I Segretari generali CGIL CISL UIL del Trentino esprimono delusione ed irritazione per la manovra anti Covid 19 presentata dalla Giunta Fugatti in Consiglio Provinciale. Manca un qualsiasi provvedimento integrativo delle misure previste dal “Cura Italia” per quanto attiene il lavoro dipendente ed autonomo e le politiche passive del lavoro in particolare.

Altro che “‘insufficienza della manovra nazionale” stigmatizzata dal presidente di Confcommercio Bort, noto sponsor dell’attuale giunta trentina. Quello che è venuta meno è proprio una concreta reazione della giunta Fugatti, incapace di progettare ed attuare una qualche azione possibile, nel passato sempre messe in campo dal Trentino, forte ed orgoglioso della propria autonomia e capacità elaborativa e propositiva. Oggi tale forza ed intelligenza paiono smarrite, volatilizzate.

Speriamo che Fugatti & c. recuperino nell’annunciato ddl di aprile. Prima che sia troppo tardi.

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Grosselli, Bezzi ed Alotti

Distanti, ma uniti: noi restiamo a casa.

Amici sportivi, stiamo tutti cercando di vivere questa drammatica situazione congrande senso di responsabilitàe dalla condivisione di questo difficile momento, quando tutto sarà superato, avrà inizio la ripresa.

Siamo oggi chiamati a sviluppare ed applicare, nella quotidianità, la resilienza, una qualità che abbiamo sviluppato praticando sport, che ci permette di superare i limiti della fatica, di tenere duro per arrivare al traguardo e raggiungere obiettivi e risultati a volte insperati. Resi forti e motivati dalla pratica sportiva, possiamo mettere la nostra resilienza a disposizione delle persone più deboli e bisognose di sostegno morale e fisico.

Restiamo a casa!
Rispettiamo le regole, quelle regole di cui noi sportivi, più di altri, siamo in grado di capire il senso: da veri sportivi sappiamo che non ci basta solo “stare alle regole”, manifestando il fair – play, ma che è nelle regole e grazie alle regole che si dischiude lo spazio dello sport, entro il quale mettiamo liberamente alla prova le nostre migliori capacità.

Le regole sono veicolo di libertà perché ci mettono nelle condizioni di conseguire ciò che ci sta a cuore. Essere liberi, e questo vale per l’atleta e per il cittadino, non significa sciogliere i legami che ci stringono agli altri, ma riconoscere e rinsaldare i vincoli buoni.

In questo tempo, in cui non possiamo coltivare la nostra passione sportiva e agonistica, lo sport fatto di competizioni e classifiche, (fatta eccezione, per ora, per chi si prepara per le Olimpiadi di Tokyo) vorremmo tutti poter fare attività fisica per restare in salute.

Questa è l’occasione di comprendere il significato più globale del concetto di salute, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Non solo assenza di malattie o infermità, ma stato di totale benessere fisico, mentale e sociale”. Del benessere fisico ci siamo presi e ci prendiamo cura, con consapevolezza.

Possiamo continuare a farlo curando ancora meglio la nostra alimentazione e facendo e proponendo attività fisica a casa, sviluppando la fantasia e seguendo le innumerevoli opportunità offerte anche dal web e gli altri mezzi di comunicazione, coinvolgendo chi vive con noi, soprattutto i bambini ed i ragazzi.

È limitante? Certo, ma indispensabile.

Questa drammatica situazione ci offre l’occasione di prendere in seria considerazione il benessere psicologico e relazionale. Possiamo occuparci del benessere mentale in vari modi: leggendo, studiando, approfondendo la cultura dello sport e non solo, vedendo documentari e film, meditando, riflettendo, ascoltando musica…

In questo tempo stiamo rendendoci conto, come mai prima d’ora, che la nostra salute è legata a quella degli altri e quella degli altri sta determinando la nostra: per questo restiamo a casa ed evitiamo i contatti inutili.

Stiamo comprendendo cosa significa il benessere relazionale, sociale, un obiettivo che possiamo coltivare in molti modi: riscoprendo il valore del dialogo in famiglia, giocando con figli e nipoti, invitando i nonni a rispolverare i ricordi, telefonando ad amici dimenticati…le nuove tecnologie in questo ci aiutano per stare uniti.

Il modo e le attività con cui possiamo operare sono a discrezione di ciascuno, ma sappiamo che gli sportivi hanno la forza morale per fornire un contributo fondamentale a tutti coloro che li circondano.

