Prime audizioni in Commissione sul ddl semplificazione. Il Coordinamento imprenditori segnala il rischio di un aggravio legislativo e auspica un intervento “strutturale”. L’Asat chiede la cancellazione della parte dell’articolo 14 che riapre alle “seconde case”, norma che trova invece favorevoli Ance (edilizia) e Cal (Comuni). Le Asuc chiedono che con il provvedimento la Pat sgravi questi enti dagli stessi obblighi imposti sugli appalti ai Comuni. Organizzazioni sindacali soddisfatte per la rinuncia all’offerta al massimo ribasso indiscriminato e sulla gestione dei controlli, ma attenzione ai subappalti.

Presenti gli assessore agli enti locali e all’urbanistica, la Terza Commissione ha effettuato oggi le prime consultazioni in merito al disegno di legge 18 proposto dal presidente della Giunta provinciale per introdurre “Misure di semplificazione e potenziamento della competitività”. Per raccogliere osservazioni sul provvedimento l’organismo consiliare ha ascoltato, nell’ordine, l’Associazione trentina dell’edilizia – Ance Trento, il Coordinamento provinciale imprenditori, il Consiglio delle autonomie locali – Consorzio dei Comuni Trentini, l’Associazione provinciale delle Asuc, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Fenalt, la Federazione provinciale allevatori, l’Associazione contadini trentini (Act), Confagricoltura del Trentino – Unione agricoltori, Confederazione italiana agricoltori (Cia), Federazione provinciale Coldiretti – Trento, il Comitato interprofessionale ordini e collegi professionali della provincia di Trento e l’Istituto nazionale di urbanistica (Inu) – sezione di Trento.
Da ricordare che la Giunta ha chiesto e ottenuto dai capigruppo che il Consiglio esamini con procedura d’urgenza il disegno di legge perché approdi in Aula nella sessione del 28, 29 e 30 maggio. In questa prospettiva la Terza Commissione ha in programma altre audizioni sul ddl lunedì 13 maggio e una successiva seduta giovedì 16 maggio per la discussione generale, l’esame degli articoli, degli emendamenti e il voto.

 

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L’Associazione trentina dell’edilizia apprezza il provvedimento.

Per bocca del vicepresidente Andrea Basso l’Associazione trentina dell’edilizia ha espresso un “generale apprezzamento” in merito al ddl augurandosi che il metodo partecipativo avviato dalla Giunta possa continuare perché la sburocratizzazione è un’esigenza moto avvertita dalle imprese della categoria. Sui primi 8 articoli del ddl, che riguardano i contratti pubblici, l’Ance chiede che la Provincia difenda con forza alcuni aspetti della legislazione provinciale. In primis, la possibilità di ricorrere alla procedura negoziata per gli appalti di importo fino a 2 milioni di euro a base d’asta. Le imprese edili sollecitano anche il superamento delle difficoltà che le amministrazioni pubbliche appaltanti incontrano nel pagamento diretto dei subappaltatori. L’Ance condivide poi l’articolo 14, che consente ai Comuni di permettere in determinati casi ai proprietari di immobili la destinazione temporanea per tempo libero e vacanze dell’alloggio di residenza ordinaria. Secondo gli edili va però trovata una soluzione definitiva al problema degli alloggi già edificati o da completare, vincolati a residenza ordinaria e rimasti tutt’ora invenduti. L’Ance propone infine che la Provincia preveda sempre la possibilità di subappalti fino alla misura del 50%.

 

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Coordinamento imprenditori: per la semplificazione serve un intervento più strutturale.

Il Coordinamento provinciale imprenditori è intervenuto con i rappresentanti dell’Associazione albergatori, di Confcommercio, della Confesercenti, dell’ Associazione industriali e dell’Associazione artigiani.
Gli industriali con il presidente Manzana ha considerato apprezzabili gli sforzi compiuti dalla Giunta provinciale con questo ddl, ma ha auspicato interventi più strutturati, “per i quali evidentemente serve più tempo”. Gli industriali si aspettano una ristrutturazione profonda di alcuni ambiti. In tema di appalti serve infatti un coordinamento dopo i 5 interventi legislativi degli ultimi anni. L’eccesso di regole crea problemi alle imprese che chiedono un Testo unico in materia. Questo ddl non contempla il fatto che quando vi sono incongruenze normative o si è in attesa di delibere attuative, questo rallenta di molto gli investimenti e l’attività delle aziende. Inoltre la legge 6 del 1999 sull’economia, che compie 20 anni, andrebbe rivista e aggiornata con la collaborazione degli imprenditori in modo da dare organicità alla normativa. Ha infine osservato che in tempi così brevi non si possono fare capolavori dal punto di vista normativo. Meglio non esagerare con le norme e analizzare prima a fondo le proposte.
Il presidente dell’Associazione artigiani Segatta, a proposito dell’articolo 14 relativo alle seconde case, giudicando ancora valida la legge Gilmozzi anche se le modifiche proposte dal ddl 18 non inficiano questa normativa ma evitano che chi fa un investimento sulla prima casa e deve allontanarsene per motivi di lavoro non continui a trovare ostacoli nella vendita e nella messa a disposizione dell’immobile. Quindi per gli artigiani le modifiche previste in questo campo dalla Giunta sono condivisibili.
Il presidente dell’Associazione albergatori Battaiola ha chiesto invece la soppressione della lettera a) dell’articolo 14, ricordando che la legge Gilmozzi era stata introdotta per limitare il consumo eccessivo di territorio e l’edificazione di case ad uso turistico nei Comuni ad alta vocazione turistica, a vantaggio di edifici destinati a “residenza” del proprietario o altro soggetto. è universalmente noto che il numero delle seconde case in Trentino è eccessivo, con effetti negativi che vanno dalla loro sottoutilizzazione, al degrado degli immobili che non vengono manutenuti. Gli effetti negativi sulla qualità dell’offerta turistica sono conseguenti e pesanti. Riteniamo – ha avvertito Battaiola – che un ulteriore incremento delle seconde case utilizzate per il tempo libero e le vacanze, e l’eliminazione di fatto di una programmazione, contrariamente a quanto affermato nel testo di legge, non solo renderebbe difficoltoso per i cittadini residenti l’acquisto o la locazione degli immobili a prezzi accessibili (ha citato al riguardo l’esempio negativo di Riva del Garda), ma andrebbe a rendere ancora più sbilanciato il rapporto tra i posti letto delle attività alberghiere e quelli offerti nelle case per il tempo libero a svantaggio dei primi. Battaiola ha indicato come modello da imitare la politica urbanistica nella Provincia di Bolzano, orientata allo sviluppo delle imprese ricettive e al contenimento delle seconde case, con effetti positivi sia sulla redditività delle aziende che sul bilancio pubblico. Proprio in questo momento la Provincia di Bolzano ha approvato una norma estremamente restrittiva che limita gli alloggi per il tempo libero a garanzia dei residenti, al fine di evitare lo spopolamento delle località turistiche. La lettera a) che l’Asat chiede di rimuovere dall’art. 14 del ddl prevede, in caso di acquisto, a titolo oneroso o gratuito, che il proprietario possa per un periodo di tre anni, prorogabile a sei, destinare l’immobile ad alloggio per il tempo libero e vacanze. Secondo il presidente dell’Asat si metterebbe così mano in modo evidente alla positiva programmazione prevista dalla Legge Gilmozzi. Premiando chi, con questa legge in vigore, ha coscientemente costruito “residenze ordinarie” e oggi attraverso quanto previsto nella lettera a) ne chiede il superamento. “Non possiamo essere d’accordo”, ha rimarcato. Anche perché un soggetto che decide di acquistare un immobile ordinario non utilizzandolo direttamente come propria residenza, ma come “investimento”, può comunque anche oggi, in base alla legge Gilmozzi, locarlo a quanti vorranno utilizzarlo come prima casa, traendone comunque un vantaggio economico. Ancora, per l’Asat qualsiasi ragionamento sulla “legge Gilmozzi” dovrebbe basarsi su una valutazione non estemporanea o in risposta ad interessi particolari e sulla base di studi e di dati oggettivi sulla effettiva necessità di edifici residenziali e/o turistici. Studi che devono tenere in considerazione anche l’aspetto paesaggistico e ambientale. Battaiola non ha mancato di richiamare su questo punto le precisazioni rilasciate alla stampa dal presidente della Provincia, secondo il quale le modifiche proposte alla legge Gilmozzi con l’approvazione di questo articolo riguarderanno solo i casi di risanamento degli immobili, che siano un rischio per l’incolumità pubblica. Senonché, ha osservato con preoccupazione il rappresentante dell’Asat, “non troviamo riscontro di questa casistica nell’articolato proposto”.

