In arrivo un provvedimento specifico sui cantiere edili. Coronavirus: i casi salgono a 179, 4 i guariti, 2 le persone decedute.

64 nuovi casi, che portano il totale a 179 persone risultate positive al Coronavirus in Trentino. Di queste, 4 sono guarite clinicamente, mentre 2 sono, purtroppo, le persone decedute. Alla signora di Borgo Valsugana, di 81 anni di cui si è avuta notizia ieri si è aggiunto il parroco di Campitello di Fassa, che aveva 86 anni. Fra le persone contagiate 109 sono curate a casa, 45 ricoverate nei reparti di malattie infettive, 13 nei reparti ad alta intensità e 6 in terapia intensiva. Questi i dati presentati oggi dall’assessore Stefania Segnana e dal presidente Maurizio Fugatti, insieme al task force di dirigenti provinciali che sta affrontando l’emergenza. Alle 14.00 erano 171 i contagiati, ma il dato si è consolidato nel corso della conferenza stampa, arrivando, appunto a 179.

“Ringrazio quanti stanno permettendo al Trentino di continuare a vivere, rispettando le regole, come coloro che lavorano nella sanità, compresi i volontari ed i medici che hanno deciso di rientrare dalla pensione, ma anche quanti operano nel commercio alimentare. L’aumento del numero di contagiati – ha detto Fugatti – era previsto e purtroppo temiamo che possa crescere ulteriormente nei prossimi giorni. L’auspicio è che le misure messe in campo attualmente possano dare i propri frutti entro una decina di giorni. Teniamo alta la vigilanza – ha detto il presidente – non sottovalutiamo l’emergenza. Mi rivolgo in particolare ai giovani che nel fine settimana vorrebbero uscire ed incontrarsi. Purtroppo non è possibile farlo e mi appello alla loro coscienza civica, ricordando l’esempio dei loro nonni che in molti casi hanno combattuto in guerra. Il vostro fronte – ha detto Fugatti – è stare a casa. La stessa cosa vale, naturalmente, anche per le persone anziane”.

Fugatti ha inoltre riferito che nel corso della teleconferenza con il Governo, avvenuta nel pomeriggio, a cui hanno partecipato i presidenti delle regioni, è stato affrontato il tema dei cantieri dell’edilizia, dove esistono concreti rischi di contagio. “Il Governo – ha detto – predisporrà a breve delle linee guida. Da parte nostra ci accingiamo comunque ad adottare un provvedimento specifico in materia”.

Il governatore si è anche appellato al senso civico e quindi al conseguente rispetto delle regole delle persone non trentine presenti sul territorio, come segnalato da molti sindaci. Infine il presidente ha tenuto a precisare che, contrariamente ad alcune fake news circolate nelle ultime ore, nessun membro della Giunta ha contratto il virus.

“Siamo in una fase di forte riorganizzazione dell’offerta ospedaliera – ha spiegato il direttore dell’Azienda sanitaria, Paolo Bordon. Garantiamo, ovviamente, le emergenze, ma tutto il resto viene sospeso, perché dobbiamo potenziare la terapia intensiva per quanti si ammalano di coronavirus. Sono 9, di cui 8 anestesisti – ha detto Bordon – i medici che sono rientrati dalla pensione per darà una mano.

L’assessore al commercio e turismo, Roberto Failoni ha voluto ringraziare quanti operano nel commercio alimentare ricordando l’importanza di fare la spesa sotto casa, comunque nel negozio più vicino al proprio domicilio. Ha, inoltre, evidenziato il problema dei lavoratori stranieri, per lo più rumeni, circa un migliaio, impegnati nel settore turistico e bloccati ancora in Trentino. “Stiamo lavorando – ha detto – per permettergli di tornare nei loro paesi di residenza”.

ENAC: modalità e decorrenza dello stop temporaneo degli aeroporti individuati dal decreto del Ministro Infrastrutture e Trasporti
In applicazione del decreto ministeriale numero 112 del 12 marzo 2020 con il quale, a seguito dell’emergenza Covid-19 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha limitato l’operatività del sistema aeroportuale italiano, l’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha disposto quanto segue.

