LA VIDEOINTERVISTA

Le domande.

 

1) SVIZZERA

Presidente Girardi, perché un’associazione privata del Trentino “deve” espatriare'” e chiedere agli svizzeri di studiare il trasporto su rotaia in provincia di Trento; non dovrebbe essere compito della Giunta provinciale progettare la mobilità nelle valli?

 

2) COLLEGAMENTO

L’associazione Transdolomites sostiene da anni con convizione il collegamento ferroviario tra Trento e le valli dell’Avisio. Quali vantaggi intravvedete da questo tipo di mobilità?

 

 3) OLIMPIADI

Da esperto di trasporti di valle, quali soluzioni reputa possano essere focalizzate dalla Giunta provinciale di Trento nella zona delle valli di Fiemme e Fassa, anche in prospettiva delle Olimpiadi 2026.

 

Le domande.

1) NATALE
Il primo Natale della città di Trento (e del suo storico Mercatino conosciuto in tutta Europa) come lo sta organizzando il Comune, alla luce della difficoltà degli assembramenti Covid?

2) TURISMO
Dottoressa Bozzarelli, come cambierà il turismo della città di Trento nel post pandemia, e quali idee di nuova attrattività sta elaborando il suo assessorato?

3) SOSTEGNO
La Giunta comunale quali interventi metterà a disposizione per sostenere l’attrattività di Trento “città del Natale”?

 

Le domande:

1) CONFERENZA
Presidente, per martedì 27 ottobre l’Ordine dei Medici di Trento ha organizzato una conferenza stampa riguardo l’emergenza Covid: ci può anticipare i principali contenuti che illustrerete?

2) LOCKDOWN
Quante probabilità vi sono che torni il lockdown totale in Trentino?

3) VACCINO
Dottor Ioppi, quali sono le reali previsioni della disponibilità futura del vaccino, al fine di potere considerare terminata la pandemia?

 

Premessa:

Il Tar di Trento ha sospeso, in via cautelare, la delibera della Giunta Pat 891/2020 (attuativa Legge 4/202) sull’apertura delle attività commerciali nelle domeniche e nelle festività.

Domanda:

Presidente Rocco, ora l’apertura delle attività commerciali è garantita a tutti gli operatori oppure è limitata solo a coloro che si erano opposti a tale delibera?

 

 

Premessa:

In Trentino dal 2002 è stata introdotta l’imposta provinciale di soggiorno. La tassa è dovuta da ogni persona che pernotta nelle strutture ricettive ubicate nel territorio provinciale.

Gli ospiti -ad esempio del Comune di Trento- sono soggetti passivi di tale imposta non dispongono dei servizi degli esercizi commerciali aperti di domenica e nelle festività, come invece gli ospiti degli altri 83 comuni trentini (indicati nella delibera sospesa)

Domanda:

Dottor Rocco, a suo giudizio quanto le ho appena evidenziato non comporta una oggettiva disparità nell’accoglienza?

 

 

 

N. 00123-2020 REG.RIC.

 

 

 

 

 

PROCURA CORTE CONTI: INDAGINI SUI RISARCIMENTI DELOITTE A PAT E TRENTO RISE

Intervista al Procuratore della Corte dei Conti dottor Marcovalerio Pozzato (a cura Agenzia Opinione)

 

 

Premessa:

Il 14 novembre 2017 l’allora consigliere Fugatti interrogava il presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi (interrogazione n° 531737) circa la mancata costituzione di parte civile nel processo Trento Rise da parte della Pat. Questo perché (rilevava Fugatti) i liquidatori Bombardelli e Bernardi ipotizzavano un percorso legale per un accordo tra le parti (cioè Trento Rise e Deloitte).

L’udienza che era fissata nell’ottobre 2017 venne rinviata nel febbraio 2018 per consentire l’accordo transattivo di 1,8 milioni di euro da parte di Deloitte a Trento Rise. Questo accordo è stato depositato nell’udienza febbraio 2018, e si legge che Trento Rise rinuncia alla parte civile ed al risarcimento civilistico del danno.

