Nero a metà. St 1 Ep 3 2018. Una volta di troppo. Carlo e Malik si ritrovano a indagare sul caso di una ragazza ucraina trovata morta in una valigia all’aeroporto di Roma. Alba prova a resistere alle avances di Malik, mentre per il dirigente Santagata è arrivato il momento di dire addio alla squadra. La Repola invece è alle prese con una ragazzina, Veronica, scappata di casa per l’ennesima volta.

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Dl fisco. de Bertoldi (FdI): è diventato decreto omnibus. Su Bcc garantita continuità con riforma mortale di Padoan-Renzi.

“Un decreto omnibus, per niente fiscale”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro nel corso del suo intervento in Aula sul decreto fiscale.

“Fratelli d’Italia – ha spiegato il senatore di FdI – ha cercato nel corso della discussione in Commissione di migliorare questo provvedimento attraverso emendamenti di merito, ma il risultato a cui si è giunti è un decreto che non ci soddisfa. In particolare sul credito cooperativo. Infatti, ci saremmo attesi dal governo del cambiamento il superamento della politica di dissoluzione di Padoan e Renzi ed invece si è garantita la continuità di quel sistema, grazie anche al passo indietro della Lega”.

E così, conclude il senatore De Bertoldi “questo governo ha decretato la fine della mutualità e della territorialità del credito cooperativo, incapace di rispondere alle esigenze delle piccole imprese e controllato da società per azione e a rischio di essere scalato dalla finanza internazionale. Con il risultato che tra pochi anni il credito cooperativo non sarà più patrimonio della nostra Nazione”.

Nel 2017 le regioni con il maggior numero di presenze si confermano il Veneto (16,5% delle presenze complessive negli esercizi ricettivi italiani), il Trentino-Alto Adige (11,9%, con la Provincia autonoma di Bolzano al 7,7% e la Provincia autonoma di Trento al 4,2%), la Toscana (10,9%), l’Emilia-Romagna (9,5%) e la Lombardia (9,4%).

In queste cinque regioni si concentra il 58,2% delle presenze turistiche in Italia, pari a oltre la metà (51,6%) dei clienti residenti e a quasi due terzi (64,7%) dei non residenti (Prospetto 8).

 

 

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Elezione del Presidente del Consiglio. Salta ancora il quorum. Si ritenta alle 11,30. Anche il primo tentativo di eleggere Walter Kaswalder alla presidenza del Consiglio è andata buca. Come è accaduto martedì scorso le minoranze, in modo compatto, sono uscite dall’aula facendo così saltare il quorum necessario di 24 consiglieri presenti nell’emiciclo.

Alla votazione a scrutinio segreto hanno partecipato i consiglieri di maggioranza (erano in 20 vista l’assenza giustificata di Rodolfo Borga di Civica Trentina) e la presidente provvisoria. La votazione è stata invalidata per mancanza del quorum. Il Consiglio tornerà a votare a partire dalle 11,30.

La seduta si è aperta con una comunicazione del presidente provvisorio, Lucia Coppola (Futura), la quale ha ricordato il 25 novembre, la Giornata contro la violenza delle donne. Una vera tragedia sociale e individuale come ha concretamente sottolineato nel suo intervento Lucia Coppola: “3100 sono state le donne uccise dal 2000 ad oggi, più di tre a settimana.

Solo da gennaio a ottobre 70 le vitine. Il 46% delle donne uccise aveva denunciato i propri assassini. Il 45% delle denunce presentate dalle donne contro mariti, compagni, fidanzati, spesse volte ex, è stata archiviata. In media per arrivare ad una sentenza di condanna. In media per arrivare a una sentenza di condanna di violenza contro le donne ci vogliono tre anni”.

Denunciare per le donne è difficile. Come dimostra l’esperienza delle operatrici del Centro antiviolenza la denuncia rappresenta il momento di maggior pericolo, perché spesso scatta la vendetta. Anche a Trento la situazione è seria.

“Il questore di Trento – ha ricordato la presidente provvisoria -, nel convegno del Castello del Buonconsiglio, alla presenza degli assessori Bisesti e Segnana, ha affermato che neppure il Trentino è un’isola felice, che serve contrastare la cultura sessista e che dal primo settembre il Questore ha firmato ben 45 misure di allontanamento. I reati sono diminuiti ma non il femminicidio e la violenza sulle donne”.

