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FERMIAMOCI! NON METTIAMOCI IN CODA PER GLI SCALDACOLLO DELLA PROVINCIA DA USARE COME MASCHERINE (ma non omologate)

Pur apprezzando ogni iniziativa utile a dare sollievo alla popolazione non condividiamo l’iniziativa pericolosa della Provincia di offrire scaldacollo gratis alla popolazione in alcuni punti vendita.

Il rischio è la creazione di assembramenti, di favorire l’uscita di casa, di moltiplicare i contagi. Fermiamo questa iniziativa finché siamo in tempo. Domani dovremo capirne di più. Si può distribuire materiale non omologato? Chi lo produce? Quanto costa? MA INTANTO NON METTIAMOCI, NON METTETEVI IN CODA PER UNO SCALDACOLLO CHE NON È UNA MASCHERINA E NON È OMOLOGATO.

Lo ha dichiarato il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – L’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì

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La segreteria del consigliere Alessandro Urzì
Gruppo consiliare provinciale Fratelli d’Italia – L’Alto Adige nel cuore

Nuova ordinanza del presidente Maurizio Fugatti. Chiusi parchi e giardini pubblici, nonché i negozi di alimentari la domenica e i festivi.

Con una nuova ordinanza oggi il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti ha previsto ulteriori restrizioni per fermare la diffusione del Covid-19 sul nostro territorio.

Nel dettaglio, accanto alla chiusura della rete dei percorsi ciclabili e pedonali di interesse provinciale, fatta eccezione per gli spostamenti necessari per esigenze lavorative, non si potrà recarsi nei parchi e nei giardini pubblici, compresa ogni area verde pubblica provvista di parco-giochi. Sulle panchine potrà sedersi una sola persona alla volta.
Disposta infine la chiusura nei giorni di domenica e festivi delle attività di vendita di generi alimentari.

In allegato l’ordinanza.

 

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La 93ª Adunata Nazionale degli Alpini, in programma dal 7 al 10 maggio a Rimini-San Marino, è stata rinviata alla seconda metà di ottobre – fatte salve valutazioni successive che saranno legate all’evolversi dell’emergenza – tenendo conto anche delle comunicazioni ricevute dalle autorità del Comune di Rimini e della Repubblica di San Marino.

 

Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, riunito oggi in videoconferenza.

Il rinvio è stato ovviamente determinato dal perdurare dell’emergenza sanitaria nazionale, che rende non realizzabile la concentrazione di alcune centinaia di migliaia di persone per tre giorni in una sola località.

“L’esigenza di tutelare la salute di tutti – ha sottolineato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero – è prioritaria. L’Adunata, che dalla fine della Seconda guerra mondiale non si è mai interrotta, è la più importante manifestazione al mondo organizzata da una Associazione d’arma, con lo spirito di amicizia e solidarietà che da sempre contraddistingue gli Alpini. Un grande messaggio di pace e fratellanza che rimane ovviamente immutato anche con uno spostamento di alcuni mesi. In autunno – continua Favero – sarà ancora più bello ritrovarsi e, auspicabilmente, festeggiare tutti insieme la fine di questo difficilissimo momento per il nostro Paese”.

“Nel frattempo – conclude Favero – uomini e donne dell’Associazione Nazionale Alpini continueranno con immutato spirito di servizio a lavorare a sostegno degli interventi di emergenza in atto, non solo a Bergamo, dove diventerà operativo il nostro Ospedale da campo in tempi brevissimi, ma in tutto il Paese, portando ovunque il loro contributo di solidarietà e capacità, da sempre conosciuto ed apprezzato”.

 

Non sono state sufficienti, purtroppo, due giornate di intenso confronto tra Federcasse e le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali per giungere ad un testo totalmente condiviso sul tema del contenimento del contagio Covid 19 negli ambienti di lavoro.

Riteniamo da sempre l’interlocuzione con il Sindacato veicolo prioritario, di costruzione e trasmissione di valore del capitale umano del Credito Cooperativo.

