Il Governo italiano è già da ieri al lavoro affinché l’opzione della moratoria nella vendita di armi alla Turchia sia deliberata in sede europea quanto prima possibile, tenuto conto che già lunedì si svolgerà il Consiglio degli Affari Esteri, mentre giovedì e venerdì si terrà il Consiglio Europeo.

L’Italia promuoverà questa iniziativa in tutte le sedi multilaterali e si adopererà per contrastare l’azione militare turca nel Nord-Est della Siria con ogni strumento consentito dal diritto internazionale.

Il Governo italiano è convinto che si debba agire con la massima determinazione per evitare ulteriori sofferenze al popolo siriano, in particolare curdo, e per contrastare azioni destabilizzanti della regione.

Il Governo italiano ritiene che questi obiettivi debbano essere raggiunti attraverso il coordinamento europeo e operando in sede multilaterale al fine di rafforzarne l’efficacia.

Tonina: “Lo spirito solidaristico del volontariato nella comunità trentina è ben radicato”.

I 55 anni dell’Avis comunale di Storo e Bondone. Grande festa oggi a Storo per i 55 anni dell’Avis comunale di Storo e Bondone. Una manifestazione iniziata fin dal mattino con il ritrovo presso il parco Avis e la sfilata per le vie del paese fino alla chiesa di San Floriano, quindi la messa e i discorsi delle autorità. Fra i presenti, accanto al sindaco di Storo Luca Turinelli e al presidente del locale gruppo Avis Daniele Scaglia, vi era anche il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina. “Il volontariato – sono state le parole del vicepresidente Tonina – rappresenta una grande risorsa nella nostra provincia, legato allo spirito di solidarietà e al senso di comunità fortemente radicati nella popolazione. E, in questo senso, i donatori di sangue svolgono, in più, un servizio indispensabile e fondamentale perché, con il loro gesto generoso, rendono possibile l’attuazione di processi di cura essenziali, che salvano la vita di tante persone”.

“L’Avis – ha proseguito Tonina – ha un forte legame con le comunità di cui è diretta espressione, proprio per questo è in grado di svolgere l’attività essenziale di diffusione del valore della donazione del sangue, ma anche di sensibilizzazione sui temi della salute collettiva e della solidarietà, ed è quindi un fattore di stimolo alla crescita e alla partecipazione sociale. E’ una realtà che ha la sua forza nello spirito di appartenenza, nella comunicazione, nella forte motivazione. Tutti valori che Avis, nelle sue diramazioni locali, contribuisce a tenere vivi nella comunità trentina. Grazie davvero a tutti voi”.

“Continua l’ignobile guerra di aggressione della Svp e dei secessionisti sudtirolesi all’italianità dell’Alto Adige. È vergognosa la decisione del Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare le parole “Alto Adige” e “altoatesino”. Fratelli d’Italia chiede al Governo di rispondere con nettezza a questo inaccettabile affronto e di impugnare immediatamente questa scandalosa legge anti-italiana, che calpesta la Costituzione e la nostra storia”.

È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

 

Ciao Fiorenzo, la notizia della Tua morte ci ha sconvolto. Tocca tutta la Famiglia della Lega in Trentino. Quella Famiglia che, da militante storico – tessera militante dal 1994 -, hai sempre accompagnato con garbo e rispetto.

Sei stato un esempio di umiltà, coerenza, dedizione e passione.

L’ultima volta che ci siamo visti era domenica scorsa ed ero con Te e tutta la Tua sezione nella Tua Mori per la Ganzega, alla quale tenevi tanto.

Abbiamo parlato di cose concrete da fare e progettare per Mori come Tu amavi fare, andando davanti al teatro, dove mi hai portato per mostrarmi di persona la situazione dell’immobile sul quale ragionare. Abbiamo inoltre affrontato i programmi elettorali per il prossimo maggio, appuntamento di cui saresti stato sicuramente protagonista.
Sei stato un uomo estremamente corretto, esempio di valori; fedele alla causa, al di là degli alti e bassi politici.

