Politiche giovanili: prorogata al 31 dicembre la presentazione dei piani strategici.

La diffusione della pandemia da Covid19 ha imposto importanti e significativi cambiamenti anche nel contesto della realizzazione della attività progettuali realizzate dai piani giovani di zona e d’ambito. In particolare nei mesi di chiusura della scorsa primavera quasi tutte le attività in presenza sono state bloccate o riprogrammate. Inoltre lo spostamento delle elezioni comunali in autunno ha comportato una ridefinizione dell’assetto istituzionale dei Piani giovani e un conseguente slittamento nella definizione delle attività.

Per questo la Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alle politiche giovanili Mirko Bisesti, ha deciso di posticipare il termine per la presentazione dei piani strategici riferiti al 2021 dal 30 novembre al 31 dicembre 2020. I territori avranno quindi un mese in più di tempo per presentare il documento.

Oltre alla proroga al 31 dicembre della presentazione dei piani strategici la delibera stabilisce inoltre di utilizzare i dati finanziari relativi al 2020 sempre soltanto a consuntivo ai fini della determinazione del massimo contributo erogabile. Infine viene definito un criterio di commisurazione del massimo contributo erogabile nel caso di creazione di nuovi piani giovani di zona derivanti dalla scissione di piani giovani già esistenti.

 

Terzo Settore: ecco il bando delle attività.In arrivo risorse per 1.654.418 euro grazie all’Accordo di programma con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale hanno tempo fino al 15 dicembre per presentare domande di contributo per la realizzazione di attività di interesse generale. A disposizione vi sono 1.654.418 euro che, in base all’Accordo di programma con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sono assegnati alla Provincia per attività istituzionali e progettuali da svolgere entro il 30 giugno 2022.

Lo ha stabilito oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana: “Accanto allo stanziamento ordinario di circa 700.000 euro, vi è un importo aggiuntivo di circa 950.000 euro, destinato proprio ad iniziative per fronteggiare l’emergenza Covid.

L’obiettivo non è solo sostenere l’offerta di proposte del Terzo Settore, ma anche di offrire un rimborso per le spese sostenute dalle Organizzazioni di volontariato e dalle Associazioni di promozione sociale durante l’emergenza e finanziare specifici progetti in grado di contrastare gli effetti provocati dalla pandemia. Vogliamo – conclude l’assessore Segnana – finanziare la capacità organizzativa, operativa e finanziaria degli enti del volontariato che in qualche modo sono stati colpiti dalla pandemia, sia perché hanno intensificato le attività istituzionali sia perché non hanno potuto attuare l’attività ordinaria”.

 

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Tre gli interventi previsti nel bando:

rimborsi spese sostenute durante il periodo dell’emergenza Covid-19;
contributi per attività istituzionale o progettuali di contrasto agli effetti provocati dall’emergenza Covid-19;
contributi per attività istituzionale o progettuali ordinarie.
In base al Bando, per gli interventi 1 e 2, ovvero per rimborsi di spese sostenute durante il periodo dell’emergenza e per il contributo a sostegno delle attività istituzionali e progettuali di contrasto agli effetti dell’emergenza, per essere finanziati devono perseguire 5 obiettivi generali: porre fine ad ogni forma di povertà; salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età; educazione di qualità, equa ed inclusiva; riduzione delle ineguaglianze; città e comunità sostenibili.

Per quanto riguarda invece il contributo ordinario, l’attività promossa deve perseguire i seguenti obiettivi: promuovere un’agricoltura sostenibile; raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze; salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età; incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile; riduzione delle ineguaglianze; garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.

Le risorse a disposizione ammontano a 1.654.418 euro. I contributi sono differenziati e prevedono un importo massimo per le attività progettuali di 50.000 euro.

 

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Domande
Le domande di contributo vanno presentate dalle APS ed ODV, iscritte rispettivamente all’Albo provinciale del Volontariato o al Registro, provinciale o nazionale, delle Associazioni di Promozione Sociale, fino al 15 dicembre 2020 in una delle seguenti modalità:

mediante raccomandata con avviso di ricevimento al Servizio politiche sociali, in via Gilli n. 4, 38121 Trento, entro le ore 24 dell’ultimo giorno utile;
alla casella di posta elettronica certificata: serv.politichesociali@pec.provincia.tn.it entro le ore 24 dell’ultimo giorno utile.
Le attività, istituzionali e progettuali, possono essere avviate a partire dall’1 gennaio 2021 e devono concludersi entro il 30 giugno del 2022; per le attività istituzionali si è previsto una durata massima di 18 mesi mentre per le attività progettuali è stata prevista anche la durata minima di 6 mesi.

