(nota redazione Opinione – testo estratto da verbale integrale sotto riportato) * Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato quarantanove leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato:

– di impugnare:

1. la legge della Provincia di Trento n. 5 del 06/08/2019 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019–2021”, in quanto alcune norme eccedono dalle competenze statutarie e violano principi costituzionali. In particolare: alcune norme riguardanti il personale regionale violano l’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, che riserva alla legislazione statale la materia dell’ordinamento civile, alla quale vanno ricondotti i contratti collettivi. Un’altra norma riguardante il personale insegnante nelle scuole dell’infanzia provinciali viola i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento di cui all’articolo 97 della Costituzione. Un’ultima norma infine relativa all’attribuzione di incarichi a tempo determinato a medici presso le Aziende sanitarie viola l’art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l’ordinamento civile ed i rapporti di diritto privato regolabili dal codice civile (contratti collettivi) nonché l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, per contrasto con i principi fondamentali posti dal legislatore statale nella materia concorrente della “tutela della salute”;
2. la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 13 del 06/08/2019 “Assestamento del bilancio per gli anni 2019-2021 ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26”, in quanto alcune norme eccedono dalle competenze statutarie e violano principi costituzionali. In particolare: una norma in materia di contributi agli enti del terzo settore viola il principio di uguaglianza e di non discriminazione di cui all’articolo 3 della Costituzione. Un’altra norma riguardante gli interventi di contrasto alla povertà confligge con il principio di eguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione e con il principio sulla parità di trattamento dei cittadini degli Stati membri, in violazione dell’articolo 117, primo comma, della Costituzione. Un’ultima norma infine riguardante l’autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sanitarie contrasta con i principi fondamentali nella materia della tutela della salute ed è lesiva dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione;

 

 

 

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CONSIGLIO DEI MINISTRI – 3 OTTOBRE 2019

Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, giovedì 3 ottobre 2019, alle ore 16.55 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.
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NORMATIVA ANTI-RICICLAGGIO
Modifiche ed integrazioni ai decreti legislativi 25 maggio 2017, n.90 e n. 92, recanti attuazione della direttiva 2015/849/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015, nonché attuazione della direttiva 2018/843/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la direttiva 2015/849/UE relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e che modifica le direttive 2009/138/CE e 2013/36/UE (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che introduce modifiche ed integrazioni ai decreti legislativi 25 maggio 2017, n.90 e n. 92, recanti attuazione della direttiva 2015/849/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015, nonché attuazione della direttiva 2018/843/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la direttiva 2015/849/UE relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e che modifica le direttive 2009/138/CE e 2013/36/UE.
Il testo mira, tra l’altro, a:
– puntualizzare le categorie di soggetti tenuti all’osservanza degli obblighi antiriciclaggio, ricomprendendo, tra l’altro, le succursali “insediate” degli intermediari assicurativi (ossia le succursali insediate in Italia di agenti e broker aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro o in uno Stato terzo);
– individuare misure di adeguata verifica rafforzata che gli intermediari bancari o finanziari devono attuare in relazione alla clientela che opera con Paesi ad alto rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, tra cui specifici obblighi di segnalazione periodica per le transazioni effettuate con soggetti operanti in questi Paesi;
– introdurre una serie di strumenti che le autorità di vigilanza possono utilizzare per mitigare il rischio connesso ai Paesi terzi, quali, per esempio, il diniego all’autorizzazione all’attività per intermediari bancari o finanziari esteri o all’apertura di succursali in Paesi ad alto rischio per gli intermediari italiani;
– consentire alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di disporre del Nucleo speciale di polizia valutaria;
– stabilire, coerentemente con il vigente divieto di conti e libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia, il divieto di emissione e utilizzo di prodotti di moneta elettronica anonimi;
– apportare modifiche riguardo alle sanzioni, e alle relative procedure di irrogazione, per la violazione delle norme dei due decreti modificati.

