Dopo l’appello del premier Giuseppe Conte che ieri, in una lettera aperta ai suoi ministri, ha chiesto di portare “nuove idee” sul tavolo del prossimo Cdm previsto per domani, anche il leader della Lega Matteo Salvini, davanti alle telecamere di “Stasera Italia” – in onda questa sera alle ore 20.30 su Retequattro – ne “firma” una e dice: «Piuttosto che tassare i tappi di plastica, le cartine delle sigarette, il Chinotto, i buoni pasto o le auto aziendali, stiamo presentando le nostre proposte, speriamo che qualcuno nella maggioranza ci ascolti».

L’ex ministro dell’Interno continua a scrivere: «Caro Conte – evito tutte le mie considerazioni sul voltafaccia, la poltrona, eccetera eccetera – stamattina ho incontrato la rappresentanza dei Vigili del Fuoco che non chiede miliardi ma, nel triennio, chiede 216 milioni di euro per avere un trattamento uguale a quello delle altre Forze dell’Ordine. Oggi i Vigili del Fuoco, che amiamo e stimiamo, prendono di meno rispetto a tutti gli altri operatori della sicurezza. Sono 70 milioni in tre anni. Se tu chiudi le liti con la pace fiscale, prima di arrivare in Cassazione ne porti a casa 900 (milioni di euro ndr) significa che ne avanzano pure 700 (milioni di euro ndr) per fare quello che vuoi».

Nel corso della serata, tra gli ospiti di Barbara Palombelli: Gianni Cuperlo (Pd), l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, i giornalisti Sergio Rizzo, Maria Giovanna Maglie e Nicola Porro.

Vitalizi: approvato il disegno di legge che passa al sistema contributivo. Lavoro serrato in aula nel pomeriggio. Il testo è stato approvato con pochi emendamenti. Il testo entrerà in vigore nel rispetto del termine del 1 dicembre fissato dall’accordo Stato-Regioni. I dati sulla spesa saranno pubblicati annualmente sul sito del Consiglio regionale.

Alla ripresa dei lavori, in discussione generale, ha preso la parola il Consigliere Giorgio Tonini (Pd) ha ricordato, citando il professor Brambilla, che “due terzi del nostro debito pubblico sono figlie di cattive politiche in ambito previdenziale”. “Fino alla riforma Dini e successive, esistevano piccoli e grandi privilegi nel pubblico e anche nel privato”. “Il vero torto della classe politica è stata quella di assecondare questa tendenza e non ostacolarla. Ci sono stati politici che hanno provato a bloccarla e penso ad un grande statista trentino che è stato Beniamino Andreatta, sono stati isolati. Perchè allora faceva consenso fare certe politiche. Dentro a questa realtà ci sono stati i vitalizi della classe politica”. “ Questa riforma è figlia della legge della ministro Fornero, quando ha detto che il contributivo si applicava per tutti dal primo gennaio 2012”. Ha ricordato il percorso della legge di allora, sottolineando come si parlasse di calcolo retributivo retroattivo per i soli politici. Ha quindi risposto al Consigliere Rossi, dicendo che “l’intesa è una tutela dell’Autonomia”. “Il patto con il Governo va rispettato. Il disegno di legge in esame oggi è figlio di quell’intesa che non abbiamo subito, ma abbiamo concorso a costruire”. “Abbiamo salvaguardato la cornice generale. Penso che sia stato saggio mantenere il quadro regionale”. Ha quindi ringraziato il Presidente Paccher per il lavoro svolto.

 

Il Consigliere Walter Kaswalder ha sottolineato che ci sono stati anche casi di difficoltà in politica, politici degli anni ’70 o dei loro sopravvissuti che hanno dovuto temere dure perdite.

 

Il consigliere Gerhard Lanz (SVP) ha detto che “avremmo preferito delle scelte autonome, ma abbiamo scelto di percorrere una strada già percorsa da altri”. A chi ha criticato le modifiche ha rilevato che “Noi volevamo che l’intesa venisse recepita così come scritta. Nel collegio dei Capigruppo è stato detto che si voleva punire singoli casi: noi abbiamo previsto di fare dei risparmi. ABbiamo previsto strumenti anche nel caso ci fossero delle ripercussioni negative, strumenti previsti nell’intesa e che noi abbiamo voluto recepire. Con il disegno di legge noi vorremmo ridurre i costi, ma anche che dove vi siano dei casi insostenibili, vi sia la possibilità di intervenire”.

