Fp Cgil con Luigi Diaspro, Cisl Fp con Giuseppe Pallanch e Uil Fpl con Marcella Tomasi esprimono preoccupazione e grande solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici impegnati nella Rsa di Montagnaga, divenuta focolaio Covid. «Siamo vicini agli ospiti della casa di riposo e ai loro familiari. E siamo naturalmente vicini alle lavoratrici e ai lavoratori, impegnati nella struttura, che hanno contratto il virus. A loro inviamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno, sapendo che nessuno di loro si è mai tirato indietro rispetto ai propri compiti. Altrettanto vicini siamo agli operatori che non sono stati colpiti e che si troveranno ora ad affrontare condizioni di lavoro particolarmente gravose e rischiose».

I tre sindacati richiamano dunque tutti a una cautela ancora maggiore, al rispettare le norme ormai note e chiedono di poter avere tutte le informazioni necessarie a capire al meglio la situazione, augurandosi che il caso possa essere circoscritto a un’unica casa di riposo e che anche all’interno di questa si adottino tutte le misure di tutela della salute oltre che dei diritti dei lavoratori e di garanzia di erogazione dei servizi per gli ospiti.

«Siamo ormai chiaramente entrati nella seconda ondata della Pandemia. Siamo pronti a dare il nostro contributo per le prossime fasi di coordinamento e, in tal senso, sollecitiamo l’organizzazione di un incontro che coinvolga Sindacato, Assessorato provinciale alla salute e dipartimenti dedicati, azienda sanitaria e Upipa, anche per la verifica dell’attualità delle Linee Guida a suo tempo varate al tavolo Covid insieme al Sindacato stesso”.

Coronavirus: altri 40 positivi oggi, 1 positivo al test per l’antigene. Una quarantina di nuovi positivi al Covid-19 in Trentino secondo il rapporto quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Per la precisione, 40 sono i soggetti risultati positivi al tampone molecolare, 5 dei quali tra i 6 ed i 15 anni, ed altri 5 invece di età superiore ai 70 anni. Nel rapporto è indicato anche 1 soggetto positivo al test per l’antigene che ora sarà sottoposto al tampone molecolare per la conferma della positività.

Sale in modo significativo o il numero dei ricoveri: sono 22 i pazienti che necessitano di cure ospedaliere, ma nessuno si trova in rianimazione. Non sono per ora segnalati inoltre casi legati ai vecchi focolai ed alle RSA
Sul fronte scolastico, sono 31 le classi per cui è stata disposta la quarantena

Prosegue anche lo screening mirato al settore agricolo: finora ne sono stati effettuati 3.492 (13 quelli fatti ieri, ma non è risultato positivo nessuno dei lavoratori stranieri che si sono sottoposti al test)

Più in generale I tamponi analizzati ieri sono stati 1.153, dei quali 979 all’ospedale Santa Chiara e 67 a San Michele all’Adige. 107 invece i tamponi per l’antigene.

 

 

DIRETTO

http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

Personale precario dei musei: servono risposte e azioni concrete. La capogruppo del Partito Democratico del Trentino cons. Sara Ferrari ha chiesto oggi, con una interrogazione immediata rivolta all’assessore alla cultura Mirko Bisesti, cosa intenda fare la Giunta in risposta all’ennesima mobilitazione dei precari dei musei. Si tratta infatti di persone appassionate e qualificate, importantissime nel rapporto tra il museo e i visitatori, che chiedono alla Provincia di assicurare loro condizioni dignitose di lavoro, superando uno stato di precarietà assoluta legato anche – in alcuni casi come ad esempio il Muse – al mancato rispetto degli impegni contrattuali da parte della ditta che gestisce i servizi educativi e di divulgazione.

L’assessore Bisesti, nella sua risposta, ha annunciato che sta affrontando la questione e che è già in corso un dialogo tra i dipartimenti della Provincia per studiare modifiche all’appalto dei servizi museali, in modo tale che questi possano offrire migliori condizioni di lavoro e garanzie di rispetto delle “clausole sociali”.

