Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino
Tre interventi per l’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino.

 

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Cercatrice di funghi soccorsa nei boschi della Val di Sole

Nel primo pomeriggio di oggi l’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino è intervenuta per soccorrere una donna scivolata nel bosco mentre era alla ricerca di funghi con il marito. La fungaiola, una signora milanese di 77 anni, si trovava in una zona particolarmente erta e impervia nei boschi tra l’abitato di Mezzana e Pellizzano (Val di Sole) sotto il lago dei Caprioli, quando ha perso l’equilibrio ed è scivolata per qualche metro sbattendo sul terreno roccioso. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 14.45 dal rifugista del Rifugio Alpino, allertato dell’accaduto da un gruppo di amici della donna.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto una squadra di operatori della Stazione Val di Sole. La signora è stata localizzata e raggiunta grazie alle coordinate gps. Vista la dinamica dell’incidente si è preferito far intervenire anche l’elicottero. Il medico e il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino si sono calati sulla donna tramite il verricello e dopo averla stabilizzata la hanno imbarcata a bordo per il trasporto all’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

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Intervento sul Campanil Basso (Dolomiti di Brenta)

È terminato poco dopo le 19 l’intervento per il recupero di un alpinista feritosi a un arto inferiore mentre stava scalando la via Fehrmann sul Campanil Basso (Dolomiti di Brenta). All’ultimo tiro della via, il secondo di cordata ha sbattuto violentemente un piede, dovendo allertare il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 16.

I due alpinisti sono riusciti a scendere autonomamente in corda doppia fino alla base della parete. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero il quale, approfittando di una finestra di bel tempo vista la presenza di nebbia in quota, è riuscito a recuperare con il verricello l’alpinista e a trasportarlo all’ospedale Santa Chiara di Trento. Non è stato necessario l’intervento degli operatori delle Stazioni di Madonna di Campiglio e di Molveno pronti in piazzola.

 

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Intervento notturno nei pressi del rifugio Val di Fumo

Nella notte tra domenica e lunedì, la Stazione Valle del Chiese dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino è intervenuta per il recupero di tre persone, due uomini e una donna di origine sarda. I tre escursionisti facevano parte di un gruppo più ampio partito dal rifugio Trivena in Val di Breguzzo con destinazione rifugio Val di Fumo dove avrebbero trascorso la notte. Nel corso dell’escursione il gruppo si è frammentato e i tre sono rimasti indietro, in una zona dove è difficile trovare campo. Alle 22 il rifugista ha allertato il Numero Unico per le Emergenze 112 non vedendoli ancora arrivare.

Sei operatori della Stazione Valle del Chiese del Soccorso Alpino sono partiti alla ricerca dei tre escursionisti: una squadra partendo dalla Val Breguzzo e l’altra dalla Val di Fumo. Le tre persone sono state ritrovate incolumi sul sentiero 248 verso le 2 di notte e sono state accompagnate fino al rifugio Val di Fumo.

Domani sarà una delle giornate più attese ma anche più incerte nella politica degli ultimi mesi, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte farà le sue comunicazioni nell’Aula del Senato e arriveranno le conseguenti prese di posizione dei partiti di maggioranza e opposizione. Conte si dimetterà? Si voterà la mozione di sfiducia? Si concretizzerà l’annunciata crisi di Governo?
Sky TG24 racconterà in diretta questa giornata cruciale con “Il giorno di Conte”, in onda domani, martedì 20 agosto dalle 14.30 alle 20.00, con numerosi ospiti tra commentatori, giornalisti ed esponenti politici. Lo speciale, condotto da Helga Cossu e Fabio Vitale con gli approfondimenti allo SkyWall di Stefania Pinna, seguirà i lavori parlamentari e le reazioni politiche, analizzando i possibili scenari e le ipotesi in campo.

Dopo il successo nei mondiali di deltaplano lo scorso luglio, il tricolore sventola anche sul podio del 16° Campionato del Mondo di volo in parapendio che si è chiuso a Krushevo in Macedonia.

Joachim Oberhauser, pilota di Termeno (Bolzano), 43 anni, esperto di macchine agricole nella vita, è il nuovo Campione del Mondo. Insieme a lui il team Italia vince per la prima volta identico titolo a squadre in condivisione con la Francia. Oltre che da Oberhauser, la nazionale azzurra comprendeva la milanese Silvia Buzzi Ferraris, Christian Biasi di Rovereto (Trento), Marco Busetta di Paternò (Catania), Alberto Vitale pilota ragusano trapiantato a Bologna e Alberto Castagna di Cologno Monzese (Milano) in veste di CT.

