Pubblici esercizi: una delegazione accolta in Provincia. Il vicepresidente Tonina e l’assessore Failoni hanno ricevuto i rappresentanti di baristi e ristoratori.

È stata ricevuta stamattina in Sala Depero una delegazione di rappresentanti degli esercenti trentini, al termine del corteo di protesta che aveva fatto precedentemente tappa al Commissariato del Governo. Il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina e l’assessore al commercio e turismo Roberto Failoni hanno ascoltato le istanze di baristi e ristoratori, che hanno ribadito le grandi difficoltà a cui devono far fronte per il perdurare della pandemia e le complesse disposizioni anticontagio che interessano la categoria, soprattutto riguardo alle modalità e alle tempistiche dell’offerta del servizio al pubblico.

I temi sul tavolo avevano già trovato riscontro nella vicinanza della Giunta provinciale per voce del presidente Maurizio Fugatti nei giorni scorsi, assieme alla garanzia della presentazione delle stesse istanze al Governo per tramite della Conferenza Stato-Regioni e Province autonome, che si è svolta anche questa mattina in contemporanea alla protesta, motivo per il quale il presidente Fugatti non ha potuto ricevere personalmente i manifestanti.

Il vicepresidente Tonina e l’assessore Failoni hanno ribadito la piena disponibilità ad affrontare i nodi della questione, soprattutto in merito alla necessità di avere tempi definiti a lungo termine per gli orari di apertura e per l’asporto e una maggiore certezza di ristori mirati ed efficaci da parte del Governo nazionale, per salvaguardare l’economia e la salute sia degli esercenti sia degli utenti di questi servizi essenziali.

Partita la sperimentazione di “Easy Lunch Trentino”, il nuovo servizio buoni pasto. Sarà attivo a partire da febbraio per i lavoratori del comparto Provincia. Le tessere mensa verranno sostituite dalla app “Easy Lunch Mobile”. Procedono le adesioni degli esercenti.

A gennaio la sperimentazione verrà estesa ad oltre mille utenti e nel corso del mese di febbraio partirà ufficialmente “Easy Lunch Trentino”, la nuova gestione “in house” del servizio buoni pasto per il personale del comparto Provincia. Inizieranno uffici provinciali e le scuole, enti e società di sistema e il comparto sanità. Per comuni, comunità di valle ed altri enti è in corso di verifica la modalità di adesione al servizio.

Trentino Sviluppo, incaricato di gestire il nuovo servizio, sta coordinando le operazioni necessarie con il supporto di Trentino Digitale e di Etica Soluzioni che ha si è aggiudicata la gara per la fornitura della struttura informatica del servizio. In pratica i lavoratori usufruiranno del proprio pasto presso i locali convenzionati utilizzando non più la vecchia tessera mensa con microchip ma un QR Code generato direttamente sullo smartphone. La nuova modalità di erogazione del servizio presenta diversi vantaggi, in modo particolare per bar, ristoranti e mense: verranno azzerate le commissioni ed i rimborsi saranno rapidi, sicuri ed effettuati direttamente da Trentino Sviluppo. Una modalità di gestione unica in Italia.

«Si tratta di un cambiamento accolto di buon grado dagli operatori economici – commenta Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – se non addirittura auspicato dalle associazioni di categoria del comparto, in quanto a fronte dell’erogazione del pasto consentirà agli esercenti di incassare il 100% del valore erogato, senza alcuna commissione o sconto per la gestione del servizio, e di poter contare su pagamenti rapidi e certi. A queste condizioni auspichiamo pertanto che anche altri piccoli esercenti, prima scoraggiati da commissioni importanti, possano ora aderire al progetto».

La Provincia autonoma di Trento è il primo ente pubblico in Italia a portare a compimento questa scelta. «La gestione interna – prosegue l’assessore Spinelli – ha già avuto il beneficio di sgravare dalle procedure di appalto e affido del servizio, ma ci aspettiamo che possa anche essere di supporto per il settore della ristorazione sul territorio provinciale».

A regime e senza le limitazioni di questo periodo, conseguenti alle misure di contrato al Coronavirus, il servizio buoni pasto coinvolge infatti sul territorio provinciale circa 40 mila lavoratori.