La consigliera, accogliendo con favore la notizia che la Provincia si sta facendo carico di affrontare il problema, ha auspicato una soluzione che superi l’attuale inaccettabile situazione in cui versano i giovani lavoratori. Figure professionali che oggi versano in situazione di assoluto precariato e con orari non compatibili con le esigenze di conciliazione vita lavoro. Un quadro di tale criticità da generare un altissimo turn over del personale, con professionalità che, dopo essersi formate, si vedono spesso costrette a lasciare le proprie istituzioni museali, con problemi evidenti problemi anche per quest’ultime.

Donne Lega Trentino: Situazione ingiustificabile: gravissime minacce alle donne della Lega”. Sono ingiustificabili le molteplici minacce ed accuse che sono state rivolte, in particolare in questi ultimi giorni, alle donne leghiste.

A fronte di una destra che continua ad incassare pesantissimi insulti, rimango basita per il comportamento omertoso di una sinistra che, rifugiandosi dietro a fallaci e fittizie battaglie per le pari opportunità delle donne, nel concreto poco o nulla fa rimanendo in un silenzio ipocrita che ha il sapore della mancata condanna, se non addirittura del tacito assenso.

Ritengo che siano inaccettabili e indegne, in un Paese che dovrebbe essere civile, questo genere di minacce. Vanno isolate e condannate senza appello.Gli insulti che sono stati resi pubblici – come quelli rivolti a Silvia Sardone, Aylin Nica, Cristina Patelli, Monica Ceccato, Miriam Scandroglio, Nicla Virgilio, Susanna Ceccardi (e l’elenco potrebbe continuare) – sono ferite per tutta la comunità.

Sono minacce vigliacche che vanno condannate con forza, senza se e senza ma. In caso contrario, la politicamente corretta sinistra dovrà fare i conti con la colpa di aver alimentato esattamente quell’odio che va ben oltre il linguaggio e che finge di voler combattere.

Questo quanto dichiarato dal Consigliere della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio a nome delle Donne Lega del Trentino.

Nel corso della seduta odierna del Consiglio provinciale ho sottoposto alla Giunta una interrogazione a risposta immediata relativa alla riduzione del servizio di trasporto pubblico urbano nelle ore serali e nei giorni festivi.

Dal 31 maggio infatti Trentino Trasporto ha ripristinato il servizio festivo, seppure subordinatamente all’adozione di una modalità a basso impatto, con la frequenza media di base attestata a 2 ore e l’arco giornaliero di servizio attestato a 12 ore. Il servizio serale invece termina alle 21ed è quindi stato interrotto il servizio notturno.

Questa riduzione del servizio sta creando forti disservizi, acuiti ora dalla ripresa delle attività scolastiche ed universitarie. In tal senso è stata anche avviata una petizione da parte degli studenti universitari, che ha già raccolto oltre 1300 adesioni.

Per molte persone il servizio di trasporto pubblico rappresenta l’unica possibilità di movimento, per molte altre rappresenta invece una valida alternativa all’utilizzo del mezzo privato. Come affermano i proponenti della petizione “questa situazione non sia sostenibile in una città come Trento che comprende vari sobborghi urbani difficili da raggiungere a piedi o in bicicletta dal centro. Per questo motivo nell’ultimo periodo molti di noi si sono dovuti far accompagnare con la macchina da genitori o amici, o hanno percorso a piedi zone non del tutto sicure. Questo problema non coinvolge solo noi studenti, ma anche lavoratori che finiscono tardi, persone non provviste di auto, anziani e più in generale gran parte degli utilizzatori abituali di Trentino Trasporti.”

Peccato che invece che pensare al ripristino del normale servizio, la Giunta, rispondendo alla mia interrogazione, abbia affermato che visti i dati del 2019 dai quali risulta che la percentuale di passeggeri a bordo dopo le 21 rappresenta circa il 2% dell’utenza giornaliera, e vista la garanzia di servizio minimo attraverso il servizio a chiamata per chi abbia necessità di spostarsi per ragioni lavorative, per ora e fino al termine dell’emergenza sanitaria verrà mantenuto l’attuale assetto del servizio.

 

*

cons. Alessio Manica

Interrogazione a risposta immediata discussa oggi in aula dal consiglio provinciale. Sotto, breve estratto della risposta dell’Assessore competente Roberto Failoni.

