LANCIO D’AGENZIA

ASSeT e Cassa Rurale Vallagarina: insieme per creare un gruppo di acquisto. Obiettivo: consentire a chi aderisce all’iniziativa di acquistare uno o più personal computer portatile ad un prezzo vantaggioso. Inoltre l’istituto di credito cooperativo promuove il finanziamento denominato “Io Clikko”.

C’è tempo fino al 30 gennaio per aderire all’iniziativa proposta da ASSeT Vallagarina (associazione di servizio ai soci e ai territori di operatività dell’istituto di credito cooperativo presieduta da Emiliano Trainotti) e Cassa Rurale Vallagarina (guidata dal presidente Primo Vicentini e dal direttore Giuliano Deimichei) e indirizzata ai soci delle due realtà, oltre che alla clientela della Cassa.

Obiettivo dell’iniziativa “è di creare un gruppo di acquisto di personal computer portatili”. La motivazione è tanto semplice quanto concreta: consentire di acquistare questo strumento a un prezzo vantaggioso potendo contare anche su un pacchetto completo di assistenza alla prima installazione, che rappresenta un momento di fondamentale importanza per dotare il proprio computer di quanto necessario per operare al meglio e in tutta sicurezza.

“L’idea – spiega il presidente di ASSeT Trainotti – è nata in questo particolare momento di restrizioni in cui i personal computer rappresentano una vera e propria esigenza un po’ per tutti. L’intenzione – viene aggiunto – è di agevolare le famiglie nella possibilità di dotarsi di dispositivi idonei che permettano agli studenti di seguire la didattica a distanza senza problemi e consentano, a chi è impegnato nella propria quotidianità professionale in modalità smart working, di lavorare in modo agevole e sicuro dalla propria abitazione”.

A questa iniziativa si abbina quella a favore di soci e clienti della Cassa Rurale Vallagarina denominata “Io Clikko”: “un’opportunità di finanziamento agevolato – specifica il direttore Deimichei – rivolta agli studenti e ora anche ai lavoratori, per facilitare l’acquisto del personal computer o di un’eventuale postazione di lavoro completa (stampante, tablet, ecc.)”.

Per dare avvio al gruppo d’acquisto, ASSeT ha raccolto le disponibilità e individuato tre realtà commerciali collocate in diverse zone sul territorio di operatività della Cassa Rurale: Ala, Caprino Veronese e Lavarone, per offrire un’ampia possibilità di scelta e consentire a soci e clienti di poter contare su un fornitore praticamente sulla porta di casa.

Per maggiori informazioni sul gruppo d’acquisto è possibile inviare una mail a info@assetvallagarina.it, per “Io Clikko” ci si può invece rivolgere alla sede e alle filiali della Cassa Rurale Vallagarina.

 

 

*

Nella foto: Palazzo Venturi ad Avio, filiale della Cassa Rurale Vallagarina e sede di ASSeT

Ancora una sanzione per Sixthcontinent, la piattaforma di e-commerce che propone shopping card attraverso cui è possibile acquistare a prezzi scontati prodotti e servizi, usufruendo di vantaggi in termini di sconti e punti. Da mesi, ormai, tanti utenti stanno facendo i conti con una serie di disagi non indifferenti, culminati nel blocco degli account disposto dalla società. Ed è su questo che si concentra la nuova multa inflitta dall’Antitrust, che segue quella comminata nell’estate scorsa.

“L’Autorità – spiegano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci – ha irrogato una multa di 1 milione di euro a Sixthcontinent, avendo accertato, al termine del procedimento di inottemperanza nei confronti dell’azienda, la violazione del provvedimento cautelare del 25 febbraio 2020. Quel provvedimento disponeva da una parte la sospensione provvisoria di ogni attività diretta al blocco degli account dei consumatori, in assenza di puntuale specificazione delle motivazioni e contestuale rimborso di quanto versato e del corrispettivo delle altre utilità maturate, e dall’altra ordinava alla società di sospendere ogni attività diretta a impedire, limitare o modificare l’utilizzo delle shopping card acquistate e pagate dagli aderenti secondo le modalità di attivazione e fruizione originariamente previste. Sixthcontinent ha proseguito con il suo comportamento scorretto, impedendo ai consumatori di utilizzare prodotti, importi ed altre utilità acquistate o conseguite sulla piattaforma.