Il testo tiene conto dei pareri espressi dal Garante per la protezione dei dati personali e dalle competenti Commissioni parlamentari.
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RIORGANIZZAZIONE DELL’AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74, recante riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – AGEA e per il riordino del sistema dei controlli nel settore agroalimentare, in attuazione dell’articolo 15, della legge 28 luglio 2016, n.154 (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo sulla riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – AGEA e per il riordino del sistema dei controlli nel settore agroalimentare (decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74), in attuazione dell’articolo 15 della legge 28 luglio 2016, n.154.
Le modifiche e integrazioni sono volte ad attribuire al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali una serie di competenze in precedenza allocate in capo all’AGEA, provvedendo contemporaneamente a porre in essere le operazioni necessarie a consentire alla SIN S.p.a., nella quale dovranno confluire le risorse della AGECONTROL S.p.a., di divenire una società in house del medesimo Ministero. La stessa SIN S.p.a. viene individuata quale possibile organo per il coordinamento gestionale del SIAN.
Il testo tiene conto dell’intesa raggiunta in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari.
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TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI DA PARTE DEL CED DEL MINISTERO DELL’INTERNO
Regolamento concernente la disciplina delle procedure di raccolta, accesso, comunicazione, correzione, cancellazione ed integrazione dei dati e delle informazioni registrati nel Centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, in attuazione dell’articolo 57 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (decreto del Presidente della Repubblica – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, ha approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che concerne la disciplina delle procedure di raccolta, accesso, comunicazione, correzione, cancellazione ed integrazione dei dati e delle informazioni registrati nel Centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, in attuazione dell’articolo 57 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Il testo individua le modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali, relativamente al trattamento dei dati effettuato per finalità di polizia o amministrative dal Centro elaborazione dati (CED) della direzione centrale della polizia criminale istituito presso il Ministero dell’interno.
Tra l’altro, il regolamento prevede che i dati raccolti e trattati per finalità amministrative sono conservati separatamente da quelli registrati per finalità di polizia, salvo che non siano necessari, in casi specifici, nell’ambito di un’attività informativa, di sicurezza o di indagine di polizia giudiziaria.
Inoltre, si definiscono le modalità di classificazione dei dati e delle informazioni raccolti nel CED secondo “macro categorie” omogenee, alle quali è strettamente correlata la gestione dei livelli e delle autorizzazioni all’accesso e si stabilisce, in ossequio al cosiddetto “diritto all’oblio”, che la conservazione dei dati non può protrarsi per un tempo superiore a quello necessario al conseguimento delle finalità per le quali gli stessi sono trattati e, in ossequio ai principi di “necessità” e “proporzionalità”, che trascorsa la metà del tempo massimo di conservazione (se pari o superiore a quindici anni), ad essi possano accedere solo gli operatori di polizia autorizzati e appositamente abilitati all’accesso, unicamente per il compimento di specifiche operazioni nell’ambito di attività informative, di sicurezza o di indagine di polizia giudiziaria.
Infine, il testo stabilisce le modalità in cui gli interessati possono presentare le proprie istanze e far valere i diritti previsti dalle normative in materia di dati personali, e i termini in cui il Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione centrale della polizia criminale, deputato a ricevere le istanze stesse, è tenuto a comunicare le proprie determinazioni, nonché le modalità e i termini per l’eventuale reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o il ricorso giurisdizionale.
Il testo tiene conto delle osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali e sarà trasmesso alla Sezione consultiva degli atti normativi del Consiglio di Stato, per l’espressione del previsto parere.
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VERIFICA RISPARMI “QUOTA 100” E “REDDITO DI CITTADINANZA” 2019
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, a norma dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 2 luglio 2019, n. 61, in relazione agli esiti del monitoraggio dei risparmi conseguenti al minor utilizzo delle risorse finanziarie iscritte in bilancio per l’attuazione delle disposizioni del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, in materia di reddito di cittadinanza e pensioni, già scontati nelle previsioni tendenziali 2019 della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2019, ha deliberato di rendere disponibili le somme accantonate in bilancio a garanzia dei suddetti risparmi previsti in almeno 1,5 miliardi di euro.
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INTERVENTI IN GIUDIZI DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato la determinazione d’intervento nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dalle Regioni Umbria e Toscana avverso gli articoli 10, commi 1 e 2, e 18, commi 1 e 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58.
Inoltre, il Consiglio dei ministri ha deliberato di non intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dalla regione Friuli Venezia Giulia avverso l’articolo 11, comma 4-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35 recante misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2019, n. 60.
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NOMINE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, ha deliberato il conferimento delle funzioni di Prefetto di Genova alla dottoressa Carmen PERROTTA.
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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato quarantanove leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato:

– di impugnare:

1. la legge della Provincia di Trento n. 5 del 06/08/2019 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019–2021”, in quanto alcune norme eccedono dalle competenze statutarie e violano principi costituzionali. In particolare: alcune norme riguardanti il personale regionale violano l’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, che riserva alla legislazione statale la materia dell’ordinamento civile, alla quale vanno ricondotti i contratti collettivi. Un’altra norma riguardante il personale insegnante nelle scuole dell’infanzia provinciali viola i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento di cui all’articolo 97 della Costituzione. Un’ultima norma infine relativa all’attribuzione di incarichi a tempo determinato a medici presso le Aziende sanitarie viola l’art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l’ordinamento civile ed i rapporti di diritto privato regolabili dal codice civile (contratti collettivi) nonché l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, per contrasto con i principi fondamentali posti dal legislatore statale nella materia concorrente della “tutela della salute”;
2. la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 13 del 06/08/2019 “Assestamento del bilancio per gli anni 2019-2021 ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26”, in quanto alcune norme eccedono dalle competenze statutarie e violano principi costituzionali. In particolare: una norma in materia di contributi agli enti del terzo settore viola il principio di uguaglianza e di non discriminazione di cui all’articolo 3 della Costituzione. Un’altra norma riguardante gli interventi di contrasto alla povertà confligge con il principio di eguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione e con il principio sulla parità di trattamento dei cittadini degli Stati membri, in violazione dell’articolo 117, primo comma, della Costituzione. Un’ultima norma infine riguardante l’autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sanitarie contrasta con i principi fondamentali nella materia della tutela della salute ed è lesiva dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione;
3. la legge della Regione Puglia n. 43 del 09/08/2019 “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 luglio 1998, n. 20 (Turismo rurale) e interpretazione autentica dell’articolo 2 della legge regionale 12 dicembre 2016, n. 38 (Norme in materia di contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia)”, in quanto una norma consente interventi di particolare rilevanza su immobili vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e viola gli articoli 9 e 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, che riconoscono la tutela del paesaggio come valore costituzionalmente garantito, riservato alla competenza legislativa dello Stato;
4. la legge della Regione Sicilia n. 15 del 06/08/2019 “Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di autonomie locali”, in quanto una norma in materia di personale regionale eccede dalle competenze statutarie e si pone in contrasto con i principi di coordinamento della finanza pubblica stabiliti dalla legislazione statale in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione;
5. la legge della Regione Sicilia n. 14 del 06/08/2019 “Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di pubblica amministrazione e personale. Interventi in favore dell’aeroporto di Trapani Birgi”, in quanto alcune norme di carattere finanziario violano l’articolo 81, terzo comma, della Costituzione, in materia di copertura finanziaria delle leggi di spesa, eccedono dalle competenze statutarie e violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva statale la materia dell’armonizzazione dei bilanci pubblici;
6. la legge della Regione Veneto n. 34 del 08/08/2019 “Norme per il riconoscimento ed il sostegno della funzione sociale del controllo di vicinato nell’ambito di un sistema di cooperazione interistituzionale integrata per la promozione della sicurezza e della legalità”, in quanto la legge, introducendo forme di coordinamento interistituzionale in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana integrata, esula dalla competenza legislativa regionale e invade la competenza esclusiva riservata alla legislazione statale in materia di ordine pubblico e sicurezza e di disciplina delle forme di coordinamento interistituzionale in tali materie, in violazione degli artt. 117, secondo comma, lettera h), e 118, terzo comma, della Costituzione. La legge inoltre, attribuendo compiti ad organi statali invade la materia “ordinamento e organizzazione amministrativa della Stato e degli enti pubblici nazionali”, di cui all’art. 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione;
– di non impugnare:

