LANCIO D’AGENZIA

Strike! Premia i vincitori della quinta edizione. Si è svolta sabato la serata di premiazione dell’edizione on line del concorso; Fabjan Thika, Nicolle Boroni e Fabio Catania sono i tre vincitori della quinta edizione di “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose”, il progetto realizzato dall’Agenzia provinciale per la famiglia, natalità e le politiche giovanili in collaborazione con Fondazione Demarchi, Cooperativa Smart e Cooperativa Mercurio. “Strike!” è il concorso destinato agli under 35 che hanno realizzato un progetto o un’iniziativa di successo nella loro vita e vogliono condividere la propria storia con altri giovani per ispirarli a realizzare nuovi progetti o completare con successo quelli in corso.

Il premio di 1000 euro è andato rispettivamente a:

Fabio Catania, ricercatore bolzanino, il quale ha creato “Emoty”, un’interfaccia che dal tono di voce permette di riconoscere le emozioni di chi pronuncia le frasi; dopo l’interessamento di Ibm e Google, oggi viene usato da tre centri terapeutici di Milano per la regolazione emotiva;
a Fabjan Thika, ideatore della House of Boxing di Trento aperta assieme alla moglie Manuela con lo scopo di dare supporto morale e nello studio ai ragazzi in difficoltà che si sentono soli e smarriti, come lo era lui diversi anni fa;
a Nicolle Boroni, giovane rendenese di Bocenago, protagonista di una storia di riscatto; persa la mano destra a 5 anni, oggi svolge diverse opere di volontariato all’estero occupandosi dei bambini più sfortunati e arrampica in montagna.

Lo stesso Fabio Catania e il gruppo TiramiScience hanno vinto pari merito il riconoscimento del pubblico quali migliori progetti (500 euro). E così pure il premio “Storytelling” messo in palio dal partner Favini, una tra le aziende nazionali più rinomate nella cartotecnica, ha visto due vincitori pari merito: Giorgio Romanese ed Elisa Vinciguerra. Il primo affina la stagionatura del suo spumante immergendo le bottiglie nel lago di Levico, la seconda ha prodotto e venduto a fini benefici mascherine cucite con stoffe di recupero.
Con un ottimo seguito alla diretta streaming da parte del pubblico social (circa 250 spettatori in contemporanea su Facebook e YouTube, e visualizzazioni ora oltre quota, in continua crescita), la serata in versione on line presentata dalla giornalista Francesca Re e dallo striker 2019 Lorenzo Ferrari si è aperta come da tradizione con il saluto del dirigente Luciano Malfer: “I nostri striker sono degli ambasciatori del positivo – ha dichiarato -. In questo periodo in particolare c’è grande bisogno di raccontare le loro storie e divulgare il messaggio di positività, di andare oltre la fatica, spostare i nostri obiettivi sempre un po’ più in là e costruire una società sempre più positiva”.

Sono seguiti i consigli dell’innovatore Alessandro Garofalo il quale ha spronato gli striker a sfruttare il web per dare visibilità alle loro idee, progetti, pensieri e il saluto della presidentessa della giuria Francesca Dallapè. La vicecampionessa olimpica di Rio 2016 ha ricordato ai finalisti di non smettere mai di sognare e porsi sempre grandi obiettivi da raggiungere. Quindi il via alle esposizioni – video dei 10 finalisti. Il primo a svelare la sua storia è stato Giorgio Romanese, poi è toccato a Elisa Vinciguerra, Trentino History, alle Cap Girls, Fabio Catania, Mattia Ferigutti, TiramiScience, Nicolle Boroni, Ludovica Serafini Fabian Thika. Tutti loro sono stati incalzati dalle numerose domande che ha posto il pubblico da casa. In conclusione, la premiazione dei tre vincitori scelti dalla giuria, composta dalla già citata Dallapè, Aaron Giordani, Barbara Ganz, Tommaso Montefusco, Marco Parolini, Sofia Khadiri, Carla Esperanza Tommasini, Florinda Saieva e Francesca Vecchioni.

Le foto e il video della serata sono disponibili sulla pagina Facebook di Strike

Informazioni sul concorso e sulla giuria al sito internet:

Martedì 24 novembre dalle ore 18:00 alle 20:00. sulla piattaforma Teams si terrà il quinto incontro di “La diversità è valore”.

Si tratta come noto di un itinerario formativo promosso dalle Acli in collaborazione con diversi enti e soggetti attivi sul fronte dell’accoglienza.

Domani sera parleremo di come il fenomeno migratorio viene presentato a livello mediatico e gli effetti della visione che questo veicola sulla popolazione.

Faremo anche un accenno alla formazione di stereotipi e pregiudizi e a come questi influenzano i comportamenti in direzione spesso di atti discriminatori.