Tutto questo a fronte dell’obbligo per gli utenti di continuare ad effettuare almeno un acquisto ogni mese sulla piattaforma per restare attivi e non perdere la possibilità di utilizzare i crediti accumulati. Questa nuova multa dell’Antitrust, che si aggiunge a quella di 4 milioni di euro inflitta ad agosto, segna un altro punto a favore della class action che abbiamo avviato per chiedere il rimborso degli utenti e lo sblocco dei crediti accumulati. Abbiamo oltre 600 partecipanti, continuiamo a ricevere segnalazioni e questo intervento dell’Autorità dà ulteriore forza alla nostra azione”.

È ancora possibile aderire alla class action promossa da Codici ed Aeci nei confronti di Sixthcontinent compilando il modulo disponibile sui siti delle due associazioni: www.codici.org, www.euroconsumatori.eu. Per informazioni e assistenza è inoltre possibile scrivere a segreteria.sportello@codici.org, assistenza@euroconsumatori.eu.

Musei, Mibact: iniziata riapertura in regioni gialle. Franceschini: “Un segnale di ripartenza”.

Cominciano a riaprire nei giorni feriali i musei e i parchi archeologici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nelle regioni classificate gialle, come previsto dalle disposizioni previste dal Dpcm del 15 gennaio 2021, con orari e modalità verificabili sui siti internet dei singoli istituti culturali.

Da oggi i primi visitatori sono tornati a visitare alcuni dei luoghi della cultura statali, tra i quali il museo archeologico nazionale di Metaponto a Bernalda (MT), quello di Policoro (MT) o il Museo archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza in Basilicata, i parchi archeologici di Ercolano, Pompei, Paestum e Velia, il Museo di Capodimonte e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli in Campania, il Santuario italico di Pietrabbondante (IS) o il Museo Sannitico di Campobasso in Molise, le Pinacoteche nazionali di Cagliari e di Sassari o il Compendio garibaldino di Caprera alla Maddalena (OT) in Sardegna, la Basilica di San Francesco ad Arezzo, il Museo del Bargello o i Giardini di Boboli a Firenze in Toscana.

Dallo scorso 4 dicembre hanno già riaperto al pubblico gli archivi di Stato, dove si può accedere nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza pandemica, mentre i servizi delle biblioteche sono offerti su prenotazione. Le modalità di prenotazione e le regole di accesso, che continua a essere possibile indipendentemente dalla classificazione cromatica delle regioni in cui sono situate tali istituzioni, sono comunicate ed evidenziate sui propri siti dalle singole istituzioni.

La lista dei luoghi della cultura aperti, in continuo aggiornamento, è consultabile sul sito del MiBACT all’indirizzo .
“La riapertura dei musei nei giorni feriali nelle regioni gialle – ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini – è pensata per i residenti, per restituire alla comunità la possibilità di godere in sicurezza del proprio patrimonio culturale. È un piccolo passo, un segnale di riapertura”.

Fiemme e Primiero, i sopralluoghi del presidente Fugatti.Il punto sui lavori a Forte Buso, Passo Rolle e caserma Ferrari.

Lavori pubblici al centro della giornata del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che ieri ha compiuto alcune visite in Val di Fiemme e in Primiero. Dopo la riapertura della statale 50 del Grappa e Passo Rolle in località Lago di Forte Buso, il capo dell’esecutivo ha effettuato un sopralluogo, accompagnato dal sindaco di Predazzo Maria Bosin, dal dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna Raffaele De Col e dal dirigente del Servizio gestione strade Giancarlo Anderle.

Successivamente il presidente si è confrontato con il sindaco del Comune di Primiero San Martino di Castrozza Daniele Depaoli, per approfondire lo stato di attuazione della variante di Passo Rolle e l’intervento di demolizione e ricostruzione della caserma Ferrari.

