S’intitola «Per meravigliarsi… in ascensore fino al bastione di Riva del Garda» la puntata del 10 giugno di «Sport avventura» dell’emittente Trentino TV.

 

 

 

 

 

La rubrica, condotta da Paolo Malfer, è tutta dedicata a Riva del Garda, ospite il presidente di Lido di Riva del Garda Immobiliare SpA Giacomo Bernardi, e in particolare all’ascensore inclinato panoramico del Bastione, la cui realizzazione è in via di ultimazione.

Un «trekking urbano», come l’ha definito il conduttore, da porto San Nicolà fino al Bastione veneziano, con tappa in piazza Tre Novembre accanto al municipio, dove Paolo Malfer ha incontrato e intervistato il sindaco Adalberto Mosaner.

«Uno dei tanti tasselli per promuovere questo territorio -ha detto il sindaco- a cento metri dall’imbocco del sentiero del Ponale, gioiello assoluto a livello europeo tra i sentieri, che ci collega alla valle di Ledro, al balcone di Pregasina. Quindi un tassello che si innesta in questo anello che idealmente comprende il sentiero del Ponale, la centrale col museo, perché c’è al suo interno una parte museale. La seggiovia, chiamiamolo ascensore inclinato, che ci porta in un posto panoramico straordinario, che va ad aggiungersi al recupero di tanti anni fa, il restauro del Bastione. È un ammodernamento di tutta la struttura, diciamo una infrastruttura turistica. Ma anche mobilità cittadina: cioè si permette a molti di raggiungere quel posto e poi scendere tranquillamente, o il contrario, liberi però di andare a bersi anche un caffè in un posto splendido. Questo si collega poi a questa piazza, che di per sé è un piccolo gioiello».

Quindi il conduttore col presidente Bernardi e il sindaco Mosaner, ai quali si sono aggiunti il progettista ing. Antonio Lotti dello Studio Ingegneri Associati Fontana & Lotti-Lorenzi di Riva del Garda e il titolare dell’impresa di ICB, Impresa Costruzioni Bassosarca, geom. Lucio Carli, hanno compiuto la salita al Bastione sul nuovissimo ascensore, con immagini spettacolari sulla città e sul lago. Giunti al Bastione, Paolo Malfer ha intervistato il progettista e il titolare dell’impresa.

Il servizio, che ha proposto in chiusura alcune immagini in notturna, sia del panorama sia delle strutture annesse, è in replica su Trentino TV venerdì alle 23.15 e domenica alle 17.

Il progetto
L’ascensore di Riva del Garda, la cui ultimazione è prevista per la fine del mese di giugno, riprende l’idea della seggiovia realizzata negli anni Cinquanta e smantellata all’inizio degli anni Ottanta, rispetto alla quale il tragitto è stato spostato a nord, sul colmo del versante alle pendici della Rocchetta, direttamente sotto il Bastione. La stazione di partenza è in un edificio interrato, quella d’arrivo si trova al piano inferiore del ristorante, nascosto rispetto al piazzale panoramico davanti alla torre. La via di corsa dell’impianto è costituita da profilati ad H su plinti a un interasse di otto metri, con uno sviluppo di 208 metri per un dislivello di 130. La previsione è di una media tra 400 e 500 passeggeri al giorno per circa 150 mila passaggi annui. Oggi il Bastione si raggiunge a piedi con una passeggiata di circa mezz’ora; col nuovo ascensore si impiegheranno circa due minuti, con una vista panoramica sul lago e sulla città che da sola costituirà una notevole attrazione.

Il progetto è dello Studio Ingegneri Associati Fontana & Lotti-Lorenzi di Riva del Garda. I lavori sono eseguiti da «ICB – Impresa Costruzioni Bassosarca» di Arco, capogruppo dell’Ati che comprende anche e la «Maspero elevatori SpA» di Como.

Qui il link al servizio:

Leggiamo sulla stampa l’intenzione dell’amministrazione comunale di Arco di proseguire nell’adozione della variante urbanistica numero 15, in merito alla quale abbiamo già provveduto a inoltrare le nostre osservazioni, in particolare nella parte che riguarda le cubature commerciali proposte in Via S. Andrea.