Grazie anche all’appoggio delle associazioni di categoria, in particolare Confcommercio e Confesercenti, già dal 15 dicembre, i titolari dei pubblici esercizi quali mense, ristoranti, bar, ma anche agriturismi, ristorazione ambulante e servizi di catering continuativo, si stanno accreditando su lunch.trentinosviluppo.it, la piattaforma online a loro dedicata.
Per quanto riguarda i lavoratori, invece, l’attivazione delle nuove modalità avverrà in maniera graduale nel corso del primo semestre 2021. Entro il mese di febbraio inizieranno i dipendenti della Provincia, della scuola e del comparto sanità mentre, nei mesi successivi, si aggiungeranno quelli degli enti collegati al sistema pubblico provinciale. Per comuni, comunità di valle ed altri enti è in corso di verifica la modalità di adesione al servizio.

Per i lavoratori è stata creata l’applicazione “Easy Lunch Mobile” che ognuno potrà scaricare sul proprio smartphone oppure utilizzare da desktop. Con estrema semplicità, la App genererà un QR Code giornaliero che dovrà essere mostrato alla cassa al momento del pagamento.

Al centro i temi posti dalla nuova norma statale approvata lo scorso dicembre. A22: riunita oggi a Trento l’assemblea dei soci pubblici.

Si è riunita oggi a Trento per iniziativa della Cabina di regia l’assemblea dei soci pubblici della società Autostrada del Brennero spa, presenti fra gli altri i presidenti delle due Provincie autonome di Trento e Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher. Al centro della discussione la norma approvata con la legge 176 del 18 dicembre scorso, che autorizza i soci pubblici di Autobrennero a esercitare il diritto di riscatto delle azioni detenute dai privati, presupposto necessario per addivenire finalmente al rinnovo della concessione, scaduta nel 2014. I soci privati detengono attualmente il 14,3% del capitale sociale. L’assemblea ha esaminato il percorso indicato dalla normativa, molto complesso sul piano giuridico, che presuppone all’origine l’esistenza di un interesse pubblico da tutelare e una corretta valorizzazione delle azioni dei privati, trasformate da ordinarie a riscattabili. L’assemblea ha concordato altresì sulla necessità di definire prioritariamente con il Governo i temi relativi alla governance della nuova società e alla questione degli extra-profitti.

La norma varata dal Governo offre alla società di via Berlino la possibilità di portare a termine la trattativa avviata con i soci privati. Un percorso, come sottolineato più volte nel corso dell’assemblea, non facile, che vede convergere diversi istituti giuridici in ordine ai passaggi fondamentali previsti dal legislatore: la possibilità di convertire azioni ordinarie in azioni riscattabili e la determinazione del prezzo di riscatto.

La norma rappresenta di fatto un’opportunità per chiudere finalmente la partita del rinnovo della concessione.

I soci pubblici dovranno a loro volta ricevere il via libera dalle rispettive giunte e consigli al fine di dare mandato alla società di costituire una nuova società in house. Un passaggio, è stato detto, a sua volta delicato e dirimente, che va affrontato con la dovuta attenzione, nella consapevolezza che l’intero processo è governato dal principio della tutela dell’interesse pubblico degli attori territoriali coinvolti.

L’assemblea ha dato mandato di richiedere tempestivamente al Governo un incontro per definire gli aspetti regolati dalla norma riguardanti la governance della società e il tema degli extra profitti.

Km, mezzi, personale: tutti i numeri del piano neve. Su strade e marciapiedi sono state sparse 1270 tonnellate di sale, 21 mila le ore di lavoro. Il costo complessivo delle operazioni è di circa un milione di euro.

In seguito alle due nevicate che hanno interessato la viabilità del territorio del comune di Trento di fine dicembre e gennaio, sono stati impiegati, come previsto dal piano neve, un numero considerevole di mezzi tra lame, minipale, pandini, mezzi salatori. Per le operazioni di manutenzione invernale l’Amministrazione comunale si avvale infatti sia del proprio personale addetto alla manutenzione sia di mezzi d’opera messi a disposizione dagli operatori privati per le operazioni di spargimento sale e sgombero neve.

Il territorio, secondo il piano, viene suddiviso in zone nelle quali vengono predisposti i percorsi divisi per lunghezza e omogeneità (carreggiata stradale, marciapiede, parcheggio), allo scopo di garantire un servizio ordinato. Ad ogni percorso corrisponde un mezzo d’opera, sia per quanto riguarda lo spargimento del sale e lo sgombero neve sulle strade sia per lo sgombero neve sui marciapiedi.

I numeri del piano neve

• Km viabilità comunale
600 km di strade e 280 km di marciapiedi

• Mezzi
Città più Gardolo: Lame trattori 33, lame unimog 2, minipale 26, camion salatura 4
Sobborghi ovest: Lame trattori 19, minipale 8, mezzi salatura 8
Sobborghi nord ed est: Lame e trattori 24, minipale 10, mezzi salatura 13
Bondone: 10 mezzi (lame, spargisale, minipala, fresa, carico)
A questi si aggiungono i 30 mezzi (tra minivan, camion, minipale e pale) del Comune di Trento.

