Mancato rientro: ritrovato senza vita l’uomo disperso sull’altopiano di Folgaria.
Dopo la bonifica della valanga che si è staccata questa mattina in Marmolada, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino è stato allertato nel primo pomeriggio per partecipare alla ricerca di una persona sull’Altopiano di Folgaria, cominciata nel corso della mattinata. Purtroppo il corpo senza vita dell’uomo, del 1963 e residente a Folgaria, è stato ritrovato poco prima delle 20 alla base di un salto di roccia nei boschi attorno a passo Sommo. Fatale per lui una scivolata che lo ha fatto precipitare per decine di metri in uno strapiombo, dopo essere uscito per cercare il suo cane che si era allontanato. La salma è stata recuperata dall’elicottero e portata alla camera mortuaria della casa di riposo di Folgaria.
Gli operatori delle Stazioni Altipiani, Rovereto, Ala, Levico e Riva del Garda e le unità cinofile del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino si sono uniti alla ricerca nel pomeriggio, collaborando con i Vigili del Fuoco, il cane molecolare della Scuola provinciale Cani da Ricerca e Catastrofe, la Croce Rossa, il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto di Arsiero e i Carabinieri. Con il ritrovamento della macchina in località Grimen (zona Forte Cherle), le ricerche si sono focalizzate nei boschi attorno, impiegando anche i droni dei Vigili del Fuoco e l’elicottero per un sorvolo dall’alto. Poco prima delle 19 il cane è stato ritrovato vivo ma solo, mentre la traccia seguita dal cane molecolare portava in prossimità di una parete strapiombante. Con delle calate di corda i soccorritori sono arrivati alla base della parete di roccia dove è stato ritrovato il corpo senza vita dell’uomo. Dopo il nullaosta delle autorità, l’operazione di recupero della salma è stata effettuata dall’elicottero con il supporto della squadra di terra e si è conclusa verso le 20.45.

Li ha definiti il comitato di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro guidati dagli assessori Spinelli e Segnana. Elaborati i protocolli di sicurezza per commercio al dettaglio e all’ingrosso, ristorazione e bar.

Continua il lavoro no-stop del Comitato di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro della Provincia autonoma di Trento, che ha elaborato e condiviso nelle ultime ore due protocolli relativi a settori economici di estrema importanza e attualità, contestualmente al dibattito in corso sulla possibilità delle riaperture. Ieri, infatti, il Comitato presieduto dall’assessore Achille Spinelli su delega dell’assessore Stefania Segnana, ha approvato due nuovi protocolli per i settori del commercio al dettaglio e all’ingrosso e della ristorazione e bar; alla riunione era presente anche l’assessore Roberto Failoni.

I protocolli di sicurezza sul lavoro agevolano la possibilità di riapertura, poiché prevedono in dettaglio cosa debbano fare le imprese per gestire al meglio il rischio e tutelano la salute dei lavoratori. Nella redazione dei protocolli si è tenuto conto dei documenti che il Comitato Interregionale Prevenzione sta facendo circolare tra gli addetti ai lavori di Regioni e Province autonome, in previsione di inviare all’INAIL il canovaccio che lo stesso Istituto utilizzerà per le Linee Guida da emanare a livello nazionale.

Sono stati anche revisionati due protocolli, quelli degli ambiti foreste e ristorazione d’asporto, per renderli compatibili con le previsioni delle ordinanze del presidente della Provincia del 2 e del 6 maggio scorsi. In particolare, in riferimento alla speciale quarantena da effettuare direttamente nei cantieri forestali per i lavoratori stranieri che entrano in Italia per attività collegate alla tempesta Vaia; per quanto riguarda la ristorazione d’asporto la revisione prevede la possibilità di accedere all’esercizio anche senza prenotazione, ad esempio per la ristorazione ambulante o per i prodotti a veloce consumazione, nonché la possibilità di consumare all’esterno. Si pensi, ad esempio, ad alimenti e bevande a consumo veloce, caffè, gelateria, bevande, pasticceria.
I protocolli sono stati sottoscritti oggi dal presidente del Comitato, l’assessore Stefania Segnana, e saranno pubblicati sul sito della Provincia, in maniera che lavoratori e imprese interessate possano utilizzarli per gestire idoneamente il rischio Covid-19 in previsione e preparazione delle prossime aperture.