Valori che nella Lega, come nel lavoro e nella comunità, sapevi trasmettere perché li testimoniavi.

Quello di Mori è il Tuo gruppo e mi piace ricordare quando, di fronte a tante sezioni, avevo indicato a modello di compattezza e armonia la Tua sezione.

Hai dato tanto alla Lega, hai tesserato per la prima volta il nostro Presidente della Provincia Maurizio Fugatti tanti anni fa e, fino a ieri, stavi organizzando con cura la partenza per la manifestazione di Roma di sabato prossimo. Guardavi i giovani con estremo rispetto e li coinvolgevi, chiamandomi ogni volta che anche uno solo di quelli della zona si avvicinava alla Politica – quella vera con la P maiuscola -, per incontrarlo insieme a Te per un caffè.

La notizia della Tua scomparsa ha toccato profondamente anche il nostro Segretario Federale Matteo Salvini, che ti abbraccia e si stringe in cordoglio a tutta la famiglia e agli amici ricordando sempre con affetto il Mori Vecio che, grazie a Te, ama citare.

Ci hai lasciati all’improvviso, decisamente troppo presto. Ciononostante, lasci un ricordo indelebile, fatto di valori che rimarranno, ci aiuteranno e ci guideranno nel futuro.

 

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Buon viaggio, preghiamo per Te.

Mirko Bisesti

“Qui è racchiusa la storia degli alpini, di ieri, di oggi e di domani”.

Cerimonia partecipatissima questa mattina sul Doss Trent, per l’inaugurazione del rinnovato Museo Nazionale Storico degli Alpini. “Oggi – ha esordito il presidente dell’Ana nazionale Sebastiano Favero – si è coronato un sogno. E questo grazie a tutti coloro che ci hanno creduto: un ulteriore conferma che per gli alpini non esiste l’impossibile. Un grazie a Comune Provincia, quindi. Ma anche ai tanti volontari, arrivati da tutt’Italia, che in questi mesi hanno dato una mano. E’ il fare che ci distingue. E come alpini continueremo, ora anche attraverso questo rinnovato museo, a custodire la memoria e trasmettere ai più giovani messaggi positivi di pace, fratellanza e solidarietà concreta”.

Accanto a lui e al consiglio direttivo nazionale al gran completo, c’erano il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i vertici provinciali dell’Ana con il presidente Maurizio Pinamonti, il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Massimo Scala, direttore della direzione dei lavori del Demanio della Difesa, il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, nonché una folta rappresentanza di consiglieri provinciali e onorevoli trentini.

Il colpo d’occhio, però, era dato dalle tantissime penne nere arrivate non solo da ogni angolo del Trentino, ma anche dalle Sezioni vicine: una marea di labari, gagliardetti e cappelli alpini che, dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona in onore ai caduti presso il Mausoleo dedicato a Battisti, ha sfilato fino all’ingresso del museo per il taglio del nastro.

Una data, quella scelta per l’inaugurazione, non certo a caso: centoquarantasette anni fa venivano fondate le truppe alpine.

“Questo museo è un luogo che trasmette identità e storia: qui – ha affermato il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine – non saranno custoditi solo documenti, bandiere e reperti. Ma trasmessi sentimenti e valori universali. Al tempo di internet abbiamo bisogno anche di posti come questo se vogliamo che alle giovani generazioni rimanga qualcosa: non sarà solo il museo degli alpini, ma di tutta la comunità”.

Un progetto ambizioso – frutto di una significativa sinergia tra Associazione Nazionale Alpini, Difesa, Comune e Provincia di Trento e Associazione Amici del Museo –, avviato nel 2017 con la firma del protocollo d’Intesa e proseguito nel 2018 con la posa della prima pietra in occasione dell’Adunata, che consegna di fatto alla città e a tutto il territorio trentino un museo all’avanguardia, riqualificato ed ampliato fino ad arrivare a 2400 metri quadrati.

