A “Quarta Repubblica”, in onda questa sera alle 21.25 su Retequattro, Nicola Porro ha intervistato la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Di seguito alcuni passaggi: A proposito del Centrodestra unito in piazza San Giovanni, lo scorso sabato, ha dichiarato: «Eravamo tutti d’accordo, questa era una seconda manifestazione lanciata per lo più da una precedente: quella del 9 settembre a Piazza Montecitorio – e continua – serve scendere in piazza per permettere alle persone di avere un luogo dove manifestare il proprio dissenso». E aggiunge: «Secondo me il sale della democrazia è mantenere la parola data. Se non la mantieni, quando i cittadini ti votano, quel voto è inutile. L’unico modo per dare un senso alla democrazia è essere vincolati alle promesse che si sono fatte ai cittadini».

In merito all’alleanza gialloverde, ha detto: «Salvini ha preso i voti con il Centrodestra e ha governato con i 5S, ragione per la quale io sto chiedendo un patto (antinciucio ndr) perché non accada ancora, ma questo è anche figlio di una Legge Elettorale che io non ho votato».

Alla domanda se esista ancora il Centrodestra ha spiegato: «Credo che ci sia una maggioranza in Italia, ormai molto significativa, di patrioti, quelle persone che vorrebbero una classe politica capace di difendere gli interessi nazionali italiani. Difendere l’Italia, la sua identità, i suoi interessi, il suo lavoro, le sue famiglie. Non è niente di drammatico, è quello che fa il resto d’Europa. Questo è un comune denominatore dei tre partiti che compongono il Centrodestra».

A proposito dei rapporti con l’Ue ha affermato: «Si può dialogare da pari grado, mettersi seduti e dire: “Costruiamo un’Europa in cui gli interessi convergono”».

Sulla sugar tax, ha commentato: «Le tasse etiche sono una fregatura, sono solo un modo per spillare altri soldi. Se vuoi combattere l’inquinamento non devi aumentare le tasse a chi inquina, ma abbassarle a chi non lo fa. La sfida è quella».

Infine, sul ruolo del Premier Conte, ha ribadito: «Conte è un burattino dei poteri forti. Una cosa è dialogare, una cosa è prendere ordini».

Atto di nascita con due madri: non è dato comprendere l’ostacolo. Per la Corte il problema indicato dal Tribunale di Pisa non sussiste.

Con un comunicato stampa la Corte costituzionale rende noto che «Il Tribunale ha riferito il proprio dubbio di costituzionalità a una norma interna che avrebbe impedito l’applicazione della legge straniera –rilevante nel caso concreto in ragione della nazionalità del minore –ma non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata, né ha dato adeguato conto della sua affermata natura di “norma di applicazione necessaria”».

Le sentenze vanno commentate avendole davanti. Tuttavia, la sentenza d’inammissibilità pare di fatto smentire la tesi del Tribunale di Pisa per cui vi sarebbe un ostacolo a formare un atto di nascita con due madri in Italia, consentendo così finalmente al bambino, oramai prossimo ai quattro anni, di avere due madri anche sulla carta. È una sentenza, quindi, che speriamo di poter accogliere favorevolmente. Infatti, è noto che nessuna disposizione in Italia vieta di formare un atto di nascita con due madri nel caso di figlio nato da fecondazione assistita. Le regole per stabilire chi è genitore in caso di p.m.a., infatti, sono diverse da quelle di una procreazione tramite rapporto sessuale, situazione nella quale è del tutto ovvio che non vi potrà che essere un padre ed una madre. Diverse le regole, in Italia come all’estero, quando di un rapporto sessuale non c’è stata nemmeno l’ombra. Il minore, disse già la Corte costituzionale nel 1998, deve essere tutelato rispetto all’adulto che con le proprie azioni ne ha determinato la nascita. È il principio del consenso.

In assenza di divieto espresso, il Tribunale di Pisa ha cercato di evincere comunque il principio che un atto di nascita non possa che menzionare un padre e una madre. Affermò di averlo trovato nelle norme del Codice civile e in altre norme secondarie che parlano solo di madre e padre. La Corte, nel preannunciare che il tribunale, nonostante gli sforzi, «non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata», indicherebbe in realtà che un tale principio non può certo essere rinvenuto nelle norme del codice civile che parlano di padre-madre. «E se non si riviene un principio lì, nel Codice civile, non lo si può rinvenire, come è stato sostenuto in udienza, in nessun altro luogo dell’ordinamento giuridico», dichiara l’avv. Schuster. Se la Corte afferma di non cogliere dove starebbe un tale principio, è ovvio che esso non può costituire nemmeno un ostacolo, ostacolo che il Tribunale pisano aveva qualificato come «norma di applicazione necessaria».