Il protocollo ristorazione, oltre alle note previsioni del protocollo generale, si concentra sulla formazione degli operatori, sulla sanificazione degli ambienti e delle superfici a maggior contatto, sul lavaggio frequente delle mani, sulla necessaria riorganizzazione degli spazi e del lavoro. Ad esempio, nelle sale da pranzo, nei ristoranti e nei bar, i tavoli dovranno essere posizionati in modo che la distanza tra il dorso di una sedia e il dorso dell’altra sedia sia maggiore di 1 m e che i clienti che sono rivolti l’uno verso l’altro siano distanziati da almeno 1 metro, anche lateralmente. Opportuno sarà anche utilizzare posti a sedere sfalsati. Il distanziamento allo stesso tavolo non è necessario se i clienti sono conviventi. Nell’organizzare l’attività il titolare dovrà definire la capienza massima di clienti negli spazi. Al fine di ottimizzare l’attività stessa, si potranno eventualmente organizzare più turni con più servizi. Per ora nessuna precisazione di numero massimo di persone per superficie, si è ritenuto infatti lasciare che i titolari possano valutare la capienza secondo la reale forma dei locali e degli arredi, garantendo i requisiti del distanziamento.

Per quanto riguarda il commercio, sempre in aggiunta alle ormai note questioni generali, si evidenziano gli aspetti relativi all’aerazione degli ambienti, disattivando rigorosamente le funzioni di ricircolo, garantendo i ricambi d’aria naturale, segnalando gli spazi e definendo il distanziamento anche tramite strisce a terra, cartelli o transenne, con la precisazione che deve essere garantito il distanziamento non solo tra i clienti, ma anche tra cliente e commessi. Nei casi dove questo non sia possibile, oltre a mascherine e guanti, si dovranno utilizzare anche occhiali o schermi facciali, oppure pareti distanziatrici come quelle in plexiglas. Si ricorda poi la disposizione del DPCM del 26 aprile scorso, che limita la presenza di un cliente e massimo due lavoratori per i piccoli esercizi commerciali fino a 40 mq.

Nei protocolli viene spiegata l’importanza dell’igiene, con informazioni pratiche e concrete di come usare alcool o candeggina opportunamente diluiti con acqua per le operazioni di sanificazione contro il Covid-19 e di come gestire correttamente i rifiuti. Il lavoro del comitato proseguirà la prossima settimana: in calendario vi sono i protocolli delle strutture ricettive e del turismo, dei servizi alla persona, degli studi professionali e una importante revisione del protocollo generale. E’ stata anche considerata la necessità di approfondimenti sul tema della privacy nelle comunicazioni sulla salute dei lavoratori e sulla classificazione del rischio secondo le diverse tipologie di attività, con un addendum specifico per i servizi e gli uffici.

“Da parte della giunta un atteggiamento di profonda maturità istituzionale”, è con queste parole che il Capogruppo della Lega Salvini Trentino, Mara Dalzocchio, ha parlato all’aula consiliare nel corso della discussione e approvazione del DDL 55. “Credo sia apprezzabile il fatto che questo ddl non solo stanzi degli aiuti al comparto economico-produttivo e lavorativo trentino, ma che getti le basi per il Trentino di domani, che sarà inevitabilmente diverso, anzi molto diverso da quello di pochi mesi fa.

La valutazione politica riguarda il fatto che larga parte di questa manovra risponde ad una visione di medio termine. Essa, come dicevo poc’anzi, non si limita cioè a sostenere i soggetti e realtà in difficoltà – operazione a dir poco urgente, intendiamoci, ma non sufficiente nelle condizioni attuali -; il provvedimento va infatti oltre, gettando le basi per un processo di ricostruzione, rilancio e riposizionamento della società e dell’economia locale che faccia leva sui punti di forza del Trentino per affrontare le criticità strutturali e promuovere, al contempo, soluzioni innovative per una nuova stagione di sviluppo che si fondi sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

Il Capogruppo Dalzocchio ha poi aggiunto: “In altre parole, se la tempestività della Giunta Fugatti si è già vista con la Legge approvata a marzo, con questa manovra emerge un passaggio se possibile ancora più positivo di questa Amministrazione: la sua lungimiranza. Si badi che per lungimiranza, in questo caso, non s’intende soltanto «guardare lontano» – nell’accezione finora usuale -, ma anche se non soprattutto «guardare nel nuovo», laddove lo stesso termine «nuovo» sta ad indicare due aspetti: un rinnovato scenario economico nazionale e internazionale e la necessità di progredire in semplificazione e digitalizzazione, tappe che se prima erano quasi facoltative ora sono obbligate per chiunque, dal cittadino all’impresa fino, naturalmente, alle istituzioni”.

Ripartire con nidi e scuole dell’infanzia e aiutare i maturandi. Ecco come. Con questo emendamento si possono riaprire nidi e scuole dell’infanzia.