Il relatore è Andrea Cagol, dell’Area Comunicazione del Cinformi.

 

Progetto Stardust, dieci auto elettriche per il parco macchine comunale. Nell’ambito del progetto europeo Stardust, sono state acquistate dieci Nissan Leaf elettriche in sostituzione di altrettante auto presenti attualmente nel parco macchine comunale. Si tratta di auto che hanno raggiunto un’anzianità di servizio molto alta e che rientrano tra quelle maggiormente inquinanti.

Nissan Leaf ha un’autonomia di circa 300 km con una ricarica completa. I dati relativi ai consumi, tempo di ricarica, insieme ad altri dati verranno poi analizzati in modo da poter valutare le prestazioni dei mezzi ed i loro consumi. I veicoli sono stati acquistati a seguito di gara europea al prezzo di 24.500 euro più Iva. La rottamazione di altrettanti mezzi ante Euro 5 ha dato la possibilità di accedere all’ecobonus statale pari a 6 mila euro. Verrà inoltre richiesto la concessione dell’incentivo provinciale, pari a euro 6 mila euro per ogni vettura.

Stardust è un progetto finanziato dall’Unione Europea che mira allo sviluppo di città “intelligenti e efficienti” grazie alle nuove tecnologie. Arrivato al terzo anno dei 5 previsti, coinvolge tre città: Trento, Pamplona (Spagna), Tampere (Finlandia).

Per Trento gli interventi di Stardust riguardano la riqualificazione energetica degli edifici, l’utilizzo di sensoristica IoT per la raccolta di dati in vari ambiti e infine la mobilità elettrica. In questo ultimo ambito sono previsti molti interventi. Fra questi la sperimentazione della consegna “ultimo miglio” nel centro storico con l’utilizzo di mezzi elettrici a cura di Trentino Mobilità e con la partnership di Interbennero; l’installazione di 20 colonnine di ricarica aperte al pubblico distribuite sul territorio comunale (fondovalle e alcune circoscrizioni attualmente non dotate di colonnine) e la sostituzione di alcuni mezzi più inquinanti della flotta comunale con mezzi elettrici.

L’intervento sulla logistica dell’ultimo miglio prosegue nella sua definizione. Inoltre, grazie all’Innovation Challenge svoltasi nella primavera scorsa insieme a CLab Trento e a 33 studenti dell’Università di Trento, è stato creato il branding del ramo d’azienda di Trentino Mobilità che svolgerà il servizio.
Grazie anche all’aiuto di Eurac Research, partner e co-coordinatori del pacchetto di lavoro di Trento, è stato predisposto il piano per l’installazione delle colonnine di ricarica distribuite sul territorio comunale ed il relativo bando che verrà pubblicato a breve.

Terzo intervento, ma non per importanza, è appunto l’ammodernamento della flotta dei mezzi comunali con mezzi elettrici, con il conseguente abbattimento delle emissioni inquinanti di Co2.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, martedì 24 novembre conferenza stampa. In diretta sulla pagina Facebook della Provincia.

Alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è programmata per domani – martedì 24 novembre alle 14.15 – una conferenza stampa durante la quale saranno presentati i dati relativi alla violenza di genere in Trentino contenuti nella pubblicazione annuale resa possibile dalla proficua sinergia tra istituzioni e forze dell’ordine coordinata dall’Osservatorio provinciale sulla violenza di genere.

Sarà inoltre l’occasione per presentare le azioni messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento. Alla conferenza stampa parteciperanno l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e i rappresentati delle istituzioni impegnate nel contrastare il fenomeno.

L’appuntamento potrà essere seguito collegandosi alla pagina Facebook della Provincia:

Lo stupore, la mancanza, l’immaginazione. Racconteremmo una bugia se dicessimo che questo novembre non ci ha sorpreso.

Ci ha colpito come un pugno in pieno volto la perdita di Piergiorgio Cattani, mente vulcanica e presenza costante nella breve ma intensa storia politica e culturale di Futura. La sua morte, così improvvisa da togliere il fiato, ci ha lasciati senza parte delle fondamenta della nostra casa comune. L’ha resa più fragile, ne ha minato le certezze. Non poteva essere altrimenti.

Nell’idea di Piergiorgio quella che stavamo vivendo era già l’inizio della fase 2.0 di Futura. Dopo le Provinciali, il primo moto spontaneo e impetuoso e il successivo bisogno di rifiatare, ecco il risultato alle elezioni comunali che – soprattutto nei due centri maggiori – pone Futura in un ruolo interessante, di governo e di sollecitazione alla vita politica di questo territorio.

