Nella giornata di ieri ho proseguito il percorso di conoscenza delle Strutture detentive del territorio trentino. Infatti il pomeriggio é stato interamente dedicato alla visita alla REMS (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Pergine Valsugana. A differenza della Casa Circondariale di Trento la struttura é a valenza socio-sanitaria incardinata nell’UO di Psichiatria. I posti letto disponibili sono 10 , sempre occupati e dedicati per il 50% al Tribunale di Trento e il 50% a quello di Bolzano nel rispetto della convenzione. Gli utenti inseriti sono autori di reato, non imputabili a causa di infermitá psichica e socialmente pericolosi per i quali il magistrato ha disposto la misura detentiva . Quasi metà degli invii alla REMS arrivano che sono ancora in misura preventiva anziché definitiva come previsto dall’accordo.

L’obiettivo principale della REMS ,ed é lo stesso che dovremmo attenderci dalla Casa Circondariale , é predisporre per il detenuto un percorso riabilitativo con lo scopo del reinserimento sociale a conclusione del periodo di detenzione. Il Direttore dr Lorenzo Gaspari che con la sua equipe ha accolto la sottoscritta accompagnata dal Dr Fedrizzi Presidente della Camera Penale e dall’Avv. Valcanover Fabio , ha illustrato la nascita della REMS e l’attuale organizzazione. La struttura logisticamente risponde alle esigenze e necessitá detentive e di sicurezza degli utenti e dei professionisti. Ho colto che in questa fase sperimentale l’attivitá della REMS risulta essere positiva certamente dovuto molto alla volontà di raggiungere un importante obiettivo assegnato al dr Gaspari già nel 2015.

Al termine della visita abbiamo incontrato gli utenti con i quali si é aperto un dibattito conoscitivo. Gli utenti lamentano l’eccessiva lentezza del sistema giudiziario tanto da non aver talvolta chiaro il periodo di permanenza alla REMS . Altra critica avanzata dagli utenti che a quanto pare si potrebbe rimediare con poco é la carenza di incontri alla REMS da parte del Magistrato , a differenza di quanto avviene al carcere di Trento.

Pare opportuno segnalare che professionisti , struttura, progetti e intenti sono tutti vocati alla tutela dei diritti della persona , alla conservazione della dignitá umana e alla riabilitazione degli ospiti. Gli stessi utenti hanno espresso ,a loro modo , positivi commenti nei confronti della Struttura che li accoglie.

 

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Paola Demagri

Consigiere provinciale Patt

“Non sono una strega. Noi abbiamo sempre aiutato la famiglia. Ivana è venuta a casa mia un paio di mesi fa e noi abbiamo aperto le porte a lei e al suo ragazzo, che è anche lui un calciatore”.

Wanda Nara, ospite domani a Verissimo, parla per la prima volta dopo il duro comunicato pubblicato nei giorni scorsi contro la cognata Ivana, sorella di Mauro Icardi.
Ai microfoni del talk show racconta: Ivana non è sincera. Mauro è un grand’uomo, non solo aiuta la famiglia, ma aiuta anche gente che non conosciamo. Quando la sorella andava all’università le ha anche regalato una macchina per aiutarla. Lei sta parlando male del fratello, questo non ha prezzo!”.

La showgirl argentina rivela: “Lei ha capito come si fa a diventare un personaggio. Ivana vuole solo vincere il premio del reality. In Argentina diceva tutto il contrario di quello che dice adesso – e continua – non si fa una carriera screditando tuo fratello e tua cognata”.
E poi, alle accuse mosse dalla sorella del campione sul fatto che se fosse stato un macellaio non lo avrebbe considerato, Wanda ribadisce con fermezza: “Mi sono innamorata della persona e non del personaggio”.

A Silvia Toffanin la moglie e manager, visibilmente commossa, afferma: “Quando tuo fratello sta male devi tendergli la mano e non passargli sopra. Le persone che ci conoscono davvero sanno come siamo. La vita non finisce in una trasmissione. Lei lo sa che in fondo noi ci siamo sempre. Se voleva trovare Mauro poteva venire sotto casa e non al Grande Fratello. Delle cose intime della famiglia si parla a casa non si raccontano in tv. Io e Mauro non andremo mai in tv per questo”.

Infine, a proposito del momento che l’attaccante argentino sta vivendo con la sua squadra e sul suo futuro in Italia, Wanda dichiara: “Mauro continua a segnare. Lui va avanti perché è il forte della famiglia” – e aggiunge – “Adesso è più sereno. Abbraccia tutti perché ha sempre avuto un rapporto bellissimo con tutti.
Saremo qui anche il prossimo anno”.

