Covid-19, tutte le raccolte dati in un unico sito. Al fine di fornire una notifica più immediata dei dati epidemiologici e offrire un quadro completo sull’andamento della diffusione del Covid-19 sul territorio nazionale, da giovedì 25 giugno la scheda dati quotidiana (Aggiornamento casi Covid-19) sarà pubblicata ogni giorno alle ore 18 sul

web del Ministero della Salute (www.salute.gov.it/nuovocoronavirus) e sulla mappa interattiva dashboard del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1).

Il report, da giovedì, sarà anche arricchito con nuovi dati:
• casi identificati dal sospetto diagnostico;
• casi identificati da attività di screening.

I “casi identificati dal sospetto diagnostico” sono casi positivi al tampone emersi da attività clinica. I “casi identificati da attività di screening” emergono da indagini e test, pianificati a livello nazionale o regionale, che diagnosticano casi positivi al tampone. La comunicazione dei dati e le informazioni più rilevanti sul Covid-19 continueranno ad essere fornite anche in inglese sul sito del Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp?lingua=english).

Sulla mappa interattiva dashboard del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, inoltre, saranno contestualmente pubblicate tutte le raccolte dati elaborate sulla base delle diverse fonti dei dati:

• la scheda dati quotidiana (Aggiornamento casi Covid-19) con i casi aggregati quotidiani di Regioni/PPAA;
• l’infografica della sorveglianza epidemiologica (Infografica epidemiologica ISS) realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità con i dati individuali di casi con test positivo diagnosticati dalle Regioni/PPAA;

• il report settimanale del monitoraggio regionale della Cabina di Regia DM 30 aprile 2020 (Sorveglianza settimanale Regioni).

I giudizi di parificazione dei rendiconti della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, della Provincia autonoma di Trento e della Provincia autonoma di Bolzano – esercizio finanziario 2019, nonché la prosecuzione del giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Provincia autonoma di Bolzano, relativo all’esercizio finanziario 2018, con riferimento al capitolo n. U01111.0335, a seguito di istanza di riassunzione della Procura regionale di Bolzano del 2 marzo 2020, si svolgeranno il giorno 25 giugno 2020, a partire dalle ore 10:00, in Trento presso la “sala Depero” del palazzo della Provincia Autonoma di Trento, piazza Dante n. 15.

Il Collegio sarà presieduto dal Presidente Anna Maria Rita Lentini. Le relazioni saranno svolte dai Consiglieri Alessandro Pallaoro, Massimo Agliocchi, Alessia Di Gregorio, Tullio Ferrari. Interverranno i Procuratori regionali Marcovalerio Pozzato, Paolo Evangelista e il Vice Procuratore generale Roberto Angioni.

Ordinanza di abbattimento per l’orso responsabile dell’aggressione sul Monte Peller. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, firmerà nelle prossime ore un’ordinanza che prevede l’abbattimento dell’orso, non ancora identificato, che ieri pomeriggio ha aggredito due uomini, padre e figlio, sul Monte Peller. Lo ha annunciato lo stesso presidente nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l’assessore Giulia Zanotelli ed il dirigente generale del Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo, Romano Masè. “E’ un fatto gravissimo – ha detto il governatore – che impone di agire per tutelare la pubblica incolumità delle persone, come del resto previsto, per un’aggressione di questo tipo, dal piano per la tutela dell’Orso PACOBACE. Nelle prossime ore informerò il ministro dell’Ambiente Costa delle azioni che intendiamo mettere in campo in seguito a quanto accaduto ieri.

“E’ chiaro che un episodio del genere, che si aggiunge a numerosi altri casi di plantigradi confidenti che entrano sempre più spesso nei centri abitati a fondo valle, ci impone di avviare una riflessione sulla situazione presente sul nostro territorio. In Trentino ci sono fra gli 82 ed i 93 esemplari a cui si aggiungono i nuovi cuccioli. Questi numeri mettono in dubbio la possibilità di convivenza dell’orso con l’uomo.

Quindi sottoporremo questa situazione al ministro Costa per avviare una discussione sulla prospettiva gestionale degli orsi che sta diventando sempre più insostenibile. Vogliamo dialogare con il Ministero, sapendo comunque – ha concluso il presidente che in tarda mattinata ha visitato all’Ospedale di Cles l’uomo rimasto ferito dall’attacco dell’orso – che noi abbiamo una legge, la 9 del 2018, che ci consente ampi margini di manovra sulla gestione dei grandi carnivori”.