Dati che richiamano all’impegno tutti, a partire dalla Commissione pari opportunità, al Centro antiviolenza, alle associazioni, all’Azienda sanitaria a tutte le componenti della società. Perché, ha detto Lucia Coppola “solo un’azione convinta e congiunta può contrastare quello che Kofi Annan, segretario dell’Onu, ha definito come uno dei crimini più aberranti contro l’umanità”.

Un richiamo che è stato sottolineato da una presenza in aula di una sedia vuota con il posto occupato, come richiamo a questo dramma.

Giorgio Tonini del Pd ha ringraziato la presidente per le parole dedicate alle donne e ha detto che è intollerabile il fatto che per le donne il posto meno sicuro siano i muri di casa propria. Mara Dalzocchio (Lega), ha ringraziato la presidente per il suo intervento, è ha sottolineato la necessità di un cambio culturale, per arginare questo crimine contro la donna.

L’assessore alla salute Stefania Segnana (Lega) ha ricordato il lavoro che il suo assessorato sta facendo per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo drammatico problema. Un tema sul quale, ha aggiunto, si deve parlare tutti i giorni. Segnana, inoltre, ha ringraziato gli uffici della Pat per il lavoro fatto in questo campo. “

Se ci sono tante donne che non sono più sole – ha detto – è grazie al lavoro che è stato fatto, dalla Pat, dalle strutture sociali e dalle forze dell’ordine, in questi anni”.

La Banca di Verona apre ad Ala, in Basso Trentino, una filiale dedicata alle piccole e medie imprese .

Banca di Verona, prossima, come altre 141 Bcc in tutta Italia, all’ingresso nel nuovo Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, dal prossimo 3 dicembre apre una nuova filiale nel centro commerciale di Ala, in provincia di Trento.

Si tratta di uno sportello innovativo, che non svolgerà operazioni in contanti, con la presenza di due consulenti altamente qualificati e di notevole esperienza (Andrea Gennari e Federico Romano), che si dedicheranno ad attività di consulenza alle imprese di piccola e media dimensione, supportati dall’ufficio di Trento di Iccrea BancaImpresa.

La filiale, dotata di moderne tecnologie per il collegamento on line con gli uffici di sede a Verona, è la prima fuori dal territorio veronese e la prima in Trentino di una Bcc aderente al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea.

“La nostra Banca guarda al mercato del Basso Trentino con grande interesse”, dice Flavio Piva, presidente della Banca di Verona, “consapevole di poter proporre un modello originale di banca di relazione, che unisce alla caratteristiche tipiche della società mutualistica – l’operare al servizio dei clienti e soci con lo scopo di offrire la massima convenienza non solo in termini di condizioni economiche, ma anche di prossimità e di stabilità di rapporto -, quelle di una azienda, che grazie ai suoi 67 anni di attività nel vivace e ricco tessuto economico veronese, ha maturato una significativa esperienza e capacità nel seguire imprese, anche di notevole dimensione, e risparmiatori.

L’ormai prossimo ingresso nel grande Gruppo bancario Cooperativo Iccrea, inoltre”, conclude Piva, “aumenterà ulteriormente la nostra già ampia disponibilità sia in termini di gamma di offerta di servizi che di credito”.

“Apriamo la filiale di Ala”, aggiunge Valentino Trainotti, direttore generale della Bcc, “dopo un’approfondita analisi del mercato e aver individuato nella Vallagarina un’area dalle buone potenzialità per un’azienda bancaria come la nostra, vocata a sostenere i territori nei quali opera, fornendo non solo sostegno creditizio, in virtù delle consistenti disponibilità patrimoniali, ma anche servizi finanziari all’avanguardia.

La banca per i suoi ottimi fondamentali (cet1 superiore al 24%, sofferenze nette pari all’1,04%, cost/income di poco superiore al 55% e un roe del 5%) e l’adesione ad un gruppo bancario di notevoli dimensioni (il quarto in Italia per totale attivi), arriva nel Basso Trentino con l’obiettivo di investire e di portare risorse”, conclude Trainotti, “mantenendosi, inoltre, fedele allo scopo sociale consci che dietro ogni azienda e patrimonio ci sono le persone e le loro esigenze”.

