Cassa depositi e prestiti: in arrivo due protocolli con la Provincia per sostenere importanti investimenti sul territorio.

Nella giornata odierna, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Riccardo Fraccaro, il presidente della Provincia autonoma di Trento, insieme al direttore generale, Paolo Nicoletti, ha incontrato a Roma Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.

Al centro dell’incontro la firma di due protocolli d’intesa con la Provincia, che saranno sottoscritti lunedì a Rovereto, dove Cassa Depositi e Prestiti aprirà uno sportello presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio. La rinnovata collaborazione è finalizzata all’identificazione, all’analisi e all’implementazione di azioni di potenziamento del sistema infrastrutturale, di sviluppo sostenibile e di rilancio economico del Trentino. “Grazie a questi protocolli – commenta il presidente della Provincia – sarà possibile mettere in campo nuovi importanti strumenti finanziari che potranno sostenere operazioni strategiche per lo sviluppo delle infrastrutture sul territorio, per gli investimenti sulla mobilità o per valorizzare il patrimonio immobiliare tanto pubblico che privato, con riferimento in quest’ultimo caso alle Olimpiadi invernali 2026”.

Lo scorso 30 gennaio 2020 era stato approvato il Protocollo tra Provincia, CDP e CdT per promuovere nuovi strumenti finanziari a favore delle piccole e medie imprese.
Il nuovo accordo sancisce una collaborazione programmata che punta a valutare gli impatti economico finanziari, nonché la ripartizione dei rischi e la finanziabilità di investimenti di rilievo per il territorio.

Si parla ad esempio di infrastrutture, con ipotesi di coinvolgimento di capitali privati, nei settori dell’edilizia scolastica, di quella sanitaria e dei trasporti. Ma altri campi riguardano l’immobiliare, a partire dalla valorizzazione del patrimonio della Provincia, o a quella delle strutture ricettive trentine in vista delle Olimpiadi del 2026.

Una delegazione delle Segreterie Provinciali delle OO.SS. della Polizia di Stato: SAP (Ferdinando ZITO), SIULP (Luca FERRARI), SILP-CGIL (Sergio SONTACCHI), FSP (Stefano FIORENTINI), SIAP (Elvio PEDERZOLLI) e del personale civile del Ministero dell’Interno CISL FP (Giuseppe PALLANCH), FP CGIL (Alberto BELLINI), FLP (Giuseppe VETRONE), ha incontrato nella giornata di ieri il Commissario del Governo di Trento dr. Sandro Lombardi, per esprimere viva preoccupazione per il prospettato trasferimento degli Uffici del Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, dall’attuale sede di Via Vannetti n. 15 alla sede della Filiale Poste Italiane di Via G.B. Trener n. 7 a Trento Nord.

Uno progetto di spostamento maturato negli ultimi due anni e tenuto incredibilmente all’oscuro a tutte le rappresentanze sindacali fino allo scorso mese di dicembre con l’arrivo del nuovo dirigente Compartimentale.

Una soluzione che nei fatti si è dimostrata intrisa di criticità ed inadeguata per superficie (meno della metà dell’attuale) e soluzioni di arredo open space inidonee per un servizio di Polizia, foriera di produrre inevitabili riflessi negativi sulla fruibilità degli stessi uffici di polizia aperti al pubblico, costringendo la comunità cittadina a maggiori disagi e spostamenti per denunciare tutta una serie di reati propri dell’attività della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, quali pedofilia, truffe informatiche, cyberbullismo, cyberstalking ecc.

Aspetti di rapporto con i cittadini, che anche il Ministero ha inteso valorizzare con la previsione di nuove assunzioni e un progetto di riorganizzazione e potenziamento di tutte le articolazioni centrali e periferiche della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni tra le quali anche la sede di Trento.

Abbiamo manifestato quindi la nostra motivata netta contrarietà al trasferimento.

Il Commissario del Governo dr. Sandro LOMBARDI facendo proprie le preoccupazioni espresse all’unanimità dalle rappresentanze sindacali del personale, ha assicurato un suo intervento presso i competenti Uffici Ministeriali.