Si stava partendo dalle nuove condizioni date (gli assessorati, le responsabilità, i progetti, l’organizzazione) per muovere i passi successivi quando un’altra notizia sorprendente ci ha raggiunti: Paolo Ghezzi ha deciso di dimettersi dal ruolo di consigliere provinciale. Ci dispiace. Lo ringraziamo per il ruolo che ha avuto nell’ideazione e nella costruzione di Futura ma non possiamo che sottolineare l’inopportunità e l’intempestività con cui ha condotto questo passaggio.

Non si mettono in dubbio le motivazioni personali che spingono a un cambio di vita (il ruolo in Consiglio Provinciale è complesso, totalizzante, spesso ingrato), ma la decisione di tirar dritto, rapidamente e senza la dovuta condivisione e soprattutto l’aver sorvolato sulle conseguenze è un gravissimo limite per chi si è proposto come guida di una comunità. La Politica è collettiva e partecipata, oppure non è.

A chi rimane tocca tenere insieme i pezzi e rendere visibile una traiettoria di futuro. Far sì che la perdita quasi contemporanea di due tra i padri fondatori non determini la fine di un’esperienza o la sua lenta disgregazione.

No, i motivi dell’esistenza di Futura rimangono chiari e necessari. Esprimere la vitalità di una comunità politica che attorno alle parole e alle pratica di solidarietà e partecipazione si ritrova e si impegna. Espanderne i confini, metterne alla prova le idee, in gioco le posizioni.

Valorizzare le energie e le competenze di amministratori locali che tanto nei grandi comuni del Trentino quanto nelle sue valli vogliono essere da stimolo al governo della cosa pubblica, al coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine, alla sperimentazione e sedimentazione di buone politiche di coesione sociale, di coordinato e sostenibile sviluppo.

Essere parte dell’opposizione sociale e istituzionale che da qui al 2023 dovrà allo stesso tempo contrastare le politiche sbagliate del governo provinciale a trazione leghista e costruirne una reale e credibile alternativa.

Fare parte di quelle nascenti alleanze che – a livello nazionale e globale – si danno il compito comune di rigenerare il pianeta e i suoi modelli di sviluppo, in nome di una democrazia cosmopolita che ci vede non solo retoricamente cittadini del mondo ma protagonisti della vita politica, economica e culturale.

Ci scusiamo, anche per errori che non ci sentiamo di aver commesso direttamente. Dobbiamo farlo. Ci scusiamo con tutti quelli che ne subiscono gli esiti o che in un certo senso sentono tradita la fiducia riposta in Futura. Gli elettori e le elettrici, i simpatizzanti e le simpatizzanti, i soci e le socie. E ancora gli alleati con cui condividiamo percorsi politici che riteniamo importanti e il Sindaco Franco Ianeselli, con il quale sarebbe servita maggiore condivisione in un passaggio tanto critico.

Paolo Zanella sarà il nuovo consigliere provinciale di Futura. Un subentro che non avviene in maniera lineare e indolore, e che può creare spaesamento. Abbiamo fiducia che Paolo garantirà la rappresentatività e l’efficacia dell’intervento di Futura sul campo – quello provinciale – che determinerà le sorti di una possibile rivincita nei confronti della maggioranza leghista, oggi a nostro avviso così dannosa per il nostro territorio.

In Consiglio comunale a sostituirlo sarà Nicola Serra e – confermato o meno l’importante assessorato che ci era stato assegnato – l’unica cosa che ci sentiamo di garantire è la nostra presenza responsabile, curiosa e attiva in ognuno dei molteplici temi che caratterizzeranno una consiliatura che, causa anche gli impatti del Covid19, è decisiva per ri-progettare le caratteristiche della nostra comunità e della sua convivenza.

Siamo stupiti e anche un po’ spaventati dal momento. Lo stupore e la meraviglia sono però i sentimenti che anticipano l’immaginazione e la creatività e da parte nostra quella è la direzione generativa che con costanza e passione vorremmo continuare a percorrere.

Vi chiediamo di farlo con noi. Di confermarci (ricostruendola passo passo) fiducia e di rimetterci in movimento, nonostante tutto. Sappiamo non sarà un viaggio comodo, ma altrimenti che avventura sarebbe.

 

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Futura, solidarietà e partecipazione

La Prima Commissione permanente di Vanessa Masè, ha approvato nel pomeriggio di oggi i tre disegni di legge che compongono la manovra finanziaria della Provincia. Diamo qui di seguito una sintesi del dibattito sugli articoli più significativi.

Da rilevare, all’articolo 19, l’ampia discussione sui contributi di ristoro agli impiantisti, gravata dalla consapevolezza della probabile non apertura degli impianti prima di gennaio, nemmeno per i turisti locali. Grandi aspettative nel Patto delle regioni alpine a sostegno dei mancati guadagni dell’industria turistica invernale.
Voto contrario di Tonini e Marini, astensione di Rossi.

