Trento: Urso (FdI) se Fratelli d’Italia cresce fa bene a tutti, giovani in prima linea nel progetto di Giorgia Meloni.

“Non è il momento delle polemiche, ma di guardare con fiducia avanti, per costruire insieme il futuro di Trento, rafforzare il centrodestra, aggregare e rappresentare al meglio società civile e produttiva, forze civiche e autonomiste nel grande progetto di Giorgia Meloni, in cui i giovani appunto non sono strumento ma il futuro della Nazione su cui scommettere.

La forte crescita di Fratelli d’Italia con nuove e significative energie fa bene a tutta la coalizione nel creare una alternativa concreta al malgoverno delle sinistre. Benvenuti a tutti coloro, giovani o anziani, vogliano con noi rilanciare Trento e la nostra amata Italia. Domani sarà appunto Fabio Roscani, nostro leader giovanile, ad accogliere in Fratelli d’Italia chi può ben rappresentare le battaglie dei giovani del centrodestra per la nuova Trento, quindi per la nuova  Italia”: è quanto ha dichiarato il sen. Adolfo Urso, commissario provinciale di Fratelli d’Italia in merito alla conferenza stampa di domani mattina in cui saranno annunciate le adesione di “tanti giovani militanti di centrodestra impegnati da sempre in prima linea per costruire l’alternativa alle sinistre che oggi, certamente, si può fare meglio proprio perché Fratelli d’Italia cresce ed aggrega”.

 

*

Sen. Adolfo Urso

Fratelli d’Italia

Apprendo da fonti locali che domani, presso Palazzo Thun, verrà ufficializzato il passaggio della giovanile di Forza Italia in Fratelli d’italia – Gioventù Nazionale.

Le due compagini sono e continuano ad essere importanti alleati nella battaglia per rinnovare Trento e offrire ai cittadini una nuova prospettiva.

Non posso, comunque, non esprimermi sul fatto che uno dei relatori della presentazione di domani risulti iscritto alla Lega e non a Forza Italia.

Guardo con tristezza alle manovre mediatiche di qualcuno per promuovere se stesso, ma ciononostante auguro alla nuova giovanile di Fratelli d’italia un buon lavoro, con la speranza che Francesco Dellagiacoma comprenda che per essere parte di un partito è necessario esserne militanti e non solo puntare a delle candidature.

Concludendo, troviamo scorretto da parte di Dellagiacoma non affermare di essere, da febbraio, tesserato Lega sperando in un errore di trascrizione e non in una intenzione di pregiudicare Forza Italia.

 

 

*
Marco Leonardelli

coordinatore Lega Giovani Trentino

Coronavirus: 4 nuovi positivi oggi. Ormai il ‘termometro’ che misura l’andamento del contagio da Covid 19 in Trentino ci ha abituato a prestazioni che alternano lo zero ad altri numeri, fortunatamente bassi ma che indicano tuttavia come il virus sia ancora presente ed attivo.

Oggi i ‘positivi’ sono 4, e di questi ben 3 sono minorenni. Il contagio si è manifestato con sintomi in un solo soggetto, mentre negli altri 3 è stato individuato tramite screening. Anche ieri infatti il numero dei tamponi è stato piuttosto alto: 939, tutti analizzati nel laboratorio di microbiologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento.

In ospedale resta ricoverato un solo paziente, come riferito ieri, non in gravi condizioni.

 

Apprendiamo che domani tale Francesco Dellagiacoma annuncerà il passaggio di un gruppo di giovani di Forza Italia nelle liste di Fratelli d’Italia. Benedirà il rito il sen. De Bertoldi.

È appena il caso di puntualizzare che si tratta di una plateale “fake news” inquanto Francesco Dellagiacoma non risulta iscritto a Forza Italia bensì tesserato nel 2020 con la Lega Nord.

Non avendo trovato spazio e consenso interno in tale partito si muove ora verso nuovi orizzonti. I referenti di Forza Italia in questo momento sono Luca Bazzanella Coordinatore regionale e Lukas Groebner con un folto gruppo di iscritti che certamente non seguiranno alcun riposizionamento.

Tutto il resto sono chiacchiere da calura estiva.