 

Filippo Degasperi (M5S) ha ricordato le cifre frutto della legge del 2012 e il percorso della legge. “In quella occasione, quando noi, in pochi, cercavamo l’intervento della Regione in un altro verso, quello di cui oggi stiamo parlando, ovvero il ricalcolo contributivo, ci siamo sentiti dire che era incostituzionale”. “Con la riforma del 2014 il Consiglio regionale annunciava che avrebbe recuperato il 50% delle somme erogate”. “Quelle piccole restituzioni che erano state richieste, non sono arrivate”. Ha detto che qualche aspetto positivo della legge del 2014 c’era e ha parlato del tetto a 9.000 euro. “Sul nuovo disegno di legge questo scompare. Io non faccio i complimenti al Presidente Paccher. Avremmo potuto essere i primi ad adeguarci, avremmo potuto provvedere prima che lo facesse Roma e invece siamo arrivati ultimi. Non posso farle i complimenti perchè ha inaugurato una nuova modalità di dare le informazioni che le limita ai Consiglieri. Conoscere l’ammontare delle cifre erogate è un diritto dei cittadini”. “Voterò contro, non perchè sia contro i tagli, ma perchè in questo testo rimane quel peccato originale che sono le anticipazioni fatte con il disegno di legge del 2012”.

 

Alessandro Savoi (LN) ha detto che si tratta di un tema delicato, “un tema facile da cavalcare per ogni forza politica. Tutti sappiamo come stavano le cose qualche anno fa. C’era un sistema con indennità, rimborsi, diaria, che andava interpretato”. “Quando fu votata la legge nel 2012, è stata votata con solo tre astensioni e fu fatta con una buona intenzione. Si cancellò allora la diaria, 3.126 euro netti al mese”. “Le cifre sono emerse solo con l’inizio della XV legislatura e allora siamo intervenuti. Abbiamo atteso le sentenze della Corte costituzionale che hanno detto che avevamo ragione allora. Non è vero che siamo arrivati ultimi, ma siamo stati i primi a cancellare i vitalizi ancora prima del 2008. Noi avevamo già una normativa, i vitalizi non ci sono più dalla XIII legislatura in poi. Stiamo parlando di chi ha fatto politica negli anni ‘70, ‘80, ‘90”. “Abbiamo atteso cinque anni la cassazione per sapere se eravamo dalla parte giusta, e oggi, con questa legge, potremo andare a chiedere a chi ha preso indebitamente quei soldi, con più forza. Sono d’accordo con il collega Rossi che non si possa e non si debba giocare al ribasso sull’Autonomia. Sono fiero che questa normativa rimanga all’interno della cornice regionale, rispettando chi prima di noi ha fatto questo lavoro, guardando con orgoglio la nostra attività”.

 

Per Alex Marini (M5S), questo “disegno di legge serve per rimediare a quella che è una ingiustizia”. Per quanto riguarda il riportare a livello provinciale la normativa su indennità e vitalizi, ha detto di “augurarsi che si tenga in considerazione il conflitto d’interessi. In Svizzera nel 1992 ci fu un referendum per stabilire anche l’indennità dei propri rappresentanti. Il legislatore non può decidere il proprio stipendio”. Sul tema dei vitalizi, ha ricordato di aver chiesto otto volte, attraverso le interrogazioni, dati alla Presidenza e di aver ricevuto risposte negative, “appellandosi ad un parere del garante della privacy”. Ha quindi detto, rileggendo il provvedimento del Garante stesso, che i dati avrebbero potuto essere diffusi.

 

Il Presidente Paccher ha replicato che la conoscenza di quanto ha percepito un ex consigliere poco possa incidere su quanto si deve decidere con questo disegno di legge. Faccio presente che abbiamo sempre puntualmente risposto alle interrogazioni e abbiamo omesso sul sito del Consiglio regionale in ottemperanza al Garante della Privacy e al Consorzio dei Comuni. Per quel che riguarda l’applicazione, non è una gara per chi arriva primo, ma c’è una data che è quella del 1 dicembre. Abbiamo fatto questa legge perchè dobbiamo rispettare l’accordo Stato-Regioni e il Consiglio regionale non fa parte dell’Intesa Stato-Regioni e non potevo esprimere la mia contrarietà. Se vogliamo fare delle graduatorie, anzichè sulla velocità con la quale è stata applicata – e ricordo che abbiamo dovuto attendere la sentenza della Corte Costituzionale – parliamo di efficacia. Per quanto riguarda i dati, vorrei ricordare che la Prima Commissione ha concluso l’iter il 4 novembre, e dal 4 novembre ad oggi abbiamo dovuto ricostruire 169 posizioni contributive. Gli Uffici hanno lavorato giorno e notte, sabato e domeniche comprese, per fare questa nota tecnica. Fin dal primo giorno sono stati forniti dati, seppur in maniera anonima, delle tabelle che permettevano di capire gli effetti di questa legge. Gli effetti della norma, al netto del fatto che la legge poteva essere emendata, era già a disposizione dei Consiglieri. Per quanto riguarda il tetto del cumulo e gli emendamenti che non sono volontà della SVP ma del rispetto dell’accordo Stato-Regioni. Ci sono due norme che prevedono che la spesa complessiva non potrà aumentare e l’ex Consigliere non potrà percepire di più di quanto fatto fino ad ora. Si tratta di una norma che a livello nazionale si piazza seconda a livello di risparmio. Lo abbiamo fatto indipendentemente dai risultati.