 

Disegno di legge di Stabilità 75
L’esame è ripartito dall’articolo 9 del disegno di legge di stabilità sul quale è stato presentato un articolato emendamento che apre, tra l’altro, ad assunzioni e copertura del nuovo turn over per Trento e i comuni sotto i 5000 abitanti, se in forma associata. L’assessore Mario Tonina ha chiarito che in aula l’assessore competente Gottardi potrà essere maggiormente chiaro e dettagliato, ma che si tratta comunque del recepimento di una richiesta emersa in sede di Cal di poter garantire assunzioni per i Comuni al di sotto dei 5000 abitanti se in forma associata. Giorgio Tonini (PD) ha osservato che non si può dire al Consiglio provinciale che la norma è senza oneri perché è evidente che questa norma ha un effetto pratico perché le assunzioni non si potrebbero fare a legislazione vigente. Manca una relazione tecnica che precisi e quantifichi gli oneri e la capienza a bilancio della variazione proposta: è una carenza ricorrente di questo bilancio, inaccettabile dal punto di vista istituzionale, ha concluso motivando così il proprio voto contrario e chiedendo alla Giunta di presentare una relazione tecnica almeno per l’aula. Ugo Rossi (Patt), già intervenuto in tal senso al mattino, ha ribadito la forte contraddizione insita in questa norma e con questo impianto che tende ad uscire dalla logica delle gestioni associate e autorizza nel contempo l’assunzione di personale condizionandolo alle gestioni associate. Alex Marini (Misto) ha apprezzato l’intervento del collega Tonini che riflette un problema oggettivo, ovvero l’assenza di un’istruttoria che permetta una valutazione trasparente e documentata delle norme, aldilà dell’appartenenza politica. Politicamente, non è di secondo piano nemmeno l’aspetto politico sollevato da Rossi, ha detto e l’incoerenza dimostrata da queste norme. Claudio Cia (Agire) ha argomentato che a suo avviso non c’è un cambio di rotta: le gestioni associate sono sempre state criticate dalla corrente amministrazione perché venivano imposte. Il malessere emerso nelle comunità era legato proprio a questa imposizione, che l’attuale gestione ha rimosso. La norma in esame offre dunque una libera opzione, assicurando la capienza di personale per alcune gestioni. La norma è stata infine votata con 5 favorevoli e 3 contrari.

 

L’articolo 10 introduce il concorso per il personale docente della scuola primaria. Una norma che non comporta maggiori oneri a carico del bilancio in quanto già ad oggi la Pat sostiene le spese in relazione alle proprie necessità di organico. Si tratta infatti della stabilizzazione dei supplenti annuali. La norma è stata approvata con 5 voti favorevoli e 3 astensioni.

 

L’articolo 12 sul Fondo per lo Spettacolo è stato votato con un emendamento che modifica il comma 2, con il quale si introduce al possibilità per la Giunta di individuare gli interventi incompatibili ai fini dell’accesso al Fondo. 5 voti favorevoli e 3 astensioni.

 

L’articolo 13 votato con 3 astensioni, prevede la definizione delle convenzioni con gli enti strumentali per la gestione degli interventi formativi di medici specialistici e di personale infermieristico. Anche qui mancano la quantificazione e copertura dell’onere, ha notato Tonini.

 

L’articolo 14 approvato in forma emendata, prevede la concessione di contributi secondo un budget di 500.000 euro su ciascuno dei tre anni 21,22 e 23 e secondo modalità previste con delibera dalla Giunta, a coloro che si assicurano per ottenere una rendita in caso di non autosufficienza. L’emendamento approvato, ha comportato una modifica al comma 1 specificando che la deliberazione della Giunta definirà compatibilità e limiti di cumulo rispetto ad altre misure. Una norma apprezzata da Ugo Rossi perché tratta uno dei temi rimasti sullo sfondo dei ragionamenti fatti in quetsi ultimi anni sulla non autosufficienza. Sarà opportuno cercare di finalizzare in via prevalente questi aiuti nel momento in cui le forme assicurative fossero messe in campo da realtà promosse dalla Provincia, ha aggiunto. Marini si è associato ed ha chiesto maggiori chiarimenti in merito. Tonini ha confessato forte perplessità non sull’intenzione dell’articolo, sicuramente condivisibile, quanto sullo strumento che ha definito “rischioso”. Prima di tutto ha obiettato sulla mancanza di una definizione precisa della platea, poi ha messo in guardia sull’effetto non voluto, ma quasi certo per questi tipi di interventi-bonus di turbativa del mercato. Nella platea, ha precisato la presidente della Commissione Vanessa Masè che già si era informata sulle dinamiche di questo strumento, è stata indicata una fascia d’età giovanile, mentre quanto all’effetto distorsivo il problema non si pone, perché il premio vine individuato a livello nazionale, non su base territoriale. Mario Tonina ha confermato le finalità della norma e anche le dinamiche descritte da Masè. Tuttavia sarà la collega Segnana ad approfondire la tematica se i consiglieri lo riterranno opportuno.

