse possibile proprio tornando a quei principi evangelici che comunismo, fascismo e nazionalsocialismo avevano cercato di cancellare.

 

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Francesco Agnoli

La bella esperienza dei Verdi, che insieme a Rinascita di Rovereto sostengono la candidatura a sindaca di Gloria Canestrini, si è evidenziata in una campagna elettorale entusiasmante, capillare ed energica. Il grande impegno e il lavoro sul territorio meritano perciò un’ attenzione che spero si concretizzerà con l’ apprezzamento al momento del voto. È una lista di persone competenti e appassionate alla buona politica, donne e uomini coraggiosi che hanno messo in campo una grande ricchezza di contenuti sui temi che riguardano la bellissima e piena di potenzialità città di Rovereto. Di certo la coalizione che sostiene Gloria Canestrini è l’ unica vera e genuina novità di queste elezioni comunali. Non si tratta di semplice contrapposizione alla rassicurante, per qualcuno, riproposizione dell’ esistente cioè del sostegno al sindaco uscente Francesco Valduga.

E neppure solo dell’ opposizione a un centro destra ormai usurato, inconcludente e divisivo. È voglia di cambiamento con proposte concrete, avendo alla base ideali solidi. Un grande sforzo collettivo per concorrere al benessere e alla qualità della vita di Rovereto. Avere cura della sua storia, del paesaggio incantevole, della sua posizione geografica, della ricchezza naturale e culturale, della qualità urbanistica di pregio, ma non solo, ha significato definire obiettivi programmatici articolati e puntuali.

Un impegno dichiarato a cui certamente i Verdi roveretani si atterranno fedelmente. Al centro c’ è il cittadino, ci sono i bambini e i ragazzi, gli anziani, i migranti, i disabili e tutte le persone fragili. C’è l’ attenzione alla salute, alla qualità dell’ aria, al lavoro, alla Green Economy, alla cultura diffusa e al turismo sostenibile. Il ruolo dei Musei, patrimonio trentino e anche nazionale, i festival, la musica e l’ arte che si respira anche solo attraversando le vie di Rovereto sono beni comuni di eccellenza.

I Verdi intendono puntare però anche sull’ innovazione, la riqualificazione e la riconversione ecologica di aree degradate e attività ormai obsolete. Sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili. Viva è l’ attenzione a un territorio agricolo sempre più sano e libero dai pesticidi. A prodotti qualitativamente alti che non mettano a rischio la salute. Credono fortemente in una mobilità ciclo pedonale in sicurezza, a mezzi pubblici davvero competitivi per costi, frequenza e tempi di percorrenza. Hanno a cuore gli animali, esseri senzienti.

I Verdi di Rovereto sono convintamente partecipi della candidatura a sindaco di una donna competente e appassionata alla sua città. Finalmente una sindaca donna di valore a cui affidare con fiducia il compito difficile ma entusiasmante di amministrare un luogo così prezioso come Rovereto. I temi della giustizia sociale ed ambientale caratterizzano questa proposta a cui mi auguro aderiranno tanti cittadine e cittadine. Il cambiamento è possibile. Bisogna crederci. Auguri Rovereto!

 

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Lucia Coppola

Portavoce dei Verdi del Trentino

Nel nostro programma, depositato nel mese di luglio 2020 presso l’ ufficio elettorale, abbiamo specificato la seguente voce: “DISCARICA di Pilcante : cambio di destinazione in area agricola di pregio.” Questa resta e rimane la nostra scelta.

Nel frattempo desidero gentilmente ricordarvi che noi ci siamo attivati in merito alla discarica sin dal 27.12.2006, con opposizione prot.22211 ad approvazione della delibera consiliare “Proroga validita’ del programma pluriennale di attuazione a scala comunale per le aree estrattive per inerti ricadenti nel territorio comunale“ .

Con tale opposizione il Consigliere Angelo Trainotti si opponeva, 14 anni fa, alla volontà dell’Amministrazione di trasformare la cava Manara in discarica: «… Prorogando indiscriminatamente l’autorizzazione estrattiva anche alle cave esaurite appare evidente la volonta’ di non fare rispettare le prescrizioni del disciplinare riferite al ripristino e di far approvare in maniera subdola la proposta di discarica della ditta Cave di Pilcante…».