 

Rurali di Trento e Lavis-MezzoCorona-Valle di Cembra, intesa sul percorso di fusione. Con il Protocollo d’intesa firmato dai due Presidenti, inizia ufficialmente il percorso per la fusione tra le due Casse. Fracalossi e Villotti: “abbiamo condiviso l’opportunità dell’aggregazione per affrontare al meglio le sfide di un contesto sempre più complesso e difficile. La nuova Cassa Rurale sarà ancora più forte e competitiva”.

Il Presidente della Cassa Rurale di Trento, Giorgio Fracalossi, ed il Presidente della Cassa Rurale di Lavis – Mezzocorona – Valle di Cembra, Ermanno Villotti, hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa fra i due importanti Istituti di credito, da qualche mese impegnati nella progettazione condivisa di una Banca di Credito Cooperativo fortemente rinnovata ed in grado di affrontare con ancora maggiore efficacia il nuovo scenario che il credito cooperativo si trova ad interpretare.

Con il Protocollo d’intesa firmato dai due Presidenti, è ufficialmente cominciato un percorso che si concluderà, dopo le necessarie autorizzazioni e l’approvazione da parte dei Soci, all’inizio dell’anno prossimo, con la nascita della maggiore Cassa Rurale del Trentino, una delle più rilevanti del Gruppo Bancario Cooperativo “Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano”, con circa 400 collaboratori, una rete di 44 sportelli ed oltre 5 miliardi di euro di masse amministrate.

L’obiettivo condiviso del progetto di fusione fra i due Istituti è, secondo quanto comunicato dai Presidenti, quello di dare vita ad una realtà nuova ed innovativa, caratterizzata da una gestione improntata a criteri di sempre maggiore efficienza, da un’elevata attenzione ai rischi e da un efficace governo societario. Questi, infatti, sono ritenuti essere i presupposti fondamentali per continuare ad esercitare stabilmente la mutualità, facendo di essa uno strumento per la crescita dei territori di riferimento e per la costruzione di un modello di sviluppo, dove la persona e le Comunità siano sempre tenute al centro, garantendo grande attenzione anche alle realtà associazionistiche espresse dal territorio.

I Presidenti hanno, inoltre, evidenziato come la nascita del Gruppo Bancario Cooperativo “Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano”, avvenuta in un momento storico in cui è necessario essere protagonisti attivi della costruzione del proprio futuro, ha creato i presupposti per l’elaborazione di nuovi progetti industriali volti a rideclinare i principi che stanno alla base del credito cooperativo, al fine di renderlo sempre più forte, in grado di garantire un’operatività bancaria completa e competitiva, capace di generare ricchezza e valore per i territori e conseguenti ricadute positive sull’economia, oltre che sul tessuto sociale delle Comunità.

La nuova Cassa avrà sede legale a Trento e svilupperà la sua forte presenza nelle aree territoriali comprese fra Aldeno, la città di Trento, la Valle di Cembra e la comunità di Mezzocorona.

Il Protocollo di Intesa prevede, infine, una Governance in grado di garantire un’equilibrata rappresentanza ai Soci delle due Casse Rurali interessate dal progetto e di coniugare una buona conoscenza dei territori di competenza con l’elaborazione di modelli organizzativi di elevata qualità e tali da garantire buoni livelli di
produttività e di servizio ai Soci, alle famiglie ed alle imprese.

 

 

Il Presidente del Consiglio ha ricevuto i tre ragazzi del Degasperi di Borgo premiati per la loro app della solidarietà. Filippo Pasquazzo, Enrico Cescato, Samuele Ropelato, i tre giovani studenti del quarto anno, indirizzo scienze applicate, del Liceo Scientifico “Alcide Degasperi” di Borgo, Alfieri della Repubblica per la solidarietà e il loro impegno per la comunità, sono stati accolti questa mattina dal Presidente del Consiglio provinciale. Elegantissimi, con il distintivo sulla giacca di Alfiere della Repubblica che è stato loro consegnato, il 12 marzo scorso, dalla Presidente della Repubblica, accompagnati dai loro genitori Rodolfo Ropelato, Ezio Cescato e Monica Ropele, hanno presentato al Presidente del Consiglio l’app che hanno inventato per un loro amico disabile, per facilitarne la comunicazione, per rendere la sua vita migliore e migliore la vita di tutti grazie all’esempio della loro solidarietà.