“Per il Gruppo bancario Iccrea”, dice Leonardo Rubattu, direttore generale di Iccrea Banca, “il sostegno alla piccola e media impresa è una vocazione naturale, un caposaldo della nostra missione di supporto alle Bcc ed allo sviluppo delle Pmi sul territorio.

A parlare sono i numeri: quasi tre miliardi di euro lo stock in essere degli impieghi alle imprese del Nord-Est, attraverso Iccrea Bancaimpresa, di cui quasi la metà nel solo Veneto.

E l’avvio del Gruppo bancario Cooperativo Iccrea rafforzerà ulteriormente questa vocazione. Ma al di là del supporto creditizio tradizionale siamo convinti che, nell’attuale contesto di mercato, le Pmi abbiano bisogno di partner concreti e consulenti affidabili capaci di fornire servizi e strumenti a 360° finalizzati alla loro crescita.

Per questo guardiamo con grande favore ad iniziative come quella della Banca di Verona che puntano a valorizzare il supporto alle Pmi in modo decisamente innovativo”.

 

 

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LA BANCA DI VERONA
Banca di Verona opera dal 1951 nella provincia di Verona, conta su 15 filiali e su oltre 3.500 soci. Nel 2017 ha realizzato una raccolta totale di 827 milioni e 786 mila euro, in crescita del 2,25% sull’esercizio precedente; la diretta ha toccato i 480 milioni (+1,74%) mentre l’indiretta è salita del 3,57% a 347 milioni e 757 mila euro. L’utile netto è incrementato del 3% a 4 milioni 788 mila euro.

Il patrimonio netto contabile è salito a 90 milioni e 786 mila euro contro gli 84 milioni e 847 mila dell’esercizio 2016. I crediti lordi sono stati pari a 322 milioni e 237 mila euro in crescita del 6,27%. I crediti deteriorati netti sugli impieghi si attestano al 2,04%. La copertura sulle sofferenze è salita al 76% contro il 70,25% del 2016. La copertura totale sui crediti deteriorati è salita al 70,61% contro il 62,34% dell’esercizio precedente.

Il Cet1, l’indice che misura la solidità di una banca, aveva raggiunto a fine 2017 il 22,353% uno dei migliori del sistema, ulteriormente incrementato al 30 giugno scorso, superando il 24%.

Negli scorsi giorni i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza, nell’ambito dell’operazione denominata “Buen retiro”, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso dal Gip presso Tribunale di Vicenza, sottoponendo a vincolo reale numerose disponibilità finanziarie, un’autovettura ed un immobile.

Nello specifico, le articolate indagini, eseguite dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Vicenza congiuntamente all’Inps e coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza, sono state avviate alcuni mesi fa, quando i funzionari hanno rilevato la condotta fraudolenta di una nota società per azioni insistente nel vicentino e nel trentino, attiva nel settore della legatoria industriale.

L’accertamento ispettivo ha riguardato il prepensionamento di 11 lavoratori, due dirigenti e nove operai, per i quali l’azienda ha inteso sfruttare indebitamente le disposizioni della Legge n. 62/2001; la norma riconosce il diritto al prepensionamento per i lavoratori del settore editoria – poligrafico con requisiti ridotti rispetto ai lavoratori di altri settori, in presenza del trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs).

La società tra il 2014 e il 2015, con il consenso dei dipendenti, aveva provveduto a “demansionare” formalmente due dirigenti al solo fine di inserirli nel novero dei lavoratori

interessati dall’ammortizzatore sociale, pur mantenendo le medesime mansioni e retribuzioni; aveva, inoltre, inscenato il trasferimento del tutto ingiustificato e, in taluni casi, fittizio, di uno dei due responsabili e di altri 9 dipendenti dallo stabilimento sito in Lavis (Tn) a quelli di Vicenza e Marano Vicentino (Vi), in sofferenza e già coinvolti in procedure di Cigs.

La società vicentina, dunque, da un lato ha usufruito del trattamento Cigs per lavoratori di fatto impiegati in altri stabilimenti non interessati dalla crisi, e dall’altro ha evitato, tramite l’abuso della L. 62/2001, le più onerose procedure di licenziamento o di incentivo all’esodo, favorendo al personale indebite e anticipate percezioni del trattamento pensionistico.

