Finanziaria Pat, Cgil Cisl Uil del Trentino: titoli positivi, ma non c’è sostanza. “Vedremo nei prossimi mesi se gli impegni si tradurranno in azioni concrete. I contratti dei pubblici vanno rinnovati”.

“La prossima legge di stabilità provinciale contiene diversi impegni positivi sugli investimenti pubblici, sul mantenimento del sistema di welfare provinciale e sul parziale ripristino dell’esenzione dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 15mila euro, che accoglie anche se non in toto le nostre richieste. Ci auguriamo che oltre ai titoli i provvedimenti annunciati si concretizzino anche in misure efficaci con adeguati stanziamenti di risorse. Oggi su molte delle questioni annunciate manca la sostanza”. E’ il commento dei segretari generali di Cgil Cisl Uil, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, al termine del confronto con l’assessore Achille Spinelli durante il quale è stata illustrata la prossima manovra di bilancio.

“Su diversi aspetti abbiamo dovuto constatare che la giunta stanzierà solo risorse minime, come nel caso del fondo per la crescita per sostenere iniziative di sviluppo innovativo o del fondo per la Green Economy finalizzato ad interventi di efficientamento energetico su infrastrutture, immobili e impianti pubblici – fanno notare i tre segretari -. Allo stesso tempo misure come quelle relative alla riforma del sistema di promozione turistica provinciale, sugli incentivi alle imprese o sulla revisione dell’assetto istituzionale verranno declinate in specifici disegni di legge che la giunta varerà nei prossimi mesi. Per questa ragione allo stato attuale il nostro non può che essere un giudizio cauto in attesa di conoscere la traduzione concreta degli impegni che ci sono stati illustrati oggi”.

Oltre a conoscere i contenuti della manovra, Cgil Cisl Uil hanno posto l’attenzione su alcune delle priorità che stanno a cuore alle lavoratrici e ai lavoratori e a cui ci si auspica di trovare risposta all’interno della legge di stabilità come con gli sgravi Irap. “E’ positivo che non siano state stravolte gli strumenti di agevolazione fiscale per le imprese. Riteniamo però importante che la Provincia di Trento, così come fatto dalla Provincia di Bolzano, leghi il beneficio di un’aliquota Irap ridotta al rispetto dei contratti collettivi di lavoro, per evitare dannosi casi di dumping sociale alle spalle dei lavoratori e delle aziende virtuose”. Allo stesso tempo, per i sindacati, vanno ulteriormente estesi i criteri che legano le agevolazioni Irap all’attuazione di politiche di integrazione contrattuale, aziendale e territoriale.

Cgil Cisl Uil hanno chiesto anche adeguate risorse per finanziare le politiche del lavoro e la formazione continua ed hanno ribadito la necessità che la Giunta sia coerente con se stessa. “Se la Carta di Rovereto sull’innovazione fissa alcune priorità per lo sviluppo economico del Trentino allora ogni politica deve sintonizzarsi su quella lunghezza d’onda: le risorse per gli investimenti sono poche e non vanno disperse ma devono privilegiare le nuove reti telematiche, l’innovazione, l’economia verde e le produzioni sostenibili”. Sul fronte del welfare, i sindacati hanno ribadito la necessità che la Provincia torni ad investire sulle politiche della casa dando così risposta al fabbisogno abitativo di migliaia di famiglie e che si sciolga una volta per tutte il nodo del rapporto tra interventi statali e quelli provinciali.

Infine il nodo del rinnovo dei contratti pubblici. “La manovra – hanno ribadito oggi – deve prevedere le risorse necessarie per garantire il rinnovo del contratto degli enti locali, della sanità e del personale della scuola, oltre alle risorse per la copertura degli aumenti previsti del rinnovato contratto delle cooperative sociali. Se così non fosse sarebbe gravissimo. Lo Stato ha previsto risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, anche la Provincia di Bolzano ha fatto altrettanto. Piazza Dante non può sottrarsi dai propri obblighi in qualità di datore di lavoro. Non si possono fare reali politiche dei redditi se non si rinnovano i contratti e non si prevedono aumenti in busta paga per tutti i lavoratori”.

Coop sociali: servizi per oltre 24.000 persone e più di 1.700 lavoratori svantaggiati. Sono stati presentati questa mattina a Trento nell’ambito del seminario “Tra persona e comunità” organizzato dal consorzio Consolida i dati, rilevati con il metodo ImpACT di Euricse, relativi ai servizi erogati, al lavoro generato e all’impatto sul territorio prodotto da 48 cooperative sociali. Registrata anche la soddisfazione di utenti; famigliari e lavoratori.