La sua voce unica ed inascoltata veniva silenziata all’unanimita’ da tutte le forze istituzionali presenti in Consiglio comunale che rigettavano l’opposizione. La nostra attività, contro la discarica, è sempre stata evidenziata in Consiglio comunale ed attraverso i media.

Innumerevoli le osservazioni e le interrogazioni presentate all’Amministrazione comunale ed al Dipartimento Territorio Ambiente Energia e Cooperazione di Trento.

Il nostro “NO DISCARICA” di Pilcante è un no che parte quindi dal lontano 2006 non certo suscettibile di variazioni né sensibile a lusinghe.
Restiamo sconcertati ed invero preoccupati dallo slogan odierno del Sindaco uscente che nella sua pagina ha dichiarato “NO ASSOLUTO ALLA DISCARICA DI PILCANTE” ma nel testo specifica: “La nostra coalizione è nettamente contraria alla possibilità di realizzare una grande discarica nell’area relativa alla cava Manara in zona Pilcante”. Gia’ prevede di passare dai 2.000.000 di metri cubi dell’attuale discarica agli eventuali 1.500.000 metri cubi di una discarica piu’ piccola con buona pace dei censiti alensi.

Ci ritroviamo nella stessa situazione del 2006 ma speriamo che ora gli alensi tengano gli occhi aperti e sappiano valutare.

 

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Giuseppe Stanca

 

Ieri mattina, passando davanti ai manifesti elettorali, saltava all’occhio evidente un atto di vandalismo effettuato da qualche povero di spirito che non apprezza, evidentemente, il pluralismo politico.

Alcuni manifesti elettorali di candidati di Forza Italia sono stati strappati in molte parti della città della Quercia.

Con la coordinatrice di Azzurro Donna provinciale Mirka la Sorsa, particolarmente attenta ai temi della sicurezza e del decoro cittadino, abbiamo ritenuto di segnalare il fatto alle autorità competenti al fine di difendere il nome di Forza Italia e della credibilità di tutti i candidati.

La politica si fa nel rispetto di ognuno e seguendo le regole comuni. Abbiamo piena fiducia nelle autorità inquirenti e ringraziamo la loro immediata risposta.

 

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Paolo Vergnano
Mirka La Sorsa

Gentile direttore, desidero per portare gli auguri a tutti i candidati alle politiche amministrative della città roveretana, seconda città del Trentino.

Dopo cinque anni di Valduga Junior, medico oncologo nonché essere riuscito a diventare pure un “mediatore famigliare” all’interno della sua stessa maggioranza che vedeva, e ahimè vede tuttora, il medesimo problema di cinque anni fa con esponenti di destra e di sinistra, si ricandida con la stessa determinazione in cui un medico dà il bisturi finita l’operazione all’infermiere strumentista della sala operatoria ma a questo giro l’operazione non gli è riuscita proprio bene.

Dall’altra vediamo un Marco Zenatti convinto, tanto da aver deciso di correre da solo, un po’ alla Renzi che con il 3% decide le sorti del governo. Forse dopo quattro tentativi a sindaco e 20 anni di consigliere che sia la volta buona? Almeno Roberto Maffei è stato piazzato in Cassa Rurale da vicepresidente.. I Cinque stelle con la delusione Paolo Vergnano hanno, e lo vedremo un calo di voti, non più l’immaginabile 8%, ma auguro al futuro candidato Alessandro Dalbosco di non cadere nelle viscere della politica ad personam..

La mia speranza è quella di vedere una Giunta meno gerontocratica, ma una Giunta più rivolta ai giovani con i giovani. Comportamento genera comportamento sia nella comunicazione ma lo possiamo affermare anche nel governo locale e qui ne abbiamo l’esempio “grazie a Valduga junior”

Come sostenitore della destra non posso che contribuire alle sorti di questa città auspicando i punti focali che sono dovuti dalla democrazia e il rispetto del lavoro svolto dal precedente governo locale e auspicando una riuscita vincente al candidato sindaco Andrea Zambelli.

 

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Consigliere, Daniele Bertè

Buongiorno. In questa campagna elettorale, tutti i fronti, hanno fatto un gran parlare del Monte Bondone e del suo rilancio. Voglio tralasciare la parte politica che ha governato per decenni e ora vuole il rilancio, perché poteva farlo da tanti anni.