 

*
Luca Bazzanella

Coordinatore Regionale Forza Italia Giovani

La classifica di “RTL 102.5 POWER HITS ESTATE 2020” della sesta settimana vede ancora una volta i BOOMDABASH & ALESSANDRA AMOROSO sul primo gradino del podio per la quarta settimana consecutiva. A seguire ACHILLE LAURO, TAKAGI & KETRA feat. ELODIE, MARIAH e GIPSY KINGS, IRAMA E FRANCESCO GABBANI.
La classifica è stata svelata, come ogni domenica, in diretta su RTL 102.5.

I BOOMDABASH & ALESSANDRA AMOROSO n collegamento in diretta con RTL 102.5 hanno così commentato il primo posto:”Grazie davvero a tutti per questa estate meravigliosa, nessuno si aspettava tutto questo successo”.

La classifica del “POWER HITS ESTATE 2020”, l’unica classifica che decreta il vero tormentone dell’estate, si può continuare a votare sul sito www.rtl.it.

La classifica delle prime 50 canzoni suonate alla radio che premierà il tormentone dell’estate 2020 è realizzata da RTL 102.5, in collaborazione con EarOne. Come ogni anno la classifica verrà stilata ponderando il dato dell’airplay fornito da EarOne e il voto degli ascoltatori, che potranno esprimere la propria preferenza tramite il sito rtl.it.
Da lunedì a venerdì, dalle ore 16.00 alle ore 17.00 Fabrizio Ferrari e Matteo Campese annunceranno, in ognuno dei 5 giorni di trasmissione, 10 canzoni presenti nella classifica settimanale, nella posizione in cui si trovano in quel momento. Durante il weekend La Zac dalle 15.00 alle 17.00 invece, annuncerà i 50 brani in classifica: il sabato, dalla posizione nr.50 alla nr.26, e la domenica, dalla nr.25 alla prima posizione.

D’ACCORDO CON KASWALDER: REGOLE DA CAMBIARE, BASTA OSTRUZIONISMO A DISTANZA. MA POI SI DIMETTA: HA INSULTATO LE MINORANZE

Sono d’accordo con il presidente Kaswalder e con i capigruppo di maggioranza: anche di fronte alla prepotenza di Fugatti, non è giusto né bello che le minoranze presentino valanghe di emendamenti e poi non stiano in aula a difenderli (Futura in ogni caso ne aveva proposto alcuni pacchetti mirati a norme che voleva cambiare).
Via libera dunque a cambiare il regolamento, anche subito: ma solo se servirà anche a limitare lo strapotere della maggioranza nella gestione delle commissioni e nell’agenda dei lavori d’aula. Altrimenti è un imbroglio.

Una volta cambiato il regolamento, però, prima del prossimo bilancio, dunque entro la fine di quest’anno 2020, Kaswalder si dimetta: ero, purtroppo per lui, l’unico consigliere di minoranza presente in aula (in tribuna) venerdì pomeriggio quando il presidente del Consiglio provinciale si è permesso di dire ad alta voce a un giornalista “le minoranze cazzeggiano al bar mentre noi siamo qui a lavorare”. Una scorrettezza istituzionale pesantissima, una dichiarazione inaccettabile fatta per brillare agli occhi della maggioranza che lo sostiene: la centesima dimostrazione “scientifica” che Kaswalder non è un presidente di tutti, non è un garante super partes che rispetta ogni forma legittima di protesta politica.

Cambiamo insieme il regolamento, presidente, scriva il suo nome nella storia dell’autonomia provinciale. E poi lasci la presidenza che non riesce a onorare.

 

*

Paolo Ghezzi

consigliere provinciale del Trentino e regionale/Regionalratsabgeordneter

Trentino-Alto Adige/Südtirol, presidente del gruppo provinciale e regionale

FUTURA 2018

Alle 12.30 il Consiglio provinciale – dopo ben 4.756 votazioni – ha approvato l’assestamento del bilancio preventivo Pat 2020, con 20 sì e le 2 astensioni degli unici consiglieri di minoranza rimasti

Subito dopo è stata approvata (20 sì, 2 astenuti) una risoluzione consiliare depositata da 13 consiglieri di maggioranza. Il testo delinea in modo analitico le linee di azione che si chiedono al governo provinciale per pilotare il Trentino fuori dall’emergenza e dalla crisi attuali. Si parla di Pubblica amministrazione improntata a obiettivi e risultati, di prospettiva macroregionale, di Agenda 2030 delle Nazioni Unite, di scuola organizzata il più possibile in presenza, di formazione dei docenti, sviluppo delle tecnologie telematiche, politiche per la casa, politiche attive per il lavoro, welfare aziendale, rafforzamento e patrimonializzazione delle aziende.