“E’ stato davvero un brutto episodio – ha aggiunto l’assessore Zanotelli – sono stata anch’io ieri sera a trovare le persone coinvolte, che erano in forte stato di shock. Speriamo che possano riprendersi al più presto, naturalmente da parte della Provincia vi sarà il massimo sostegno nei prossimi giorni. La Giunta provinciale fin dall’inizio della legislatura – ha detto l’assessore – ha avviato una serie di interlocuzioni con il Ministero e con altre regioni dell’arco alpino sul tema dei grandi carnivori, ponendo la questione di una gestione più diretta da parte degli enti territoriali, anche a tutela della pubblica sicurezza. Impegno sul quale procederemo nei prossimi mesi”.

Il dirigente generale Romano Masè ha spiegato che gli agenti della Forestale hanno fin da subito avviato un’azione di presidio del territorio dove è avvenuta l’aggressione, di informazione alle persone che vivono nella zona e nel contempo sono stati inviati al laboratorio della Fondazione Mach gli abiti delle due persone ferite, che serviranno ad identificare l’animale attraverso l’esame del DNA. Al momento, è stato detto, non si sa se si tratti di un maschio e o di una femmina.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Giovanni Giovanni, dirigente del Servizio foreste e fauna e Claudio Groff responsabile grandi carnivori.

 

Siglato l’Accordo di Programma per l’area della Ferriera di Servola a Trieste tra il Gruppo Arvedi, I.CO.P. S.p.A.- PLT, e le parti pubbliche.

Il Gruppo Arvedi è stato assistito dallo Studio Legale Borgna con gli avvocati Giovanni Borgna e Andrea Bitetto, e con l’avv. Livia Schizzerotto general counsel del Gruppo Arvedi, mentre il Gruppo I.CO.P. S.p.A.- PLT (Piattaforma Logistica Trieste) è stato assistito dagli avvocati Francesco Munari, partner Munari Giudici Maniglio Panfili, e Enrico Castaldi di Castaldi&Partners.

L’accordo di programma prevede la realizzazione del progetto di riconversione industriale e sviluppo produttivo dell’area Ferriera di Servola di Trieste: un importante polo industriale con oltre 400 occupati, formato dall’attività siderurgica “a freddo” gestita dal gruppo Arvedi, e una piattaforma logistica collegata gestita da Icop-PLT. Nell’ex “area a caldo” della Ferriera sorgerà un polo logistico, favorito dalla realizzazione di un nuovo snodo ferroviario e dall’allargamento della banchina portuale.

Tra le parti pubbliche intervenute all’Accordo: il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Agenzia Nazionale per le politiche attive del Lavoro, l’Agenzia del Demanio, l’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico orientale, la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia il Comune di Trieste.

Alitalia: aumentano i voli da e per la Sardegna. Più frequenze nei collegamenti in Continuità Territoriale fra Roma e Milano e i tre aeroporti sardi serviti

Il nuovo programma operativo condiviso con la Regione Sardegna prevede incrementi di frequenze su tutte le sei rotte della Continuità Territoriale: Cagliari-Roma Fiumicino, Cagliari-Milano, Olbia-Roma Fiumicino, Olbia-Milano, Alghero-Roma Fiumicino, Alghero-Milano. I voli da e per Milano saranno effettuati sull’aeroporto di Malpensa sino alla riapertura di Linate.

La crescita del numero dei voli avvicina significativamente la capacità a quella prevista dal Bando della Continuità Territoriale, nonostante l’andamento delle prenotazioni sia ancora notevolmente inferiore rispetto allo scorso anno (67% di prenotazioni in meno nel periodo luglio-ottobre 2020 rispetto ad un anno fa). Alitalia si mantiene comunque in stretto contatto con la Regione Sardegna per aggiungere eventualmente ulteriori voli nel caso si manifestasse una accelerazione della domanda tale da giustificare un numero ancora superiore di servizi giornalieri.

In dettaglio, sulla rotta Cagliari-Roma si passerà dagli attuali 8 voli al giorno (fra andate e ritorni) a 10 servizi giornalieri dal 25 giugno, a 16 voli al giorno nei mesi di luglio e agosto, 14 a settembre e 12 nel mese di ottobre. Sulla Cagliari-Milano il numero delle frequenze crescerà dagli attuali 6 voli al giorno (fra andate e ritorni) a 8 servizi giornalieri dal 25 giugno, 16 voli al giorno nei mesi di luglio e agosto, 14 a settembre e 8 nel mese di ottobre.