Sulla base di questi elementi, sono a chiederle pertanto: Perché, Procuratore Pozzato, a pagina 6 della sua ultima Relazione annuale si legge: «Nei confronti dei commissari liquidatori di “Trento Rise” la Società “Deloitte” ha provveduto nel 2019 a pagare 550 mila euro». Dove è finita la differenza pari a 1 milione e 250 mila euro?

La vicenda relativa ai rapporti tra Trento Rise, la società Deloitte e la Pat è, come noto, particolarmente complessa ed è all’attenzione di questa Procura erariale da diverso tempo. Senza poter ovviamente anticipare elementi relativi ad un procedimento in corso, sono a tutt’oggi oggetto di accertamento, sia i profili relativi ai rapporti fra Trento Rise e la società Deloitte, sia quelli relativi alle vicende successive, che evidentemente coinvolgono anche l’operato dei liquidatori. Peraltro dovrà essere valutata l’esistenza di eventuali differenze tra gli importi dovuti in risarcimento a Trento Rise e quelli effettivamente recuperati dai  liquidatori in via transattiva.

 

 

Perché la Provincia autonoma di Trento ha rinunciato alla costituzione di parte civile nei confronti della Deloitte, quando il dirigente Pat Claudio Moser (ora in pensione) intimava il 10 luglio 2019 (protocollo D323/2019/438135/26.14.1/AT) per conto della Pat a “Deloitte” il risarcimento danni di 2,3 milioni di euro alla Provincia di Trento?

Copia di questa richiesta di Moser è stata da lui inviata (sempre il10 luglio 2019) anche al Servizio entrate finanze e credito della Pat ed all’Avvocatura Pat. Le risulta che la Deloitte abbia nel frattempo pagato quanto la Pat -tramite Moser- chiedeva?

Anzitutto precisiamo che un conto sono le richieste di risarcimento che possono essere pervenute dalla Provincia autonoma di Trento e altra cosa, invece, è la posizione di Trento Rise, che nell’àmbito della sua autonomia aveva rinunciato alla costituzione di parte civile. La rinuncia alla costituzione di parte civile, da parte di Trento Rise-si tratta di circostanza di dominio pubblico- costituiva una delle condizioni della transazione conclusa dai Liquidatori con i rappresentanti di Deloitte.

Per venire alla sua domanda, le rispondo che Deloitte non risulta avere pagato quanto richiesto dal dottor Moser.

Questa Procura approfondirà, di conseguenza, tutti gli aspetti finanziari coinvolti e da Lei richiamati.

Gli atti di transazione delle Pubbliche amministrazioni, così come qualsiasi atto discrezionale, devono essere valutati nei termini di un riscontro di logicità e razionalità. Anche in questo senso saranno indirizzate le valutazioni di competenza di questa Procura.

 

 

01) Deloitte

*** Le quattro domande ***  1) RUOLO FARMACIE: Nonostante il controllo degli indici di contagio sia sensibilmente migliorato nelle ultime settimane, l’Italia è ancora alle prese con il pericolo Coronavirus e non può abbassare la guardia. Qual è stato il ruolo delle farmacie durante la fase dell’emergenza?  2) TEST SIEROLOGICI: Spesso per via dell’assenza di indicazioni chiare da parte della sanità pubblica, i cittadini hanno dovuto trovare soluzioni per verificare se fossero stati contagiati dal Coronavirus, attraverso i test sierologici. A chi dobbiamo rivolgerci per avere risposte sicure? 3) PUBBLICO E PRIVATO: Sempre più spesso si parla della cosiddetta “farmacia dei servizi” e dell’integrazione di diversi servizi sanitari in presidi più accessibili ai cittadini, in cui trovare ambulatori, medici di famiglia, infermieristica base. Cosa ne pensa di questa nuova tendenza, e come possono pubblico e privato collaborare per servire al meglio i cittadini? 4) HYPPOCRATES: Con Hippocrates avete da poco raggiunto il sorprendente numero di 100 farmacie di proprietà, acquisite in poco più di due anni. Per la vostra prima farmacia brandizzata nel centro di Milano avete creato un nuovo brand, “Lafarmacia.”, e costruito uno spazio molto innovativo. Qual è il concept dietro? Quali i prossimi sviluppi?