Cipriani: “I dati, se da un lato dimostrano la rilevanza della cooperazione sociale, dall’altro devono diventare uno strumento di programmazione funzionale alle politiche di welfare territoriale.”

Per l’assessore Tonina la cooperazione sociale ha un ruolo fondamentale in Trentino, la politica deve tenerne conto e trovare sinergie che consentano di garantire – pur in un orizzonte di maggiori ristrettezze economiche – la risposta a bisogni fondamentali per la vita delle persone.

La terza edizione di “Impresa sociale al cubo”, la rassegna culturale organizzata dal consorzio Consolida, è iniziata stamattina con la presentazione di una dettagliata fotografia delle cooperative sociali e del valore economico e sociale prodotto per il territorio e le comunità. Questa rilevazione, che per le cooperative di Consolida è un costo economico rilevante diventa investimento collettivo se non si esaurisce nell’adempimento degli obblighi introdotti dalla Riforma del Terzo Settore e dalle normative provinciali; “il nostro interesse – ha sottolineato Serenella Cipriani, presidente del consorzio – è passare dal vincolo all’opportunità adottando un approccio condiviso con le istituzioni per la programmazione funzionale alle politiche. Diciamoci una volta per tutte quali sono gli obiettivi di sostenibilità per il Trentino e mettiamoci al lavoro”.

”Essere in possesso di dati oggettivi – secondo Alessandro Ceschi, direttore generale dei Federazione della cooperazione – dà credibilità e forza al sistema cooperativo e consente di dialogare con la politica anche a livello europeo; e alle pubbliche amministrazioni di valutare gli effetti complessivi delle decisioni da adottare. Però perché i dati siano utili occorre che tutti li raccolgano, con modalità condivise e confluiscano ad alimentare un banca dati comune e accessibile.” E su questo il direttore generale ha lanciato alla Provincia la proposta di lavoro comune tra pubblico e privato sociale. Per Mario Tonina, assessore all’Urbanistica, Ambiente e Cooperazione e vicepresidente della Provincia autonoma di Trento: “I numeri presentati stamattina confermano il ruolo strategico che la cooperazione sociale ha e deve continuare ad avere in futuro in Trentino. Chi ha una responsabilità politica deve trovare sinergia con questo mondo per continuare a garantire – pur in un orizzonte di maggiori ristrettezze economiche – la risposta a bisogni fondamentali per la vita delle persone.”

 

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COOPERATIVE SOCIALI: LA FOTOGRAFIA

24.000 persone hanno usufruito nel 2018 dei servizi delle cooperative sociali; a questi si aggiungono i beneficiari di sportelli, trasporto e ulteriori servizi alla comunità, per arrivare a un totale di oltre 42.000 persone. Si tratta in prevalenza di giovani (circa 11.200 nella fascia 6-24 anni), bambini in età prescolare (2.600) e anziani (più di 3.700 over 65).

Le cooperative sociali di inserimento lavorativo (18 sulle 48 partecipanti alla rilevazione) hanno offerto occupazione complessivamente a 1700 persone svantaggiate (di cui più del 40% a tempo indeterminato) nell’ambito delle varie azioni e politiche occupazionali, agendo prevalentemente nei settori delle pulizie e della conservazione del paesaggio, ma anche nei campi della ristorazione, della lavanderia e della manifattura. Occasioni lavorative di cui hanno beneficiato prevalentemente persone con disabilità fisica (44%), psichica o psichico-sensoriale (36,3%), con dipendenze (13%), ma anche detenuti (5%).

Le cooperative sociali analizzate hanno generato occupazione stabile per oltre 4.500 lavoratori, di cui il 76% a tempo indeterminato. Di più: il 74,9% degli occupati è donna, il 17,5% ha meno di 30 anni e il 24,3% ha un diploma di laurea.

Il valore della produzione nel 2018 è stato di 162 milioni di euro con – in media – il 91% degli acquisti fatti dalle cooperative sociali a favore di imprese del territorio; la patrimonializzazione media è di 1,3 milioni di euro a cooperativa. Pur rimanendo una certa dipendenza dalle entrate pubbliche (contributi ma soprattutto ricavi da vendita di servizi) è buona anche la capacità di raccogliere finanziamenti da fonti nuove ed eterogenee.