 

L’articolo 19 che riguarda contributi a sostegno della stagione invernale 2020-21 è stato approvato con un emendamento. L’articolo prevede il sostegno agli operatori economici a parziale ristoro a consuntivo dei costi sostenuti per l’innevamento programmato, secondo criteri stabili dalla Giunta provinciale: stanziati allo scopo 5 milioni di euro.

Marini ha chiesto se a margine del ragionamento sull’apertura delle piste da sci sia stata fatta una riflessione sulla funzionalità delle strutture ospedaliere, con riferimento agli eventuali infortuni e all’attuale conversione delle strutture in ospedali Covid. Spinelli ha replicato che la riapertura delle piste a dicembre inoltrato si augura di coincidere con una curva discendente dei contagi e quindi con un minor carico sulle strutture ospedaliere. L’articolo è stato impostato con l’obiettivo di andare incontro ai danni eventuali che gli operatori economici subiranno in conseguenza dell’epidemia. Lo stanziamento della cifra di 5 milioni di euro, ha chiesto Rossi, è stata prevista a margine di un ammontare totale dei costi sostenuti dalle imprese? I 5 milioni dovrebbero coprire poco più di 1/3 dei costi per l’innevamento per una stagione non di successo, ha risposto Spinelli, tenendo conto anche di eventuali altre condizioni di ristoro assicurativo. Abbiamo perso il mercato turistico estero e pare che prima di gennaio sarà difficile avere anche quello locale, ha aggiunto Ivano Job (Lega), anche tenendo conto delle recenti comunicazioni da Roma che fanno pensare ad una riapertura oltre il 31 dicembre. La parte politica deve preparare e anticipare quello che potrebbe avvenire ed aver inserito questa norma è importante, ha aggiunto.

Vanessa Masè ha osservato che non possiamo pensare che essere pronti per aprire nel caso in cui ci siano tutte le condizioni per farlo in sicurezza significhi mettere il profitto davanti alla salute. Questo sforzo di comunicazione va fatto chiaramente, ha aggiunto. Giorgio Tonini ha detto di condividere le parole equilibrate di Masè: dobbiamo fare di tutto per difendere la nostra industria turistica in un anno drammatico. Tuttavia, ha fatto una riflessione tecnica, di introdurre un emendamento che permetta di spostare ad altre finalità i 5 milioni, qualora la stagione turistica legata alla neve dovesse saltare del tutto. Tendenzialmente il costo per il primo innevamento è tra i 18 e i 20 milioni di euro, ha replicato Spinelli. Job ha notato che l’innevamento in molte località è già partito e che comunque forse gli impianti potranno essere aperti almeno per i cittadini trentini. Altro aspetto che il consigliere legista ha suggerito di proporre al Governo qualora a Roma si decidesse di non aprire gli impianti, quello di spostare di una settimana le vacanze natalizie. Difficile pensare ad un’apertura degli impianti, nemmeno per i locali, ha chiarito il dott. Sergio Bettotti, citando il dpcm del 3 novembre scorso che permette l’apertura delle piste esclusivamente ai fini agonistici. Benissimo l’erogazione di questi 5 milioni di euro a ristoro degli impiantisti, ammesso che mi auguro ci saranno delle differenze tra società e società, ha osservato Rossi, ma poi c’è anche il tema dell’ampio indotto: cosa si farà per tutti questi? si è chiesto. Job ha detto che questa non sarà certo una stagione di guadagni, ma le società degli impiantisti che erano abituate a fare dei numeri importanti, avranno grandissime difficoltà perché sostegnono costi altissimi e questo intervento interverrà in maniera proporzionale su alcune rispetto ad altre.

L’assessore Spinelli ha ammesso la delicatezza dell’argomento e i danni potenzialmente elevatissimi sul comparto. Non abbiamo considerato ristori per le attività collegate al turismo invernale, ha detto, tuttavia è già sul tavolo della Conferenza delle Regioni un Patto delle regioni alpine con il Governo per ottenere una considerazione maggiore per i ristori sul turismo invernale. Un patto che tutti hanno sottoscritto e confermato convintamente sul quale contiamo molto per farci riconoscere un livello di indennizzo adeguato alle condizioni che verranno a verificarsi. Il consigliere Pietro Degodenz (UpT) ha ribadito che la non apertura degli impianti di risalita potrebbe comportare un danno nell’ordine di diverse centinaia di milioni di euro e dunque i 5 milioni potrebbero rappresentare un piccolo aiuto per partire, un piccolo aiuto agli impiantisti, che hanno dei costi fissi particolarmente alti rispetto alle altre attività. L’articolo è stato approvato con tre astensioni.