In questo momento di crisi pandemica trasformatasi in crisi economica resta molto difficile capire la necessità di aumentare la cubatura di spazi commerciali, ricordando che nel nostro territorio (Alto Garda e Ledro) già sono presenti 930 attività di commercio al dettaglio, che occupano una superficie in metri quadrati di 102.700.

Volendo scendere nel particolare del territorio di Arco, il commercio al dettaglio occupa quasi il 50% dei metri quadrati di tutto l’Alto Garda e Ledro, con 46.089 mq.

Aggiungiamo che la crisi economica nel nostro territorio si sta già mostrando, visto il calo di presenze turistiche riscontrato in questo primo semestre (circa 1.500.000) e la netta contrazione delle vendite nel commercio al dettaglio, che fanno supporre purtroppo abbassi, già oggi, la richiesta di superfici commerciali, sottolineando che, se perdurerà il calo nelle presenze turistiche, nella stagione autunnale potranno rendersi disponibili altre superfici di vendita liberate proprio dalla ripercussione della crisi stessa.

Vorremmo che venisse presa in considerazione seriamente la difesa di una componente importante del nostro tessuto sociale: quella delle piccole aziende familiari che popolano i centri storici delle nostre città.

Centri che in questo modo si mantengono unici, vivi, vitali, illuminati e quindi sicuri, ma, se svuotati, vedi tantissimi centri storici anche di grandi città, poi con nessun tipo di risorsa economica si riusciranno a ripopolare.

Una cosa, sicuramente, questa crisi pandemica l’ha mostrata a tutti, cioè quanto sia desolante un centro storico non vitalizzato dalla rete di imprese a 360 gradi che oggi lo popola.

Parole queste che vanno tutte in una sola direzione: sviluppo e valorizzazione dei centri storici, puntando sulla qualità a discapito della quantità. Parole che chiediamo si trasformino in una grande riflessione sullo sviluppo urbanistico e commerciale che vogliamo realizzare.

 

*

Il Presidente
Claudio Miorelli
Confcommercio Imprese per l’Italia Assocentro
Sezione Alto Garda e Ledro

Il Presidente
Andrea Cobbe
Assocentro

Continua l’inchiesta di Striscia la notizia sulla vicenda legata ai mancati rimborsi dei biglietti acquistati per concerti poi annullati a causa del coronavirus. Questa sera (Canale 5, ore 20.35), Pinuccio fornirà ulteriori dettagli su quello che è ormai diventato un vero e proprio caso internazionale, dopo le dichiarazioni di Paul McCartney («È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi») e l’intervento del ministro Dario Franceschini («Il voucher varrà per lo stesso artista, altrimenti lo spettatore avrà diritto al rimborso»).

Da quasi un mese il tg satirico indaga per fare luce sulla faccenda. Dopo aver dato voce a quanti cercavano inutilmente risposte dagli organizzatori dei concerti, Pinuccio arricchisce il caso con nuovi interrogativi: dove sono finiti i soldi dei biglietti? Gli organizzatori dicono di non poterli restituire perché altrimenti metterebbero in ginocchio un settore già penalizzato dalla pandemia, ma siamo sicuri che quei soldi finiranno nelle tasche di attrezzisti, microfonisti, elettricisti e addetti ai lavori? E comunque, dovrebbe essere il Governo e non certo i privati cittadini a sostenere il comparto in difficoltà. Si parla di molte decine di milioni di euro, considerato che per il solo concerto di Paul McCartney siamo a più di 5 milioni di euro in ticket venduti. Infine, ora che si è esposto uno dei pesi massimi della musica internazionale, non è forse arrivato il momento che anche qualche star della musica italiana prenda una posizione chiara e forte a supporto di tutti gli appassionati? Striscia continua a cercare risposte…

Ecobonus: il Trentino è pronto a partire. Videoconferenza oggi del vicepresidente Tonina con lo staff del ministro Fraccaro.

