Approvate in Conferenza Unificata le “Linee guida” del trasporto pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le misure organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 e le modalità di informazione agli utenti.

Vengono introdotte alcune novità per aumentare la capienza dei mezzi pubblici in condizioni di sicurezza, per favorire la ripresa ordinata dell’attività scolastica, economica e culturale del Paese.

La differenziazione e il prolungamento degli orari di apertura degli uffici, degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici e delle scuole di ogni ordine e grado è importante per modulare la mobilità dei lavoratori e prevenire conseguentemente i rischi di aggregazione connessi alla mobilità dei cittadini. E’ raccomandata, quando possibile, l’incentivazione della mobilità sostenibile (biciclette, e-bike, ecc.).

Inoltre, per aumentare le corse dei mezzi di trasporto, soprattutto durante le ore di punta, possono essere destinate ai servizi di linea per trasporto di persone anche le autovetture a uso di terzi attraverso procedure semplificate per l’affidamento dei servizi.

Viene previsto da parte del Governo nella Legge di Bilancio lo stanziamento 200 milioni per le Regioni e 150 per Comuni e Province per i servizi aggiuntivi di trasporto ritenuti indispensabili per l’avvio dell’anno scolastico.

Le risorse già previste per i mancati introiti delle aziende del Tpl potranno infatti essere utilizzate anche per servizi aggiuntivi.

A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato è consentito, in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, un coefficiente di riempimento non superiore all’80 %, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti.

Tale coefficiente di riempimento è consentito anche in relazione al ricambio dell’aria interna dei veicoli di superficie e dei treni metropolitani. Infatti la maggior parte degli impianti di climatizzazione consente una percentuale di aria prelevata dall’esterno e un ricambio ad ogni apertura delle porte in fermata. Inoltre per i tram di vecchia generazione è possibile l’apertura permanente dei finestrini.

Potrà essere aumentata la capacità di riempimento, oltre il limite previsto, esclusivamente nel caso in cui sia garantito un ricambio di aria e un suo filtraggio attraverso idonei strumenti di aereazione che siano preventivamente autorizzati dal CTS.

Al fine di aumentare l’indice di riempimento dei mezzi di trasporto potranno essere installati separazioni removibili tra i sedili. È in corso un accordo tra MIT- INAIL e IIT per individuare il materiale idoneo per consentire la separazione tra una seduta e l’altra, al fine di consentire un indice di riempimento dei mezzi pressoché totale.

Le aziende di trasporto possono avviare forme autonome di individuazione di materiale idoneo da sottoporre alla certificazione sanitaria del CTS.

Sulle metropolitane, sugli autobus e su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale devono essere installati appositi dispenser, anche in maniera graduale a partire dai mezzi più affollati, per la distribuzione di soluzioni idroalcoliche per la frequente detersione delle mani.

Vanno previsti dalle aziende di gestione del servizio forme di comunicazione, su ogni mezzo di trasporto, sul corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali.

Nel trasporto pubblico locale il distanziamento di un metro non è necessario nel caso si tratti di persone che vivono nella stessa unità abitativa, nonché tra i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili. Nell’eventuale fase di accertamento della violazione alla prescrizione del distanziamento interpersonale potrà essere resa una autodichiarazione.

Si raccomanda, infine, l’utilizzo dell’App “Immuni” ai fini del controllo della diffusione del contagio.

Accolte le richieste della Provincia e di altri territori. Covid e trasporti: sui mezzi pubblici all’80 per cento della capacità di carico.

Lungo confronto anche oggi fra Governo e Regioni e Province autonome sul tema del trasporto pubblico in vista della riapertura delle scuole. E’ ancora in corso la conferenza unificata alla quale partecipano i ministri agli affari regionali, ai trasporti e alla salute che si stanno confrontando con le richieste dei territori, ma una delle richieste che in particolare la Provincia autonoma di Trento ha ribadito con forza è ormai data per accolta: si tratta della definizione della capacità di carico dei mezzi pubblici.

Come ha ricordato il presidente della Provincia autonoma di Trento, il punto di partenza (limite di capienza ridotto al 50 per cento delle capacità dei mezzi) ad oggi risulta sensibilmente rivisto, con l’accoglimento della richiesta di portare tale limite all’80 per cento, pur nel rispetto di precisi protocolli atti a ridurre al massimo possibile le situazioni di esposizione al contagio.

