Leggo con stupore l’attacco del capolista della lista INSIEME PER TRENTO a sostegno del candidato sindaco Franco Ianeselli nei confronti del candidato sindaco Marcello Carli. Mi chiedo: perché?

Ieri Marcello Carli ha solamente evidenziato alcuni aspetti della politica di Degasperi e solo detto che, se dovesse diventare aindaco di Trento, sarebbe sua intenzione intitolargli la piazza ove è situato l’importante monunento.

Di certo non è stata appropriazione indebita di idee altrui, quando parliamo di un grande politico che la noatra terra ha nesso a disposizione dell’intero paese.

Polemica elettorale la definisco e quindi deduco che sarà una campagna elettorale rovente… L’importante non manchi mai il rispetto altrui.

 

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Lorenzo Rizzoli – #iovotocarli

Caro Paolo Piccoli… io al giornalista Tessari non ho rilasciato questa dichiarazione. Ho detto che Fugatti è il mio INTERLOCUTORE, non altri della Lega.
➡️ L’idea di fare campagna elettorale parlando degli altri mi pare certifichi clamorosamente l’assenza di qualcosa di proprio da dire.
Detto questo, parlando di #credibilità, ci spieghi piuttosto il Piccoli di come lui che scrive libri su #Degasperi concilia il suo sostegno a Ianeselli, uomo del sindacato #comunista CGIL che, ad oltre 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, ha ancora come stendardo la bandiera rossa (simbolo di morte ed oppressione per oltre 60 milioni di persone) senza contare il sostegno del candidato #sindaco a politiche come: l’utero in affitto, l’aborto e le lobby LGBTQ+ fautrici della disgregazione del ruolo della famiglia naturale. Probabilmente Degasperi si limiterebbe a dirgli che “Nell’urna elettorale Dio ti vede, Stalin no”.
👉🏻 Noi, come diceva Degasperi, sappiamo che “oggi belano i comunisti, ma ben conosciamo le loro zanne e lo zoccolo da caproni”… 🤓😉

 

 

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Interventi di giornata del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino.

In mattinata un uomo in parapendio decollato dalla Panarotta (Levico Terme) ha perso il controllo della vela poco dopo il decollo ed è precipitato a terra in un’area boscosa sul versante verso Vetriolo, a monte del sentiero 308. Nella caduta l’uomo si è procurato delle contusioni. E’ stato lo stesso pilota del parapendio a chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 12.10.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero. L’uomo è stato recuperato a bordo del velicolo ed elitrasportato per accertamenti all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un biker trentino del 1960 è stato soccorso sulla pista Hustle&Flow del Paganella Bike Park nei pressi del rifugio Dosson per un sospetto trauma alla spalla in seguito a una caduta. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata poco dopo le 12.  Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico ha inviato sul posto la Guardia attiva di Fai della Paganella e l’elicottero. Il biker è stato stabilizzato ed elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Nel pomeriggio, un secondo intervento nell’area del Paganella Bike Park sulla pista Easy rider. Un biker padovano del 2003 ha perso il controllo della bici in uscita da un salto ed è atterrato male procurandosi diversi traumi. Sul posto la Guardia attiva di Fai della Paganella e gli operatori dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico. Il biker è stato stabilizzato, imbarellato e trasportato a valle in sicurezza fino all’ambulanza e poi accompagnato in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Una donna è stata soccorsa per un problema alla caviglia sul sentiero 442 tra il Becco di Filadonna e il rifugio Casarotta (Vigolana). La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 13.30. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale ha chiesto l’intervento dell’elicottero ed ha attivato gli operatori della stazione di Levico per dare supporto all’equipaggio in caso di bisogno. Recuperata a bordo dell’elicottero, la donna è stata elitrasportata fino alla base del nucleo elicotteri e poi accompagnata all’ospedale Santa Chiara di Trento in ambulanza.