Devono garantire l’operatività aeroportuale senza limitazioni le società di gestione degli aeroporti inclusi nell’art. 2 comma 1 del decreto: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera Tessera e Roma Ciampino per i soli voli di stato, trasporti organi, canadair e servizi emergenziali.

Le società di gestione degli aeroporti non inclusi nell’art. 2 comma 1 del decreto, Milano Linate, Bergamo Orio al Serio, Verona, Firenze, Roma Ciampino, Reggio Calabria, Brindisi, Trieste e Treviso limiteranno la propria operatività a partire da domani, 14 marzo 2020, ad eccezione di Milano Linate che inizierà lo stop temporaneo da lunedì 16 marzo.

In tutti gli aeroporti verranno comunque garantite alcune attività tra cui le esigenze operative di voli cargo e posta, nonché di voli di Stato, di Enti di Stato, di emergenza sanitaria o di emergenza di altro tipo.

Anche gli aeroporti di sola aviazione privata dovranno limitare la propria attività in analogia a quanto previsto per gli aeroporti non inclusi 2 comma 1 del decreto, a partire da domani, 14 marzo 2020.

 

Oggi, durante la conferenza stampa organizzata dalla Provincia autonoma di Trento che declinava le morti, i contagi, gli ammalati, i nostri pazienti messi in terapia intensiva, l’assessore Segnana ha trovato il tempo per dichiarare che è stato firmato un accordo della Medicina generale, che tale non è.

Siamo sconcertati dell’accaduto e francamente, con tale decisione, le relazioni sindacali in cui l’esercizio delle nostre prerogative è disciplinato dalla Costituzione italiana, dalle leggi e dagli accordi di lavoro, vengono per la terza volta di seguito scavalcati da una Giunta provinciale che non ammette contrattazione, né norme chiare e corrette e ci parla per ultimatum.

Scelgono un momento che più tragico non si poteva scegliere per il nostro Trentino, per deliberare e dichiarare in una conferenza stampa -che necessitava di ben altre dichiarazioni- ciò che hanno combinato con due sindacati su quattro della medicina generale, una piccola minoranza di tutti noi: una integrazione dell’accordo provinciale della Medicina generale palesemente fuori dalle nostre norme.

Non ci resta che predisporre il ricorso nei confronti di Provincia Autonoma di Trento ed Apss ed attendere, per l’ennesima volta, sereni e consapevoli di avere sempre trattato nel giusto,c he siano i giudici a pronunciarsi anche su questa tristissima vicenda.

A tutti i miei medici, che mi sono vicini in questo momento in cui si sentono traditi da una forza troppo grande anche per me, dico solo questo: ”Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo ed andiamo direttamente a domani, tutti accetteremo di farlo…

Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà (Aldo Moro).

 

*

Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino-Intesa sindacale

Progetto rivolto all’utenza fragile, anziani e malati possono rivolgersi al numero 0461 495244. #Resta a casa, passo io.

Una rete coordinata dalla Provincia che valorizza tutte le espressioni territoriali dedicate a sostenere l’utenza fragile. E’ questo l’obiettivo del progetto “#Resta a casa, passo io”, messo in campo dal Dipartimento Salute e Politiche Sociali in collaborazione con la Protezione civile e rivolto alle persone fragili, anziane e malate, senza rete familiare e costrette in casa dall’emergenza Coronavirus. Da oggi tutte queste persone potranno far riferimento al numero di telefono 0461 495244, gratuito, presso la Centrale Unica di Emergenza di via Pedrotti a Trento per necessità quali la spesa, i farmaci, l’ascolto. Le richieste saranno raccolte da personale qualificato e debitamente formato del Dipartimento Salute che risponderanno sette giorni su sette dalle 8 alle 20.

Sul territorio poi entreranno in azione reti territoriali attivate dai servizi sociali delle Comunità di Valle e direttamente dal punto provinciale, grazie al coinvolgimento di gruppi locali e associazioni di protezione civile quali i NUVOLA e Psicologi per i Popoli.