Il Decreto Rilancio del Governo ha introdotto numerose misure per far fronte alla crisi economica scaturita dall’emergenza Coronavirus, fra cui, agli articoli 119-21, il cosiddetto Ecobonus, che prevede importanti detrazioni fiscali per le spese sostenute in edilizia residenziale per interventi di efficientamento energetico. Il Trentino parte avvantaggiato, avendo percorso già in passato questa strada ed avendo quindi accumulato esperienze significative nel campo del “green building”. Il vicepresidente e assessore all’urbanistica e ambiente Mario Tonina lo ha ribadito questo pomeriggio nel corso di una videoconferenza a cui hanno preso parte anche dirigenti e tecnici provinciali del settore, assieme allo staff del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro.

“E’ un’iniziativa molto importante – ha detto Tonina – sia per il suo impatto economico e occupazionale, dal momento che favorisce le ditte locali che operano in questo settore strategico dell’edilizia, sia perché va nella direzione della sostenibilità e del risparmio energetico, su cui già ci stavamo muovendo. Il Trentino quindi ci crede molto e offre la sua disponibilità a fare da laboratorio e apripista. In attesa della conclusione dell’iter legislativo alle Camere, proseguiremo nei prossimi giorni gli incontri con gli istituti di credito e l’edilizia cooperativa, che saranno partners importanti della partita”.

Il decreto – è stato spiegato dagli interlocutori ministeriali, Daniele Della Bona, responsabile della segreteria del sottosegretario Fraccaro, e Michele Russo, del Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica – sta iniziando il suo percorso di approvazione. Presto si inizieranno a votare gli emendamenti e già entro la fine della prossima settimana potrebbe essere approvato, compresa quindi la norma sugli Ecobonus. Seguiranno due decreti attuativi, uno sulla congruità tecnica degli interventi previsti ed uno sulla congruità dei costi per tipologia di intervento. L’ultimo passo dovrà essere fatto dalla Agenzia delle entrate: dopodiché si potrà partire

Potranno godere del contributo nella forma di detrazione fiscale – pari al 110% delle spese sostenute – coloro che hanno eseguito interventi di risparmio energetico (“cappotti”, impianti termici e così via) sulla prima casa e con ogni probabilità anche sulla seconda casa, a patto che vi siano degli spazi comuni (per semplificare, no a ville unifamiliari). Gli interventi dovranno essere effettuati dal 1° luglio 2020 al 1° luglio 2021, anche se a Roma non escludono in sede di approvazione l’estensione al 2022-2023. Il credito, come detto, potrà essere goduto esclusivamente in forma di compensazione fiscale. Il recupero del credito è fissato in cinque anni.

Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato la dirigente generale del Dipartimento Territorio, ambiente, energia e cooperazione della Provincia Livia Ferrario, e per Aprie-Agenzia per le risorse idriche e l’energia la dirigente generale Laura Boschini e l’ingegner Sara Verones, sono stati esaminati anche alcuni aspetti più strettamente tecnici relativi al credito d’imposta e alla sua cessione, come pure al ruolo del sistema bancario, che ha la facoltà di predisporre strumenti ad hoc in favore delle imprese o dei committenti. Gli emendamenti in arrivo in questi giorni – è stato confermato – mostrano che la norma è molto attesa e che vi è la volontà di allargarne, se possibile, la portata, in modo particolare per quanto riguarda la sua estensione alle seconde case.

Audizione dell’Agis triveneta in Quinta Commissione consiliare. Il settore dello spettacolo è tra quelli più esposti alle conseguenze dell’emergenza sanitaria. A rappresentarne la sofferenza è stata oggi pomeriggio la sezione triveneta dell’Agis – Associazione generale italiana dello spettacolo – audita dalla V Commissione consiliare permanente. La presidente Alessia Ambrosi ha aperto l’incontro in videconferenza, lasciando poi per impegni il coordinamento al vicepresidente Filippo Degasperi, che ha raccolto anzitutto un documento firmato dal presidente Agis Franco Oss Noser. In 6 punti (vedi allegato) esso sintetizza le richieste del comparto al governo provinciale.

“Servono aiuti rapidi e di sostanza”, ha detto Oss Noser, ricordando che appare terribilmente oneroso per le aziende dello spettacolo riaprire le sale con le regole di distanziamento prospettate. “ Agis presenterà presto un documento di analisi e proposta maturato a livello triveneto, per riflettere sul futuro dei teatri e dello spettacolo. Il documento diffuso oggi chiede tra l’altro un Fondo straordinario per il ristoro parziale delle perdite subite per mancati incassi a favore dei cinema, e un Fondo straordinario per la circuitazione delle produzioni professionali di teatro e danza (idea questa che compare anche nel recentissimo disegno di legge Zeni in materia).