Un nuovo lunedì insieme alle inchieste di Report, in onda il 23 novembre alle 21.20 su Rai3. Si parte con il reportage “I padroni di casa” di Luca Chianca e la collaborazione di Alessia Marzi. Chi è il vero proprietario del Milan? Se lo sono chiesto in tanti da quando Silvio Berlusconi l’ha venduto. Dopo la parabola misteriosa del cinese Mr Lì, oggi tutti parlano del Fondo Elliott ma in realtà i titolari effettivi delle società lussemburghesi che controllano il Milan sono due consiglieri di amministrazione del club rossonero, Gianluca D’Avanzo e Salvatore Cerchione.

Report lo scopre perché l’ultima direttiva antiriciclaggio, voluta dall’Europa, impone a ogni Paese membro un registro dei beneficiari finali delle operazioni fatte dalle società e questo al di là di accordi privati, tra soci o azionisti per la governance di una società. Mentre l’Italia non ha ancora il suo registro, il Lussemburgo si è da poco adeguato alla normativa ed è lì che leggiamo chi sono i nuovi titolari effettivi del Milan, almeno sulla carta, con una quota di poco superiore al 50%. Si prosegue con “Potere capitale” di Daniele Autieri e la collaborazione di Federico Marconi.

È uno dei Corpi di polizia cittadina più grandi d’Europa: oltre 6mila vigili con competenze che vanno dal decoro urbano alla verifica delle misure anti-Covid. Ma a dieci anni dalle prime denunce che portarono all’arresto del comandante generale del Corpo di polizia locale di Roma, Angelo Giuliani, il sistema di potere all’interno dei vigili urbani della capitale è ancora in piedi. Attraverso testimonianze e intercettazioni inedite, l’inchiesta ricostruisce i legami tra l’allora comandante Giuliani e l’attuale comandante generale Stefano Napoli, nominato alla guida del Corpo il 30 giugno scorso dalla sindaca Virginia Raggi. Parlano commercianti vittime di estorsione e cittadini minacciati di morte solo per aver segnalato troppe irregolarità, ed emerge per la prima volta il ruolo di alcuni vigili come fiancheggiatori dei clan nella conquista dei locali del centro di Roma. Un sistema così consolidato che è capace perfino di far tremare un sindaco, al punto da rendere lecita la domanda: quale è stato il ruolo dei vigili di Roma negli scandali che hanno portato alle dimissioni di Ignazio Marino?

E ancora, il reportage “AAA infermieri cercasi” di Chiara De Luca. La seconda ondata della pandemia di Covid-19 ha travolto anche la Regione Piemonte, che non si è fatta trovare pronta a gestire questa nuova emergenza. È soprattutto la carenza di personale infermieristico ad aver messo in difficoltà le strutture sanitarie a causa di bandi iniziati solo a fine ottobre. Infine “Immuni e le sue sorelle” di Lucina Paternesi e la collaborazione di Alessia Marzi. Non solo Immuni: durante i mesi più bui della pandemia in Italia sono spuntate come funghi applicazioni di telemedicina per gestire i pazienti a distanza ma anche brutte copie dell’app di Stato: quelle di Lazio, Lombardia, Bergamo città, ora anche del Veneto di Zaia e soprattutto di Sicilia e Sardegna. App invasive, che spesso utilizzano il gps e che, in base alle ordinanze regionali, sembrano obbligatorie per poter andare in vacanza nelle due isole. Ma sono legittime?

Un Fondo straordinario per sostenere i lavoratori e le imprese dello spettacolo. Le domande dal 23 novembre al 4 dicembre.

Un Fondo straordinario, finanziato con 500mila euro, a sostegno dei lavoratori e delle imprese del mondo spettacolo. Lo prevede una delibera, approvata oggi dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore alla Cultura Mirko Bisesti, con la quale vengono stabiliti i criteri e le modalità per la concessione di contributi a fondo perduto. Potranno beneficiarne gli operatori economici (associazioni e società) e i singoli professionisti, artisti o tecnici, che operano in regime di ditta individuale o tramite partita IVA.

“Dobbiamo intervenire con urgenza in questo settore – commenta l’assessore Bisesti – che è stato indubbiamente uno fra i più colpiti dagli effetti negativi sul lavoro e sull’economia causati dal Covid-19. In ballo ci sono molti posti di lavoro, senza dimenticare il grande valore sociale delle attività culturali e la loro capacità di essere anche motore di sviluppo economico”.