L’elicottero è poi intervenuto per il recupero di una persona all’attacco della via Normale per cima Tosa (Dolomiti di Brenta). La donna si è procurata un sospetto trauma all’arto inferiore scivolando sulla neve.  L’elicottero l’ha recuperata a bordo del velicolo per il trasferimento all’ospedale di Tione.

Un’escursionista si è procurata un sospetto trauma all’arto inferiore sul sentiero 341 tra Malga Movlina e il baito dei Cacciatori (Val d’Algone, Dolomiti di Brenta) a una quota di circa 1.800 m.s.l.m. poco dopo le 15. Raggiunta dall’elicottero, è stata stabilizzata dall’equipe medica e poi trasferita all’ospedale di Tione.

 

 

Foto: archivio Soccorso alpino Trentino

Tav: Pianese (Coisp): intervenire prima che poliziotti rischino la vita. “L’agguato subito dalla Polizia di Stato questa notte in Val di Susa sarebbe potuto finire in una tragedia purtroppo già annunciata”. Così in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, in riferimento all’attacco subito dal Reparto Mobile della Polizia di Stato diretto al cantiere della Tav di Chiomonte, durante il quale all’interno della galleria Cels sull’autostrada A32, sono stati sparsi dei chiodi per forare le gomme delle auto.

“Ancora una volta – continua – a pagarne le spese sono stati gli agenti di Polizia che rappresentano il primo cordone di sicurezza dello Stato, quello più esposto alla mercé di delinquenti e criminali. Il livello dello scontro politico e culturale sulla Tav che si sta verificando da anni, ormai ha raggiunto un punto drammatico. In Val di Susa sono tanti i gruppi organizzati anti-Tav, più o meno violenti, che devono essere fermati e repressi prima che commettano dei veri e propri atti terroristici.

Se le Forze dell’Ordine non saranno messe in grado di operare in sicurezza e se l’Autorità competente continuerà a chiudere gli occhi di fronte a questa escalation di violenza derubricandola come un atto di folklore, saranno inutili i proclami di solidarietà e vicinanza quando ci ritroveremo a piangere le vittime” conclude.

I ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati nel nostro paese nelle ultime settimane portano di nuovo l’Italia ai vertici della classifica europea del caro-carburante. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla Commissione Europea relativi all’andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’Ue nell’ultima settimana.

“L’Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di più – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Con una media ai distributori di 1,285 euro al litro il nostro paese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’Italia è al 4° posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia”.

Rispetto alla media Ue la benzina costa oggi nel nostro paese l’11% in più, mentre per il gasolio gli italiani spendono addirittura il 14% in più.

Una differenza quella tra i listini italiani ed europei determinata dall’elevata tassazione che vige sui prezzi di benzina e gasolio nel nostro paese, e che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante venduto in Italia – attacca il Codacons – Basti pensare che al netto di Iva e accise benzina e gasolio costano nel nostro paese addirittura meno della media europea (0,418 euro al litro la verde e 0,436 il diesel contro una media Ue rispettivamente di 0,432 euro e 0,452 euro).

DI seguito i prezzi alla pompa di benzina e gasolio praticati in tutta Europa nell’ultima settimana:

 

Interrotto questa mattina un rave party non autorizzato in un’area boschiva di San Martino Alfieri (Asti) lungo il fiume Tanaro, in località Tanarella, una zona difficilmente raggiungibile.

 

Susa, agguato a mezzi delle FFOO, ES Polizia: è terrorismo di piazza, va isolato o inevitabili conseguenze. “Era evidente l’escalation che era iniziata il 24 giugno con minacciosi agguati ai poliziotti impegnati nei servizi in Val di Susa che consumavano i pasti, cui erano seguite le azioni di disturbo durante il loro sonno negli alberghi: un clamoroso tentativo d’intimidazione rimasto senza conseguenze fisiche solo grazie all’altissima professionalità di funzionari ed agenti coordinati dalla questura, ma l’acquiescenza delle Istituzioni ed il silenzio dei politici ha aperto la strada ad un ovvio salto di qualità dell’aggressione e, purtroppo, siamo solo all’inizio”.