 

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Ordine del Giorno Degasperi

Il Consigliere Degasperi ha quindi presentato un Ordine del giorno che chiede che tutti i dati siano pubblicati sul sito del Consiglio regionale. Gerhard Lanz (SVP) ha sottolineato che, secondo la legge, i costi delle rendite vitalizie dovrebbero essere pubblicati. Non sono necessari ulteriori dispositivi. Riccardo Dello Sbarba (Verdi), invece, sostiene l’ordine del giorno. La trasparenza è sempre utile, la segretezza è ciò che i media chiedono.

 

Paul Köllensperger (Team K) ha visto la segretezza come la cosa peggiore, portando a voci e speculazioni. Ogni delegato deve già spiegare il reddito e la fortuna. Il Presidente Pacher ha annunciato che i dati richiesti saranno pubblicati nei prossimi giorni, in risposta a una richiesta di Köllensperger

L’Ordine del Giorno è stato bocciato con 18 si, 38 no e 5 astensione.

 

Discussione dell’Articolato

Art. 1 – Definisce l’ambito di intervento della norma . Su questo articolo è stato presentato un emendamento da parte del Vicepresidente Noggler che ha inserito il riferimento all’Accordo Stato Regioni per – ha spiegato Noggler – eliminare eventuali problemi nella applicazione. Ha risposto al Consigliere Degasperi sulla questione delle attualizzazioni dicendo che “si tratta di demagogia quando si parla di anticipi, mentre l’attualizzazione non è un anticipazione”.

L’emendamento 3873/1 è stato quindi approvato con 45 voti a favore, 13 astensioni e 1 voto contrario.

L’articolo emendato è stato approvato.

Art. 1 – Bis – Respinti tutti gli emendamenti al testo, l’articolo è stato approvato

Art. 1 -Ter – Respinti gli emendamenti, l’articolo è stato approvato

Respinti gli emendamenti del Consigliere Degasperi che chiedeva che fosse tolto l’automatismo dell’adeguamento ISTAT con l’introduzione

Art. 2 – Respinti gli emendamenti, l’articolo è stato approvato

Art. 3 – Approvato senza modifiche

Art. 4 – All’articolo 4 è stato presentato un emendamento da parte della maggioranza che elimina le parole “esclusa la quota di contribuzione facoltativa di cui al comma 4”. Alex Marini ha criticato l’emendamento dicendo che “ciò che è uscito dalla commissione è rientrato dalla finestra in aula”. Riccardo Dello Sbarba ha ricordato che l’accordo in Commissione prevedeva che non ci fosse nulla a carico della Regione e questo emendamento invece lo reintroduce. Il Presidente Paccher ha spiegato che l’emendamento invece prevede che a partire dalla XVIma legislatura non sia rivalutata la quota e quindi va a ottemperare quanto detto in Commissione, senza alcun esborso in più. Modificato anche il Comma 6 bis che recita ora “Al solo fine di incrementare il montante contributivo, coloro che hanno ottenuto la restituzione della contribuzione versata per l’ottenimento dell’assegno di reversibilità possono riversare al bilancio del Consiglio regionale, anche parzialmente, i contributi ricevuti in restituzione, maggiorati delle percentuali di rendimento derivanti dalla gestione del fondo ove i contributi erano depositati”. Approvato l’articolo 4

Art. 5 – Approvato senza modifiche

Art. 6 – Approvato senza modifiche

Art. 7 – Dopo una breve sospensione dei lavori, è stato presentato un subemendamento che chiede la pubblicazione dei dati sul sito del Consiglio regionale: il testo introduce, dopo il comma 3 dell’articolo 7, il comma 3bis che prevede, “al fine di tutelare i diritti dei cittadini e di promuovere partecipazione e forme diffuse di controllo sull’attività delle istituzioni e l’utilizzo delle risorse a copertura degli assegni vitalizi e di reversibilità, che i dati siano pubblicati sul sito istituzionale a cadenza annuale”. Sull’emendamento è intervenuto il consigliere Degasperi che ha criticato la bocciatura del suo Ordine del Giorno a fronte della presentazione di questo emendamento. Il Presidente Paccher ha spiegato che la proposta di Degasperi prevedeva la pubblicazione dei beneficiari fin dal 2012, mentre questo emendamento prevede che siano pubblicate le spese e non i singoli nomi. Il subementamento all’emendamento 3508/23 è stato quindi approvato.

