VIDEONEWS & sponsored

(in )

UPIPA – 7 CONSIGLIERI * LETTERA APERTA / REPLICA A PRESIDENTE PAROLARI: « RSA E COVID, AUSPICHIAMO DI AVERE UNA RISPOSTA CHIARA DA PARTE DI APSS E PROVINCIA TRENTO»

I sottoscritti Consiglieri di Upipa, preso atto dell’iniziativa della Presidente Parolari di rendere pubblica la discussione relativa alla crisi istituzionale e di rappresentanza verificatasi all’interno della cooperativa, intendono chiarire i fatti che hanno portato alla situazione attuale, nella convinzione di interpretare la sensibilità della larghissima maggioranza degli enti soci.

Nella fase conclusiva della campagna vaccinale nelle RSA l’Upipa, nella persona della sua Presidente, ha proposto alla Provincia, ad APSS ed a Consolida, di redigere un protocollo d’intesa che consentisse di superare in modo condiviso e giuridicamente sostenibile i divieti e le limitazioni alle visite dei familiari imposte dai DPCM nazionali e dalle ordinanze provinciali vigenti, almeno con riferimento agli anziani protetti dalla vaccinazione.

Tale proposta, che era stata condivisa da tutti i soggetti istituzionali interessati, ha portato all’elaborazione di una bozza di protocollo, condivisa ed approvata dai soci di Upipa, la cui applicazione doveva essere preceduta e supportata da una specifica ordinanza del Presidente Fugatti.
Dopo il 12 febbraio, con l’annuncio del passaggio del Trentino in zona arancione e l’aggravamento della situazione epidemiologica, la Provincia ha comunicato ad Upipa l’impossibilità di adottare l’ordinanza prevista dal protocollo d’intesa, demandandone l’eventuale applicazione alla responsabilità delle singole direzioni sanitarie degli enti nell’interpretare in via estensiva i vincoli del DPCM.
Il 15 febbraio la Presidente Parolari ha consultato in una riunione in videoconferenza non solo i Presidenti, ma anche i direttori ed i coordinatori sanitari degli enti soci per verificare la disponibilità ad applicare in via unilaterale i contenuti del protocollo, senza il supporto di una ordinanza della Provincia. In quell’occasione la grandissima maggioranza dei soci ha dichiarato l’impossibilità di applicare in via unilaterale il protocollo, stanti le incertezze giuridiche e l’aggravarsi della situazione epidemiologica, invitando la Presidente ad adoperarsi per individuare una soluzione istituzionale che rendesse possibile l’applicazione del protocollo. La Presidente – pur non concordando – ha preso atto delle indicazioni emerse dall’incontro.

Nel tempo intercorrente non vi sono state più comunicazioni di alcun tipo.
Il giorno 5 marzo nel tardo pomeriggio, senza che nessuna precedente informazione fosse stata condivisa con il Consiglio di Amministrazione, i soci o lo staff Upipa, la Presidente Parolari ha fatto pervenire a tutti i soci una lettera, a firma di 5 soci (Nomi, Cavedine, Avio, Mori e Povo), in cui comunicava di aver predisposto un progetto sperimentale per l’apertura alle visite dei familiari, sottoposto all’approvazione della Provincia e di APSS, ed elaborato dalle 5 strutture, che sarebbe stato annunciato il giorno seguente dalla stampa e si sarebbe avviato l’8 marzo. Di tale progetto non è stata trasmessa né ad Upipa né ai soci documentazione alcuna, nemmeno riguardo alla presunta validazione da parte di APSS, e ciò fino al momento della redazione del presente comunicato.

i soci hanno sollecitato i Consiglieri di Amministrazione a chiedere un chiarimento alla Presidente rispetto al proprio comportamento, che appariva difforme dalle indicazioni della base associativa ed ambiguo nell’esercizio del doppio ruolo della Presidente quale rappresentante dei soci da una parte e del proprio ente dall’altra; l’esito delle decisioni inoltre introduceva una palese disparità di trattamento nei confronti degli anziani residenti, attribuita alla responsabilità dei singoli amministratori, che richiedevano a questo punto di avere chiarimenti rispetto alla portata ed alla estensibilità della validazione da parte di APSS.