Il successo è scaturito al termine di dieci task, una al giorno, su percorsi dai 65 ai 130 chilometri. Giudici di gara i funzionari della FAI, Fédération Aéronautique Internationale.

Osso duro da battere per i 150 piloti iscritti in rappresentanza di 48 nazioni quelli francesi, campioni del mondo uscenti a squadre, individuale maschile e femminile. In pratica tutte le medaglie erano loro e non si sono smentiti neppure nei cieli macedoni prendendo all’inizio il comando della gara. Per gli azzurri sono stati dieci giorni di passione, su è giù per la graduatoria fino alla svolta nella settima giornata quando Oberhauser è riuscito a scalzare Honorin Hamard dal comando. Alla fine al francese andrà la medaglia di bronzo a pari merito con Vladimir Bacanin (Serbia) e dietro al russo Gleb Sukhotskiy, vice campione del mondo

Un altro momento importante per l’Italia quando Marco Busetta ha vinto la penultima prova portando al team i punti necessari per prendere il comando della classifica a squadre. La reazione dei francesi non si è fatta attendere, tanto che a giochi chiusi i transalpini raggiugeranno gli azzurri sul gradino numero uno del podio. Seguono Giappone e Svizzera.
Tra le quote rosa, impossibile battere Méryl Delferriere (Francia) che ha mantenuto il comando sulle 21 colleghe per tutto il campionato. Medaglia d’argento alla svizzera Yael Margrlisch; quella di bronzo a Ellis (Australia).

Dopo questa impresa possiamo guardare all’Italia come la nazione più forte al mondo nel volo libero in parapendio e deltaplano, laddove per libero si intende il volo senza motore, sulle ali del vento e delle correnti d’aria ascensionali. Non si ricorda neppure un altro sport nel quale atleti azzurri abbiano vinto di più.

“Come abbiamo sempre detto: attendiamo le dichiarazioni di Conte e l’apertura della crisi. A quel punto alla Direzione del 21 riaffermeremo una posizione chiara: o nel corso delle consultazioni si verificano le condizioni per un governo forte e di rinnovamento anche nei contenuti o è meglio il voto.” Lo dichiara in una nota il Segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Orso M49. Enpa: pronti a impugnare anche l’ordinanza di Bolzano. Tra allarmi e false segnalazioni, è vera psicosi. M49-Maurizio è “prigioniero politico”, vuole solo essere lasciato in pace

A seguito dell’ordinanza di cattura annunciata dalla Provincia Autonoma di Bolzano, con annesse minacce di uccisione di M49 – orso Maurizio, l’Ente Nazionale Protezione Animali ha attivato il proprio ufficio legale affinché assuma ogni opportuna iniziativa. Come già accaduto per Trento, l’associazione è pronta a diffidare formalmente le istituzioni provinciali.

Istituzioni che, secondo la Protezione Animali, non stanno rispettando né le normative italiane né le norme europee, male interpretando la recente sentenza della Corte Costituzionale. «Tale pronunciamento – ricorda Enpa – ribadisce infatti che la gestione dei grandi carnivori è soggetta a leggi e procedure che, a partire dal coinvolgimento dell’Ispra e dall’adozione dei metodi ecologici di prevenzione, devono essere rispettate. Anche dalle Provincia Autonome di Trento e Bolzano. Nessuno pensi di sfruttate il periodo estivo per autorizzare catture pretestuose sotto ogni punto di vista o, peggio, per armare i fucili».

M49 – orso Maurizio diventato ormai un vero “prigioniero politico”, ostaggio di una contesa tutta giocata sulla ricerca del consenso localistico, nel tentativo di guadagnare i voti degli agricoltori e allevatori estremisti. «Tra presunti avvistamenti, false segnalazioni, allarmi infondati, siamo ormai alla psicosi. Trento e Bolzano ci dicano in base a quali elementi ritengono di aver trovato la posizione del plantigrado, ora localizzato in Trentino ora in Alto Adige, visto che l’animale non ha più il radiocollare e non può essere individuato con tanta sicurezza.

Inoltre, non c’è alcuna urgenza o alcun pericolo legato alla presenza di M49. Infatti, l’unica certezza è che il plantigrado non abbia alcuna intenzione di farsi trovare, confermando la sua riluttanza a qualsiasi contatto con le persone e con le attività antropiche, soprattutto dopo il trauma subito con la precedente cattura». Esattamente come accade con ogni altro animale selvatico.

 

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ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI Ente morale, onlus

 

Foto: archivio Pat

Trentino Digitale: entro l’inizio del 2020 il nuovo piano industriale. L’assessore Spinelli incontra i sindacati.