Sulla tratta Alghero-Roma, l’offerta di servizi aerei crescerà dagli attuali 4 voli al giorno (fra andate e ritorni) a 6 servizi giornalieri a luglio, agosto e settembre; a ottobre saranno operativi 4 voli giornalieri. Sulla Alghero-Milano si passerà dagli attuali 4 voli al giorno (fra andate e ritorni) a 6 voli giornalieri a luglio e ad agosto; nei mesi di settembre e ottobre saranno attivi su questa rotta 4 servizi giornalieri.

Fra Olbia e Roma il numero dei voli sarà incrementato dagli attuali 4 servizi giornalieri (fra andate e ritorni) a 8 voli al giorno a luglio e ad agosto e 6 a settembre; a ottobre saranno operativi 4 servizi giornalieri. Sulla rotta Olbia-Milano, Alitalia ha previsto un aumento dei voli giornalieri dagli attuali 6 (fa andate e ritorni) a 10 servizi al giorno nei mesi di luglio e agosto; a settembre saranno garantiti 6 voli quotidiani e a ottobre 4.

I biglietti di tutti i voli da e per la Sardegna sono disponibili sui canali di vendita Alitalia, con un doppio schema tariffario – per i residenti e i non residenti nell’isola – fino al 15 settembre, e con un’unica tariffa per tutti dal 16 settembre al 24 ottobre.

In ottemperanza alle attuali disposizioni di legge, tutti gli aeromobili Alitalia vengono sanificati ogni giorno con prodotti ad alto potere igienizzante e, grazie ai filtri HEPA e alla circolazione verticale, l’aria a bordo non solo è rinnovata ogni tre minuti, ma è pura al 99,7%, come in una sala sterile. Tutti i passeggeri sono poi tenuti a consegnare prima dell’imbarco una autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da patologia Covid-19. Inoltre i passeggeri devono indossare sin dal loro arrivo in aeroporto e durante il volo una mascherina protettiva.

“Non posso che associarmi al disappunto già manifestato dagli onorevoli leghisti Vanessa Cattoi, componente della commissione Bilancio della Camera, Diego Binelli, Martina Loss e Mauro Sutto, i quali hanno tentato – con un emendamento al Decreto rilancio – di introdurre uno stanziamento di 5 miliardi alle regioni ordinarie, a quelle a statuto speciale e alle province autonome. Una proposta, quella bocciata, che andava a rafforzare il misero miliardo e mezzo attualmente previsto per gli aiuti regionali. Dunque una proposta di assoluto buonsenso.

Peccato che il governo Conte e la sua maggioranza – le cui “attenzioni”, per modo di dire, verso il Trentino si sono già manifestate con il rifiuto della sospensione biennale dell’accordo di Milano, che avrebbe dato 800 milioni al nostro territorio – pur di non tradire la loro vocazione centralista, abbiano scelto di bocciare questa iniziativa degli onorevoli leghisti. Trova così conferma l’ostilità verso i territori da parte del centrosinistra, ostilità di cui era già avuta plastica dimostrazione anche con la riforma costituzionale del governo Renzi, provvidenzialmente affossata per via referendaria nel dicembre 2016, la quale avrebbe inferto un colpo mortale alla nostra Autonomia.

Non resta pertanto che augurarsi che quanto prima questa sventurata maggioranza di governo possa essere mandata a casa e la parola possa tornare agli italiani. Non è più accettabile la continuazione di una esperienza di governo così disattenta alla crisi economica generata dall’emergenza sanitaria, così deludente e – come poc’anzi ampiamente ricordato – così ostile ai territori e alle regioni, in particolare a quei territori che, come il Trentino, hanno nell’autonomia un tratto caratterizzante, che non intendono barattare in alcun modo”.

E’ quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Denis Paoli

Il 9 giugno scorso ho depositato una richiesta d’accesso agli atti in merito alla sentenza di condanna del presidente del Consiglio provinciale per il licenziamento illegittimo di un suo collaboratore, scelta improvvidamente avallata dall’Ufficio di presidenza del Consiglio stesso.

A oggi la Segreteria Generale del Consiglio non si è ancora degnata di fornire quanto richiesto, in quello che nella migliore delle ipotesi appare come un tentativo di prendere tempo.