Il progetto “#Resta a casa, passo io” è rivolto alle persone impossibilitate ad uscire dal proprio domicilio che sono prive di una rete familiare, con oltre 75 anni, malattie croniche o con le difese immunitarie debilitate. Un’utenza fragile, messa particolarmente alla prova dalle misure di distanziamento sociale imposte dalla diffusione del Covid 19 alle quali viene offerto sollievo, vicinanza e supporto tramite l’attivazione di una rete di soggetti. Nel dettaglio, attraverso l’attivazione del numero telefonico 0461/495244, viene data una risposta sia alle necessità primarie, quali il reperimento di generi alimentari e di farmaci, sia alle necessità di tipo emotivo-psicologico, offrendo un supporto socio–relazionale a distanza.

 

*

Fra gli obiettivi del progetto:

concertare una regia provinciale che faccia da raccordo e da valorizzazione rispetto a tutte le iniziative che, in maniera volontaristica o per mandato degli Enti territoriali, si stanno realizzando o stanno per essere avviate a fronte dell’emergenza sanitaria in atto;
assicurare la massima copertura ai bisogni primari di soggetti vulnerabili;
monitorare la condizione dei soggetti più vulnerabili in stretta sinergia con il numero verde provinciale per l’emergenza COVID 19;
facilitare l’individuazione di condizioni di particolare necessità garantendo l’invio ai servizi specialistici.
garantire supporto relazionale e vicinanza alle persone impossibilitate ad uscire, attraverso forme di monitoraggio a distanza.

https://www.worldometers.info/coronavirus/

 

 

 

 

Emergenza covid-19, Apss cerca medici e personale sanitario. Un invito a presentare la propria candidatura per integrare il personale in servizio.

Apss cerca medici e personale sanitario per far fronte alle crescenti richieste di assistenza che si verranno a creare nel corso dell’emergenza coronavirus. Le figure professionali ricercate sono soprattutto anestesisti e internisti anche specializzandi, infermieri, assistenti sanitari, tecnici sanitari. La ricerca è aperta anche ai pensionati.

È prevista la stipulazione di un contratto in libera professione o CoCoCo di durata non superiore a sei mesi, prorogabili se perdura lo stato di emergenza. Sul sito Apss e all’indirizzo https://servizi.apss.tn.it/candidatura/ è disponibile il form da compilare per presentare la propria candidatura.

L’Arcivescovo Lauro, nella cattedrale a porte chiuse, attualizza la Passione di Gesù e prega intensamente per ammalati, familiari, operatori sanitari. “In questo momento l’intera nostra comunità sta vivendo un momento di paura, angoscia e preoccupazione. Mai avremmo immaginato che, per voler bene agli altri, avremmo dovuto tenerci a distanza. Stare vicini è diventato pericoloso a causa di un nemico invisibile. La tua Parola ci aiuti ad avanzare in quest’ora di buio”.

 

 

La Chiesa trentina nei giorni dell’emergenza (13 marzo 2020)

“La tua Parola ci aiuti ad avanzare in quest’ora di buio”
L’arcivescovo Lauro, nella cattedrale a porte chiuse, attualizza la Passione di Gesù e prega intensamente per ammalati, familiari, operatori sanitari.

“È come se fosse un Venerdì Santo di Passione, perché in questo momento l’intera nostra comunità sta vivendo un momento di paura, angoscia e preoccupazione. Mai avremmo immaginato che, per voler bene agli altri, avremmo dovuto tenerci a distanza. Stare vicini è diventato pericoloso a causa di un nemico invisibile. Vogliamo lasciare che la Parola ci illumini e divenga la lampada che ci aiuta ad avanzare in quest’ora di buio. Preghiamo intensamente per gli ammalati e tutti gli operatori sanitari, le donne e gli uomini della protezione civile e per chiunque ha responsabilità, perché il Signore sostenga il loro sforzo a nostro favore, per il bene di tutti”.