“Se pensiamo che solamente il 2% dei processi della pubblica amministrazione trentina sono digitalizzati, capiamo quanto lavoro ci sia da fare”. Così l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, che questo pomeriggio ha incontrato i rappresentati sindacali, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, di Trentino Digitale, di cui recentemente la Giunta provinciale ha rinnovato il consiglio di amministrazione, nominando come nuovo presidente Roberto Soj.

“Dentro la società – ha ribadito l’assessore – c’è qualità e competenza, ma dobbiamo fare in modo che queste competenze possano essere utilizzate al meglio. Il nostro obiettivo – ha chiarito – è quello di consentire all’azienda di poter esprimere tutte le sue potenzialità, secondo un nuovo piano industriale ed una conseguente nuova organizzazione che siano più aderenti ai mutamenti avvenuti negli ultimi anni e alle esigenze della pubblica amministrazione, intesa nel suo complesso e non solo come Provincia. Abbiamo bisogno di analisi dei processi, di sviluppatori e di diffondere la rete su tutto il territorio trentino.

Il rinnovato board – ha annunciato Spinelli – lavorerà nei prossimi mesi, in discontinuità con il passato, per predisporre il nuovo piano industriale, pronto ad inizio 2020, nel quale verrà ridefinita la vision di Trentino Digitale. Come detto in altre occasioni – ha spiegato Spinelli – la Provincia non intende disperdere un patrimonio di conoscenze tecniche e di professionalità costruito nel tempo e difficilmente reperibile sul mercato locale”.

Sulla questione dei premi di produttività, attualmente non omogenei rispetto ai dipendenti delle due società, Informatica Trentina e Trentino Network che fondendosi hanno dato vita a Trentino Digitale, l’assessore ha evidenziato la volontà della Giunta, nel rispetto delle normative vigenti, di arrivare ad una loro armonizzazione che possa evitare penalizzazioni e conflittualità interna.

Ospedale di Cavalese: una risposta alle domande del territorio. L’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana.

“Quella sull’ospedale di Cavalese è stata la prima importante delibera di questa Giunta a seguito del lavoro svolto dall’allora sottosegretario alla sanità Maurizio Fugatti. Ricordo inoltre che la domanda di riapertura era stata avviata dalla Giunta precedente. La chiusura aveva rappresentato a suo tempo per le partorienti della valle e delle zone limitrofe delle oggettive difficoltà e da parte nostra si è sempre sostenuta la necessità di adoperarsi per garantire i servizi sanitari nelle valli.

Il punto nascita a Cavalese rappresenta la risposta concreta ad una specifica esigenza avanzata non solo dalla comunità e dai comitati dei cittadini ma anche dalle istituzioni locali e dai rappresentanti politici del territorio. Siamo orgogliosi del risultato ottenuto anche grazie alla passione dei professionisti che quotidianamente lavorano per garantire la sicurezza di mamme e nascituri” . Questa la dichiarazione dell’assessore alla salute Stefania Segnana a commento delle interrogazioni e degli articoli circa il punto nascita di Cavalese pubblicati da un giornale on line in questi giorni.

L’ospedale di Cavalese, per ottemperare alle disposizioni previste dal Comitato Percorso Nascita Nazionale, che ha dato l’autorizzazione alla riapertura a prescindere dal numero dei nati, è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione che hanno consentito di allestire una sala operatoria dedicata alle emergenze ostetriche, requisito fondamentale per effettuare l’apertura del punto nascita avvenuta il 1° dicembre del 2018.

I lavori, seguiti direttamente dall’Azienda Sanitaria provinciale, si sono conclusi nei giorni scorsi, anticipando i tempi rispetto alla tabella di marcia prevista e – al netto di eventuali aspetti organizzativi – dal 1° settembre prossimo è confermata la piena disponibilità della sala chirurgica dedicata all’ostetricia e quindi il ripristino della sala chirurgica destinata all’ortopedia e alla chirurgia generale.

“Un risultato importante che ha rispettato la cronologia degli interventi e che permette di affrontare la prossima stagione sciistica con la tranquillità di avere a disposizione un’eccellenza per la traumatologia direttamente in valle, in prossimità degli impianti” sottolinea l’assessore Segnana. Dal servizio infrastrutture dell’Azienda confermano che a fine luglio sono stati eseguite le verifiche e il collaudo degli impianti e completato l’arredo e la messa in funzione di tutte le attrezzature e le tecnologie sanitarie per l’emergenza ostetrica e pertanto dal punto di vista tecnico per il 1° settembre l’intero blocco travaglio parto risulterà fruibile consentendo di ripristinare la sala operatoria al suo utilizzo originario.