La questione è di per sé semplice: la grave condanna subita da una figura che dovrebbe essere di garanzia come quella del presidente del Consiglio provinciale può arrivare a pregiudicarne la legittimità e quindi ad offuscare il prestigio dell’Istituzione stessa.

Siccome in ballo ci sono questioni più importanti per l’interesse collettivo del destino di un singolo, correttezza vuole che ci si muova politicamente sulla base dei fatti e non delle mere opinioni.
Per questo ho chiesto di avere accesso a tutta la documentazione del caso prima della seduta del Consiglio che si terrà la settimana prossima.

La risposta avrebbe potuto (e dovuto) essere immediata, invece qualcuno o qualcosa ha rallentato tutto ed è inevitabile pensare ciò stia avvenendo perché le informazioni richieste sono considerate in qualche modo delicate rispetto agli interessi del presidente Kaswalder.

In casi come questi l’attenzione a dimostrare trasparenza e correttezza dovrebbe essere massima ed è un segno del degrado istituzionale cui siamo arrivati se invece di rispondere con celerità ad una richiesta di accesso agli atti si sceglie di allungare i tempi, nascondendo di fatto le informazioni ed impedendo quindi ad un Consigliere provinciale di poter svolgere tutte le valutazioni del caso prima di esprimersi.

Stando a quanto è trapelato finora la posizione mia e del M5S trentino è che sia opportuno il presidente Kaswalder si dimetta e che altrettanto facciano tutti coloro che in Ufficio di presidenza hanno avallato le sue scelte dichiarate illegittime dai giudici, scelte che, giova ricordarlo, rischiano di costare ai cittadini circa 240 mila euro.

Questo in base alle informazioni che abbiamo a disposizione. Il quadro delle responsabilità potrebbe però risultare aggravato o lenito sulla base della documentazione esaustiva che abbiamo richiesto e che fino ad oggi non ci è ancora stata messa a disposizione in questo dando l’impressione di non voler fare chiarezza quando di non agire apertamente per “sopire, troncare, troncare, sopire” come da antichissima e collaudata prassi pre unitaria, un modo di agire evidentemente ben interiorizzato anche dagli esegeti del “pantirolesimo” di maniera.

 

 

LINK

https://www.trentinolibero.it/politica/politica-e-societa/osservatorio-di-palazzo-trentini/17404-vicenda-pruner-kaswalder-gli-uffici-del-consiglio-non-stanno-garantendo-la-necessaria-trasparenza.html

 

 

 

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La Giunta provinciale ha deciso di azzerare il pagamento dell’IMI per le strutture ricettive. Gli altri settori economici possono avere una riduzione del 50% se dimostrano di avere avuto un calo.

Sia le strutture ricettive, sia bar e ristoranti altoatesini nel 2020 non pagheranno l’Imi e fruiranno quindi di una sorta di esenzione una tantum assimilabile a quella per l’abitazione principale.

Le altre attività economiche in grado di dimostrare un calo di fatturato del 20% dovuto all’emergenza Covid potranno beneficiare, invece, di uno sconto del 50 per cento. Lo ha deciso oggi (23 giugno) la Giunta provinciale, in accordo con il Consorzio dei Comuni, e la misura sarà presto inserita in una legge che passerà quindi al vaglio del Consiglio provinciale.

“Si tratta – ha spiegato il presidente Arno Kompatscher nella conferenza stampa post giunta – di una importante decisione pensata per attutire gli effetti della crisi post Covid per il mondo dell’economia. Le nostre misure di fatto raddoppiano i benefici previsti a livello statale, visto che lì per l’Imu è prevista solamente la sospensione del pagamento dell’acconto 2020”. La misura costerà all’incirca 60 milioni di euro.

“In accordo con i Comuni – ha spiegato il presidente – che avranno minori entrate pari a circa 6 milioni di euro – abbiamo deciso di andare oltre a quanto previsto a livello statale per il settore turistico, arrivando in sostanza a rinunciare a riscuotere l’imposta. La misura è equa poiché il resto delle attività economiche, che a livello statale non hanno sconti, in Alto Adige avrà uno sconto del 50%”. “Noi non siamo mai contenti – ha spiegato il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer – di rinunciare alle nostre entrate, ma in questo caso facciamo volentieri la nostra parte per dare un contributo concreto per il sostegno dell’economia”. Tutti coloro che vorranno fruire di queste agevolazioni dovranno presentare ai Comuni un’apposita dichiarazione sostitutiva. Le attività non turistiche dovranno però anche dimostrare di avere subito un calo del fatturato almeno del 20 per cento.