 

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Confcommercio, con il direttore Giovanni Profumo, ha condiviso il documento del Coordinamento imprenditori limitandosi ad alcune osservazioni. Primo: bene i Tavoli di lavoro aperti dalla Giunta sulla semplificazione normativa, ma questa non si può tradurre in altre leggi con cui introdurre ulteriori incombenze inutili. Come nel caso del MePat, la piattaforma per il mercato elettronico della Provincia, definita da Profumo elettronico disastrosa perché troppo complicata quando dovrebbe invece aiutare le imprese. Basti pensare che le aziende sono obbligate a rinnovare ogni tre mesi le stesse dichiarazioni rese in sede di abilitazione (assenza di motivi di esclusione o variazione di dati forniti). Confcommercio chiede che il termine per il rinnovo delle dichiarazioni sia fissato in 12 mesi. Quanto all’articolo 14 Confcommercio ritiene semplicemente che l’esame del ddl “non sia la sede adatta per trattare l’argomento delle seconde case, troppo delicato e importante”. E ha ricordato che anche a Pinzolo non si trovano più abitazioni perché tutto il mercato è rivolto alle seconde case. “In queste condizioni – ha concluso Profumo – un articolo che permetta una liberalizzazione non ha senso, se non quello di risolvere qualche situazione particolare”.

 

 

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La Federazione trentina delle cooperative, con il direttore Ceschi, ha sollevato il problema degli appalti dei servizi e delle forniture, per il cui affidamento vi è molto da lavorare. Per questo ha chiesto che il Tavolo appalti se ne occupi con l’obiettivo di premiare realmente la qualità. Le proiezioni per i prossimi mesi evidenziano la rilevanza che ente pubblico, organizzazioni imprenditoriali e sindacali lavorino per garantire il più possibile la qualità in questo settore. La cooperazione segnala in particolare il problema del principio di rotazione, per cui oggi al soggetto che ha gestito un servizio in precedenza è vietato di presentare nuovamente un’offerta. Norma che appare incomprensibile se è dimostrabile che questo soggetto ha lavorato bene e onestamente. La Provincia dovrebbe quindi stabilire che il principio di rotazione, che non è tassativo, non si applica salvo che in alcune situazioni ben specificate. In tal modo si permetterebbe alle aziende sia della cooperazione sia artigiane di rimettersi in gioco per la gestione di un servizio.

 

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Il direttore di Confesercenti Aldi Cekrezi, sull’articolo 14 ha detto di condividere pienamente la posizione di Confcommercio e Asat. Sul MePat, ha ricordato che vi sono comparti come quello delle agenzie di viaggio dove in nome del rispetto delle regole sulla semplificazione è diventato impossibile continuare a lavorare. Attenzione, quindi, alle sintesi conseguenti alla semplificazione perché possono generare confusione.
Il consigliere dell’Upt ha chiesto quale posizione abbiano gli imprenditori in materia di subappalti. E ha condiviso che l’articolo 14 sulle seconde case e le case vacanze non sia una soluzione adeguata e che serva invece una normativa organica in materia.
Il presidente dell’Associazione artigiani ha risposto, condividendo la posizione degli industriali, che occorre ripristinare la norma che consente il pagamento diretto dei subappaltatori da parte dell’ente appaltante.
La consigliera di Futura ha apprezzato molto la posizione dell’Asat sull’articolo 14 (seconde case), argomento sul quale sarebbe un grave errore tornare indietro, perché a suo avviso non vi è bisogno di una semplificazione normativa in questo campo. Forse, ha concluso, la Giunta non si aspettava su questo punto la contrarietà degli albergatori.
L’assessore agli enti locali ha negato che la Giunta sia rimasta sorpresa dalla posizione espressa dalle categorie sull’articolo 14. E ha precisato che la norma proposta non punta alla liberalizzazione ma permetterebbe ad un Comune, e solo in determinati casi, di derogare dalla legge Gilmozzi. Non è mistero per nessuno il fatto che già oggi vi siano alloggi di residenza ordinaria utilizzati come seconde case. Vi è anche chi trasferisce la propria residenza per dare in locazione attraverso agenzie il proprio immobile. Si tratta allora per l’assessore di introdurre previsioni il più possibile restrittive. Il Comune, ha ribadito, può anche non concedere l’autorizzazione richiesta. “Non vi è nessun automatismo”. E ha concluso affermando che la Giunta proseguirà il confronto con le categorie senza escludere anche possibili modifiche della norma proposta.
Laa consigliera di Futura si è detta preoccupata da questa discrezionalità assegnata ai Comuni sostenendo che su questo tema è necessaria la regia provinciale prevista dalla legge Gilmozzi. Il fenomeno “seconde case” destinate ad uso turistico va a suo avviso combattuto con strumenti diversi e non permettendo ulteriore consumo di territorio.

 

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Il presidente dell’Asat Battaiola ha aggiunto che già oggi le seconde case sono in degrado e che occorre quindi puntare alla riqualificazione dell’esistente, anche a tutela dell’ambiente.
Il presidente della Commissione (Lega), albergatore, non ha nascosto la propria condivisione nei confronti della posizione dell’Asat. “L’attuale sistema – ha detto – non è virtuoso ma peccaminoso”.
Il consigliere dei 5 stelle ha chiesto il parere del direttore della Cooperazione sulla problematica delle imprese associate messe fuori mercato dalle norme attuali sugli appalti, spesso assegnati ad imprese provenienti da fuori provincia avvantaggiate rispetto alle locali.
Ceschi ha risposto che in Trentino vi sono state gare che hanno limitato la partecipazione di imprese cooperative e artigiane. Il Tavolo appalti dovrebbe occuparsi del problema, perché già oggi si potrebbero evitare procedure di gara di dimensioni talmente articolate e corpose da favorire nettamente i soggetti provenienti da fuori provincia. Quelle locali possono al massimo aspirare ai subappalti. A suo avviso oggi è stata invertita la regola per cui ordinariamente nel sistema degli appalti si privilegia l’offerta economicamente più vantaggiosa mentre solo un’eccezione scegliere quella al massimo ribasso. A questo riguardo infine andrebbe prevista una rotazione.
Il consigliere del Pd che era stato capogruppo nella scorsa legislatura ha osservato come questa discussione indichi innanzitutto che serve un Tavolo che metta mano in modo più strutturale al tema degli appalti, coinvolgendo tutte le parti interessate soprattutto a livello tecnico. Secondo: accordare un privilegio al prezzo più basso significherebbe tornare indietro rispetto all’obiettivo attuale di premiare chi garantisce maggiore qualità. Terzo: salvo l’Ance, che difende l’articolo 14, l’idea di smantellare la legge Gilmozzi è giudicata da tutti scorretta e rischiosa. La lettera a) dell’articolo 14 del ddl, tradotta nella pratica, è inaccettabile perché permette che immobili destinati a prima abitazione possano essere venduti o affittati per utilizzo turistico e di vacanze. Il consigliere si è dichiarato totalmente contrario alla previsione che un patrimonio esistente possa per sei anni andare in tal modo sul mercato. L’auspicio è che la Giunta dopo queste audizioni riporti l’articolo 14 nell’alveo della sostenibilità.