 

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SAP – SIULP – SILP-CGIL – FSP – SIAP – CISL FP – FP CGIL – FLP

In Progetto Manifattura sbarca ENDU, un hub digitale per eventi sportivi e business. La startup Engagigo investe anche in Trentino sulla sua piattaforma digitale che connette atleti, organizzatori di eventi, aziende, associazioni sportive e appassionati

La fatica e il sudore sono una delle facce più amate della pratica sportiva. Il successo degli sport faticosi e di resistenza crea business. Ci ha creduto da subito Engagigo, scegliendo di insediarsi a Rovereto, in Progetto Manifattura, l’incubatore di Trentino Sviluppo dedicato alla green e sport economy, come avamposto per accrescere progetti e servizi che valorizzano territori, eventi, prodotti, attrezzature, tecnologie, opportunità per appassionati e imprenditori legati al mondo dell’endurance, ovvero delle discipline della corsa, del ciclismo, del triathlon, dello sci nordico e dello scialpinismo. È stato firmato in questi giorni, con Trentino Sviluppo, il contratto di insediamento.

L’ultima arrivata in Progetto Manifattura è una startup innovativa del settore del digital sport-tech. Il progetto ENDU di Engagigo Srl avrà a disposizione un ufficio nell’Edificio dell’Orologio, con l’obiettivo di creare, in 6-12 mesi, un team tecnico di gestione eventi con 3-4 nuovi collaboratori.

Trentino Sviluppo rafforza così l’ambito dello sport-tech nel polo roveretano della green & sport economy: «Progetto Manifattura – ricorda Nicola Polito, direttore operativo di Trentino Sviluppo – ospita già il corso di laurea magistrale inter-ateneo in Scienze dello sport e della prestazione fisica, promosso dalle Università di Trento e di Verona, e si sta preparando ad accogliere il CeRiSM, Centro di Ricerca Sport Montagna e Salute. L’insediamento di realtà imprenditoriali che operano in questo settore va ad integrare l’ecosistema esistente, posizionando il polo di Rovereto come location interessante anche per altre aziende che operano nell’ambito delle tecnologie applicate allo sport e alla prestazione fisica».
Engagigo è nata a Parma nel 2016. Nel 2017 ha ricevuto il finanziamento di un milione di euro da parte di dieci investitori ed è in fase di completamento il secondo round con gli attuali soci e l’ingresso di nuovi investitori. Ora una sede «testa di ponte» per uno sviluppo di progetti digitali legati allo sport anche in Trentino. Progetti che la startup punta a strutturare insediandosi nel polo roveretano della green economy e dello sport-tech.

Matteo Gelati è il direttore operativo di Engagigo, termine che in esperanto significa “Engagement”. «Ci occupiamo – spiega Gelati – di servizi e marketing per eventi sportivi di endurance, cioè gare di resistenza, che richiedono sforzi prolungati, come il running, il ciclismo, il triathlon, lo sci di fondo, lo scialpinismo. Abbiamo scelto Progetto Manifattura perché il Trentino è una palestra a cielo aperto di sport outdoor e per favorire il collegamento dei nostri prodotti e servizi con l’economia trentina, stimolando occasioni di incontro, collaborazioni, sinergie, contaminazione imprenditoriale. Possiamo creare un vero e proprio hub dello sport-tech, proponendo soprattutto formazione alle aziende trentine per la comunicazione, promozione di prodotti, eventi e destinazioni turistiche nel campo degli sport endurance».

Engagigo sviluppa e gestisce la piattaforma «ENDU», punto di riferimento nel mondo degli sport di Endurance, per organizzatori, società e partecipanti di eventi sportivi, grazie a servizi di iscrizioni, fotografici, di merchandising per gli eventi, di marketing e comunicazione, in grado di connettere atleti, aziende del settore, associazioni sportive, località turistiche e sponsor. Insomma, un innovativo social media e market place digitale nel settore dello sport, dell’outdoor, del fitness.
«Su ENDU – spiega Matteo Gelati – ci sono già 1.700 eventi sportivi e 580.000 utenti profilati e registrati. Puntiamo a ingaggiare sempre più utenti e appassionati, aumentando di 5-6 volte questa platea. Siamo già partner, per l’analisi di comportamenti e consumo, di importanti aziende. Con Vodafone abbiamo elaborato un sistema di geolocalizzazione degli atleti che prescinde dal più ingombrante telefono cellulare».