Le parole dell’arcivescovo Lauro risuonano, nel rimbombo della cattedrale vuota (ma in diretta streaming), all’inizio della meditazione sulla Passione di Gesù, nel pomeriggio di questo secondo venerdì di Quaresima. Una Passione in sei “stazioni”, secondo il racconto evangelico di Matteo, alternato alla preghiera e alle riflessioni di don Lauro, strettamente legate ai giorni dell’emergenza Coronavirus.

Prima della benedizione finale, l’Arcivescovo ha rivolto ancora un pensiero accorato a tutti gli ammalati (“Ogni mattina offro l’Eucarestia per voi”), invitando la comunità diocesana a “pregare intensamente per chi in queste ore sta lottando con la malattia”. Si è anche rivolto ai familiari: “Voglio essere vicino con la mia preghiera a voi che vivete l’ansia e conoscete anche la sofferenza dell’impossibilità di avvicinare fisicamente i vostri cari”.

“Cari operatori sanitari – ha concluso – grazie per quello che state facendo. Voi siete il segno della vita di Gesù che vince la morte. Per voi prego chiedendo al Padre il dono della forza, in quest’ora drammatica dove voi state lottando in modo impressionante per tutti noi”.
Ecco di seguito alcuni passaggi della meditazione di oggi pomeriggio in cattedrale:

“Signore, anche noi come i discepoli siamo confusi. Quanto sta accadendo ci ha presi in contropiede. Mai avremmo immaginato che, per voler bene agli altri, avremmo dovuto tenerci a distanza. Stare vicini è diventato pericoloso a causa di un nemico invisibile. Le nostre agende sono tutte saltate, la paura accompagna le nostre giornate. Con l’apostolo Pietro, anch’io grido a te, a nome di tutte le nostre comunità: “Signore salvaci, non t’importa che moriamo?”. Fa’ che ci ricordiamo – e questo sia per noi motivo di conforto – che tu hai consegnato te stesso per noi “una volta per sempre”. Tu sei con noi, tu cammini con noi, tu sostieni lo sforzo immane di tanti operatori sanitari e volontari.”

“Signore, anche le nostre certezze vacillano. La sicurezza del nostro argomentare, che solo pochi giorni fa andava a intasare i media, ora è sparita. Ci domina l’ansia. Facci il dono delle tue lacrime che, a differenza delle nostre, non sono attraversate dalla disperazione, ma hanno il potere di farci tornare a casa, per sentire l’abbraccio pieno di tenerezza del Padre.”
“Ti affidiamo, Signore, tutti coloro che, in questo momento, hanno l’immane responsabilità di decidere: aiutali a immaginare strategie di incontro e non di contrapposizione, ad utilizzare parole aggreganti e non divisive. Fa’ che l’unico protagonismo sia quello di migliaia di donne e uomini del mondo della sanità e della Protezione civile che, dimentichi di sé, si spendono senza risparmio.”

“I sacerdoti” del sistema finanziario affannosamente si preoccupano di mettere al sicuro le loro fortune e non si accorgono degli scricchiolii che presagiscono la caduta dei loro santuari. Donaci sapienza, pur in mezzo all’angoscia e alla paura, perché con stupore scopriamo l’inestimabile valore di ognuno di noi, ricordaci che non ci basta il pane per vivere. L’apprensione per la salute dei nostri ammalati, trasformala in guarigione e vita.”

“Ricordaci che da questo incubo possiamo uscire soltanto insieme, che è illusorio pensare di riuscire a cavarsela da soli. È buio, Signore! La sensazione di non farcela sembra prendere il sopravvento. Ci conforta il tuo grido: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?”. Anche tu hai provato questa notte, al tuo grido consegniamo anche il nostro”.
“È ancora presto per scorgere l’alba della risurrezione. I nostri occhi, come quelli delle donne, sono fermi al sepolcro. Non riescono ad andare oltre. Aiutaci, come il centurione, a contemplare il tuo morire. Fa’ che riconosciamo in esso l’Amore gratuito di Dio e al più presto possiamo entrare nel sepolcro vuoto, per credere che la morte è vinta”.