1. la legge della Regione Lombardia n. 14 del 02/08/2019 “Rendiconto generale della gestione 2018”;
2. la legge della Regione Toscana n. 51 del 30/07/2019 “Disciplina dei distretti biologici”;
3. la legge della Regione Toscana n. 52 del 30/07/2019 “Interventi urgenti per lo sviluppo e il rilancio di alcuni comparti di produzione agricola condizionati negativamente dall’andamento climatico”;
4. la legge della Provincia Trento n. 4 del 06/08/2019 “Rendiconto generale della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 2018”;
5. la legge della Regione Veneto n. 31 del 06/08/2019 “Assestamento del bilancio di previsione 2019-2021”;
6. la legge della Regione Basilicata n. 11 del 05/08/2019 “Rendiconto esercizio finanziario 2018 dell’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Basilicata (ARDSU);
7. la legge della Regione Basilicata n. 12 del 05/08/2019 “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2019/2021 dell’Agenzia Lucana di Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura (ALSIA)”;
8. la legge della Regione Basilicata n. 13 del 05/08/2019 “Rideterminazione degli assegni vitalizi in attuazione dell’articolo 1, commi 965 e 966, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021)”;
9. la legge della Regione Campania n. 16 del 07/08/2019 “Norme per l’efficientamento del sistema ambientale, per il rilancio delle attività produttive e per la semplificazione normativa e amministrativa con modifiche e abrogazioni”;
10. la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 14 del 06/08/2019 “Ordinamento delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale, nonché modifiche alla legge regionale 1/2016 in materia di edilizia residenziale pubblica”;
11. la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 12 del 30/07/2019 “Rendiconto generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per l’esercizio finanziario 2018”;
12. la legge della Regione Liguria n. 17 del 05/08/2019 “Modifica alla legge regionale 27 dicembre 2018 n. 29 recante disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2019, alla legge regionale 22 marzo 1996 n. 15 in materia di assunzione agli impieghi regionali, alla legge regionale 21 giugno 2016, n. 8 recante modifiche alla legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno 2016 e alla legge regionale 4 agosto 2006, n. 20 riguardante il nuovo ordinamento ARPAL”;
13. la legge della Regione Liguria n. 18 del 05/08/2019 “Rendiconto Generale dell’Amministrazione della Regione Liguria per l’esercizio 2018”;
14. la legge della Regione Liguria n. 19 del 05/08/2019 “Interventi sulle partecipazioni societarie regionali”;
15. la legge della Regione Liguria n. 20 del 05/08/2019 “Assestamento al bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni 2019 – 2021”;
16. la legge della Regione Liguria n. 21 del 05/08/2019 “Misure regionali per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici di edilizia residenziale pubblica e privata”;
17. la legge della Regione Toscana n. 54 del 02/08/2019 “Bilancio di previsione finanziario 2019 – 2021. Assestamento”;
18. la legge della Regione Toscana n. 53 del 02/08/2019 “Rendiconto generale per l’anno finanziario 2018”;
19. la legge della Regione Marche n. 23 del 31/07/2019 “Modifica alla legge regionale 15 ottobre 2001, n. 20 “Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione””;
20. la legge della Regione Marche n. 24 del 31/07/2019 “Disposizioni urgenti di modifica delle leggi regionali 3 agosto 2010, n. 11 “Misure urgenti in materia di contenimento della spesa”, 30 dicembre 2014, n. 36 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015/2017 della Regione. Legge finanziaria 2015”, 3 ottobre 2018, n. 39 “Variazione generale al bilancio di previsione 2018/2020 ai sensi del comma 1 dell’articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 – 1° provvedimento” e 28 dicembre 2018, n. 51 “Disposizioni per la formazione del bilancio 2019/2021 della Regione Marche (Legge di stabilità 2019)””;
21. la legge della Regione Marche n. 25 del 01/08/2019 “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 2 agosto 2017, n. 25 “Disposizioni urgenti per la semplificazione e l’accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del 2016””;
22. la legge della Regione Marche n. 26 del 01/08/2019 “Sostegno alla creazione della filiera della canapa industriale”;
23. la legge della Regione Marche n. 27 del 01/08/2019 “Norme per la riduzione dei rifiuti derivanti dai prodotti realizzati in plastica”;
24. la legge della Regione Piemonte n. 20 del 07/08/2019 “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2018”;
25. la legge della Regione Sardegna n. 13 del 05/08/2019 “Ridefinizione dei confini tra i Comuni di Magomadas e Tresnuraghes”;
26. la legge della Regione Sardegna n. 14 del 05/08/2019 “Agevolazioni tariffarie finalizzate a favorire la mobilità sostenibile e contrastare la dispersione scolastica. Modifiche al comma 33 dell’articolo 5 della legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48 (Legge di stabilità 2019)”;
27. la legge della Regione Sardegna n. 12 del 31/07/2019 “Prima variazione di bilancio per l’avvio delle attività del “Mater Olbia””;
28. la legge della Regione Lombardia n. 15 del 06/08/2019 “Assestamento al bilancio 2019-2021 con modifiche di leggi regionali”;
29. la legge della Regione Puglia n. 35 del 09/08/2019 “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 aprile 2014, n. 10 (Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), integrazioni alla legge regionale 26 aprile 1995, n. 27 (Disciplina del demanio e del patrimonio regionale) e modifiche alla legge regionale 30 aprile 2019, n. 18 (Norme in materia di perequazione, compensazione urbanistica e contributo straordinario per la riduzione del consumo di suolo e disposizioni diverse”;
30. la legge della Regione Puglia n. 36 del 09/08/2019 “Valorizzazione delle risorse immateriali delle imprese per lo sviluppo dell’economia pugliese”;
31. la legge della Regione Puglia n. 37 del 09/08/2019 “Norme in materia di contrasto alle delocalizzazioni produttive al fine di salvaguardare i livelli produttivi e occupazionali”;
32. la legge della Regione Puglia n. 38 del 09/08/2019 “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
33. la legge della Regione Puglia n. 39 del 09/08/2019 “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
34. la legge della Regione Puglia n. 40 del 09/08/2019 “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
35. la legge della Regione Puglia n. 41 del 09/08/2019 “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie”;
36. la legge della Regione Puglia n. 42 del 09/08/2019 “Istituzione del Reddito energetico regionale;
37. la legge della Regione Puglia n. 44 del 09/08/2019 “Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2016, n. 36 (Norme di attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia. Istituzione del “Catasto energetico regionale”), e norme per le attività di conservazione e premoltiplicazione del materiale di propagazione vegetale”;
38. la legge della Regione Puglia n. 45 del 09/08/2019 “Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche”;
39. la legge della Regione Toscana n. 56 del 05/08/2019 “Nuove disposizioni in materia di cave. Modifiche alla l.r. 35/2015 e alla l.r. 65/2014”;
40. la legge della Regione Veneto n. 32 del 08/08/2019 “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante dall’acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. nel corso dell’esercizio 2016”;
41. la legge della Regione Veneto n. 33 del 08/08/2019 “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante dall’acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa nell’ambito dell’iniziativa didattica Guardiani della Natura 2014”;
42. la legge della Regione Veneto n. 35 del 08/08/2019 “Promozione del cicloturismo e istituzione del logo “Venice bike lands”;
43. la legge della Regione Veneto n. 36 del 08/08/2019 “Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale ed agroalimentare della canapa (Canapa sativa L.)”.