“Le opere su cui l’Amministrazione provinciale è concentrata, puntano a migliorare la sicurezza e la vivibilità di arterie strategiche per i cittadini e per gli ospiti che ogni anno scelgono il nostro territorio per trascorrere le proprie vacanze – sono state le parole di Fugatti -. L’obiettivo principale è, più in generale, quello di migliorare la vivibilità delle aree di montagna, più lontane dai grandi centri”.

Fino al 31 gennaio, dal km 103+697 al km 106+257 in località Lago di Forte Buso nel Comune di Predazzo, il transito dei veicoli è possibile a senso unico alternato in due fasce orarie: dalle ore 6 alle 8 e dalle ore 17 alle 19. I lavori di messa in sicurezza del versante sono in corso: dopo la completa rimozione della frana, sarà realizzato un vallotomo. La seconda fase dei lavori avrà inizio a febbraio e prevede la posa di reti paramassi che consentirà la normale apertura della strada. A marzo, infine, una seconda rete protettiva sarà installata più a monte.

Per quanto riguarda la variante di Passo Rolle, così detta della Busabella, si pone l’obiettivo di risolvere definitivamente il problema della chiusura della SS 50 al Passo Rolle in conseguenza delle valanghe che interessano spesso la strada. A tal proposito, il presidente ha confermato il finanziamento dell’opera inserita anche nell’ultimo Documento di programmazione settoriale, per un importo complessivo di 5,4 milioni di euro. Attualmente si è nella fase di progettazione definitiva, comprensiva dello studio di impatto ambientale che è in corso di ultimazione, che si stima di sottoporre alla procedura di Via per la fine del prossimo mese di marzo.

Infine, l’attenzione è stata puntata sulla caserma “G. Ferrari”, immobile demaniale situato al Passo Rolle, già storica sede dei corsi di formazione degli allievi ufficiali e finanzieri delle Fiamme Gialle, nonché sede della locale stazione di soccorso alpino. Risalente al 1957, da circa 20 anni l’immobile risulta in stato di abbandono e attualmente presenta danni evidenti alle strutture con parti di copertura collassate. Il progetto definitivo di ristrutturazione (che prevede l’abbattimento dell’edificio esistente e la realizzazione di una nuova struttura per un importo complessivo di circa 3,6 milioni di euro) è concluso ed è attualmente in corso la pratica di deroga urbanistica. La progettazione esecutiva sarà ultimata entro l’autunno. Il progetto esecutivo dei lavori di demolizione è in corso di ultimazione: la gara d’appalto della sola demolizione è prevista nel corso della primavera 2021, mentre i lavori di demolizione avranno inizio in estate.

Prima Classe: il progetto per prevenire l’emergenza educativa generata dal Covid-19.

L’iniziativa ideata dal Dipartimento Istruzione e cultura della Provincia autonoma di Trento insieme al consorzio Consolida consentirà di distribuire, in collaborazione con le scuole, “pacchi educativi” ai bambini e ragazzi maggiormente colpiti dalla pandemia, contenenti voucher per interventi di supporto educativo professionale, libri, PC, ma anche visite a musei e esperienze di socializzazione. “Prima Classe” è sostenuto dalle Cooperative di consumo del Consorzio Sait con 60 mila euro. L’iniziativa è stata presentata in mattinata in conferenza stampa alla quale sono intervenuti l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti, il vicepresidente e assessore alla cooperazione Mario Tonina, il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato, il presidente di Sait Renato Dalpalù e la vicepresidente del consorzio Consolida Francesca Gennai.

Mentre si continua ad operare per fronteggiare l’emergenza sanitaria e quella economica, se ne profila un’altra all’orizzonte: quella educativa. Numerosi esperti e centri ricerca hanno evidenziato come il Covid-19 stia generando nuove diseguaglianze nell’accesso ad un’educazione di qualità, esperienza fondamentale per impedire abbandoni scolastici o altre forme di esclusione dalla partecipazione alla comunità e, un domani, dal mondo del lavoro. “Dobbiamo e vogliamo muoverci – dichiara Mirko Bisesti, assessore provinciale all’Istruzione e Cultura – per prevenire il rischio che quanto necessariamente fatto dall’inizio della pandemia a tutela della salute pubblica (la chiusura delle scuole lo scorso anno a quella che ancora permane di altri centri culturali e di aggregazione) lasci segni permanenti nei percorsi di crescita di bambini e ragazzi, soprattutto in quelli che vivono nei contesti sociali e famigliari più fragili.