In dichiarazione di voto, uno dei due consiglieri di minoranza ha esplicitato la sua contrarietà alla scelta dello schieramento di opposizione di abbandonare i lavori per protesta, non secondariamente perché si poteva interloquire fino in fondo sul tema delle seconde case e relativo emendamento.

L’altro consigliere di minoranza ha detto di essere stato assente ieri per motivi personali, ma di condividere la posizione assunta dal presidente della Provincia. La scelta di allocare i 218 milioni di euro in arrivo dallo Stato sul fondo di riserva – ha detto – è tecnicamente condivisibile, l’abbandono dell’aula invece non giustificabile. Il consigliere ha poi ringraziato la Giunta per l’attenzione rivolta in bilancio al settore edile.

Gli interventi di maggioranza: ringraziamento al presidente della Provincia per le trattative condotte in questi giorni, critiche alla scelta delle opposizioni di lasciare i lavori, soddisfazione per le misure anticongiunturali messe in campo con il ddl 60/XVI, elogio dei due consiglieri di minoranza rimasti in aula. Si è anche difesa la scelta di allocare i 217 milioni sul fondo di riserva, nel quadro di un approccio progressivo step by step all’emergenza sanitaria e a quella economica conseguente. Ancora: un grazie al presidente del Consiglio per la maratona sostenuta in Consiglio, critica al fatto che non è mai stato sostituito dal vicepresidente.

Il presidente della Provincia ha detto che l’abbandono dei lavori non ha precedenti. Nella replica di venerdì – ha aggiunto – avevo già dichiarato cosa intendevo fare dei 217 milioni di euro in questione, con una soluzione tecnica già adottata peraltro in passato da un mio predecessore. Grazie al presidente del Consiglio per aver applicato il regolamento, senza tagliare la grande mole di emendamenti in campo. Grazie ai consiglieri di maggioranza, pronti a stare ai loro posti per una settimana consecutiva. Ho trattato per due giorni con le minoranze – ha aggiunto il presidente – verso le quali credo di avere dimostrato rispetto.

Il presidente del Consiglio provinciale ha ringraziato tutta la struttura consiliare per il supporto assicurato.

Alle ore 21.15 di lunedì 3 agosto, giorno dell’inaugurazione del nuovo Ponte Piano – “Focus” racconta l’intera storia del viadotto sul Polcevera, spiegando perché questo chilometro sospeso sia così importante per Genova, la Liguria e l’Italia tutta.

«Il nuovo Ponte di Genova: orgoglio italiano», speciale condotto da Luigi Bignami e prodotto dalla rete Mediaset dedicata alla divulgazione, diretta da Marco Costa, illustra dal punto di vista storiografico, ingegneristico, logistico-organizzativo e urbanistico, la costruzione del vecchio Morandi, il suo crollo, l’abbattimento definitivo, e la progettazione e costruzione del nuovo viadotto ideato – e donato alla sua città – dall’archistar Renzo Piano. Ciò, senza mai dimenticare il sacrificio delle 43 vittime del crollo, il dolore dei loro familiari e le responsabilità al vaglio della magistratura.

Realizzato dalla società Videovoyagers di Genova, «Il nuovo Ponte di Genova: orgoglio italiano» rappresenta anche il compimento di un progetto televisivo molto caro a Paolo Micai, storico collaboratore di Mediaset, scomparso nel marzo di quest’anno a causa del Coronavirus, stimato e molto amato nella sua Genova, dove ha lasciato un vuoto doloroso.

La serata intende quindi trovare risposte a domande che tutti si sono posti, quando è accaduto l’impensabile. Il ponte era ben costruito? Era un azzardo per la sua epoca o un motivo d’orgoglio per l’ingegneria italiana? Perché il suo abbattimento è stato un’impresa eccezionale? Quali erano i rischi? Quali e quante professionalità sono state coinvolte e per quanto tempo? Con quali tecnologie? Quali caratteristiche ha il ponte di Piano? Chi lo ha costruito e come? Utilizzando quali tecniche, quanti uomini e quali strumenti, anche per tenere una tabella di marcia così stretta? Come si controlla lo stato di conservazione e di efficienza dei ponti? Con quali apparecchiature? Con che tipo di competenze professionali? Con quali rischi e quante e quali decisioni da prendere?