Non entro nemmeno nel merito dell’altra parte politica che è all’opposizione che promette di realizzare opere importanti per il rilancio del Monte Bondone.
Oggi vorrei parlare a tutte le forze politiche.

Tutti nessuno escluso. Da ex albergatore, direttore d’albergo e imprenditore del Monte Bondone vi posso garantire che ne ho viste e sentite di tutti i colori in questi anni. Una cosa però è certa. BASTA.

Credo che sia l’ora di dire BASTA a tutto questo gioco e tira-molla con la pazienza degli imprenditori e dei cittadini.

Nel 1988, oltre 32 anni fà (l’anno prossimo saranno 33 anni, una vita per i cattolici 😉 ), vi era un progetto condiviso con quasi tutti gli operatori, molto dettagliato, sulle esigenze del Monte Bondone per poter sopravvivere e crescere….bene, guardate e leggete questo piano……i punti sono quasi tutti attualissimi e indispensabili anche ora. Alcune cose sono anacronistiche, oppure non più realizzabili, ma la maggior parte è “ancora in auge”.

Purtroppo sono passati tanti anni, mio padre Alberto Garbini non c’è più, nemmeno il Sig. Vittorio Barbieri è riuscito a vedere il rilancio del “suo” Bondone. Mi piacerebbe che alcune persone, colonne portanti della montagna come Albertina Calovi o Lino Nicolussi (ad esempio), abbiano la fortuna di riuscire a vedere il traguardo del rilancio del Monte Bondone… lo spero con tutto il cuore.

Per gli operatori, per i cittadini, la cosa peggiore è questo continuo tira-molla che deteriora gli animi, fà scappare gli imprenditore ed allontana i cittadini da questa splendida montagna.

Se poi si decide che il Monte Bondone va bene così…perfetto. Basta saperlo e smettere di alimentare illusioni o speranze che fanno solo procrastinare scelte di investimento privato o di vita delle persone che gravitano sul Monte Bondone.

Voglio concludere con un appello a tutti: “Il Monte Bondone è una risorsa ANCHE DOPO la campagna elettorale”. Ricordàtelo. Sempre.

 

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Carlo Garbini

Come più volte detto il sindaco Welponer e la sua Giunta non ha mai portato nelle sedi istituzionali la ventilata ipotesi di spostamento dell’ospedale di Fiemme. Ora emerge da un’interrogazione che lui in una riunione assieme al presidente della Comunità territoriale della val di Fiemme era stato informato da Trento di questa ipotesi che fra l’altro da quanto ci risulta Trento ha già abbandonato.

Welponer, Ornella Vanzo e Finato che come detto è della stessa provenienza probabilmente l’avevano condivisa senza renderne edotto il consiglio comunale. Ciò detto nel caso venissi eletto Sindaco prima di prendere una decisione così importante sarebbe mia intenzione sentire la popolazione per assumere una decisione condivisa.

Come da me sempre affermato l’ospedale può essere sostenuto solo se si parla di ospedale delle “valli dell’Avisio” pertanto ogni decisione deve essere assunta anche con la condivisione delle altre amministrazioni.

 

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Mario Rizzoli

Candidato Sindaco

 

Lista bella lista. Uniti è meglio. In tempi di sfrenata ricerca identitaria da parte di singoli e partiti, credo che l’esperimento di Europa Verde Trento per le elezioni comunali sia davvero degno di nota. Essere riusciti, infatti, a costruire un simbolo composito con le formazioni politiche di Europa Verde, è Viva, Sinistra Italiana e Volt è già, per noi che ci abbiamo lavorato con tanto impegno, una piccola, grande vittoria. Abbiamo messo insieme le nostre storie personali e politiche, le nostre differenze, in nome di tanti obiettivi importanti che ci uniscono, per dare al nostro elettorato la possibilità di votare persone credibili e competenti, sulla base di un programma chiaro, argomentato e di immediata comprensione.

Non è stato semplice ma credo che l’esserci attivati per tempo e partendo dagli obiettivi che ci prefiggevamo, dentro la larga coalizione che sostiene il candidato sindaco Franco Ianeselli, ci abbia consentito di conoscerci, di mettere in comune idealità, di imparare ad ascoltarci, a dibattere, a far sintesi; di mettere a confronto linguaggi diversi e utilizzarli nel modo migliore.