Nel 2019 Engagigo ha raggiunto un fatturato di 1,6 milioni di euro (preclosing), con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. «In Italia – ricorda Gelati – la pratica del running è in continua e forte espansione. A livello europeo cresce molto anche il ciclismo con percentuali fino all’8% annuo, a fronte di altri sport che hanno una forbice compresa tra il -1% e il +1%. E va forte anche il triathlon, anche se, trattandosi di una nicchia, in termini assoluti i praticanti sono più limitati. Il 2020 si apre con ottimi segnali dal mercato e valori di crescita in termini di engagement da parte degli utenti. Queste premesse danno adito a fondate aspettative di una continua crescita nei prossimi anni, seguendo i trend dei mercati di riferimento».

Spiace leggere sui quotidiani locali che Apss e Pat non hanno dato indicazioni precise ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta operanti in Trentino su come comportarsi in questo periodo nel caso di assistenza ad una persona proveniente dalla Cina. Nei giorni scorsi sono state definite le misure preventive per garantire una risposta immediata ai cittadini e al tempo stesso tutelare i professionisti.

Già nel pomeriggio di venerdì 31 gennaio è stata inviata, via pec, ai medici di continuità assistenziale, agli specialisti convenzionati e a tutti i 412 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta la nota informativa contenente le indicazioni, decise a livello provinciale, volte a garantire ai professionisti un’adeguata conoscenza dello schema organizzativo e dei percorsi operativi per fronteggiare questa prima fase dell’emergenza.

Sempre venerdì 31 gennaio sono stati forniti i kit con i dispositivi di protezione individuale a tutte le sedi di continuità assistenziale e, lunedì scorso, alle sedi delle Cure primarie, strutture individuate come riferimento per la conservazione e la consegna ai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta del kit nel caso necessitassero di dispositivi di protezione individuale per visitare un proprio assistito a domicilio.

Nella circolare sono state fornite indicazioni relative al trattamento delle persone che rientrano da un viaggio nelle zone a rischio e istruzioni di dettaglio per la gestione dei eventuali casi sospetti, probabili o confermati. I dispositivi di protezione individuale (dpi) contenuti nel kit sono: mascherina per gli operatori, mascherina per il paziente, guanti, camici e soluzione idroalcolica.

La nota contiene inoltre la descrizione della rete organizzativa che prevede, che in ogni ambito territoriale, vi sia la presenza di un medico del Servizio cure primarie, del quale è stato anche fornito il numero di telefono e che rappresenta il riferimento per i medici e pediatri di famiglia al quale possono rivolgersi 24 ore su 24 per informazioni, supporto e per facilitare i collegamenti con tutta la macchina organizzativa.

Questa sera Striscia la notizia si occupa della prima serata del 70° Festival di Sanremo e, in particolare, della camminata in diretta di Amadeus ed Emma dal teatro Ariston al “Nutella stage” di piazza Colombo. Passeggiata che è sembrata un pretesto per far vedere i cartelloni con la scritta “Nutella” ai lati della passerella, come ha dichiarato l’on. Paolo Tiramani, membro della Commissione Vigilanza Rai: «Tim è lo sponsor principale, ma sembrava più un Nutella party. Abbiamo visto striscioni di Nutella ovunque: una sovraesposizione pubblicitaria. Bisognerebbe chiederne conto e capire se tutto ciò è corretto». Il Tg satirico di Antonio Ricci continuerà a indagare per capire come e da chi vengono gestiti gli spazi pubblicitari esterni a Sanremo. Anche perché, già l’anno scorso, il tentativo di inserire il marchio Nutella all’interno del Festival aveva creato qualche problema tra la multinazionale dolciaria, la Rai e Claudio Baglioni, come documentato nel servizio che Striscia manda in onda questa sera.

