Emergenza Covid 19. Lavoratori delle mense universitarie senza certezza sul futuro. Sindacati: Risto 3 che ha vinto il nuovo appalto chiede ad Opera di intervenire sul capitolato dello stesso a causa delle mutate condizioni. E’ inaccettabile, si deve garantire continuità occupazionale e retributiva.

Sarà Risto 3 a gestire il nuovo appalto per le mense universitarie, è definitivo, anche il ricorso promosso da Elior, ha confermato tale esito. A pochi giorni dal passaggio di consegne con il precedente appaltatore, la Sma spa, però il futuro dei 48 lavoratori è avvolto nella totale incertezza. Risto 3, infatti, fino a questo momento non ha inviato nessuna comunicazione agli addetti, quasi tutte donne e quasi tutti con contratto part time in attesa di capire se con l’Università ci sia spazio di modifica delle condizioni. “Sull’appalto pesano chiaramente le incertezze legate all’emergenza coronavirus che ha spinto l’Opera universitaria a chiudere le mense e i bar – fanno notare Francesca Delai della Filcams, Gabriele Goller e Carlo Monte della Fisascat e Dino D’Onofrio della Uiltucs – e sicuramente non aiuta non conoscere se e con quanti studenti ripartiranno le lezioni a settembre. Dubbi che spingono Risto 3 a prendere tempo. Un atteggiamento attendista che, però, danneggia i lavoratori e le lavoratrici. Non si può in alcun modo scaricare sulle loro spalle questa fase di incertezza”.

Per le tre sigle sindacali devono essere garantite continuità occupazionale e retributiva a tutti gli addetti. Senza alcuna deroga. “Per questa ragione non accetteremo che queste lavoratrici e questi lavoratori restino nel guado -insistono -. L’Opera Universitaria deve farsi carico di questa situazione affiancando Risto 3 per garantire il pieno rispetto di quanto prevede il capitolato d’appalto e il contratto nazionale di lavoro”.

I lavoratori sono stati posti in cassa integrazione con marzo, quando sono state sospese le lezioni. Ad oggi hanno esaurito tutte le quattordici settimane di ammortizzatore con causale Covid 19. “Le norme prevedono inoltre che non possono essere licenziati, almeno fino al 18 agosto. Per questa ragione rischiano di restare a secco, senza nessuna forma di retribuzione né ammortizzatore sociale. Per noi è inaccettabile”.

Purtroppo anche questa vicenda che le aziende, locali o multinazionali, società per azioni o cooperative, si comportano allo stesso modo di fronte ai lavoratori più deboli. “Non possiamo pensare di scaricare sulle condizioni di lavoro di questi addetti il rischio di impresa, non è così che funziona”, insistono ancora i tre sindacalisti che chiedono a Risto3, all’Università, all’Opera universitaria e all’Assessorato all’Istruzione di farsi carico di questa situazione. “Chiediamo che nella valutazioni sulle modalità di riavvio dell’anno accademico si tenga conto anche del destino di queste 48 famiglie”, concludono.

L’economista Olivier Blanchard al Festival dell’Economia online. L’economia ai tempi del Covid, molte le incertezze sulla ripartenza.

“E’ una recessione molto diversa rispetto a quelle che abbiamo vissuto in passato, per questo è davvero difficile fare previsioni”. Lo ha ribadito più volte oggi pomeriggio Olivier Blanchard, economista francese di fama internazionale, che ha dialogato con Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento, nel corso di una conferenza online. “Tornare alla normalità, al 100% di come eravamo prima – ha detto Blanchard – sarà molto complicato a causa dell’incertezza che c’è ancora rispetto alla pandemia. Ad esempio molto dipenderà da quando diventerà irrilevante il distanziamento sociale o se troveremo il vaccino o la cura, non sappiamo se sarà tra sei mesi o tra due anni. Un ristorante magari per sei mesi sopravvive per due anni no”.

“E’ importante – ha proseguito l’economista francese – cercare di capire se avremo uno shock più temporaneo o definitivo. La disoccupazione ci metterà un po’ a diminuire e bisognerà proteggere i lavoratori fino a quando la crisi non sarà superata. Molte aziende poi avranno bisogno di liquidità, ma le banche in questa situazione d’incertezza non saranno così disposte a fare prestiti. I programmi di garanzia dei prestiti dovrebbero essere mantenuti anche quando le incertezze diminuiranno. Ciononostante avremo aziende che falliranno a causa dei debiti, pur avendo una certa redditività, bisognerà trovare un modo per ristrutturare velocemente le aziende che hanno debiti, ma che hanno comunque redditività e dunque un futuro”.

Infine l’Europa, Blanchard, incalzato da Boeri, ha evidenziamo come non siano necessarie nuove tasse, ma come serva invece un maggiore coordinamento fiscale a livello europeo. “Credo questo sia il compito di Gentiloni, il Commissario europeo all’economia, nei prossimi anni. Vanno bene la web tax o la tassa sulle multinazionali, ma il rischio è quello di generare una competizione fiscale fra i vari Paesi, quindi riuscire a coordinarsi, – ha concluso Blanchard – sarà molto importante”.

Consiglio provinciale: approvate nel pomeriggio 9 delle 10 mozioni discusse. Domattina fine lavori.