 

L’articolo 22 introduce misure per ristorare i minori ricavi delle aziende accreditate che operano nel settore termale trentino che abbiano registrato una perdita del 35% del fatturato. L’intervento sarà determinato in base a criteri stabiliti dalla Giunta provinciale nel limite del 30% dei minori ricavi e fino ad un massimo di 350.000 euro.

 

L’articolo 23 modifica la legge 6, con Ritirato l’emendamento aggiuntivo a firma Marini con l’obiettivo di valorizzare la filiera locale e collegarla ad uno strumento di welfare, ovvero l’assegno unico provinciale: sarà ripresentato per l’aula.

 

All’articolo 27 Tonina ha annunciato un emendamento modificativo che reca un aumento di 25 milioni di euro di investimenti frutto dell’accordo e condivisione del protocollo di finanza locale. Marini ha sollevato un’obiezione nella mancata condivisione preventiva e con congruo anticipo di informazioni utili per approvare le norme. Tonini ha raccomandato ancora una volta una relazione tecnica esplicativa, in particolare su variazioni di questa portata. L’articolo è stato approvato con 3 astensioni e 5 favorevoli.

 

 

A seguire l’organismo ha esaminato e approvato i 4 articoli del disegno di legge 76, il bilancio di previsione.

Le dichiarazioni di voto sulla manovra: 1 astensione (Patt), 2 contrari (PD e Misto) e 4 voti favorevoli

Ugo Rossi: l’impianto complessivo del bilancio chiederebbe il voto contrario perché ha un orizzonte temporale troppo breve. Tuttavia, ci asterremo perché il periodo storico è particolare e immaginiamo sia difficile programmare. Tuttavia, l’approccio dovrebbe essere quello di ricavarsi spazi di programmazione per il futuro, qui assenti e un confronto aperto, positivo e costruttivo con le opposizioni, che auspichiamo possa avvenire per l’aula. Ci auguriamo di poter dire la nostra ed essere ascoltati su alcuni temi, come Apt, tassa sul turismo, addizionale Irpef, Imis, smart working, maternità, bilanci delle rsa, sostegno alle piccole cooperative di tipo B ecc. Infine Rossi ha osservato che la liquidità della Pat sta aumentando e questo perché ci sono dei rallentamenti nella capacità di spesa. Quindi tutto ciò che abbiamo sentito dire sugli investimenti è solo il titolo di un tema e dovrebbe essere oggetto di riflessione da parte della Giunta.

Alex Marini: Voto negativo su una manovra che risente inevitabilmente della pandemia, ma ragiona in una logica tampone, con interventi emergenziali. I grandi temi assenti o non approfonditi a sufficienza sono la trasparenza, la digitalizzazione e lo sviluppo tecnologico, la sostenibilità e i cambiamenti climatici, l’urbanistica, i modelli organizzativi delle imprese e del lavoro, il tema dei diritti sanitari, del disagio psicologico ecc. Occorre infine una riflessione sulla partecipazione referendaria, allargando il più possibile il coinvolgimento dei cittadini delle politiche pubbliche.

Giorgio Tonini: voto contro perché al momento il bilancio politico è in rosso, spero ardentemente di poter modificare il giudizio per il voto in aula. Un bilancio deludente, perché manca una proiezione programmatica pluriennale di correzione delle previsioni in senso a noi più favorevole. Un conto è amministrare, altra cosa è governare e la Giunta attualmente al Governo confonde i due aspetti. Nel grafico Nadef allegato al bilancio, che fotografa il Trentino del 2017, ci sono forza e limiti del precedente governare: da quel grafico risulta che noi siamo avanti su tutto, in pari con le regioni del Nord su due aspetti come occupazione e garanzia di reddito minimo e siamo sotto su reddito e disuguaglianza. Ci si doveva dunque concentrare sulla produzione e distribuzione più equa del reddito, mentre di questo non se ne sta occupando nessuno: non vorrei che a fine legislatura il quadro sia notevolmente peggiorato.

Mara Dalzocchio (Lega): sosteniamo questo bilancio senza esitazione perché porsi degli obiettivi di medio periodo era doveroso, dovendo sostenere anche la ripartenza del tessuto economico. Un dato oggettivo e reale è che si è dovuto pensare un bilancio condizionato da questa pandemia e questo non può essere trascurato.

Vanessa Masè (Civica): voteremo questo bilancio con l’attenzione anche alle importanti suggestioni emerse dal dibattito di questi giorni. A volte è un rammarico dover amministrare anziché poter governare ed attivare scenari di lunga prospettiva. Ha raccomandato attenzione al tema della maternità, fondamentale in chiave demografica per i risvolti nell’immediato e nel futuro, ai 15.000 lavoratori stagionali del turismo ecc.