Art. 8 – Approvato senza modifiche

Prima della votazione finale è stato approvato un emendamento che modifica la Tabella 2, allegata al disegno di legge, alle colonne dalla quarta alla settima, prima riga, dove viene soppressa la parola “non”.

La votazione, avvenuta senza dichiarazioni di voto, ha visto il disegno di legge approvato con 43 voti a favore, 7 astenuti e 7 contrari.

Il Presidente Paccher ha ringraziato tutti i consiglieri e i capigruppo per la collaborazione.

La prossima seduta del Consiglio regionale è prevista per i giorni 9 e 10 dicembre.

Viabilità, la situazione alle ore 18.00. Le precipitazioni che dalla serata di ieri hanno interessato l’intero territorio provinciale hanno assunto carattere nevoso a quote superiori a 600-700 metri.

Gran parte delle strade è stata sgomberata e trattata con sale. Al momento si registra la chiusura per neve, per pericolo valanghe o per alberi instabili vicino alla sede stradale, in alcune tratte nelle zone di alta montagna o in prossimità dei passi. Si raccomanda di viaggiare con prudenza e di prestare attenzione nella guida per possibili tratti ghiacciati, in considerazione delle temperature relativamente rigide, soprattutto nelle zone a quote superiori a 700 – 1000 metri. Per l’attività di sgombero neve sono stati utilizzati 96 mezzi della Provincia e 130 mezzi di ditte private.

 

Strade sett. 1 – ALTA VALSUGANA

Anche in questa zona le nevicate sono state oltre i 700 metri, raggiungendo in quota 30-40 cm. E’ stata riaperta la SP 224 del Passo Redebus nel comune di Bedollo.

 

 

Strade sett. 4 – TRENTO – MONTE BONDONE – PAGANELLA

La neve è caduta a monte di loc. Candriai. In loc Viote si registrano circa 60 cm di neve. Rimangono chiuse, per pericolo caduta piante:

la SP 25 di Garniga da Garniga Vecchia a loc. Viote;

la SP 64 di Fai da loc. Santel ad Andalo.

 

 

Strade sett. 8 – VALLAGARINA E ALTOPIANO DI FOLGARIA

La neve è caduta a partire da 700 metri e nelle località in quota lo spessore è circa 30-40 cm.

E’ stata disposta la chiusura stagionale delle seguenti strade:

Sp 3 del Monte Baldo da loc. san Valentino al confine con la provincia di Verona;

Sp 138 del Passo della Borcola dal km 5 a monte di loc. Incapo.

 

 

Strade sett. 5 – VAL DI NON E SOLE

La nevicata, ora esaurita, ha interessato l’intera val di Sole, la media e l’alta Val di Non (a quote superiori a 500-600 metri).

Da ieri è in vigore il divieto di transito per autotreni ed autoarticolati nel tratto della S.S. 42 tra Fucine e Passo Tonale.

E’ stata riaperta la S.P. 141 di Bolentina.

Nelle zone boscate a quota tra 900 e 1200 metri, sono state eseguite verifiche ed interventi puntuali per la messa in sicurezza degli alberi di alto fusto prossimi alla sede stradale, carichi di neve.

Da ieri sera sono caduti circa 70 cm a Passo Tonale; 50 cm a Passo Campo Carlo Magno, 40 cm a Passo Mendola, 20-30 cm a quota 1000 metri.

 

 

Strade sett. 6 – VALLI GIUDICARIE – VAL RENDENA

La nevicata ha interessato gran parte della val Rendena e le valli Giudicarie a quote superiori ai 600 -700 metri.

Tutte le strade risultano percorribili.

Da ieri sera sono caduti circa 50 cm a M. di Campiglio.

 

 

Strade sett. 7 – ZONA ALTO GARDA, VAL DI LEDRO E VAL DI GRESTA

La nevicata ha interessato la Valle dei Laghi, la Val di Ledro, la Val di Gresta e la Valle di Cavedine a quote superiori a 700-800 metri.

Si misurano fino a 60 cm di neve fresca in loc. Viote del M. Bondone, 20 cm sui Passi Bordala e S. Barbara.

Al momento non si segnalano particolari criticità lungo le strade del settore.

 

 

Strade sett. 2 – BASSA VALSUGANA E PRIMIERO

Non si registrano particolari disagi alla viabilità. Passo Rolle 40 cm di neve, Passo Brocon 15 cm di neve.

Strade di montagna percorribili con attrezzatura da neve.