Prosegue in Consiglio provinciale l’esame delle numerose mozioni all’ordine del giorno. Oggi pomeriggio l’Aula ne ha discusse 10 e approvate 9. Da segnalare in i testi approvati all’unanimità sulla scuola proposti da Rossi (Patt) e Masè (La Civica) che stabiliscono, il primo, lo stanziamento di risorse per un’adeguata ripartenza delle attività didattiche a settembre anche se solo parzialmente in presenza, mentre il secondo impegna la Giunta a far sì che i mezzi di Trentino Trasporti soddisfino le necessità di spostamento da e per la scuola a tutti gli studenti, in particolare di quelli provenienti da più lontano, perché a nessuno sia precluso il diritto all’istruzione.
Via libera anche a due mozioni, una di Marini (Misto) e l’altra di Masè per l’attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto a Tione nel 2016 sui lavori da realizzare nell’ospedale. Sì a pieni voti anche a una mozione di Leonardi che impegna in particolare la Provincia a prestare” alle piccole imprese del Trentino la managerialità di cui hanno bisogno per la ripartenza delle attività produttive. Bocciata solo la mozione proposta da Ghezzi di Futura che chiedeva di istituire entro il 30 giugno una cabina di regia sul riavvio in sicurezza degli spettacoli dal vivo e di organizzare in anticipo, il prossimo 31 agosto, l’annuale conferenza provinciale sulla cultura prevista dalla legge.
Restano ora da esaminare tre mozioni e per questo la conclusione dei lavori in Aula è prevista entro domani mattina anziché, come da programma, nel pomeriggio.

Sì unanime alla mozione 228 di Rossi (Patt): piano condiviso per l’istruzione.
Con un emendamento concordato da Ugo Rossi con l’assessore Bisesti (allegato) la mozione è stata approvata all’unanimità.

Sì unanime alla mozione mozione 237 di Masè (La Civica): tavolo per diritto istruzione e trasporto studenti.
La mozione proposta da Vanessa Masè impegna la Giunta a prevedere un tavolo di lavoro che coinvolga i servizi di istruzione e trasporto della Pat, per elaborare un protocollo condiviso sul graduale ritorno alla normalità, garantendo il diritto all’istruzione e al trasporto degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, pianificando soluzioni affinché il nuovo anno scolastico possa partire senza incertezze.
L’assessore Bisesti ha confermato che la Giunta sta già studiando con Trentino Trasporti le soluzioni che meglio corrispondono alle proposte evidenziate dalla mozione di Masè. Luca Zeni del Pd ha lamentato il fatto che con lo stesso argomento (“La Giunta sta già lavorando per attuare le richieste della mozione”) ieri si era visto respingere la sua proposta di mozione sulla semplificazione.

Sì unanime alla mozione 232 di Guglielmi (Fassa): rendere sicuri e percorribili i sentieri montani.
Con una parziale modifica della premessa e la sostituzione del dispositivo concordata con la Giunta, il Consiglio ha approvato all’unanimità la mozione di Luca Guglielmi. Il testo impegna l’esecutivo a prevedere, compatibilmente con le risorse disponibili e con le priorità legate all’emergenza Covid, di dare corso, con un secondo progetto occupazionale-formativo all’avviamento di operatori da impiegare nelle attività di ripristino dei sentieri devastati dagli eventi meteorologici. La mozione prevede anche modalità per far sì che la formazione sia utilizzabile anche in vista di un inserimento lavorativo più stabile nell’ambito dei lavori forestali.

Sì unanime alla mozione 203 di De Godenz per la parità di trattamento e accesso ai diritti per i sordi e ipovedenti trentini.
Con una modifica apportata al dispositivo d’intesa con l’assessora Segnana, Pietro De Godenz si è visto approvare a pieni voti la propria mozione che impegna la Giunta ad incontrare le associazioni e gli enti di riferimento per le persone affette da sordità, cecità e ipovedenza residenti in provincia di Trento, per valutare insieme la situazione in ordine alla possibilità di accedere ai potenziali benefici derivanti dalla legge 104 del 1992 rispetto alle altre Regioni italiane. Si tratta dell’accesso ai permessi mensili per assentarsi dal lavoro dedicati ai disabili. I cittadini portatori di handicap possono fruire di benefici diversi, commisurati al grado di disabilità. Come quello dei tre giorni mensili di permesso, previsto dalla legge 104, riconosciuto agli invalidi sordi in tutta Italia, ma non in Trentino. Questo configura una disparità di trattamento per la cui rimozione il testo di De Godenz chiede alla Giunta una verifica.
Devid Moranduzzo della Lega ha condiviso la necessità di arrivare al superamento di ogni discriminazione nell’accesso dei trentini ai benefici previsti dalla legge 104.

Sì unanime alla mozione 218 di Demagri: borse di specialità per avere più medici.
Con una modifica alla premessa e la sostituzione del dispositivo definite d’intesa con l’assessora Segnana, è stata approvata all’unanimità la mozione proposta da Paola Demagri per contrastare la carenza di medici nel sistema sanitario del Trentino. Il nuovo dispositivo impegna la Giunta a redigere il Piano della formazione degli operatori del sistema sanitario trentino per il triennio 2020-2023 e a stanziare le risorse necessarie ad implementare il numero dei medici e le borse trentine di specialità per garantire il completo funzionamento del sistema sanitario.
L’assessora Segnana ha segnalato la decisione già presa dalla Giunta in questa direzione aumentando da 29 a 33 i posti a disposizione per rispondere al fabbisogno di specialisti.

Sì alla mozione 223 di Cia (Agire): riconoscimento per i sanitari impegnati nell’emergenza Covid.
Approvata con 6 voti di astensione delle minoranze la mozione proposta da Claudio Cia. Il primo punto del dispositivo, modificato d’intesa con l’assessora Segnana, prevede che la Giunta si impegni ad individuare ina modalità di riconoscimento per il personale direttamente impegnato nell’assistenza a pazienti Covid-19 nelle strutture trentine, attraverso l’inserimento di un apposito attestato nella storia professionale di ciascun operatore sanitario o socio-assistenziale.