Domani, giovedì 6 febbraio, in prima serata, nuovo appuntamento con “Dritto e rovescio”, il programma di approfondimento e inchiesta condotto da Paolo Del Debbio.

Al centro della puntata, gli ultimi sviluppi sull’epidemia Coronavirus, il “virus cinese” che sta creando allarme e psicosi in tutto il mondo e che la scorsa settimana ha fatto registrare anche due casi di contagio in Italia, una coppia di turisti cinesi attualmente ricoverata in terapia intensiva all’Istituto Spallanzani di Roma e 56 italiani sono in quarantena a Cecchignola rientrati pochi giorni fa da Wuhan.

Con il direttore del reparto Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza si fa chiarezza sui pericoli dell’epidemia e sugli eventuali rischi sanitari per i cittadini mentre con gli ospiti in studio si discute della crescente sinofobia e dei danni che la paura per il virus potrebbe creare all’economia nazionale.

Durante la serata, un approfondimento sull’immigrazione e le vicende legate ai casi Gregoretti e Open Arms che vedono la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini: una votazione si terrà il 12 febbraio, l’altra il 27.

Spazio al tema dei guadagni “facili” degli influencer. Alla discussione partecipano Mario Giordano, Jacopo Fo, Daniela Martani e gli influencer Francesco Chiofalo e Ludovica Pagani.

Tra gli altri ospiti della puntata: Maurizio Gasparri, Riccardo Molinari, Maurizio Belpietro e i giornalisti Mario Adinolfi, Giuseppe Cruciani e Karima Moual.

L’inaugurazione dell’Anno Giudiziario ha nuovamente sollevato le molteplici criticità degli Uffici regionali e della Delega della giustizia in capo alla Regione Trentino A/A.

Più volte le organizzazioni sindacali confederali hanno sollevato la questione, sia per l’ingente lavoro che i dipendenti della Regione hanno avuto con le nuove competenze, sia per il fragile equilibrio, in alcuni casi ereditato dalla gestione ministeriale, interna agli Uffici giudiziari.

Durante gli interventi di sabato 1 febbraio, cerimonia alla quale la UIL del Trentino NON è stata invitata, hanno fatto clamore gli interventi di ANM e del sindacato FLP che hanno denunciato prepotentemente le situazioni di disagio degli uffici. Ma dov’erano quando CGIL, CISL e UIL hanno proclamato lo sciopero lo scorso giugno? Ma dov’erano quando le organizzazioni sindacali denunciavano anche a mezzo stampa i problemi degli Uffici? E dov’erano quando abbiamo chiesto assunzioni e riqualificazioni per tutto il personale?

Da 3 anni le organizzazioni sindacali confederali sono impegnate a tutelare i dipendenti regionali, della sede e degli uffici giudiziari, senza l’aiuto “eclatante” di ANM e tentando di collaborare con l’Amministrazione regionale già ridotta ai “minimi termini” dopo anni di mancate assunzioni.

Ad oggi abbiamo chiesto alla politica risposte chiare e tempi certi per garantire i servizi ai cittadini e un posto di lavoro dignitoso a questi lavoratori. Inoltre stiamo monitorando le procedure concorsuali chiedendo insistentemente il loro veloce svolgimento.

Questo è il momento di fare sinergia tra tutti gli attori del settore e non di fare polemica: la gara a chi urla di più ci rende tutti perdenti.

 

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Marcella Tomasi

La Segretaria Prov.le
UIL FPL Enti Locali

Con siringa infetta cerca di pungere agenti e il giudice lo libera. Paoloni (Sap): «Cosa deve accadere per vedersi convalidato un arresto?»

«Un uomo sieropositivo in stato di alterazione psico fisica, ha minacciato i colleghi del commissariato di Sesto San Giovanni tentando di pungerli con una siringa sporca di sangue. Solo la prontezza di un collega, ha permesso di disarmarlo in sicurezza senza che questo potesse arrecare danno agli altri. Arrestato per minacce e resistenza ne è stata disposta l’immediata liberazione, poiché non è stato autorizzato l’arresto. Per il giudice l’incolumità dei colleghi non è stata posta a rischio».
A denunciarlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap).