Un po’ stupiti della risonanza mediatica del loro gesto, hanno ribadito che si sono messi a studiare questa app solo in nome dell’amicizia. Nessuno di loro ha cercato fama o riconoscimenti. Un gesto (o meglio, un impegno) gratuito e spontaneo. Tutto qui. Però, come ha sottolineato il Presidente del Consiglio, il loro è un esempio importante. Un esempio di solidarietà, certo, ma anche di capacità. Una somma di cuore e mente che ha dato vita, con tante ore di lavoro, alla app “My Voices”.

Il Presidente del Consiglio, consegnando loro la spilla del Consiglio e un libro sul Trentino, si è quindi complimentato con Filippo, Enrico e Samuele, con i loro genitori, con i loro insegnanti (in primo luogo quello di informatica e di sostegno che hanno seguito i tre giovani), con l’intero “Degasperi” diretto dal professor Paolo Pendenza. Infine, ha sottolineando l’importanza della formazione per lo sviluppo del Trentino e ha esortato i ragazzi ad andare a completare la loro formazione all’estero ma senza dimenticare la loro terra. Perché il Trentino, per migliorare il suo futuro, ha ricordato, ha bisogno di
veder rientrare i talenti e le menti migliori.

 

I metalmeccanici trentini potranno aderire a Sanifonds. Siglato a Trento l’accordo tra Confindustria Trento e Fim, Fiom, Uilm del Trentino.

Buone notizie per i circa 12.000 lavoratori delle aziende trentine che applicano il Contratto Nazionale Metalmeccanici Industria.

Il 9 aprile scorso è stato siglato un accordo tra l’Associazione degli Industriali della Provincia di Trento e Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil del Trentino, accordo che consentirà ai lavoratori interessati di poter scegliere se rimanere iscritti al Fondo sanitario nazionale dei metalmeccanici “Metasalute”, o se aderire al Fondo Sanitario territoriale trentino Sanifonds.

Il Contratto Nazionale dei Metalmeccanici ha infatti previsto, con l’ultimo rinnovo di fine 2016, l’adesione automatica di tutti i lavoratori metalmeccanici italiani al Fondo Sanitario integrativo Metasalute, con costi di adesione integralmente a carico delle aziende. Si tratta di una polizza assicurativa che serve a coprire o rimborsare, integralmente o parzialmente secondo i casi, le eventuali spese sanitarie sostenute dai lavoratori, dalle cure dentistiche, all’acquisto degli occhiali, alle visite specialistiche, eccetera.
In Trentino Confindustria Trento e Organizzazioni Sindacali, sin dall’entrata in vigore del nuovo Contratto Nazionale, hanno esplorato la possibilità di consentire ai lavoratori di aderire a Sanifonds, lo strumento nato dall’accordo tra le Parti Sociali con l’obiettivo di diventare il Fondo Sanitario integrativo di tutti i lavoratori dipendenti della provincia di Trento.

A spingere industriali e sindacati in questa direzione è stato principalmente il fatto che la Sanità in Trentino è una competenza provinciale. Un Fondo sanitario territoriale consente di offrire prestazioni più adeguate alla specifica situazione del territorio, evitando sovrapposizioni con ciò che è già ben coperto dalla sanità pubblica.
Inoltre, il fatto che Sanifonds sia gestito come un soggetto mutualistico, senza fini di lucro, fa sì che le risorse eventualmente avanzate vengano sempre reimpiegate nel Fondo stesso.

Infine, come dimostra la positiva esperienza di Laborfonds (il Fondo pensione contrattuale di tutti i lavoratori dipendenti della regione, aderendo al quale i lavoratori godono delle medesime agevolazioni e garanzie che avrebbero aderendo ai Fondi pensione nazionali di categoria), uno strumento territoriale è sentito come più vicino ai lavoratori, più controllabile, più semplice da usare.

La Finanziaria nazionale 2018 aveva esplicitamente previsto la possibilità, specificatamente per i lavoratori delle Province di Trento e di Bolzano, di avvalersi di Fondi Sanitari integrativi territoriali, in luogo di quelli nazionali, purché a condizioni non inferiori dei Fondi nazionali, norma che si era resa necessaria per continuare a garantire alle aziende le specifiche agevolazioni fiscali riservate agli emolumenti di questa natura.