 

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Il presidente degli industriali Manzana ha ribadito il concetto espresso da Ceschi: la questione degli appalti è delicata. Non si può applicare tout court il massimo ribasso perché la qualità va considerata prioritaria anche nell’affidamento di piccoli lavori e servizi Giusto quindi, a suo avviso, che insieme al Tavolo degli appalti torni a lavorare anche il Tavolo dei servizi, in modo sinergico. L’auspicio è che per la semplificazione si avvi un processo di rivisitazione strutturale con, da parte della Provincia, “prossime e frequenti convocazioni degli imprenditori”.
Il presidente dell’Associazione artigiani Segatta ha ricordato che, d’altra parte, le offerte economicamente vantaggiose hanno un costo elevato per le piccole imprese. E che le regole attuali non tengono conto della qualità delle aziende.
Il consigliere del Patt ha chiesto chiarimenti sul MePat.
Profumo (Confcommercio), ha risposto che per migliorare il MePat basterrebbe copiare dal sistema adottato dalla Provincia di Bolzano.
Per il presidente degli industriali non solo vi sono piattaforme più semplici di quella della Provincia, ma del MePat vi è anche un utilizzo inadeguato.

 

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Consiglio delle autonomie locali: bene la possibilità data ai Comuni di decidere autonomamente sull’utilizzo turistico della prima casa.

Il Consiglio delle autonomie locali – Consorzio dei Comuni Trentini, rappresentato dal presidente Paride Gianmoena, ha espresso un parere sostanzialmente positivo sul ddl. perché molte norme che modificano leggi provinciali corrispondono alle proposte avanzate anche in passato dai Comuni del Trentino. Anche Gianmoena ha chiesto di semplificare la piattaforma MePat per evitare che le pubbliche amministrazioni chiedano continuamente ai Comuni gli stessi dati che potrebbero essere raccolti in un’unica piattaforma. Sull’articolo 14 il Cal giudica positiva la norma che assegna ai Comuni la possibilità decidere autonomamente nei casi previsati dal ddl.

 

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Asuc: si liberino le Asuc dalle le stesse norme sugli appalti imposte ai Comuni.

l’Associazione provinciale delle Asuc, rappresentata dal presidente Roberto Giovannini e dal membro del comitato Rodolfo Alberti, ha segnalato il problema della alla legge 168 del 2017, normativa nazionale che considera le Asuc enti collettivi diversi dalle amministrazioni locali, i cui principi dovrebbero trovare applicazione anche in Provincia di Trento. Invece per consuetudine si applicano anche alle Asuc gli obblighi e le procedure amministrative che riguardano i Comuni. C’è quindi un vuoto normativo e una conseguente prassi che hanno causato gravi incertezze circa gli adempimenti da applicare alle Asuc. Si tratta quindi di garantire una semplificazione dell’attività delle Asuc approfittando di questo ddl. Una delle difficoltà consiste nella previsione dell’affidamento incarichi mediante sorteggio fra tre operatori iscritti negli strumenti elettronici o negli elenchi. Procedura che complica notevolmente l’attività delle Asuc in quanto non sono iscritte a Trentino Digitale e quindi non possono accedere agli elenchi dei professionisti. Alberti dal canto suo ha sollevato una preoccupazione in merito ad una modifica della legge Gilmozzi, che andrebbe attuata con molta cautela viste le difficoltà incontrate quando venne introdotta.
La consigliera di Futura ha ricordato che in capo alle Asuc vi sono anche costruzioni che necessitano a volte di riqualificazione. Esigenza questa che va nella direzione opposta al consumo del territorio.
Il consigliere del Patt ha segnalato l’interesse dell’articolo 21 del ddl che apre alla possibilità di favorire una trasformazione di coltura da bosco a prato e pascolo, che sarebbe importante per valorizzare i territori anche delle Asuc.
Giovannini e Alberti hanno risposto che sarebbe in qualche caso importante riqualificare il paesaggio Bene quindi la possibilità della trasformazione delle colture, ma come opportunitià di ridisegnare il paesaggio in modo conforme alla storia.
L’esponente dei 5 stelle ha chiesto in che termini immaginano la questione dell’affidamento della gestione delle malghe.
Alberti ha risposto che il problema è complesso perché le situazioni nelle valli sono diverse. Occorre cercare una “misura” che consenta ai proprietari di avere un ritorno economico, evitando che un solo agricoltore, essendo l’unico, ne tragga vantaggio.

 

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Le organizzazioni sindacali: bene la rinuncia al massimo ribasso indiscriminato e la gestione dei controlli, attenzione ai subappalti.

Le consultazioni della terza Commissione permanente sul disegno di legge 18, sono proseguite con l’ascolto delle organizzazioni sindacali per le quali sono intervenuti il segretario generale Flai-cgil del Trentino Maurizio Zabbeni, il segretario provinciale Fenal-Uil Matteo Salvetti e Marcella Tomasi segretaria di Uil-Fpl.
Maurizio Zabbeni ha illustrato un documento sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali, che verrà formalmente consegnato nella forma definitiva nella giornata di domani. Il sistema degli appalti così come fin qui concepito sulla base della legge del 2016, ha esordito, è un tassello importante delle politiche industriali, nel prevedere la gestione di gare qualificate, che producano un’elevazione della qualità dell’impresa e del lavoro. Tutte le norme all’epoca proposte e poi recepite andavano in quella direzione. Nel tempo il sistema ha preso atto della sua incapacità di qualificare le proprie stazioni appaltanti e con la scusa della sburocratizzazione si è andati verso il massimo ribasso. Va detto che l’impianto del disegno di legge provinciale, recependo alcune nostre segnalazioni e correttivi, non è paragonabile alla legge nazionale che invece è “profondamente deregolatoria e fuori da ogni logica”. Si va piuttosto verso un sistema che tutela la manodopera e la qualità, rinunciando alla logica del massimo ribasso. Per quanto ad oggi sul tavolo, ciò che si prevede è di lasciare al massimo ribasso solo gli appalti per i quali non si possa costruire un altro tipo di offerta, ovvero di ricorrere solo residualmente al massimo ribasso: se questo fosse l’impianto già in sé si riuscirebbe a velocizzare l’aggiudicazione delle opere. Collegate a queste osservazioni, le organizzazioni sindacali chiedono di centralizzare presso un’unica committenza il sistema degli appalti andando oltre le varie stazioni appaltanti, perché non tutte sono in grado di costruire capitolati in grado di qualificare la domanda e l’impresa e addirittura a volte non recepiscono la norma. Accanto a questo, i sindacati chiedono di essere coinvolti, durante la stesura dei bandi per poter incidere sulla clausola sociale e poter concorrere alla scrittura del contratto oggetto dell’appalto. Infine, si suggerisce di non recepire quanto introdotto dalla legge nazionale in materia di liberalizzazione dei subappalti e nemmeno prevedere che i partecipanti alla gara possano essere nominati come subappaltatori. Non c’è una contrarietà a priori sull’istituto del subappalto, ma si raccomanda attenzione a non allagare le maglie: il subappalto non deve essere concepito come un modo per “scaricare” il lavoro appaltato e “fare cartello” da parte delle imprese, ma in maniera genuina e trasparente. Quanto ai controlli, i sindacati hanno apprezzato la regolamentazione dell’articolo 33 della legge 26 del 2016, ovvero la verifica della correttezza dei pagamenti dei lavoratori durante la fase esecutiva. Tuttavia viene proposta una modifica: laddove vi sia un accertamento di inadempienza l’azienda deve essere responsabilizzata e rendere le informazioni il più tempestivamente possibile. Altra questione legata ai controlli, quella dell’investimento in termini delle risorse umane che effettuano l’attività ispettiva. Infine, si chiede il rafforzamento della clausola sociale: che l’impianto normativo sia esteso non solo agli appalti, ma anche a tutte le tipologie di affidamento degli stessi.

 

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Si rafforzi la clausola sociale, venga abrogato l’articolo 14 sulle seconde case
Matteo Salvetti ha condiviso la preoccupazione sulla normativa nazionale rispetto alla quale è bene far valere le proprie prerogative di autonomia. Sul contenzioso di lavoro e collettivo anche alla luce delle recenti sentenze, ha aggiunto, è importante avviare un percorso che vada a rafforzare la clausola sociale. A margine del discorso appalti, tuttavia, ci sono alcuni aspetti che stanno a cuore per l’impatto che possono avere anche sui lavoratori: in merito alle seconde case la posizione del sindacato è di contrarietà all’articolo 14 di cui si chiede l’abrogazione. Bene la tutela paesaggistica del territorio, ha proseguito Salvetti: abbiamo a cuore la ristrutturazione delle case, ma quella prevista da quell’articolo la riteniamo un’apertura pericolosa per le possibili speculazioni edilizie a cui potrebbe aprire.