Sì unanime alla mozione 230 di Marini (Misto): la Pat attui gli impegni sottoscritti sull’ospedale di Tione.
Con un nuovo dispositivo concordato con l’assessora Segnana è stata approvata all’unanimità la mozione proposta da Alex Marini per impegnare la Giunta provinciale a mantenere gli impegni contenuti nel protocollo d’intesa sottoscritto a Tione il 26 aprile del 2016 tra Provincia, Comunità delle Giudicarie e Apss, che prevede il potenziamento di reparti e strutture dell’ospedale in cambio della sospensione dell’operatività del punto nascita interno. Il nuovo dispositivo impegna la Giunta a proseguire nell’attuazione degli impegni assunti con quel protocollo e a potenziare i livelli assistenziali erogati dall’ospedale di Tione e la rete dell’assistenza territoriale delle Giudicarie. Il testo stabilisce anche che la Provincia attui gli adempimento necessari per l’avvio nel 2020 dei lavori di ristrutturazione per l’ampliamento del reparto di ortopedia del nosocomio. Infine c’è l’impegno ad individuare e attivare le modalità organizzative più idonee per garantire la fidelizzazione del personale medico anche nelle strutture ospedaliere e territoriali delle zone di montagna.

Sì unanime alla mozione 238 di Masè (La Civica) per la valorizzazione dell’ospedale di Tione.
Il dispositivo della mozione di Vanessa Masè, in larga misura riscritto d’intesa con l’assessora alla salute Segnana, impegna la Giunta a proseguire nell’attuazione degli impegni assunti con il protocollo in materia di sanità sottoscritto nel 2016 con la comunità delle Giudicarie e a potenziare, anche in attuazione di quanto previsto dal decreto rilancio numero 34 del 2020, i livelli assistenziali erogati dall’ospedale di Tione e la rete dell’assistenza territoriale delle Giudicarie. Infine la mozione impegna l’esecutivo a prevedere nel tempo la possibilità di dotare l’Ospedale di una figura dedicata esclusivamente al coordinamento generale, volto a raccordare attività e reparti e che si ponga anche come punto di riferimento diretto per gli amministratori e per il territorio.
L’assessora Segnana ha ricordato i 300.000 euro stanziati per i lavori da eseguire al terzo piano dell’ospedale nei reparti di ortopedia e chirurgia, che avrebbero dovuto terminare in luglio ma la cui conclusione a causa dell’emergenza Covid slitta a fine dicembre. Altri 1.345.000 euro permetteranno di completare in settembre i lavori per l’adeguamento antincendio. Ancora i lavori per l’adeguamento antincendio gas medicali, iniziati a febbraio e in corso sono stati finanziati dalla Pat con 1.150.000 euro, ora ripresi dopo l’emergenza, dovrebbero terminare in dicembre. Segnana ha anche segnalato i lavori di adeguamento degli spazi di fisiatria e per Trentino Emergenza, finanziati con 1.700.000 euro, per i quali resta da completare la quarta fase e ora in corso. Infine l’assessora ha ricordato i lavori che inizieranno in autunno di adeguamento degli spazi per le cure intermedie finanziati con 1.400.000 euro. Complessivamente, ha concluso Segnana, l’importo dei lavori già finanziati e in corso di realizzazione ammonta a 3.150.000 euro. Quanto alla figura del coordinatore della struttura sanitaria, Segnana ha evidenziato l’esigenza di valutare il tema della reintroduzione di un direttore. Valutazione apprezzata da Zeni (Pd), che ha richiamato alla necessità di sottrarsi a richieste “spot” per privilegiare quelle riguardanti la rete ospedaliera. Al sistema serve per Zeni una capacità di valutazione complessiva, anche quando riguarda la figura del direttore generale.
Marini ha messo l’accento sul problema degli anestesisti, che rimane. Va inoltre tenuta in considerazione l’esigenza di reintrodurre un direttore proveniente da tutti gli operatori dell’ospedale.
Masè ha osservato che il 6 maggio 2020 era stata segnalata dagli operatori la sensazione di abbandono in cui si trovava l’ospedale di Tione, che si sentiva la Cenerentola degli ospedali trentini. Ora la struttura è tornata al centro dell’attenzione sia pure all’interno di una valutazione complessiva sul ripensamento dell’organizzazione del nosocomio, e di questo si è detta soddisfatta.
Zeni ha sollecitato un approccio più attento agli esiti della sanità e a una sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio che è uno dei punti sui quali il nostro sistema ha più ampi margini di miglioramento.
Roberto Paccher (Lega) ha ricordato che il protocollo del 2016 prevedeva per l’ospedale di Tione servizi che poi non sono poi stati realizzati dalla Pat, mentre è stato chiuso il reparto di maternità. Occorreva compensare il depotenziamento dell’ospedale territoriale con altri servizi che non erano mai stati attivati. Sulla rete ospedaliera la Giunta attuale secondo Paccher sta portando avanti una politica di investimenti per rafforzare le strutture sanitarie periferiche, considerati indispensabili al territorio.