“Siamo consapevoli che nascere a Cavalese sia più oneroso rispetto a Trento o Rovereto, ma a guidarci non possono essere solo mere valutazioni economiche. Ribadiamo pertanto la nostra intenzione di lavorare per garantire servizi ai cittadini che vivono in periferia e allo stesso tempo auspichiamo che contestualmente al ripristino della chirurgia traumatologica si spengano definitivamente le polemiche. Ai medici e a tutti i professionisti di ortopedia e di chirurgia rinnoviamo il nostro grazie per la pazienza avuta in questi mesi in cui era attiva un’unica sala chirurgica. A tutti i medici e operatori dell’ospedale di Cavalese e del Punto Nascita rinnoviamo la piena collaborazione e fiducia nel loro operato, consapevoli che il clima venutosi a creare e fomentato ad arte, non abbia facilitato il loro prezioso lavoro in questi ultimi mesi” conclude l’assessore Segnana.

L’appuntamento è venerdì 30 agosto tra le scenografiche mura dello splendido bene FAI per un nuovo aperitivo storico-musicale a base di eccellenze dei soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino.

Agosto si chiude alla grande, grazie alla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino che, come ormai da tradizione, arricchisce il programma degli ultimi venerdì dei mesi estivi con Castelli DiVini, l’esclusiva rassegna organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, la Rete dei Castelli del Trentino e il Nuovo Ensemble di Trento, con il supporto di Trentino Marketing nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

La data da segnare sul calendario è infatti venerdì 30 agosto, ore 18.30, presso il Castello di Avio che, con la sua maestosa imponenza, domina la Vallagarina facendosi notare da chiunque percorra quel tratto di Valle dell’Adige. Impossibile infatti non ammirare la perfezione del maniero che, non a caso, fa parte dei beni tutelati dal FAI, Fondo Ambiente Italiano.

La serata inizierà con una visita per scoprire storia e curiosità di questo castello, le cui prime notizie risalgono al 1053 diventando poi più consistenti sul finire del XIII secolo, periodo che corrisponde al possesso da parte della famiglia Castelbarco. Dopo una parentesi veneziana, dal 1553 fu retto dal nuovo principe vescovo Cristoforo Madruzzo, la cui casata controllò la zona fino al ritorno dei Castelbarco nel 1654. Fiamme e spogliazioni caratterizzarono il periodo successivo fino all’avvio dei lavori di consolidamento nel 1937 e alla cessione nel 1977 al FAI, che segnò il vero inizio di recupero e valorizzazione di questo straordinario tesoro.

Al termine della visita alle varie parti del maniero, i visitatori saranno accolti da una piacevole degustazione di una selezione di specialità del territorio proposte da alcuni soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, come i formaggi del Caseificio Sociale di Sabbionara, i salumi di Macelleria Zenatti e il pane di Panificio Moderno, accompagnati dai vini di Azienda Agricola La Cadalora e di Borgo dei Posseri, dall’acqua di Acqua Levico e dalle mele La Trentina.

Concluso il banchetto, ci si potrà spostare nel giardino del castello per godere della parte musicale, come sempre curata dal Nuovo Ensemble di Trento. Protagonista della performance, questa volta, la formazione Mestizo Saxophone Quartet, composta da artisti provenienti da Stati Uniti, Israele e Costa Rica, per un affascinante melting pot tra culture e stili differenti.

La quota di partecipazione è di 18 euro, comprensivi di visita guidata, degustazione e spettacolo musicale. I posti sono limitati per cui è vivamente consigliata la prenotazione chiamando il numero 0461 921863 o scrivendo a info@stradavinotrentino.com.

La rassegna, che fa parte del calendario di manifestazioni enologiche provinciali denominato #trentinowinefest, è organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino con il supporto de La Trentina, APT Altopiano di Pinè e Valle di Cembra, APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta, APT Rovereto e Vallagarina, Cembrani DOC, BIM Sarca, Comunità della Vallagarina, Comunità delle Giudicarie, Comune di Segonzano, Comune di Comano Terme e Comune di Avio.

Causa slittamento per maltempo della tappa di luglio, Castelli DiVini si concluderà venerdì 6 settembre a Castel Restòr di Comano Terme.

Sono piuttosto sbigottito nel leggere gli articoli di giornale apparsi in questi giorni in merito ai presunti tagli sui fondi destinati all’ospedale di Cavalese o sui costi considerati eccessivi per la riapertura del punto nascite.