Bene il recupero della graduatoria, si preveda un’indennità per chi partecipa alla stesura degli appalti
Stupisce l’articolo 16, che riguarda le Commissioni straordinarie che possono essere attivate per pareri sugli atti amministrativi, ha rilevato Marcella Tomasi: c’è un atto disciplinare nei confronti di chi non partecipa alle Commissioni, considerato un’ingerenza della legge nella disciplina del personale che è ritenuta eccessiva. L’articolo 25bis offre l’opportunità di scorrere una vecchia graduatoria provinciale ed è visto con favore: è bene intervenire su questa graduatoria, l’abbiamo chiesto a più riprese. Chiediamo però un po’ più di coraggio riconoscendo anche un’indennità a chi partecipa con alta professionalità alla stesura degli appalti, così come già previsto dalla normativa nazionale. Seconda proposta di integrazione, quella di derogare all’assunzione del personale, assumendo qualche elemento in più nelle strutture che si occupano di appalti.

 

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Allevatori e agricoltori: sostanziale condivisione per l’impianto di semplificazione introdotto dalle norme

A seguire la Commissione ha ascoltato un blocco di rappresentanti del mondo dell’agricoltura e dell’allevamento che hanno espresso un sostanziale favore per le norme oggetto di audizione, sopratutto per gli aspetti di semplificazione e sburocratizzazione del sistema in esse contenuti.

Mauro Fezzi (Federazione provinciale allevatori) ha dichiarato di voler collaborare per fare in modo che dove possibile si vada verso la semplificazione, obiettivo principale di questo disegno di legge, che tocca solo marginalmente la materia di propria competenza. Bene sopratutto le norme che agevolano il sostegno dell’imprenditoria giovanile anche attraverso l’accesso al credito e altre misure di investimento straordinarie. Un disegno di legge che non può che vedere una valutazione positiva, ha aggiunto.

Paolo Calovi della Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha espresso apprezzamento per queste norme che vanno nella direzione della semplificazione. Ben accolto il sostegno ai giovani imprenditori, sopratutto a quelli che vivono in zone marginali. Attenzione però, ha raccomandato, a finanziare progetti che abbiano una sostenibilità economica reale perché altrimenti anziché aiutarli si possono mettere i giovani in difficoltà. Sulla banca della terra bene recuperare i terreni -”ne abbiamo estremo bisogno non solo per le aziende agricole, ma anche per il territorio”- però occorre che la Provincia dia il buon esempio e assegni i terreni non considerando esclusivamente il fattore della resa economica. Benissimo la trasformazione dei boschi a prato e area agricola, ma anche qui attenzione nel fare le bonifiche perché le radici degli alberi costituiscono un rifiuto speciale.

Mauro Fiamozzi (Coldiretti) ha osservato che le difficoltà principali che il mondo agricolo deve affrontare riguardano l’uso degli strumenti informatici necessari per accedere ai contributi e non solo. Uno degli aspetti fondamentali è dunque quello di migliorare questi strumenti facilitandone l’accesso e il loro miglior utilizzo. A questo proposito si è chiesto ad esempio di pensare di fare uno schedario per ogni azienda che permetta di capire a che punto è il proprio de minimis. Sono diversi anni, ha poi concluso, che ci confrontiamo con la Provincia per chiedere di dare la possibilità ai Centri di assistenza aziende agricole di allargare le fattispecie di attività per consentire di snellire le domande introducendo il principio del silenzio assenso, che ridurrebbe di molto i tempi delle istruttorie.

Diego Coller (Confagricoltura) ha auspicato che questo disegno di legge vada davvero nella direzione della semplificazione che darebbe la possibilità di investire per produrre un Pil maggiore di quello attuale. Apprezzamento particolare è stato espresso per il fatto che questo sia un disegno di legge dinamico e in evoluzione perché il tema della burocrazia si manifesta nella pratica e diventa fondamentale la possibilità di poterlo correggere in corso d’opera. Positivo anche il sostegno ai giovani imprenditori e la restituzione di terreni boschivi all’agricoltura. Coller, che si è riservato di far pervenire altre proposte in seguito, ha rilanciato un suggerimento, quello di cancellare l’Apia (albo degli imprenditori agricoli), un albo superato che crea solo problemi e dispendio di risorse.

Daniele Bergamo (Associazione contadini trentini) ha dichiarato di apprezzare gli sforzi di semplificazione del disegno di legge. Quello che conta non sono tanto le norme introdotte o eliminate, ma l’effettiva riduzione dei tempi e dei costi per le aziende. Con riferimento a questo ha suggerito qualche ulteriore elemento: lo snellimento della predisposizione delle domande di aiuto, con lo sviluppo di specifici applicativi informatici che eviterebbero anche errori di trascrizione ed istruttoria. Anche a suo avviso andrebbe rivisto l’impianto dell’Apia e per il settore biologico si potrebbe prevedere un automatismo in base a qualche parametro che permetta la semplificazione delle procedure.

Ha infine espresso apprezzamento per la semplificazione contenuta nel disegno di legge anche il consigliere del Patt che ha dichiarato di voler collaborare per fare sì che questa sia effettiva ed efficace.

 

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Gli ordini professionali: bene la semplificazione, occorre però creare un portale unico per le pratiche

Infine sono intervenuti per gli ordini professionali Stefano Cova (Geometri), Giovanni Barbareschi (Ingegneri), Mirco Baldo (Agronomi e Forestali), Marco Giovanazzi (architetti).
Giovanazzi ha espresso favore per la linea intrapresa, che potrebbe rappresentare l’inizio di un percorso: c’è molto da lavorare in materia di semplificazione, sopratutto sul piano urbanistico, ha detto: questo passaggio va gestito con attenzione anche in fase di regolamentazione. Un suggerimento per le dichiarazioni Mepat, laddove la legge prevede il rinnovo ogni tre mesi trovare una formula di tacito rinnovo e l’introduzione di un unico portale dove presentare una pratica una sola volta, che possa essere poi gestita in autonomia dal software, un po’ come accade per i medici con le cartelle cliniche o per i documenti dell’Ufficio del catasto.

Barbareschi si è espresso in maniera favorevole rispetto alla riapertura del tavolo della semplificazione che ci si augura diventi un appuntamento periodico. Non colgo tuttavia nelle norme una vera semplificazione nel rilascio dei titoli edilizi e in sanatoria, ha detto, concordando con il collega degli architetti sulla necessità di creare un unico portale di gestione telematica delle pratiche: se ogni zona ha un sistema diverso la semplificazione va su per il camino, ha concluso.

Simili le considerazioni espresse da Baldo che ha auspicato l’introduzione di un portale unico per le pratiche comunali. Bene la banca della terra e apprezzabile il partenariato europeo sulla cooperazione, gruppi operativi innovativi in campo agricolo che dovrebbero essere a suo avviso rifinanziati nel futuro Tsr. I piani forestali montani non hanno avuto una attuazione diffusa su tutto il territorio, ha aggiunto: sulla modifica alla legge 11/2007 (legge forestale) la nostra perplessità è capire che tipo di ambiti verranno inseriti in questa procedura semplificata e vorremmo capire meglio.

Cova ha ribadito quanto già espresso dai colleghi: spero che questo sia solo l’inizio di una procedura di semplificazione di cui abbiamo estremo bisogno. Importantissimo, in una realtà con 140 comuni sotto i 3000 abitanti e 70 sotto i 1000, fare una riflessione sulla gestione unitaria delle pratiche. Dubito che un piccolo comune possa permettersi l’attivazione di procedure telematiche, ma occorre spingere in tal senso perché questo è il futuro sul quale è necessario investire. Infine, agli articoli 8 e 10, ha chiesto l’estensione ai liberi professionisti e il coinvolgimento dei tecnici fin dalla prima fase nei corsi di specializzazione per gli operatori nel settore dei contratti pubblici.