L’apertura del Governo su questo parametro riguarda anche i mezzi ferroviari, coinvolgendo pertanto la totalità dell’utenza dei mezzi pubblici che, in una realtà orograficamente particolare come quella trentina, è particolarmente significativa, e non solo per quanto riguarda il pendolarismo scolastico.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Provincia autonoma di Trento che sottolinea come la soluzione individuata rappresenti un buon compromesso per difendere da un lato la salute pubblica senza però inibire il funzionamento di sistemi complessi, quale è quello del trasporto pubblico, che percentuali di capienza ridotte avrebbero messo in crisi, stante l’impossibilità di compensare il dimezzamento della capacità di carico con un rafforzamento della flotta. Sarebbero serviti troppi mezzi che oltretutto si sarebbero riversati su dinamiche di traffico già impegnative.

Incontro costruttivo tra assessorato alla salute, Apss, Task Force Rsa, Upipa e Spes. Piani Covid nelle Rsa: confronto a 360 gradi stamani in Provincia.

Nella mattinata odierna l’assessore provinciale alla salute e il dirigente generale del dipartimento salute Pat hanno incontrato i vertici dell’Azienda sanitaria e la Task Force Rsa per avere un riscontro sui piani Covid che le Apsp del territorio hanno predisposto, facendo seguito alla richiesta effettuata dalla Provincia all’inizio del mese di maggio. Il gruppo di lavoro ha illustrato i risultati dell’elaborazione dei piani, quindi vi è stato un successivo passaggio con i vertici di Upipa e Spes.

Grazie a quanto emerso oggi, la Task Force ha la possibilità di valutare e dare indicazioni su quali ambiti intervenire, evidenziando eventuali criticità. Il risultato dovrà essere letto in chiave di collaborazione a 360 gradi e di eventuale miglioramento dei progetti, dando modo all’assessorato di capire in che modo poter supportare le strutture.

I piani, infatti, verranno commentati e restituiti alle singole residenze sanitarie con osservazioni e segnalazioni, in un’ottica di collaborazione tra l’assessorato alla salute, l’Azienda sanitaria trentina e le Rsa.

Si è concordato di programmare delle videocall, alle quali parteciperanno i presidenti e i direttori delle Rsa, nel corso delle quali saranno illustrate le linee generali dei piani ed i principi cardine per affrontare al meglio la gestione di eventuali casi di ritorno del contagio all’interno delle strutture.
Durante l’incontro è stato anche toccato il tema delle Rsa di Transito, per l’ingresso di nuovi ospiti all’interno delle residenze e l’aspetto, molto sentito, delle visite dei parenti.

Da parte di tutti vi è la volontà di garantire le visite, mantenendo però sempre alta l’attenzione sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione e sulle regole per evitare un ritorno del contagio, nel rispetto delle disposizioni nazionali.

Replico all’ex presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, poiché continua il suo rancore nei confronti del leghista Maurizio Fugatti, collega che lo ha spodestato dalla guida della Provincia Autonoma di Trento nell’autunno 2018.

Oggi il Capogruppo del Patt ancora una volta attacca il governatore del Trentino per la vicenda gestione orsi.

Ricordo a chi legge che “Life Ursus” è un progetto che noi dell’attuale maggioranza abbiamo importato dal centrosinistra (falsamente autonomista) ed i cui effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti.

Pertanto: consigliere Ugo torna pure a Milano, perché “se Rossi è un vero autonomista Cicciolina è vergine…”…

 

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Alessandro Savoi

Consigliere e Presidente Lega Trentino

Intervento sul sentiero Viel del Pan (Canazei, Val di Fassa). Un escursionista toscano di 63 anni si è procurato un trauma all’arto inferiore nella tarda mattinata di oggi sul sentiero Viel del Pan. L’uomo stava camminando lungo il sentiero quando è caduto e si è infortunato nei pressi dell’omonimo rifugio. La chiamata al Numero Unico 112 è arrivata poco dopo le 11.30.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites che ha sbarcato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. A supporto dell’equipaggio anche un operatore della Stazione Alta Fassa che si trovava in quota. L’infortunato è stato stabilizzato, imbarellato e recuperato a bordo dell’elicottero con il verricello per essere trasferito all’ospedale di Cavalese.

Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato l’accordo con KKR Infrastructure e Fastweb relativo alla costituzione di FiberCop, la NewCo in cui verranno conferite la rete secondaria di TIM (dall’armadio di strada alle abitazioni dei clienti) e la rete in fibra sviluppata da FlashFiber, la joint-venture partecipata da TIM (80%) e Fastweb (20%). Il Consiglio ha altresì espresso soddisfazione per la recente firma di un protocollo d’intesa con Tiscali.
Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha inoltre esaminato e approvato la lettera d’intenti con CDP Equity finalizzata ad integrare FiberCop nel più ampio progetto di costituzione di una società della rete unica nazionale. Il Cda ha dato mandato all’Amministratore Delegato, Luigi Gubitosi, di sottoscrivere l’intesa.

 

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FiberCop

L’accordo con KKR Infrastructure e Fastweb è il primo passo per la realizzazione di una società della rete digitale italiana in fibra, che rappresenta un punto di svolta per le telecomunicazioni del Paese.
FiberCop consentirà a TIM, Fastweb e agli altri operatori di co-investire completando i piani di copertura in fibra nelle aree nere e grigie del Paese e accelerando l’adozione dei servizi Ultra-Broadband (UBB). A conferma dell’apertura del progetto, in questi giorni TIM ha sottoscritto con Tiscali un Memorandum of Understanding per definire i termini di una partnership strategica avente ad oggetto lo sviluppo dell’infrastruttura ultra-broadband attraverso la partecipazione economica di Tiscali al progetto di co-investimento in FiberCop.
FiberCop sarà da subito dotata di un asset di rete che già oggi offre collegamenti UBB all’85% della popolazione grazie alle tecnologie FTTC e FTTH; la società proseguirà la copertura FTTH, con velocità di connessione di 1 Gbps, con l’obiettivo di raggiungere, entro il 2025, il 76% delle unità immobiliari delle aree grigie e nere, corrispondenti ad una copertura del 56% delle unità immobiliari tecniche del Paese. Nelle aree bianche TIM proseguirà l’intervento di copertura UBB già in corso. La rete in fibra sarà realizzata dalla NewCo sulla base del modello di coinvestimento aperto all’ingresso di tutti gli altri operatori, secondo quanto previsto dal Codice europeo delle Comunicazioni Elettroniche.
La nuova società – di cui TIM deterrà il 58%, KKR Infrastructure il 37,5% e Fastweb il 4,5% – offrirà servizi di accesso passivi della rete secondaria in rame e fibra a tutti gli operatori del mercato. FiberCop farà leva sull’infrastruttura in fibra già posata da FlashFiber, senza duplicazione di investimenti e con la massima efficienza, promuovendo allo stesso tempo la concorrenza. TIM sarà il fornitore esclusivo per la costruzione e la manutenzione delle reti e fornirà ulteriori servizi a FiberCop che avrà una struttura snella con meno di 100 dipendenti.
L’operazione permetterà un’accelerazione del passaggio dei clienti da rame a fibra e contribuirà alla riduzione del digital divide in Italia.
TIM ha accettato l’offerta vincolante di 1,8 miliardi di euro da parte di KKR Infrastructure, che acquisterà il 37,5% di FiberCop, sulla base di un enterprise value di circa 7,7 miliardi di euro (equity value 4,7 miliardi di euro), mentre Fastweb avrà il 4,5% di FiberCop a seguito del conferimento del 20% attualmente detenuto in FlashFiber.

Si prevede che FiberCop avrà un EBITDA di circa 0,9 miliardi di euro ed EBITDA – CAPEX positivi a partire dal 2025 e non richiederà iniezioni di capitale da parte degli azionisti.
L’apporto di risorse finanziarie che deriva dall’ingresso di KKR Infrastructure in FiberCop darà un ulteriore importante contributo al rafforzamento della struttura patrimoniale del Gruppo TIM.
Il closing dell’operazione è previsto entro il primo trimestre del 2021, una volta ottenute le autorizzazioni delle Autorità competenti.