• Personale
Per operare nella fase di spalatura e salatura a mano sono state impiegate giornalmente 5 squadre con in media 7 operai ciascuna di ditte esterne per un totale medio di 35 persone al giorno.
Personale comunale impiegato giornalmente (tra operai e tecnici coordinatori) nel complesso delle operazioni: 33 persone.
Il lavoro ha interessato ininterrottamente il periodo dal 27 dicembre all’8 gennaio. Anche successivamente, ci sono state operazioni giornaliere o secondo necessità di salatura strade e marciapiedi e ulteriori rimozioni di neve.
Le ore di lavoro complessive nel periodo dal 27 dicembre all’8 gennaio sia per i mezzi sgombraneve (lame, minipale, salatori) che per le squadre di operai sono state circa 21 mila.
Per la salatura delle strade sono stati impiegati, fino ad ora, 1100 tonnellate di sale da silos.
Per la salatura con mezzi più piccoli o a mano sono stati impiegati 170 tonnellate di sale in sacchi, per un costo complessivo del sale di circa 150 mila euro.
Il costo complessivo per le operazioni di sgombero neve, supera il milione di euro. I conti definitivi si potranno fornire tra qualche giorno.

Conferenza Stato-Regioni, Fugatti: “Ristori certi per le attività che hanno subìto uno stop”.

Ristori, conteggio dei test rapidi e distribuzione dei vaccini. Intorno a questi argomenti si è concentrato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nel corso del proprio intervento nell’ambito del vertice tra Regioni e Governo, alla presenza dei ministri per gli Affari regionali Francesco Boccia e per la Salute Roberto Speranza. Accanto al capo dell’esecutivo erano presenti anche gli assessori Stefania Segnana (sanità) e Roberto Failoni (turismo).

Il capo dell’esecutivo ha ricordato come il Trentino stia trasferendo al Ministero i dati relativi alle positività dei test antigenici già dal 3 dicembre 2020: “Ritengo, come altri miei omologhi, che questi numeri vadano tenuti in considerazione nei conteggi diffusi giornalmente dalla Protezione civile nazionale al fine di stabilire un quadro realistico della situazione. La definizione di zona gialla, arancione o rossa deve continuare ad essere fatta sulla base di parametri fissi, mentre la definizione del cosiddetto “rischio alto”, che il Governo sta valutando, rischia di prestarsi a valutazioni non oggettive”. Fugatti ha ritenuto corretta la distribuzione dei vaccini a Regioni e Province autonome, sulla base del numero di anziani presenti sui vari territori e non degli abitanti.

Il Trentino ha peraltro deciso di non somministrare la totalità delle dosi consegnate, ma ne conserva un terzo al fine di garantire l’effettuazione del richiamo alla terza settimana, dato che la distribuzione settimanale sul territorio da parte delle case farmaceutiche può subire in alcuni casi uno slittamento di qualche giorno.

Il presidente ha inoltre chiesto che venga mantenuta la distinzione tra regioni di “colore” diverso nei weekend ed ha posto l’accento sull’importanza dei ristori da predisporre per le categorie economiche che hanno subìto uno stop: “Segnalo le manifestazioni di preoccupazione di ristoratori, baristi e tutte le attività che oggi non lavorano, ad esempio quelle che ruotano attorno agli impianti di risalita che stanno subendo gli effetti della situazione attuale. Le valutazioni di tipo scientifico sono di competenza dei tecnici: noi dobbiamo sostenere le attività che stanno pagando il prezzo più alto e favorire, quando possibile, la ripartenza. Penso ad esempio all’asporto di cibi e bevande e alle consegne a domicilio”.

Verrà ristrutturato l’ex centro civico di Povo. La struttura sarà riqualificata sul piano energetico ed impiantistico. I locali al piano terra della parte sud verranno destinati ad associazioni.

Verrà realizzata una ristrutturazione del Centro Civico di Povo completa, funzionale sia alle nuove funzioni che alle esigenze contemporanee di comfort degli edifici pubblici e di basso consumo energetico degli stessi. L’edificio si trova a Povo in via Salé 1. L’importo complessivo dell’opera è pari ad 1.325.000 euro. Il cantiere sarà di 270 giorni consecutivi.