Interlocuzione che ha portato anche di recente a istituti innovativi nell’industria bancaria come, tra gli altri, nel CCNL del 2019 e le oltre 150 procedure di informazione e confronto in tutto il sistema BCC avviate negli ultimi quattro anni.

Non era rinviabile la declinazione nel settore del Credito Cooperativo del Protocollo condiviso del 14 marzo scorso promosso dal Governo e sottoscritto dalle Parti sociali. Federcasse, Iccrea Banca, Cassa Centrale Banca e la Federazione Raiffeisen, ritenendola indifferibile, hanno comunque diffuso ieri le “Linee Guida per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro del Credito Cooperativo” che tengono conto e raccolgono le istanze rappresentate dal Sindacato e sulle quali c’era stata convergenza.

Il Sindacato ha poi posto richieste che avrebbero inciso sull’organizzazione dell’attività degli sportelli di 260 banche, ciascuna con proprie tipicità operative e di servizio molto legate anche alle dinamiche e alle morfologie sociali dei territori (si pensi ad esempio al cruciale pagamento in contante delle pensioni del prossimo 1 aprile per persone non dotate di carte di debito o di credito, per le quali si stanno organizzando per tempo modalità che consentano la massima sicurezza per tutti).

Il Protocollo in ultimo proposto conteneva ampia garanzia in merito alla forte rarefazione dei servizi, soprattutto sulla rete delle filiali, finalità dichiarata nel testo senza esitazione alcuna. Lo abbiamo trasformato in “Linee Guida” – che è stato possibile diramare, purtroppo, come documento non condiviso con l’interlocutore sindacale.

I contenuti delle “Linee Guida del Credito Cooperativo” sono, per questa specifica e non solo, più pervasivi rispetto ad altri protocolli recentemente sottoscritti, come quando si prevede che l’accesso in filiale potrà essere consentito al cliente esclusivamente su appuntamento telefonico per operazioni urgenti e non realizzabili attraverso i canali remoti e gli sportelli automatici, individuate dalla Banca e comunque solo con accesso contingentato oltre a previsioni ulteriori e straordinarie nelle zone a maggior rischio di contagio.

La coerenza tra intenzioni e fatti, sul lato Federcasse, è confermata dalla previsione di tutele che interpretano adeguatamente le prescrizioni delle Autorità, che chiedono di individuare un punto di equilibrio tra tutela prioritaria della salute e servizio pubblico essenziale.

Rammarica che il Sindacato non abbiano ritenuto, inspiegabilmente, di sottoscrivere un documento equilibrato e utile e la cui connotazione era l’urgenza per rendere fattuale una tutela non procrastinabile della salute di lavoratori, soci, clienti, comunità.

 

Cisl medici del Trentino ringrazia il Presidente Fugatti per la sua citazione odierna, nel corso della Conferenza delle 18.00, laddove ha dichiarato pubblicamente che un pensiero particolare va rivolto ai medici di medicina generale che fanno tutti,sul territorio da controllori del contagio.Per noi tutti è una grande soddisfazione, alla luce del’attività di prevenzione incessante dei nostri professionisti, privi anche di DPI.

Come da elogiare è la Giunta provinciale per per quanto deliberato riguarda al rimborso del tiket per coloro che nei PS vengono sottoporsi a tampone covid19; e l’eliminazione del malus nei confronti di coloro che non hanno disdettato gli appuntamenti specialistici, anche se a ben dire gli appuntamenti specialistici sono stati disdettati dall’Azienda stessa per moltissime specialità ambulatoriali, in questo momento non indispensabili,per le misure covid19; e solo il CUP continuerebbe, come ci raccontano i pazienti, a suggerire loro di andare dai medici di famiglia a farsi prescrivere RAO A di dubbia utlità.Forse sarebbe il caso di dare ai medici di famiglia anche la potestà di prenotare direttamente le visite salvavita senza passare dal CUP.