Lettera d’intenti TIM-CDP Equity

Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato e dato il via libera alla firma di una lettera d’intenti con CDP Equity (CDPE) finalizzata alla realizzazione del più ampio progetto di rete unica nazionale (AccessCo) attraverso la fusione tra FiberCop e Open Fiber. Secondo quanto previsto dall’intesa, TIM deterrà almeno il 50,1% di AccessCo e attraverso un meccanismo di governance condivisa con CDPE sarà garantita l’indipendenza e la terzietà della società. A tal proposito sono previsti meccanismi di maggioranze qualificate e regole di controllo preventivo.
Per definire i valori degli asset destinati a confluire in AccessCo – e le relative quote di partecipazione nella società – le parti incaricheranno valutatori terzi per avviare i relativi processi di due-diligence relativi a FiberCop e Open Fiber. Prima della fusione, è previsto che TIM conferisca in FiberCop un ulteriore ramo d’azienda che consiste nella rete primaria funzionale alle attività operative di FiberCop. Il processo di due-diligence è atteso entro la fine dell’anno nell’ottica di raggiungere un eventuale accordo di fusione non oltre il primo trimestre del 2021.
Il closing dell’operazione è condizionato alle autorizzazioni delle Autorità competenti.

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TIM, KKR INFRASTRUCTURE AND FASTWEB: AGREEMENT TO CREATE FIBERCOP REACHED

APPROVED THE LETTER OF INTENTS WITH CDP EQUITY TO CREATE SINGLE NATIONAL NETWORK COMPANY THROUGH INTEGRATION WITH OPEN FIBER

 

 

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Rome, 31 August 2020

Meeting today under the chairmanship of Salvatore Rossi, TIM’s Board of Directors approved the agreement with KKR Infrastructure and Fastweb for the establishment of FiberCop, the NewCo to which TIM’s secondary network (from cabinets to customers’ homes) will be transferred along with the fibre network developed by FlashFiber, the joint venture in which TIM has an 80% and Fastweb a 20% stake. The Board also expressed its satisfaction with the recent signing of a letter of intents with Tiscali.
TIM’s Board of Directors also examined and approved the signing of the letter of intents with CDP Equity intended to integrate FiberCop in the wider plan to establish a single national network company. The Board of Directors granted the CEO, Luigi Gubitosi, the power to sign the agreement.

FiberCop

The agreement with KKR Infrastructure and Fastweb is the first step towards creating an Italian digital fibre network company, which is a turning point for telecommunications in the country.
FiberCop will allow TIM, Fastweb and other operators to co-invest, completing the fibre coverage plans in black and grey areas of the country and speeding up the adoption of Ultra-Broadband (UBB) services. Confirming the start of the project, in recent days TIM signed a Memorandum of Understanding with Tiscali to establish the terms of a strategic partnership intended to develop the ultra-broadband market through Tiscali’s economic participation in the FiberCop co-investment plan.
FiberCop will be immediately assigned a network asset that today already offers 85% of the population UBB speed thanks to FTTC and FTTH technology; FiberCop will go on to assure FTTH coverage, with a connection speed of 1 Gbps, with the aim of reaching 76% of grey and black area property units, equating to coverage of a total of 56% of the country’s technical property units, by 2025. In the white areas TIM will continue the UBB deployment already in progress. The fibre network will be developed by the NewCo on the basis of the co-investment model open to all other operators, in accordance with the provisions of the European Electronic Communications Code.
The new company – of which TIM will hold 58%, KKR Infrastructure 37.5% and Fastweb 4.5% – will offer passive access services of the secondary copper and fibre networks to all operators. FiberCop will rely on the fibre infrastructure already installed by FlashFiber, without any duplication of investments and with maximum efficiency, at the same time promoting competition. TIM will be the exclusive supplier for the construction and maintenance of the networks and will provide additional services to FiberCop, which will have a streamlined structure with less than 100 employees.
The operation will speed up the switch of customers from copper to fibre and will help reduce the digital divide in Italy.
TIM has accepted the binding offer of 1.8 billion euros from KKR Infrastructure, which will buy 37.5% of FiberCop, on the basis of an enterprise value of 7.7 billion euros (equity value 4.7 billion euros), while Fastweb will have 4.5% of FiberCop following the contribution of the 20% currently held in FlashFiber.

It is expected that FiberCop will have EBITDA of around 0.9 billion euros, positive EBITDA – CAPEX starting 2025 and will not require capital injections from shareholders.

The injection of financial resources that derives from the entrance of KKR Infrastructure into FiberCop will further strengthen TIM Group’s capital structure.
The operation is expected to reach closing during the first quarter of 2021, once authorisation has been obtained from the competent authorities.