Mario Tonina: ha ringraziato tutti coloro che hanno seguito i lavori della Commissione, anche i colleghi di minoranza per gli stimoli e i contributi offerti, che potranno essere tradotti in aula in una discussione il più serena possibile. La Provincia ci chiede di essere attenti alle necessità che il momento richiede: oggi serve mettere in sicurezza il sistema per poter favorire una ripresa il più rapida possibile e con questa manovra avremo l’occasione per creare questi presupposti.

Bonus alimentare: rimborsabili le spese effettuate fino al 31 dicembre.Domanda online entro il 31 gennaio 2021.

Il Consiglio comunale ha istituito con deliberazione 28 luglio 2020 n. 116 un bonus alimentare per le famiglie residenti a Trento e con Isee ordinario o corrente, in corso di validità, non superiore a 20mila euro per spese sostenute tra il 15 settembre e il 31 dicembre 2020 presso punti vendita di generi alimentari anche artigianali, ristoranti, pizzerie e agriturismi di Trento.

È possibile presentare la richiesta del bonus alimentare in via telematica con autenticazione tramite Spid o tessera sanitaria attivata sull’applicativo, realizzato grazie alla collaborazione di Consorzio dei Comuni Provincia, Trentino Digitale e loro partner tecnologici.
Il bonus è un contributo una tantum non ripetibile e quindi ogni famiglia può ricevere un solo bonus alimentare, pari a 40 euro per le famiglie di un solo componente, 60 euro per le famiglie di 2 o 3 componenti e 100 euro per le famiglie di 4 o più componenti.

Alla domanda, che va presentata da una persona maggiorenne appartenente alla famiglia, deve essere allegata copia dei giustificativi delle spese sostenute (“scontrini”, “ricevute”).
Tutte le informazioni e le indicazioni per presentare domanda sono disponibili sul Catalogo servizi del Comune.

Per informazioni è possibile telefonare allo 0461/884883 o scrivere una mail a bonusalimentare@comune.trento.it.

Il codice di prenotazione sarà allegato al referto insieme al certificato di isolamento. Da domani i positivi al Covid-19 potranno prenotare il tampone molecolare di guarigione direttamente al Cup online. Chi risulta positivo al tampone (sia molecolare sia antigenico) riceverà, insieme al certificato di isolamento, anche un codice di prenotazione con cui potrà fissare in autonomia l’appuntamento per il tampone di guarigione direttamente al CUP online.

La procedura vale per tutte le persone risultate positive a partire dal 23 novembre. Per scaricare il certificato di isolamento e il codice di prenotazione basta accedere alla piattaforma TreC e FasTreC () o all’App TreC_FSE il giorno successivo all’esito del tampone.

Il codice di prenotazione è unico e permette di prenotare il tampone di guarigione non prima di dieci giorni dalla data di effettuazione del tampone positivo; con lo stesso codice si potrà prenotare, se il primo tampone dovesse risultare ancora positivo, anche il secondo tampone di guarigione a 15 giorni.

Codice alla mano, si potrà prenotare il tampone di guarigione al Cup online o tramite il portale TreC e l’applicazione TreC_FSE, scegliendo tra le varie sedi dei drive through sul territorio.

Ricordiamo che le persone positive ad un tampone antigenico o molecolare vengono messe in isolamento per 21 giorni dalla data di esecuzione del tampone. Viene quindi programmato un tampone molecolare a 10 ed eventualmente 15 giorni dal primo test: nel caso uno dei due tamponi risulti negativo, l’isolamento finisce in anticipo. Se i due tamponi risultano positivi, al 21esimo giorno (dall’effettuazione del primo tampone positivo) l’isolamento finisce senza necessità di altri test (l’unica condizione è che il paziente non abbia più sintomi da una settimana).

Il certificato di isolamento viene allegato al referto per tutti i positivi dal 12 novembre in poi. Chi ha avuto il referto di positività prima di questa data dovrà aspettare la chiamata della centrale sia per il certificato di isolamento sia per la prenotazione del tampone di guarigione.

Turismo invernale. Settore economico fondamentale, ma per aprire serve garantire sicurezza. “Politiche sanitarie, protocolli stringenti e l’Rt stabilmente sotto 1 sono fondamentali per dare un’opportunità vera alla ripresa delle stazioni sciistiche anche in Trentino. Servono comunque sostegni al reddito per i lavoratori”.