Si è associato alle richieste dei professionisti il consigliere del Patt.

Le audizioni proseguiranno lunedì 13 maggio.

 

 

 

 

 

Audizioni ddl semplificazione

 

Osservazioni Coordinamento provinciale imprenditori

 

Osservazione Asat Associazinoe albergatori

 

Osservazioni Ance
Osservazioni Confcommercio

 

Osservazioni Consiglio autonomie locali

 

Osservazioni Asuc

 

Osservazioni Confederazione italiana agricoltori

 

Osservazioni Confagricoltura del Trentino

 

Osservazione Associazione contadini

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella seduta del 17 aprile 2019, ha accertato la sussistenza di un’intesa anticoncorrenziale, in violazione dell’articolo 101 del TFUE, avente ad oggetto il condizionamento dell’esito della gara pubblica denominata FM4, bandita nel marzo del 2014 da Consip S.p.a. (la centrale acquisti della Pubblica Amministrazione), per un appalto di rilievo comunitario suddiviso in 18 lotti geografici (di cui 14 ordinari e 4 accessori) dal valore complessivo di circa 2,7 miliardi di euro. L’appalto in questione riguarda l’esecuzione dei servizi di pulizia e di manutenzione in favore di tutti gli uffici pubblici presenti sull’intero territorio nazionale, nell’ambito della quarta edizione della gara relativa ai servizi cosiddetti di Facility Management. Nel complesso, sono state comminate sanzioni per un importo pari a circa 235.000.000 euro

L’intesa è stata posta in essere dai principali operatori del settore e, in particolare: C.N.S. – Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa; Consorzio Stabile Energie Locali S.c. a r.l.; Engie Servizi S.p.a. (già Cofely Italia S.p.a.) in solido con la controllante Engie Energy Services International SA; Exitone S.p.a., in solido con la società Gestione Integrata S.r.l. e con le controllanti STI S.p.a. e Finanziaria Bigotti S.p.a.; Kuadra S.r.l. in liquidazione in solido con la controllante Esperia S.p.a.; Manital Società Consortile per i Servizi Integrati per Azioni Consorzio Stabile – Manital S.c.p.a. in solido con la controllante Manitalidea S.p.a.; Rekeep S.p.a. (già Manutencoop Facility Management S.p.a.); Romeo Gestioni S.p.a. in solido con la controllante Romeo Partecipazioni S.p.a.. Non è invece stato accertato alcun illecito nei confronti delle società Dussmann Service S.r.l. e della controllante Dussmann Service Holding GMBH, e Siram S.p.a. e della controllante Veolia Energie International SA.

Ai fini dell’accertamento, l’Autorità si è basata su un articolato quadro probatorio che include, tra l’altro, un’istanza di clemenza presentata, ai sensi dell’articolo 15 della legge n. 287/90, dal C.N.S. (che ha beneficiato per via di tale istanza di una riduzione della sanzione pari al 50%), nonché parte della documentazione acquisita agli atti del procedimento penale aperto presso la Procura della Repubblica di Roma per ipotesi di reato connesse alla gara FM4.

La concertazione ha riguardato la ripartizione dei lotti di gara tra cinque compagini. In particolare, C.N.S. (in ATI con Exitone e Kuadra), Manutencoop Facility Management, Manital e Romeo, attraverso una partecipazione alla gara secondo una modalità ‘a scacchiera’, si sarebbero aggiudicate i lotti di rispettivo interesse, nella migliore combinazione possibile tra lotti ordinari e lotti accessori consentita dalla disciplina di gara; l’ATI Cofely-CSEL, anche grazie ai legami con il gruppo STI, è stata designata nell’ambito del cartello quale assegnataria di parte dell’appalto complessivo. L’illecito si è realizzato anche attraverso un utilizzo distorto del raggruppamento temporaneo d’imprese, degli affidamenti in subappalto e dello strumento consortile.

L’intesa ha neutralizzato il confronto competitivo tra le parti nei vari lotti geografici posti a gara e – a prescindere dall’esito della procedura di gara, non ancora aggiudicata dalla stazione appaltante – ha compromesso irrimediabilmente il fisiologico gioco concorrenziale che si sarebbe dovuto instaurare, in danno delle Pubbliche Amministrazioni committenti.

Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa per le attività ispettive dell’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

 

Il presidente della Provincia: “Massima attenzione ai tempi di realizzazione e al contesto ambientale”
Riunito a Trento l’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero

Si è riunito nel pomeriggio a Trento, alla presenza del presidente della Provincia, l’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero e delle connesse infrastrutture provinciali. Si tratta di un organismo, nato con legge provinciale, che ha il compito di assicurare il monitoraggio delle fasi di realizzazione delle tratte d’accesso sud al corridoio del Brennero sul territorio trentino e l’integrazione intermodale delle connesse infrastrutture ferroviarie, stradali e logistiche, anche in relazione alla salvaguardia dell’ambiente, della tutela sociale, della salute e della sicurezza sul lavoro, all’efficacia delle relazioni con la popolazione e con le esigenze di trasparenza di informazione e partecipazione.

“Siamo impegnati – ha detto il presidente della Provincia – in costante dialogo con il Ministero delle Infrastrutture e con Rfi, a fare in modo che questa importante opera possa arrivare in Trentino opportunamente collegata con Trento e Rovereto. Per il raggiungimento di questo obiettivo è fondamentale – ha detto il presidente – mantenere un crono programma chiaro.

Il lavoro dell’Osservatorio è molto importante – ha detto – perché ci permette di mantenere il contatto e il dialogo con i territori interessati, in quanto le opere che saranno realizzate devono essere accettate dalle comunità e devono essere realizzate tenendo conto del delicato contesto ambientale. Siamo convinti che l’opera ferroviaria potrà avere delle importanti ricadute sul territorio, per questo dobbiamo siamo intenzionati a seguirla con la massima attenzione e con la volontà di intercalarla nei tempi e nei modi utili alle nostre comunità. Su questa linea si muoverà la Giunta provinciale”.

L’Osservatorio, con l’ausilio di un comitato tecnico-scientifico, svolge le seguenti attività:

a) monitoraggio delle fasi di progettazione e realizzazione del corridoio del Brennero e delle opere ad esso afferenti, in relazione agli aspetti ambientali, economici e territoriali;

b) esame di documenti, raccolta di dati ed elaborazione di proposte agli organi competenti;

c) elaborazione di studi e ricerche afferenti la materia dei trasporti, dell’ambiente e dello sviluppo economico e sociale dei territori interessati.

Per la realizzazione di queste attività si avvale delle strutture provinciali competenti, ovvero può avvalersi della collaborazione di università ed istituti scientifici e di ricerca.

Oltre a tutte le strutture provinciali interessate fanno parte dell’Osservatorio i rappresentanti dei comuni e delle comunità di Valle sui i quali verranno realizzate le tratte di accesso; Trento e Rovereto, Rotaliana e Vallagarina.

 

 

Questa sera, giovedì 9 maggio, alle ore 21.30, Paolo Del Debbio intervista a “Dritto e rovescio” il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio che risponderà sulle tensioni a Casal Bruciato, sul caso Siri all’indomani del Consiglio dei Ministri, sulla battaglia di Salvini contro i cannabis shop, sulla situazione critica della crescita economica, sul taglio dei parlamentari appena approvato e su una possibile alleanza con il Pd.

A seguire, interverrà in diretta da Pescara (ore 22.10 circa) anche il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che esprimerà la sua visione in merito alle tensioni al governo, e delle decisioni prese sul “caso Siri”. Centrale anche il tema della sicurezza – alla luce anche degli ultimi episodi di violenza accaduti a Napoli -, le contestazioni subite durante la manifestazione a Pavia e le polemiche legate al Salone del Libro di Torino.

Nel corso della trasmissione, ampio spazio alle tasse, troppo alte in Italia. Intervengono il segretario del Movimento 5 Stelle Stefano Buffagni, Paola De Micheli (Pd), il vicedirettore de “Il Sole 24 Ore” Alessandro Plateroti e Mario Giordano.