Letter of Intents TIM-CDP Equity

TIM’s Board of Directors has approved and gave the green light for the signing of the letter of Intents with CDP Equity (CDPE) intended to implement the wider plan for a single national network (AccessCo) through the merger of FiberCop and Open Fiber. Under the terms of the agreement, TIM will own at least 50.1% of AccessCo and the independence and third-party status of the company will be guaranteed by a shared governance mechanism with CDPE. Qualified majority mechanisms and prior checking rules will be applied for this purpose.
The parties will instruct third-party valuers to implement the respective due diligence processes relating to FiberCop and Open Fiber in order to determine the values of the assets to be transferred to AccessCo and the respective shareholdings in the company. Before the merger, the plan is for TIM to transfer to FiberCop a further business unit consisting of the primary network functional to FiberCop’s operational activities. The due diligence process is expected by the end of the year, with the aim of reaching any merger agreement by the end of the first quarter of 2021 at the latest.
The closing of the transaction is subject to authorisations being granted by the relevant bodies.

Ai Dirigenti scolastici ai Direttori dei servizi generali e amministrativi a tutti i Docenti delle istituzioni scolastiche italiane a tutto il Personale scolastico Roma, 31 agosto 2020 Carissimi, da domani prenderà il via formalmente l’anno scolastico.

Quello che stiamo per vivere è un inizio davvero particolare: tutti Voi, Docenti, Dirigenti, Personale ATA, siete ben consapevoli del fatto che stiamo per scrivere, insieme, un capitolo nuovo e determinante nella storia della nostra scuola. Siate innanzitutto fieri del lavoro fin qui svolto.

Veniamo da mesi difficili in cui, come comunità scolastica, abbiamo dovuto reagire ad una pandemia che ha colto il mondo di sorpresa, travolgendolo. Abbiamo affrontato un evento inatteso e davvero doloroso per noi che viviamo del contatto con gli studenti: la sospensione delle attività didattiche in presenza. La didattica a distanza, nonostante le difficoltà, ha tenuto vivo il legame con le nostre ragazze e con i nostri ragazzi. Insieme poi, a giugno, abbiamo riaperto i nostri Istituti, per la prima volta, per lo svolgimento degli Esami di Stato delle scuole secondarie di secondo grado.

In molti avevano messo in dubbio la nostra capacità di organizzarli in presenza, allarmando su possibili fughe di commissari e presidenti di commissione. In pochi hanno poi voluto raccontare con quale spirito di servizio la scuola tutta abbia gestito senza alcuna criticità una prova che resterà nella storia e nel cuore di studentesse e studenti.

Anche di questo non posso che ringraziarvi uno per uno. A breve le scuole riapriranno le porte a tutti. Prima con i percorsi di recupero degli apprendimenti, che andranno avanti anche durante l’anno per garantire a ciascuno studente la preparazione di cui ha bisogno, poi con le lezioni vere e proprie. Ci troveremo a convivere con regole di sicurezza da rispettare e con una maggiore attenzione agli aspetti sanitari. Non era mai successo prima. So che c’è preoccupazione, è comprensibile. Ci darà sostegno la garanzia del gran lavoro fatto. Lo dico senza alcun trionfalismo, ma con soddisfazione: dati alla mano, nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione.

Daremo alle scuole 2,4 milioni di banchi nuovi monoposto. Uno strumento per distanziare i ragazzi, per la sicurezza, ma anche un investimento sul futuro: lo Stato non era mai intervenuto così massicciamente sugli arredi. Abbiamo letto di tutto su questi banchi. Il dibattito è stato a tratti surreale, lasciatemelo dire. Ma chi insegna, dirige una scuola o ci lavora, come voi, sa che queste dotazioni saranno importantissime per i nostri studenti, non solo per la loro sicurezza oggi, ma anche per offrire la possibilità di rinnovare la didattica domani.

Già a giugno è stato varato il Piano per la ripartenza di settembre, preparato insieme ai tanti attori del sistema scolastico e istituzionale. Da allora non ci siamo mai fermati. Abbiamo collaborato con le autorità sanitarie per avere regole condivise. E se queste si sono evolute nel corso dell’estate è perché il quadro di una pandemia non è una fotografia, non è statico, e al mutare delle condizioni la politica può e deve prendere nuove decisioni. Lo abbiamo fatto. Oggi abbiamo regole chiare, tra le più rigorose in Europa.