Dichiarazioni dei segretari generali di Cgil Cisl Uil Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti

“La stagione turistica invernale ha una valenza fondamentale per l’economia trentina visto che dà lavoro a migliaia di addetti ogni anno. Per questa ragione crediamo sia importante fare tutto il necessario per offrire una concreta opportunità alla ripresa delle attività turistiche in inverno, ben sapendo che questa dipenderà in tutto e per tutto dall’evolversi della situazione epidemiologica. E’ vero che oggi in lento miglioramento a livello nazionale ma le cose potrebbero anche tornare a peggiorare. Le conseguenze di una nuova esplosione dei contagi, tra l’altro, avrebbero effetti devastanti sul piano della salute pubblica, dell’economia e del lavoro.

Per questa ragione riteniamo indispensabile, in questa fase, evitare dichiarazioni demagogiche e irresponsabili fughe in avanti. Da adesso e per le prossime settimane ogni sforzo delle istituzioni deve essere volto a tenere sotto controllo la diffusione del Covid-19. Il che vuole dire mettere in atto strategie sanitarie e scelte organizzative per riportare l’indice di trasmissione Rt abbondantemente sotto l’1. Anche perché, qualora davvero si sbloccasse la mobilità tra regioni e con l’estero, l’eventuale afflusso di turisti comporterà inevitabilmente un aumento della pressione su ospedali e servizi sanitari. Più che proclami, serve quindi prudenza, impegno e massima trasparenza nella gestione dell’emergenza e nella comunicazione di tutte le informazioni relative ai contagi sul territorio provinciale. Non si potrà pensare di aprire, inoltre, se non a patto di protocolli gestionali stringenti, che dovranno essere validati dalle autorità scientifiche e sanitarie a livello nazionale, per garantire la sicurezza agli operatori turistici e agli ospiti delle località sciistiche.

Se, invece, malauguratamente non si dovessero verificare le condizioni sanitarie adeguate o se la stagione partisse a rilento, allora è fondamentale che lo Stato e la Provincia concorrano insieme all’individuazione delle misure di protezione e sostegno economico per le migliaia di lavoratori e lavoratrici trentini che restassero senza impiego nel settore del turismo invernale. Senza un piano serio di interventi a sostegno questi addetti rischiano di restare senza ammortizzatori sociali, né disoccupazione né cassa integrazione. Tutto questo avrebbe un impatto sociale gravissimo, soprattutto nelle aree di montagna dove gran parte dei redditi familiari derivano dall’economia turistica”.

 

Riapertura degli impianti sciistici, intesa tra le Regioni. Le Regioni hanno approvato un protocollo che prevede l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili e chiedono un incontro al governo. Kompatscher: “Importante dare prospettive”.

Approvate stamani (23 novembre) in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome le linee guida per la riapertura delle piste da sci. “E’ sicuramente prematuro parlare di possibili date – afferma il presidente Arno Kompatscher al termine della riunione -, per quello occorre attendere l’andamento epidemiologico, ma è opportuno definire già ora i criteri con cui si arriverà alla riapertura in modo che sia tutto pronto”.

Nel protocollo viene definita quale misura preliminare la necessità di limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, determinato in base alle caratteristiche del comprensorio sciistico, e con criteri omogenei che saranno definiti in accordo con i rappresentati di categoria e le Asl competenti. Nel documento si forniscono indicazioni sui monitoraggi necessari, sulla formazione del personale degli impianti, sulla sanificazione delle strutture, la creazione di percorsi che garantiscano il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, la possibilità di acquistare gli skipass online per evitare le code. Le seggiovie potranno essere utilizzate al 100% della portata massima, mentre per le cabinovie e le funivie è prevista la riduzione del 50%. Su tutti gli impianti è obbligatorio l’uso della mascherina chirurgica. La possibilità di riaprire gli impianti a fune è correlata all’andamento epidemiologico nei territori.

La proposta approvata dalle regioni sarà oggetto di confronto con l’esecutivo. A seguito delle indiscrezioni uscite sugli organi di stampa nazionali, che allontanano sine die la prospettiva di una stagione invernale, “le Regioni hanno chiesto al governo un incontro – chiarisce il presidente Kompatscher – per ribadire la necessità del loro coinvolgimento nei prossimi passi. E’ poi molto importante che si diano prospettive agli operatori del settore, i quali, in caso di mancata riapertura, avrebbero danni incalcolabili”.

“Sono state previste – afferma l’assessore Daniel Alfreider – molte misure di sicurezza come la riduzione della capienza degli impianti e l’introduzione di servizi digitali. Gli impianti a fune dovrebbero essere trattati come il trasporto pubblico locale con l’obiettivo di garantire spostamenti sicuri”. Naturalmente, aggiunge l’assessore “la sicurezza viene prima di tutto. Non appena tutto sarà regolamentato e ci saranno le condizioni per riaprire, si dovrà farlo perché questo è un settore centrale per l’economia al quale sono collegati molti posti di lavoro. Le linee guida sono state redatte dai rappresentanti di Alto Adige, Trentino, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia”.

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