«Nel decreto di immediata liberazione – prosegue Paoloni – il Pubblico Ministero ha ritenuto che il comportamento non fosse idoneo a mettere a rischio l’incolumità e la sicurezza dei colleghi poiché la condotta non ha posto in essere alcuna aggressione fisica nei confronti degli agenti operanti. Brandire una siringa infetta non è ritenuto sufficiente per configurare il reato di resistenza o violenza a pubblico ufficiale. Cosa sarebbe dovuto accadere, per vedersi convalidato l’arresto? I colleghi avrebbero dovuto essere infettati?

Decisioni come queste pongono i delinquenti nella condizione di assumere condotte simili nella consapevolezza di restare impuniti. Chi ha il dovere di garantire la sicurezza nel nostro Paese, se non viene adeguatamente tutelato, oltre a rischiare la propria incolumità fisica, non viene posto nella condizione di svolgere al meglio il proprio servizio. Sono indispensabili – conclude – idonee tutele professionali che salvaguardino e garantiscano gli operatori di Polizia rispetto ai delinquenti e non viceversa».

Oltre quaranta tra imprenditori e manager trentini hanno preso parte ieri a una visita studio nella sede di Terno d’isola (BG) di Cosberg Spa, azienda manifatturiera specializzata nell’automazione industriale, che rappresenta un modello per l’innovazione e la digitalizzazione dei processi produttivi.

L’appuntamento è stato organizzato nell’ambito delle attività del Digital Innovation Hub del Trentino da Confindustria Trento in collaborazione con Hub Innovazione Trentino: per l’anno in corso è il primo di una serie di attività pensate per far toccare con mano casi concreti ed eccellenti di applicazione delle nuove tecnologie in campo 4.0.

Le imprese hanno in particolare assistito alla presentazione dell’azienda da parte di Gianluigi Viscardi, presidente di Cosberg Spa e del Digital Innovation Hub Lombardia, insieme al figlio Michele, direttore dello sviluppo business. L’azienda, riconosciuta a livello internazionale per la costruzione di macchine per l’automazione industriale, è riuscita tramite una continua riorganizzazione e l’utilizzo massivo della digitalizzazione, a sviluppare il concetto di completa personalizzazione del prodotto, propria del paradigma industry 4.0. Di seguito la delegazione ha visitato lo stabilimento.

Da ultimo, imprenditori e manager si sono trasferiti al Kilometro Rosso, dove hanno studiato il modello del parco scientifico e del consorzio per la meccatronica Intellimech. Qui hanno anche visitato la nuova sede di Confindustria Bergamo.

L’avvocato Andrea Girardi è l’ultimo nome “bruciato” dalla coalizione di centrodestra, coalizione guidata, in primis dalla LEGA. L’ultimo nome di una serie molto ampia di candidati sindaco proposti dalle diverse forze politiche appartenenti alla coalizione. Dai candidati proposti dalla Lega (si parlava di Aronne Armanini, ma anche del segretario Mirko Bisesti), a quelli proposti da Agire (Marco Luscia e Paola Strada), a quelli proposti dagli Autonomisti Popolari (Lorenzo Eccher), ai nomi usciti sulla stampa (Claudia Eccher), a quelli letti negli ultimi giorni (Marcello Carli e avv. Andrea Girardi).

Tanti nomi, forse troppi. Ed il troppo, ahimè, storpia. Strano che Fassa e Progetto Trentino non abbiamo espresso nominativi; dicono che Fassa abbia condiviso i ragionamenti con il gruppo Autonomisti Popolari. E Progetto Trentino? Non è che stia pensando alla candidatura del suo Presidente?

Il centrosinistra, invece, si è espresso quasi un mese fa indicando in Franco Ianeselli il candidato Sindaco della coalizione. La coalizione ha espresso non molti nomi (circa 4 o 5) ed è stato scelto uno di questi.