Sì unanime alla mozione 189 di Leonardi (FI) per sostenere l’accesso al credito delle piccole imprese e rafforzarne la capacità manageriale di stare sul mercato.
Un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese nel settore del commercio e del turismo che agevoli l’accesso al credito, l’erogazione con procedura velocizzata, il ricorso a risorse europee per sostenere le imprese colpite dal Covid 19, il finanziamento di una sorta di tutoraggio, attraverso la realizzazione di un advisors hub e la creazione di una squadra di temporary managers da mettere a disposizione delle imprese in difficoltà: sono alcune delle proposte avanzate alla giunta dal consigliere Giorgio Leonardi per il rilancio delle imprese trentine nell’era post Covid. Si sono sommate la crisi pandemica e la crisi economica e questo rende difficile una rapida ripresa. Mancano soprattutto gli approvvigionamenti delle materie prime.
L’assessore Spinelli ha condiviso la mozione ricordando nel suo intervento (allegato) le politiche che la Giunta ha già messo in campo, ma anche quelle che sta attivando e pensa di poter varare nel prossimo futuro tenendo conto delle proposte di Leonardi, soprattutto per favorire l’accesso al credito delle imprese trentine.
Moranduzzo (Lega), nell’assicurare l’appoggio del proprio gruppo alla mozione di Leonardi, ha ricordato tutte le misure recentemente adottate dalla Giunta per rispondere alle esigenze di liquidità immediata degli imprenditori del Trentino che hanno subito pesanti ripercussioni negative a causa dell’emergenza Covid-19. Ha infine sollecitato semplificazioni e la creazione di nuovi fondi di garanzia per agevolare l’accesso al credito delle imprese.
Il capogruppo del Pd Tonini ha plaudito alla mozione di Leonardi sia per il richiamo che contiene ad usare le risorse provenienti dall’Europa – a questo riguardo ha ricordato la sua proposta di costituire un’apposita task force provinciale – sia perché la Provincia “presti” elementi di managerialità alle piccole e piccolissime imprese del Trentino in determinate circostanze. Elementi di managerialità che potrebbero permettere di tenerci la forza della flessibilità della piccola impresa pur disponendo di risorse di tipo manageriale.
Leonardi ha concluso ribadendo la necessità di alimentare con queste figure manageriali le speranze delle piccole e medie imprese del Trentino.

No alla mozione 233 Ghezzi (Futura): cabina di regia per attività culturali.
La mozione proposta da Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, respita con 18 no e 11 voti a favore, mirava ad impegnare la Giunta a creare entro il 30 giugno 2020 una cabina di regia che comprenda rappresentanti dei Comuni e delle Comunità di valle per meglio coordinare e condividere i protocolli e le modalità di riapertura e organizzazione delle attività culturali nella fase 2. Il dispositivo del documento sollecita anche la convocazione entro il 31 agosto 2020 della Conferenza provinciale per la cultura prevista dalla legge 13 ottobre 2017 n.13, dedicandola ad un confronto approfondito sulle misure post-emergenza da pandemia Covid-19. Infine la mozione stabilisce di incrementare il fondo destinato ad alimentare i progetti culturali sovracomunali per lo sviluppo territoriale, previsti dalla legge provinciale sulle attività culturali. Nel presentare il documento Ghezzi ha preannunciato la bocciatura della proposta non avendo raggiunto sul testo un accordo con l’assessore Bisesti. La chiusura forzata imposta dall’emergenza Covid-19 ci ha fatto percepire l’importanza in particolare degli spettacoli dal vivo. Il disaccordo con l’assessore è stato sul termine temporale del 30 giugno entro il quale costituire una cabina di regia. Ghezzi ha spiegato di non aver accettato le modifiche proposte dall’assessore perché portavano ad una castrazione del dispositivo. “Meglio – ha concluso – una bella e sana bocciatura della mozione così com’è”.
L’assessore Bisesti ha ricordato di aver apprezzato lo spirito della mozione e di essersi opposto alla creazione di un’ulteriore tavolo oltre a quelli già aperti per il coinvolgimento dei soggetti interessati al tema cultura. Meglio per l’assessore cercare di portare avanti il lavoro già in atto per la ripartenza degli spettacoli. Bisesti ha ribadito che al massimo entro 2 settimane sarà reso pubblico il protocollo su bande e cori. Quanto alla conferenza sulla cultura, secondo l’assessore è opportuno ipotizzarne l’organizzazione in autunno per una possibile revisione delle Linee guida che non sarebbe possibile realizzare entro fine agosto.
Alessia Ambrosi della Lega ha esortato Ghezzi ad accogliere la proposta di trovare un punto di accordo con l’assessore su una riformulazione del testo della mozione per dimostrare la volontà di sostenere la cultura con una convergenza tra le parti.
Ghezzi ha preferito tener ferma la decisione di rifiutare il tentativo soprattutto per la diversità di veduta sui tempi.

 

 

 

 

Emendamento Bisesti-Rossi su mozione scuola 10 6 2020

 

Mozioni mercoledì pomeriggio

 

Intervento ass Spinelli su mozione Leonardi 10 6 2020

Calano anche i ricoveri. Segnana: “Un trend incoraggiante. Ora non sprechiamo un risultato guadagnato con tanto sacrificio”. Coronavirus: doppio zero anche oggi.

Zero decessi, zero positivi. È la seconda volta dall’inizio della pandemia che in Trentino si registra quella che è indubbiamente la situazione ottimale nella lunga guerra contro il Coronavirus.

I dati, forniti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, dicono anche che i ricoveri sono in calo, con sei pazienti Covid soltanto nei reparti ospedalieri, di cui uno in rianimazione.

“È un trend incoraggiante – dice l’assessore – che ci consente di organizzare ancora meglio la strategia del contenimento del virus. Ora non dobbiamo sprecare un risultato guadagnato con tanto sacrificio. Il virus è ancora un nemico poco conosciuto e molto insidioso. I comportamenti responsabili e corretti devono essere sempre mantenuti per il bene nostro e di chi ci sta vicino e per guadagnare, giorno dopo giorno, un passo verso la normalità”.

L’attenzione dunque rimane alta, come le attività di screening testimoniano. È sempre importante infatti il numero di tamponi effettuati: ieri ne sono stati analizzati 1215 di cui 483 dall’Apss, 421 dal Cibio e 311 dalla Fem.

Sul versante dei controlli, il Commissariato del governo informa che sono state sanzionate 2 persone delle 1227 verifiche effettuate. 284 controlli anche presso esercizi commerciali dove tutto è risultato in regola.