Per questo abbiamo ideato insieme al consorzio Consolida e con il fondamentale sostegno economico del consorzio Sait, il progetto “Prima Classe. Destinazione futuro” che offre ai bambini e ai ragazzi più colpiti il supporto educativo e gli strumenti tecnici e culturali di cui hanno bisogno”. Un’iniziativa che vede ancora una volta alleate Provincia e Cooperazione, attraverso due importanti realtà del territorio: “Scuola e Cooperazione danno vita oggi ad un’innovativa misura di intervento, in un momento di grandi difficoltà legate all’emergenza Covid – osserva il vicepresidente Mario Tonina -. Questa azione congiunta, che trova certamente la condivisione della comunità trentina, testimonia concretamente come il mondo al quale Sait e Consolida appartengono, svolga un ruolo strategico straordinario all’interno del tessuto economico e sociale del nostro territorio. Sensibilità, solidarietà e vicinanza alle persone più deboli, rappresentano un importante segnale di speranza e un modello attraverso il quale far ripartire la nostra comunità”.

Sono tre diverse le tipologie di pacchi: l’Edubox che contiene libri o giochi didattici e 15 ore di supporto educativo; la Civicbox con biglietti di entrata e accompagnamento in alcuni musei trentini e 15 ore di supporto educativo; infine la Tecnobox con un PC, la connessione per 12 mesi e 4 ore di supporto educativo alla famiglia abilitante all’uso della tecnologia. Ad individuare le situazioni in cui intervenire saranno gli Istituti Comprensivi (in particolare i Consigli di classe coadiuvati dai Dirigenti scolastici), che più di altri soggetti sono in grado di cogliere precocemente i segnali di difficoltà di bambini e ragazzi non necessariamente già in carico ai servizi socio-educativi. Le modalità del supporto individualizzato, che sarà garantito da un educatore professionale di uno degli enti accreditati sul territorio, sarà concordato in termini di tempi e luoghi (scuola, domicilio, centri doposcuola) tra la famiglia, la scuola e la cooperativa sociale.

I pacchi saranno consegnati alle scuole grazie alla donazione da parte di Sait di 60 mila euro raccolti con l’iniziativa “Il Trentino che fa bene ai trentini” che serviranno ad acquistare i pacchi educativi di “Prima Classe. Destinazione futuro”. “In questo modo – afferma Renato Dalpalù presidente di Sait – restituiamo ai trentini le risorse che ci hanno affidato con fiducia investendole nel futuro dei loro figli. Perché una scuola dove ogni bambino sta bene consente di stare bene a tutti e di imparare. Ma la scuola non può fare tutto da sola, con questo progetto avrà al fianco gli altri attori dei processi educativi. Grazie a “Prima Classe” peraltro si riattiveranno organizzazioni culturali e educative del nostro territorio che sono state penalizzate, anche economicamente, dalle chiusure. Ci auguriamo che anche altri attori economici del nostro territorio aderiscano a questo progetto perché investire sui giovani è garanzia di un futuro di qualità per tutto il Trentino”.

Secondo Francesca Gennai, vicepresidente del consorzio Consolida non è un caso che questa modalità innovativa di intervento rispetto alla pandemia sia nata in Trentino, un territorio a forte e diffusa vocazione educativa. “La sfida che abbiamo davanti deve rinsaldare ulteriormente la collaborazione tra scuola, cooperazione sociale e altre agenzie educative e permetterci di creare un’infrastruttura solida per le nuove generazioni. Nostra responsabilità sarà anche quella di implementare le risorse destinate a questa iniziativa e siamo certi che il mondo cooperativo, ma non solo, è pronto a dare il suo contributo.”