L’amministratore dell’impresa e tutti gli undici dipendenti che hanno usufruito, a vario titolo ed illecitamente, dei trattamenti previdenziali, sono indagati per il delitto di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis del codice penale).

Nei confronti della società di capitali e dei due dirigenti, in virtù dell’ingente profitto illecito accumulato, è stato inoltre disposto il sequestro preventivo per equivalente, che ha permesso di sottoporre a vincolo reale 7 conti correnti, un fondo di investimento irlandese, un prodotto assicurativo, una Jeep Cherokee ed una villetta ubicata nel comune di Sanzeno (Tn), nella disponibilità di uno dei due dirigenti, per un valore complessivo di € 529.367,85.

Inoltre, essendo la truffa aggravata reato presupposto per la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (art. 24, D.Lgs. 231/2001), la società per azioni è stata deferita al Giudice penale per le valutazioni circa l’irrogazione di sanzioni accessorie.

L’operazione di polizia giudiziaria delle Fiamme Gialle della Tenenza di Schio (Vi), eseguita a seguito di ispezione dell’Itl di Vicenza, si è sviluppata secondo il dispositivo operativo del Corpo nell’ambito del contrasto alle frodi in danno del bilancio nazionale e degli enti previdenziali, facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria, con il conseguente sequestro preventivo del patrimonio finalizzato alla confisca, che è obbligatoria nel caso in cui il procedimento penale si concluda con la condanna degli indagati.

 

20181126 - VI - TRUFFA AI DANNI DELLO STATO

I Carabinieri del Nas di Bologna, nell’ambito di specifici compiti istituzionali in tema di sicurezza alimentare e tutela sanitaria nei luoghi di lavoro, hanno eseguito vari interventi ispettivi unitamente a militari delle Compagnie Carabinieri di Bologna centro e san Giovanni in Persiceto (Bo) nonchè del Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro di Bologna, svolti presso opifici (produzione tessile, pelletteria, oggettistica da regalo) siti in Bologna e provincia nell’obiettivo di verificare in modo integrato il rispetto delle normative in materia di tutela della salute dei lavoratori e sicurezza e prevenzione negli ambienti, in relazione alla normativa prevista dal Decreto Legislativo 81/2008.

A conclusione dell’intera attività di controllo sono state deferite alla Autorità Giudiziaria sette persone per inosservanza delle norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, impiego di manodopera illegale ed immigrazione. Infatti, i militari dell’Arma hanno riscontrato numerose irregolarità circa il possesso di requisiti obbligatori per l’idoneità strutturale ed impiantistica degli ambienti lavorativi, la mancata valutazione dei rischi connessi ad eventi di incendio-esplosione, l’impiego di manodopera priva di regolare contratto d’impiego e in stato di clandestinità nonché l’abusivo utilizzo di locali di lavoro come dormitori e mense.

A causa di rilevanti carenze strutturali e autorizzative, sono state sottoposte a sequestro 4 strutture abusive inclusi macchinari e attrezzature di lavoro, per un valore complessivo di oltre un milione di euro.

Sono state altresì elevate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 20.000 euro. Particolare efficacia dei risultati dei controllo è assicurata dalla realizzazione di controlli congiunti condotti sinergicamente dai vari reparti specializzati dell’Arma, al fine di assicurare la verifica contestuale di aspetti fondamentali nel rispetto delle regole del mondo del lavoro, come le condizioni di vita del lavoratore, la prevenzione degli infortuni e la regolarità giuslavoristica nell’assunzione delle maestranze.

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Le Camere di commercio e dell’economia dell’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino chiedono interventi per il potenziamento del traffico su rotaia.

Le Camere di commercio di Bolzano e Trento insieme alla Camera dell’economia del Tirolo hanno presentato ai rispettivi Presidenti del Tirolo, Alto Adige e Trentino le proprie richieste sul potenziamento del traffico su rotaia. Le tre Camere hanno elaborato congiuntamente un catalogo di interventi a breve, medio e lungo termine per favorire lo spostamento del traffico da gomma a rotaia. Il catalogo è stato ora sottoposto alla politica.

