LANCIO D’AGENZIA

Secondo appuntamento con la nuova rassegna estiva Risate al parco, proposta dal Centro Servizi Culturali S. Chiara e MUSE – Museo delle Scienze. Tre appuntamenti all’insegna del buon umore, che animeranno il Giardino del MUSE nel mese di luglio. Dopo lo spettacolo inaugurale che ha avuto come grande protagonista Loredana Cont, la rassegna prosegue con la comicità di Lucio Gardin ed il suo spettacolo “HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA”, da lui ideato e interpretato. Sabato 11 luglio, ore 21.30, Giardino del MUSE.
La Luna è fonte inesauribile d’ispirazione.

Siamo riusciti ad andare sulla Luna, è innegabile, ma ne abbiamo poi afferrato il mistero? La Luna è mutevole, in lei si rispecchiano gli uomini, con la loro vulnerabilità e incostanza. Allo stesso tempo è rassicurante, nella sua presenza fissa, silenziosa testimone del nostro progresso, e come una guardia risoluta ci contempla da oltre quattro miliardi di anni. Nello spettacolo si parla della Luna in diversi ambiti. In agricoltura, dove i contadini ne analizzano le fasi per piantare i semi e avere raccolti migliori, in letteratura con i racconti di poeti e romanzieri, al cinema con i grandi film di fantascienza, nella musica con le canzoni che gli sono state dedicate e nella tecnologia con un parallelismo tecnologico tra le due epoche (1969-2019). Basti pensare che siamo andati sulla Luna con un computer della potenza di due Commodore 64, e oggi ha 4 Terabyte di memoria anche il minipimer. Ah, la luna. Quante volte ci siamo fermati a fissare quella palla luminosa? Con le sue facce strane! A me piace guardarla, che sia piena o mezza. LUNA vale l’altra.

Biglietti disponibili al costo di 5 euro sul sito www.primiallaprima.it, presso le Casse Rurali di Trento e presso la biglietteria del Teatro Auditorium (da lunedì a venerdì, dalle 16 alle 19). Sarà possibile acquistare i biglietti anche la sera stessa dello spettacolo presso il MUSE.

Il vero problema a Trento non è che il capoluogo non sia stato inserito nella lista delle città turistiche, ma un’amministrazione comunale che non ha mai portato avanti un concreto piano di sviluppo turistico per la nostra città. Infatti in questi 11 anni di amministrazione Andreatta nulla è stato fatto per aumentare l’afflusso di turisti e si è preferito rimanere nell’inerzia, nonostante anche altre città abbiano intrapreso un serio percorso di sviluppo turistico.

Pensiamo ad esempio ai Mercatini di Natale, i quali devono proporre un’offerta che sia veramente competitiva e attrattiva, specialmente alla luce della spietata concorrenza provinciale, regionale ed europea. Come non citare poi l’assenza di una seria progettazione di eventi culturali da parte dell’Amministrazione, che pare aver completamente abdicato in favore dell’APT, già oberata di lavoro.

A Trento il famoso piano del turismo non è mai stato portato a termine ed è stato tirato fuori dal cassetto in fretta e furia a fine legislatura dall’Assessore Stanchina. In questo momento si sta assistendo ad un massiccio intervento della nomenklatura che, con tutti i mezzi a sua disposizione, punta a garantire il mantenimento dello status quo e ad arrestare il cambiamento che da anni proponiamo. Uno status quo che si basa solamente su una politica autocelebrativa, che guarda alla forma e mai alla sostanza.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere comunale Bruna Giuliani.

 

Foto: archivio Opinione

Nel corso nella notte, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito una Ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale Ordinario di Milano su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un trentenne italiano, indagato per “Istigazione a delinquere aggravata dall’uso del mezzo telematico”.

L’attività investigativa, sviluppata lungo un consistente lasso temporale, ha consentito di documentare l’assidua condotta posta in essere dall’indagato, il quale, aderendo pienamente all’ideologia estremista di matrice salafita, si è impegnato nel diffondere il credo propugnato dall’autoproclamato Stato Islamico, esaltandone le gesta in chiave apologetica e istigando i propri interlocutori a unirsi al jihad globale contro i miscredenti. A conferma di quanto è ormai consolidato, l’indagato, per realizzare il proprio disegno criminoso, si è avvalso della rete internet, strumento più efficace per colpire le fasce di popolazione mondiale maggiormente influenzabili, utilizzando i social media (tra gli altri, Facebook e la piattaforma “Sound Cloud”) per condividere immagini e documenti audio/video di esaltazione delle azioni violente del “Daesh”.