Il Consiglio del Sistema Educativo Provinciale, per sua natura veicolo delle voci delle diverse componenti del mondo della scuola, manifestatesi anche in numerose iniziative individuali e collettive nelle ultime settimane, e infine sulla base delle istanze recentemente indirizzategli, il 12 giugno 2020 dalla Consulta dei Genitori e il 15 giugno da un nutrito gruppo di docenti delle scuole di ogni grado, chiede all’Assessore all’istruzione dott. Mirko Bisesti e al Presidente della Giunta provinciale dott. Maurizio Fugatti di fornire chiarimenti riguardo alle seguenti questioni di rilevante urgenza e l’accoglimento delle istanze successivamente esposte.

 

Le richieste:

  • Si chiede perché finora ci si è limitati ad “inseguire” il manifestarsi dell’epidemia, con esami (tamponi) a persone sintomatiche o particolarmente esposte, e non si è provveduto a realizzare un’indagine che fotografasse la reale situazione (cioè un’indagine campionaria sull’insieme della popolazione). In questa maniera ci si è privati di una solida base di informazioni sulla quale prendere decisioni ben motivate e pubblicamente giustificabili. Si chiede cosa attualmente si stia facendo in questo senso; e inoltre come proceda l’indagine nazionale dell’ISTAT in Trentino.
  • Occorre distinguere l’approccio sanitario – di carattere tecnico, in presenza di mezzi e strutture adeguatamente predisposte – da un approccio politico, che deve poter prevedere gli scenari possibili e considerarne le diverse implicazioni. Inoltre gli “esperti” sono per definizione settoriali, mentre la politica ha la responsabilità di una visione globale. Perciò si chiede quale spazio s’intenda concedere al resto della società e alla scuola per il futuro prossimo.
  • Riguardo alla scuola si chiede in particolare perché non siano stati coinvolti esperti tali da rappresentare i diversi aspetti della questione. Cioè non solo quello sanitario e, di conseguenza, logistico (protezione civile, dipartimento istruzione) ma anche le implicazioni psicologiche, sociali (rispetto alle famiglie e alla sana socialità degli stessi alunni) e didattiche (i cui esperti sarebbero i docenti che operano sul campo, dalle scuole dell’infanzia alle superiori). Per converso, la vicenda della riapertura parziale delle scuole dell’infanzia sembra confermare la volontà di non coinvolgere i diretti interessati (famiglie e insegnanti).
  • Riguardo al prossimo anno scolastico si chiede su quali fondamenti si siano definite le “linee guida” più volte presentate e aggiornate. Si ritiene infatti che famiglie, studenti e operatori tutti della scuola non possano essere considerati soggetti passivi di decisioni prese sulla base di consulenze fornite da punti di vista settoriali; e si considera del tutto inappropriato che tali pareri divengano inoltre oggetto di qualsiasi forma di “contrattazione” ‒ come se le questioni di salute (qualora sussistano realmente) fossero contrattabili.

Le istanze:

  • Che si ridefiniscano le “linee guida”, integrandole con il contributo di esperti su tutti gli aspetti della realtà scolastica, coinvolgendo tutte le parti sociali interessate (insegnanti, consulte dei genitori e degli studenti, lavoratori della scuola).
  • Chetalilineesianoinoltregraduateinproporzionealivellidirischiopredefinitiecertificabili (sulla base di valide e complete statistiche epidemiologiche e studi di riferimento accreditati) e che quindi siano riformulate in funzione dell’opportunità di decidere della loro attuazione non ora, ma il più possibile a ridosso dell’inizio del prossimo anno scolastico.
  • Che il processo decisionale politico ‒ forte dell’autonomia speciale e della competenza concorrente sulla scuola ‒ sia guidato dal dichiarato scopo di consentire la ripresa della scuola in tutti i suoi gradi nella pienezza delle sue modalità normali; e che dunque ogni decisione diversa sia presa sulla base di una ponderata valutazione, che tenga conto dei costi sociali e individuali di tutte le persone coinvolte, sia nel breve che nel medio periodo.
  • Che le prerogative che attengono all’autonomia funzionale, organizzativa e didattica della scuola possano esplicitarsi a fronte di una modifica dei regolamenti attuativi dei Piani di studio provinciali, evitando progettazioni differenziate e iniziative assunte in ordine sparso.
  • Che innanzitutto si riporti la scuola alla sua piena funzionalità, restituendo a bambini e ragazzi il diritto a un ambiente normale di relazioni umane e di crescita. Solo dopo aver assicurato il ritorno alla scuola alla maggiore normalità possibile, si discutano proposte di “innovazioni”, attraverso un confronto reale coi diretti protagonisti e riconsegnando alle scuole un’effettiva autonomia progettuale.
  • Che ora invece si investano risorse consistenti nel migliorare le infrastrutture del sistema scolastico, come i trasporti, le mense, le dotazioni strumentali e finanziarie delle scuole, il rapporto numerico docenti-studenti ‒ tutti fattori importanti, che necessitano di maggiore attenzione e di progettazione più accurata.