Riguardo alle dichiarazioni di Bordon sui 569 pazienti visitati sul territorio, dimenticando gli oltre 520.000 visitati dai medici di base e dalle guardie, più che ringraziare la dott.ssa Sforzin, con cui non abbiamo mai avuto la possibilità di ricevere notizie, consigli e aiuti, neppure per Pec e mail, dovrebbe ringraziare chi, senza mascherine, ha operato fino ad oggi con grande senso del dovere trovandosi in quarantena per covid positivo, senza malattia e senza sostituto pagato dalla Provincia di Trento. Già ottomila pazienti sono senza medico di famiglia!

Dalle ore 14.30 alle 16.15 di oggi si era svolta, invece, la seconda riunione tecnica tra OOSS della sanità trentina e la Direzione Generale dell’APSS, nelle figure del dott.Benetollo, Direttore Sanitario e del dott.Federici, Direttore del Dipartimento Risorse Umane aziendale.Benetollo chiede pazienza a tutti. Stanno lavorando in una situazione difficilissima, con mezzi insufficienti, con grande inventiva, con grande cuore, cercando di salvare più vite possibili nel più breve tempo possibile.

Da questo fine settimana chiuderanno le sale operatorie per i parti di altri ospedali di valle per ampliare lo spazio per le rianimazioni,mentre a Trento si viaggia verso 5 rianimazioni rispetto alle 2 attuali, togliendo letti dalle altre Strutture normalmente ordinarie.Le chirurgie che si salvano sono solo quelle per l’Urgenza, per i traumi,per asportare tumori che altrimenti potrebbero dare metastasi.

Di pari passo chiudono le cliniche tranne quelle salvavita e per le urgenze. Riguardo ai tamponi siamo oramai, per il fine settimana, a 1.000 tamponi al giorno rispetto ai precedenti 350-400 giornalieri. I kit che vendono nei negozi hanno una sensibilità molto bassa e sono stati testati solo su persone sane.

Per i DPI e le mascherine per i medici, le stanno cercando di acquistare a qualsiasi prezzo e senza gara, ma non abbiamo alcuna azienda trentina che le fabbrichi e per questo sono stati razionalizzati i quantitativi.Oggi è arrivato un carico dall’estero, ma per l’altro si allunga di una settimana il tempo della consegna.

L’APSS sta rimanendo senza reagenti,nonostante Cibio, e altre strutture che potrebbero trasformare i test genetici botanici in biologici. E quello che serve, assolutamente, è reperire ossigeno ad alta pressione e ventilazione.

Si stanno predisponendo letti Covid in ogni struttura disponibile del Trentino intero, pronti anche 220 in strutture private. Ma per aprire una postazione serve personale, formazione, attrezzature e spazi. Non è una cosa facile.

APSS dichiara che non siamo in sofferenza sui dirigenti medici a meno che non peggiorino le cose nella prossima settimana perchè, pur essendoci i concorsi sospesi per 60 gg, vengono regolarmente approntate graduatorie a tempo determinato per titoli, alle quali hanno partecipato pensionati e giovani laureati anche senza abilitazione, a cui viene messo a disposizione anche l’alloggio.

Cisl medici dichiara che dalle risposte di Benetollo e Federici date oggi, non possiamo che essere partecipi del grande sforzo che sta facendo l’APSS, in questo momento, per salvare il salvabile.

Non ci sentiamo di fare alcun appunto ora sul comportamento nei confronti della dirigenza medica.

Piuttosto, continua a permanere difficilissima l’attività dei nostri professionisti sul territorio, con i medici di famiglia a cui è stato detto di comprarsi le mascherine (?) che segnalano le mancate risposte da parte aziendale ai loro continui quesiti, appelli di aiuto.

I nostri medici di famiglia cominciano ad essere positivi in numero crescente, mentre quelli giovani e quelli della Scuola di formazione specifica gettati improvidamente nell’agone, invece che essere ringraziati vengono rinviati immediatamente a procedimenti disciplinari per un mal di gola. Una scelta che l’Azienda si poteva francamente risparmiare, in questo momento!