Ulteriori e definitivi commenti potranno essere dati a sentenza depositata. «È una sentenza – afferma l’avv. Alexander Schuster – che auspico faccia comunque chiarezza sulla validità dei tanti atti di nascita formati in innumerevoli comuni con due madri italiane. I bambini sono tutelati dando loro due genitori. Nelle famiglie arcobaleno il secondo genitore è la co-madre, non certo un donatore anonimo di sperma. È tempo di dirlo chiaramente e di dare tutela certa a questi bambini».

 

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Studio legale / Kanzlei

RA/Avv. Alexander Schuster, Ph.D. (Strasbourg)

Via C. Abba, 8 – I-38122 Trento

 

Presidente Pensplan – Laura Costa

 

 

Assessore Salute Pat -Stefania Segnana

La Corte Costituzionale si è riunita oggi in Camera di Consiglio per esaminare la questione sollevata dal Tribunale di Pisa sulla formazione di un atto di nascita in cui siano riconosciute due madri come genitrici di un bambino nato in Italia ma di nazionalità statunitense, acquisita dalla madre gestazionale.

Le due donne risultano sposate in Wisconsin secondo la legge di quello Stato, che consente il matrimonio fra persone dello stesso sesso e le riconosce come genitrici in caso di figli.

In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che al termine della discussione la questione è stata giudicata inammissibile per difetti della motivazione dell’ordinanza di rimessione.

Il Tribunale ha riferito il proprio dubbio di costituzionalità a una norma interna che avrebbe impedito l’applicazione della legge straniera – rilevante nel caso concreto in ragione della nazionalità del minore – ma non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata, né ha dato adeguato conto della sua affermata natura di “norma di applicazione necessaria”.

La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane.

Domani, martedì 22 ottobre su Italia1 in prima serata, nuovo appuntamento con “Le Iene Show”, condotto da Alessia Marcuzzi e Nicola Savino con la Gialappa’s band.

Nella puntata:
Antonino Monteleone torna a occuparsi della vicenda della colf che lavorava senza alcun contratto nella casa di Napoli dove il presidente della Camera Roberto Fico viveva con la sua compagna. Il giudice ha rigettato la querela che Fico aveva sporto nei confronti della trasmissione di Italia1.

Vittima dello scherzo della Iena Nicolò De Devitiis è l’ex centrocampista della Nazionale Alberto Aquilani, a cui viene fatto credere di aspettare tre gemelle. Complice la moglie, l’attrice Michela Quattrociocche.

L’anticipazione video di Iene.it: .

Protagonista dell’intervista singola è la cantautrice romagnola Marianne Mirage, che a pochi giorni dall’uscita del suo secondo album racconta qualche curiosità sulla sua vita privata.

Nina Palmieri continua a indagare sulla storia di Alberto e Alessandra. Due ragazzi accomunati dall’amore e dalla sindrome di Down.

Gaetano Pecoraro si è occupato più volte delle eccellenze ma anche delle inefficienze ospedaliere italiane. Nella puntata di domani si recherà nel sud d’Italia per un nuovo capitolo della sua inchiesta.

Il consigliere del Partito Democratico del Trentino Alessio Manica ha depositato oggi una interrogazione per chiedere conto alla Giunta provinciale del livello d’inquinamento da biossido di azoto, ozono e particolato fine Pm 2,5 nelle varie zone del Trentino.

“Le ricerche scientifiche che rilevano una correlazione tra inquinamento atmosferico e salute delle persone – chiarisce il consigliere Democratico – sono ormai molte e verificate, è bene dunque conoscere nel dettaglio lo stato di salute della nostra aria, e prendere le necessarie contromisure affinché anche in Trentino siano il più infrequenti possibili gli sforamenti dei limiti per i tre inquinanti”.

Nello specifico, il consigliere Manica ha chiesto alla Giunta un quadro dettagliato della situazione, se esistano dati specifici che riguardano l’impatto degli inquinanti sulla salute dei residenti in provincia di Trento, e quali azioni la Provincia intenda adottare per contrastare la dispersione degli inquinanti atmosferici e per mitigare i loro effetti.