Da allora, la possibilità di adesione a Sanifonds si è fatta concreta e si è dunque lavorato per giungere all’intesa odierna.
Ora manca solo che Sanifonds elabori la specifica offerta per i Metalmeccanici per rendere operativo il nuovo strumento, consentendo a ciascun lavoratore di optare tra il Fondo nazionale e quello territoriale.

Soddisfazione è stata espressa dai firmatari, che auspicano che Sanifonds possa sempre più operare in sinergia, anziché in competizione, con la sanità trentina, incrementando le coperture in particolare per le non autosufficienze e diventando uno strumento allargato a tutta la cittadinanza, non solo a chi lavora.

12 nuovi soci, tra ristoranti, rifugi e strutture ricettive, capitanati dall’APT Dolomiti Paganella, entrano a far parte dell’Associazione che opera per valorizzare il territorio e le sue eccellenze enogastronomiche attraverso la diffusione della cultura di prodotto. Obiettivo: entrare in un più ampio circuito di produttori per poter qualificare ulteriormente l’offerta dell’Altopiano.

Sono ormai tre anni che l’Altopiano della Paganella, spinto dall’intraprendenza di alcuni ristoratori locali, ha avviato un progetto orientato a restituire identità gastronomica al territorio attraverso il recupero delle antiche tradizioni locali reinterpretate in chiave moderna.

Un progetto che ha trovato massima espressione nella ideazione dell’evento “Paganella del Gusto”, di cui dal 13 al 22 settembre si svolgerà la terza edizione, che prevede la realizzazione di menù ad hoc studiati proprio secondo questa filosofia di recupero di quanto fa da sempre parte dell’anima del territorio, utilizzando prodotti a filiera corta e di stagione e valorizzando la biodiversità.

Ed è qui che entra in gioco la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, in grado di offrire, attraverso i suoi soci, prodotti di massima qualità e in linea con i requisiti richiesti ma anche di fare rete tra i diversi rappresentanti dell’enogastronomia locale e fornire un valore aggiunto in termini di comunicazione e promozione.

“Il nostro territorio – spiega Luca D’Angelo, direttore dell’Apt Dolomiti Paganella – non è molto esteso ma è fortemente vocato al turismo, con più di 120 strutture ricettive per 1.450.000 presenze turistiche l’anno suddivise su cinque comuni. Ha quindi a disposizione – prosegue – un numero limitato di produttori su cui fare affidamento. Con l’ingresso nella Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, da noi fortemente caldeggiato al fine di intraprendere un percorso di lunga gittata sul tema enogastronomico, entra invece in un circuito di eccellenza che consentirà sicuramente di qualificare ulteriormente l’offerta”.

Una visione assolutamente in linea con quella dei 7 ristoranti, 2 rifugi e 2 strutture ricettive che, insieme all’APT, hanno deciso di entrare a far parte dell’Associazione, ovvero Ristorante Bucaneve, Ristorante Al Faggio, Ristorante “Al Picchio Rosso”, Bistrot Dolomieu, Le Chicche Bio Bistro, Il Piccolo Dolomiti Resort, Ristorante Alt Spaur, The Dining Loung at Solea, Corona Dolomites Hotel, Rifugio Dosson e Rifugio Meriz, in aggiunta ai già affiliati Ristorante “Empatia” e Rifugio La Montanara.

Lo conferma Filippo Crippa del Bistrot Dolomieu, tra gli ideatori dell’evento Paganella del Gusto e portavoce del gruppo di ristoratori che ne prendono parte: “La bellezza di questo evento, e in generale di questo progetto, è aver preso coscienza del fatto che fosse tempo di puntare sul nostro tesoro culturale legato alla tavola. Per farlo siamo ripartiti dal passato, attraverso ricerche in cui siamo risaliti addirittura a scoprire quello che veniva utilizzato in cucina nel ‘500, valorizzando memoria, tradizione e saggezza del luogo. L’intento – continua – è quello di proporre una ristorazione che coinvolga al punto da diventare diventare motivazione di vacanza, o quantomeno di visita, dell’Altopiano, sia per i trentini che per i turisti provenienti da fuori provincia”.

Tra le collaborazioni già avviate, quella con le “vicine” cantine della Piana Rotaliana e, in particolare, con il gruppo dei TeRoldeGO Evolution, la cui filosofia di approccio è in linea con quella del gruppo di lavoro della Paganella.