Si rammenta la chiusura stagionale della S.P.31 del Passo Manghen da località Baessa (km  15+500) a località Piazzol a Molina di Fiemme, nel Comune di Castello-Molina di Fiemme (km 38+520).

 

 

Strade sett. 3 – VALLI DI FIEMME E FASSA

Neve sui passi circa 60 cm, nelle valli ai 25-30 cm.

Chiuso il Passo Pordoi in territorio bellunese e passo Sella nella provincia di Bolzano, entrambi raggiungibili dal territorio trentino.

Chiuso il passo Fedaia nel tratto ricompreso tra il confine di provincia e la località Diga (km 11+500) per pericolo valanghe. Le stazioni turistiche presenti al passo sul territorio trentino sono comunque raggiungibili da Canazei. Chiusa la SP 102 delle Piramidi per pericolo caduta massi. Strade di montagna percorribili con attrezzatura da neve.

Maltempo: situazione stabile, riaperta la statale della Val Pusteria. Dopo i disagi provocati dalla nevicata della scorsa notte e di questa mattina, è stata riaperta al traffico la statale della Pusteria. Ancora più di 10.000 le utenze senza energia.

Le nevicate di questa notte e questa mattina sono terminate quasi ovunque, in Alto Adige, e la situazione è stabile e sta lentamente tornando alla normalità. Lo rende noto Marco Baldasso del Centro situazioni provinciali.

 

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Oltre 10.000 senza corrente, generatori per l’Ospedale di Brunico

Come annunciato nel comunicato stampa di questa mattina, la situazione più difficile riguarda la parte orientale del territorio, e sono ancora oltre 10.000, secondo il distributore di energia elettrica Edyna, le utenze prive di corrente in Val Pusteria, Val Badia, Valle Isarco e alcune zone della Val d’Ega. Tra queste vi è anche l’Ospedale di Brunico, rifornito di energia grazie ad un generatore di emergenza, la cui capacità è garantita anche per la giornata di domani.

I tecnici di Edyna stanno comunque intervenendo in tutte le zone interessate dai problemi, in taluni casi scortati anche dai mezzi dei vigili del fuoco volontari per agevolare gli spostamenti. Due linee elettriche dell’alta tensione di Terna, fra Bressanone e Brunico, sono crollate sotto il peso della neve, si segnalano disservizi anche per quanto riguarda la rete di telefonia mobile. Tutte le caserme dei vigili del fuoco e le postazioni di soccorso della Croce Bianca sono aperte e a disposizione per gli eventuali casi di emergenza che dovessero verificarsi nelle zone prive di corrente in Val Pusteria e in Val Badia.

 

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Val Badia isolata, riaperta la statale della Pusteria

Capitolo viabilità: sono ancora 20 le strade chiuse al traffico, tra cui tutti i passi di montagna e la maggior parte delle arterie in Val Gardena e Val Badia: quest’ultima valle risulta al momento isolata e non raggiungibile. Grazie al lavoro di vigili del fuoco e tecnici del Servizio strade è stato possibile riaprire al traffico, a partire dalle ore 15.30, la strada statale della Val Pusteria. Il transito, però, è ancora complicato a causa delle condizioni della strada e dei numerosi veicoli in panne. Il quadro completo della situazione relativo alle strade sul portale web della Centrale viabilità.

 

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Chiusa la linea ferroviaria della Val Pusteria

Ancora chiusa al passaggio dei treni, invece, la linea ferroviaria della Val Pusteria tra Fortezza e Lienz, dove sono numerosi gli alberi crollati sui binari a causa del peso della neve accumulatasi. I lavori di sgombero stanno procedendo in maniera piuttosto rapida, ma la mancanza di corrente rende impossibile ripristinare il servizio almeno sino alla tarda serata di oggi. I collegamenti sono garantiti dai bus sostitutivi, i quali però, a causa di ingorghi e strade chiuse, devono fare i conti con consistenti ritardi.

 

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Venerdì torna la neve

Il coordinatore del Servizio meteo provinciale, Günther Geier, annuncia infine che dopo la giornata di pausa di domani, è attesa una nuova perturbazione a carattere nevoso per la giornata di venerdì, con precipitazioni consistenti su quasi tutto il territorio. Il limite delle nevicate sarà compreso tra i 500 e i 1.000 metri di altitudine.

Alle ore 13, quando il miglioramento delle condizioni meteo al Brennero lo ha permesso, è stata rimossa la deviazione cautelativa posta ieri sera tra le stazioni autostradali di San Michele-Mezzocorona e di Egna Ora. La procedura è stata studiata e approntata per evitare che, in caso di abbondanti nevicate, il tratto maggiormente esposto sia contemporaneamente interessato da traffico intenso, con il rischio di gravi turbative per la circolazione autostradale.