 

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Dottor Nicola Paoli
segretario generale Cisl medici del Trentino

Raffaele Agrusti si congeda da ITAS

Nuovo amministratore delegato sarà Alessandro Molinari, già vicedirettore generale della Compagnia

Dopo tre anni alla guida dell’azienda l’amministratore delegato dottor Raffaele Agrusti si congeda dalla Compagnia ITAS Mutua e dalla controllata ITAS Vita avendo realizzato gli obiettivi che gli erano stati assegnati in occasione della sua nomina avvenuta nel 2017.

Il rapporto professionale con il Manager si concluderà, in occasione dei prossimi Consigli di Amministrazione del 24 marzo, che approveranno i bilanci che verranno sottoposti alle rispettive Assemblee a che, per quanto riguarda la Mutua, sarà convocata in data utile, non appena superata la crisi dell’epidemia in corso.

Il rapporto si conclude con reciproca soddisfazione ed in piena sintonia fra ITAS Mutua e il Manager al quale la Compagnia augura le migliori fortune sia sul piano professionale che personale.

L’attività del manager non è stata semplice, vista l’emergenza da lui ereditata in occasione del suo arrivo, ed è sotto la sua guida che l’azienda ha potuto riprendere una progressiva navigazione verso territori sicuri, che andrà consolidata nel corso dei prossimi anni e che riaffermerà le forti peculiarità delle Mutua che emerge e si distingue per la qualità dei servizi ai soci assicurati.

Assieme alla Governance dell’Azienda sono stati rivisti e ricostruiti processi fondamentali, fra cui spicca la revisione statutaria portata a compimento nel corso del 2018 e che ha riqualificato le procedure di nomina e di collegamento con il territorio.

Da parte di tutti gli amministratori dei Consigli di Amministrazione sono stati formulati al dottor Agrusti i ringraziamenti per la sua preziosa attività di riorganizzazione, di efficientamento, di risanamento tecnico e di potenziamento patrimoniale.

Il nuovo corso sarà affidato a una schiera di validi dirigenti che assieme al dottor Agrusti hanno lavorato nel corso degli scorsi anni e che hanno contribuito al rilancio della Compagnia.

La squadra sarà guidata dal dottor Alessandro Molinari che subentrerà nelle cariche al dottor Agrusti dopo averlo affiancato in questo triennio e aver maturato un’ottima esperienza in tutti i settori della nostra azienda. Il dottor Molinari rappresenta una scelta sicura ed inoltre evidenzia il ritorno alla valorizzazione di una risorsa interna che in ITAS ha maturato la sua crescita professionale.

Proroga dei termini e altre misure temporanee per mitigare l’impatto del COVID-19 sul sistema bancario e finanziario italiano

La Banca d’Italia annuncia oggi una serie di misure miranti ad agevolare lo svolgimento delle attività delle banche e degli intermediari non bancari vigilati, messo in difficoltà dall’emergenza sanitaria in corso.

Per consentire al sistema bancario e finanziario di concentrare tutti gli sforzi in questa direzione, la Banca d’Italia, in linea con le iniziative assunte dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalla Banca Centrale Europea (BCE) , ha deciso di concedere alcune dilazioni per i seguenti adempimenti. Esse si applicano anche alle banche significative, in relazione alle materie di competenza della Banca d’Italia.

1. 60 giorni per gli adempimenti in materia di: ICAAP/ILAAP per banche e SIM e ICAAP per Intermediari Finanziari ex art. 106 TUB (IF); Piani di risanamento, Relazioni sulle funzioni esternalizzate per banche e IF; Relazioni sulla struttura organizzativa per SIM, SGR, SICAF, SICAV, IP e IMEL (ove dovuta per interventi organizzativi rilevanti); Autovalutazione della permanenza dei requisiti di idoneità del depositario; Relazione della funzione antiriciclaggio (che include l’esercizio di autovalutazione dei rischi relativa al 2019); Adeguata verifica (recupero dei dati della clientela già acquisita per fini antiriciclaggio); Relazione sul rispetto degli obblighi in materia di deposito e sub- deposito degli strumenti della clientela e adempimenti previsti dalla disciplina transitoria del Regolamento del 5.12.2019 di attuazione del TUF (cfr. art. 2, comma 2 e atto di emanazione del Regolamento) da parte degli intermediari che prestano servizi di investimento;