Antitrust: sanzione di 10 mln a TicketOne per abuso di posizione dominante. Il gruppo ha attuato una complessa strategia volta a precludere agli operatori concorrenti la vendita di un alto numero di biglietti per eventi live di musica leggera. Danni anche ai consumatori che non hanno potuto beneficiare di servizi migliori e prezzi inferiori praticati da altri operatori di ticketing

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione di oltre 10 milioni di euro al gruppo CTS Eventim-TicketOne per abuso di posizione dominante. Il gruppo, che opera nel mercato italiano della vendita di biglietti per eventi live di musica leggera attraverso TicketOne S.p.A., ha violato l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. Secondo l’Autorità TicketOne ha attuato una complessa strategia abusiva di carattere escludente che ha precluso agli operatori di ticketing concorrenti la possibilità di vendere, con qualsiasi modalità e tramite qualsiasi canale, una quota particolarmente elevata di biglietti per eventi live di musica leggera.

L’Antitrust nota che la strategia attuata da TicketOne si articola in una serie di condotte, attuate almeno dal 2013 e ancora in corso, che consistono nella stipula di contratti di esclusiva con i produttori e gli organizzatori di eventi live di musica leggera, nelle acquisizioni dei promoter nazionali Di and Gi S.r.l., Friends & Partners S.p.A., Vertigo S.r.l. e Vivo Concerti S.r.l., nell’imposizione dell’esclusiva sui promoter locali, nella stipula di accordi commerciali con gli operatori di ticketing di dimensione minore o locale e nei comportamenti di ritorsione e boycott nei confronti del gruppo Zed, anche per escludere dal mercato rilevante Ticketmaster, un nuovo operatore di ticketing.

L’attuazione della strategia abusiva del gruppo ha danneggiato anche i consumatori perché l’impresa dominante ha potuto praticare commissioni di vendita dei biglietti per eventi live di musica leggera superiori a quelli dei concorrenti, limitando inoltre le possibilità di scelta e di acquisto dei consumatori tra i diversi operatori di ticketing (c.d. multihoming).

L’Autorità ha, inoltre, imposto all’impresa dominante di concedere agli operatori di ticketing concorrenti la possibilità di vendere con qualsiasi modalità e mediante qualsiasi canale, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, almeno il 20% del totale dei biglietti relativi agli eventi live di musica leggera prodotti o distribuiti da ciascun promoter ovvero dagli operatori di ticketing vincolati in esclusiva al gruppo CTS Eventim-TicketOne.

Il Muse – Museo delle Scienze, con il Trentino in zona in gialla, riapre nei giorni infrasettimanali, dal martedì al venerdì (orario 10-18), con ingressi contingentati e visite guidate su prenotazione. Tra le novità 2021 la mostra temporanea “Tree Time – Arte e scienza per una nuova alleanza con la natura” e, al piano nobile di Palazzo delle Albere, gli scatti d’autore del fotografo Maurizio Galimberti.

“Occhio! Siamo aperti. La curiosità trasforma”. È questo il motto che il MUSE – Museo delle Scienze ha scelto per la sua riapertura. Come immagine è stato scelto un camaleonte, animale simbolo di versatilità ed evoluzione, dallo sguardo curioso. Dopo oltre due mesi di stop, dettati dalle disposizioni anti-Covid, il museo scientifico disegnato da Renzo Piano e il vicino Palazzo delle Albere da martedì 19 gennaio 2021 torneranno accessibili con nuove modalità di visita, nuove proposte espositive e attività per tutti i gusti.

«I musei sono macchine sociali di grande interesse e strutture fondamentali per la crescita culturale – afferma Michele Lanzinger, direttore del MUSE –. Siamo pronti per le visite in piena sicurezza, con tutte le precauzioni del caso. Consapevoli che l’afflusso, per via della chiusura delle regioni, non sarà quello del turismo culturale, apriamo i nostri spazi alla fruizione della comunità trentina e della scuola. Siamo pronti ad accogliere il pubblico con due nuovi allestimenti: la mostra “Tree Time”, inaugurata lo scorso ottobre al MUSE e subito chiusa, e la mostra “Forest Frame” a Palazzo delle Albere».