Voglio confermare, ancora una volta, che il Presidente Fugatti asserisce l’impegno finanziario ed economico che è stato preso relativamente agli interventi infrastrutturali dell’ospedale di Cavalese, rincuorando gli scettici sulla ferma volontà, da parte della Giunta, di dare una risposta precisa e puntuale ai lavori previsti.
Un servizio ospedaliero valido e fondamentale per tutte e tre le valli interessate non si può valutare solamente nell’ottica del costo rapportato alle altre strutture presenti nel nostro territorio, ma bisogna considerarlo anche nell’ottica di un’auspicabile e importante incremento delle nascite. Il rafforzamento del punto nascite nella valli consentirebbe, alla struttura, di poter effettuare anche operazioni di ginecologia, ad esempio, per ottimizzare il reparto e l’attività del personale.

Portare i servizi nelle valli, con particolare riguardo agli ospedali di valle è una nostra priorità per far sentire tutti i cittadini sicuri nel loro territorio. Trovare il modo di far andare di pari passo questo obiettivo e quello degli standard d’eccellenza di tutto il sistema è senza dubbio un compito imprescindibile di questo Governo provinciale.

E’ questo quanto dichiarato in una nota stampa dal consigliere Gianluca Cavada del Gruppo consiliare Lega Salvini Trentino

Basta scaricare i costi delle riforme sanitarie sugli abitanti delle valli! Approvato un Ordine del Giorno del M5S per garantire rimborsi ai trentini che devono fare lunghi viaggi per curarsi. L’ultimo esempio della sofferenza in cui versano le strutture sanitarie delle valli si è avuto di recente. Negli ospedali di Arco e di Tione, ha denunciato il sindacato Nursing Up, mancano gli anestesisti del turno di notte e se nel primo caso si tratta di un evento conseguente a 2 pensionamenti che non hanno ricevuto immediata sostituzione, nel secondo invece la situazione va avanti da mesi.

Si tratta di carenze che di fatto riducono l’operatività del pronto soccorso di questi nosocomi con grave danno dei cittadini presenti sui rispettivi territori di riferimento, senza contare che i numeri dell’utenza potenziale nella stagione estiva sono accresciuti dalla massiccia presenza di turisti nell’Alto Garda e in Val Rendena.

Sono solo gli ultimi casi che dimostrano come la sanità delle Valli trentine sia sempre più in sofferenza. Ricostruire servizi affidabili ed efficienti laddove sono stati indeboliti o smantellati per anni richiederebbe tempo e investimenti, umani e professionali prima ancora che finanziari. L’attuale politica dell’assessore Segnana e della giunta leghista sembra però concentrata solo su promesse e annunci inconcludenti, mettendo rattoppi laddove servirebbero l’implementazione di una strategia di lungo periodo e un cambio paradigmatico rispetto al cupio dissolvi dell’era Rossi.

In questo scenario da brivido è necessario riconoscere la situazione di emergenza e di oggettivo svantaggio in cui versano gli abitanti delle valli rispetto a quelli dei centri urbani maggiori e trovare un modo per dare loro sostegno, nell’attesa di tempi migliori. Per questo il M5S ha proposto e ottenuto l’approvazione di un ordine del giorno col quale si impegna la giunta a verificare il costo che comporterebbe la concessione di rimborsi per tutti i cittadini trentini che vivano a più di 30 km da dove gli possono essere erogate le cure di cui hanno bisogno, in sostanza Trento e Rovereto.

Il concetto è molto semplice: i risparmi sanitari ottenuti con l’accentramento dei servizi sanitari sono di fatto pagati da chi abita nelle valli e si vede costretto a viaggi lunghi e faticosi su strade dalla percorrenza discutibile per potersi avvalere delle cure o delle visite di cui abbisogna. Costi cui spesso partecipano intere famiglie, con persone che oltre alle spese di viaggio devono perdere giorni di lavoro oppure affittare una camera d’albergo per poter seguire i loro cari.

La Costituzione garantisce a tutti i cittadini eguale diritto alle cure e alla tutela sanitaria, cosa che in Trentino rischia di non essere più vera a seguito delle tante “riforme” del sistema sanitario. Per questo l’approvazione dell’Ordine del giorno del M5S rappresenta un primo passo nel ristabilire un corretto rapporto fra la sanità pubblica e l’utenza a prescindere dalla residenza. Il prossimo step dovrà necessariamente essere stabilire rimborsi congrui e puntuali per far fronte, almeno in parte, ai disagi sopportati dagli abitanti delle valli.

 

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Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

 

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