Cooperative agricole: settore da oltre 1 miliardo di euro di fatturato. Ottantotto società con 17.977 soci conferitori, 3.266 collaboratrici e collaboratori, 1 miliardo e 168 milioni di euro di fatturato (+12,6%), 430 milioni di euro di liquidato ai produttori, con una forte vocazione all’export: le cooperative agricole rappresentano un pilastro dell’economia trentina e sono uno dei motori degli investimenti e dello sviluppo del territorio. Stamani la Sala della Cooperazione a Trento ha ospitato il convegno. Sempre più marcata l’attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, della tutela dell’agricoltura di montagna e della tipicità, come dimostra anche il recente ottenimento della certificazione IGP “Mele del Trentino”. Il convegno ha indicato i propri candidati per il consiglio della Federazione.

A distanza, ma presenti. Ha preso il via, stamani alla Sala della Cooperazione a Trento, il ciclo di convegni di settore della Cooperazione Trentina in previsione dell’assemblea annuale della Federazione in calendario a fine luglio. Il primo dei cinque appuntamenti calendarizzati da oggi a venerdì prossimo ha visto protagonista il settore delle cooperative agricole. L’appuntamento ha presentato il quadro economico del comparto e ha eletto i candidati (rappresentanti del mondo agricolo cooperativo) per il Consiglio di amministrazione della Federazione.

“In un clima di grande cambiamento e di difficoltà, con il Pil del Trentino che secondo la Banca d’Italia rischia di crollare a meno 10% – ha detto in apertura la presidente del Collegio sindacale Patrizia Gentil – serve una nuova visione di prospettiva, il rafforzamento del patto associativo con codice etico condiviso, un potenziamento dei rapporti con l’Europa.

Quindi bisogna chiedersi qual è il ruolo della Federazione in un contesto così mutato ed incerto. Sarà una bella sfida per il prossimo Consiglio di Amministrazione”. La presidente del Collegio sindacale ha evidenziato che il Collegio ha sempre operato in stretta collaborazione con la Direzione Generale e con l’intera struttura operativa della Federazione, ed ha espresso apprezzamento per la professionalità, motivazione e senso del dovere di tutto il personale dell’azienda in questo momento così particolare.

 

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I numeri generali della Cooperazione agricola

Complessivamente la cooperazione agricola che, in Trentino vanta la leadership in tutti e tre i comparti (vitivinicolo, ortofrutticolo, lattiero-caseario e allevamento) conta 88 società. Nel dettaglio: 17 in quello vitivinicolo, 32 nell’ortofrutta, 18 nel lattiero.caseario, 2 nel comparto zootecnico, 19 sono le cooperative di servizio.

I soci conferitori sono 17.977. Le collaboratrici e i collaboratori sono 3266. Gli ettari coltivati totali sono 19.033 con 8,2 milioni di quintali prodotti sommando ortofrutta, vitivinicolo e lattiero caseario.

Nello scorso esercizio, il 2018/2019, il fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) ha raggiunto 1 miliardo 168 milioni di euro, in crescita del 12,6% nel confronto con lo stesso dato del 2018. Patrimonio complessivo: 438 milioni di euro, in crescita del 3,54% (corrispondente a un incremento di 15 milioni di euro). Il liquidato ai soci ha toccato la cifra di 430 milioni di euro.

 

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I settori agricoli

La presentazione è stata curata da Michele Girardi, responsabile del Settore Cooperative Agricole della Federazione Trentina della Cooperazione.

Il comparto vitivinicolo e, quindi, le Cantine sociali possono contare su 6421 viticoltori soci, con 882 collaboratrici e collaboratori. Il fatturato consolidato dell’intero settore (comprese le società controllate) è stato di 532 milioni di euro (+4% rispetto al 2018). L’uva conferita nella vendemmia 2018 ha raggiunto 1 milione 300 mila quintali.

Liquidato ai soci: euro 108,04 a quintale per l’uva conferita. La resa a ettaro è in aumento del 17,8% e ha raggiunto il valore medio di 16 mila 420 euro rispetto ai 13 mila 935 euro dell’esercizio precedente.