È scomparso ieri Giorgio Buratti, presidente dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino e vicepresidente di Confcommercio Trentino.

Giorgio Buratti ha interpretato in modo autenticamente entusiasta, con intuizione, competenza e passione sia il ruolo di esercente che quello di rappresentante di categoria; è stato autore e protagonista di numerose iniziative a tutela del settore, per promuovere l’ospitalità e il turismo del Trentino e per garantire dignità ad una professione che amava molto.

Esercente dal 1965 e sommelier professionista dal 1973, docente in numerosi enti formatori della provincia, Buratti curava con estrema dedizione la crescita qualitativa del settore che rappresentava, a 360 gradi: dalla formazione scolastica a quella professionale, dagli apprendistati ai progetti più innovativi.

Buratti è socio fondatore dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino, costituita il 2 maggio 1984 e presidente fin dalla sua costituzione. È stato membro della Giunta nazionale di Fipe dal 1988 al 2014, ente nel quale ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente dal 2001 al 2009. Vicepresidente di Fondo Est dal 2013 al 2015, tre volte presidente dell’Ente bilaterale del turismo del Trentino (dal 1994 al 1995, dal 1998 al 2002, dal 2005 al 2007), ente nel quale ricopriva attualmente la carica di vicepresidente dal 2018, Buratti è stato anche tra i fondatori dell’Ascom Trento: entrò nel Consiglio direttivo dal 1982 al 1984 e successivamente nella neonata Unione commercio turismo e servizi.

Attualmente, oltre alla presidenza dell’Associazione e alla vicepresidenza di Confcommercio Trentino, sedeva nel Consiglio nazionale di Fipe, nel Consiglio della Camera di Commercio di Trento e nel cda di Ucts Trento, di Seac, Seac Leasing, Terfin, Servizimprese.

«Abbiamo perso prima di tutto un amico – ricorda il presidente di Confcommercio Trentino Giovanni Bort – con il quale abbiamo condiviso un percorso all’interno dell’associazione. Perdiamo il suo grande entusiasmo e la sua acuta passione che impiegava per sostenere e aiutare un settore che amava e all’interno del quale era un professionista riconosciuto e stimato.

È un momento molto doloroso per la nostra Associazione ma io direi anche per tutto il sistema economico trentino, in particolare per il turismo: ricordo ancora le lunghe riflessioni, i dibattiti, i reciproci confronti per promuovere l’idea stessa di ospitalità della nostra provincia.

Un obiettivo che Giorgio coltivava autenticamente e con convinzione, assieme alle altre battaglie che ha condotto negli anni. Una su tutte, quella sulla sicurezza: era consapevole del fatto che la categoria che rappresentava costituiva (e costituisce tuttora) un bersaglio frequente per episodi di grande e piccola delinquenza. Se oggi il tema della sicurezza è almeno nell’agenda della discussione pubblica mi piace credere che in parte sia anche merito suo».

«Chiunque abbia conosciuto, anche per brevi istanti, Giorgio Buratti – commenta il direttore di Confcommercio Trentino Giovanni Profumo – non può non sentire il dovere di riconoscergli la grande passione che poneva in tutti i progetti e le questioni che seguiva oltre ad una vitalità non comune dal punto di vista dell’inventiva: sapeva cogliere l’essenza dei problemi e proporre con originalità soluzioni innovative che il più delle volte erano risolutive. Amava profondamente il suo lavoro e il suo ruolo di rappresentante di categoria, che viveva quasi come una vocazione.

Difendeva strenuamente l’orgoglio della sua professione e cercava di accrescerlo e tutelarlo con ogni mezzo. Ci ha lasciato sicuramente un protagonista della vita associativa e dell’economia di questa nostra provincia».

Duole constatare che “l’ansia da prestazione” di qualche Essere Umano abbia tratto in inganno anche lo spesso puntuale giornale online “Il Dolomiti”.

Infatti, in un recentissimo articolo pubblicato dalla stessa testata si millanta che: “la Pat stanzia 260.000 € di fondi pubblici per coprire le spese legali della vicenda Kaswalder-Pruner. Le opposizioni confermano le richiesta di dimissione del Presidente del Consiglio”.

Ora, nel mio semplice ruolo di consigliere provinciale constato che evidentemente qualche collega, più Essere Umano che attento al corretto passaggio di informazioni ad una testata, forse, a lui amica, non vi sia niente di più errato, di più confuso, di più tendenzioso al “surriscaldamento” dell’opinione pubblica. Quanto dichiarato infatti nell’articolo di cui si è citato integralmente il titolo non fa assolutamente riferimento ad affari concernenti alla Giunta Provinciale e/o alla Provincia stessa ma bensì ad affari di assoluto interesse del Consiglio Provinciale; organo indipendente per autonomia decisionale. Il documento fotografato e parte integrante dell’articolo di cui si è detto è uno spezzone della nota integrativa della proposta di assestamento del bilancio di previsione 2020-22 dell’organo Consiglio Provinciale. Tale documento è stato approvato questa mattina nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi Consiliari del Consiglio provinciale di Trento con alcune astensioni ed “un’Essere Umana contrarietà”.

Nel concludere, dimostrando la mia personale vicinanza alla testata giornalistica “Il Dolomiti” che accomuna nel suo articolo “il” e nel suo logo un quotidiano che sono avvezzo leggere (Il Giornale), mi permetto di sfatare umilmente quanto riportato nell’articolo, del cui titolo sopra abbiamo parlato, e di dimostrare nuovamente la mia personale stima e il mio personale apprezzamento all’amico autonomista el Presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswalder.