E ancora, Paolo Del Debbio, attraverso un reportage sulla difficile convivenza tra extracomunitari e i residenti di Piazza Dergano a Milano, introduce il dibattito sull’immigrazione. Ospiti: Silvia Sardone (Lega), Carmela Rozza (Pd), Viola Carofalo (Potere al Popolo) e i giornalisti Giuseppe Cruciani e Alessandro Cecchi Paone.
Infine, ripercorrendo il caso di Casal Bruciato, dove alcuni cittadini insieme ai militanti di CasaPound si sono rivoltati contro una famiglia nomade a cui è stata assegnata un’abitazione popolare, si affronta il tema dei rom. Ne parlano Paola De Micheli (Pd) e Lara Comi (Forza Italia).

 

INTERVISTA A LUIGI DI MAIO ALLE ORE 21.30 (registrazione alle ore 19.45)
INTERVENTO IN DIRETTA DI MATTEO SALVINI ALLE ORE 22.10 CIRCA

Passo del Manghen: cantieri al massimo per garantire il passaggio del Giro d’Italia. Confermato oggi dal sopralluogo del presidente ad alcuni settori della viabilità.

Una scommessa che si vuole vincere il ripristino della strada del Passo Manghen, messa a dura prova dall’ondata di maltempo di fine ottobre: per il primo giugno, data della grande tappa dolomitica che porterà il Giro d’Italia da Feltre a Croce d’Aune – Monte Avena attraversando la Valsugana, la Val di Fiemme, Passo Rolle e il Primiero, si vogliono concludere i lavori di sistemazione e asfaltatura che già procedono alacremente, come ha potuto vedere in prima persona il presidente della Provincia nel corso di alcuni sopralluoghi effettuati oggi in Val Calamento e in Valsugana.

Accompagnato nella visita ad alcuni settori della viabilità da alcuni tecnici e dagli ingegneri provinciali Stefano de Vigili, dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture e trasporti, Silvio Zanetti, responsabile del Servizio gestione strade, Luciano Martorano, dirigente generale dell’Agenzia provinciale per le opere pubbliche (Apop), il Governatore ha potuto constatare la complessità gestionale del patrimonio stradale trentino partendo da uno degli uffici periferici della viabilità, quello di Borgo Valsugana.

“Il vostro è un settore strategico” ha detto il presidente “l’importanza del vostro operato si vede anche dal rispetto delle scadenze come quella che vi vede impegnati sul Passo Manghen. La Valsugana è un settore sensibile per la viabilità, in primis per la statale che la attraversa”. “Da parte nostra” ha aggiunto il presidente rivolgendosi ai tecnici e agli operai incontrati anche nel sopralluogo alla Ca’ Rossa di Caldonazzo “c’è la volontà di investire in questo settore, come pure quella di avere in grande considerazione le vostre competenze. Incontrerò anche i rappresentanti sindacali del vostro comparto, nel segno del confronto avviato anche su questa materia”.

Le strade trentine costituiscono un fiore all’occhiello del nostro territorio: sono complessivamente funzionali, ben progettate e ben tenute, come viene spesso riconosciuto anche da chi visita il Trentino per ragioni turistiche o lavorative, ma il settore deve affrontare una serie di problematiche, che vanno dalle strade ad alta percorrenza, come la SS47, che – in prossimità del capoluogo – sopporta un traffico giornaliero medio di 47mila passaggi, alla manutenzione della viabilità che serve i più remoti centri di montagna. Complessivamente si tratta di circa 2500 chilometri di strade, sui quali si alternano 1100 ponti e circa 120 gallerie.

 

 

 

Apprendiamo con soddisfazione la decisione con cui la Corte Costituzionale ha rigettato i rilievi di consiglieri e ex consiglieri relativamente alla limatura dei maxi anticipi riconosciuti loro da una legge regionale del 2012.

E’ una presa di posizione importante perché di fatto chiarisce che la vicenda non riguarda diritti acquisiti ma privilegi auto-riconosciuti da un’intera classe politica.

Stupisce leggere i commenti entusiastici di rappresentanti appartenenti a partiti che non hanno offerto alcun sostegno alla causa e che anzi, oltre ad aver approvato la legge con cui sono stati distribuiti 96 milioni di euro a circa 150 colleghi ed ex, hanno mantenuto il segreto più rigoroso per quasi due anni sul pagamento degli assegni d’oro.

Solo l’avvento del M5s, con un’interrogazione a mia prima firma (nr. 11/XV), ha scoperchiato il pentolone della legge Vergogna 1 (2012), approvata per acclamazione e senza riserve dal Consiglio regionale.

Rimane il rammarico per il tempo perso a causa di politici poco coraggiosi che hanno inutilmente eluso per quasi 5 anni l’applicazione della legge da loro stessi voluta, nella parte relativa ai recuperi forzosi (che avrebbero dovuto partire 90 giorni dopo….).

Rimane il rammarico (reso ancora più aspro dalla novità di oggi) per la misura dei tagli previsti dalla “riforma della riforma” (la legge Vergogna 2, 2014), tagli che, magari con il sostegno (assente) dei partiti che oggi si sbracciano e tentano di appropriarsi di ciò a cui non hanno minimamente contribuito, avrebbero potuti essere ben più incisivi.

Ben venga quindi l’intervento del Governo a trazione 5 Stelle che imporrà ciò che nel 2014 non si è voluto fare, ovvero il ricalcolo degli assegni su base contributiva, in attesa che il lento processo in corso a Bolzano per truffa ai danni della Regione, in cui sono (unica) parte civile in rappresentanza di trentini e altoatesini arrivi alla conclusione.

Lo strumento dell’interrogazione sia essa a risposta scritta o a risposta orale è uno dei principali mezzi che il Consigliere Provinciale ha a propria disposizione per ottenere risposte da parte dell’esecutivo rispetto alle più svariate domande, perplessità, dubbi e quant’altro.

Storicamente tale strumento viene utilizzato in percentuale maggiore dai consiglieri facenti parte dell’opposizione consiliare. Di fatto nulla di strano sotto il sole, come dimostrato dal numero di atti già presentati in questi primi mesi di legislatura.

Ritengo però, ecco il senso del mio intervento, che di tale mezzo non si dovrebbe abusare e soprattutto, proprio nel rispetto delle Istituzioni e della Popolazione che chi ricopre questo ruolo debba avere, le fonti iniziali sulle quali si edificano le interrogazioni dovrebbero essere pesate, confutate e attentamente misurate; diversamente l’effetto è quello di ottenere sicuramente visibilità mediatica ma anche di far passare, magari, messaggi di allarme e di confusione agli occhi della società.

Mi riferisco, nello specifico, ad una interrogazione presentata recentemente da una Collega rispetto al “non-problema lupo”. È ovviamente per il sottoscritto, rappresentante della Comunità Ladina di Fassa, un argomento di forte interesse e ahimè di stretta attualità. Rispettando le diverse correnti di pensiero e rispettando la Collega mi permetto però di soffermarmi su alcuni passaggi a mio modo di vedere molto lacunosi della sua interrogazione.

1. La firmataria dell’interrogazione torna sul ritrovamento della carcassa di un lupo nel fiume Avisio, all’altezza di Soraga, riprendendo alcuni articoli di stampa locale dove si faceva riferimento che la carcassa del lupo fosse priva di testa e degli arti anteriori, chiedendosi come fosse possibile che l’impatto con un veicolo avesse provocato tali conseguenze e addirittura mettendo in discussione quanto dichiarato dall’Istituto preposto alle analisi.

La Collega si spinge poi a parlare addirittura di bracconaggio non ponendosi nemmeno il dubbio rispetto alla provenienza del lupo, trovato sì a Soraga ma che come supposto anche dal primo cittadino poteva essere stato trasportato dalle acque e solo nel suo comune ritrovato. Il fiume Avisio nasce a monte della Valle di Fassa ha diversi piccoli affluenti; ipotesi meno catastrofica è quella che l’animale nel turbine delle acque dove troviamo spesso massi, ramaglie e quant’altro sia stato smembrato. Perché se da Consiglieri ci spingiamo nel diventare Sherlock Holmes dobbiamo almeno avere l’elasticità mentale di pensarle tutte. Mi si potrà dire che le parti mancanti del corpo non sono state ritrovate: vero; tanto quanto non vi siano indicazioni di un atto di bracconaggio. Ora appare più semplice e rispettoso nei confronti di chi è chiamato tecnicamente ad analizzare le situazioni, credere ad un incidente stradale.