Servizio svolto a piccoli gruppi di massimo quattro bambini, in sicurezza, prevalentemente all’aperto dando la preferenza alle famiglie che non hanno nessuna possibilità di restare a casa per accudire i figli.

Inoltre si prevede per gli studenti che dovranno fare gli esami di maturità e per la qualifica professionale di poter usufruire di attività di consulenza per aiutarli a preparare esame.

Attività da svolgere in presenza a scuola in gruppi di massimo sei bambini. Si tratta di azioni assolutamente urgenti, fattibili e sopratutto attese da famiglie e ragazzi.

Forse serve un po’ di coraggio e di buona volontà.

 

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Ugo Rossi

Consigliere Patt provincia Trento

 

 

 

 

Consiglio provinciale ancora impegnato nella discussione generale al disegno di legge 55. Sono salite a 36 le proposte di ordine del giorno. 50 gli articoli da discutere.

Il Consiglio provinciale ha proseguito nel pomeriggio la discussione generale del disegno di legge 55, che reca le nuove misure di sostegno a imprese e famiglie per contrastare le conseguenze del Covid-19. Alle 18.30, dopo 8 ore di aula, sono ancora iscritti a parlare in discussione generale 5 consiglieri, mentre sono saliti a 36 gli ordini del giorno depositati. L’esame è ancora lungo.

 

Dallapiccola: l’ipocrita “deLEGAcentrismo” della Giunta e alcune idee che si sarebbero potute mettere in atto subito
La discussione generale è ripresa nel pomeriggio con l’intervento del consigliere Michele Dallapiccola (Patt), che ha fatto alcune considerazioni sul metodo “centralista” adottato dalla Giunta nel confezionare queste norme in una sorta di “deLEGAcentrismo” dell’Esecutivo definito “ipocrita”, con un termine per sua ammissione “forte”. Si sarebbe potuto fare molto di più, ha aggiunto, di quanto abbiamo potuto noi consiglieri di minoranza e anche le parti sociali alle quali è stato dato poco spazio in queste norme. Si sarebbe potuto cogliere l’occasione di questo momento difficile per mettere in atto alcune manovre straordinarie e temporanee per aiutare alcuni settori che saranno in difficoltà nel tempo. Il piano di sviluppo rurale, ad esempio, slitterà almeno fino al 2023 con evidenti, inevitabili ripercussioni. Quello attuale, benché svuotato di risorse, è però tuttora presente e si potrebbe semplicemente rimpinguarlo per permettere di compiere molte misure, quella particolarmente attesa degli investimenti in primis, poi quella dell’irrigazione, oppure quella delle bonifiche che va di passo con la valorizzazione dei giovani in agricoltura sulla quale tutti sono d’accordo. Il Trentino avrebbe potuto diventare in questo frangente un modello ad esempio nella gestione dei grandi carnivori e lo potrebbe diventare nella gestione della sfida epocale del turismo, che incontrerà oggi una situazione del tutto inedita per un territorio che aveva in questo comparto saputo sviluppare una grande capacità di attrazione. I grandi assembramenti sono preclusi e allora possiamo pensare di offrire una capacità di ospitare in modalità ridotta, che arrivi almeno a coprire le spese in questo momento così drammatico: una montagna turistica, ma marginale, naturalistica, sostenibile, capace di immaginare un rilancio. Non siamo contrari alla riforma, ha aggiunto a questo proposito Dallapiccola, ma in questo momento sarebbe sbagliato imporre un cambiamento che potrebbe determinare riverberi negativi di natura politica ed economica.

 

Olivi: tutela imprese, salvaguardia occupazione e redditi delle famiglie in difficoltà i tre obiettivi condivisibili di questo ddl
Ha esordito evidenziando gli obiettivi che la Giunta si è prefissa con questo disegno di legge Alessandro Olivi (Pd) e li ha definiti “giusti e condivisibili”: la tutela imprese, il sostegno ai redditi delle famiglie in difficoltà e la salvaguardia dell’occupazione sono suo parere le priorità. Vediamoli singolarmente: le misure contenute nel ddl come sostegno alla liquidità e agli investimenti per le imprese sono condivisibili anche se le risorse sono troppo poche. Non c’è stata infatti l’auspicata iniezione dalle banche e il sistema finanziario non ha prodotto nuova liquidità, nemmeno a fronte di garanzie. In questo senso Olivi ha annunciato un emendamento che cerca di disintermediare il rapporto troppo rigido tra imprese e banche che mobiliti possibili fondi di finanziamento. Sulla soglia del numero di dipendenti che le imprese devono avere per accedere ai finanziamenti, occorrerà essere più flessibili, ha aggiunto, secondo un criterio in grado anche di riorientare le buone pratiche e aiutare le imprese a rimodellarsi e a riconvertirsi. Quanto alle famiglie e ai lavoratori: benissimo rivolgersi alla platea a cui non vengono tradizionalmente rivolte le tutele, con un rafforzamento del fondo sul lavoro e benissimo anche l’aumento dei fondi per le famiglie, che permette di intervenire anche sulle disuguaglianze sommerse, se è vera la stima che proietta una grave aumento di italiani che di qui ad ottobre scenderanno sotto la soglia di povertà. Sul turismo e le scelte di politica urbanistica Olivi ha rimarcato l’importanza di aver cancellato dal testo una norma che prevedeva di liberalizzare le attività commerciali nelle aree produttive. Il sistema alberghiero, ha aggiunto, ha bisogno di certezze sulla ripartenza, liquidità e modelli flessibili di lavoro. Infine, Olivi ha messo in evidenza un errore: della Giunta, laddove anziché approfittare di questa crisi per accelerare alcuni processi di transizione su saperi, competenze, servizi a sostegno delle piccole imprese, toglie soldi dalla Meccatronica.