Daniele Filosi, organizzatore teatrale ha insistito sul punto, suggerendo un’azione di alto profilo: il finanziamento pubblico a un piano biennale di alta formazione per i mestieri del teatro, in modo da innalzare le competenze e garantire un futuro di livello. Filosi ha poi fatto sapere che i contributi 2020 della Pat per lo spettacolo non sono ancora arrivati a destinazione.

Massimo Lazzeri ha parlato per il comparto dei cinema. La speranza – ha argomentato – è di riaccendere i proiettori a fine estate, superando i dubbi attuali sul distanziamento degli spettatori e su misure non banali come la disciplina delle pause “e del popcorn”. Lazzeri ha suggerito che la Pat potrebbe elargire ai trentini dei voucher per la partecipazione agli spettacoli. Altra idea: utilizzare i cinema per lezioni scolastiche, compensando naturalmente i titolari delle sale.

Agli ospiti si è rivolta Sara Ferrari (Pd), chiedendo a quali soluzioni si sta pensando in tema di formazione. Filosi ha risposto che non occorrerà creare strutture ex novo, ma semplicemente assegnare borse di studio e contributi per la partecipazione individuale a stage e corsi altamente qualificati. La consigliera ha anche chiesto lo stato attuale del sostegno pubblico provinciale e la risposta è stata che le recenti leggi provinciali 2020 sono utili, ma i relativi strumenti non sono ancora operativi, nel mentre non si è ancora incassato nulla di provenienza statale.

Paolo Ghezzi (Futura) ha posto diversi temi, ha auspicato un pronto coinvolgimento del livello comunale da parte della Provincia e ha raccomandato che si lavori quest’estate per programmare l’autunno/inverno. Ha menzionato infatti la sua mozione bocciata ieri in aula, in cui si chiedeva di anticipare al 31 agosto la Conferenza annuale per la cultura.

Il dirigente del Servizio attività culturali della Pat, Claudio Martinelli, ha peraltro spiegato che entro la prossima settimana sarà approvato in comitato il protocollo relativo alle regole per la ripartenza degli spettacoli in Trentino. Sul piano dei sostegni finanziari, Martinelli ha detto che le domande di contributo presentate al 30 novembre scorso sono 94, per un valore complessivo finanziabile di 2 milioni e 267 mila euro. Ad oggi ne sono state soddisfatte 24, per 1 milione 818 mila euro, in attesa dell’assestamento di bilancio Pat, che dovrà provvedere ulteriormente. Gli altri strumenti cui attingere oggi sono il nuovo Fondo unico per lo spettacolo (200 mila euro), i contributi specifici per strutture e attrezzature (da finanziare in assestamento di bilancio Pat) e il sostegno alle residenze artistiche (250 mila euro, su un progetto condiviso con l’Alto Adige).

 

documento1
documento2

Il coronavirus non ferma la follia della Valdastico. Nelle scorse settimane la A4 Holding ha annunciato novità sulla Valdastico, affermando che “dopo un triennio si avvia a completamento l’iter di approvazione del progetto definitivo del primo lotto della A31 Nord in territorio veneto.” Pare in tal senso che la Società del Gruppo Abertis abbia incontrato Regione, Provincia di Vicenza e i Comuni interessati per definire le ultime varianti del tracciato, e che le modifiche siano state approvate dai Ministeri e dalle Istituzioni competenti, mentre mancava, a maggio, solo la deliberazione della Giunta regionale veneta e l’approvazione definitiva del CIPE.