    Alla luce del proprio ruolo consultivo e di rappresentanza di tutte le componenti del sistema educativo provinciale, il Consiglio auspica per il futuro un maggiore coinvolgimento nell’ottica di un’interlocuzione attiva e di conseguenza nel processo decisionale sul futuro della Scuola, ad ogni livello.

    Documento approvato nella seduta ordinaria di lunedì 22 giugno 2020.

 

 

Risoluzione CSEP_22-06-20

Operato con tecnica mini invasiva un bambino di un anno con una malformazione congenita. Delicato intervento di toracoscopia mini invasiva per la chirurgia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Trento, uno dei pochi centri in Italia ad eseguire questo tipo di intervento con questa tecnica. Nei giorni scorsi ad un bambino di circa un anno con una malformazione polmonare congenita al lobo polmonare inferiore è stato asportato il lobo malato in toracoscopia: praticando solo tre piccoli fori da 5 mm nella parete toracica del piccolo paziente sono stati introdotti una piccola telecamera e gli strumenti necessari all’isolamento e alla sezione delle arterie delle vene e dei bronchi del lobo malato. Un intervento che ha richiesto alta professionalità multidisciplinare e la collaborazione del team chirurgico, anestesiologico e della terapia intensiva neonatale.

La patologia di cui soffriva il piccolo era stata già diagnosticata in gravidanza dai ginecologi, confermata radiologicamente dopo la nascita e successivamente controllata clinicamente fino al momento dell’intervento con visite congiunte pediatriche e chirurgo-pediatriche. Si tratta di una malformazione abbastanza rara che se non trattata può degenerare nel tempo in patologie infettive od oncologiche che potrebbero anche avere esito letale.

Proprio per la delicatezza delle strutture su cui si opera in prossimità del cuore e dell’arteria polmonare, l’intervento presenta un margine di rischio intraoperatorio piuttosto elevato, amplificato dalla tecnica mini invasiva che non consente un contatto manuale diretto e che certamente è più impegnativa di un tradizionale intervento «open». Grazie a questa tecnica tuttavia la ripresa del paziente dopo l’intervento è più rapida, con una degenza ridotta e con risultati estetici immediati e a distanza migliori.

L’intervento realizzato dall’Unità operativa di chirurgia pediatrica dell’ospedale di Trento ha richiesto un’elevata professionalità multidisciplinare. Oltre a quella del team chirurgico è stata fondamentale la collaborazione del team anestesiologico chiamato ad un supporto ventilatorio particolare non tradizionale, nonché quella degli strumentisti di sala e del personale della terapia intensiva neonatale dove il paziente trascorre l’immediato post operatorio.

Proprio per prepararsi al meglio all’intervento i vari «attori» presenti in campo hanno svolto incontri multidisciplinari sia in presenza, in epoca pre covid, sia in videoconferenza successivamente, per poter meglio coordinare le fasi dell’intervento. Nella fase preparatoria dell’intervento – e anche come supervisione durante lo stesso – è stato importante il confronto con la chirurgia pediatrica di Varese, che vanta un’esperienza specifica per questo tipo particolare di intervento.

La toracoscopia non ha presentato problemi particolari al di là delle difficoltà tecniche previste; il bambino è stato svegliato in sala operatoria e dopo circa 12 ore trascorse in terapia intensiva neonatale è stato trasferito in reparto, da cui è stato dimesso dopo tre giorni.

Interventi su malformazioni toraciche congenite sono stati realizzati in altre due occasioni nell’ultimo anno. L’allargamento ad un settore come quello della chirurgia toracica rappresenta certamente un’opportunità per ampliare le competenze delle già consolidate tradizioni della chirurgia pediatrica di Trento, maturate nel corso di più di trent’anni di attività.

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