 

Coppola: cogliere questa opportunità per cambiare il sistema, attenzione alal cultura e alle donne
Lucia Coppola (Futura) ha posto l’attenzione sull’importanza di riconquistare gli spazi spirituali ed etici in questa crisi e di cogliere questa opportunità per cambiare il sistema. La fatica di questi tragici mesi di reclusione forzata per tutti, lo abbiamo visto, ha comportato in compenso aria pulita, cielo limpido, pesci nei canali di Venezia, delfini che giocano su una spiaggia della laguna. Questo è accaduto un po’ ovunque nel mondo, a causa del passo indietro fatto dall’umanità. La fornitura di beni essenziali (farmaci e attrezzature) hanno messo in discussione l’idea che avevamo di globalizzazione, dal punto di vista del mercato e del capitale e tutto questo ci ha presentato il conto. Lo stesso dicasi per l’acuirsi delle disuguaglianze e delle asimmetrie tra le politiche comunitarie. Il disegno di legge in discussione ci pone di fronte a qualche preoccupazione perché riserva gran parte del sostegno allo sviluppo e alla competitività delle aziende, restano abbastanza al palo le famiglie e si sacrificano sanità e istruzione con semplici spostamenti di voci di bilancio. Altra voce sacrificata, a suo avviso, quella dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente, con tagli lineari importanti anche su questi capitoli. Nei due ordini del giorno presentati Coppola ha introdotto proprio questi argomenti, chiedendo maggiore attenzione ed auspicando un accoglimento, almeno parziale dei contenuti. Dopo questa pandemia qualche riflessione deve essere fatta, ha sostenuto, per definire gli ambiti sui quali puntare: ad esempio sul recupero di settori produttivi abbandonati a causa della concorrenza extraeuropea (il tessile ad esempio), sulla riduzione dei costi per chi investe in biopolimeri in sostituzione della plastica, sullo sfruttamento di residui e scarti per la produzione di nuove filiere, sul recupero di aree agricole per la produzione di biomasse e, non ultima, sulla valorizzazione della cultura e degli artisti che in questa pandemia sono tra coloro che più soffriranno per la cancellazione di eventi e spettacoli, un danno di proporzioni immense per i i singoli e anche per noi cittadini. Un appello finale: no ai pagliativi, sì a politiche di ampio respiro e una particolare attenzione alle donne che saranno le più penalizzate dalla crisi.

Ossanna: ddl condivisibile, bene ragionare per step
Lorenzo Ossanna del Patt ha apprezzato il clima collaborativo respirato nella seconda Commissione che ha esaminato il testo e che inaugura un nuovo approccio all’insegna della responsabilità e della collaborazione. Certo, si potrebbe fare di più, come sempre, ma questa manovra sarà seguita da altre dove si aggiungeranno risorse anche alla luce di maggiore consapevolezza sulle disponibilità. Bene il metodo di procedere per step, a suo parere. Evidente che il provvedimento è stato costruito con rapidità, per rispondere tempestivamente all’emergenza. Il tema dell’urbanistica mi sembra centrale, ha notato, per imprimere una semplificazione ed un’accelerazione in questo contesto. Ossanna ha anticipato di aver depositato alcune modifiche senza impatto economico che recepiscono istanze venute dal territorio e ha concluso augurandosi che il metodo di confronto si possa adottare anche in futuro, superando le logiche politiche.