La coalizione di centrodestra sembra, da un certo punto di vista, voler cercare un profilo che spicchi di professionalità o spicchi per qualche caratteristica particolare. In realtà, l’unica azione vincente che la coalizione potrebbe mettere in campo sarebbe quella di scegliere un candidato sindaco dalle caratteristiche più semplici, ma fondamentali: umiltà, gioventù, coerenza, voglia di fare. Non serve qualche “guru” della politica o qualche esperto della cosiddetta “società civile”. Meglio una faccia giovane e nuova capace di costruire una squadra che rispecchi il giusto mix di novità ed esperienza, che una faccia espressione della “vecchia politica”. Qualche nome sulla piazza c’è.

Nella scelta del candidato sindaco va tenuta in considerazione anche l’età anagrafica. Franco Ianeselli è un “classe ‘78”, ha 42 anni ed è stato, negli ultimi anni, espressione del sindacato CGIL (tutti sappiamo l’espressione politica del sindacato). Ha iniziato una campagna elettorale sobria, umile, tra la gente. Se a questa figura si cerca di competere con qualcuno espressione della “vecchia politica”, allora sappiamo tutti che chi vincerà (centrosinistra) lo farà già il 03 maggio! Ripeto, qualche nome con queste caratteristiche c’è sulla piazza.

Un’altra considerazione va poi su questo “bipolarismo” che nessuno più vuole. La cittadinanza è stufa e, se vota, sceglie il “meno peggio” Chi vuole il bipolarismo sono le forze politiche, altrimenti si sarebbero già mosse. Una TERZA VIA è l’unica strada sensata per avere la possibilità di andare al ballottaggio.

I cosiddetti “cespugli del centrodestra” (Progetto Trentino, Civica Trentina, Agire per il Trentino, Autonomisti Popolari, Fassa, UDC-DC) se presenti in coalizione con LEGA-FRATELLI D’ITALIA-FORZA ITALIA perdono ogni singolo riferimento territoriale, in quanto la parte del territorio (Progetto Trentino, Civica Trentina, Agire per il Trentino, Autonomisti Popolari, Fassa) è schiacciata dalla parte nazionale e più estrema.

Una TERZA VIA sarebbe costituita da soli partiti territoriali, con l’aggiunta di UDC-DC. Proprio per l’essere espressione del territorio (non parlo di partito territoriale, bensì di polo territoriale) avrebbe appeal sull’elettorato, a differenza della “classica” coalizione di destra e permetterebbe di raggiungere un risultato “storico” per la città di Trento: il ballottaggio per la nomina del sindaco di Trento.

Logico è che al ballottaggio la TERZA VIA dovrebbe appoggiare il candidato del centrodestra e se al ballottaggio fosse presente una figura moderata, in contrapposizione al candidato del centrosinistra, vi sono chances di vittoria, altrimenti la vittoria è del centrosinistra.

Oggi, quindi, la coalizione di centrodestra, per avere qualche spiraglio di vittoria a maggio 2020 sul Comune di Trento, deve stare attenta a chi sceglie come candidato Sindaco. Se sceglie il candidato giusto (giovane almeno quanto Ianeselli, deciso, umile, conosciuto ed espressione di “nuova politica”) allora esiste qualche chance di vittoria, oltre che di buon risultato. In questo caso il candidato Sindaco, in caso di sconfitta, non chiederebbe qualche incarico di ripiego, ma rispetterebbe il “gioco” e farebbe la sua esperienza in consiglio comunale come “capo” delle minoranze. Non è espressione di “buona politica” cercare candidati TOP (vedi dichiarazioni di Girardi sulla stampa) che, in caso di sconfitta, cercano incarichi di ripiego, evidenziando la loro NON presenza sui banchi del consiglio comunale. Della serie “se vinco bene, altrimenti figuriamoci se perde tempo”; queste non sono le persone che vanno contattate.

Se, invece, continua a perseguire la strada di scegliere un TOP della cosiddetta “società civile”, o personaggi da sempre vicini a chi oggi è in coalizione di centrosinistra, o persone di chiara espressione di partiti agli estremi, l’unica via per non “straperdere” rimane quella del POLO TERRITORIALE. Solo così si può andare al ballottaggio e giocarsi la partita “ai supplementari”.

 

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Lorenzo Rizzoli

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