Così Vincenzo Chianese, Segretario generale di ES Polizia, che prosegue: “I chiodi a quattro punte che, come attivisti No Tav avevano già fatto in passato, sono stati sparsi stanotte sulla carreggiata dell’autostrada da uno dei sentieri che sormonta l’uscita della lunga galleria Cels che sull’omonimo viadotto al sopraggiungere dei mezzi di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e della società autostradale Sitaf che stavano raggiungendo i cantieri, potevano causare una tragedia che avrebbe potuto coinvolgere anche privati cittadini ed avere di dimensioni incalcolabili, potendosi i numerosi mezzi pieni di uomini ribaltare, prendere fuoco o precipitare nella scarpata”.

“Si tratta di ‘terrorismo di piazza’ e, come ogni fenomeno terroristico, lo si può fermare solo isolandone i protagonisti. Per questo tutte le forze politiche hanno oggi il preciso obbligo morale di far sentire subito e forte la loro voce: insieme a sindaci ed amministrazioni locali devono prendere immediatamente le distanze da ogni tipo di azione che abbia nel mirino i lavoratori di polizia, spiegando che non sono le FFOO le vere ‘truppe di occupazione’. Questo ruolo spetta invece alle centinaia di professionisti del disordine, che nulla hanno a che vedere con la Valle e che, in realtà, girano continuamente l’Italia alla ricerca di pretesti per attuare le note condotte violente”.

“I chiodi su quel tratto di autostrada c’erano già stati in passato e con loro presto torneranno anche i ‘fuochi d’artificio’ del passato, poi i bastoni, le sassaiole e chissà cos’altro, secondo un tristemente noto copione” – si accalora Chianese: “per questo rinnoviamo il nostro appello a politici ed amministratori locali affinché isolino chiunque attacchi in qualsiasi modo i Servitori dello Stato ed al Ministro Lamorgese affinché abbandoni l’illusione di tener sotto controllo il fenomeno concedendo a costoro di umiliare i poliziotti: non è solo vergognoso, ma anche del tutto inutile”.

“Se si vuole evitare il rischio che questa diventi un’estate di sangue è indispensabile che vengano smantellati campeggi, presidi ed altri focolai di disordine, impedendo a chiunque sia già stato identificato come protagonista di turbative dell’ordine pubblico l’accesso alla Valle, senza se e senza ma. Altrimenti – conclude Chianese – sarà inutile stupirsi e ‘stracciarsi le vesti’ quando si scateneranno le inevitabili violenze, con le fatali conseguenze. Siamo stanchi di ripeterlo da troppo tempo: per essere credibili ‘le Istituzioni ascoltino i poliziotti da vivi, anziché piangerli da morti’”.

 

 

(Nota redazione Opinione) – foto da comunicato stampa Sap

Chiodi a tre punte gettati all’alba sulla Torino-Bardonecchia: veicoli della Polizia danneggiati e A32 chiusa per quattro ore. Stefano Paoloni: “Questa è guerra civile. La situazione è sempre più incandescente e la politica continua a non dare risposte”.

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, riguardo quanto accaduto alle prime luci dell’alba di oggi sull’A32: “Qualcuno ha gettato chiodi a tre punte sull’autostrada Torino-Bardonecchia – spiega Paoloni – proprio prima del passaggio dei nostri mezzi diretti al cantiere TAV. Otto veicoli danneggiati e rischi enormi per gli occupanti. Danni ingenti e autostrada chiusa per quattro ore. Questa è guerra civile, nella piena indifferenza di chi ha la responsabilità della sicurezza del paese”.

“Solo qualche giorno fa ho scritto al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese -prosegue Paoloni – segnalando la grave situazione della Val di Susa dove un campanello d’allarme era suonato già molto forte: colleghi a pranzo dopo il servizio al cantiere TAV sono stati cacciati da scalmanati non solo da tavola, dove stavano pranzando dopo un servizio di Ordine Pubblico, ma anche dal paese”.