Demagri: molta economia e poca sanità in questo disegno di legge
La consigliera Paola Demagri (Patt), ha elencato le numerose difficoltà di questi mesi e le conseguenti scelte che si sono dovute adottare, spesso anche in maniera tempestiva, cosa non facile. Positive sono state a suo parere le risposte dal punto di vista ospedaliero, mentre non è stata ottimale la performance delle RSA, quasi che l’assessorato si fosse dimenticato della sua funzione rispetto a questo servizio. Non dobbiamo nascondere la testa sotto la sabbia, ha aggiunto, perché a partire da quanto è accaduto è importante riprogrammare e dirci onestamente cosa non ha funzionato e rimodulare i servizi di conseguenza. Il disegno di legge in discussione è orientato quasi esclusivamente sulla parte economica, piuttosto che sanitaria, secondo una scelta che non condivido, ha detto. Inoltre, ha osservato, è un testo privo del coraggio che sarebbe servito nel mettere a disposizione più risorse per una ripartenza più rapida. Chiedo una semplificazione per le imprese, nell’accesso alle agevolazioni, perché allo stato attuale devono produrre una documentazione scoraggiante solo per accedere a un mutuo. Laddove si cita la medicina d’iniziativa, ha notato, è uno dei pochi punti in cui si parla di sanità e quello che chiedo è di cercare un accordo con i sindacati perché altrimenti sarà un fallimento dal principio. I 20 milioni tagliati alla sanità vengano usati per portare avanti le iniziative promosse da questo disegno di legge, ha suggerito, e si ascolti il grido di aiuto che viene dagli operatori sanitari.

 

Degodenz: dobbiamo supportare il rilancio di tutti e non lasciare indietro nessuno
Pietro Degodenz (UpT) ha esordito elogiando i trentini, dai semplici cittadini a quelli che ha chiamato “eroi civili”, per il comportamento adottato dagli uni e dai vari operatori sanitari e della protezione civile in questa grave situazione che stiamo vivendo. Ha poi espresso apprezzamento per l’approccio sistematico al disegno di legge in discussione, caratterizzato da un’importante operazione di confronto e di collaborazione. Ha quindi sottolineato la perdita preventivata del13% del Pil per il Trentino e l’atteggiamento ondivago dello Stato nelle ultime settimane che lasciano seri dubbi sulle risorse di cui potremo disporre. In un clima siffatto è importante dare fiducia alle imprese e ai cittadini con ogni mezzo, ha osservato. Siamo chiamati in questo contesto a supportare il rilancio di tutti e a non abbandonare nessuno, con una priorità che va data al comparto turistico, che ha definito “uno dei volani più importanti della nostra economia”. Degodenz ha concluso anticipando di aver predisposto alcuni atti politici di contributo alla ripresa, che illustrerà quando sarà il momento.

 

Zeni: buono il tentativo di alzare lo sguardo, manca però determinazione, serve un supplemento di riflessione sull’Amazon terntina
Luca Zeni (Pd) è tornato sul tema delle mascherine, che va a suo parere chiarito e ha ribadito che anche l’ultima ordinanza stabilisce che al chiuso c’è l’obbligo: non si comprende dunque perché in Consiglio questo obbligo non sia rispettato da tutti. Venendo al tema della seduta, Zeni ha ammesso di aver apprezzato nella relazione del presidente Fugatti, il tentativo di alzare lo sguardo e indicare una direzione, anche citando il contributo degli esperti. Tuttavia, il confronto con questi ultimi è stato a suo avviso una occasione persa, perché non è stata data loro un’indicazione chiara degli obiettivi. Manca, inoltre, una riflessione politica sul “come” si vogliono raggiungere certi obiettivi e l’impressione è che da questo testo ci si avvia troppo timidamente nelle direzioni indicate. Questa è la fase della ripartenza, che deve avvenire in maniera cauta, con particolare attenzione alla sicurezza sopratutto per quanto riguarda il lavoro. Nel disegno di legge la parte pregnante è quella del sostegno alle imprese, ha osservato, ed ha annunciato un ordine del giorno sulla semplificazione. Il tema delle riconversioni è affrontato in modo tiepido, senza entrare nel merito: a questo proposito servirebbero dei criteri di selezione che si è cercato di introdurre con degli emendamenti. Un supplemento di riflessione serve a suo avviso anche sull’Amazon trentina, sulla quale occorre chiarire bene l’obiettivo: se fosse una piattaforma commerciale 1 milione di euro servirebbe a molto poco, mentre se si trattasse di un semplice sito sarebbe troppo. L’invito è quello di correggere il testo in diversi punti con l’aiuto delle minoranze, sia nell’impostazione di fondo che nell’articolato.