Per quanto riguarda la base sociale, il numero totale di soci è pari a 3.326, con 8 cooperative che contano più di 100 soci. Diversificata la tipologia: quasi un terzo sono utenti o loro famigliari, il 33% lavoratori e il 23% volontari. Anche nei Cda, composti in media da 7 persone, la presenza di volontari è importante. Proprio questi ultimi rappresentano una risorsa rilevante per le cooperative sociali: contribuiscono alle attività svolte 1.694 persone per 91 mila ore di volontariato offerte complessivamente.

 

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LA VALUTAZIONE DEGLI UTENTI E DEI LAVORATORI SVANTAGGIATI

Tuttora in fase di raccolta, i primi dati dei questionari somministrati a 105 utenti, 47 familiari e 49 lavoratori svantaggiati di un campione di cooperative sociali fanno emergere uno spaccato che testimonia l’apprezzamento nei confronti delle cooperative sociali sia in termini di servizi sia di ricadute sul benessere e sulla vita dei singoli e dei territori. Nonostante la netta maggioranza degli utenti sia giunto alla cooperativa per indicazione della pubblica amministrazione, l’81% vorrebbe continuare a ricevere servizi dalla stessa e solo il 4% vorrebbe cambiare.

Interpellati sulla soddisfazione per il servizio ricevuto, gli utenti hanno assegnato un punteggio medio di 8 su 10 per le varie dimensioni del servizio. Ma essere seguiti è anche generazione di benessere, di miglioramenti nel proprio stati di vita e di “felicità” (con giudizio espresso di 8,1 su 10). Per quanto riguarda i famigliari, le problematiche emerse riguardano le difficoltà di accesso, per il 23% legate ai tempi di attesa. D’altro canto, prima di appoggiarsi alla cooperativa, l’utente era seguito dalla famiglia nel 40% dei casi. L’ultimo focus riguarda i lavoratori svantaggiati: solo il 23% riceve uno stipendio inferiore a 800 euro mensili netti, con il 51% a tempo pieno. A dimostrazione del fatto che l’inserimento non è finalizzato unicamente all’acquisizione di competenze lavorative, bensì anche allo sviluppo di fiducia in sé stessi e di abilità relazionali, il 42% dei lavoratori crede di avere discrete o buone probabilità di trovare un’occupazione in un’organizzazione diversa dalle cooperative sociali.

LA RILEVAZIONE

La rilevazione realizzata da Euricse, oltre a permettere di adempiere agli obblighi di redazione di bilancio sociale e valutazione dell’impatto sociale stabili dai decreti legislativi emanati l’estate scorsa nell’ambito della Riforma del Terzo Settore e dalle linee guida provinciali, fornisce dati di sistema e informazioni strategiche per l’evoluzione dei servizi nelle cooperative sociali e per le politiche locali. Nella sostanza, si tratta di una raccolta dati quantitativa e qualitativa, relativa all’esercizio 2018, realizzata attraverso la compilazione di questionari. La novità di quest’anno – la sperimentazione del modello di rilevazione ImpAct è iniziata nel 2018 – è l’inserimento di una valutazione partecipata da parte degli utenti, dei famigliari e dei lavoratori svantaggiati. “L’insieme dei dati raccolti – ha affermato Sara Depedri, ricercatrice senior di Euricse e coordinatrice della raccolta dati – è uno strumento prezioso di pianificazione strategica per la singola organizzazione e, a livello di sistema, fornisce una chiave di lettura scientificamente validata dell’impatto economico e sociale generato. Nel 2018 siamo passati alla fase due del metodo ImpAct, con l’obiettivo di mettere al centro la persona, intercettando i suoi bisogni – soddisfatti ed insoddisfatti – i margini di miglioramento futuri nei servizi e le ricadute sulla propria vita. E in questa direzione di valutazione partecipata si continuerà il prossimo anno, prevedendo ulteriori approfondimenti legati ad altri stakeholder, quali la pubblica amministrazione e i lavoratori ordinari”.