In particolare si prevede un intervento a fondo perduto così modulato:

per i singoli professionisti dello spettacolo (artisti e tecnici) che operano in regime di ditta individuale o partita IVA euro 1.500;

per gli operatori economici, costituiti in associazione o società:

– euro 1.500 da 0 fino a 44 giornate contributive nell’anno 2019;
– euro 2.000 da 45 fino a 200 giornate contributive nell’anno 2019;
– euro 3.500 da 201 fino a 400 giornate contributive nell’anno 2019;
– euro 5.000 per più di 400 giornate contributive nell’anno 2019;

per i soggetti che gestiscono sale cinematografiche:
il 50% dell’importo corrispondente ai mancati incassi fino ad un massimo di contributo di euro 20.000.

L’intervento relativo alle sale cinematografiche è giustificato dal fatto che questo settore ha subito contraccolpi durissimi, causati dalla chiusura, per molti mesi, delle sale e dal blocco delle produzioni nazionali ed internazionali.

La domande di contributo potranno essere presentate dal 23 novembre al 4 dicembre 2020 presso la struttura provinciale competente in materia di attività culturali, avvalendosi del modulo appositamente predisposto e reperibile sul sito www.modulistica.provincia.tn.it

Trentino Emergenza 118: integrate le tariffe per i volontari.Segnana: “Si tratta di un ristoro per le tante associazioni impegnate a fronteggiare questa pandemia”.

Oggi la Giunta provinciale ha integrato la tariffa a coperture forfettaria dei costi sostenuti dalle associazioni di volontariato convenzionate con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e ha rideterminato il fondo di riequilibrio. “Sotto il coordinamento di Trentino Emergenza 118 operano 42 associazioni di volontariato che durante questa lunga fase pandemica stanno contribuendo alle attività di soccorso sanitario e di trasporto infermi – spiega l’assessore alla salute Stefania Segnana -. Il loro impegno è stato ed è costante ed elevato.

Esse concorrono con professionalità e dedizione al funzionamento del servizio sanitario provinciale e il loro impegno, sia durante la fase acuta che in queste ultime settimane, è molto maggiore dell’ordinario, anche per la necessità di attenersi a specifici protocolli per ridurre il rischio di contagio. Con la deliberazione approvata oggi veniamo incontro ai maggiori oneri che i nostri volontari stanno fronteggiando”.

Nel dettaglio è stato integrato l’impianto tariffario definito a copertura forfettaria dei costi riconoscendo, con decorrenza dal 1° settembre 2020 e per tutta la durata dell’emergenza pandemica, una tariffa di euro 21,22/ora per il servizio attivo di emergenza, a fronte di una tariffa ordinaria di euro 17,72, e una tariffa di euro 5,02/ora per il servizio di reperibilità di emergenza, a fronte di una tariffa ordinaria di euro 4,52. Entrambi i servizi sono connessi e funzionali all’attività di soccorso e trasporto in emergenza-urgenza.

Inoltre, in conseguenza delle assunzioni di personale che le associazioni hanno effettuato nel corso del 2018, e che sono rimaste in carico alle stesse per garantire la continuità dei servizio, è stato rideterminato per l’anno 2019 l’importo del Fondo di riequilibrio che è passato da euro 140.000 a euro 165.058,77, autorizzando l’Azienda sanitaria a procedere alle relative liquidazioni. Per gli esercizi 2020 e 2021 il Fondo di riequilibrio è stato rideterminato nell’importo massimo di euro 170.000.

Tappa ad Urbino per “Linea Verde Life” con Marcello Masi e Daniela Ferolla, sabato 21 novembre alle 12.20 su Rai1. I due conduttori andranno alla scoperta della città natale di Raffaello Sanzio, culla del Rinascimento italiano, ma con un territorio dall’offerta poliedrica: dalla riserva naturale del Furlo alla pratica della transumanza. Poi la bellezza dello “sport dei boschi”: l’orienteering. Non mancheranno le eccellenze enogastronomiche e la ricetta di Federica De Denaro a condire una puntata ricca di molti argomenti legati alla sostenibilità e al green.

Alle imprese dei comuni di montagna fino a 200 mila euro in contributi o partecipazione al capitale sociale da parte di Trentino Sviluppo. Iscrizioni entro il 25 gennaio 2021.
La Giunta provinciale stanzia 5 milioni per lo sviluppo economico delle aree montane.