“Quanto accaduto questa notte, nella piena indifferenza di tutti – conclude Paoloni – è la conferma che la situazione è incandescente. La politica deve intervenire, non può lasciare il cerino in mano alle Forze dell’Ordine e costringerle a rischiare, ogni giorno, la propria incolumità. La misura è colma”.

Passaggio di consegne per il Rotary Club Trentino Nord. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di cambio della Presidenza del Club. La nuova annata rotariana 2020/2021 sarà guidata da Barbara Fedrizzi che seguirà il lavoro svolto dal Presidente uscente Gianni Cainelli.

Un passaggio di consegne semplice e limitato nelle presenze fisiche nel rispetto delle attuali regole sanitarie ma seguito da moltissimi soci collegati in video conferenza.

Il Rotary Club Trentino Nord che conta oltre 70 soci ha archiviato un’annata di importanti risultati, attività ed azioni al servizio della comunità locale ma anche oltre i confini provinciali.

La Presidente Fedrizzi ha ringraziato Gianni Cainelli per il lavoro svolto nel corso della sua annata appena conclusa evidenziando i molti risultati raggiunti e l’impegno destinato ad azioni a favore di molte situazioni.

Nonostante la pandemia il Rotary Trentino Nord è riuscito a mantenere attivi tutti i progetti in corso cosi come la vita associativa grazie al ricorso di tecnologie che hanno permesso il regolare svolgimento settimanale degli incontri previsti.

 

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Barbara Fedrizzi guiderà il club assieme al nuovo direttivo cosi composto:

 

Vice Presidente Corrado Tononi

Segretario Oscar Pallaoro

Tesoriere Luca Valentini

Prefetto Stefania Tamanini

Consiglieri : Michele Pizzinini, Walter Cova, Franco Dal Ri.

 

Ha ragione il Presidente Berlusconi, se una maggioranza parlamentare alternativa a quella attuale esiste, bisogna provare a dare un nuovo governo al Paese coincidente con la volontà del popolo sovrano e i numeri parlamentari. Alternativa è tenersi un governo inefficace e inefficiente e soprattutto partecipato da un Pd che perde sempre le elezioni, ma governa ad oltranza di contro alla scelta democratica degli italiani.

Quella maggioranza alternativa invocata dal presidente Berlusconi esiste ed è esattamente quella che ha vinto le elezioni nel 2018. Come nel gioco dell’Oca, quando si perde la partita si deve tornare all’inizio, consci dei propri errori. E alla partenza di questa legislatura la volontà popolare ha dato la maggioranza netta ed inequivocabile al centro destra e al movimento 5 stelle guidato da Di Maio.

Una maggioranza che poteva prendere piede e dare vita ad un governo con una forza parlamentare mai vistasi in passato, impedita da qualcuno all’interno di entrambi gli schieramenti e da chi voleva come sempre liberarsi di Berlusconi. Nonostante le diversità , già ad aprile 2018 poteva nascere infatti un governo rappresentativo della volontà popolare, 5 stelle -centro destra.

Ora sbagliare è lecito ma perseverare è diabolico, quindi mi auguro che si voglia riflettere su questo e dall’intero centro destra e soprattutto dalla lungimiranza del Presidente Berlusconi, possa partire un’azione di dialogo e coinvolgimento dell’ala governativa dei 5 stelle guidata appunto da Di Maio ed epuratasi dell’ideologia sfascista, che detiene ancora la maggioranza del gruppo parlamentare grillino.

Non è un segreto che Di Maio fosse contrario ad un governo col PD. Ergo una maggioranza senza pari storico allargata a Renzi che, sottolineo per chi non volesse capire, deterrebbe praticamente i 3/4 del parlamento con la possibilità di dar vita ad ogni riforma indispensabile al Paese in un momento di vero e proprio rischio default eche potrebbe eleggere il presidente della Repubblica al primo scrutinio.

 

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Michaela Biancofiore,
Parlamentare FI e membro del coordinamento nazionale di Presidenza.

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