 

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I PROSSIMI APPUNTAMENTI

La rassegna proseguirà il giorno dopo con un seminario organizzato con l’Agenzia del Lavoro, riservato agli addetti ai lavori, sui modelli di inserimento lavorativo in Trentino. Venerdì 8 e sabato 9 due appuntamenti dedicati alla disabilità: nel primo Michele Marangi, professore dell’Università Cattolica di Milano, illustrerà il Manifesto per una comunicazione rispettosa dei diritti delle persone con disabilità, frutto del laboratorio Est&tica realizzato da Consolida con l’Ordine dei giornalisti e Assostampa e la collaborazione di Fondazione Franco Demarchi. Sabato 9, invece, al Muse il tema sarà quello dell’abitare inclusivo per persone con disabilità con la presentazione del modello di servizio, elaborato con la supervisione di Euricse, sulla base dei progetti sperimentali curati dalle cooperative del gruppo Abitare il futuro e sostenuti dalla Provincia autonoma di Trento.

La settimana successiva, e precisamente il 12 novembre dalle 9,30, Consolida insieme alla Fondazione Caritro proporrà un seminario per riflettere sul ruolo che le Fondazioni possono svolgere per lo sviluppo sociale e culturale del territorio e, attraverso la presentazione di modelli ed esperienze diverse anche extra territoriali come quelli della Fondazione San Zeno di Verona e quelli di Fondazione Comunità Milano. L’obiettivo è capire quali siano le possibili sinergie che si possono creare con le altre organizzazioni del Terzo Settore in una logica di co-progettazione. La rassegna si chiuderà giovedì 14 novembre alle 17 con la presentazione del libro “Dialoghi sull’educare”, pubblicato dalla casa editrice Erickson, che ripercorre i temi delle dieci edizioni del festival EDUCA attraverso conversazioni con alcuni dei massimi esperti italiani. Ospiti nella sala Falconetto di Palazzo Geremia (via Belenzani, 20) due dei protagonisti delle pagine del libro: il dottor Alberto Pellai e la professoressa Paola Venuti. Gli autori, dopo l’introduzione di Mirko Bisesti, assessore all’Istruzione, Università e Cultura, approfondiranno, insieme alla curatrice del volume Silvia De Vogli e a Francesca Gennai, vicepresidente del consorzio Consolida, il tema della libertà e delle regole, e dell’educazione quando ci sono situazioni di fragilità, come la disabilità o bisogni educativi speciali.

Orsi: le ultime notizie su M49. L’orso M49 è stato segnalato in un paio di occasioni, fino alla fine del mese di ottobre, in alta valle del Vanoi, tra la cima d’Asta ed il Lagorai dove, come già reso noto, ha effettuato anche delle predazioni su bestiame domestico.

Nel confermarlo, il Servizio foreste e fauna fa sapere anche che in questi primi giorni del mese di novembre altre segnalazioni sono pervenute invece dalla val Calamento (sempre Lagorai, versante Valsugana). In quell’area il plantigrado ha visitato alcune strutture casearie provocando qualche danno alle stesse e rovesciando alcuni bidoni di rifiuti.

Il monitoraggio ed il controllo degli spostamenti dell’animale continua in modo intensivo anche in quest’ultima parte della stagione; è probabile tuttavia che nell’arco di qualche settimana l’orso rallenti progressivamente la propria attività sino a fermarsi per il riposo invernale.

 

Quarta commissione, Segnana: nelle linee guida per gli affidamenti dei servizi socio – assistenziali ci sono valide alternative agli appalti.

In Quarta commissione, presieduta da Claudio Cia (Agire) l’assessora alle politiche sociali Stefania Segnana ha presentato la delibera, che ha ricevuto parere favorevole con 4 sì della maggioranza l’astensione di Paola Demagri del Patt, Sara Ferrari del Pd e Lucia Coppola di Futura, che definisce i criteri di distribuzione dei 2 milioni e mezzo di euro stanziati dalla Giunta nell’agosto scorso e che integrano il budget di 89 milioni, per il triennio 2019 – 2021, per le attività socio assistenziali delle Comunità di valle.

La ripartizione di questi due milioni e mezzo di euro sarà l’occasione, ha ricordato l’assessora, per sperimentare criteri diversi da quello della spesa storica introducendo quello che si basa sulla quota pro capite e quello della popolazione residente nelle comunità. Metodi che, senza aspettarsi miracoli, possono comunque contribuire alla perequazione della distribuzione delle risorse per i servizi socio – assistenziali alle Comunità.

Inoltre, la delibera che ha ricevuto il via libera dalla Quarta commissione determina i criteri per il riparto dei 680 mila euro per i progetti di abitare sociale collegati alla legge sul “Dopo di noi” introducendo premi alle Comunità legati al numero di progetti avviati per i disabili.