E’ stato approvato oggi dalla Giunta Provinciale il “bando montagna”, uno stanziamento da 5 milioni di euro per favorire la ripresa economica e lo sviluppo produttivo delle aree montane e periferiche del Trentino, duramente colpite delle diverse misure di contenimento del virus Covid-19. All’iniziativa – gestita da Trentino Sviluppo – possono aderire le imprese che operano nei comuni trentini al di sopra dei 400 metri di altitudine e con una popolazione non superiore ai 7 mila abitanti.

L’avviso coniuga due diverse modalità di intervento e cioè la concessione di contributi alle aziende che effettuino investimenti o acquisiscano servizi di consulenza e la partecipazione di Trentino Sviluppo al capitale dell’impresa richiedente con la logica dell’investitore privato. In entrambi i casi lo stanziamento pubblico potrà arrivare fino a un massimo di 200 mila euro per ciascuna impresa selezionata. Il bando resterà aperto fino al 25 gennaio 2021 e sarà disponibile sui siti ripartitrentino.provincia.tn.it e trentinosviluppo.it.

Le imprese trentine che operano nei comuni montani a 400 metri di altitudine e con meno di 7 mila abitanti hanno tempo fino al prossimo 25 gennaio 2021 per accedere al “bando montagna”. L’iniziativa – che prevede uno stanziamento pubblico complessivo di 5 milioni di euro – è stata fortemente voluta dalla Giunta provinciale, che l’ha approvata nella seduta di oggi, venerdì 20 novembre.

«Già con i lavori degli Stati generali della montagna – osserva Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – e poi con le numerose manifestazioni di interesse raccolte lo scorso anno da Trentino Sviluppo si è evidenziata una importante dinamicità del tessuto economico locale anche nei territori talvolta considerati periferici e comunque lontani rispetto ai principali assi industriali della provincia. Da qui l’idea di sostenere queste attività di impresa, anche e soprattutto in questo momento non facile, con l’obiettivo di stimolare e favorire uno sviluppo economico armonico e diffuso, prerequisito fondamentale per tenere vive le zone di montagna stimolandone la crescita sia a livello economico che sociale».

Il bando si articola infatti in due categorie. La categoria A) che prevede la concessione di un contributo di massimo 200 mila euro – 100 mila per i beneficiari del regime “de minimis” – alle imprese montane che effettuino investimenti fissi o acquisiscano servizi di consulenza volti a introdurre sul mercato prodotti e servizi nuovi o innovativi. La categoria B) è invece riservata alle imprese che – sempre con questa finalità – richiedano la partecipazione di Trentino Sviluppo nel loro capitale d’impresa con la logica dell’investitore privato. La partecipazione – di minoranza – dovrà essere tra i 50 e i 200 mila euro e l’importo dovrà andare a sommarsi a un investimento di almeno pari valore effettuato dall’investitore privato, secondo la logica del cosiddetto “pari passu”.

Saranno ammesse al bando iniziative nell’ambito delle produzioni manifatturiere che utilizzino materiali locali, sostenibili e attenti alla filiera del riciclo, della bioedilizia e dell’edilizia in legno, della meccanica, robotica e automazione, del riuso e dell’economia circolare, della trasformazione di prodotti agricoli e alimentari, della produzione di tecnologie per l’agricoltura di montagna e di monitoraggio del territorio tramite ICT e telecomunicazioni, della protezione ambientale e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Disco verde anche per le iniziative che aiutino a contrastare gli effetti negativi della pandemia, con particolare riferimento alla telemedicina, al monitoraggio delle distanze e al tracciamento tra persone, ai controlli degli accessi, alla verifica biometrica e di sicurezza.

Il bando – naturale prosecuzione della manifestazione di interesse “Progetti d’impresa nel cuore delle Alpi” aperta lo scorso anno – sarà gestito da Trentino Sviluppo.

Maggiori informazioni, testo integrale del bando e la documentazione relativa saranno disponibile a partire dai prossimi giorni sui siti web ripartitrentino.provincia.tn.it e trentinosviluppo.it.

Coronavirus: 234 nuovi casi positivi, 7 decessi, oltre 200 guariti, 3.000 tamponi.

I numeri sono sempre severi, ma rimangono nel trend dell’ultimo periodo contraddistinto da una recrudescenza anche in Trentino del contagio da Covid-19. Lo certifica l’Azienda provinciale per i servizi sanitari che nel bollettino di oggi parla di 234 nuovi casi positivi, ma anche di 7 nuovi decessi e 455 ricoveri nei vari ospedali della provincia.