 

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LO STATO DI FATTO
L’edificio originariamente adibito a centro civico di Povo, a seguito dello spostamento di quest’ultimo è stato in parte abbandonato ed in parte riadibito provvisoriamente ad altre funzioni. Nella zona a sud erano collocati al piano terra gli uffici dell’anagrafe, l’ufficio del segretario ed i servizi igienici, al piano superiore invece la biblioteca e la sala di lettura.
Nella parte centrale dell’edificio vi è una sala polivalente a doppia altezza. Nella terza parte, esposta a nord, ritroviamo l’atrio di ingresso alla struttura ed i servizi igienici al piano terra e la sala del consiglio e l’archivio al piano superiore.

 

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IL PROGETTO
La struttura sottoposta a ristrutturazione sarà riqualificata sul piano energetico ed impiantistico ed adeguata sismicamente. Inoltre la sostituzione di tutte le finiture interne ed esterne, migliorerà il comfort degli ambienti.

Per ciascuno di questi è stata predisposta una perizia acustica, i cui risultati sono stati implementati nelle scelte progettuali al fine di garantire un corretto funzionamento acustico della sala polifunzionale, delle aule scolastiche e del laboratorio musicale.

I locali al piano terra della parte sud verranno destinati ad associazioni, improntate nelle relazioni familiari. Nell’ambito di questi saranno realizzati una sala ed un laboratorio di cucina. Nel piano superiore verranno realizzate due aule didattiche a disposizione della scuola primaria “Moggioli” posta nelle immediate vicinanze. L’accesso a queste avverrà attraverso un ingresso dedicato senza interferenze con le altre attività.

La sala polifunzionale resta sostanzialmente inalterata nelle dimensioni e proporzioni, a meno di quegli interventi che si è reso indispensabile inserire per adeguarla rispetto alla normativa di prevenzione incendi, sulla base della quale si è provveduto a richiedere un parere sul progetto alla Commissione di Vigilanza, al fine di ottenere a fine lavori l’autorizzazione a pubblico spettacolo.

La parte terminale dell’edificio esposta a nord continuerà ad ospitare al piano terra l’atrio di ingresso , i servizi igienici, lo spogliato a servizio delle sala ed un deposito.
Al piano superiore sarà collocata una sala dedicata alla musica, isolata acusticamente dal resto. In adiacenza a questa ci saranno un deposito a disposizione della sala musica ed il locale per le macchine dell’aria.

Un’amministrazione comunale efficiente avrebbe dovuto organizzare un servizio puntuale e celere volto a pulire le strade per il traffico, a sgomberare i posti auto lungo le stesse per consentire il parcheggio delle macchine nonché i marciapiedi per il passaggio dei pedoni. Questo non è stato fatto e sta causando molti problemi agli automobilisti, ma la stessa cosa riguarda coloro che usano la bici per recarsi al lavoro con strade dove sono presenti pericolose lastre di ghiaccio.

La scusante della nevicata copiosa avvenuta ormai dieci giorni fa non può giustificare il ritardo nell’inizio dei lavori di sgombero strade, iniziato quando la neve, troppo alta, ha di fatto bloccato il traffico in molte parti della città nonostante l’abbondante nevicata fosse stata ampiamente annunciata dai meteo e quindi l’organizzazione dei mezzi poteva essere attivata per tempo. Anche in occasione della seconda nevicata, inoltre, si è ripresentato lo stesso problema del ritardo nell’inizio dei lavori di sgombero delle strade, quindi sembra si possa dedurre che il piano neve attuato dal Comune non abbia ottenuto i risultati sperati con molte strade e marciapiedi impraticabili per molte ore, soprattutto in alcune strade periferiche. Anche successivamente alle nevicate crediamo siano mancati in molte zone della città il lavoro fondamentale degli spalatori e dei mezzi comunali o privati per lo sgombero della neve accatastata ai lati delle strade, sui marciapiedi e in molti parcheggi pubblici soprattutto nelle periferie.

Esempio lampante è che, dopo diversi giorni dalle nevicate, presso il parcheggio pubblico di Martignano molti stalli sono ancora occupati da cumuli di neve accatastata dopo la prima nevicata e mai rimossa, inclusi gli unici due parcheggi per disabili. Altro esempio, molti marciapiedi in collina risultano ancora pieni di neve ora trasformata in ghiaccio, nonostante siano passati molti giorni dalla nevicata: crediamo che un piano neve efficiente avrebbe potuto prevedere la pulizia, soprattutto per i marciapiedi vicini alle uscite delle scuole. Il problema riguarda anche il centro cittadino, con strade centrali che sono ancora parzialmente impraticabili. Qualcuno a riguardo deve dar delle spiegazioni: noi abbiamo presentato delle interrogazioni in Comune affinché nel futuro tali situazioni non succedano più.