Un Museo che guarda all’ambiente, con soluzioni a basso impatto energetico, e al km0, con materiali e ditte locali e una sfilza di volontari che in questi mesi si sono alternati per dare manforte alle ditte incaricate e al 2° Genio Guastatori Alpini. Enorme, in questo senso, lo sforzo messo in campo dai volontari dell’Ana, oltre un centinaio, che del tutto gratuitamente si sono occupati dei lavori non strutturali: cartongesso, piastrelle, pitture ed esterni. Tra loro anche Giuseppe Sebastiani, 88 anni del gruppo di Roncogno, che il presidente Favero ha ringraziato assieme a tutti gli altri alpini, arrivati da ogni dove, che hanno corso contro il tempo per ultimare l’opera.

“Qui dentro – ha sottolineato il cappellano militare don Michele Mastropaolo al momento della benedizione – batte forte il cuore degli alpini”.

Una struttura modulare, ha illustrato il nuovo direttore il tenente colonnello Giulio Lepore, che ospiterà spazi didattici per le scuole, mostre temporanee e postazioni interattive e multimediali, oltre alla biblioteca e ad un angolo dedicato ai recenti ritrovamenti archeologici. Il nucleo originario, mantenuto nelle sue linee antiche, accoglierà l’esposizione di reperti e testimonianze che raccontano la storia delle truppe alpine, mentre i nuovi spazi luminosi realizzati con ampie vetrate nel giro di pochi mesi si animeranno grazie ai nuovi allestimenti e ad alcuni dei cimeli più rilevanti della collezione del Museo.
L’apertura al pubblico è prevista per la prossima primavera.

 

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SCHEDA DEI LAVORI

Data inizio lavori: gennaio 2019
Superficie complessiva: 2.400 metri quadrati
Progetto/direzione lavori: Architetti Tomasi Andrea & Alessia; Direttore lavori Ing. Canestrini Gianfranco
Ditte impegnate: Covi Costruzioni, Girardi impianti Idraulici, Battisti carpenteria, Elettroluce, Rossi lattonerie, Consorzio Artigiano Porfido – Lases, Ialc Vetrate strutturali e Serramenti, Fontana l’Arte del Verde, Rios Jose’ & Castro Herno, Corona Calcestruzzi.
Costo complessivo dei lavori: circa 2 milioni di euro

 

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BREVE STORIA DEL MUSEO

Il Museo Nazionale Storico degli Alpini, inaugurato nel 1958 in occasione della 31ª Adunata nazionale svoltasi proprio a Trento, mantiene vive e tramanda le tradizioni e le gesta degli Alpini, rappresentando un riferimento di alta valenza storico–culturale che, una volta terminate le attività di riqualificazione, andrà ad arricchire la rete storico–artistica trentina della quale entrerà a far parte. Il cantiere era stato inaugurato in occasione dell’Adunata nazionale di Trento nel maggio 2018 in forza del Protocollo d’Intesa sottoscritto da Associazione Nazionale Alpini, Esercito, Comune e Provincia. I lavori di riqualificazione ed ampliamento vennero però sospesi dopo poco in seguito al ritrovamento di una necropoli longobarda. A gennaio di quest’anno, avuto il via libera delle autorità, l’attività è ripresa: a marzo sono state completate le fondamenta, in luglio il tetto, gli impianti e gli esterni, mentre gli allestimenti saranno portati a termine nei prossimi mesi.

 

 

Foto da drone: by Agenzia giornalistica Opinione

Visita stamani ai gazebo allestiti in via Oss Mazzurana. Fugatti: “La protezione civile parte dalla prevenzione”.

Cittadini a lezione di protezione civile questa mattina in via Oss Mazzurana a Trento dove le varie componenti del sistema, nell’ambito degli eventi organizzati per la “Settimana della Protezione Civile”, hanno presentato attività e buone pratiche con particolare riferimento alla campagna nazionale “Io non rischio”.

A far visita agli stand anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento PC, Gianfranco Cesarini Sforza, presente anche l’assessore comunale Italo Gilmozzi.

Dal presidente Fugatti anzitutto un rinnovato ringraziamento alle strutture provinciali ed ai tanti volontari – oggi c’erano i vigili del fuoco, i NuVolA, l’associazione cani da ricerca, gli psicologi per i popoli, il Soccorso Alpino e la Croce Rossa – per l’opera fondamentale svolta a garanzia della sicurezza dei cittadini e dei loro beni.