2. 150 giorni per la trasmissione della prima Relazione sui rischi operativi e di sicurezza per le banche;

3. 60 giorni per le risposte da fornire alle consultazioni normative in corso e un allungamento dei termini per l’invio delle osservazioni per le consultazioni che saranno avviate nei prossimi giorni.

Il termine per l’invio dell’aggiornamento dei piani di riduzione dei crediti deteriorati da parte delle banche meno significative tenute al relativo invio è posticipato al 30 giugno.

I nuovi termini che vengono indicati includono il periodo di sospensione previsto dall’articolo 103 del dl 18/2020, nei casi in cui la documentazione riguardi procedimenti amministrativi della Banca d’Italia.

Sfruttando gli elementi di flessibilità consentiti dalla regolamentazione e in linea con quanto deciso dalla BCE per le banche significative, le banche meno significative e gli intermediari non bancari potranno operare temporaneamente al di sotto del livello della Componente target assegnata a esito del processo SREP (Pillar 2 Guidance – P2G), del buffer di Conservazione del capitale (CCB) e del Coefficiente di copertura della liquidità (LCR). Al verificarsi di queste circostanze la Banca d’Italia valuterà i piani di riallineamento che saranno presentati dagli intermediari tenendo conto delle condizioni eccezionali che hanno portato i coefficienti di capitale e della liquidità a livelli inferiori a quelli richiesti.

La Banca d’Italia sta inoltre riprogrammando i calendari delle ispezioni in loco, senza far venir meno l’attenzione alla solidità delle banche e degli altri intermediari vigilati.

Sono in corso valutazioni sull’introduzione di margini di flessibilità relativi ai termini di invio delle segnalazioni di vigilanza e Centrale dei rischi, anche in coordinamento con le Autorità di Vigilanza Europee. Su questi aspetti, unitamente ad altri che dovessero emergere in futuro, si fa riserva di fornire indicazioni.

Si sottolinea la necessità fondamentale di considerare e affrontare il rischio di pandemia nei piani di emergenza. Le banche meno significative e gli altri intermediari vigilati sono invitati a rivedere i piani di continuità operativa e a considerare quali azioni possono essere intraprese in modo di minimizzare i potenziali effetti avversi della diffusione del COVID-19.

La Banca d’Italia continuerà a monitorare l’evolvere della situazione e – in stretto raccordo con le Autorità Europee e nei limiti delle proprie competenze – assumerà ulteriori iniziative, se necessario.

 

 

 

20200320 cs ita

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento porta a conoscenza della presa di posizione sulle priorità assolute: garantire la salute e la sicurezza dei professionisti sanitari che stanno lavorando senza sosta per salvare vite e potenziare il contenimento del coronavirus.

“Noi infermieri e professionisti sanitari stiamo facendo e continueremo a fare il nostro dovere sino in fondo, ma anche le Istituzioni devono fare lo stesso garantendo la nostra salute e quindi quella dei cittadini che assistiamo.  Aiutateci a salvare vite. E per farlo garantite subito, ora, ai professionisti ed operatori sanitari – infermieri, medici, ma anche chiunque alto si occupi dell’emergenza COVID-19 – gli indispensabili dispositivi di protezione individuale (DPI).” Questo Ordine sta ricevendo messaggi dai suoi iscritti che denunciano la carenza o inappropriatezza di dispositivi di protezione individuale (DPI) specie nei reparti COVID-19 +, sul territorio, nelle RSA. A livello italiano, su oltre 2.600 professionisti positivi a COVID-19 oltre l’80% (quasi 2.100) sono medici e infermieri. E, per tutti, le prospettive sono quelle di un rischio altissimo senza gli adeguati dispositivi di protezione individuale.