I fatti contestati, commessi in Milano dal novembre 2015 e tutt’ora in atto, sono aggravati dalle finalità di terrorismo internazionale e dall’utilizzo dello strumento informatico e telematico.

La pericolosità dell’indagato è stata avvalorata dal circuito relazionale – sia nazionale, sia internazionale – particolarmente qualificato, composto da una rete di persone dedite alla sistematica propaganda a favore dello Stato Islamico e dell’esaltazione del Jihad mediante la condivisione di post e commenti sui Social.

I dettagli dell’operazione verranno fornito nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Milano alle ore 12.00.

Il governatore Maurizio Fugatti incontra il presidente del TAR Fulvio Rocco. Il presidente Maurizio Fugatti ha incontrato ieri pomeriggio in Provincia il nuovo presidente del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, Fulvio Rocco, accompagnato dal segretario generale Andrea Segatta. Una visita di cortesia finalizzata a ribadire la piena collaborazione, nel rispetto dei propri ruoli, fra i due enti.

“Il TAR – ha detto il presidente Fugatti – svolge con grande efficienza in Trentino il proprio ruolo di controllo, fondamentale per regolare i rapporti fra i cittadini e la pubblica amministrazione, contribuendo così a rafforzare quella coesione sociale che è una delle peculiarità del modello autonomistico”.

Il presidente Rocco, di origini friulane e conoscitore delle autonomie locali, ha ringraziato la Provincia per il supporto che da sempre offre a livello organizzativo. Supporto che ha permesso al TAR di Trento, in questi mesi di lockdown, di continuare a garantire l’operatività degli uffici e di ripartire, primo in Italia, con udienze alla presenza dei giudici.

Nato a Trieste nel 1954, il presidente Rocco, dopo l’esperienza maturata nell’amministrazione della Regione Friuli Venezia Giulia, ha svolto dal 1988 la funzione di Magistrato del T.A.R. in Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio. E’ stato anche eletto a ricoprire la carica di membro supplente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, organo di autogoverno dei magistrati dei Tribunali amministrativi regionali e del Consiglio di Stato.

 

La DIA di Caltanissetta ha dato esecuzione ad un decreto di confisca, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione di quel Tribunale su proposta del Direttore della DIA, Generale di Divisione Giuseppe Governale, nei confronti del libero professionista Rosario Marchese, 32enne di Caltagirone (CT) ma residente a Brescia, agli arresti, per reati di mafia, presso il carcere “Opera” di Milano.

L’odierno provvedimento, che gli ha altresì aggravato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per ulteriori due anni, trae origine da un’attività condotta dal I Reparto Investigazioni Preventive della DIA, finalizzata alla localizzazione degli illeciti patrimoni riconducibili alle organizzazioni mafiose, che ha permesso di focalizzare l’attenzione su Marchese Rosario, “contiguo” sia alla “Stidda” che al noto “clan mafioso dei RINZIVILLO” di Gela (CL), operante sia in Roma che in tutto il territorio nazionale.

Gli accertamenti condotti nel 2018 dal I Reparto della DIA e gli ulteriori riscontri effettuati dal Centro Operativo di Caltanissetta, hanno consentito di mettere in evidenza il suo repentino incremento di ricchezza, ritenuto complessivamente “anomalo” rispetto alla dichiarata posizione reddituale, risultata sproporzionata anche in rapporto all’elevato tenore di vita, al consistente patrimonio immobiliare e, soprattutto, alla sua ascesa imprenditoriale concretizzatasi, in brevissimo tempo, con la costituzione, nel nord Italia, di numerose società operanti in molteplici settori commerciali, risultate tutte direttamente o indirettamente a lui riconducibili.

Il provvedimento di confisca, che segue il sequestro effettuato nel febbraio del 2019, ha interessato beni stimati in oltre 15 milioni di euro:

– 11 società e 2 ditte individuali con sedi a Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Verona, Roma e Gela (CL), operanti nei settori della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar;

– un’opera pittorica di assoluto valore artistico risalente al XVII secolo (per un valore di circa sei milioni di euro);

– una holding con uffici a Milano in via Montenapoleone;

– una società di noleggio che gestisce, presso la struttura aeroportuale del Catullo di Verona, una flotta di vetture di lusso;

– una società con sede a Roma, che sponsorizza e partecipa a prestigiosi campionati monomarca di auto da competizione;

– 5 beni immobili e 50 rapporti bancari.

