Presentazione della Serie. Nel finale della prima stagione, Rosy – arrestata dalla polizia per il tentato omicidio della sorellastra e madre adottiva di suo figlio, Regina Mainetti – giura al suo piccolo Leonardo che nulla potrà dividerli, nemmeno Dio, e che non ci saranno muri e ostacoli davanti a loro. È questa la sua ultima promessa, sussurrata tra le lacrime, prima di lasciarlo.

 

Sono trascorsi sei anni da quel giorno. Le porte del carcere di Palermo si stanno per aprire davanti a Rosy Abate e questo non la riempie solo di gioia, ma anche di preoccupazione.

Leonardo è cresciuto da solo in una casa-famiglia a Napoli e da qualche tempo ha smesso di dare sue notizie. Al timore di questo allontanamento si aggiungono le minacce di Regina – sua rivale affettiva – decisa a tutto pur di vendicarsi. Con queste paure, ma finalmente libera di tornare alla sua vita, il solo obiettivo di Rosy è riprendersi suo figlio, stare insieme a lui…

… ma appena sbarcata nella sua nuova città, Rosy è costretta ad affrontare una situazione ben più pericolosa di quanto poteva immaginare. Da bambino innocente Leonardo è diventato un adolescente ribelle e problematico, che sembra sentire dentro di sé il richiamo del sangue degli Abate, la vocazione alla criminalità.
Quello di Rosy e Leonardo sarà un percorso fatto di ostacoli, rancori e vendette in cui madre e figlio dovranno imparare a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra.
Riuscirà Rosy a salvare suo figlio prima che sia troppo tardi?
Se la Rosy della prima stagione è stata una madre coraggiosa alla ricerca di suo figlio …
… è in questa stagione che l’ex Regina di Palermo dovrà lottare per difenderlo.

“La famiglia prima di tutto”.

 

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Dopo aver ritrovato suo figlio, Rosy Abate ha passato gli ultimi sei anni in carcere. Ma adesso che può finalmente riabbracciarlo, la donna si trova davanti un Leonardo diverso da quello che ricordiamo: il bambino innocente di un tempo ha lasciato il posto a un ragazzo inquieto e tormentato.
Sullo sfondo di una Napoli mai raccontata, la nuova sfida di Rosy sarà salvare suo figlio da un destino criminale che potrebbe costargli la vita.
Per farlo, la Regina di Palermo dovrà rimettersi in gioco e affrontare il nemico più insidioso che abbia incontrato finora: Antonio Costello, boss della camorra più invisibile e aristocratica, che Leonardo vede come il padre che non ha mai avuto.

A complicare le cose, il legame d’amore che sboccia tra Leonardo e la figlia adolescente di Costello, Nina.
Rosy potrà contare sull’aiuto del poliziotto Luca Bonaccorso, ma dovrà anche guardarsi le spalle dalla minaccia di Regina Mainetti, tornata per vendicarsi e riprendersi suo figlio.
Riuscirà Rosy a salvare l’anima e la vita di Leonardo senza perdere le sue?

 

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Il rapporto tra Rosy Abate e il suo bambino appartiene all’immaginario televisivo da quasi dieci anni. La sfida di questa seconda stagione è stata quella di raccontare un incontro-scontro epico e viscerale tra una madre e un figlio finalmente alla pari.

Il Leonardo Abate di Vittorio Magazzù è un giovane affamato di amore e avventura, un animo solare alla ricerca della propria identità, che sta cedendo alla tentazione del crimine. Dal canto suo, Rosy, nell’interpretazione continua ed emozionante di Giulia Michelini, è una madre empatica ma impreparata al confronto, un crepuscolo attraversato da bagliori di gioia e di speranza, sotto al quale covano le furie, le passioni (e i metodi) dell’ex Regina di Palermo. Dal primo minuto, Rosy e Leo sono uniti dall’amore ma segnati dal passato e divisi dal destino.

È per seguire l’evolversi di questo rapporto che il flusso narrativo si sdoppia in due punti di vista, avvitati come una doppia elica. Dopo il road-movie itinerante del primo capitolo, la seconda stagione sbarca a Napoli ed assume la forma di un noir a due, scendendo nel labirinto di luci ed ombre della metropoli partenopea.

La Napoli dei Costello, la famiglia di misteriosi e affascinanti antagonisti degli Abate, è sognante, piratesca e letale, pervasa di minacce ma anche di calore e ironia. Un luogo dove cavalcare gli elementi, sfidando la sorte e la legge. Avvicinandoci ai personaggi, che scoviamo piccoli e abbarbicati su scogliere, grotte e castelli a picco sul mare, arriviamo a udire i loro bisbigli e a entrare nei loro pensieri. E lì, oltre alle schermaglie criminali e ai percorsi sentimentali, la macchina da presa incrocia un terzo livello, ancora più intimo e magico, fatto di incubi, presagi e ricordi. In fondo ad ogni vicolo o sotterraneo può infatti annidarsi una proiezione onirica, la manifestazione di un’ossessione, o uno dei demoni repressi che madre e figlio cercano disperatamente di esorcizzare, pistola alla mano.