La Quarta commissione, dopo la presentazione dello stato dell’arte, da parte dell’assessora e dei tecnici del dipartimento politiche sociali, per quanto riguarda le linee guida per l’affidamento dei servizi socio assistenziali, ha poi stabilito le audizioni che si terranno i Quarta commissione in seduta comune con i consiglieri che compongono la Prima, sul tema caldo della riforma della riforma del sistema socio – assistenziale. Stefania Segnana ha ribadito in Quarta commissione che dipartimento e assessorato daranno il massimo supporto alle cooperative e alle associazioni che operano nel settore (i finanziamenti pubblici toccano i 110 milioni di euro, 9000 gli addetti) per affrontare questa fase di cambiamento e soprattutto perché, per gli affidamenti, non venga scelto dagli enti pubblici l’appalto come forma più semplice.

Nelle linee guida ci sono alternative valide all’appalto perché, ha aggiunto, l’assessorato vuole mantenere la continuità e la qualità dell’offerta socio assistenziale che in Trentino è apprezzata e radicata. L’assessora ha aggiunto che, oggi, non c’è l’intenzione di prorogare la scadenza del 30 giugno 2021 entro la quale il progetto di riordino del settore, che trae origine dalla legge 13 del 2007, si dovrebbe ultimare.

Prima, ha affermato in commissione, si valuterà il lavoro svolto nel 2019 e poi si deciderà su un’eventuale proroga. Meno probabile, anche se non esclusa a priori, sempre secondo l’assessora, la possibilità di modificare la legge del 2007. Questo perché, ha detto, comporterebbe tempi troppo lunghi e sarebbe quindi meglio agire, qualora se ne riscontrasse la necessità, sul regolamento.

Infine, la Quarta e la Prima commissione in seduta comune, così come richiesto dalla risoluzione, promossa da Alex Marini di 5 Stelle, e votata dal Consiglio, ascolteranno, a partire dal prossimo 14 novembre, la Consulta provinciale delle politiche sociali, il Consiglio delle autonomie locali, CGIL, CISL, UIL e FENALT, la Federazione trentina della cooperazione; il CONSOLIDA; il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (CNCA); il Coordinamento inclusione prevenzione; il Forum trentino del terzo settore; l’ANFFAS; l’ Associazione provinciale problemi per i minori (APPM): il CRAIS Trentino; il Centro servizi di volontariato; l’ANEP; l’ Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione della Provincia di Trento; l’ Ordine degli assistenti sociali.

Preoccupanti i primi presupposti della manovra di bilancio.

Grande preoccupazione per la confusione attorno alle prime anticipazioni della manovra di bilancio.

Senza entrare nel merito di singoli aspetti su cui torneremo mi sembra molto preoccupante l’approccio alla manovra palesato dal presidente Fugatti.

In soli 4 giorni siamo passati dall’attenzione da lui posta al venire meno di 200 milioni ( peraltro di arretrati e peraltro cosa nota sin dal 2009 e compensata dal corrispondente calo del venir meno delle riserve all’erario) al focus di ieri dove annuncia, miracolo!, 200 milioni in più per investimenti!

Un miracolo o una presa in giro.? Facile farsi un’idea.

Se guardiamo all’ elenco degli investimenti si tratta dello stesso elenco sciorinato al tempo della presentazione dell’assestemento.

Il comunicato n. 1494 del 19 giugno relativo all’assestamento è uguale al comunicato 2785 del 5 novembre con cui si annuncia questa manovra di bilancio!

Si tratta sempre delle stesse opere e si tratta sempre degli stessi soldi, peraltro praticamente tutti stanziati nella legislatura precedente.

Come non si poteva dire che mancano 200 milioni non si puo’ dire che ve ne sono 200 milioni in più.

La preoccupazione è grande sia nel caso che si tratti di affermazioni consapevoli che nel caso contrario.

I conti dell’autonomia sono in pericolo.

 

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Ugo Rossi

Solo un anno e mezzo fa con una campagna elettorale scandita da “onestà, onestà!” e incentrata sulla lotta alle diseguaglianze, alla corruzione, alle mafie, alla spartizione partitocratica di Rai e altri mille enti a nomina politica, otteneva quasi undici milioni di suffragi, il 32,68% alla Camera e il 32,22% al Senato.