I nostri comportamenti influiscono sulla vita degli altri: non sprechiamo questi giorni difficili. Restando a casa aiutiamo noi e gli altri.

Intanto non manchiamo di far arrivare il nostro grazie ed il nostro sostegno a chi, in questo delicato momento, opera, a proprio rischio, per offrire a tutti sicurezza ed assistenza sanitaria e sociale.

Ci ritroveremo presto sulle strade, nei parchi, nelle palestre, nelle piscine e nei campi sportivi del nostro meraviglioso Trentino, e non solo, a muoverci, a fare attività fisica e sportiva.

 

Saremo più forti e sarà una gioia enorme stare insieme.

 

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La presidente Paola Mora con la Giunta CONI – Comitato Provinciale di Trento

Vicepresidente vicario Paolo Crepaz
Vicepresidente Gilberto Gozzer
Berta Fontana
Don Daniele Laghi
Lino Melchiorre Orler
Massimo Bernardoni (delegato T.A.A. Comitato Italiano Paralimpico) Massimo Eccel
Norbert Bonvecchio

CORONAVIRUS: CHIUSI UFFICI E PUNTI CASSA

Gli uffici amministrativi dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (anagrafe, prestazioni, assistenza protesica e autorizzazioni) sono operativi, ma nel rispetto delle norme imposte dall’emergenza coronavirus sono contattabili solo via mail o telefono. Tutte le richieste saranno accolte ed evase nel più breve tempo possibile. Le autorizzazioni dei dispositivi per diabete, incontinenza, stomie, medicazioni in scadenza dal 1 marzo al 31 maggio 2020 sono rinnovate d’ufficio fino al 30 giugno 2020.

Come ulteriore misura a protezione del personale e degli assistiti da oggi sono chiusi anche i punti cassa di Apss. Sarà possibile utilizzare le riscuotitrici automatiche oppure aspettare  il documento d’addebito che sarà inviato a casa. Rimangono attive solo le casse dei punti prelievo, dove però saranno accettati solamente bancomat e carte di credito.

 

 

 

 

Covid-19, CTS: “Unica diagnosi valida resta il tampone rino-faringeo”.

“Il CTS ritiene doveroso ribadire che, a oggi, l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’RNA nel tampone rino-faringeo. Inoltre, si conferma che non esiste alcun test basato sull’identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che IgG) diretti verso SARS-CoV-2 validato per la diagnosi rapida di contagio virale o di COVID-19”. Lo rende noto il Comitato Tecnico – Scientifico in una nota stampa.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci e che sono stati portati alla sua attenzione; i risultati relativi a quest’attività screening saranno disponibili nelle prossime settimane. Nel suggerire cautela nell’impiego di test non validati, il CTS è disponibile a fornire opinioni e suggerimenti alle Regioni che lo dovessero richiedere”, conclude la nota.

 

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COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Ai sensi dell’OCDPC Nr. 630 del 3 febbraio 2020

CTS: “Nessun motivo per cambiare la terapia anti-ipertensiva in tempi di Covid-19”.

“Pieno supporto alla posizione assunta dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), in merito al presunto effetto di terapie a base di medicinali anti-ipertensivi appartenenti alla classe degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE inibitori), o degli antagonisti del recettore per l’angiotensina II (sartani), sulla trasmissione e sull’evoluzione in termini di gravità della malattia da SARS-CoV-2 (Covid-19)”. Lo scrive in una nota il Comitato tecnico scientifico.

“Nello specifico – prosegue la nota – si ribadisce che, ad oggi, non esistono in merito evidenze scientifiche derivate da studi clinici o epidemiologici, ma solo ipotesi molecolari verificate con studi in vitro. Pertanto, in base alle conoscenze attuali, il CTS raccomanda di non modificare la terapia in atto con anti-ipertensivi (qualunque sia la classe terapeutica) nei pazienti ipertesi, in quanto esporre pazienti fragili a potenziali nuovi effetti collaterali o a un aumento di rischio di eventi avversi cardiovascolari non appare giustificato”.