È fondamentale, e deve essere una priorità della Provincia Autonoma di Trento, la fornitura di DPI appropriati alla situazione, che permettano da un lato la protezione dei professionisti sanitari per evitare le situazioni di contagio tra loro, anche grave in alcuni casi, ma, dall’altro, soprattutto per garantire la sicurezza ai pazienti, che altrimenti troverebbero proprio in chi li cura e li assiste una fonte probabile di contagio. E’ una priorità in tutti i setting di cura, in particolare in quelli dedicati ai pazienti COVID-19 + e nelle strutture che accolgono i più fragili, coloro i quali tengono alta la percentuale di mortalità, come le RSA, dove i fenomeni negativi si sommano e muoiono, specie nelle aree a maggior rischio, persone anziane ogni giorno.

E’ prioritario inoltre potenziare, mantenendo per le assegnazioni il criterio della competenza, le dotazioni di infermieri nei servizi o aree dedicate ai pazienti COVID-19 + per garantire un’assistenza sicura. “Assistere questa tipologia di pazienti implica specifiche competenze e rigorose procedure, che richiedono tempo e concentrazione per evitare contaminazioni dei pazienti e degli infermieri stessi ed un elevato carico emotivo per il professionista sanitario correlato al continuo supporto della persona con importanti difficoltà respiratorie e all’assistere persone in gravi situazioni.” Garantire dotazioni infermieristiche sicure significa garantire sicurezza delle cure ai cittadini e dignità agli infermieri e agli altri professionisti ed operatori sanitari.

E’ urgente infine, cambiare strategia come hanno già fatto Regioni quali Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania ed estendere il tampone ai professionisti sanitari, che sono i soggetti più esposti al rischio di venire a contatto con i malati affetti da COVID-19.

Tale strategia di effettuare i tamponi anche al personale sanitario asintomatico è raccomandazione giunta dal Comitato Tecnico Scientifico, organo consultivo del Ministero della Salute e dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità che raccomanda di “aumentare il numero dei test ai sanitari in prima linea”.

Questa nostra posizione è sostenuta dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) e da quella dei medici (FNOMCeO), che sostengono come sia urgente “ridefinire le priorità alla lotta al Coronavirus mettendo in sicurezza infermieri e medici come strategia primaria di sanità pubblica” e ritengono inaccettabile la mancata o inappropriata dotazione ai professionisti ed operatori sanitari di dispositivi di protezione individuale.

L’Ordine degli Infermieri esprime forte preoccupazione per la salute dei professionisti sanitari e per la grave situazione a cui ci troviamo dover far fronte e lancia a gran voce l’appello alla Provincia Autonoma di Trento affinché adotti queste misure. Ritiene necessario ed urgente un intervento che consenta di salvare vite e di garantire agli infermieri ed a tutti i professionisti sanitari di assistere i cittadini in sicurezza.

Una decisione non presa o adottata domani potrebbe costarci molto caro in questa battaglia.

Siamo consapevoli della carenza di dispositivi di protezione individuale a livello internazionale e dell’impegno della Provincia ed APSS per trovare soluzioni anche locali al fine di garantirne l’approvvigionamento, ma questa deve essere la priorità in assoluto. L’attenzione all’uso delle risorse e all’appropriatezza è doverosa, ma non a scapito del diritto della tutela della salute.

 

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A nome del Consiglio Direttivo dott. Daniel Pedrotti Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia Autonoma di Trento

 

 

 

 

 

Questa sera, venerdì 20 marzo, alle ore 20.30 su Retequattro, nel nuovo appuntamento con “Stasera Italia”, Barbara Palombelli nella prima parte, con il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, commenta le misure più stringenti in arrivo, tra nuovi divieti e l’esercito nelle strade per farli rispettare.

Tra gli altri ospiti: i giornalisti Toni Capuozzo e Maria Giovanna Maglie, il Presidente della Fondazione Adam Smith Society Alessandro De Nicola e il Dott. Marco Parodi dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano.

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