Rafforzare lo spostamento del traffico merci dalla strada alla rotaia non solo è un obiettivo a medio termine dell’Unione Europea, ma è soprattutto una grande sfida per il traffico transalpino. Anche se la capacità su binario potrà aumentare notevolmente dopo l’ultimazione della Galleria di Base del Brennero, rimane comunque la necessità impellente di sfruttare al meglio già adesso le infrastrutture ferroviarie presenti. Le Camere di commercio e dell’economia dell’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino promuovono lo spostamento del traffico e hanno già espresso la propria opinione in varie risoluzioni.

L’offerta delle Ferrovie statali da una parte e le differenti regolamentazioni nazionali dall’altra, limitano, e in certi casi addirittura impediscono, un maggiore utilizzo del traffico su rotaia da parte degli operatori economici.

Per questo le tre Camere di commercio e dell’economia pubblicano congiuntamente un catalogo di interventi elaborato in collaborazione con esperti del settore dei trasporti. Il catalogo illustra gli ambiti in cui sono richiesti interventi urgenti di modernizzazione. Adattare le normative organizzative, strutturali e tariffarie nel traffico ferroviario internazionale e delle infrastrutture esistenti alle necessità dell’economia è indispensabile per ottenere un significativo aumento del volume dei trasporti su rotaia.

 

 

Microsoft Word - Interventi per il traffico su rotaia.docx

Da decenni il WWF Trentino si batte assieme a molti altri, per la conservazione del patrimonio naturale: senza pretese, ci sentiamo quindi di poter dare alcuni suggerimenti alla nuova Assessora all’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca, contemporaneamente augurandole un ottimo lavoro nel difficile compito che l’aspetta.

1 LA PROPAGANDA È IL MALELa gestione del Patrimonio Naturale richiede attenzione e approfondimento, e praticamente mai può essere sintetizzata senza banalizzarla: si rischia di andare contro gli interessi di tutti, esseri umani compresi.

 

2 ASCOLTARE È BENE
È impossibile essere tuttologi: tuttavia, il Trentino ha l’incredibile fortuna di custodire enti di ricerca d’eccellenza internazionale: MUSE – Museo delle Scienze, Università, Fondazione Museo Civico di Rovereto, FEM, FBK e via discorrendo. Tutte entità alle quali chiedere consiglio e supporto: giudicare le situazioni con le migliori fonti d’informazione e i migliori consigli a disposizione aiuta a prendere le migliori decisioni possibili.

 

3 IL PROGETTO LIFE URSUS È DA LUNGI CONCLUSO, E BENE: PRESERVIAMONE I RISULTATI
Dal 2004, il progetto di reintroduzione dell’Orso bruno in Trentino è concluso, con successo: da allora, la gestione dellsemplicementea specie in capo al Servizio Foreste e fauna è ordinaria. Tale gestione, inevitabili criticità permettendo, è molto buona: così buona da essere internazionalmente riconosciuta come uno dei migliori esempi di convivenza con un Grande Carnivoro, nel mondo. Il merito è della passione, dedizione ,e in qualche caso del coraggio, di chi da decenni lavora per rendere tale convivenza possibile: le migliori persone sono già al posto giusto.

 

4 L’ORSO PERSISTE IN TRENTINO GRAZIE AD UN PROGETTO CHE NE HA EVITATO L’ESTINZIONE: IL LUPO INVECE È TORNATO DA SOLO. NON DIVULGHIAMO ULTERIORMENTE INUTILI BUFALE!
Il ritorno del lupo è stato naturale, come ben testimoniano le documentatissime ricerche del Progetto LIFE WolfAlps da poco concluso. Le condizioni per un suo ritorno erano da decenni ideali: era quindi solo questione di tempo. Peraltro, una introduzione artificiale è per il lupo -animale che naturalmente si “disperde” e può percorrere in pochi giorni centinaia di chilometri- del tutto non necessaria.

 

5 IL LUPO NON È PERICOLOSO PER L’UOMO, MA ENTRA IN CONFLITTO CON L’ALLEVAMENTO: CI SONO SOLUZIONI PIÙ EFFICACI DELL’ABBATTIMENTO PER CONVIVERCI
L’ostilità verso il lupo deriva non dalla nocività per l’uomo – di fatto esso non rappresenta alcuna minaccia (come dimostrano ampi dati) – ma dalle predazioni sugli animali d’allevamento. Per evitare il conflitto sono disponibili efficaci soluzioni senza dover ricorrere all’abbattimento, misura che può anzi provocare l’effetto contrario, inducendo individui senza più branco ad attaccare prede più facili, gli animali domestici appunto.