 

Cavada: appello all’unità e al rispetto per ricostruire il Trentino
Gianluca Cavada (Lega) ha espresso apprezzamento per le strutture ospedaliere decisive nella fase della pandemia, anche quelle periferiche sulle quali occorre continuare a investire. Anche il turismo, ha aggiunto, deve essere valorizzato e sostenuto anche in previsione delle Olimpiadi 2026. Cavada ha rivolto un sentito ringraziamento alla Giunta e in particolare a Fugatti e Segnana per l’impegno profuso in questi mesi e per non essersi risparmiato, non solo dal punto di vista politico, ma anche umano. Le norme in discussione, confezionate in maniera urgente dall’Esecutivo ha molti punti di forza, non ultimo il tentativo di rinnovare e potenziare il sistema delle imprese e dell’economia trentina, in forma moderna, innovativa e competitiva. In questa direzione vengono previsti infatti sostanziali e coraggiosi finanziamenti alle imprese che puntano a digitalizzazione, potenziamento dei piani di internazionalizzazione, fusione e aggregazione di imprese, con l’obiettivo di un rilancio sul mercato del domani. Infine, il consigliere della Lega ha stigmatizzato l’occasione persa dalle minoranze che hanno messo in atto un atteggiamento polemico in questa dolorosa circostanza ed ha concluso richiamando tutti allo spirito di unità e rispetto indispensabili per ricostruire il Trentino ed aiutarlo a ripartire.

 

Moranduzzo: sostegno a tutti i comparti, i trentini ripartiranno più forti di prima
Devid Moranduzzo (Lega) si è unito al collega nei ringraziamenti alla giunta, ma in particolare al presidente Fugatti e all’assessora Segnana, per aver fatto fronte a questa sfida e alle difficoltà che questa sfida ha comportato. La situazione è precipitata velocemente e ha colto tutti impreparati e il Trentino è stata una delle aree più colpite d’Italia, per la sua posizione geografica. Dobbiamo valutare il modo in cui si è affrontata la crisi con i contagi che sono oggi tra i più bassi d’Italia a fronte di uno dei più alti numeri di tamponi effettuati. Il consigliere ha poi ricordato tutte le misure già messe in atto e quelle che si intendono introdurre con queste norme a sostegno delle famiglie e dei lavoratori e delle attività economiche fino a quando potranno ripartire. Tra quelle principali ha citato la copertura degli interessi per i prestiti bancari, l’accelerazione della procedura per l’accesso ai contributi e alle gare di appalto, il contributo a fondo perduto per le imprese da 0 a 9 dipendenti, l’aiuto per il pagamento degli affitti e aiuti per l’agricoltura, il turismo, il commercio e la ristorazione. Infine, una norma che ci permetterà di decidere in autonomia sulle riaperture perché giugno è troppo lontano. Rimbocchiamoci le maniche e i trentini ripartiranno più forti di prima, ha concluso.

 

Rossi: sostegno a Giunta e Alto Adige nella negoziazione con Roma e nel ricorso al debito. Un emendamento chiede di raddoppiare le risorse per le imprese e altri suggeriscono dei consigli a costo zero, “copiati” da Bolzano
Nessuno avrebbe pensato uno scenario simile, ha esordito Ugo Rossi (Patt), di trovarci cioè qui adesso a licenziare un disegno di legge che ha la doverosa ambizione di dare un sostegno a coloro che sono stati colpiti da qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato. In ogni caso essere cittadini trentini in un siffatto contesto è una grande fortuna, ha aggiunto, anche se occorre considerare che già prima di questa crisi eravamo in uno stato di sofferenza dal punto di vista economico. Ecco perché noi saremo legati in maniera indissolubile all’andamento dell’economia dell’Italia, cosa che non vale ad esempio per l’Alto Adige bilingue che sa stare a cavallo tra due mondi e può valorizzare al meglio i momenti di crisi. A Bolzano, per far capire il luvello di straordinarietà che stiamo vivendo, si prevedono tra i 50 e i 60.000 disoccupati, mentre in Italia si pensa che si arriverà a sfiorare il 160% del Pil. Cosa può significare questo? La caduta di gettito dovuta alla difficoltà della nostra economia si associa ad uno Stato che risponde a questa crisi facendo debito, un effetto pericolosissimo perché a livello nazionale si ricevono i trasferimenti, ma non a livello locale. Su questo dobbiamo unirci alla Giunta, ma anche all’Alto Adige e renderci conto che c’è un livello di responsabilità comune. Un altro aspetto fondamentale, variamente evidenziato da Rossi anche in tempi non sospetti, la possibilità di fare ricorso al debito. Questi due elementi sono il minimo sindacale per amministrare il Trentino del futuro e alimentare con una benzina efficace le azioni contenute anche in questo disegno di legge. Condivisibili gli obiettivi e anche gli strumenti messi dentro questa manovra, purché non diventino elementi di propaganda gratuita. Quello che non comprendo sono i 12 milioni in meno sulla scuola, quando sappiamo già che serviranno risorse in più, non certamente in meno, per questo settore. Confido nel finanziamento che verrà dall’assestamento, ha notato. Certo, ha aggiunto, per le imprese sono previsti 94 milioni di euro (contro i 150 milioni di Bolzano, che andranno alla metà del numero delle nostre imprese): forse sarebbe il caso di aumentare questa dotazione, ha aggiunto, anticipando un emendamento in questa direzione, che prevede il raddoppio delle risorse, trasferendole dal capitolo delle opere pubbliche, da coprire con il debito. Infine, Rossi ha chiesto a Fugatti di fare chiarezza sulla gestione del Covid a livello sanitario, approvando un piano ad hoc, condizione indispensabile per scrivere i protocolli di sicurezza sul lavoro. Un emendamento a costo zero, proposto dal suo gruppo e suggerito all’assessore Bisesti, interviene su scuole dell’infanzia e nidi prevedendo che se ne permetta la riapertura con un servizio a gruppi di quattro e precise indicazioni di sicurezza: sarebbe un’iniezione di fiducia alla comunità e un aiuto importante per le famiglie, sulla falsariga di quanto già si fa in Alto Adige. Anche per l’esame di maturità Rossi ha rivolto l’appello di “copiare” le misure dell’Alto Adige, notando che questa e quella precedente sono misure che lo Stato non impugna della legge di Bolzano.