“Anche se è trascorso un anno dalla tempesta Vaia – ha detto – abbiamo ben presente quanto possa essere devastante una calamità naturale, e se il Trentino ha retto ciò lo si deve ad una lunga storia di cura del territorio ma senza dubbio anche alla bravura ed alla generosità di tanti uomini e donne che si sono dati da fare nel momento del bisogno”.

Quello dell’alluvione per l’appunto è il tema scelto quest’anno dalla campagna “Io non rischio” che attraverso materiali divulgativi spiega cosa fare durante l’allerta, come ci si deve comportare quando l’alluvione è in corso e cosa fare quando la parte più intensa dell’emergenza è finita.

Tra le informazioni utili anche la promozione dell’app “Where are you” che consente di localizzare velocemente e con precisione le chiamate di chi attiva il numero unico di emergenza 112.

Cento anni di Famiglia Materna a Rovereto. Spinelli: “Siete pronte per tornare ad essere serene e forti”.

Grande festa ieri a Rovereto per i cento anni della Fondazione Famiglia Materna. Una realtà molto importante per la comunità lagarina che è attiva a Rovereto nella storica sede di via Saibanti, nell’area dove un tempo sorgeva la Maternità cittadina, e in altre sedi periferiche con differenti interventi di sostegno a donne e bambini nell’ambito dell’accoglienza residenziale, nell’inserimento lavorativo di persone a rischio di marginalità sociale, nel supporto a famiglie con esigenze particolari di conciliazione e nel contrasto alla violenza di genere. Un’attività portata avanti giorno dopo giorno da personale preparato e appassionato.

Tante ieri le iniziative rivolte alla cittadinanza, che sono culminate nel tardo pomeriggio con un momento ufficiale alla presenza delle autorità locali. A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione, Antonio Planchenstainer. Sono intervenuti i sindaci di Rovereto e Nogaredo, Francesco Valduga e Fulvio Bonfanti, e l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli.

Proprio nel suo intervento l’assessore Spinelli, portando i saluti a nome dell’intera Giunta, ha affermato che “quando vengo da voi capisco l’aiuto che una Fondazione così forte ha dato in tanti anni di attività alle donne per la crescita delle proprie capacità e delle proprie competenze e per la crescita della fiducia verso una nuova speranza per coloro che si trovavano in situazioni di difficoltà. È bello vedere quanto realtà come quella della Fondazione Famiglia Materna riescono ad aiutare la nostra comunità in questo caso per formare donne più forti, più consapevoli, più preparate, pronte per tornare ad essere competitive”.

Le attività realizzate dalla Fondazione Famiglia Materna prevedono un finanziamento pubblico da parte della Provincia autonoma di Trento e degli enti locali per le rispettive competenze. Per le donne accolte è presente un progetto di aiuto personalizzato calibrato alle caratteristiche e alle esigenze delle singole situazioni, elaborato e verificato dal servizio sociale territoriale con il coinvolgimento delle interessate e degli altri servizi eventualmente coinvolti (sanitari, educativi ecc…). Le finalità principali dei servizi erogati sono costituite da un lato alla protezione e al sostegno alle donne e ai bambini e dall’altro a favorire il più possibile percorsi di superamento delle fragilità, di rafforzamento delle competenze e di acquisizione dell’autonomia in ambito abitativo, educativo e lavorativo.

Cento anni sono un traguardo importante per il significativo orizzonte temporale trascorso mantenendo sempre viva l’idea di partenza costituita da un attenzione rivolta alle donne che vivono una condizione difficile. 100 anni fa erano le donne che si trovavano a dover vivere da sole il dramma di una gravidanza illegittima, oggi sono le donne e le mamme che transitano per motivi diversi nei servizi della Fondazione. Questo anniversario permette di ripercorrere attraverso la storia della Fondazione anche la storia del nostro Paese, riconoscendo epoche, fasi di sviluppo e problemi sociali emergenti dei quali i servizi realizzati dalla Fondazione sono la cartina al tornasole di evoluzioni storiche significative.