Sfruttare l’intelligenza artificiale in ambito ospedaliero e nel settore agro-alimentare. Sono le missioni previste dal progetto Circular Health, vincitore nell’ambito “Industry” del bando sull’IA della Compagnia di San Paolo. L’iniziativa è coordinata dall’Università degli Studi di Torino e vede la Fondazione Bruno Kessler a capo di uno dei progetti. L’obiettivo? Individuare approcci innovativi per l’applicazione dell’intelligenza artificiale in due settori cruciali della società contemporanea: salute e alimentazione.

 

*

Le due missioni del progetto Circular Health for Industry

Nel mese di dicembre 2020 la Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito Industry del Bando “Intelligenza Artificiale, uomo e società”, ha approvato il sostegno al progetto Circular Health for Industry, coordinato dall’Università di Torino. L’intento è di includere nello studio non solo gli aspetti della salute umana, ma anche quelli del benessere degli animali nell’industria alimentare e la qualità della produzione agricola che parte dalla salute delle piante in un approccio interdisciplinare. Esso costituisce una metodologia per raccogliere e analizzare dati con tecniche di intelligenza artificiale, sviluppandola in due mission project.

 

*

Primo progetto: un Digital Twin per gli ospedali

Il progetto con Città della Salute e della Scienza e l’Ospedale Cottolengo, guidato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento e dalla sua unità di ricerca Process & Data Intelligence, che fa parte del nuovo centro Digital Health and Wellbeing, porterà per i prossimi due anni competenze di process mining e predictive business process management per la ricostruzione automatica dei processi di gestione degli ospedali. Si cercherà di creare un digital twin – un gemello digitale – dell’ospedale per permettere l’ottimizzazione e fare previsioni sull’esito e sui tempi e riallocare le risorse dinamicamente per affrontare i cambiamenti.

«Questo mission project – racconta la responsabile dell’unità di ricerca della Fondazione Bruno Kessler Chiara Ghidini (nel video) – si propone di applicare sul campo tecnologie robuste ed innovative di process mining e predictive process monitoring con lo scopo di raccogliere e sfruttare al meglio i dati disponibili nei sistemi informativi degli ospedali per migliorarne i processi. L’applicazione di tecniche di intelligenza artificiale al settore della salute è una grande opportunità che può contribuire a consolidare il diritto ad una salute sostenibile. Questo mission project è un’occasione importante per creare e consolidare le sinergie tra la ricerca ed attori importanti quali gli ospedali verso il raggiungimento di questo obiettivo».

 

*

Secondo progetto: AI per il settore agro-alimentare

Il progetto riguarda il settore agro-alimentare, guidato dal Centro di Competenza Agroinnova dell’Università di Torino in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari e di Scienze Veterinarie, con l’azienda di trasformazione alimentare Fudex e l’allevamento Vanzetti-Holstein, dalla produzione agraria all’allevamento. Questo consorzio svilupperà e applicherà tecnologie IA per aiutare le aziende a affrontare sfide come la diffusione dei patogeni delle piante e degli animali, i cambiamenti climatici e i disastri ambientali, la variazione dei prezzi e del comportamento dei consumatori, e per aumentare la produzione e la sicurezza alimentare delle produzioni agroalimentari.

«Siamo davvero soddisfatti – spiega Maria Lodovica Gullino, direttore del Centro Agroinnova – perché nell’ultimo anno, in un momento di grande difficoltà, abbiamo visto le piante ritagliarsi il loro spazio nell’ambito della salute. Questo è un progetto pilota, che potrà essere replicato in altri sistemi. Le piante sono fondamentali per la salute non solo dell’ambiente ma anche dell’uomo e degli animali. Provvedono infatti alla produzione della maggior parte del cibo che consumiamo e dalla loro salute dipende la sicurezza alimentare. L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale a questo settore, oltretutto, è cruciale per l’innovazione dell’industria locale. Sarà un valore aggiunto eccezionale per le aziende coinvolte».

Per ottimizzare i processi è prevista anche una formazione sull’IA degli enti territoriali coinvolti, coinvolgendo il Competence Center per l’Industria 4.0 – CIM4.0 piemontese costituito da Politecnico e Università di Torino assieme a 23 partner industriali.