 

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Luca Guglielmi

Consigliere Provinciale Fassa

 

Vanessa Masè, Consigliere della Civica ha presentato una mozione che prevede l’impegno della Provincia nei riguardi dell’ospedale di Tione perché siano ottemperati gli impegni assunti con il protocollo sottoscritto nel 2016, che prevedeva una serie di impegni che miravano a renderlo “punto di riferimento provinciale per definite casistiche elettive e selezionate nel contesto di dipartimenti medico, chirurgico e ortopedico”. L’emergenza COVID ha visto l’Ospedale di Tione rispondere egregiamente alla crisi sanitaria di questi mesi: il personale ha avuto la capacità di convertire in tempi brevissimi la propria struttura per meglio rispondere a questa inaspettata e difficile circostanza critica, e ciò una volta di più ha fatto emergere la necessità di dare compimento e portare a completamento tutti gli impegni presi nel 2016, e che avevano trovato negli scorsi anni una risposta solo parziale. .

Il Consigliere, facendo proprie le esigenze emerse, ha evidenziato la necessità di verificare, anche alla luce delle mutate condizioni, quali siano al momento le risposte concrete possibili evidenziando l’importanza di potenziare la medicina territoriale e soprattutto la medicina preventiva. Il dispositivo della mozione pone alla Giunta l’impegno a “proseguire nell’attuazione degli impegni assunti con il protocollo in materia di sanità sottoscritto nel 2016 con la comunità delle Giudicarie e a potenziare, anche in attuazione di quanto previsto dal c.d. Decreto rilancio n.34/2020, i livelli di assistenza erogati dall’ospedale di Tione e la rete dell’assistenza territoriale delle Giudicarie”.

Nel corso del dibattito il Consigliere ha tenuto a precisare che la valorizzazione delle specificità degli ospedali periferici e la loro funzione come collettori per la medicina di base e del territorio vale per tutti, perché se c’è una cosa che questa pandemia ha insegnato è che va assolutamente salvaguardata la funzione degli ospedali territoriali, come presidi che possano fornire un valido supporto nelle cure primarie e nello stesso tempo ad ognuno di essi va riconosciuta la propria specificità e che questa vada assolutamente valorizzata.

 

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Gruppo Consiliare Provinciale
La Civica

 

 

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Proposta di Mozione n.

Per la valorizzazione dell’Ospedale di Tione

Nel 2014 la allora Giunta provinciale di Trento, con una propria delibera (2114/2014), approvò le linee di indirizzo per il riordino della rete ospedaliera dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS), che mirava, tra le altre cose, alla razionalizzazione della rete ospedaliera e allo sviluppo dei servizi territoriali favorendone l’integrazione.
Tale razionalizzazione del sistema avrebbe dovuto significare che ogni elemento di esso, ospedali grandi e piccoli, ambulatori e strutture private potessero concorrere, fatti salvi i servizi essenziali e di medicina territoriale ovunque garantiti, a sviluppare una propria eccellenza: ad esempio la traumatologia a Cavalese e Tione, vista la collocazione di queste strutture in territori a spiccata vocazione turistica, sciistica e di escursionismo estivo.

Il disegno sembrava dovesse rappresentare la valorizzazione delle specificità delle strutture mantenendo un buon livello di efficienza anche nelle risposte da dare ai territori, fornendo servizi in collegamento con la medicina di base.

Nella delibera del 2014, per l’Ospedale di Tione in particolare, si prevedeva una valorizzazione come “punto di riferimento provinciale per definite casistiche elettive e selezionate nel contesto di dipartimenti medico, chirurgico e ortopedico”, cosa che richiedeva un ampliamento degli spazi dedicati.

Nel 2016 venne concordata, anche a fronte di una promessa di valorizzazione e potenziamento di altri servizi dell’ospedale, la chiusura del punto nascite, con la firma di un protocollo che prevedeva, anche nel breve periodo, una serie di impegni da parte dell’Azienda sanitaria e della Provincia autonoma di Trento.

Affinchè la Provincia ottemperasse agli impegni assunti, l’ospedale di Tione ha atteso che avvenisse una ristrutturazione atta a rendere più funzionali e rispondenti ai requisiti di sicurezza gli spazi ed i locali e, anche per meglio rispondere ai cambiamenti organizzativi, nel dicembre 2019 la Giunta ha approvato un cronoprogramma di spesa con il finanziamento di interventi per l’adeguamento degli spazi di ortopedia-chirurgia, di fisiatria e Trentino emergenze e degli spazi per le cure intermedie.

L’emergenza COVID ha determinato, in brevissimo tempo, la rapidissima riorganizzazione dei sette ospedali trentini, tra cui, ovviamente, anche quello di Tione, che ha risposto con una versatilità e disponibilità pressoché immediata, riorganizzando l’ospedale nel giro di 24 ore, per accogliere pazienti Covid.
Ora, che ci si proietta nella “fase 2”, è tempo di riconvertire la struttura ed ovviamente sarà necessario adeguare i protocolli ospedalieri anche secondo quanto si è avuto modo di apprendere e praticare durante la fase di emergenza della pandemia.

Questo prevede anche un’attenta analisi delle nuove istanze ed una ricognizione dei “punti in sospeso“ del Protocollo del 2016 tra APSS, PAT e Comunità delle Giudicarie in merito alla riorganizzazione dell’Ospedale tionese. Ciò va fatto anche perché questo periodo convulso dal punto di vista sanitario, ha palesato la necessità di riportare al centro del discorso sanitario i territori, con la riconsiderazione della medicina territoriale e della continuità assistenziale con progetti di integrazione tra ospedale e territorio, rivolti in particolare alla gestione della cronicità, ma anche di servizi tesi a rafforzare le politiche di prevenzione.