In conseguenza di ciò il Comune di Besenello, direttamente coinvolto nell’opera, ha diffidato la Regione Veneto, il Ministero dell’Ambiente, la A4 Holding e ogni altro soggetto coinvolto dal proseguire l’iter di approvazione del tratto autostradale, forte della sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2019 che aveva annullato la deliberazione del CIPE del 18 marzo 2013, n. 21 – recante l’approvazione in linea tecnica, con prescrizioni, del progetto preliminare dell’autostrada A31 Valdastico nord – 1° lotto funzionale Piovene Rocchette – Valle dell’Astico – rilevando che il. primo lotto funzionale in esame risulta privo di autonomo significato se non incluso in un progetto complessivo ed unitario e constatando in tal senso “l’illogicità della scelta amministrativa” di dividere l’approvazione dell’opera in lotti differenti e non precedentemente coordinati.

Essendo la definizione di un progetto complessivo ed unitario lungi dall’essere completata – soprattutto per quanto riguarda la parte trentina dell’opera ferma a qualche annuncio da parte del Presidente Fugatti contestato da tutti gli enti locali interessati e da varie categorie e portatori di interesse – anche l’annunciata approvazione delle nuove varianti venete dovrebbe essere illegittima. Finché non viene trovato un accordo complessivo su un percorso unitario non sembra quindi possibile iniziare alcuna opera. Vista l’importanza della Valdastico per la A4 Holding il rischio è però quello di assistere a qualche forzatura, che sarebbe di estrema gravità per il Trentino.

Per questo nei giorni scorsi ho interrogato il Presidente e la Giunta provinciale, per sapere se sono a conoscenza dei fatti su descritti; se la Giunta provinciale sia stata in qualche modo coinvolta nelle decisioni del Veneto; come intendano muoversi per evitare che le iniziative venete non finiscano col danneggiare il Trentino e violare la nostra Autonomia; e se non ritiene opportuno scendere in campo a difesa del Trentino e a tutela della sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2019.

 

*
Il Consigliere – Alessio Manica

 

*
Interrogazione n.

Valdastico: giochetti veneti o forzature senza intesa

A metà maggio la A4 Holding, la concessionaria autostradale della Brescia-Padova, ha annunciato novità sulla Valdastico: “Nuova Valdastico a Nord: definite anche le nuove varianti. Dopo un triennio si avvia a completamento l’iter di approvazione del progetto definitivo del primo lotto della A31 Nord in territorio veneto.”
Pare che la Società del Gruppo Abertis abbia incontrato Regione, Provincia di Vicenza e i comuni di Piovene Rocchette, Cogollo del Cengio. Arsiero, Valdastico e Pedemonte per definire le ultime varianti del tracciato. Tutte le modifiche pare siano state approvate dai ministeri e dalle istituzioni competenti. Mancava, a maggio, solo la deliberazione della Giunta regionale veneta e l’approvazione definitiva del Cipe.

La cosa, ovviamente, non è passata inosservata in Trentino. In Particolare il comune di Besenello, direttamente coinvolto nell’opera, ha diffidato la Regione Veneto, il ministero dell’ambiente, la A4 Holding e ogni altro soggetto coinvolto dal proseguire l’iter di approvazione del tratto autostradale. Il piccolo comune di Besenello non ha agito in preda ad un delirio di onnipotenza, ma forte di una sentenza del consiglio di Stato del gennaio 2019 che di fatto ha annullato la “deliberazione del CIPE 18 marzo 2013, n. 21, recante l’approvazione in linea tecnica, con prescrizioni, del progetto preliminare dell’autostrada A31 Valdastico nord – 1° lotto funzionale Piovene Rocchette – Valle dell’Astico (…) rilevando che il c.d. primo lotto funzionale in esame risulta privo di autonomo significato se non incluso nel complessivo ed unitario asse di collegamento oggetto dell’originario progetto” e constatando “l’illogicità della scelta amministrativa” di dividere l’approvazione dell’opera in lotti differenti e non precedentemente coordinati.
Sulla base della sentenza del Consiglio di Stato dunque anche l’annunciata approvazione delle nuove varianti venete, con tutti i relativi atti amministrativi, dovrebbe rientrare tra gli atti illegittimi.

L’approvazione della parte trentina del nuovo tratto autostradale è infatti ancora in alto mare, l’ultima proposta della Giunta, l’uscita a Rovereto Sud, ha sollevato molte osservazioni contrarie dal punto di vista ambientale, tecnico ed economico e ha riunito tutti i territori trentini interessati in una sostanziale bocciatura. Del resto manca ancora la valutazione ambientale strategica, e quindi, per ora, può essere considerata solo una delle proposte e soluzioni possibili.
Finché non viene trovato un accordo complessivo e finché non viene definito un il percorso l’asse unitario di collegamento tra Veneto e asta dell’Adige non sembra possibile iniziare alcuna opera.