La deviazione cautelativa viene disposta, come accaduto ieri, a diversi chilometri di distanza dal punto potenzialmente critico. Riducendo la carreggiata a una sola corsia, da un lato è possibile filtrare il traffico controllandone il volume, dall’altro si mantengono libere due corsie per far sostare i mezzi pesanti in caso di peggioramento delle condizioni e per consentire il libero transito dei mezzi leggeri e dei mezzi di soccorso.

Si tratta di una procedura dinamica di gestione del traffico che, tra gli altri, ha il pregio di non immettere traffico pesante sulla viabilità ordinaria, evitando così il rischio di comprometterne la fluidità, una procedura che richiede la collaborazione di tutti i territori interessati: chi oggi dovrà farsi carico di un rallentamento sulla propria tratta autostradale domani potrà evitare più gravi turbative grazie alla collaborazione degli altri territori.

La deviazione sperimentata tra ieri sera e questa mattina ha prodotto un massimo di 5 chilometri di incolonnamento in carreggiata nord tra San Michele-Mezzocorona e Trento Nord, con un’attesa media di circa 15 minuti. Code si sono prodotte tra il Brennero e Vipiteno in direzione nord a causa di diversi blocchi imposti dalle autorità austriache a causa della congestione del traffico dovuta alla neve, ma è stato comunque possibile mantenere un costante equilibrio deviando parzialmente il traffico verso l’autoporto Sadobre. La procedura potrebbe essere replicata nei prossimi giorni, in particolare nella giornata di venerdì, quando sono nuovamente previste nevicate a bassa quota.

Viadotto di Ponte Alto, si prevede l’avvio del cantiere nei primi mesi del 2020. Per l’intervento al viadotto di Ponte Alto si prevede di avviare il cantiere nei primi mesi del 2020. Lo confermano i tecnici della Provincia che stanno perfezionando il cronoprogramma dei lavori. Questo anche tenuto conto dei tempi preventivati per la valutazione della congruità delle offerte presentate dai concorrenti in sede di gara e dei tempi di completamento del cantiere della ciclabile, che è in corso e non ancora ultimato, ed inoltre considerato che si è prossimi agli eventi natalizi che interessano anche l’asse viario della Valsugana.

Si stanno studiando con particolare attenzione tutte le misure atte a gestire al meglio il flusso dei veicoli in compresenza dei cantieri.

Durante tutto l’arco temporale dei lavori sul viadotto, il traffico sarà mantenuto su due corsie nel senso di marcia Trento-Pergine, prevedendo l’utilizzo della strada denominata “Vecchia Crozi” a senso unico, per i soli mezzi leggeri, in direzione di Pergine, soluzione che permette di ripristinare l’attuale capacità del tratto stradale oggetto di intervento, seppur con velocità di percorrenza inferiori trattandosi, comunque, di un’area di cantiere. In questo modo si prevede di ridurre i disagi alla circolazione.

Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie è stato scritto sotto falso nome da un accademico matematico che non voleva essere tacciato di infantilità in università. I Viaggi di Gulliver, che conteneva una feroce critica alla società contemporanea dell’epoca, fu pubblicato anonimo per paura di ritorsioni. Italo Svevo è lo pseudonimo con cui conosciamo un famoso autore triestino che aveva paura di essere perseguitato perché ebreo. Le opere di Banksy sono prodotte da un artista o gruppo di artisti per prendere in giro il potere e la società bene quando serve.

Wikileaks avrebbe pubblicato i documenti sulle guerre in corso in Asia e Africa se Assange avesse saputo della persecuzione e del carcere d’ambasciata che avrebbe dovuto subire?

Oggi il dibattito tra libertà di espressione e diritto all’anonimato è sempre più acceso, ma forse per affrontarlo nel modo corretto dovremmo farci le domande giuste. La libertà di espressione è necessariamente legata al riconoscimento di chi si esprime? Ci sono dei casi in cui vorremmo poter rimanere anonimi non necessariamente per commettere un reato? E soprattutto chi deve essere in grado di riconoscere chi si esprime, e quando? E quali confini geografici dovrebbero avere queste regole?

C’è chi propone l’identificazione obbligatoria con un documento di identità per potersi esprimere in Rete, ma prevedere l’identificazione esplicita lede il diritto di parola da una parte ed è un’assurdità tecnica dall’altra. Il clandestino, il fuggiasco, il perseguitato, il dissidente politico, il rinnegato e il pentito di mafia sarebbero tutti esclusi dal potersi esprimere sulla Rete.

Vogliamo veramente sottrarre alle persone emarginate dalla società la possibilità di partecipare liberamente al dibattito pubblico online?