“Per le stesse motivazioni, rispetto all’ipotesi di utilizzare farmaci ACE-inibitori e sartani anche in persone sane a fini profilattici, il CTS ritiene opportuno ricordare che questi farmaci vanno utilizzati esclusivamente per il trattamento delle patologie per le quali esiste un’autorizzazione all’immissione in commercio. Il CTS, infine, sottolinea che non vi sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’impiego d’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19. Studi epidemiologici nel merito potranno fornire utili informazioni a meglio definire l’eventuale effetto, semmai esistente, sia d’ibuprofene, sia di altri farmaci anti-infiammatori non-steroidei, sulla severità dei quadri di COVID-19”, conclude la nota stampa.

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COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Ai sensi dell’OCDPC Nr. 630 del 3 febbraio 2020

https://www.worldometers.info/coronavirus/

 

Questa sera, giovedì 19 febbraio, alle ore 20.30 su Retequattro, nel nuovo appuntamento con “Stasera Italia”, Barbara Palombelli intervista, nella prima parte, l’imprenditore Marco Tronchetti Provera che affronterà l’emergenza Coronavirus dal punto di vista economico anche dopo il decreto “Cura Italia” e il virologo dell’Università degli studi di Milano Fabrizio Pegliasco.

Nella seconda parte, con il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova si discute di quali sarebbero i rischi di un eventuale blocco della filiera dell’agroalimentare in questo momento.

Tra gli altri ospiti: la capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini e il direttore de “Il Tempo” Franco Bechis.

“L’Ospedale da campo dell’Associazione Nazionale Alpini sarà attivato in tempi brevissimi, d’intesa con la Regione Lombardia, non appena sarà assicurata la disponibilità del personale sanitario”. Lo ha dichiarato il presidente nazionale dell’Ana, ing. Sebastiano Favero: “Abbiamo aderito subito alla richiesta della
Regione di intervento della nostra Colonna Mobile, per cercare di alleviare la difficilissima situazione della provincia di Bergamo – sottolinea Favero – facendo presente però che il nostro personale sanitario, che è su base volontaria e che normalmente lavora negli altri ospedali, era già pressoché tutto impegnato nelle strutture in cui opera quotidianamente. Una volta ricevuta la formale assicurazione che medici ed infermieri sarebbero stati assegnati al costituendo ospedale direttamente dalla Regione, abbiamo attivato il nostro dispositivo, che logisticamente si trova già nella base di Orio al Serio, vicinissimo alle strutture della Fiera di Bergamo”.

“Comprendiamo perfettamente – continua Favero – le difficoltà del momento e siamo stati perciò confortati dall’apprendere dal Presidente lombardo Fontana che il personale sanitario sarà reperito con la collaborazione di altre Regioni. Pertanto – conclude il presidente delle penne nere – assicuriamo la nostra prontezza logistica nell’attivare quello che è il più grande ospedale da campo civile d’Europa, come è nelle dimostrate tradizioni di solidarietà, disponibilità ed efficienza degli alpini in congedo”.

Il presidente dell’Associazione Grossisti e PMI Mauro Bonvicin: «Il limite dei 2 milioni di euro di fatturato lascia fuori molte imprese del nostro settore che stanno subendo danni pesantissimi»Anche i grossisti stanno accusando un contraccolpo molto pesante in seguito alle misure per contrastare l’epidemia di coronavirus. Il settore rifornisce negozi, ristoranti, pubblici esercizi, alberghi e con la loro chiusura molte aziende trentine stanno segnando cali del fatturato anche fino all’80%.

Per sua natura, poi, l’azienda grossista ha volumi di affari elevati che però sono contraddistinti da margini molto ridotti: per questo la decisione del governo di non concedere alle aziende sopra i 2 milioni di euro di fatturato la possibilità di sospendere alcuni pagamenti come Irpef, Iva, contributi previdenziali e assistenziali, risulta profondamente ingiusta perché esclude moltissime realtà che stanno tuttavia attraversando un momento veramente critico.

«Ci appelliamo al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti – spiega il presidente Mauro Bonvicin – affinché in sede locale possa in qualche modo correggere questa profonda ingiustizia contenuta nel decreto “Cura Italia”. In questi giorni riceviamo tantissime segnalazioni da parte degli associati perché sono state escluse dalla possibilità di differire i pagamenti, mentre subiscono comunque cali consistenti del fatturato, fino all’80% e anche oltre».

«Le aziende grossiste – ricorda Bonvicin – rappresentano una parte importante del tessuto economico trentino, sia per la loro consistenza che per il loro ruolo di supporto a numerosissime altre realtà economiche. Chiediamo che tale importanza venga riconosciuta alla luce dei pesantissimi danni che il comparto sta subendo in questi giorni».

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