“Non possiamo che essere felici ed orgogliosi – ha commentato Francesco Antoniolli, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino – di essere stati scelti da questi professionisti come realtà in grado di valorizzare ulteriormente questo ambizioso progetto. Un gesto che premia il grande lavoro di qualificazione e cultura di prodotto che da tempo portiamo avanti, consapevoli del fatto che le nostre eccellenze siano gli autentici comunicatori culturali del territorio, ma che ci consente anche di aumentare il presidio di una zona strategica come la Paganella, moltiplicando le occasioni di far conoscere la nostra realtà ai tanti turisti qui presenti, a vantaggio di prodotti e produttori”.

 

 

Le sue prossime nozze stanno occupando i maggiori talk show televisivi, giornali e siti web. A Verissimo, in esclusiva Pamela Prati parla per la prima volta di questo attesissimo matrimonio e dichiara: “Il matrimonio ci sarà a maggio. Sarà un matrimonio religioso, mi sposerò davanti a Dio perché sono molto cattolica. ”.

Del suo misterioso futuro sposo, del quale non compaiono notizie o immagini, a Silvia Toffanin che le chiede perché non mostra nessuna foto di lui o di loro due insieme, che nulla avrebbero a che fare con l’esclusiva sulle nozze data al talk show dice: “Marco Caltagirone, non si chiama Mark, ha 54 anni, è riservatissimo e timido. Noi abbiamo scelto di mostrarci insieme solo a Verissimo, il giorno del matrimonio. Confermo che solo Verissimo entrerà al nostro matrimonio con le sue telecamere e lì finalmente conoscerete l’altra mia metà”.

Sugli attacchi che sta subendo in queste settimane confida: “Perché avrei dovuto inventare una cosa del genere? Basta devono smetterla, davvero. Ci sono in Italia problemi molto più grandi e invece parlano di me. Dicono addirittura che sono stata stregata dalle mie due agenti, che l’ho fatto per soldi o per tornare in auge. Purtroppo – aggiunge – certe persone gioiscono più della tua infelicità che della tua gioia. Ci stanno rovinando questo bel momento”.

Sulla sua sincerità dice: “Non c’è persona più vera di me. Le persone vere a volte non vengono capite. Mi hanno deluso questi finti amici che dicono nelle trasmissioni che mi vogliono bene e poi nessuno che mi ha mandato un messaggio chiedendomi come sto. Dopo tutto quello che è successo dovrò rivedere la lista degli invitati”.

Per la situazione che è venuta a crearsi la show girl afferma di essersi rivolta ad un avvocato: “Io ho querelato tutti. Mi sono rivolta ad un avvocato notissimo perché sono situazioni in cui bisogna intervenire legalmente”. E a proposito di temi delicati dice: “Dei bambini non voglio parlare, perché ho paura che tutto ritorni contro di me”.

Infine, su come viva tutta questa faccenda il futuro marito confida: “E’ provato come me, assolutamente“. E prosegue dicendo: “Dopo trent’anni di claustrofobia, senza prendere aerei e ascensori, grazie all’amore ora prendo l’aereo, il treno. Ecco l’amore che cosa fa. Dopo il matrimonio andremo a vivere all’estero ma non definitivamente, adesso che non ho più paura di volare vado e torno”.

 

 

Cgil Cisl Uil: in questo modo si rischia di fare dumping verso altri lavoratori. I nuovi lavoratori vanno assunti con il contratto dei forestali. Maltempo, no all’assunzione di operai “giovani” con il Progettone.

“Il Progettone è utilissimo, ma non può essere snaturato nelle sue finalità per logiche di convenienza. Per questo non siamo d’accordo all’ipotesi della Provincia che punta ad assumere trenta nuovi operai forestali, peraltro tutti non prossimi alla pensione, per le operazioni di ripristino attraverso il contratto del Progettone. Quel personale va inquadrato con i contratti privatistici previsti, come quello degli operai forestali o dei bacini montani”.

E’ netta la posizione di Cgil Cisl Uil con Flai, Fai e Uila del Trentino sulla proposta emersa al tavolo sul maltempo nell’ultima riunione in merito all’assunzione di nuovo personale per le operazioni di ripristino del territorio. “Abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a credere che il Progettone è uno strumento prezioso, ma ha dei paletti ben precisi che non possono essere vincolanti o non vincolanti in base alle esigenze del momento – dicono i tre segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti con i segretari di categoria Maurizio Zabbeni, Fulvio Bastiani e Fulvio Giaimo -. E’ giusto che per le operazioni di ripristino sia assunto nuovo personale. Verranno assunte persone che con le caratteristiche del Progettone non hanno nulla a che fare, non ha senso inquadrarle applicando un contratto che serve per l’accompagnamento dei disoccupati anziani alla pensione o per l’inserimento lavorativo di soggetti deboli. Ricorrere al Progettone equivarrebbe a fare dumping”.