La Fondazione in tanti anni di attività è stata capace di adattarsi alle istanze del momento, ha dovuto confrontarsi e lasciarsi interrogare dai fenomeni emergenti, puntando anche su azioni di sensibilizzazione che hanno contribuito a sviluppare le filiera di servizi che vediamo adesso e che sono espressione di un’importante funzione pubblica. Cento anni per guardare al futuro con la continua ricerca dei modi migliori per essere veicolo di emancipazione per le donne e i bambini e per la cittadinanza. In questa direzione vanno i progetti della Fondazione che si affacciano anche verso l’esterno e verso le imprese, attraverso effettivi modelli di impresa sociale che funzionano e che producono effetti multipli.

Domani, ‪lunedì 14 ottobre, in prima serata su Retequattro, nuovo appuntamento con “Quarta Repubblica”, il talk show di politica ed economia, condotto da Nicola Porro.

In apertura, in diretta, l’intervista al leader della Lega Matteo Salvini su temi di politica e di stretta attualità come la sfida delle Regionali, che comincia domenica 27 ottobre con il voto in Umbria, e le ultime novità della Manovra, in vista del Consiglio dei ministri che si riunirà nelle prossime ore.

Al centro della puntata anche l’economia con i nuovi provvedimenti contro la lotta all’evasione fiscale che l’esecutivo giallorosso vuole mettere in campo, parallelamente agli incentivi di abbandonare il contante. A questo proposito, un reportage dal Portogallo, mostrerà come funzionano i pagamenti tracciabili, lì dove sono già in vigore da alcuni anni.

Infine, un’inchiesta sulle periferie di Roma racconterà le storie dei furbetti delle case popolari. E ancora, attraverso filmati esclusivi, un servizio sugli edifici occupati abusivamente, da Roma a Milano, passando per Reggio-Emilia.

Al Doss Trento oggi inaugurato il Museo nazionale Storico degli Alpini. Fugatti: “Questo è un luogo che appartiene agli alpini ma anche a tutta la nostra comunità e alla nostra autonomia”.

Cerimonia sentita oggi al Doss Trento, per l’inaugurazione del rinnovato Museo nazionale Storico degli Alpini, con l’alzabandiera e la deposizione di una corona in onore ai caduti, quindi la solenne sfilata, il taglio del nastro e la benedizione della struttura con don Michele Mastropaolo. Alla solenne manifestazione erano presenti il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i vertici provinciali dell’Ana con Maurizio Pinamonti e il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, il presidente nazionale Sebastiano Favero, il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Massimo Scala, direttore della direzione dei lavori del Demanio della Difesa, nonché una folta rappresentanza di consiglieri provinciali e onorevoli trentini.

“Si tratta di un momento importante per la comunità trentina – sono state le parole del presidente Fugatti – come dimostrano i tanti amministratori oggi presenti. C’è un senso di appartenenza della comunità trentina a questo luogo, dove è forte il senso di identità. Non è un caso che qui, sul Doss Trento, si realizzarono il Mausoleo a Cesare Battisti e il Museo nazionale. L’anno scorso, poi, Trento ha ospitato l’adunata degli Alpini e le penne nere ci hanno portato un forte senso di umanità, una grande partecipazione; all’adunata abbiamo sentito il calore di quel forte gemellaggio tra voi e il nostro territorio, la carica umana portata dagli alpini da tutt’Italia e quel senso di appartenenza e di identità storico-culturale che è anche il valore centrale della nostra autonomia. Tutti valori che voi continuate a preservare, il senso civico, il volontariato e la solidarietà, e che portate nelle comunità trentine e non solo. Grazie, questo è un luogo che vi appartiene e che appartiene a tutta la nostra comunità e alla nostra speciale autonomia”