È noto che la realizzazione della Valdastico è di estrema importanza per la A4 Holding per poter ottenere il rinnovo della concessione evitando la gara europea, e che questo potrebbe spingere la società a forzare la mano. Ma questo aspetto, sicuramente, poco interessa il Trentino e la nostra viabilità.

 

*

Tanto premesso interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente per sapere:

1. se siano a conoscenza di quanto affermato a metà maggio dalla A4 Holding e se le dichiarazioni in merito alla parte veneta della Valdastico corrispondano al vero;

2. se la Giunta provinciale sia stata in qualche modo coinvolta nelle decisioni e nei progetti adottati per parte veneta della Valdastico ovvero a che punto è l’Intesa per la realizzazione dell’opera;

3. se non ritengano, in difesa della sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2019 e, soprattutto, del piccolo comune trentino di Besenello, che con grande determinazione ha ottenuto il riconoscimento dei un principio fondamentale nella realizzazione di opere complesse che coinvolgono diversi territori, di schierarsi decisamente in difesa dei territorio trentino e della nostra autonomia violata da un progetto ancora non condiviso;

4. come intendano muoversi per evitare che le iniziative venete in tema di viabilità interegionale, motivate pare più da necessità della concessionaria autostradale che da necessità viabilistiche, non finiscano col violare l’autonomia trentina in tema ambientale/economico/trasportistico mettendo la Provincia di fronte a fatti compiuti (strade, svincoli e quant’altro) non più modificabili;

5. come il progetto annunciato da A4 Holding potrebbe incidere sulla parte trentina del collegamento autostradale e quale impatto potrebbe avere sui vari tratti diversi trentini finora annunciati.

 

*

cons. Alessio Manica

A norma di regolamento chiedo risposta scritta.

Trento 10 giugno 2020

La semifinale di Coppa Italia Juventus-Milan, già programmata per il 4 marzo scorso, si terrà domani sera a porte chiuse.

Migliaia di tifosi, acquirenti di biglietti per lo Juventus Stadium prima del rinvio, hanno diritto al rimborso di quanto pagato, ma finora la società bianconera non ha riscontrato le richieste e non ha manifestato la volontà di procedere in tal senso.

Movimento Consumatori, nel gennaio scorso, ha avviato un procedimento innanzi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, contestando l’illegittimità e vessatorietà delle clausole adottate dalla Juventus e altre società di Serie A, che escludono i rimborsi in caso di impossibilità sopravvenuta della prestazione, previste sia negli abbonamenti che nella vendita di biglietti singoli. Il procedimento è in corso e si concluderà, a seguito del rinvio disposto dall’AGCM, nel prossimo autunno.

Nel caso in cui la Juventus intenda applicare le clausole illegittime, sia in occasione della partita Juventus – Milan che di quelle del Campionato programmate dal 22 giugno prossimo, e non provveda a rimborsare i tifosi, l’associazione avvierà una class action.

“Riteniamo che la società bianconera – afferma Marco Gagliardi del Servizio Legale di MC – come già avvenuto dopo Juventus-Inter, debba provvedere ai rimborsi dei biglietti emessi. Solo così potrà rispettare quanto previsto dal Codice Civile e dal Codice del Consumo e non calpestare i diritti dei sostenitori bianconeri e rossoneri, già danneggiati dall’impossibilità di non essere al fianco delle proprie squadre del cuore.”

MC è attiva da oltre due anni nella tutela dei diritti dei consumatori in ambito sportivo, anche in collaborazione con l’associazione Federsupporter.