Considerando inoltre che nel programma della presente legislatura vi è l’impegno a promuovere e valorizzare sia la medicina territoriale che la continuità assistenziale, in considerazione anche delle istanze espresse dalla Comunità delle Giudicarie in merito al destino del proprio ospedale,

il Consiglio Provinciale impegna la Giunta Provinciale :

a proseguire nell’attuazione degli impegni assunti con il protocollo in materia di sanità sottoscritto nel 2016 con la comunità delle Giudicarie e a potenziare, anche in attuazione di quanto previsto dal c.d. Decreto rilancio n.34/2020, i livelli di assistenza erogati dall’ospedale di Tione e la rete dell’assistenza territoriale delle Giudicarie.

 

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Consigliere provinciale
Vanessa Masè

Trentino Film Commission, ecco i progetti approvati nella prima call. Le prossime scadenze del Film Fund sono il 30 giugno e il 22 settembre 2020.

Trentino Film Commission nel primo bando 2020 ha approvato 6 progetti, suddivisi in 3 produzioni cinematografiche e televisive, un documentario e 2 produzioni locali.

“Sappiamo che il settore del cinema e delle produzioni ha subito una forte battuta di arresto con l’emergenza Coronavirus – spiega l’assessore alla cultura Mirko Bisesti – e il nostro auspicio è che al più presto possano riprendere quelle produzioni di qualità che hanno fatto conoscere alcuni luoghi incantevoli del nostro Trentino in tutt’Italia.

Nel frattempo l’attività della Film Commission non si è certo fermata e ha selezionato le opere del primo bando. Seguendo requisiti precisi che sono quelli di sostenere una spesa sul territorio pari ad almeno il 150% del contributo richiesto e assumere professionisti locali per almeno il 20% della troupe, anche se sappiamo bene che i dati effettivi relativi alle spese sostenute dalle produzioni hanno dimostrato che l’introito è spesso più alto, fino a quattro volte il contributo ricevuto. Un plauso poi per l’attenzione all’ambiente – conclude l’assessore Bisesti – grazie al disciplinare T-Green Film che assegna un punteggio specifico alle produzioni che scelgono la strada della sostenibilità in campo cinematografico”.

 

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Produzioni cinematografiche e televisive:

Chiara Lubich – Il mondo come una famiglia
Regia: Giacomo Campiotti
Produzione: Casanova Multimedia spa
Si tratta di un tv movie realizzato da Rai Fiction insieme a Casanova Multimedia in occasione del centenario di Chiara Lubich.

 

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Notti in bianco e baci a colazione
Regia: Francesco Mandelli
Produzione: Red Film srl
Film tratto dall’omonimo romanzo di Matteo Bussola che racconta la paternità con un punto di vista originale e un linguaggio fresco.

 

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Il Divin codino
Regia: Letizia Lamartire
Produzione: Fabula Pictures srl
Il film racconta la vita di Roberto Baggio, il calciatore italiano più amato di sempre.

 

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Produzioni di documentario:

Life on Mart
Regia: Katia Bernardi
Produzione: Eie Film srl
Critici, curatori, progettisti, archivisti, esperti di conservazione e didattica saranno le guide esclusive, in un percorso che condurrà il pubblico ad apprezzare i capolavori del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

 

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Produzioni locali:

Undercut III
Regia: Mario Barberi
Produzione: GiUMa Produzioni
Torna la serie prodotta da GiUMa Produzioni, dedicata al lavoro dei boscaioli nelle aree colpite dalla tempesta Vaia.

 

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The Kings of tuna
Regia: Mario Barberi
Produzione: GiUMa Produzioni
Nuova serie factual prodotta dalla trentina GiUMa Produzioni e dedicata alla pesca in tonnara in Sardegna.

Il Consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi ha depositato oggi un’interrogazione per segnalare alla Giunta provinciale la necessità urgente della riapertura dei Servizi riabilitativi ambulatoriali per l’infanzia.

Le fasce più giovani della popolazione sono state le grandi dimenticate di questi mesi, scivolate dietro a questioni ogni volta più urgenti e più grandi. Così, la gravità della pandemia, il fatto che il virus le colpisse con percentuali marginali, che il loro stare a casa non compromettesse l’economia del paese, che da loro non dipendesse il sostentamento della propria famiglia, ha fatto arretrare i più piccoli, un passo alla volta, nella gerarchia delle urgenze, portando le loro necessità in coda a quelle degli altri.
E questo non vale solo per la scuola.

È accaduto anche nell’ambito dei Servizi riabilitativi ambulatoriali per l’infanzia, la cui attività è sospesa ininterrottamente dal 10 marzo scorso. Si tratta di servizi accreditati dalla Provincia, fondamentali per aiutare i più piccoli e le loro famiglie a superare disagi, paure, traumi e a dare risposte professionali ai bisogni psicologici che la crescita, ed anche un evento come la pandemia Covid-19, possono far insorgere.

“Con questa mia interrogazione non mi interessa tornare indietro ma piuttosto chiedere oggi alla Giunta provinciale di attivarsi immediatamente affinché si ponga rimedio ad un ritardo e ad un vuoto di programmazione che ha già comportato e sta comportando una crescente condizione di sofferenza agli utenti e alle loro famiglie. Bambini e famiglie lasciati soli da una parte e dall’altra operatori professionali continuamente sollecitati da richieste e speranze di intervento ma privi di alcuna possibilità di fornire supporto concreto a situazioni spesso stremate” – dichiara Olivi – “E’ una situazione che non deve proseguire oltre e quindi chiedo alla Giunta di emanare con urgenza indicazioni-protocolli per la corretta riapertura in sicurezza di questi importanti servizi forniti alle famiglie e agli istituti scolastici”.

 

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Interrogazione a risposta scritta n.