Le cooperative dell’ortofrutticolo (6313 soci e 1856 collaboratrici e collaboratori) hanno fatturato 464 milioni di euro, in aumento del 27% rispetto all’esercizio precedente che, va segnalato, era stato pesantemente colpito dalle gelate.

La quantità conferita di frutta è stata di 5,6 milioni di quintali con una resa ettaro media di euro 20.334.

A caratterizzare e arricchire l’ortofrutticolo sono anche i piccoli frutti (592 ettari coltivati con 77.000 quintali di prodotto), patate (115 ettari coltivati, con 30.000 quintali prodotti), ortaggi (90 ettari coltivati, con 17.000 quintali prodotti), mais di Storo (343 ettari coltivati, 15.000 quintali prodotti), olio di oliva del Garda (200 ettari coltivati, 11.000 quintali di prodotto lavorato).

Il lattiero caseario conta 812 soci e 360 collaboratrici e collaboratori. Fatturato: 125 milioni di euro (+6,8% nel confronto con lo stesso dato dell’esercizio precedente). Liquidato soci (media provinciale): il prezzo medio del latte a grana riconosciuto ai soci ha raggiunto euro 0,615 a litro (rispetto a euro 0,600 del 2018).

Meritevole di una sottolineatura l’allevamento di bovini (se ne contano 24.123). A questi si aggiungono ovini, caprini, equini, conigli. I soci di questo settore sono 1128 e aderiscono alla Federazione Provinciale Allevatori.

Il settore ittico (trota e salmerino) esprime 31 milioni di fatturato del settore, 50 mila quintali di trote da carne, 40 imprese, 70 impianti, 450 addetti.

 

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I candidati per il cda indicati dal settore agricolo

La parte conclusiva del convegno è stata dedicata all’elezione dei rappresentanti del settore agricolo che saranno indicati quali candidati per il consiglio di amministrazione della Federazione.

Essi sono Lorenzo Libera (presidente di Cavit) in rappresentanza del comparto vitivinicolo, Renzo Marchesi (Contast – Trentingrana) per il zootecnico e lattiero-caseario, Michele Odorizzi (Melinda) e Rodolfo Brochetti (La Trentina) per quello frutticolo.

Il convegno ha anche indicato il candidato in consiglio per la parte riservata ai cosiddetti membri “trasversali”: è Luca Rigotti (Gruppo Mezzacorona), che completa così la rappresentanza del comparto vitivinicolo. In realtà – ha spiegato l’ex vicepresidente Michele Odorizzi – servirebbe una modifica statutaria per dare adeguata rappresentanza al mondo agricolo che è la somma di molte specificità. Nel frattempo, il settore ha assicurato ampio appoggio al candidato Rigotti, ringraziandolo per la disponibilità alla candidatura trasversale, in funzione dell’unità di tutto il settore.

 

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La presentazione del candidato alla presidenza Roberto Simoni (nella foto)

Attualmente per la presidenza della Federazione c’è un unico candidato che ha formalizzato la proposta, Roberto Simoni, presidente di Sait.

Simoni ha potuto quindi presentarsi da solo ai soci (unica occasione in presenza in questo anno particolare), parlando di sé ed esponendo le linee principali del suo pensiero.

“Se sarò eletto mi spenderò per gli altri – ha detto Simoni – soprattutto in questo momento serve coesione e unità. Insieme al prossimo consiglio sarà opportuno trovare i punti in comune e costruire insieme un programma. No ai personalismi e alle acredini.

I consorzi sono anelli importante nel sistema cooperativo, sia per le politiche commerciali delle cooperative sia per la loro capacità di promuovere innovazione. Occorre valorizzarli.

La Federazione – ha proseguito Simoni – dovrà riappropriarsi del proprio ruolo anche nei confronti della politica. Negli ultimi tempi forse c’è stata qualche sottovalutazione.

Uno slogan? Innovazione e sostenibilità. Se una impresa non investe è destinata a fallire. E per farlo occorre una classe dirigente preparata. Ecco perché sarà sempre più importante la formazione: anche per garantire continuità per le generazioni che verranno.

Non sono un rivoluzionario – ha concluso Simoni – e non ho la bacchetta magica. La mia porta sarà sempre aperta per tutti”.