Contro ogni logica e ogni decenza, Di Maio si accordava con Salvini per spartirsi le poltrone nel governo Conte (1 giugno 2018), e il 1 luglio un sondaggio Ipsos dava la Lega già sopra il M5S, che rapidamente sarebbe tracollata perdendo un elettore su due (17,2% alle europee del maggio 2019).

Era ovvio. Del resto al primo occhiolino tra Di Maio e Salvini, il 21 marzo 2018, avevo scritto: “Senza ricorrere a Nostradamus: i cinquestelle perderebbero tutti i voti dei cittadini in rivolta per giustizia e libertà, gli resterebbero solo gli enragés delle partite Iva, ma in quest’orizzonte Salvini (e Berlusconi!) sono i pesci nell’acqua, i grillini di ‘onestà!’ finirebbero naufraghi”. E infatti.

Conclusa al Papeete l’esperienza abominevole, Di Maio ruota il M5S da Salvini a Zingaretti (benché non volesse l’accordo sul Conte 2, come Zingaretti, d’altronde), e anzi ufficializza la nuova alleanza con il “cheese!” di Narni. Risultato delle elezioni in Umbria, il M5S al 7,4%. Perciò Di Maio capriola di nuova, mai più candidati comuni alle Regionali, in Emilia-Romagna andiamo da soli. Se davvero, allora, senza scomodare Nostradamus, ripeterà il risultato a una cifra.

Di Maio sembra una mosca intrappolata in un bicchiere rovesciato. Può provare a inventarsi tutti i numeri da circo che vuole, non servirà. L’estinzione del M5S è in corso e non può essere fermata. Perché le sue ragioni strutturali sono due, e a nessuna di esse Di Maio, o Casaleggio, o perfino Beppe Grillo, sono in grado di rinunciare.

Le avevo indicate anni e anni fa, quando il MoVimento mieteva i suoi primi successi: l’assurda pretesa di non essere né di destra né di sinistra, e una selezione dei suoi dirigenti con “procedure da X Factor o ‘Amici’ della De Filippi”.

L’osceno connubio M5S-Salvini non poteva funzionare perché Salvini costituiva da sempre la destra lepenista (oggi si dovrebbe dire che è il lepenismo a costituire il salvinismo francese), la vocazione al governo pre-fascista, mentre Di Maio continuava a illudersi di poter mantenere il M5S nella sua ambiguità di essere “oltre”. E così tra una forza coerente (la Lega di Salvini) e una “né carne né pesce” l’egemonia non poteva che finire interamente nelle mani della prima.

Ma andando con il Pd questa ambiguità mortale del M5S resta. Qui ovviamente non parliamo (non ne parliamo più da anni) di “destra” e “sinistra” nel senso politicoso e partitocratico (e spesso anche giornalistico, ahimè), ma in quello sostanziale dei valori e interessi di riferimento, insomma dello schieramento che difende privilegi e promuove illibertà, dove Berlusconi, Meloni e Salvini sono solo varianti becere o ancor più becere (e Renzi la versione presentabile), o di quello che promuove eguaglianza e libertà, più eguaglianza e più libertà, ogni giorno.

Ogni politica fa pendere la bilancia su uno dei due versanti, non esiste l’interesse e il bene generale che accontenta tutti. E le destre, quanto più sono estreme tanto più fanno pendere la bilancia verso le garanzie per il privilegio e l’hybris di illibertà. I fascismi questo sono: dove la patina (o anche la polpa) sociale serve a proteggere i privilegi sviando la collera popolare su capri espiatori (l’ebreo, il migrante) anziché sulle radici di classe.

Oggi l’unica forza che manca, nella geografia della politica organizzata, è proprio una forza giustizia-e-libertà, ma il M5S non potrà mai convertirsi in tale forza, l’unica che potrebbe fornirgli un futuro, essendo tutti gli altri spazi compiutamente occupati (con non poche sovrapposizioni). Non potrà perché la sua selezione a roulette, la sua non-democrazia dei likevoti, non consente che nasca al suo interno una classe dirigente con la cultura e la tempra necessarie.

Il M5S non potrà che continuare ad allearsi col Pd, checché cianci in contrario, perché l’opzione “ruota di scorta” di Salvini è tramontata per sempre. Ma è un’alleanza tanto obbligata quanto fatale, una modalità della sua estinzione. A meno che di tale necessità non faccia invece una virtù: rendendo coerente la sua vocazione antipartitocratica ed egualitaria delle origini, e prospettando per l’alleanza M5S-Pd una immersione rigeneratrice integrale e prolungata nella società civile delle lotte di questi decenni e di quelle che forse si profilano, ambientaliste e non solo.