2. La Collega poi prosegue sottolineando come sia l’esecutivo stesso ad alimentare il “problema lupo” per coprire in realtà delle da lei presunte e affermate immobilità rispetto ad altri temi. Sono più volte intervenuto in aula non solo in quanto Consigliere Provinciale ma anche da semplice cittadino che vive la realtà da vicino, non da ieri ma dall’inizio, in Valle di Fassa. Mi si permetta di ribadire e di evincere come la visione di questo problema abbia diverse sfumature tra chi il lupo, seduto in poltrona nel capoluogo, lo identifica nel più mansueto Lupo Alberto, magari dichiarandolo un “non-problema” e chi invece lo vive nella medesima realtà, dove quest’inverno se lo è ritrovato a 100 metri dalla propria abitazione in centro storico, da chi riceve costantemente foto di avvistamenti e telefonate di apprensione, di chi lavora con l’alpeggio e vede vanificati i propri sforzi.

Non so se la collega si sentirebbe così sicura di affermare che: “I dati scientifici riportano che in Italia negli ultimi 200 anni non si sono mai riscontrati attacchi di lupi nei confronti dell’uomo. Di più: i lupi rifuggono l’uomo e se ne tengono ben distanti.” qualora abitasse in una realtà diversa da quella che vive nella propria quotidianità, dove questa specie, magari anche in casi isolati (ma reali) si avvicina all’asilo frequentato dai propri cari o a pochi metri da dove essi vivono. Io questa sicurezza non la ho e matematicamente nessuno la può avere. Quello che so per certo è che questo trend non voglio venga interrotto e che quindi le azioni della Giunta ma non solo della stessa, anche del Prefetto, dei rappresentanti delle amministrazioni comunali interessate siano di buon senso, di quel buon senso che solo chi ha responsabilità di governo nelle rispettive amministrazioni da buon padre di famiglia debba attuare.

*

Consigliere Provinciale
Luca Guglielmi

Come il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ripete da mesi, non ci sarà alcun taglio al Fondo nazionale per il Tpl. Anche grazie al lavoro svolto da questa Amministrazione e alle richieste inoltrate al Ministero dell’Economia, proprio oggi in Conferenza Stato-Regioni è stato raggiunto un accordo che conferma e certifica che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro al comparto Tpl per il 2019.

Si ricorda che a febbraio il Ministro Danilo Toninelli ha intanto già firmato il decreto interministeriale con il quale sono stati ripartiti tra le Regioni a statuto ordinario 3.898.668.289,20 euro, ovvero, come previsto dalla legge, l’anticipazione dell’80% del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario.

La cifra anticipata è stata calcolata sul 100% della dotazione del fondo stesso, come chiesto dal Mit al Mef, e dunque senza alcun taglio.
Oggi in Conferenza Stato-Regioni il Mef ha confermato che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro per il 2019 al Fondo Tpl, nemmeno a fine anno, perché le risorse verranno recuperate in sede di assestamento di bilancio.

Il Mit plaude a questo accordo e procede nell’attuazione del piano mobilità, per dotare Regioni e città di 2000 nuovi bus all’anno.

 Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha esaminato i dati di monitoraggio riferiti alle due settimane 22-28 aprile e 29 aprile-5 maggio, quest’ultima riferita alla II fase della campagna elettorale e suscettibile di autonoma valutazione alla luce dei criteri contenuti nell’art. 8 della delibera n. 94/19/CONS.

L’Autorità, tenendo conto dell’approssimarsi del voto, ha analizzato la presenza e il peso delle forze politiche in competizione nel tempo a loro dedicato dai notiziari. Contestualmente ha analizzato la trattazione dei temi elettorali rispetto all’informazione politica più in generale e all’informazione istituzionale anche al fine di garantire il diritto del cittadino-elettore ad una corretta e completa informazione per la formazione dell’opinione ai fini delle scelte di voto. Sulla base di questi elementi di valutazione sono stati rilevati squilibri che hanno costituito oggetto di cinque provvedimenti di ordine.

In particolare, per quel che concerne la concessionaria pubblica, è stata rilevata una sovraesposizione della Lega anche rispetto al M5S, unitamente ad una presenza elevata del Governo, sui notiziari diffusi da Tg1 e Tg2 in particolare nelle edizioni principali e avuto riguardo non solo al tempo di parola, ma anche al tempo di notizia. Nei notiziari del TG5 si registra nella settimana 29 aprile – 5 maggio una sovraesposizione di Fratelli d’Italia e più in generale, un’assenza delle nuove liste ammesse alla II fase. Per quel che concerne Tg La7, è stata rilevata una sovraesposizione della Lega e del Governo sia nel tempo di parola che di notizia. Infine, nei notiziari della testata SkyTG24, si è registrata la perdurante sovraesposizione del Governo e della Lega sia nel tempo di parola che di notizia, una sovraesposizione nel tempo di parola del PD e una sotto-rappresentazione del tempo di parola di Forza Italia.  Su loro richiesta, si precisa che le decisioni sono state assunte con il voto contrario dei Commissari Antonio Martusciello e Francesco Posteraro.

L’Autorità ha poi rivolto una pressante raccomandazione a tutte le emittenti affinché nei programmi di approfondimento (extra-tg) sia dato spazio ai temi afferenti le elezioni europee e le attività del parlamento europeo, garantendo la parità di accesso alle forze politiche e favorendo l’esercizio del contradditorio, anche tra leader politici.

Infine, per quel che riguarda i sondaggi, nel richiamare l’attenzione sull’imminente inizio  del periodo di divieto sancito dall’art. 8 della legge 28/2000 (che scatterà dalla mezzanotte di domani), l’Autorità ha rivolto un ordine a tutti i mezzi di comunicazione di massa (editori radiotelevisivi, editori di giornali, blog, piattaforme e social network) ad adeguarsi a tale divieto, pena l’avvio di procedimenti sanzionatori per inottemperanza ai sensi dell’art. 1, comma 31, della legge n. 249/97.

 

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Sono i numeri a dire che, promuovere il Trentino 365 giorni l’anno e quindi in tutte e quattro le stagioni, si rivela una scelta vincente per il sistema del turismo.

Una piccola, grande rivoluzione che nel 2018 ha consegnato agli operatori e agli stakeholder del turismo la migliore performance di sempre in termini di presenze e arrivi sulla totalità delle strutture, alberghiere ed extralberghiere, grazie anche ai risultati positivi di primavera e autunno, confermando il trend di crescita registrato negli ultimi anni.

La promozione si articola su campagne di comunicazione internazionali, multicanali e con una forte integrazione fra strumenti, online e offline, per promuovere le tante esperienze possibili in ciascuna stagione proposte anche dai diversi ambiti turistici.

I contenuti e le attività di promozione e comunicazione della primavera e dell’estate sono state presentate oggi dal Ceo di Trentino Marketing Maurizio Rossini e dall’Assessore provinciale al turismo in un incontro che si è svolto nella sede di Trentino Marketing e al quale sono intervenuti numerosi direttori e presidenti delle Apt territoriali insieme ai rappresentanti di Asat e Unat e di altre categorie del settore turismo. Prima di entrare nel merito delle nuove campagne Maurizio Rossini ha fornito alcuni dati sulla stagione invernale appena conclusa.

“A fronte di un leggero calo nelle presenze della componente italiana mentre crescono gli ospiti internazionali, ha detto Rossini, la stagione ci restituisce dei numeri importanti e con incrementi significativi in termini di fatturato per il mondo neve”.

Passando alle nuove campagne Rossini ha evidenziato in particolare come “grazie e una varietà di strumenti e di messaggi si punta a suscitare la curiosità di un pubblico giovane e internazionale con un programma molto ricco di attività e di proposte. Nelle ultime stagioni la primavera ha registrato un interesse sempre maggiore in termini di presenze, grazie anche ad un presidio sempre più forte del web e dei social per veicolare le suggestioni del nostro territorio, ma rimangono margini ampi di miglioramento”.