Mi è capitato di vedere una moglie che sosteneva il Movimento, che avrebbe preferito non farlo sapere al marito perchè parlamentare di un altro partito, ma che è stata costretta a rivelarsi per sbugiardare un giornalista che la tacciava di essere a libro paga del Movimento. Mogli che non la pensano come il marito, dipendenti critici verso l’organizzazione per cui lavorano, persone perseguitate per la propria sessualità, persone soggette a persecuzioni personali di qualunque tipo dovrebbero sperare che la società estera che detiene i loro dati identificativi non decida mai di usarli contro. Quando parliamo di diritti di tutela nel contesto della cittadinanza digitale stiamo in realtà cercando di capire quale diritto è da proteggere maggiormente. Quello del singolo di potersi esprimere liberamente o quello della collettività di potersi tutelare dalle diffamazioni o ancora quello della collettività di potersi arricchire di opinioni di chi in assenza di adeguate garanzie di anonimato non le pubblicherebbe.

Identificare con il documento le persone prima che si esprimano non è utile, ma soprattutto non è possibile.

– La nostra identità al mercato. Oggi si ipotizza che i documenti di identità siano vagliati e custoditi da società principalmente estere come Facebook, Twitter e Google. Ma i casi come quello di Cambridge Analytica ci hanno insegnato che queste società potrebbero utilizzare i dati che condividiamo anche in maniera non opportuna basandosi su legislazioni degli Stati a cui fanno riferimento e non certo il nostro, e comunque sono soggetti privati che rispondono a logiche di mercato non a quelle della collettività.

– Isolazionismo digitale. Se il motivo di identificare le persone è quello di poter perseguire eventuali reati, in realtà questo è già possibile oggi. Con una denuncia alla polizia postale è possibile risalire a chi ha pubblicato un testo. A volte l’investigazione è resa difficile se chi scrive utilizza dei server stranieri (cosa molto facile anche per i meno tecnici) perché le rogatorie internazionali sono lunghe e spesso accantonate. Se si volesse rendere possibile la strada dell’identificazione con documento si dovrebbe immaginare una folle chiusura dell’Internet italiano dal resto del mondo, altrimenti non vi sarebbe alcuna limitazione del fenomeno. Se per creare un account Twitter italiano sarà richiesto un documento semplicemente si potrà far finta di essere in Francia per aprirlo.

– Il fardello sui giusti. Per chiunque conosca le dinamiche della Rete sa che con un minimo di conoscenza tecnica è possibile fingersi perennemente all’estero. Chi in modo fraudolento vorrà utilizzare la Rete per diffamare qualcuno semplicemente continuerà a farlo fingendosi all’estero. Il fardello dell’identificazione per potersi esprimere rimarrebbe quindi solo per coloro che la Rete non la vogliono utilizzare per diffamare, e le eventuali diffamazioni rimarrebbero comunque sempre lì.

Tutte le volte che ci si avventura nel mondo dei diritti della cittadinanza digitale non si può prescindere dai tre diritti fondamentali che devono essere abilitati e protetti: l’identità digitale, l’accesso libero e gratuito alla rete e l’educazione civica digitale. Soprattutto non si può ignorare il fatto che la cittadinanza digitale e tutti i suoi diritti sono un fenomeno globale che non può essere normato in un Paese senza considerare il resto del mondo.

Se vogliamo iniziare a ragionare sui nostri diritti digitali non diamo per scontato che possano essere traslate semplicemente leggi o meccanismi di altri media, iniziamo a creare una identità che possiamo utilizzare nei momenti importanti e che potremo spendere senza necessariamente fornire a terze parti tutti i dati che ci riguardano, ma solo quelli essenziali.

Le soluzioni esistono:

Creare una identità digitale statale per tutti in tempi rapidi con una carta d’identità elettronica che incorpori i servizi di Spid e della posta elettronica certificata per poter condividere con i servizi privati solo quello che serve, ma senza mai l’obbligo di utilizzarla per servizi privati.
Non precludere ad alcuno di scrivere il proprio pensiero in Rete, ma evidenziare le caratteristiche di anonimità (ad esempio se la persona che lo ha scritto ha utilizzato tecniche particolari per mascherare la sua rintracciabilità, è giusto che chi legge lo sappia) e di attendibilità del testo linkando conferme e fonti a favore o contro.
Sfavorire la visibilità nei motori di ricerca e nei social media dei testi scritti da parte di persone che usano tecniche di anonimizzazione assolute se pubblicano testi non corredati da fonti pubbliche.
Definire dei protocolli di lavoro più veloci con gli Stati esteri con cui scambiarsi dati investigativi su reati diffamatori senza passare dalle lunghe rogatorie internazionali attuali.
Creare un sistema più snello per gestire i reati diffamatori per esempio legandoli a risarcimenti economici immediati e contenuti, salvo se reiterati. Tuteliamo i diritti dell’individuo e della collettività in modo intelligente. Esiste il modo di avere più Banksy e meno diffamazioni. Costruiamolo.
 