Servizi riabilitativi ambulatoriali per l’infanzia: è urgente la riapertura

Lo abbiamo purtroppo letto molte volte: le fasce più giovani della popolazione sono state le grandi dimenticate di questi mesi, scivolate dietro a questioni ogni volta più urgenti e più grandi.

Così, la gravità della pandemia, il fatto che il virus le colpisse con percentuali marginali, che il loro stare a casa non compromettesse l’economia del paese, che da loro non dipendesse il sostentamento della propria famiglia o l’accudimento degli anziani le ha, un passo alla volta, fatte arretrare nella gerarchia delle urgenze, portando i più giovani e le loro necessità in coda a quelle degli altri.

Non è questa la sede per chiarire se si sarebbe potuto (o dovuto) fare meglio, è però importante che, almeno in questa seconda fase di graduale riapertura, le necessità dei più piccoli non finiscano di nuovo per perdere rilevanza. Se infatti per quanto riguarda le lezioni, la socializzazione scolastica e l’educazione formativa, l’ormai prossima chiusura delle scuole proietta a settembre i termini entro i quali farsi trovare pronti, ci sono molti altri bisogni ai quali è bene venga dato quanto prima ascolto e riscontro.

È il caso dei Servizi riabilitativi ambulatoriali per l’infanzia, la cui attività risulta sospesa dal 10 marzo scorso. Servizi che, già accreditati dalla Provincia, sono fondamentali per aiutare i più piccoli e le loro famiglie a superare disagi e paure collegati alla crescita, e a dare risposte professionali ai bisogni psicologici che anche un evento come la pandemia Covid-19 ha risvegliato.

Tuttavia, da quando ha avuto inizio la cosiddetta “Fase 2”, non sono state emesse dall’APSS o dall’Assessorato competente indicazioni o prospettive chiare in merito ai tempi e alle modalità di riapertura. Un ritardo che comporta una enorme sofferenza degli utenti e delle loro famiglie, e che pone i Servizi e i suoi operatori nella spiacevole situazione di essere continuamente sollecitati dagli interessati con legittime richieste e speranze di intervento, senza essere nelle condizioni di rispondere positivamente né di programmare un’effettiva ripartenza della presa in carico dei bambini.
Una sospensione che finisce per gravare non solo sui giovani utenti, ma sui Servizi stessi, che ricevendo per parte pubblica l’erogazione del finanziamento a seguito della rendicontazione dell’attività svolta, non hanno ancora avuto alcuna istruzione di come tener conto dei mesi durante i quali non è stato possibile erogare prestazioni a causa della chiusura forzata per l’emergenza.

Tutto ciò premesso, ribadito quanto la tempestività della diagnosi e la regolarità dell’intervento siano importanti per una soluzione positiva nei quadri dei disturbi psicologici legati allo sviluppo; e segnalato il rischio di conseguenze negative di questa prolungata, e ad oggi forse anche immotivata, chiusura dei Servizi tanto importanti per la salute dei bambini e delle famiglie,

interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

1. per quale ragione i Servizi riabilitativi ambulatoriali per l’infanzia siano stati lasciati così a lungo senza le necessarie indicazioni su come e quando operare;

2. se intende emanare con urgenza indicazioni-protocolli circa la corretta riapertura in sicurezza di questi importanti servizi forniti alle famiglie e agli istituti scolastici;

3. se, vista la situazione di emergenza, intende apportare modifiche alla convenzione con le strutture accreditate all’erogazione dei servizi riabilitativi ambulatoriali per l’infanzia, tenendo conto della chiusura forzata che di fatto non ha permesso lo svolgimento dell’attività.

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.

 

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consigliere Alessandro Olivi

Grande successo per “Il suono dei libri”, l’iniziativa realizzata dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento con il sostegno di ITAS, rivolta soprattutto ai bambini.

I primi audio-libri, già disponibili sul canale Spreaker del Muse (https://www.spreaker.com/user/muse-on-air) sono stati seguiti da oltre 4.000 ascoltatori.

Le storie narrate, lette e interpretate ad alta voce, accompagnano grandi e piccini in viaggi lontani, alla scoperta degli animali e delle avventure del bosco. Un appuntamento a cadenza settimanale, ogni giovedì alle 17.30, che invita i più piccoli a sprigionare la propria immaginazione: l’invito è quello di disegnare durante l’ascolto e inviare le proprie creazioni all’indirizzo mail: storieadisegni@muse.it.

ITAS ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa che, dedicata in particolare ai più piccoli, sta contribuendo a supportare le famiglie in questo periodo di forzata inattività.
Grazie alle storie e alle attività collegate infatti, bambini e genitori vengono coinvolti in un vero e proprio gioco educativo che li aiuta a sviluppare creatività, fantasia e attenzione.

La rassegna “sonora” si è aperta con “Il segno dello stambecco”, di Giorgia Cappelletti, una storia ambientata nel sito archeologico di Riparo Dalmeri (Piana di Marcesina, a Grigno), che ci riporta al tempo dei cacciatori paleolitici.

A seguire, sono andate in onda le letture sonore di “Shinta il lupo”, che parla dell’incontro tra una bambina e un lupo sulle rive dei laghetti del Colbricon, nel Lagorai, “La magia del flauto”, ambientata a Riparo Gaban (Martignano, TN), “La mia amica ape Rina” di Alessio Kogoj, che racconta l’amicizia tra un apicolture e Rina, un’ape straordinaria, “Il gigante bianco”, di Maria Liana Dinacci, l’avventuroso viaggio di due fratelli, Olivia e Tobia, alla scoperta delle vette alpine tra neve, freddo e mirabolanti scoperte, e “La prova di Keira”, ambientata nell’antico villaggio palafitticolo del lago di Ledro.

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