Con relativo scioglimento dei rispettivi apparati di potere e apparizione di una classe dirigente nuova al novanta per cento. Miracolo difficilmente pensabile.
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di Paolo Flores d’Arcais

Manovra economico-finanziaria 2020-2022: oggi l’incontro con i sindacati. Dopo le associazioni economiche e impenditoriali del Trentino, oggi sono state presentate ai sindacati le linee della manovra economico-finanziaria 2020-2022, che a breve saranno varate dalla Giunta per cominciare poi l’iter in Consiglio provinciale.

All’incontro sono intervenuti gli assessori provinciali allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli e all’agricoltura Giulia Zanotelli, assieme al direttore generale Paolo Nicoletti e alla dirigente del Dipartimento affari finanziari Luisa Tretter. Confermato l’impegno a rendere più efficiente la spesa per orientarla verso l’obiettivo di favorire lo sviluppo; annunciate la creazione di un “Fondo per la crescita” e la decisione di valorizzare il ruolo della Camera di Commercio.

L’analisi è partita dalla previsione del PIL, con un dato del Trentino più performante rispetto a quello nazionale (nel 2020 un Pil allo 0,8% circa, rispetto allo 0,6% dell’Italia). Le risorse disponibili, secondo le stime, sono pari a 4.398 milioni di euro nel 2020, e scenderanno a 4.099 milioni nel 2022. “C’è quindi molta attenzione – ha sottolineato l’assessore Spinelli – all’andamento che fa prevedere per i prossimi anni un decremento strutturale delle risorse disponibili. E’ quindi molto importante valutare bene l’impatto delle disposizioni nazionali e delle leve a nostra disposizione, utilizzandole al meglio per favorire la crescita.

Inoltre di fronte ad una situazione che evolve nel tempo, è intenzione della Giunta procedere, assieme a Regione e Provincia autonoma di Bolzano, ad una proposta di adeguamento del Patto di garanzia, anche per introdurre una clausola di neutralità fiscale, che tuteli le risorse provinciali dagli effetti negativi dalle eventuali manovre statali”.

“Nel settore agricolo – ha spiegato l’assessore Zanotelli – competitività, qualità e sostenibilità saranno perseguite attraverso incentivi al rinnovo varietale dei frutteti, strumenti per fronteggiare le emergenze fitosanitarie, supporto alla zootecnia di montagna, sostegno a progetti per l’uso efficiente dell’acqua e contributi per progetti per l’innovazione in agricoltura”.

Per sostenere il sistema economico, la manovra punta, accanto al “Fondo per la crescita”, alimentato dalle risorse derivanti dalla revisione delle politiche provinciali di intervento a favore dei settori economici (il prossimo anno sarà aggiornato anche l’impianto normativo), su una maggiore selettività nell’attribuzione degli incentivi alle imprese in funzione dell’impatto sul sistema economico locale. E poi ancora il sostegno alla nascita di nuovi negozi “di vicinato” e la ridefinizione del sistema di marketing turistico – territoriale, fermo restando l’impegno per l’infrastrutturazione del territorio.

Nascerà inoltre un fondo per la Green economy a supporto delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

Nel campo del sociale, la Giunta conferma l’eliminazione del ticket sulle ricette e gli approfondimenti in corso per l’esenzione dall’addizionale regionale all’Irpef per i redditi fino a 15.000 euro e invece l’aumento dello 0,5% per i redditi sopra i 55.000. Si pensa anche all’estensione del sostegno pubblico alle famiglie attraverso fondi sanitari.

Un’altra novità è l’“Indicatore di sviluppo su base territoriale”, come strumento per indirizzare le politiche provinciali verso le aree meno sviluppate.

Per quanto riguarda il “Progettone”, l’assessore Spinelli ha annunciato la volontà della Giunta di aprire un confronto per orientare lo strumento alle finalità originarie, verso i soggetti con difficoltà occupazionale, individuando nel contempo interventi per l’inserimento nel mercato per i lavoratori occupabili.

Durante l’incontro si è parlato anche degli interventi per rendere più efficiente la pubblica amministrazione, potenziare i servizi di trasporto sul territorio, introdurre più flessibilità nelle assunzioni degli enti locali.