 

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Interrogazione n. Quale impatto degli inquinanti atmosferici sulla salute dei residenti in Trentino.
Il rapporto annuale sulla qualità dell’aria, recentemente pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea), denuncia una situazione grave per l’Italia. Seppure i data relativi al 2016 segnalano un lieve miglioramento, il nostro Paese raccoglie ancora il numero più alto all’interno dell’Unione Europea di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600), ozono (O3, 3000) e il secondo per il particolato fine Pm 2,5 (58.600).

Le rilevazioni più recenti, datate 2017, vedono le concentrazioni di polveri sottili (PM2,5) più elevate in Italia e in sei paesi dell’est (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania e Slovacchia).

Due milioni di italiani, secondo il rapporto Aea, vivono in aree dove i limiti per i tre inquinanti principali sono superati sistematicamente.
A livello nazionale i problemi maggiori si rilevano principalmente in Pianura Padana, ma anche in Trentino non sono infrequenti gli sforamenti. Le zone più a rischio sembrano essere l’Asse dell’Adige, per la forte antropizzazione e la presenza dell’autostrada, la Valsugana nella zona di Borgo ed alcune zone turistiche nei periodi di massima presenza di ospiti.

L’impatto dell’inquinamento atmosferico, dello smog, sulla salute e la qualità della vita dei trentini è forse maggiore di quanto venga immaginato. Solo a titolo di esempio, risulta che un terzo dei nuovi casi di asma in età pediatrica potrebbe essere prevenuto se si rispettassero i valori soglia sugli inquinanti suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (valori, adire il vero, più stringenti delle norme attualmente adottate dalla

Unione Europea, ma frutto di analisi scientifica, non di mediazione politica).
Secondo un report pubblicato nel 2017 da Global Burden of Diseases, l’inquinamento da Pm 2,5 e ozono è il quinto fattore di rischio mortalità dopo ipertensione arteriosa, fumo, ipoglicemia e ipercolesterolemia. Le morti causate dal Pm 2,5 costituiscono ormai il 7,6% di tutti i decessi che avvengono nel mondo per qualsiasi causa, e sono in continuo incremento da quando il fenomeno viene investigato.

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Tanto premesso interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente
per sapere:

1. comevengamonitoratol’inquinamentodabiossidodiazoto,ozono,Pm10ePm 2,5 in Trentino e quali variazioni siano state rilevate complessivamente nell’ultimo decennio e quali variazioni mensili vengano rilevate durante un anno solare;

2. qualisianolezonedelTrentinopiùcolpitedallapresenzadeivariinquinantioggetto dell’interrogazione;

3. seesistanodatisull’impattodegliinquinantisullasalutedeiresidentiinprovinciadi Trento, cosa dicano questi dati;

4. qualipoliticheintendaadottarelaProvinciapercontrastare/mitigarelapresenzae l’impatto degli inquinanti atmosferici considerando che si tratta di sostanze prevalentemente provenienti da attività umane.

 

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cons. Alessio Manica

Gli Erasmusdays sono a Trento il 23 e 24 ottobre. Nelle scuole, nella formazione professionale, tra i giovani, nello sport, all’università, negli enti locali. I progetti europei realizzati con il programma “Erasmus+” interessano molteplici settori e coinvolgono migliaia di soggetti in tutta l’UE con iniziative realizzate in partenariato fra organismi di Stati diversi.

Ce ne sono numerosi anche nel nostro territorio e gli argomenti che affrontano sono i più vari: dal turismo alla musica, dagli stili di vita sani alla multiculturalità, dalla tecnologia al design, dalla salvaguardia ambientale all’imprenditorialità, dalle migrazioni alla carriera degli atleti, all’assistenza sanitaria. L’edizione 2019 degli “Erasmusdays”, l’iniziativa che a livello europeo intende far conoscere i progetti realizzati con il programma Erasmus+, prevede anche un appuntamento a Trento, organizzato da Europe Direct Trentino.

Nella mattinata di mercoledì 23 ottobre a partire dalle 9.30 la sala conferenza della Cassa Rurale di Trento in via Belenzani 12 ospiterà sette scuole di diverso ordine e grado che presenteranno le loro recenti esperienze “Erasmus+” con l’obiettivo di farle conoscere alla cittadinanza ma anche per invogliare altre scuole a presentare in futuro proposte progettuali. L’istituto di istruzione Don Milani di Rovereto proporrà la propria esperienza di full immersion linguistica e professionale all’estero, mentre il Conservatorio Bonporti illustrerà il suo “MusicIntegrACTION”.