 

*

Il bando della Compagnia San Paolo

Cogliendo lo stimolo dell’Europa, a gennaio 2020 la Compagnia di San Paolo ha pubblicato il bando “Intelligenza Artificiale, uomo e società”, creato dalla Missione Valorizzare la ricerca dell’Obiettivo Pianeta, con l’intenzione di sostenere progetti di ricerca innovativi, finalizzati all’avanzamento della conoscenza scientifica nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con ricadute concrete in termini economici e sociali, impostando così nuovi modelli con cui combinare risorse e competenze.

Questo bando nasce dal presupposto che la rapida crescita delle tecnologie e soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale e/o Machine Learning (AI), dell’Internet delle cose (IoT) e dei relativi metodi per la valorizzazione dei dati rappresentano un’opportunità per l’uomo e la società. Promettono, infatti, di modificare in profondità le modalità di lavoro, d’istruzione, di gestione delle attività economiche e culturali, di relazione personale e sociale.

 

*

Gli obiettivi

«Abbiamo ritenuto importante proporre un bando con un’impostazione che fosse in linea con le principali call europee, – spiega Francesco Profumo, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e di FBK – e quindi che prevedesse collaborazioni in cui fossero presenti più enti di ricerca e partner territoriali. Il bando “Intelligenza artificiale, uomo e società” è stato costruito come una cassetta degli attrezzi da fornire al tessuto sociale e produttivo. Questo perché come Fondazione crediamo che l’innovazione sia una leva di competitività che permette a chiunque nel mondo di poter emergere e creare valore, per sé e per la comunità. Invece di finanziare genericamente progetti di ricerca – prosegue Profumo – sosteniamo la sperimentazione applicata dell’Ai nell’ambito dei musei, della sanità e dell’educazione. L’auspicio è che ogni euro investito possa essere moltiplicato dai nostri stakeholder. L’intervento di Compagnia di San Paolo guarda a un contesto nazionale e internazionale in cui l’Intelligenza Artificiale è vista come un tema di grande importanza, che trova riscontro nell’agenda europea in programmi quali Digital Europe Programme (7.5 billion €), Horizon Europe (95,5 billion €) e Next Generation Eu (750 billion €) e una declinazione a livello nazionale della Strategia italiana per l’intelligenza artificiale elaborata da un Gruppo di Esperti incaricato dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Sia l’Unione Europea sia gli esperti italiani promuovono un approccio antropocentrico dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di supportare e migliorare le capacità umane e di migliorare la qualità della vita delle persone all’interno del sistema sociale ed economico nel quale vivono: in questo solco si è mossa la Compagnia di San Paolo, sempre attenta e allineata alle strategie europee».

«Il progetto – precisa il coordinatore Guido Boella, direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino – adotta l’innovativo approccio Circular Health (salute circolare) nella gestione dell’industria della salute nel territorio, con un approccio alla progettazione e all’attuazione di programmi, politiche, legislazione, produzione industriale e ricerca in cui più settori comunicano e lavorano insieme per ottenere migliori risultati per la salute pubblica, intesa nel senso più completo».

Scheda del Progetto

Titolo: Circular Health for Industry

Partner Capofila: Università di Torino – Dipartimento di Informatica. Principal Investigator: Prof. Guido Boella

Partner Ricerca e sviluppo: Centro di Competenza Agroinnova dell’Università di Torino, Fondazione Bruno Kessler – Research Unit of Process & Data Intelligence – Centro DH&W;

Partner territoriali: Città della Salute e della Scienza; Ospedale Cottolengo; Fudex; Vanzetti-Holstein

Soggetti terzi: Università di Torino – Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari; Università di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie; Consoft Sistemi; CNR-IRCRES; CIM4.0.

Oltre 262 milioni per 119 interventi in tutta Italia, immediatamente esecutivi e cantierabili, per mettere in sicurezza il territorio. Sono i numeri del Piano nazionale di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico approvato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Ammonta a 262.107.362,63 di euro lo stanziamento complessivo del Piano stralcio (previsto dal DL n. 76/2020). Piemonte, Lombardia, Veneto e Toscana sono le quattro regioni che hanno presentato progetti – e ottenuto quindi il relativo finanziamento – per un valore maggiore. Per ognuna di queste quatto regioni, infatti, il Piano stralcio prevede finanziamenti per oltre 20 milioni di euro (circa 30 la Lombardia).