Due milioni e mezzo di euro spesi per proteggere i nostri deputati dal covid. Le cifre spese dalla Camera dei Deputati mentre gli infermieri italiani combattevano contro la morte.

«Leggo con stupore, da cittadino prima ancora che da Presidente nazionale di un sindacato di infermieri, le cifre, pubblicate dagli organi di stampa nei giorni scorsi, relative al bilancio di spesa della Camera dei Deputati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

1,7 i milioni di euro, spesi per i servizi medico-sanitari, che approderanno in aula nel progetto di bilancio per l’anno finanziario 2020, e ben 800mila gli euro aggiuntivi alla voce “Prodotti farmaceutici e sanitari”. Superano quindi i due milioni di euro, esordisce De Palma, leader del Nursing Up, le uscite durante il tragico periodo del Covid.

Ci piace, pensare, dice ancora De Palma, che nei soldi spesi sia stata inclusa anche la “voce infermieri”, prendendo atto che dei nostri colleghi siano stati impiegati, con la loro professionalità, per tutelare la salute dei nostri Deputati. Ma nonostante questo la cifra ci sembra davvero esagerata.

Poi, continuando a leggere la notizia, apprendiamo con maggiori dettagli “le voci” delle spese: oltre ai servizi infermieristici, si parla di un’ambulanza fissa per il biocontenimento (i mezzi sarebbero scesi da due inizialmente previsti a uno) ma soprattutto si fa riferimento all’utilizzo di termoscanner fissi che eviteranno di ricorrere in una fase successiva a professionisti appartenenti alla nostra categoria. Per non parlare poi delle ingenti spese sostenute per mascherine e guanti.
Bene, anche in questo caso avete messo gli infermieri alla porta. Meraviglioso direi!

Quanti soldi in ballo! E pensare che questo accadeva proprio mentre noi infermieri ci auto-tassavamo per comperare e mandare alle Regioni del nord le tute di bio contenimento che mancavano negli ospedali.

A questo punto, sbotta De Palma, dopo la riflessione iniziale, crescono la rabbia e il malcontento nei confronti di una classe politica che non ha mai visto da vicino questa pandemia.

E poi hanno pure il coraggio di chiedersi il perchè delle nostre battaglie nelle piazze italiane, per portare più che mai alla luce le carenze strutturali di questo sistema sanitario, che ci ingabbia in una situazione contrattuale che non riconosce il nostro valore e non ci “distingue”, da tempo immemore, per quanto meritiamo, e soprattutto nel ricordo dei colleghi che hanno profuso sul campo impegno, valori umani e capacità professionali, nella memoria di coloro che hanno perso la vita. Leggendo queste cifre ci si domanda se siamo parte di uno scherzo o tutto è pura, amara e triste realtà.

Cari Signori, lo abbiamo detto dal palco di Milano e lo ripetiamo ancora, continua De Palma. Il perno di questo sistema sanitario siamo noi e sempre lo saremo. Abbiamo combattuto nelle corsie contro “il mostro”, e mentre noi ci ammalavamo e vivevamo sulla nostra pelle la malattia e il dolore psicologico, ci chiediamo, ma voi dove eravate?

Le cifre spese per proteggere la vostra salute, come cittadini e come rappresentati del popolo, non andrebbero messe in discussione. In fondo cosa hanno a che fare con noi infermieri? Chi siamo noi per poter parlare in merito? Se non fosse però che noi abbiamo rischiato la vita per indennità ridicole, che i nostri premi, che non abbiamo mai chiesto ma che pure farebbero comodo alle nostre famiglie, sono spariti e riapparsi più volte, e che ancora l’agognato aumento di stipendio richiesto da tempo è solo una chimera.

Non potete a questo punto pretendere che leggendo queste cifre spese, un cittadino, prima che un infermiere, non inorridisca.
Soprattutto se si pensa a quanto ammontano i nostri stipendi, tra i più bassi d’Europa.
Noi abbiamo salvato la vita agli italiani, abbiamo visto la morte in faccia: voi, tranquilli nelle vostre “oasi dorate”, avete goduto di privilegi decisamente “speciali”.