I sindacati ricordano che ci sono già diversi casi di impiego dei lavoratori del Progettone in situazioni limite, quasi a sostituzione del personale comune. “Questa logica non va bene e compromette il valore stesso della misura – insistono i segretari – . Abbiamo manifestato le nostre perplessità all’assessore Spinelli e ai tavoli tecnici. Ci auguriamo che si tenga conto delle criticità che abbiamo evidenziato e che si scelga, in questo caso specifico, di fare ricorso al giusto contratto di riferimento, cioè quello degli operai forestali o dei bacini montani”.

Sullo sfondo resta l’importante tema della sicurezza per questi lavoratori. “Serve massima attenzione alla sicurezza di questi addetti. Il loro è uno dei settori a maggiore rischio e in questa fase occorre prestare la massima attenzione a tutte le misure di formazione e prevenzione”, concludono i sindacalisti.

Claudia Segnana candidata PATT alle Europee del 26 maggio. Il Partito Autonomista è orgoglioso di poter affiancare al nostro europarlamentare uscente, Herbert Dorfmann, una ragazza che incarna perfettamente gli ideali autonomistici basati sulle competenze e sulla lungimiranza politica.

Sarà Claudia Segnana a rappresentare il Partito Autonomista Trentino Tirolese alle prossime elezioni del 26 maggio.

Claudia Segnana nasce a Borgo Valsugana (TN) il 29 luglio 1989. Seconda di tre fratelli, frequenta l’Istituto di Istruzione Alcide Degasperi di Borgo Valsugana, diplomandosi nel 2008. Negli anni universitari trascorre alcuni mesi estivi all’estero, affascinata da lingue e culture diverse. Laureatasi con lode in Filologia e critica letteraria presso l’Università degli Studi di Trento nel 2013 ha iniziato a lavorare come docente; professione che esercita tutt’ora con grande entusiasmo e passione. L’interesse per le culture e le tradizioni l’ha condotta ad iscriversi ad una seconda laurea in lingue straniere, conclusa a gennaio 2018. Negli anni non ha mai smesso di formarsi e aggiornarsi, al fine di essere quanto più competente possibile nel lavoro e nella vita.

La sua prima esperienza politica è stata con le Comunali del 2015, con la sua candidatura a sostegno del Sindaco Autonomista Mucchi nella lista civica Passione Clesiana. Nel 2017 si iscrive al PATT e inizia a collaborare con il gruppo del Movimento Giovanile e del Movimento Femminile. Claudia Segnana è una giovane donna grintosa e determinata, con interessi per il mondo della scuola, dello sport e per le tematiche europee.

“Sono orgogliosa ed entusiasta – ha affermato Claudia Segnana – di mettere le mie competenze a disposizione del Partito. Credo nei valori europei, gli stessi valori che nel mio lavoro cerco di trasmettere ai miei alunni. Questa per me sarà un’esperienza importante e per la quale mi impegnerò al massimo”.

Il PATT esprime soddisfazione nel poter schierare a fianco di Dorfmann una giovane donna che incarna alla perfezione l’idea che il Partito vuole rappresentare in Europa. Gli Autonomisti credono nell’Europa come unica possibilità di crescita e sviluppo e si impegneranno affinché si riesca a renderla sempre più a misura di cittadino.

 

Medici di base: un pluvio inarrestabile di tegole sulla Giunta Fugatti. Abbiamo più volte sollecitato ad affrontare il tema con serietà e non con la propaganda, senza mai ottenere risposta.

Abbiamo presentato una proposta leggila al

che avrebbe anche risolto su tutto il territorio la grana delle guardie mediche, bocciata con apatico commento dall’assessore e dalla maggioranza leghista. Guarda il video

Oggi il Giudice stabilisce che tanto per cambiare avevamo ragione noi e che con i proclami da bar strada non se ne fa.

Accogliendo il ricorso, promosso da tre medici obbligati a prestare servizio, in base al protocollo di organizzazione delle AFT, presso quello di via Degasperi in Trento istituito l’estate scorsa.

Di questa telenovela cambiano i protagonisti, ma non l’esito finale. Dal poco al nulla della passata amministrazione provinciale a quella odierna, tra un susseguirsi di eventi infausti, i centri di servizio operanti H24, operanti non lo sono ancora. E chissà se mai lo diventeranno.

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