 

 

 

Cdm 7

Il mercato immobiliare trentino frena: in calo compravendite e mutui. Gli agenti immobiliari di FIMAA Trentino fanno il punto sulla situazione con l’Agenzia delle Entrate ed il Consiglio notarile di Trento e Rovereto.

Le condizioni sono le migliori ma il mercato dà segni di stagnazione: il tradizionale punto quadrimestrale di Fimaa Trentino, l’associazione degli agenti immobiliari, per la prima volta dopo quasi un anno di timida ma costante crescita, restituisce un mercato in flessione. Un calo che, pur non destando troppe preoccupazioni essendo riferito ad un periodo dell’anno notoriamente “fiacco” tra tasse e vacanze, lascia gli agenti immobiliari in apprensione. I dati sono emersi stamattina nel corso della presentazione tenutasi nella sala delle Associazioni della sede di Confcommercio Trentino.

Mutui a tassi molto bassi e prezzi degli immobili ancora molto contenuti, ancora molto lontani dal periodo pre-crisi. Dovrebbero essere le condizioni ideali per un mercato immobiliare a gonfie vele, invece i numeri dicono esattamente l’opposto: dopo un anno di crescita, contenuta ma costante, gli indici segnano performance negative, soprattutto quelli sulla sottoscrizione di mutui: -11%, secondo il Consiglio notarile di Trento e Rovereto. Le compravendite di immobili residenziali sono passate, secondo l’Agenzia delle Entrate, dai 4.387 del periodo gennaio-agosto 2018 alle 3.941 del periodo gennaio-agosto 2019. Un calo circa del 9%, concentrato soprattutto sugli ultimi quattro mesi dell’intervallo.

«I numeri di Agenzia e Consiglio notarile – osserva il presidente Fimaa Severino Rigotti – sono in linea con le impressioni dei nostri associati: il mercato sta rallentando, se non addirittura invertendo il segno. È vero che le condizioni sono molto favorevoli, ma ci sono molti aspetti da tenere in considerazione. Innanzitutto stiamo vivendo un clima piuttosto confuso, sia a livello politico che economico, e le famiglie non se la sentono di affrontare una compravendita immobiliare. Del resto i numeri ci dicono che le famiglie italiane sono quelle maggiormente propense al risparmio in Europa, e in Italia abbiamo la più alta percentuale di proprietari di casa.

Va inoltre considerato che il periodo estivo tradizionalmente presenta segnali di rallentamento per una serie di fattori concomitanti come il pagamento delle imposte e le vacanze estive. Se vogliamo essere positivi, possiamo considerare il fatto che il “nuovo” si sta riprendendo e torna ad essere appetibile sul mercato. Abbiamo ancora molti immobili sul mercato che risalgono al 2007 e non sono mai stati abitati. Un altro aspetto positivo è quello delle aste immobiliari, che vanno via via esaurendosi. Si è trattato di un fattore devastante per l’intero settore, che ha complicato in maniera incredibile la gestione di quotazioni e valutazioni».

Alla presentazione di stamattina, oltre al presidente FIMAA Severino Rigotti ed ai consiglieri dell’associazione, hanno partecipato anche il presidente del Consiglio Notarile di Trento e Rovereto Orazio Marco Poma, ed il direttore dell’Ufficio Provinciale – Territorio della direzione provinciale di Trento dell’Agenzia delle Entrate Paolo Borzaga. Per il notaio Poma – che ha portato dati dell’intera provincia, riferiti sia al mercato residenziale che commerciale – le compravendite, nel trimestre aprile-maggio 2019 sono cresciute circa del 4,5%. Un dato fortemente influenzato dagli scambi di immobili non abitativi che hanno raggiunto un aumento del 9%. A diminuire, spiega il notaio, sono soprattutto i mutui ipotecari, in flessione del 14%, mentre i chirografari sono scesi del 2,9%. Le donazioni sono calate del 14%.

La Fenalt si fa portatrice dell’insoddisfazione dei tecnici UOPSAL costretti a lavorare in condizioni che non garantiscono la qualità del servizio. Dallo stato di agitazione si passerà alla protesta vera e propria. Situazione insostenibile. Colmato il limite.

Come di consueto, alla cronaca nera tristemente folta ed attuale degli infortuni sul lavoro, fanno seguito interventi volti a denunciare la carenza di prevenzione e di cultura della sicurezza.