Per chiedere i rimborsi e unirsi all’azione collettiva, i tifosi possono scrivere alla email rimborsi@movimentoconsumatori.it

Coronavirus: ancora zero decessi. Due i nuovi contagi. Prosegue il trend positivo sugli effetti della pandemia Coronavirus in Trentino con zero decessi anche per la giornata odierna e ‘solo’ due nuovi contagi. “Non è il doppio zero di ieri – commenta l’assessore Stefania Segnana – ma il numero limitato dei nuovi positivi ci induce a due considerazioni, solo in parte contrapposte: da una parte il fatto che su oltre 1200 tamponi siano stati rinvenuti solo due nuovi casi ci fa ben sperare e conferma che le misure di prevenzione messe in atto stanno producendo gli effetti sperati; dall’altra però non possiamo permetterci di trascurare il pur minimo segnale che attesta la presenza del virus. Rinnoviamo a tutti pertanto l’invito ad essere scrupolosi e prudenti: non possiamo dimenticare quanto è successo”.

Per questo proseguono intensamente i monitoraggi. Ieri, come accennato, sono stati analizzati 1229 tamponi (618 da Apss e 611 da Cibio).

Stabile la situazione dei ricoveri: sei i pazienti ancora nei reparti, uno dei quali affidato ancora alle cure intensive.

Avrebbe dovuto essere un “tutti insieme appassionatamente” a salutare la nuova SAT 2.0, ma non è possibile incontrarci fisicamente in questo momento, pertanto abbiamo pensato alla presenza fisica dei soli rappresentanti degli organi di informazione, muniti di dispositivi sanitari individuali, che ospiteremo in ambiente sanificato. Per tutti l’evento/conferenza stampa sarà invece in diretta “live” sulla nostra pagina Facebook: SAT Società Alpinisti Tridentini @Satsedecentrale. I colleghi che non potranno essere presenti potranno quindi seguire la diretta.

Che cosa accadrà dunque sabato 20 giugno? Abbiamo scelto una data simbolo, la data della riapertura dei rifugi, che oggi più che mai, rappresenta una nuova sfida, non solo declinata nell’affrontare una situazione difficile per tutti noi, ma anche per dare un segnale corale e convinto di continuità nell’affrontare un tempo nuovo, situazioni nuove, con nuove modalità, diverse, ma anche più moderne, più dinamiche e più vicine ai nostri soci.

Sarà presente la presidente Anna Facchini alla Casa della SAT a presidiare il cuore istituzionale dell’Associazione e saranno presenti grazie a decine di collegamenti i nostri rifugi, oltre ai rappresentanti del mondo della Cultura, delle Istituzioni, dell’Informazione, della Solidarietà, ai Soci, ai componenti del Consiglio e delle Commissioni, che si uniranno a noi in un momento di condivisione e di vicinanza, se pur virtuale, coniugato su quattro temi cardine per la SAT: Alpinismo, Ambiente, Persone e Solidarietà.

Dopo la riapertura dello scorso 2 giugno, entra nel vivo il calendario di attività all’aperto del MUSE e delle sue sedi territoriali: giardino e orti del museo, in costante dialogo con le sedi “montane” delle Viote, offrono ogni giorno laboratori e iniziative per esplorare le connessioni che attraversano il nostro pianeta.

Un calendario di esperienze tutte da vivere. Il MUSE – Museo delle Scienze riparte con nuove modalità di visita, nuovi spazi e nuove attività. Da questa settimana il giardino, gli orti adiacenti al museo e le sedi del Monte Bondone (Giardino Botanico Alpino e Terrazza delle Stelle) propongono dal martedì alle domenica una serie di iniziative e occasioni di incontro. Un ciclo di proposte che è solo un assaggio di ciò che offrirà “Summertime”, l’intenso cartellone estivo che verrà inaugurato il 21 giugno 2020, giorno del solstizio d’estate.

Insieme ai sei piani del MUSE, visitabili previa prenotazione online, prende così vita un nuovo spazio esperienziale outdoor che, attento a tutte le misure di sicurezza, si apre a un nuovo dialogo con la comunità: laboratori e spettacoli per piccoli gruppi, osservazioni astronomiche, passeggiate in mezzo alla natura, performance artistiche e attività all’insegna della sostenibilità e della biodiversità urbana.

Sarà un'”estate tra fiori e stelle” alle Viote del Monte Bondone: il Giardino Botanico Alpino, in questi giorni al massimo della sua fioritura, propone passeggiate, laboratori per i più piccoli e corsi di acquerello e fotografia immersi nella natura; la Terrazza delle Stelle organizza invece osservazioni del cielo e spettacoli per conoscere più da vicino l’astronomia.