 

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Il Direttore Quaranta alle celebrazioni dei 50 anni della AFCAC, associazione aviazione civile del continente africano. Il Direttore Generale dell’ENAC, Alessio Quaranta, nel ruolo di Vice Presidente dell’ECAC (European Civil Aviation Conference), organizzazione intergovernativa paneuropea che riunisce 44 Paesi membri (i 28 comunitari più 16 non comunitari) e che fa parte dell’ICAO, ha partecipato oggi, 13 novembre, a Dakar, Senegal, alle celebrazioni dei 50 anni dell’AFCAC – African Civil Avation Commission, che si svolgono in coincidenza con il 20° anniversario della Decisione di Yamoussoukro (YD) sulla liberalizzazione dell’accesso al mercato del trasporto aereo in Africa.

L’AFCAC, agenzia specializzata dell’Unione Africana, che si occupa di tutte le questioni relative all’aviazione civile in Africa, è un’associazione regionale consorella di ECAC, ACAO e LACAC (rispettivamente associazioni dell’Asia e dell’America Latina). Le organizzazioni regionali svolgono un ruolo chiave di supporto agli Stati per implementare i requisiti regionali e per armonizzare gli standard internazionali dell’ICAO.

Alla riunione AFCAC hanno partecipato anche il Presidente dell’ICAO Benard Aliu e il Segretario Generale ICAO Fang Liu.

Nel suo intervento Alessio Quaranta ha evidenziato l’importanza del ruolo delle organizzazioni regionali e l’esperienza di cooperazione tra ECAC e AFCAC per uno
sviluppo integrato, efficiente e sostenibile del sistema del trasporto aereo africano.

“Numerose sono le sfide – ha dichiarato Quaranta – che dobbiamo affrontare insieme: dalla geopolitica all’innovazione tecnologica, dai cambiamenti demografici alle preoccupazioni ambientali. Si tratta di obiettivi a lungo termine da perseguire per una crescita effettivamente sostenibile del trasporto aereo. Solo con una pianificazione dei cambiamenti, possiamo garantire che le nostre economie, le nostre società e i nostri Paesi
traggano vantaggio dalla connettività”.

Sempre in qualità Vice Presidente ECAC, Quaranta ha incontrato il Ministro dei Trasporti della Repubblica del Senegal, Alioune Sarr, per promuovere la candidatura dell’italiano Salvatore Sciacchitano, candidato unico europeo conoscenze tecniche e le capacità diplomatiche maturate in anni di esperienza nel settore, opererà per avvicinare le regioni dell’aviazione in tutto il mondo.

Contrasto alla cimice asiatica: l’assessore Zanotelli ha presentato la bozza di piano al Tavolo Verde.

L’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli ha presentato oggi al “Tavolo Verde” la proposta di piano di azione provinciale per il contrasto alla cimice asiatica. Il documento si articola in un inquadramento generale della situazione a livello nazionale e provinciale e nelle varie misure e strumenti disponibili sia per il contrasto alla diffusione dell’insetto, sia per il supporto, da un punto di vista tecnico e finanziario, delle aziende, in relazione ai danni che subiranno alle produzioni.

L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto rispetto al percorso di attivazione della lotta biologica attraverso l’allevamento e l’immissione di specie antagoniste della cimice. Nel giro di alcuni giorni, esaurita la fase delle eventuali osservazioni e proposte da parte dei soggetti che compongono il “Tavolo Verde”, il piano sarà approvato in via definitiva.

Tutte le componenti del settore agricolo provinciale hanno espresso il loro apprezzamento per il metodo partecipativo adottato, e anche per i contenuti e per la tempestività con la quale questa proposta di piano è stata predisposta.

Un particolare ringraziamento è stato rivolto alla Fondazione Edmund Mach per tutte le azioni fin qui messe in campo sui fronti della ricerca e del supporto tecnico alle aziende, nel monitoraggio e nella gestione di questa emergenza connessa alla diffusione anche in provincia di Trento della cimice asiatica, ma anche per la collaborazione assicurata nella stesura della proposta di piano.

Da parte di tutti è stata evidenziata la necessità di fare sistema, comprendendo sia soggetti pubblici che privati, per affrontare in modo integrato questa emergenza che, come si sta già verificando in altre regioni, rischia di mettere a repentaglio interi comparti del settore agricolo.

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