Come sindacato maggiormente rappresentativo fra gli ispettori UOPSAL non possiamo che denunciare come in base alla nostra percezione e a quella dei nostri iscritti, questa tematica non sia tenuta in particolare considerazione né da parte d APSS né da parte della politica trentina che dovrebbe dare idonee direttive e conseguenti risorse all’APSS.

Constatiamo e denunciamo da anni che il personale è ridotto all’osso, dovendosi alla fine spendere più in attività di collaborazione con l’apparato giudiziario, ad infortunio avvenuto, piuttosto che in attività di controllo e prevenzione.

Ci attenderemmo quindi un intervento dell’assessore Segnana che ci conforti sulla sua sensibilità al tema e convochi un incontro con APSS e Sindacati interni per verificare quanto stiamo da tempo sottolineando.

La scarsità di personale, le modalità organizzative carenti e addirittura le dotazioni obsolete ed insufficienti dipingono un quadro della situazione tutt’altro che indice di un interesse prioritario da parte dell’APSS.

Segnaliamo inoltre un malcontento crescente degli operatori che si trovano a far fronte a situazioni di interventi frequenti e complessi in condizioni di precarietà organizzativa, con notevoli responsabilità personali come ben si può immaginare nel corso delle istruttorie per le indagini della Procura.

Non a caso da alcuni mesi abbiamo dichiarato lo stato di agitazione del personale (non supportati da nessun altro sindacato) e se nelle prossime settimane non avremo segnali positivi è inevitabile che si passi alle azioni di protesta.

Forse è tempo di scandalizzarsi di meno, di fare meno slogan, di illuderci di meno e di iniziare a riorganizzare il servizio partendo dalle esigenze di chi ci lavora.

 

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Maurizio Valentinotti

Segretario Generale Fenalt

Mobilità in Fassa: vicini alla corsia per il trasporto pubblico. La Commissione mobilità del Comun general, guidata dal conseier de procura Celestino Lasagna, sostiene il progetto del Bus Rapid Transit, da 40 milioni di euro, con cui la Provincia intende ridurre il traffico nella valle ladina.

L’incontro tra l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, il consigliere provinciale ladino Luca Guglielmi, il conseier de procura alla mobilità del Comun general de Fascia Celestino Lasagna e i vertici dell’Apt di Fassa, avvenuto lo scorso primo ottobre nella sede dell’Apt ladina, ha confermato l’intenzione della Provincia di Trento, per risolvere il problema del traffico in Val di Fassa, di proseguire nello studio della corsia per il Bus Rapid Transit. Si tratta della corsia riservata al trasporto pubblico, che avrebbe un costo di circa 40 milioni di euro. Non solo, la PAT, per migliorare il trasporto pubblico su gomma in estate, starebbe valutando di incrementare, dal 2020, le corse con cadenza ogni 10 minuti.

La scelta della corsia dedicata al trasporto pubblico convince la Commissione mobilità del Comun general che, in questi anni, ha esaminato il problema del traffico da affrontare sui suoi due fronti: la mobilità interna lungo l’asse di valle e la mobilità esterna, caratterizzata dall’afflusso di diversi mezzi privati (soprattutto di turisti) provenienti da aeroporti e stazioni ferroviarie. «Per la mobilità interna – spiega Celestino Lasagna – servono soluzioni a breve termine, invece per quella esterna l’obiettivo è a medio termine. Nel caso del collegamento con gli aeroporti e le stazioni ferroviarie, le soluzioni vengono fornite dal mercato, infatti esiste il trasporto privato che offre il servizio verso questi scali, mentre mancano i collegamenti con l’asse ferroviario del Brennero e trasporti frequenti da e per la stazione di Bolzano». La Commissione ha vagliato anche diversi progetti di mobilità pubblica alternativa alle auto.

«Le ipotesi prese in considerazione sono il trasporto su rotaia proposto nello studio del BIM e in quello di Transdolomites, nonché un sistema di mobilità su fune su cui c’era molto interesse. La Provincia ha, invece, presentato il progetto di una corsia riservata al Bus Rapid Transit di linea lungo le Valli di Fiemme e di Fassa per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e ridurre notevolmente, rispetto ai veicoli privati, i tempi di percorrenza. Dopo un’attenta valutazione, quest’ultimo progetto si rivela preferibile: è l’unico in grado di diminuire il traffico, a breve termine. I tempi e i costi di realizzazione e manutenzione, poi, sono molto inferiori rispetto al trasporto su ferrovia o su fune, inoltre la nuova corsia potrebbe essere utilizzata anche dai mezzi di soccorso, spesso intralciati dai veicoli».

A far optare la Commissione per questa soluzione anche i periodi di concentrazione critica del traffico che coincidono con l’alta stagione turistica e si circoscrivono a due-tre settimane ad agosto e altrettante d’inverno. «Le infrastrutture sono indispensabili in limitati momenti dell’anno e considerando il rapporto costi benefici, sia dal punto di vista economico, sia ambientale, la corsia in questione è indubbiamente la soluzione migliore. Non da ultimo, eccetto durante l’alta stagione, su questa corsia potrebbero transitare le biciclette o i pedoni, in modo da separare le categorie di destinatari del tracciato ciclopedonale, che a volte risulta pericoloso a causa del sovraffollamento, migliorandone così la sicurezza e la fruibilità da parte degli utenti».

Certo, ci sono anche altre priorità legate alla mobilità in Fassa, come sottolinea Lasagna: «Per incentivare l’uso del trasporto pubblico è indispensabile la creazione di parcheggi di testata. Dobbiamo, poi, sollecitare la Provincia per la realizzazione dei pochi interventi previsti nel “Piano stralcio della mobilità della Val di Fassa”, in particolare il completamento del percorso ciclopedonale e le rotatorie di Sèn Jan e di Forno. È opportuno anche avviare al più presto la progettazione della circonvallazione Campitello-Canazei, per liberare i centri abitati dal traffico. Infine, auspichiamo un collegamento a fune da Soraga a Pozza – frazione di Sèn Jan».