In particolare, lo speciale spiega l’origine e le caratteristiche del progetto di Riccardo Morandi, commentati da un docente del Politecnico di Torino. Ricostruisce e analizza il crollo del Ponte delle Condotte. Documenta lo smantellamento delle rovine e illustra l’impresa di minare le pile 10 e 11 del Morandi per farle implodere senza creare danni alla città, anche solo a causa delle polveri sollevate dall’esplosione controllata. Racconta con quale tecnica il ponte di Renzo Piano è stato assemblato e perché la sua apparente semplicità nasconda una grande raffinatezza progettuale e la capacità di risolvere numerosi problemi progettuali e logistici. Infine, delinea il senso e le caratteristiche del Parco del Polcevera, progettato dall’archistar Stefano Boeri.

A seguire, due documentari inediti completano la proposta di “Focus”:

28 giugno 2019: l’implosione del Ponte Morandi | ore 22.15
Spiega, dal punto di vista ingegneristico e tecnico, l’impresa di minare il Morandi per farlo implodere senza creare danni alla città, anche solo a causa delle polveri sollevate dall’esplosione controllata.

Ponti e Viadotti: la sfida della manutenzione | ore 23.15
Di produzione francese, in cui una squadra di manutentori viene seguita sopra, sotto e all’interno di una serie di ponti stradali e giganteschi viadotti, per mostrare in cosa consistano i controlli che fanno e come riescono a sostituire parti sensibili e usurate della struttura.

Lunedì 3 agosto in prima serata su Italia 1, seconda puntata di “RADIONORBA VODAFONE BATTITI LIVE”, l’unico appuntamento televisivo dell’estate musicale italiana presentato da Alan Palmieri con Elisabetta Gregoraci.

Per questa 18esima edizione il palco di Radionorba, primo a riportare la musica live in televisione, avrà un’unica scenografia, il Castello Aragonese di Otranto, ma la kermesse manterrà la sua forte identità itinerante. 15 esibizioni, infatti, si svolgeranno “on the road” in altrettante location pugliesi: Alberobello, Altamura, Andria, Bari, Brindisi, Castellana Grotte, Foggia, Gallipoli, Lecce, Mesagne, Molfetta, Ostuni, Taranto, Trani e Vieste. Oltre a queste città, che ospiteranno le esibizioni di altrettanti cantanti, saranno coinvolte anche cinque località marittime: Giovinazzo, Manfredonia, Mola di Bari, Monopoli e Porto Cesareo. In ogni puntata l’attrice e webstar Mariasole Pollio darà la possibilità al pubblico che seguirà lo show in spiaggia, di interagire con gli artisti sul palco.

Come sempre, la rassegna accoglierà alcuni dei nomi più importanti della musica italiana e internazionale. Protagonisti della seconda puntata: Fedez, Cara, The Kolors, Baby K, Annalisa, Fred De Palma, Nek, Boomdabash, Alessandra Amoroso, Piero Pelù, Anna, Rocco Hunt, Bugo, Ermal Meta, Shade, Francesco Renga, Mr Rain.

La regia è affidata a Luigi Antonini.

Il cast artistico di questa edizione del Radionorba BATTITI LIVE: Piero Pelù, J-Ax, Irama, Annalisa, Elodie, Fedez, Shade, Takagi&Ketra, Elettra Lamborghini, Raf, Gigi D’Alessio, Alberto Urso, Clementino, Francesco Renga, Nek, The Kolors, Fabrizio Moro, Ermal Meta, Diodato, Baby K, Giusy Ferreri, Gabri Ponte, Anna Tatangelo con Geolier, Francesco Gabbani, Le Vibrazioni, Pinguini Tattici Nucleari, Boomdabash, Alessandra Amoroso, Rocco Hunt, Dotan, Gaia, Ana Mena, Fred De Palma, Aiello, Danti, Il Tre, Bugo, Anna, Mr. Rain, Cara, Chadia Rodriguez, Federica Carta, Emma Muscat, Astol, Ernia e Random, ma non mancheranno altre sorprese che si aggiungeranno nel corso della kermesse.