Lo scrivente Assessorato dispone unicamente delle prime anticipazioni elaborate dall’ISPAT ove, come rilevato anche dal Consigliere, emerge che il movimento turistico in Provincia di Trento pare aver retto, perfino in maniera superiore alle previsioni, l’impatto della pandemia da COVID-19 diffusasi quest’anno.

I dati di arrivi e presenze della stagione estiva si assestano circa ad un -30% rispetto ai dati della stagione estiva 2019; tale dato è confrontabile con le previsioni iniziali che prefiguravano una perdita di turisti vicina al 73%”.

*
Consigliere provinciale
Luca Guglielmi (Fassa)

Una vasta area depressionaria, attiva sul Mare del Nord, convoglia masse d’aria umida atlantica anche verso la nostra Penisola. Un nuovo impulso perturbato interesserà da stanotte le regioni centro-settentrionali, con precipitazioni sparse, anche temporalesche e un sostanziale rinforzo della ventilazione occidentale.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dalle prime ore di domani, mercoledì 07 ottobre, venti da forti a burrasca dai quadranti occidentali, su Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise, in estensione a Puglia e Basilicata, in particolare sui settori tirrenici ed appenninici.
Si segnalano possibili mareggiate lungo le coste esposte della Toscana e del Lazio.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 7 ottobre, allerta gialla su parte di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, sull’intero territorio di Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, su alcuni settori di Campania e Calabria.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

A partire dal 20 ottobre 2020 e fino al 31 gennaio 2021, singoli giudici e avvocati potranno partecipare all’udienza pubblica, mediante collegamento da remoto, qualora ragioni legate all’emergenza epidemiologica da COVID-19 impediscano loro di essere presenti alla Corte costituzionale.

Lo stabilisce il decreto del Presidente Mario Rosario Morelli emanato oggi, in conformità a quanto deliberato dal collegio.

Il decreto è stato adottato per contribuire al contrasto dell’emergenza da COVID-19, con particolare riferimento alla situazione epidemiologica della Corte, e per assicurare la continuità nonché il tempestivo esercizio della funzione di giustizia costituzionale, nel pieno rispetto del contraddittorio.

Tenuto conto dell’autonomia della Corte e della specificità dei giudizi costituzionali, il decreto si inserisce nel solco di quelli precedentemente adottati durante l’emergenza sanitaria, riproponendo alcune misure già sperimentate e integrandone altre per garantire, in particolare, la trattazione delle cause in udienza pubblica.
A tal fine viene estesa la possibilità, finora prevista solo per la camera di consiglio, che singoli giudici o avvocati partecipino all’udienza pubblica mediante collegamento da remoto. La richiesta deve pervenire alla Cancelleria entro le ore 12:00 del giorno precedente l’udienza e dev’essere autorizzata dal Presidente della Corte.

Tutti i decreti presidenziali emanati durante l’emergenza sanitaria sono pubblicati sul sito online e notificati sull’App della Corte. Si raccomanda quindi di consultare il primo e di scaricare la seconda.

Lona Lases, svincolo e rotatoria per la sicurezza. Una nuova rotatoria per garantire la sicurezza dei veicoli in transito a Lona Lases, anche a servizio delle attività estrattive. L’intervento è stato previsto dalla Giunta provinciale, attraverso l’approvazione del Documento di programmazione settoriale degli anni 2020-2022: per la sua realizzazione, secondo quanto riportato dal progetto definitivo a cura del Servizio opere stradali, è stato previsto un finanziamento di 650mila euro.

La Provincia ha stabilito che tra la strada provinciale 71 e la strada provinciale 76 saranno eseguiti i lavori per un nuovo svincolo che servirà una rotatoria a raso dal duplice scopo: rallentare i veicoli provenienti soprattutto dalla provinciale 71 in direzione di Cavalese e che si apprestano ad entrare nell’abitato, oltre che garantire l’ingresso in strada degli automezzi pesanti provenienti dalle cave di porfido. La rotatoria avrà raggio interno di 10 metri, ai quali si aggiungono due metri di anello sormontabile. La pista carrabile avrà una larghezza di 7 metri.

(Pagina 2 di 6)