 

Ambrosi: contesto drammatico, non possiamo trascurare il problema sociale
Alessia Ambrosi (Lega) espresso in primo luogo una riflessione sul disagio sociale provocato da questo virus sulle famiglie trentine. L’inclusione sociale è diventata un vero problema, perché è aumentato l’isolamento, con inevitabili problematicità e tragicità. Cosa possiamo fare per aiutare queste persone, i soggetti più fragili, nella fase due, si è chiesta? Sopratutto va a suo avviso gestito bene l’approccio all’utilizzo dei presidi, anche sui mezzi destinati all’accompagnamento dei disabili: in questo senso va un suo ordine del giorno. Ambrosi ha ringraziato in particolare l’assessora Segnana per aver permesso alle persone disabili di uscire in questo contesto così drammatico, dimostrando grande sensibilità ed attenzione a questi temi. Due emendamenti della Lega in materia urbanistica sono finalizzati a sostenere gli operatori economici e a rendere innovativa e competitiva la nostra provincia, ha anticipato, Quanto alle scuole Ambrosi ha apprezzato le proposte di babysitting, l’incremento alla didattica online e ai congedi parentali, pur osservando che nulla può sostituire la lezione in presenza, anche per nidi e scuole per l’infanzia. Infine Ambrosi ha ringraziato gli insegnanti, ma anche i papà e le mamme che stanno facendo del loro meglio per non far pesare ai loro figli i momenti drammatici.

 

Paccher: occorre maggiore concretezza
Pochi i contributi veri sull’argomento arrivati fin qui, dopo 8 ore di dibattito, ha osservato Roberto Paccher (Lega). Questa è una variazione di bilancio, qui serve maggiore concretezza, queste norme sono indispensabili per far sopravvivere le imprese e le famiglie, mentre qui si è parlato tanto senza dire assolutamente niente.

Giulia Zanotelli: “Sul Casteller nessun accenno a dimensioni dell’area diverse da quelle reali”.

“Spiace leggere sugli organi di stampa, e anche in alcune successive prese di posizione, affermazioni che non mi risulta di aver mai fatto a proposito delle dimensioni dell’area faunistica del Casteller, destinata ad ospitare orsi problematici. Ovviamente tutti possono sbagliare, a partire dalla sottoscritta. E se qualcuno mi darà una dimostrazione concreta di un mio errore sarò pronta a rettificare, sempre che non sia qualcun altro a doverlo fare”.

Così l’Assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, a proposito di alcune dichiarazioni che avrebbe rilasciato in occasione di conferenze stampa (peraltro nell’agenda dell’assessore non risultano incontri con i giornalisti in data 29 aprile 2019) e interviste in merito all’ampiezza dell’area faunistica che ospita attualmente l’orso M49.

Da una ricerca nei comunicati stampa della Provincia, non è emerso alcun accenno a dimensioni dell’area faunistica così rilevanti. Tanto che anche il sito dei Grandi Carnivori riporta, in due occasioni, le dimensioni reali del Casteller, pari a 8 mila metri quadrati. Qui i link:

LINK 1: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/News/L-orsa-Jurka-trasferita-stamani-al-Casteller

LINK 2: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/News/L-orsa-Jurka-va-in-Germania

Lorenzo Ossanna (PATT): pensiamo anche allo sport del Tennis!