Ad un certo punto della pandemia i nostri colleghi hanno indossato camici da macellaio per mancanza degli adeguati strumenti di protezione, e voi, cari signori, vi siete mai ritrovati nella medesima condizione? Addirittura spese extra per guanti e mascherine! Rimango senza parole! Noi ad un certo punto non avevamo nemmeno più quelle, e ce le siamo dovute comperare!

E allora adesso informiamo la stampa dei nostri successivi passi che fanno seguito alla manifestazione di Milano: ieri ho scritto a tutti i leader “carismatici” di questa politica, da Zingaretti a Crimi, a Grillo, alla Taverna e pure a Bersani, mettendoli al corrente della palese indifferenza del Ministro della Salute e della dichiarata impotenza del suo Vice, che afferma di non avere gli strumenti per agire da solo.

Cari Signori, nel vostro mondo dorato avete vissuto il Covid protetti e “ovattati”. Nel nostro mondo “reale” invece ci siamo ammalati e abbiamo difeso la salute dei cittadini “senza chiedere nulla”. Ma la vostra indifferenza ci è servita da lezione!», chiosa De Palma.

 

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Complessivamente molto favorevoli agli imputati Rosa Zelger Thaler e Goddfried Tappeiner i testi d’accusa sfilati nell’udienza dello scorso 29 giugno davanti al Tribunale di Bolzano, nell’ambito del processo avviato dall’ex procuratore della repubblica di Trento Giuseppe Amato (oggi a capo della procura di Bologna), finito nei giorni scorsi nel calderone della inquietante vicenda Palamara, nei confronti dell’ex presidente del Consiglio regionale e dell’ex presidente di PensPlan, per la capitalizzazione dei vitalizi, ma immediatamente spedito a Bolzano per l’ordinanza del giudice trentino Claudia Miori che aveva ravvisato, invece, la competenza del Tribunale bolzanino.

Il maresciallo Massimiliano Mele del nucleo di polizia tributaria di Trento che aveva partecipato alle indagini e collaborato alla redazione della relazione finale, incalzato dalle domande del p.m. e dall’avv. Paolo Fava della difesa degli imputati, non ha saputo spiegare alcune contraddizioni contenute nella relazione, ammettendo che non fosse completa e che dovesse essere integrata da una perizia approfondita. Della necessità di una puntuale rivisitazione aveva avvertito il p.m. trentino che ritenne, invece, sufficiente il lavoro investigativo della Guardia di Finanza.

Il segretario generale del consiglio regionale Stefan Untersulzner, altro teste dell’accusa, escusso in quella udienza, ha praticamente fatto scena muta.

Interrogato sul fondo di garanzia, istituito dalla legge regionale 2/95, per pagare i vitalizi, il teste si è trincerato in molto “non so” e “non ricordo“.

Noi ricordiamo, tuttavia, molto bene che quel fondo, grazie alla contribuzione esclusiva dei consiglieri ( come il presidente Moltrer aveva risposto ad un atto ispettivo) e al rendimento finanziario molto elevato negli anni passati, ammontava all’epoca (2013) della capitalizzazione alla assolutamente non trascurabile somma di circa 350 milioni€.

Altri testi saranno sentiti nelle prossime udienze del processo.

 

 

LINK

https://www.trentinolibero.it/cronaca/cronaca/cronaca-regionale/17470-processo-zelger-thaler-tappeiner-i-testi-dellaccusa-tra-imprecisioni-e-qnon-ricordoq.html

 

 

 

Coronavirus: tre casi positivi oggi. Sono 3 i nuovi casi positivi da Covid 19 rilevati nel rapporto odierno dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Fra loro c’è anche una persona appartenete al gruppo di kosovari individuati nei giorni scorsi e risultata positiva al tampone effettuato a seguito delle misure di contenimento del contagio messe in atto dai sanitari che hanno isolato il principio di focolaio. Sempre nell’ambito di questo caso sono in attesa di responso altro tre tamponi che completano così l’indagine epidemiologica che entro questa settimana si ritiene possa essere conclusa.

Gli altri due casi positivi segnalati oggi invece provengono da altri esiti di screening e non sono correlati al focolaio.

Il rapporto odierno inoltre conferma che non c’è stato nessun decesso causa coronavirus e che i ricoveri in ospedale rimangono 3, nessuno dei quali in rianimazione.
I tamponi analizzati sono stati 547, di cui 444 dall’azienda da sanitaria e 103 dalla Fem.

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