 

*

foto (Zotta)

Considerata l’attuale emergenza per la polmonite da coronavirus Covid-19, si comunica che, a partire da lunedì 16 marzo 2020 e sino a nuova comunicazione, l’attività degli Uffici Passaporti della Questura di Trento, dei Commissariati di P.S. di Rovereto e Riva del Garda, nonché degli Sportelli Periferici di Primiero San Martino di Castrozza, Pinzolo, Moena e Malè sarà limitata ai soli ed esclusivi casi di comprovate esigenze di lavoro, motivi di salute e ad altre situazioni di necessità che l’interessato dovrà documentare adeguatamente.

Tutti gli appuntamenti già prenotati sull’agenda online sono da considerarsi annullati.

Per le sole urgenze adeguatamente e debitamente comprovate come sopra specificato sarà possibile richiedere un appuntamento all’indirizzo di posta elettronica certificata uffpassaporti.quest.tn@pecps.poliziadistato.it , fornendo anche un numero di telefono cellulare – se possibile – e sarà cura dell’Ufficio dare tempestivo riscontro.

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo l’annuncio delle misure per affrontare l’emergenza COVID-19 da parte della Commissione europea.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale non c’è mai stata una crisi così drammatica e finalmente oggi l’Unione Europea si muove. Non avevamo dubbi.

La situazione è talmente seria che nessun Governo europeo poteva pensare di farcela da solo.

Il pacchetto di misure messo a punto dalla Commissione europea per combattere il COVID-19 va nella giusta direzione.

Tutti i Paesi europei saranno aiutati nel campo sanitario. Questo significa forniture di materiali, sostegno alle strutture ospedaliere e finanziamento della ricerca per sviluppare il primo possibile il vaccino. La prima sfida è salvare le vite umane.

L’altro impegno è salvare il lavoro, le imprese e l’economia. Per fare questo basta rigore. I Paesi sono autorizzati a spendere tutto ciò che è necessario per garantire supporto ai lavoratori dipendenti e autonomi, alle imprese e alle banche.

Oltre agli impegni degli Stati sono già pronti almeno 37 miliardi di liquidità dalle casse dell’Unione.

È importante sottolineare che i Governi potranno usare tutta la flessibilità possibile prevista dal Patto di stabilità e crescita e che saranno consentiti aiuti di stato per i settori e le imprese colpite dalla crisi.

Adesso Consiglio e Parlamento dovranno approvare queste prime proposte.
Posso assicurarvi che il Parlamento lo farà il prima possibile.

Per salvare i nostri Paesi dobbiamo far funzionare l’Europa. E dovremo fare ancora di più.

Da oggi la parola d’ordine in Europa è solidarietà. Nessuno resterà da solo e nessuno agirà da solo.

A seguito delle numerose segnalazioni, ci preme evidenziare una situazione alla quale nessuno ha prestato la necessaria attenzione.

Nella guerra contro il Coronavirus tutti i giorni qualcuno sta combattendo in prima linea, contro un nemico che non si vede, eppure uccide.

Ci riferiamo al personale medico e sanitario, cui dobbiamo tutti noi la nostra gratitudine.

Ma non solo: occorre anche che qualcuno pensi a queste persone che la sera devono tornare nelle loro case, tra i loro familiari, correndo il rischio di infettarli!?

È qui che la politica deve dimostrare la sua attenzione alle problematiche concrete del cittadino. Invece, con stupore, notiamo che la Giunta Provinciale non sta prendendo nessuna iniziativa, dall’altra l’assenza di qualsiasi proposta da parte della sinistra tanto pronta a rivendicare diritti spesso inesistenti, quanto incapace di riconoscere le esigenze reali.

Si sono trovati alberghi e hotel per ospitare persone provenienti da altri paesi, per far fronte alle ondate migratorie? Si trovino subito analoghe strutture alberghiere, a spese della collettività, per il personale medico e sanitario che oggi è in prima linea in Trentino per salvare le nostre vite.

Siamo sicuri della pronta attivazione della Presidenza, della Giunta, ma anche dell’intero Consiglio Provinciale, visti i presupposti e l’evidente rischio poco considerato.

 

*

Silvia Zanetti

Si Puo’ Fare Trentino

Movimento Politico dei Liberi Trentini

(Pagina 1 di 5)