 

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Comunicato stampa

Mobilità te Fascia: podessa ruèr la corsìa per l trasport publich

La Comiscion mobilità del Comun general, reta dal conseier de procura
Celestino Lasagna, la sostegn l projet del Bus Rapid Transit, da 40 milions de euro,
con chel che la Provinzia la volessa smendrèr l trafich te Fascia

La scontrèda anter l’assessor provinzièl al turism Roberto Failoni, l conseier provinzièl ladin Luca Guglielmi, l conseier de procura a la mobilità del Comun general de Fascia Celestino Lasagna e la direzion de l’Apt de Fascia, stata l prum de otober passà te senta de l’Apt ladina, l’à confermà l’intenzion de la Provinzia de Trent, per fèr fora la costion del trafich te Fascia, de jir inant col studie de la corsìa per l Bus Rapid Transit. Se trata de la corsìa resservèda al trasport publich, che l’aessa n cost de apresciapech 40 milions de euro. No demò, la PAT, per miorèr l trasport publich co la corieres via per l’istà, la fossa dò a conscidrèr de smaorèr l numer de la corses, dal 2020 inant, ogne diesc menuc.

La cernia de la corsìa aposta per l trasport publich la ge scusa a la Comiscion mobilità del Comun general che, te chisc egn, l’à conscidrà la costion del trafich da cogner fèr fora de doi versc: chel de la mobilità te val e chel de la mobilità che vegn da foravìa, caraterisèda soraldut dal gran numer de veìcoi privac (più che auter de ghesć) che vegn da aeroporc e stazions de la ferata. «Per chel che vèrda la mobilità te val – l despiega Celestino Lasagna – ge vel troèr fora soluzions te tempes curc. Alincontra, per chela che vegn da foravìa, per ruèr a l’obietif ge vel tempes più lonc. Tel cajo del coleament coi aeroporc e la stazions de la ferata la soluzions les vegn jà dal marcià, de fat l’é l trasport privat che l sporc l servije envers chesta destinazions, ma mencia amò i coleamenc co la ferata del Brener e n maor numer de trasporc da e per la stazion de Busan». La Comiscion l’à conscidrà ence de etres projec de mobilità publica alternativa ai auti. «La proponetes vardèdes fora l’é l trasport co la ferata proponet tel studie del BIM e te chel de Transdolomites e n sistem de mobilità con impianc a fun, sun chel che l’era n gran enteress.

La Provinzia l’à enveze metù dant l projet de na corsìa resservèda al Bus Rapid Transit de linia te la valèdes de Fiem e de Fascia per sostegnir la doura di mesi publics e smendèr n bon pech, respet ai veìcoi privac, i tempes per passèr fora la valèdes. Dò aer vardà fora chisc projec, chest ultim l se à palesà desche chel da preferir, ajache l’é l soul che pel smendrèr l trafich te tempes curc. I tempes e i cosć per fèr i lurieres e per la manutenzion i é ence trop mendres respet al trasport co la ferata o con impianc a fun e, amò apede, la neva corsìa la podessa vegnir durèda ence dai mesi de socors, che tropa outes i stenta a se mever per via del trafich». A fèr dezider la Comiscion per chesta soluzion l’é ence l fat che l trat de temp te chel che l’é dassen n gran trafich l’é de dotrei setemènes de aost e autertantes d’invern. «La infrastrutures les serf demò per curc trac de temp te n an e conscidran l raport anter i cosć e i benefizies, tant dal pont de veduda economich che ambientèl, la corsìa en costion l’é seguramenter la mior soluzion.

Amò apede, fora che endèna l’auta sajons, sun chesta corsìa podessa jir la rodes o la jent che va a pé, a na moda da spartir la categorìes che se emprevèl del vièl per jir a pé e co la rodes che, vèlch outa, l’é pericolous per via che l’é massa jent che la l doura e se podessa coscita miorèr la segureza e la doura da pèrt di utenc». Ben segur, l’é ence de autra prioritèdes leèdes a la mobilità te Fascia, descheche sotrissea Lasagna: «Per fèr a na moda che la jent la se emprevèle del trasport publich ge vel enjignèr posć per i auti al scomenz di paìjes. Cognon dapò ge domanèr a la Provinzia che la mete en esser i pec intervenc pervedui del “Pian spezifich per la mobilità te Fascia” e soraldut che vegne fenì sù l vièl per jir a pé e co la roda e la strèda per tor fora i paìjes de Ciampedel e Cianacei a na moda da tor fora l trafich. Tinultima se se augura che vegne enjignà n coleament con n impiant a fun anter Soraga e Poza – frazion de Sèn Jan».

Docenti neo immessi in ruolo: al via l’anno di formazione. Venerdì 4 e sabato 5 ottobre il primo incontro presso Iprase.

Venerdì 4 e sabato 5 ottobre 2019 si aprirà a Rovereto l’anno di formazione per i docenti neoassunti e per i docenti con passaggio di ruolo relativo all’anno scolastico 2019/20. Si tratta di circa 500 docenti, suddivisi nei tre ordini di scuola (primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado): di questi 50 sono insegnanti di religione cattolica e 40 di lingua inglese e tedesca.

Il percorso di formazione, di complessive 50 ore, si articolerà in tre diverse fasi, al fine di contemplare tutte le tre dimensioni che contraddistinguono la formazione in ingresso: il piano individuale/personale della funzione docente (autoformazione 15 ore), quello dell’Istituzione scolastica in cui opera (formazione all’interno dell’istituto 20 ore) e infine quello dell’intero sistema educativo di istruzione e formazione provinciale, curato da Iprase (15 ore).

Relativamente a quest’ultima fase, il primo incontro, che vede i docenti suddivisi per ordine di scuola – la scuola secondaria di secondo grado il venerdì pomeriggio, la scuola secondaria di primo grado la mattina del sabato e la scuola primaria il sabato pomeriggio -, si aprirà con un intervento della prof.ssa Annamaria Ajello, ordinaria di psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione all’Università Sapienza di Roma, nonché presidente di Invalsi. La professoressa Ajello tratterà tre temi che accomunano tutti i docenti di ogni ordine e grado: i criteri di conduzione della classe, i meccanismi di funzionamento della comunità docente come gruppo professionale e i criteri di verifica e valutazione.