La nuova ordinanza, emanata dal Presidente della Provincia, dà la possibilità di ritornare a praticare lo sport sia agonistico sia amatoriale.

Una anomalia è sicuramente rappresentata dalle regole del tennis, che, basate sul rispetto della sicurezza e della salute di chi pratica tale attività, portano ad un cortocircuito curioso: gli atleti possono allenarsi in coppia, mentre gli amatori non possono praticare questo sport che ha come base essenziale per la sua pratica la presenza di almeno due giocatori. Tuttavia, sul decreto si parla di sport da praticare in maniera individuale.

Alcuni presidenti regionali, come quello del Veneto, con le loro ordinanze hanno aperto l’accesso ai circoli di tennis del loro territorio, non si capisce perché non si possa, nel massimo rispetto delle direttive sanitarie emesse dagli organi competenti nazionali e locali, consentire la medesima opportunità anche ai residenti in Provincia di Trento.

“È indubbio  – afferma il Consigliere autonomista Lorenzo Ossanna – che il gioco del tennis, considerato a tutti gli effetti sport individuale, rimane uno dei più sicuri in quanto non prevede nessun contatto fra i giocatori. Inoltre, il tennis è uno sport che può essere gestito anche in maniera sicura. Infatti, in tutte le strutture presenti sul territorio, per poter giocare è necessaria la preventiva prenotazione del campo, permettendo di indicare giorno e ora evitando così pericolosi assembramenti.

Proprio per queste motivazioni – conclude Ossanna – se non sia opportuno permettere, oltre alla possibilità di praticare lo sport del tennis in modo individuale, anche in maniera tradizionale, con la presenza in campo di almeno due giocatori.

 

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“Voglio ricordare l’eroismo – oltre che di medici, infermieri, Oss e farmacisti – di Protezione Civile e Vigili del Fuoco, fondamentali nella distribuzione delle mascherine; voglio ricordare anche l’importanza delle strutture sanitarie di valle – io penso a quello della mia Valle, la valle di Fiemme, ma gli esempi sarebbero numerosi -, strutture e ospedali la cui presenza si è confermata decisiva nella fase pandemica, anche per evitare la saturazione degli ospedali cittadini.

Ritengo che la pandemia ponga un’importante analisi sulla necessità futura di investire, appunto, su questi ospedali che solo una lettura miope potrebbe ritenere periferici, dato che sono la spina dorsale del nostro comparto sanitario. Al tempo stesso, ritengo che in questa fase ci siano settori che sono – e dovranno essere – considerati sempre con attenzione; alludo in particolare al Turismo, che abbisogna di un rilancio doveroso e immediato, essendo un settore economico – anzi, un vero e proprio volano per l’economia – strettamente collegato all’occupazione nelle nostre Valli,soprattutto a partire dalla Valle di Fiemme, Fassa e Pinè anche in previsione delle Olimpiadi 2026. Si tratta di un evento – quello olimpico – che sarà sicuramente un’occasione straordinaria anche per tutto il Trentino, sia dal punto di vista promozionale sia dal punto di vista economico”.

Questo quanto dichiarato nel corso del suo intervento in Consiglio provinciale dal Consigliere della Lega Salvini Trentino, Gianluca Cavada.

Coronavirus: gli aggiornamenti di sabato 9 maggio.

Come annunciato nei giorni scorsi dal presidente Fugatti, oggi non è prevista la consueta conferenza stampa sull’andamento della pandemia in Trentino, posto che il Consiglio provinciale sta discutendo ad oltranza proprio il disegno di legge proposto dalla Giunta per una prima serie di misure urgenti a sostegno delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie.

Ecco allora alcuni dati forniti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Sono 7 i nuovi positivi riscontrati secondo la classificazione disposta dal ministero (persone che hanno denotato sintomi negli ultimi 5 giorni). A questi si aggiungono 31 altri casi individuati tra soggetti asintomatici grazie alle indagini epidemiologiche. Il totale dei positivi da inizio pandemia sale pertanto a 5.077 unità.

Dei 7 nuovi casi, 5 provengono da strutture residenziali per anziani. Tra gli altri 2 non figura alcun minorenne.
Purtroppo anche oggi si registra 1 decesso (in Rsa). Sono 10 infine i pazienti in terapia intensiva.

Molti i tamponi analizzati: in tutto 1.951 di cui 1.286 trattati dalla APSS e 665 dal Cibio.

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