Seguono Lazio, Sicilia, Liguria, Puglia, Emilia-Romagna, Campania, Sardegna e Calabria con stanziamenti compresi tra i 10 e i 20 milioni di euro circa. Marche, Abruzzo, Basilicata, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Molise e Valle d’Aosta sono invece le regioni che hanno presentato progetti, e ottenuto i relativi stanziamenti, per una cifra complessiva inferiore ai 10 milioni di euro. Gli interventi dovranno essere eseguiti in 19 regioni italiane (tutte tranne il Trentino Alto Adige, le cui Province autonome non hanno presentato progetti).

Nell’elenco del Piano stralcio opere molto differenti fra di loro per funzione e dimensione dell’intervento. Si tratta per lo più di azioni di ripristino, salvaguardia, messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico. Sono presenti, inoltre interventi di regimazione idraulica e lavori di consolidamento, adeguamento e manutenzione di opere già esistenti. “Stanziamenti molto importanti – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem – in attesa del nuovo decreto legge di prossima emanazione, che semplifica procedure e tempi per la realizzazione degli interventi e rafforza le strutture territoriali, anche i Comuni, come Uncem ha chiesto al Mattm”.

Viruskenner: la conoscenza come antidoto ai virus. Al Buonarroti di Trento al via l’edizione 2021 del progetto internazionale.

Prevenire la diffusione dei virus attraverso misure personali, potenziare le esperienze di internazionalizzazione, promuovere il dialogo interculturale e il potenziamento linguistico, sviluppare le competenze chiave per l’apprendimento permanente e promuovere lo scambio di buone pratiche educative e metodologiche sono in sintesi le finalità del Progetto internazionale Viruskenner. Al progetto partecipano l’Istituto Buonarroti di Trento e alcuni istituti scolastici di Olanda e Surinam, Paesi partner dell’iniziativa. Viruskenner è un progetto riconosciuto al livello mondiale che tratta un tema di grande attualità. L’obiettivo è avvicinare la scienza ai giovani e alla società e utilizzare il potere della comunicazione e la creatività come strumento di prevenzione della diffusione di malattie infettive, vecchie e nuove.

Ha preso il via la scorsa settimana il progetto internazionale Viruskenner, la conoscenza come antidoto ai virus. Due i momenti iniziali: un webinar di formazione per docenti e l’evento ufficiale di avvio dell’edizione 2021. In collegamento online erano presenti i docenti, le studentesse e gli studenti del Buonarroti di Trento, quelli dei Paesi partner partecipanti all’edizione 2021 Olanda e Surinam, il Professor dr. Eric van Gorp del Dipartimento di Virologia del Medical Centre di Rotterdam e la dr. Marlies Wagener dell’Universitá di scienze applicate di Rotterdam.

Guidati da coaches, uno staff di medici e ricercatori, con il progetto Erasmus+ Viruskenner International, gli studenti imparano come i virus si diffondono, condividono le conoscenze reciproche e creano modalità per divulgare tale conoscenza.

“Con questo progetto – spiega la referente dell’ITT Buonarroti di Trento Stefania Stani – gli studenti e le studentesse sperimentano la Mobilità virtuale con eventi internazionali online, grazie anche all’utilizzo della piattaforma europea Etwinning, uno strumento che favorisce l’incontro con i partecipanti stranieri in chatroom, forum e Meet online di classe”.

Alla fine dell’anno scolastico una giuria qualificata decreterà il progetto vincitore dell’edizione 2021, basando la valutazione su tre aspetti: creatività e innovazione, contenuto del messaggio e impatto sociale.

Un evento importante dunque che, in un periodo in cui le frontiere sembrano essersi alzate, ci dimostra come creatività, forza di volontà e tecnologia offrono opportunità per continuare a lavorare anche su scala internazionale.

(Pagina 2 di 3710)