Daniele Lazzeri, che non ho il piacere di conoscere personalmente, ha presentato dieci anni fa, a Casa Pound, un suo libro su Ezra Pound (così Lazzeri, presidente del Centro studi “Il nodo di Gordio” ha replicato ieri all’interrogazione del consigliere Pd Zeni). Può essere vagamente inquietante ma certo Pound è poeta d’indiscutibile valore, al di qua delle strumentalizzazioni della Casa neofascista che l’ha preso a nume tutelare. Così come inquieta il fatto che, il 7 ottobre, sul suo profilo Facebook Lazzeri scriva, postando la copertina dell’ultimo libro di Luttwak, “Strategia – La logica della guerra e della pace”, copertina inquietante (è la faccia di Luttwak, che mi è sempre sembrata minacciosa, foriera di venti di guerra…): “Eh caro il mio amico Edward, penso che alcuni concetti mi torneranno utili a breve. Ti aspetto presto in Trentino così illustriamo qualche concetto…”. Così come mi inquieta che Lazzeri rilanci con entusiasmo l’esternazione di Trump pro patrioti e anti globalisti.

Non mi pare questo il punto. Che il destrorso salvinista Bisesti cerchi intellettuali di destra per dare corpo al suo assessorato che non brilla per idee programmatiche proprie, ci sta. I precedenti di Sgarbi e Buttafuoco sono eloquenti e annunciano decisioni conseguenti anche sul Santa Chiara. Si tratta invece di comprendere qual è il pensiero, la visione del mondo o perlomeno l’idea sulla cultura degli spettacoli dal vivo in Trentino che l’assessore alla cultura vuol portare avanti. Il mio sospetto, già avanzato dopo le nomine ai Musei, è che l’assessore preferisca delegare a personaggi esterni la strategia culturale piuttosto che trovarne, coltivarne e spiegarne una propria.
Lazzeri, dal canto suo, già annuncia (su Facebook) “una nuova primavera per la cultura trentina”. Bene, non vediamo l’ora, in questo secondo autunno del fugattismo (e del nostro scontento).

A maggior ragione, penso di aver fatto bene a chiedere ad Alessia Ambrosi, presidente della quinta commissione legislativa permanente, competente per la cultura, la convocazione urgente di una seduta della commissione per consentire l’audizione dell’assessore provinciale alla cultura in merito alla ratio, alla filosofia e ai criteri che saranno seguiti dalla giunta provinciale nello scegliere i tre componenti di propria competenza (e, tra essi, la o il presidente) del Centro servizi culturali Santa Chiara.

Le autocandidature sono tutte legittime, anche se i criteri fissati sono piuttosto stringenti (“i membri devono essere scelti fra esperti con comprovata esperienza di carattere manageriale nel settore pubblico o privato, con particolare riferimento al settore culturale, della gestione delle risorse umane e del controllo strategico”). La commissione legislativa è la sede propria e specifica per un confronto approfondito che si sottragga alle due battute ad uso dei giornali. Auspicando peraltro che i mezzi di informazione facciano richiesta di poter assistere alla seduta della commissione e che la presidente autorizzi tale trasparenza (che a mio parere dovrebbe essere scelta “ordinaria”) a favore della pubblica opinione.

Tornando al nodo gordiano di Lazzeri, sarà l’occasione per Bisesti di spiegare perché, per una nuova primavera degli spettacoli trentini, intenda eventualmente ricorrere a uno studioso trump-luttwakiano, piuttosto che a un esperto di management degli spettacoli. Ma forse la risposta la si trova già su Facebook: Lazzeri ama (e non è il solo) Franco Battiato. E ne cita una canzone. “Il tuo cuore è come una pietra coperta di muschio/ Niente la corrompe/ Il tuo corpo è colonna di fuoco affinché/ Arda, e faccia ardere”.

Attendo l’audizione di Bisesti con ardente curiosità. E senza alcuna intenzione di chiedere il rogo per l’infuocato intellettuale che dovesse decidere di scegliere.

 

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Paolo Ghezzi
Consigliere provinciale del Trentino e regionale/Regionalratsabgeordneter
Trentino-Alto Adige/Südtirol, presidente del gruppo provinciale e regionale
FUTURA 2018

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