L’apertura della mattinata di sabato 5 ottobre, dedicata ai docenti di scuola secondaria di primo grado, vedrà anche la partecipazione dell’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti che porterà il suo saluto a tutti i docenti neoimmessi in ruolo.

Il secondo incontro, previsto per mercoledì 20 novembre, si focalizzerà su altri due temi di fondamentale importanza in ambito educativo: l’Obiettivo 4-Istruzione di qualità dell’Agenda ONU 2030 e la promozione di pratiche per favorire una scuola equa e inclusiva per tutti e per ciascuno. Ne parleranno rispettivamente il prof. Stefano Molina della Fondazione Giovanni Agnelli di Torino e il prof. Dario Ianes dell’Università di Bolzano. I docenti potranno seguire l’incontro in collegamento streaming dalle sei sedi scolastiche individuate sul territorio provinciale che hanno fornito la propria disponibilità.

Il percorso di formazione si svilupperà poi in incontri laboratoriali differenziati a seconda di grado e ordine di scuola, per terminare nel mese di aprile 2020.

Il Partito Democratico del Trentino, supportato dal lavoro di una propria Commissione dedicata alla tematica, ha avviato una iniziativa a sostegno dell’ammodernamento, anche attraverso l’elettrificazione, della ferrovia della Valsugana. Asse ferroviario importante per potenziare il trasporto pubblico, che deve essere ottimizzato per dare un sevizio di qualità a pendolari e turisti, contribuire al decongestionamento del traffico su gomma e migliorare l’impatto ambientale.

Da due settimane il Partito Democratico del Trentino ha iniziato la raccolta firme per una petizione popolare sull’elettrificazione della ferrovia della Valsugana, indirizzata ai presidenti della Giunta Provinciale e del Consiglio Provinciale, affinché si operi nella direzione già prevista ed in gran parte finanziata dal CIPE a RFI per l’ammodernamento di questo tratto ferroviario.

La Conferenza Stampa informerà inoltre del convegno in programma l’ 11 novembre a Levico Terme, dove esperti e interessati al potenziamento della ferrovia della Valsugana si confronteranno sul tema.

 

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sabato 5 ottobre alle ore 11.00

presso la stazione dei treni di Pergine Valsugana

Rocco Schiavone. St 3 Ep 1 2019 La vita va avanti. Rocco è di nuovo ad Aosta, ormai solo, a fare i conti con quello che è successo: il suo migliore amico Sebastiano è agli arresti domiciliari, Furio e Brizio non lo chiamano più, Caterina, di cui si era innamorato, si è rivelata una spia. A Rocco è rimasta solo Marina, che ancora di tanto in tanto torna a fargli compagnia, e il suo vicino di casa Gabriele. E poi, ovviamente, il suo lavoro che lo porta ad investigare su un delitto avvenuto in Valpelline. Ma Schiavone non ha più voglia di indagare.

 

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A Riva del Garda l’8° simposio delle residenze per anziani targato Euregio. Segnana ” Un momento di scambio di buone pratiche già attive, ma anche di confronto per trovare soluzioni alternative per i nostri anziani”.

“PrenderSi cura – un lavoro prezioso per la comunità”: questo il titolo dell’8° simposio delle residenze per anziani nell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino che in questi giorni si sta tenendo a Riva del Garda. Obiettivo del simposio è quello di trasmettere strategie innovative e condividere buone pratiche – anche su scala internazionale – con lo scopo di affrontare insieme il crescente fabbisogno di personale specializzato nel settore della cura agli anziani.

Il convegno moderato da Massimo Giordani, UPIPA (Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistenza) ha avuto inizio con i saluti istituzionali dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e dei presidenti delle associazioni delle residenze per anziani provenienti dai tre territori dell’Euregio Tirolo–Alto Adige–Trentino.

“Si tratta di un evento molto importante – ha sottolineato l’assessore Segnana dando il benvenuto ai partecipanti – in quanto occasione di scambio e di incontro soprattutto tra le realtà presenti nei territori che lavorano nell’ambito delle residenze per anziani. Un momento di scambio di buone pratiche già attive, ma anche di confronto per trovare soluzioni alternative per i nostri anziani. Per far crescere la qualità delle nostre residenze e la nostra capacità di rispondere ai bisogni della popolazione anziana è importante favorire momenti di confronto. Le caratteristiche comuni dei tre territori dell’Euregio, come il fatto di essere collocati in un contesto montano, ci aiutano a capire come impostare i servizi”.

In un mondo in continua evoluzione, attraverso un processo di apprendimento reciproco, si è cercato di dare una risposta adeguata al futuro del mercato del lavoro in questo settore sempre più importante per la nostra società nell’Euregio Tirolo-Alto Adige- Trentino.

La sfida per il futuro dovrà tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione. Sarà necessario individuare soluzioni innovative, che non tengano in considerazione solo la residenzialità – ovvero posti letto – ma anche alternative presenti sul territorio quali la “residenzialità leggera” o il cohousing. Per fare questo sarò necessario avere del personale formato, presente in numero adeguato e fidelizzato. In futuro bisognerà quindi puntare l’attenzione su una formazione specifica e favorire l’ingresso di nuovo personale che sappia inserirsi in contesti non solo residenziali.

Nell’introduzione il direttore Massimo Giordani ha illustrato le sfide del fabbisogno di personale specializzato nelle residenze per anziani in quanto stanno aumentando i bisogni degli anziani e la necessità di avere personale competente. Gli operatori attualmente in servizio stanno invecchiando ed è sempre più difficile trovare operatori giovani disposti a svolgere questi mansioni.