Mercatino di Trento, i ristoratori: «La situazione rischia di danneggiare pesantemente tutta la città». Il vicepresidente dell’Associazione Antoniolli: «Per il bene della città occorre evitare querelle pericolose per la riuscita dell’evento»

È un appello accorato, quello del vicepresidente dell’Associazione ristoratori del Trentino Francesco Antoniolli, che è anche presidente della sezione di Trento della stessa associazione: «Dalle notizie che riportano i giornali sul prossimo Mercatino di Natale di Trento la confusione è molta: la paura di molti colleghi è che questa incertezza e questa litigiosità danneggino pesantemente le imprese in un periodo particolarmente delicato».

«Da quello che leggiamo – spiega Francesco Antoniolli – i prossimi Mercatini di Natale di Trento sono ancora legati ad un pronunciamento da parte dei tribunali. Al di là delle questioni di diritto, che verranno sicuramente chiarite dai giudici, la nostra categoria teme che questo stillicidio di notizie danneggi pesantemente il periodo più importante dell’anno. Ci abbiamo messo molto tempo per far arrivare l’evento dei Mercatini ai livelli che conosciamo, con visitatori da tutta Italia e con numeri molto significativi».

«Noi auspichiamo una rapido appianamento della vicenda al fine di addivenire ad una soluzione che non comporti alcun effetto negativo sul comparto economico che rappresentiamo, essendo questo un periodo dell’anno particolarmente importante, in alcuni casi fondamentale, per i bilanci di tutti gli operatori economici della città».

Il presidente Fugatti: “Dal Governo la volontà di investire sui Giochi”. Milano-Cortina 2026: incontro a Roma con i ministri De Micheli e Spadafora

“Un incontro proficuo e positivo, che ci permette di partire concretamente con la programmazione degli interventi connessi all’organizzazione in Trentino delle Olimpiadi invernali del 2026”. Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, al termine degli incontro, avuto oggi a Roma insieme ai rappresentanti di tutti gli enti coinvolti, con il ministro alle infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli e con quello allo sport, Vincenzo Spadafora.

“Registriamo la volontà del Governo – ha detto Fugatti al termine – di voler investire concretamente sui Giochi, tanto che abbiamo già impostato un fitto programma di interventi per gli impianti sportivi, che saranno il palcoscenico delle Olimpiadi, ma anche per le necessarie infrastrutture viarie e logistiche, che dovranno essere in grado di supportare l’impatto di un evento di tale portata.

C’è senza dubbio ed è molto positivo – ha aggiunto il presidente Fugatti – la volontà di lavorare insieme per la buona riuscita delle Olimpiadi invernali, con un’edizione che sarà il più possibile sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. I territori, come il nostro, faranno la loro parte. Già la prossima settimana – ha annunciato Fugatti – sono in programma i primi incontri di carattere tecnico per avviare la programmazione degli interventi”.

I membri del Senato accademico dell’università di Trento, riuniti il 6 novembre 2019

 

ESPRIMONO

 

Il pieno apprezzamento per il coraggio civile, che si è espresso in scelte tanto ferme quanto misurate, con cui il Rettore Paolo Collini ha gestito le contestazioni, nonché gli atti aggressivi, avvenuti in occasione della conferenza sul giornalismo di guerra che ha visto la partecipazione dei giornalisti Fausto Biloslavo e Raffaele Crocco;

 

CONDANNANO

 

Le azioni aggressive e violente che si sono registrare, in molteplici forme, in occasione della conferenza. Azioni che hanno offeso un ateneo dove, ogni giorno, centinaia di colleghi e colleghe e migliaia di studenti e studentesse esprimono le proprie idee in piena libertà in un confronto informato.

 

RESPINGONO

 

Le strumentalizzazioni pretestuose che hanno cercato di trasformare l’università, chiaramente parte lesa di tali prepotenze, da vittima in colpevole;

 

INVITANO

 

Tutte le strutture universitarie, tutti i colleghi e le colleghe e tutti gli studenti e le studentesse alla massima vigilanza contro qualunque prepotenza volta a negare la libertà d’opinione di chiunque e il libero dibattito condotto con modalità civili, essenza stessa della vita universitaria. Vigilanza che andrà esercitata, come già avvenuto in occasione della conferenza, con la fermezza, il senso della misura e lo stile civile proprio della nostra istituzione.

 

Approvato all’unanimità

 

 

 

 

mozione SA_6novembre2019
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