Questo quanto dichiarato in una nota dai Consiglieri comunali della Lega Salvini Trentino Alessandro Saltori, Daniele Demattè e Vittorio Bridi.

Altri 6 decessi. 54 nuovi casi positivi al molecolare e 26 all’antigenico. I molecolari poi confermano 15 positività intercettate nei giorni scorsi dai test rapidi. 65 nuove guarigioni
Coronavirus: dal bollettino di lunedì 11 gennaio 2021

Altri 6 lutti appesantiscono purtroppo la lista delle vittime da Covid-19 in Trentino. Il dato è riportato dal bollettino quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari che offre come sempre uno spaccato sull’andamento del contagio.
Il giorno che segue la domenica mostra, come spesso accade, una flessione nel numero dei tamponi eseguiti – 352 molecolari, tutti analizzati all’Ospedale Santa Chiara e 285 antigenici – che hanno permesso di identificare rispettivamente 54 e 26 nuovi casi positivi. I molecolari hanno inoltre confermato 15 positività emerse nei giorni scorsi dai test antigenici

Più in dettaglio, dei nuovi casi positivi di oggi, 37 sono asintomatici e 27 paucisintomatici. Sono 7 i bambini e ragazzi in età scolare v che hanno contratto il virus: di questi, 1 ha meno di 2 anni. 15 invece i soggetti che hanno 70 o più anni.
Negli ospedali ieri si sono registrati 30 nuovi ricoveri, a fronte di 21 dimissioni: attualmente ci sono quindi 395 pazienti covid, di cui 45 in rianimazione.
E’ negli ospedali tra l’altro che si è registrata la metà dei decessi: si tratta di 4 uomini e 2 donne, di età compresa fra i 64 ed i 93 anni.

I guariti invece sono 65.
Prosegue intanto anche l’attività di vaccinazione: nel primo pomeriggio di oggi risultavano somministrate 7.539 dosi, di cui 2.487 ad ospiti di residenze per anziani.

Segnala Gestel che per beneficiare della nuova agevolazione Imis occorre presentare la relativa comunicazione entro il termine di prescrizione del 31 gennaio.

Gestel, società che gestisce le entrate dei Comuni del Basso Sarca, informa che l’art. 3, comma 2 della legge provinciale del 28 dicembre 2020, n. 16, ha introdotto ai fini Imis (Imposta immobiliare) delle nuove riduzioni per l’anno 2020 del 50% sulla base imponibile Imis (senza possibilità di cumulo con le altre agevolazioni già presenti all’art. 7, comma 3, lettera a e b) della legge provinciale 14/2014, e quindi fabbricati di interesse storico e artistico e fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati).

La riduzione è prevista per i fabbricati nei quali vi sia coincidenza tra il proprietario e il gestore dell’attività in essa svolta e che rientrino nelle attività economiche elencate con i codici Ateco nell’allegato 1 previsto dalla norma nazionale, il decreto legge 137/2020, disponibile, quale allegato alla domanda, anche sul sito web di Gestel, all’indirizzo , e quindi nella cartella “Modulistica varia/RIDUZIONE COVID19” o direttamente al link

Al medesimo link è presente anche un ulteriore modello utile per presentare la domanda di rimborso nel caso il versamento anno 2020 fosse già stato effettuato, situazione abbastanza diffusa tenuto conto che la nuova norma agevolativa ha visto la luce successivamente alla scadenza Imis del 16 dicembre 2020. Per quanto riguarda l’eventuale rimborso, si ricorda che può essere richiesto entro il termine di 5 anni decorrenti dal giorno nel quale è stato effettuato il versamento e che è possibile chiedere la compensazione con l’Imis dovuta per gli anni successivi.

La comunicazione prevista si può inoltrare utilizzando un modello predisposto da Gestel, scaricabile in formato pdf editabile dal sito web indicato, allegando una fotocopia di un documento d’identità e spedendo il tutto all’indirizzo pec pec@pec.gestelsrl.it o all’indirizzo email info@gestelsrl.it. Per eventuale consegna diretta presso gli uffici (aperti dal lunedì al mercoledì dalle 8.30 alle 12 e dalle dalle 14.30 alle 17, il giovedì e il venerdì dalle 8.30 alle 12) è necessario fissare un appuntamento telefonico al numero 0464 586801 per la sede di Arco, 0464 916282 per l’ufficio di Mori e 0465 700140 per l’ufficio di Fiavè.

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