A seguito di tale richiesta veniva convocato un Consiglio di Amministrazione urgente, durante il quale la Presidente, non fornendo nessuna documentazione a supporto del proprio operato o della validazione ricevuta da APSS, rivendicava di aver agito per ragioni etiche e di coscienza nella tutela degli anziani, ritenendo che ciò fosse sufficiente a giustificare il superamento delle indicazioni dei soci e dei processi decisionali della cooperativa, rifiutava di individuare forme di ricomposizione della frattura determinatasi e – richiesta di dimettersi essendo venuta meno la fiducia da parte della maggioranza dei soci e degli amministratori – rifiutava di farlo ed abbandonava la seduta; in esito della seduta il Consiglio ha ritenuto di rivolgersi all’Assemblea dei soci per valutare la situazione.

A fronte del conflitto istituzionale determinatosi, al di là dei chiarimenti interni alla cooperativa, è fondamentale chiarire se Provincia ed Azienda Sanitaria avrebbero accordato ai 5 enti la medesima attenzione istituzionale se non fossero stati rappresentati dalla dott.ssa Francesca Parolari, contestualmente Presidente di Upipa.

E’ inoltre necessario stabilire se è vero che APSS ha effettivamente validato il progetto sperimentale ritenendo che sia possibile applicare la modalità di vista proposte a prescindere dai vincoli del DPCM e della responsabilità del coordinatore sanitario della struttura. Poiché in questo caso tale sperimentazione può essere estesa fin da subito a tutto il sistema, sotto l’egida e la responsabilità della Provincia e dell’APSS. Se però non è vero, la comunicazione pubblica fin qui effettuata ingenera la falsa convinzione nei familiari che tale modalità possa essere automaticamente applicata da tutte le strutture.

A questo punto Upipa auspica di avere una risposta chiara da parte di APSS e Provincia, per capire se tali modalità di visita, pur sperimentalmente limitate alle persone protette da vaccino, sono applicabili da tutte le strutture a prescindere dal DPCM e dalla responsabilità del singolo coordinatore sanitario.

Dal punto di vista associativo la Presidente ha palesemente dichiarato alla stampa di aver forzato e disatteso le indicazioni dei soci, non solo, ma di averlo fatto senza nessuna informazione preventiva perché “se avessi presentato il progetto avrebbero messo i bastoni tra le ruote perché erano assolutamente contrari”: in un contesto democratico normale ciò comporta le dimissioni dalla carica contestualmente e meglio precedentemente all’adozione di tali comportamenti, al netto della possibile azione di rivalsa che legittimamente qualsiasi società potrebbe avviare nei confronti di un amministratore che si comportasse in questo e lo palesasse con tale chiarezza. Siccome questo non è avvenuto, è stato aperto un grave conflitto istituzionale che interessa gli organi di Upipa – che è stato reso pubblico dalla Presidente di propria iniziativa al fine di auto-tutelarsi, danneggiando pesantemente l’immagine della cooperativa e l’onorabilità degli amministratori, che sono stati tacciati di non assumersi le proprie responsabilità e di non considerare il benessere degli anziani. Tutti gli amministratori, i direttori ed i medici delle strutture vorrebbero poter aprire non appena possibile ai familiari, la scelta di attivare un percorso sperimentale in modo riservato e senza coinvolgere gli altri soci e la stessa struttura tecnica di Upipa, con la motivazione che tale proposta sarebbe stata respinta e boicottata, ha privato gli altri soci di qualsiasi opportunità di valutazione ed adesione.

 

In attesa di un auspicato chiarimento assembleare, firmato:

Marisa Dubini
Vicepresidente
Diego Canal
Consigliere
Antonio Daprà
Consigliere
Davide Palmerini
Consigliere
Marco Polla
Consigliere
Daniele Stefani
Consigliere
Ivana Zotta
Consigliere