“Un museo è per definizione il luogo di incontro di una comunità, che è il principale punto di riferimento che orienta il nostro agire. Ovviamente le recenti circostanze impongono di ripensare il patrimonio culturale al di là della destinazione turistica. Per un verso sarà di fondamentale importanza ripartire attenti a una ritrovata funzione sociale e partecipativa dei musei, partendo dal presupposto che la nostra realtà è a forte vocazione territoriale – spiega il direttore del MUSE Michele Lanzinger -. Nelle attività che offriamo all’aperto, nelle gallerie dei nostri musei, e anche nelle proposte online nuove e diversificate, si parlerà di ripartenza virtuosa, attenta agli obiettivi dello Sviluppo sostenibile, proprio per ribadire un approccio strategicamente orientato verso il futuro, la qualità delle relazioni sociali e la qualità delle prospettive ambientali”.

Special sponsor Summertime: Centro commerciale Twenty – Ricola – La Sportiva.
L’Orto del MUSE è sostenuto da Novamont, Menz & Gasser, Azienda Agricola Orto Mio.
Il MUSE riapre in sicurezza grazie a Nuova Sapi, Digital Technologies, Germo.

 

*

Il programma fino al 21 giugno 2020
Giardino e orti del MUSE

Attività dal martedì alla domenica, dalle 15.30 alle 19.30. Su prenotazione, al costo di 2 euro (1 euro a partire dal secondo figlio e per i possessori di My MUSE card). Il giovedì fino alle 23 per osservare il cielo sopra Trento (attività gratuita).

Info e prenotazioni: 0461/270311; e-mail: museinfo@muse.it / prenotazioni@muse.it.

 

Martedì: alle 15.30 e alle 17.30 va in scena lo spettacolo teatrale “Le cose schifose”; alle 17 e alle 18.30 “Seed, storia di un piccolo seme che vuole mettere radici”.

 

Mercoledì: alle 15.30 e alle 17.30 “La plastica al giro di boa”, un viaggio ricco di esperimenti segue il percorso circolare di un rifiuto di plastica; alle 17 e alle 18.30 “L’orto della biodiversità”, laboratorio alla scoperta delle mille varietà di ortaggi.

 

Giovedì: è la giornata dedicata all’astronomia. Alle 15.30 e alle 17.30 è possibile osservare il Sole con telescopi e tanta curiosità, mentre alle 17 e alle 18.30 si può aiutare un astronauta distratto a ritrovare la rotta di casa. Dalle 22 alle 23 ancora osservazioni con “Le stelle dalla città”: giovedì 11 e 18 giugno tutti con il naso all’insù per conoscere pianeti e costellazioni insieme agli esperti del MUSE (attività gratuita).

 

Venerdì: alle 15.30 e alle 17.30 “Gli ingredienti dello stregone”, una serie di esperimenti per conoscere il mondo dei minerali; alle 17 e alle 18.30 “L’orto della biodiversità”.

 

Sabato: alle 15.30 e alle 17.30 “La gang dell’orto”, spettacolo con una stravagante ortolana e gli amici dell’orto; alle 17 e alle 18.30 “L’orto della biodiversità”.

Domenica: alle 15.30 e alle 17.30 “Chi c’è sulle tue mani”, un po’ di sapone e dell’acqua per scoprire quanto è importante lavarsi le mani; alle 17 e alle 18.30 “Seed, storia di un piccolo seme che vuole mettere radici”.

*
Terrazza delle Stelle

Venerdì: dalle 21 alle 23 serata astronomica con “A tu per tu con le stelle”.
Domenica: dalle 15 alle 18 “Sun day”. I telescopi dell’osservatorio astronomico svelano il volto misterioso del Sole. Attività gratuita.

 

*

Giardino Botanico Alpino

Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17 (fino alle 18 in luglio e agosto): attività interattive, laboratori e visite guidate.
Tra le novità la mostra fotografica “Milimani. Biodiversità in quota tra il Tropico del Cancro e del Capricorno” dedicata agli ambienti intertropicali d’alta montagna.

(Pagina 2 di 6)