Abbiamo stanziato risorse per l’edilizia leggera – so che in molte delle vostre scuole proprio in questi giorni si stanno completando gli interventi – risorse per i dispositivi di protezione, per predisporre quella logistica che consentirà di evitare assembramenti proteggendo la salute di tutti, per acquistare dispositivi digitali, connettività, libri e kit didattici per i meno abbienti. In questi giorni, poi, il Commissario straordinario sta consegnando gel e mascherine nelle scuole. Fornirà tutto lo Stato.

Nonostante l’emergenza abbiamo digitalizzato e accelerato le procedure di assunzione, quelle per l’assegnazione delle supplenze, una novità che modernizza il sistema. Svolgeremo a breve concorsi per 78 mila posti che rafforzeranno il nostro organico, fra cui quelli per le secondarie, molto attesi data la carenza di insegnanti. Avrei voluto farli prima, è noto. Ma li faremo presto e credo che una volta per tutte il Paese debba ragionare su un modello stabile di reclutamento. Ai nostri studenti servono certezze, e le certezze si costruiscono a partire dai loro insegnanti.

E lo faremo a cominciare dal sostegno, vera emergenza su cui, con il Ministro dell’Università e della Ricerca, abbiamo impresso una prima accelerazione aumentando il numero dei posti per le specializzazioni.

In queste settimane abbiamo assistito ad un fiorire di commenti e ad un ampio dibattito sulla riapertura delle scuole. Il che per certi versi è un bene: mai la scuola aveva avuto tanta attenzione negli ultimi anni. Il Paese ne ha riscoperto l’importanza. Le famiglie hanno compreso quanti sforzi occorrano agli insegnanti nel difficile compito di educare e formare i loro figli.

Eppure, il dibattito ha schiacciato la questione scolastica troppo spesso sul lato sanitario, dimenticando il vero obiettivo della riapertura: i bisogni educativi dei nostri studenti, a cui tutti noi ci siamo dedicati come personale della scuola. E attorno a questa nuova attenzione per il sistema scolastico sono emerse narrazioni spesso semplificate, alcune volte allarmistiche, quasi sempre ingiuste sul personale scolastico. In questi mesi avete lavorato tantissimo: ci avete messo il cuore e l’anima. Nonostante quello che qualcuno può dire, non vi siete mai fermati, anzi, avete iniziato a correre ancora più forte, per garantire la continuità didattica e per non perdere il contatto con i vostri studenti.

Voglio ringraziarvi uno ad uno per gli sforzi fatti e per quelli che farete e dirvi che, come Ministra, io farò altrettanto e difenderò sempre il lavoro di chi opera nella scuola, perché ne conosco le responsabilità e le difficoltà. Respingeremo sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e soprattutto su chi ci lavora. Come quelle che danno già per certa una fuga ipotetica di insegnanti dalle classi. O le narrazioni secondo cui non ci saranno corsi di recupero perché i docenti si rifiutano di farli. Traduzioni semplicistiche che rischiano di fare danno al sistema. Dimostriamo ancora una volta che il corpo dei docenti è sano. Composto da insegnanti che ci credono. Che amano il proprio lavoro e lo svolgono con professionalità e impegno. Lavoriamo tutti insieme e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente. Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle. C’è una battaglia da portare avanti su tutte: quella per eliminare le classi sovraffollate, le cosiddette classi pollaio. Abbiamo cominciato a intervenire sul provvedimento che ha dato loro origine: il Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81.

Già oggi possiamo derogarvi, per l’emergenza, abbassando il numero di alunni per classe. Porteremo avanti questo percorso. Così come dobbiamo immaginare e realizzare un Piano pluriennale di investimenti sull’edilizia scolastica, grazie all’impiego delle risorse provenienti dal cd. “Recovery Fund”. Abbiamo un obiettivo preciso, da raggiungere in tempi certi: dotare il nostro Paese di scuole migliori, più sicure e funzionali alle esigenze di studentesse e studenti. E lavoreremo su innovazione didattica e formazione di tutto il personale scolastico, senza dimenticare la lotta ad ogni forma di povertà educativa e il contrasto alla dispersione scolastica.

Per una scuola al passo con i tempi, nella quale nessuno resti indietro e che possa davvero offrire il meglio ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, che li metta al primo posto, che sia per loro una casa in cui crescere, formarsi, diventare cittadini consapevoli.