Il passo successivo è stato quello del coinvolgimento delle candidate e dei candidati che generosamente si sono resi disponibili a fare squadra. È una lista che mette insieme donne e uomini in numero pari, età diverse e, come dicevo, anche provenienze politiche ben definite, se pure ascrivibili ad una stessa area: di sinistra, ambientalista e fortemente europeista. Tanti di noi da tempo si sentivano chiamati in causa dai cittadini che mal sopportavano che i piccoli partiti non trovassero forme di aggregazione tali da consentire risultati accettabili e una presenza nelle istituzioni, scongiurando la dispersione dei voti.

Così è nata Europa Verde Trento. Il Covid 19 non ci ha fermati, abbiamo continuato a incontrarci online, ad affinare il programma, a mantenere un rapporto diretto con il nostro candidato sindaco e il resto della coalizione, a creare momenti di approfondimento sui temi ambientali, sociali, sanitari, dell’educazione e della cultura, a cui tutte le formazioni politiche di Europa Verde Trento hanno dato il loro contributo. Siamo stati molto felici dell’adesione dei giovani europeisti di Volt e ora il colore viola che li contraddistingue campeggia felicemente insieme al verde e al rosso.

Le elezioni comunali in una città capoluogo sono un momento di grande coinvolgimento anche umano. Ciascun gruppo o partito, ogni singolo candidato smuove potenziali elettori sulla base di una vicinanza che è anche fisica, amicale, lavorativa e pure parentale. Sarebbe bello però che gli elettori votassero sulla base dei programmi, dei progetti che si vogliono mettere in campo, dell’idea di città che vi è sottesa. Le nostre parole d’ordine unificanti riguardano l’equità sociale e quella ambientale. Facce di una stessa medaglia, interdipendenti e sempre più connesse. Riguardano la parità di genere, che non significa solo mettere donne in lista, ma pure votarle e farle votare.

Siamo una lista con la parità perfetta, 20 e 20. Significa riconoscere il valore aggiunto del pensiero femminile, delle competenze professionali, degli studi, delle capacità imprenditoriali, civili e politiche che le donne sanno mettere in campo, pur in un paese come l’Italia ancora molto arretrato sul piano sociale, familiare e del riconoscimento del lavoro che, come sappiamo, non riceve lo stesso trattamento salariale e pensionistico a parità di mansione. E i mesi terribili del lockdown ne sono stati una prova palpabile. Sappiamo anche quanto scarsa sia ancora la presenza femminile nelle istituzioni e quanta fatica costi alle poche che ci arrivano e che portano sulle loro spalle anche il lavoro di cura e quello fuori casa.

Abbiamo a cuore il rispetto dei diritti civili e dell’orientamento sessuale. Pensiamo e crediamo che la storia e la bellezza paesaggistica e artistica di Trento meritino un’ urbanistica di qualità, limitando il consumo di suolo, riqualificando e valorizzando l’esistente; che le politiche energetiche debbano indirizzarsi decisamente verso le energie rinnovabili riducendo al minimo l’utilizzo dei combustibili fossili. I cambiamenti climatici stanno mutando anche il nostro mondo e l’istituzione comunale deve fare la sua parte. Pensiamo che vada monitorata la qualità dell’aria, responsabile di malattie invalidanti e causa di morte soprattutto per i soggetti più fragili.

E dunque che l’attenzione alla mobilità sostenibile diventi il nucleo portante di un’azione di governo comunale non più rinviabile. La nostra città ideale incentiva il verde pubblico, pensa ai bambini e ai disabili, si prende cura delle fragilità, del benessere di una comunità coesa e solidale, crea cittadini responsabili dei beni comuni materiali e immateriali, educa all’accoglienza. Tutti questi punti e molti altri noi li definiamo compiutamente e facciamo proposte concrete.

Diciamo molti SI’ importanti perché pensiamo che le “concrete utopie” di Alexander Langer si debbano nutrire di visione e di azioni politiche conseguenti. Fin qui è stata una bella avventura chi ci ha arricchiti tutti e che confido potrà continuare nel Consiglio comunale di Trento. In quel Palazzo Thun che deve essere sempre più luogo di dignità, di valori, di cultura politica e di rispetto. Trasparente e disponibile sempre ad accogliere, ascoltare e sostenere i suoi cittadini. A prendere le decisioni più giuste per il bene comune.

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Lucia Coppola

Europa Verde del Trentino

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