L’esperta in nuovi approcci nella gestione dei dipendenti Gabriele Adelsberger ha tenuto una Lectio Magistralis dal titolo “New Work”: scenari e tendenze del mercato del lavoro nel settore sanitario-assistenziale. Nel corso del simposio sono state poi messe in luce buone pratiche nelle residenze per anziani dell’Euregio Tirolo–Alto Adige–Trentino. In particolare è stato portata l’esperienza Family-Audit in Trentino ed il progetto alto atesino “Estate diversamente nuova”. Non è mancata una visione globale attraverso esperienze quali la cura di quartiere nell’assistenza di lunga degenza portata avanti attraverso il sistema „Buurtzorg“ e l’iniziativa dell´infermiera diplomata Karin Ott che sta creando una struttura socio-sanitaria privata nell’area di Innsbruck e dintorni. Al termine della giornata di lavori è seguita la visita alla APSP di Riva del Garda. Domani il simposio procede con le visite alla APSP di Storo e di Bezzecca.

Maltempo 2018: la proposta delle Regioni e delle Province autonome per l’eventuale rimodulazione delle risorse. Il presidente Fugatti ha presieduto la riunione della “Commissione speciale Protezione civile” della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Oggi il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha presieduto, da Trento in videoconferenza, una riunione della Commissione speciale Protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. La Commissione ha approvato una proposta di criteri per l’eventuale rimodulazione delle risorse che erano state stanziate dallo Stato per sostenere i territori che avevano subito i danni da maltempo nell’autunno 2018.

Il documento approvato oggi verrà inviato in giornata al Dipartimento Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il suo contenuto sarà ripreso nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che integrerà le previsioni dei due decreti del 2019 con cui sono state stanziate le risorse per le Regioni e le Province autonome.

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2019 lo Stato aveva stanziato la somma compressiva di due miliardi e seicento milioni (sulle annualità 2019-2020-2021), in favore di Regioni e Province autonome, per la ricostruzione dopo i danni causati dal maltempo dell’autunno precedente. Al Trentino erano stati assegnati 133 milioni di euro.

Con il successivo decreto del 4 aprile sono stati stanziati complessivamente altri 524 milioni (per gli anni 2019-2020). Al Trentino, con questo provvedimento, sono stati destinati altri 85,6 milioni di euro.

I decreti prevedevano che si facesse, al 30 settembre, una verifica sullo stato di avanzamento degli investimenti realizzati dalle Regioni e Province autonome, per una eventuale rimodulazione degli stanziamenti che premi la capacità di spesa, di contrattualizzazione degli interventi. Il Trentino ha superato il livello previsto al 30 settembre, ovvero del 70% degli stanziamenti. Una verifica ulteriore sarà fatta entro il 31 dicembre.

Il Dipartimento Protezione Civile nazionale ha chiesto alle Regioni e Province autonome di formulare una proposta per l’eventuale rimodulazione delle risorse. Oggi, in seduta politica, la Commissione speciale ha approvato un testo con i criteri che saranno inseriti in un nuovo decreto.

13 ottobre 69° Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro”. La UIL del Trentino: Basta con questa strage, basta con le parole. Serve un forte impegno congiunto di tutti i soggetti coinvolti, per una vera e propria campagna contro gli infortuni. E nuove misure anche in Trentino.

Continua lo stillicidio di infortuni sul lavoro. Anche mercoledì in Trentino due gravi incidenti, uno occorso ad un operaio in un cantiere, l’altro ad un boscaiolo  in una foresta. Speriamo di non dover piangere un’altra morte di un lavoratore, dopo le sette vittime in Trentino del 2019. E domenica 13 ottobre l’ANMIL, la benemerita Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro celebra la 69° Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, nel 2018 ben 1.133 morti e oltre 600.000 infortuni in tutta Italia.

C’è bisogno di una formazione e di un’informazione più capillari. In alcune realtà lavorative, infatti, non sempre si ha conoscenza delle leggi, ne consapevolezza degli stessi strumenti a disposizione, per realizzare una vera ed efficace prevenzione. Peraltro, le tipologie degli incidenti sono spesso analoghe. Bisogna, inoltre, aumentare i controlli e prevedere anche un inasprimento delle sanzioni.

La Uil del Trentino ha recentemente proposto che gli ispettori, il cui numero di assegno in Trentino va fra l’altro incrementato – lo chiediamo da anni – siano messi in condizione di intervenire, al di fuori dei canonici giorni ed orari di lavoro della passata “società’ industriale, fordista” , durante l’arco orario di tutta la giornata, notte compresa, ed anche, addirittura con maggior frequenza, nei giorni festivi,  in quei settori (commercio e turismo e agricoltura), sempre più ordinari giorni di lavoro.

E lanciamo inoltre una proposta nuova, che riguarda l’utilizzo,  oltre all’ Arma dei Carabinieri ed ai tecnici dell’azienda sanitaria – quest’ultimi spesso costretti al lavoro d’ufficio o di supporto alla magistratura – l’affiancamento di nuclei specialistici della Polizia municipalizzata, per una maggiore vigilanza riguardo ai controlli nei cantieri edili urbani e comunali e la discesa in campo, nel settore agricolo e forestale, alla luce anche del “disastro  Vaia”, di nuclei specializzati del Corpo forestale provinciale.

Sarebbe più consona per i forestali ed utile alla comunita’ trentina la ricerca, il controllo, la verifica delle modalità di lavoro degli operai e tecnici forestali che stanno operando nei nostri boschi sinistrati, piuttosto che la ricerca del fantasma di M49, a zonzo per il Trentino. La  presenza aggiuntiva di questi nuovi soggetti avrebbe sicuramente una capacità “deterrente” maggiore anche sul versante della sicurezza sul lavoro e  forse  comporterebbe  una maggior attenzione da parte di tutti gli attori in campo: aziende, lavoratori, enti pubblici ed opinione pubblica.

Un gran lavoro per tutti quindi. Ma nessuno può esimersi dal lavorare per la vita e per evitare che qualcuno, quella vita, la perda.

 

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Walter Alotti
Segretario Generale
UIL del Trentino

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