Leggo sulla stampa che secondo la rappresentante UIL scuola Tomasi, poiché “solo” il 37% dei bimbi aventi diritto hanno potuto usufruire della scuola dell’infanzia a giugno e luglio, questo si configurerebbe come uno “spreco” di risorse.

Quindi se ne deduce, che a quelle famiglie che avevano manifestato interesse per utilizzare il servizio andava risposto “arrangiatevi come fa la segretaria di UIL scuola”.

Leggere da parte di chi dovrebbe, prima di tutti gli altri, difendere il ruolo dei servizi e la centralità dei bambini, che la scelta coraggiosa di riaprire non è stata altro che “uno spreco di risorse” è davvero molto deludente (tenuto conto inoltre che, all’interno della capienza consentita dai protocolli adottati a giugno, vi sono state anche strutture che hanno visto liste d’attesa per la riammissione, senza contare che i motivi di non adesione non sono tutti da attribuire al timore del COVID o dei protocolli).

Innanzitutto i bambini avevano diritto a ritrovare la loro socialità e fortunatamente il 37% di loro (dato iniziale, ma non finale, che è superiore) ha potuto trovare una struttura e delle insegnanti che li hanno accolti. Chi conosce il settore sa che questi mesi di lockdown, per i bambini più che per tutti gli altri, sono stati particolarmente segnanti – come ad esempio rilevato da uno studio dell’eminente Gaslini di Genova – e che in alcune situazioni di difficoltà familiare poter dare a certi bambini la ‘luce’ rappresentata anche da poche ore presso l’asilo nido o la scuola dell’infanzia è già un motivo di peso per prevedere la possibilità di frequentare i servizi.

Seconda cosa, non tutte le famiglie possono “arrangiarsi” come la signora Tomasi, a cui ricordo comunque che l’esperienza personale non può essere il paradigma su cui basare una scelta collettiva se si vuole operare per il bene comune. Infatti, ci si aspetterebbe da parte di un sindacato, di non sottovalutare il tema del lavoro femminile (delle mamme che usufruiscono dei servizi, nonché del personale a tempo determinato coinvolto in questo “spreco di risorse”), considerati i dati allarmanti che quotidianamente si leggono sulla stampa sia locale che nazionale che riportano quanto la chiusura di scuole e centri estivi, abbia penalizzato le donne con figli anche con libera professione e che le diseguaglianze di genere si sono presentate ancora più pesanti.

Senza contare che la grande maggioranza delle donne ha dovuto sobbarcarsi carichi di lavoro extra, per gestire la casa e seguire i figli e molte, soprattutto quelle con retribuzioni più basse e impiegate in settori dove è necessaria la presenza fisica, senza il supporto dei servizi rischiano di dover decidere di non rientrare al lavoro, aggravando la già difficile situazione dei livelli occupazionali femminili italiani.

Tornando al 37%, voglio anche ricordare, ad esempio, che i nidi (serv. 0-3) accolgono abitualmente “solo” il 33% dei bambini, quindi secondo il parametro della UIL scuola, sono uno spreco e pertanto si dovrebbero chiudere per risparmiare…

Possono esservi state criticità puntuali che si sono manifestate in occasione della riapertura che, doverosamente, la componente sindacale deve rappresentare, coerentemente al proprio mandato, per contribuire a raggiungere la miglior situazione possibile in cui si declini la quotidianità dei bambini, delle loro famiglie, del personale insegnante e ausiliario, ma ritengo che sia oltremodo offensivo verso la categoria degli insegnanti delle scuole dell’infanzia sostenere che il servizio erogato per “solo” il 37% degli utenti sono “soldi sprecati” e che forse in certe situazioni le parole andrebbero misurate.

Quindi, nuovamente grazie alle mamme e ai papà che hanno avuto fiducia, alle insegnanti, alle educatrici, a cuochi e operatori d’appoggio, al personale delle diverse strutture di supporto per il loro impegno e la loro disponibilità ad essere a fianco dei bambini e delle loro famiglie, con un arrivederci a settembre per il nuovo anno.

 

*

Vanessa Masè

Consigliere provinciale La Civica e mamma

(Pagina 1 di 2)