Luciano Rizzi presidente dell’Apt Val di Sole e della Conferenza dei presidenti delle Apt ha riaffermato “la necessità da parte delle Apt di un attento presidio del prodotto turistico”. Gianni Battaiola presidente di Asat ha invece ricordato come “il rapporto qualità prezzo in Trentino rimane sbilanciato verso il turista piuttosto che l’imprenditore. Ma proprio la ricchezza di una proposta come quella presentata oggi è il fattore che può permettere di invertire questa condizione. Chi viene in Trentino perché qui trova la sua motivazione non si pone il problema del prezzo.”

“Ho apprezzato il lavoro presentato, davvero ampio e completo” ha invece aggiunto Enzo Bassetti vice presidente di Unat, sottolineando come ”per gli operatori l’obiettivo di aumentare il fatturato prevale sui numeri delle presenze”.

“Quello dell’aumento dei prezzi, ha detto l’Assessore provinciale al turismo, è una delle sfide che attendono le Apt nei prossimi anni, convincendo gli operatori del valore di ciò che possono offrire anche in termini di strutture e servizi”. Dentro questa offerta un ruolo importante è svolto proprio dai grandi eventi: “Sono un volano eccezionale per i territori – ha ricordato l’assessore – e che i nostri competitor più vicini oggi ci invidiano”.

Altri temi toccati nell’intervento la necessità di una promozione unitaria e condivisa, l’avvio del nuovo Board Commerciale che riunisce le categorie del sistema turismo e l’impegno di Trentino Marketing ad esplorare in tempi brevi nuovi mercati a livello europeo ed extraeuropeo per target con un’elevata capacità di spesa. “In questa direzione – ha concluso l’Assessore al turismo – ci stiamo muovendo anche sull’Aeroporto di Verona con l’obiettivo di portare nuove rotte sia in ambito europeo che extraeuropeo”.

LE DUE CAMPAGNE IN SINTESI

Le azioni in corso e in programma sono rivolte ai mercati di Italia, Germania, Austria, Svizzera, per la campagna della primavera, mentre la campagna sull’estate è prevista per un panel più ampio di mercati che include Olanda, Belgio, Inghilterra, Rep. Ceca, Polonia Francia, Spagna e fuori dall’Europa Stati Uniti, Russia, Cina, Corea del Sud.

La campagna ADV, sempre più paesaggi e natura in un linguaggio contemporaneo e ricercato, per parlare a milioni di “millennials” delle principali città europee ed internazionali
Per la primavera la campagna ADV ha previsto 31 uscite su importanti quotidiani e periodici del Nord Italia – Corriere della Sera, Repubblica, Io Donna, D-La Repubblica, Quotidiano nazionale – ed internazionali (Suddeutsche Zeitung, Wired, Rondo, Forbes) per complessive 19 testate coinvolte e 12 milioni di contatti previsti.
La campagna Tv per l’estero ha puntato sui mercati più vicini e articolata su 227 spot da 20” sulla tv svizzera tedesca per complessivi 3 milioni di contatti previsti.

Per lanciare l’estate, invece, sono state previste 39 uscite tra Italia ed estero con 17 testate coinvolte e 15,5 milioni di contatti previsti.
La campagna Tv ha invece previsto 4827 spot di durata variabile tra 10” e 30” e 100 “cartoline” da 30” sulle emittenti del Gruppo Mediaset, Sky, Eurosport, Super Tennis, il gruppo di tv della Repubblica Ceca e della Polonia -Tv Nova, Tv Enne, Polsat e Prima Tv – per complessivi 180 milioni di contatti stimati. Sull’Italia anche una campagna di 442 spot radiofonici che saranno trasmessi su Radio RAI, Radio Capital, Radio DJ e Radio Monte Carlo.Inoltre maxi affissioni vestiranno di Trentino il cuore di Milano in Piazzale Gae Aulenti e di Roma in zona Pantheon.

È stato inoltre realizzato il nuovo magazine con tiratura di circa 1 milione copie allegate a 12 prestigiose testate internazionali tra quotidiani e periodici di Germania, Inghilterra, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca per un totale di oltre 5 milioni di contatti previsti.

Sempre più digital la campagna del Trentino
Il Piano strategico dei contenuti (Psc) elaborato insieme ai territori ha individuato le nuove suggestioni da declinare attraverso la piattaforma visittrentino e i social ad essa collegati (Faceboook, Instagram, Youtube) nelle due stagioni e sui mercati di riferimento.

Per la primavera sono il benessere, i sapori, i luoghi segreti da scoprire, i percorsi culturali a Trento e Rovereto, le fioriture, la voglia di avventura, le opportunità legate ai ponti di primavera.

Passando all’estate i temi individuati sono la vacanza sui laghi, le famiglie, i trekking e le passeggiate in montagna, la proposta mountain bike, natura e benessere, la vacanza in montagna, i Suoni delle Dolomiti, i rifugi. Adam Ondra il grande arrampicatore della Repubblica Ceca che avvicina alla montagna giovani da tutta Europa, sarà testimonial di una specifica campagna di comunicazione.

Oltre 320 milioni i contatti stimati in termini di impression che saranno prodotti dall’insieme di queste attività veicolate attraverso la piattaforma digitale e i social.

La novità – l’evento #Traverse19
Una importante novità sul fronte della promozione e della comunicazione sarà, dal 4 al 19 giugno, l’evento #Traverse19: la conferenza della contemporaneità.
In collaborazione con una delle maggiori agenzie internazionali specializzate nell’influencer marketing, settore del marketing digitale che coinvolge le persone per parlare alle persone con l’intento di fare formazione e creare rete e informazione, il Trentino ospiterà la conferenza annuale che costituisce uno degli appuntamenti più attesi in Europa dagli influencer digitali e la più importante per il settore travel. Per questo evento sono attesi 400 partecipanti tra blogger, Instragrammers e Youtubers internazionali. Al termine della Conferenza, dal 10 al 14 giugno, su tutto il territorio Trentino i partecipanti potranno seguire veri e propri tour alla scoperta degli angoli e delle esperienze più imperdibili che la nostra provincia può offrire. Oltre 30 mila i contatti che saranno prodotti dai content

Le attività Media&PR
L’ufficio Media&Pr ha pianificato una serie di attività per la stampa in Italia e all’estero (Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Inghilterra e Olanda), a partire da una serie di incontri nelle principali piazze mediatiche. Numerosi i viaggi stampa, individuali e di gruppo, incentrati sui principali temi della vacanza programmati in primavera e in estate. Tra maggio e settembre coinvolgeranno numerosi giornalisti di Italia, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Olanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Polonia e Russia.

Dopo la puntata in primavera di Linea Verde Rai e le due di Melaverde Mediaset dedicate al Trentino, il territorio è stato e sarà protagonista di alcune trasmissioni televisive sulle reti RAI, Mediaset, Sky, Tv 2000, e alcune emittenti tv di Germania, Austria, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Olanda.

Servizi dedicati al Trentino sono in uscita sulle principali testate nazionali come ad esempio Style, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, il Sole24Ore, Messaggero, Io Donna, e inoltre Radio Rai, RMC, Radio Popolare, Radio Padova, Radio24.

I grandi eventi, l’estate delle grandi nazionali in Trentino
Al centro delle azioni di marketing e comunicazione naturalmente i grandi eventi come forte elemento di distintività del Trentino nell’arco alpino: sport, cultura ed enogastronomia che arricchiscono la proposta su tutto il territorio. In particolare i ritiri delle Nazionali di Basket, Volley maschile e femminile, Skiroll e la grande novità del Rugby. Il Trentino si tinge di azzurro!

Sales support
Nel programma delle iniziative di trade previste figurano il workshop Good Buy Trentino, le collaborazioni con i maggiori TO internazionali come TUI Germania, TUI Gran Bretagna, Neckermann, partnership e iniziative comuni con aziende del settore outdoor – DAV Summit, Salewa – oltre alla presenza alle maggiori Fiere e Borse del turismo internazionali. come Vakantiebeurs, ITB, CMT, Reisen, Atta.

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