“Fit for school, fit for life” è l’iniziativa dell’Istituto comprensivo Folgaria-Lavarone-Luserna e di diversità culturali ma di Europa unita tratta l’esperienza del Liceo Russell di Cles, mentre il benessere dei docenti è affrontato dal progetto dell’IFP Pertini di Trento. La mattinata sarà chiusa da due istituti tecnico tecnologici: il Buonarroti di Trento con il suo “Design Stem” e il Marconi di Rovereto con un progetto sulla salvaguardia ambientale.

Erasmus+ però non è rivolto solamente alle scuole e il pomeriggio di giovedì 24 ottobre a partire dalle 16.00 toccherà ad altri sette progetti, iniziando dal “PLUS-MUSE & SMART” del Dipartimento Sviluppo economico e lavoro della Provincia autonoma di Trento e dalle opportunità di volontariato con il Servizio Volontario Europeo e il Corpo Europeo di Solidarietà illustrate dall’associazione InCo.

Si proseguirà con la formazione per avviare un’impresa proposta dall’Associazione Trentino con i Balcani e con lo scambio giovanile del Comune Altopiano della Vigolana.

Non mancherà lo sport, con l’iniziativa “Dual careers for Alpine ski racers” dello sci club Ladinia Alta Badia, mentre il progetto presentato da FBK riguarda le tecnologie digitali applicate all’assistenza sanitaria. Chiuderà l’Università di Trento con una delle sue numerose attività realizzate con Erasmus+.

L’Alpe Cimbra è teatro di stupendi paesaggi quali gli alpeggi di Folgaria, Lavarone e Luserna. Uno spettacolo di natura rigogliosa, fra boschi, pascoli, laghi, torrenti e sentieri. Quando poi la neve ricopre gli alpeggi, l’Alpe Cimbra diventa un bianco paradiso per sciatori e snowboarder.

L’Alpe accoglie tra le varie attività anche le gare di trial. In agosto ha ospitato la quinta prova del campionato triveneto, i primi di settembre la nona edizione della “2 giorni di Folgaria – Memorial Kuno Bonatti”. Ultimo in ordine di tempo il Trial delle Regioni, che si è tenuto il 19 e 20 ottobre scorso, con partenza da Folgaria.

“Trial” significa prova e dà subito l’idea dello spirito base della competizione, il provare a superare tutti gli ostacoli, che siano essi naturali, affrontati nelle prove outdoor, oppure artificiali, specifici delle gare indoor.
In questi giorni, di passaggio nella zona di Folgaria, ho raccolto parecchie lamentele per i disagi che tali competizioni arrecano, rumore e disturbo nelle zone montane interessate dal percorso.

Pur ritenendo pienamente legittima la pratica di questo tipo di sport sono fermamente convinta che dovrebbe essere disputato prevalentemente in circuiti indoor o in luoghi a basso impatto ambientale. Ovviamente non sono imputabili solo al trial outdoor i danni che l’inquinamento acustico e atmosferico causano all’ambiente. La nostra montagna è sotto attacco da tempo, basti pensare ai concerti in alta quota, in zone delicate e preziose che dovrebbero essere tutelate e non sfruttate per scopi meramente economici. Non solo concerti ma addirittura un raduno di jeep sotto le Pale di San Martino, trasformate per un giorno in un enorme circo che ha arrecato ingenti danni al territorio silvo pastorale. La montagna non è un luogo da sfruttare economicamente ma patrimonio da proteggere e rispettare.

Fatta questa premessa, ritengo comunque non sia da sottovalutare l’impatto che gli sport motoristici hanno sugli ambienti montani, naturalistici e boscati e nello specifico le ricadute sul suolo, sulla vegetazione, sulla fauna, sulla concentrazione di idrocarburi e sull’habitat naturalistico in generale. Specialmente in zone dove la pratica del trial, enduro ecc. non è saltuaria ma ricorrente.