 

6 LE MISURE DI PROTEZIONE DAI DANNI DA LUPO E ORSO SONO AMPIAMENTE DISPONIBILI, E COSÌ DEVONO RESTARE
La convivenza con i grandi carnivori è possibile: prevenzione con recinti elettrificati e cani da guardiania, e compensazione per i capi abbattuti sono misure adeguate ed efficaci. E sono già disponibili ed utilizzate! Altro non serve se non una maggiore diffusione.

 

7 SALAMANDRA DI AURORA, INCREDIBILE ENDEMISMO DA CONSERVARE
La fragilità dei nostri territori si è recentemente manifestata nella devastazione del nostro patrimonio forestale: sarà un lento ritorno alla normalità, ma le tecniche di selvicoltura naturalistica a nostra disposizione ci consegneranno col tempo boschi ancora più strutturati e biodiversi di quelli che ci hanno lasciato. Nel frattempo, dobbiamo fare attenzione a non perdere i nostri pregiati endemismi: sull’Altopiano della Vezzena, in alcuni dei boschi maggiormente colpiti dal disastro, è in letargo invernale -sotto il suolo in via di congelamento- la Salamandra di Aurora, sottospecie di salamandra il cui areale è concentrato nei soli altipiani di Vezzena e Asiago. I lavori di rimozione del legname e piantumazione devono tener conto anche delle esigenze di tutela di questa specie, a meno di non voler perdere per sempre una ricchezza unica al mondo.

 

8 GLI IMPIANTI DA SCI SONO UN RETAGGIO DEL PASSATO, ED IMPEDISCONO DI PENSARE CON LA NECESSARIA RAPIDITÀ AD UN MODELLO DI TURISMO CHE TENGA CONTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI IN ATTO
Il paesaggio alpino risente notevolmente dei cambiamenti climatici: le temperature medie globali sono in continuo aumento, e la disponibilità naturale del manto nevoso si assottiglia di anno in anno. Riproporre il vecchio modello di turismo invernale, ampliando le già numerose piste sciistiche presenti e producendo neve artificiale nonostante le temperature mediamente sempre più miti, è dispendioso e insostenibile.

 

9 ALTERNATIVA A UN SETTORE TURISTICO CHE COMPROMETTE LE RISORSE NATURALI: IL TURISMO SOSTENIBILE
Il Trentino da sempre attira visitatori da tutto il mondo per le proprie bellezze naturali. Per evitare che questo però le danneggi e per venire incontro alla sempre maggiore richiesta di autentiche vacanze nella natura è bene investire in progetti diffusi per un turismo sostenibile. Non è in ogni caso un equilibrio facile da istituire, come mostra il recente e giustamente contestato progetto di valorizzazione della catena del Lagorai: alla giusta misura del recupero delle tradizioni (malghe in quota) non può seguire una apertura generalizzata al turismo di massa, soprattutto per aree incontaminate ed estese entro le quali è bene entrare “in punta di piedi”.

 

10 RECUPERARE E CURARE ANIMALI SELVATICI IN DIFFICOLTÀ È DI PERTINENZA DELLA PROVINCIA: SERVE UN CENTRO ANCHE PER MICRO E MESO MAMMIFERI
Attualmente esistono un centro recupero per l’avifauna selvatica e uno per le specie di mammiferi cacciabili. Ogni anno però decine e decine di animali selvatici che non rientrano in queste categorie vengono trovati feriti o orfani in età giovanile; la necessità di un nuovo centro che possa gestire anche questo flusso è sempre più impellente.

Infine, non da ultima viene la nostra disponibilità: a dialogare e a capire assieme, se delle soluzioni comuni dovessero andare ricercate, molto prima di arrivare allo scontro. Quest’ultimo ovviamente non mancherà: inevitabili sono i motivi di divergenza, che sono tuttavia il vero motore della crescita. È questo uno degli enormi valori dell’associazionismo in Trentino: valore che non dubitiamo Lei saprà cogliere.

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Per l’Associazione WWF per il Trentino,
I volontari

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