Il primo giorno di scuola porterà con sé grandi emozioni. Anche in chi vi scrive. Ai nostri ragazzi e alle loro famiglie trasmettiamo serenità. Aiutiamoli a conoscere al meglio e rispettare le regole sanitarie, spieghiamo agli studenti e alle studentesse che la scuola ce l’ha fatta e non vedeva l’ora di accoglierli di nuovo. Perché tutti noi siamo a scuola per loro. E tutti noi non vediamo l’ora di guardarli finalmente negli occhi e dire “Bentornate e Bentornati”.

 

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Lucia Azzolina

 

Lettera al personale scolastico in occasione dell'avvio dell'a.s. 2020-2021 postCom2

Con ogni probabilità appartengono ad un soldato della Grande Guerra. Rinvenuti in quota resti umani avvolti in una bandiera italiana: si tratta di un reperto storico.

Intervento della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento questa mattina per alcuni resti umani avvolti in una bandiera italiana rinvenuti da un escursionista sulla cima del Cornicciolo di Presena. Si tratta di resti ossei, un cranio ed un femore in particolare, che affioravano dal terreno a circa 2.900 metri di altitudine, in prossimità della vetta della montagna che durante la Grande Guerra fu teatro di scontri asprissimi fra soldati italiani e astroungarici.

L’escursionista, dopo aver posto al riparo dalle intemperie i resti e segnalato la loro presenza in modo evidente con una croce di legno, ha avvisato la Soprintendenza provinciale per i beni culturali. È stata quindi allertata dal direttore dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento la stazione dei Carabinieri di Vermiglio il cui maresciallo si è recato sul posto per le dovute verifiche, assieme ai tecnici della Soprintendenza e allo scopritore, accompagnati da una guida alpina. Il sopralluogo ha confermato che si tratta di un reperto storico.

A seguito di nulla osta da parte delle autorità preposte, i resti sono stati trasferiti presso il laboratorio di restauro della Soprintendenza, in attesa delle analisi di un anatomopatologo, che avverrano nelle prossime settimane. Sono stati, nel contempo, avvisati il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa (Onorcaduti) e la Croce Nera, preposte alle onoranze alla memoria dei caduti della Grande Guerra.

Nelle montagne trentine sono circa uno o due all’anno i ritrovamenti dei resti di soldati morti durante la Grande Guerra, ed è molto difficile risalire all’identità dei militari. Anche in questo caso, nonostante la bandiera italiana che avvolgeva i resti – peraltro una bandiera recente, il che fa pensare ad un ritrovamento precedente non segnalato alle autorità – non è ancora possibile stabilire a quale esercito appartenesse il soldato.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

L’intervista di Lorenzo Dellai, diffusa dal video del quotidiano on line NORDEST QUOTIDIANO (1) e ripresa dalla pregevole Agenzia stampa “Opinione” (2), mi porta ad una brevissima considerazione.

Premesso che l’errore fa parte dell’umano agire, le vicende che hanno interessato e interessano tuttora la magistratura italiana, venute alla luce con il “caso ” Palamara, sono così sconvolgenti al punto da minare la credibilità di tutte le istituzioni.

Tuttavia, a nessuno è consentito, nemmeno a Dellai, che per oltre 30 anni, ha occupato, con ruoli di primo piano, quelle istituzioni, di criticare la Corte dei Conti, che ha il diritto – dovere, secondo precise disposizioni di legge, di esercitare il controllo degli atti della pubblica amministrazione.

Il teorema dellaiano di accusa, senza mezzi termini, verso la Corte dei Conti che intralcia l’attività della pubblica amministrazione è eversivo e quindi assolutamente inaccettabile.

Per quanto riguarda i “buoni” funzionari, costoro sono veramente tali, se conoscendo le leggi, le applicano correttamente. Qualora le leggi sono sbagliate tocca al legislatore (politica) cambiarle, non certamente ai funzionari.

Tutto questo è frutto della mia esperienza unitamente alla culturale istituzionale che ho dato prova di possedere e praticare, esercitando, per oltre 30 anni, la funzione di consigliere comunale di Trento e di consigliere regionale e provinciale, seppure sempre all’opposizione.

 

 

LINK

https://www.trentinolibero.it/politica/politica-e-societa/politica-locale/17746-a-lezione-dallqeversivoq-dellai.html

 

 

 

 

 

 

 

DIRETTO

http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

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