 

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Tutto ciò premesso interrogo il presidente della Provincia per sapere:

quante gare di trial, motocross, enduro e altri mezzi a motore sono state organizzate in Provincia di Trento negli ultimi 3 anni e in quali territori;
quante strutture indoor sono presenti sul territorio;

se sono state fatte delle verifiche dopo le gare in merito all’impatto sul suolo, sulla vegetazione, sulla microfauna, sulla concentrazione di idrocarburi e sull’habitat naturalistico in generale;

in caso di risposta affermativa si chiede di conoscerne i risultati;

se intenda effettuare dei controlli nella zona dell’altipiano cimbro, protagonista in questi mesi di diverse gare di trial;

se ritenga opportuno ascoltare anche la popolazione delle zone interessate da questo tipo di manifestazioni sportive, condividendo ed individuando anche percorsi alternativi e meno impattanti.

 

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LUCIA COPPOLA

consigliera provinciale FUTURA

“Ho letto con dispiacere quanto dichiarato dai Colleghi di “Futura 2018” Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, in riferimento allo scritto di oggi sul quotidiano “Trentino” a proposito della presidenza del Centro culturale Santa Chiara, dove si parla del già Sen. Sergio Divina, quale persona indicata, tra le altre, a ricoprire questo ruolo.

Da Consigliere ladino, fuori “collegio”, posso dire di aver letto con piacere l’articolo di cui sopra e, a differenza dei colleghi della “Futura 2018” (e ricordo che siamo alla fine del 2019, quindi un “futuro a breve termine”, passato sicuramente) vedo con piacere la possibilità di questa nomina.

Il Sen. Divina lo conosco da ormai oltre 10 anni e si è sempre distinto per la preparazione, la conoscenza, l’importanza dei ruoli politici e istituzionali svolti.

Politicamente e umanamente Sergio è un amico, un maestro.

Ho avuto l’onore di seguirlo nella campagna elettorale del 2013, Persona a modo (come tutti quelli che da quel modo provengono), quando non era cosa facile esserlo.

Per l’importanza e l’attestato di stima che mi ha sempre riconosciuto e che ha riservato alla mia persona, per l’Amicizia che ci unisce, trovo veramente sterile la polemica pretestuale di due colleghi che fanno il proprio lavoro ma dimenticano chi, prima di loro, ha rappresentato a istituzionalmente e con cognizione di causa le nostre realtà.

Con l’augurio ai colleghi “futuri” di essere meno proiettati ad un passato da loro disegnato e con la speranza che riescano a dipingere con i fatti veri e reali una sorta di FUTURO (non a scadenza 2018) che porti la loro firma.

 

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Luca Guglielmi

Consigliere ladino

Player Editori Radio sceglie Radioplayer Worldwide come partner tecnologico per realizzare la prima App gestita direttamente dalle emittenti radio italiane. A breve i 44 milioni di ascoltatori settimanali della Radio avranno a diposizione un accesso più rapido, semplice e innovativo all’universo dello streaming audio e dell’offerta on demand, ai podcast, ai contenuti offline, ai video nativi delle emittenti. Grazie a un’unica App totalmente gratuita: RadioPlayer Italia.

Oggi a Milano è stato firmato il contratto di licenza tra PER Srl, società che raggruppa tutte le emittenti radiofoniche italiane nazionali e locali, e Radioplayer Worldwide, che è già partner di dieci consorzi nazionali nel mondo (Regno Unito, Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda, Norvegia, Svizzera, oltre a Canada e Perù).

Radioplayer Worldwide mette a disposizione innovazione e ricerca tecnologica, accordi con i grandi marchi dell’automotive e con i produttori di devices digitali, per sviluppare e promuovere l’interfaccia radio dei dispositivi. PER apre il mercato italiano a una rete di alleanze e di know-how in rapida diffusione nell’Unione Europea.

“Oggi avviamo un’operazione di sistema che rafforza e tutela il bene comune Radio sul web – dichiara Lorenzo Suraci, Presidente di PER srl –, e presto i nostri ascoltatori avranno un accesso unificato a centinaia di stazioni su tutti i device: mobile, desktop, in-car e in-house. La Radio è un media potente e in constante evoluzione.

Nascono così il primo aggregatore IP voluto dalle emittenti italiane, e un’applicazione gratuita che promette di non “esportare” i dati personali degli utenti. Presto si apriranno le adesioni di tutte le radio interessate, di ogni tipo e dimensione.

“Contiamo di lanciare al più presto l’App su tutta la filiera digitale: connected cars, smart speakers, smart watches, smart TV, speakers wifi, oltre a smartphone, tablet e pc – aggiunge il Direttore di PER, Michele Gulinucci – Ma i contenuti restano quelli nativi: nessuna intromissione, niente pubblicità indebita. La Radio si evolve restando se stessa”.

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