Nel dettaglio, i nuovi contagiati sono per lo più asintomatici: 152 i casi individuati da attività di contact tracing o screening. 42 (tra ospiti e operatori) sono collegabili alle RSA trentine, mentre tra i piccolissimi se ne contano 2 con meno di 2 anni e 1 di età compresa fra i 3 ed i 5 anni. Sempre alto invece il numero dei contagi fra gli over 70: il rapporto oggi indica 89 casi nuovi e a questo dato di accompagna, come sempre, la forte raccomandazione a osservare ancora più prudenza per proteggere le fasce più esposte agli effetti dell’infezione. Un messaggio che l’alto numero di decessi (7 anche oggi, tutti relativi a ultra settantenni) dovrebbe rendere ancora più forte.

Ci sono, è vero, anche 40 soggetti considerati pauci sintomatici e seguiti a domicilio, ma l’altro dato che impone a tutti un’ulteriore assunzione di responsabilità è quello relativo ai ricoveri che ormai sono saliti a quota 455: nella giornata di ieri infatti sono stati registrati 43 nuovi ingressi, “compensati” da poco meno di una trentina di dimissioni. Da ricordare poi che in terapia intensiva ci sono ancora 38 pazienti.

È una buona notizia invece poter considerare un flusso abbastanza costante relativo ai guariti: il rapporto oggi ne indica altri 210, che portano il totale a superare quota 10.000. (10.071 la cifra esatta).

Sul versante scuola, anche oggi ci sono altri 18 nuovi casi di bambini e ragazzi in età scolare; la ricostruzione dei contatti di ciascuno di loro determinerà l’isolamento o meno delle rispettive classi (ieri in quarantena ce n’erano 163).

Sempre intenso il lavoro di chi da mesi è sul campo per intercettare il virus: ieri sono stati analizzati 3.043 tamponi, 1.613 dal Laboratorio di Microbiologia dell’Ospedale Santa Ciara di Trento ed altri 1.430 alla Fondazione Mach. Il totale da inizio pandemia sale dunque a 344.029 test molecolari somministrati.

La I Commissione permanente del Consiglio provinciale – presieduta da Vanessa Masè – oggi pomeriggio ha sviluppato la discussione generale sui disegni di legge della Giunta che compongono la manovra di bilancio preventivo Pat per il 2021. Erano presenti anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il vicepresidente Mario Tonina. Lunedì (mattina e pomeriggio) i lavori si concluderanno con l’esame degli articoli e il voto finale della Commissione.

 

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Ugo Rossi.
Propongo al presidente Fugatti che – se in dicembre l’esame della manovra finanziaria dovesse essere affrontato con sedute consiliari in videconferenza – si organizzi un previo e straordinario incontro dell’esecutivo con i capigruppo, per poter analizzare a fondo la materia. Noi consiglieri abbiamo il ruolo di consigliare, ora e in funzione anche del difficile assestamento di bilancio che si dovrà affrontare l’anno prossimo.

Purtroppo ho chiesto ad esempio dati sui test antigenici e non ho avuto nessuna risposta: questo clima deve cessare, se si vuole il bene del Trentino. Annoto che ci serve programmare per il futuro e siamo dinanzi invece a una manovra che non pianifica, non guarda avanti. Non si può andare dalle parti sociali a dire che ci sono 100 milioni di euro in più per la sanità, mentre sono 46 in più rispetto a quelli che si volevano inizialmente stanziare per il 2021. Intanto sul fondo di riserva del presidente ci sono grosse somme non utilizzate e l’avanzo di bilancio l’anno prossimo supererà i 200 milioni. Riguardo al Recovery Fund alle viste: suggerisco di immaginare opere sovraterritoriali, candidabili agli occhi del Governo a diventare opere utili al Trentino ma con carattere anche nazionale (penso per esempio all’anello ferroviario delle Dolomiti o alle soluzioni per il collegamento Veneto-Trentino, con uscita a Trento sud, un’opera che salva il traffico della Valsugana ed era già stata concordata con Veneto e Stato).

 

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Mara Dalzocchio.
Siamo di fronte a una situazione eccezionale e a una crisi economica senza precedenti. La manovra finanziaria sconta per forza questa contingenza, è ingeneroso quindi parlare di mancanza di visione del governo provinciale. Le risorse finanziarie sono in discesa, nel 2022 mancheranno 5-600 milioni di euro. Questa è un’emergenza e le energie sono assorbite dalla lotta al Covid-19, l’amministrazione Fugatti la sta affrontando con leggi lungimiranti come la Riparti Trentino e con un solido piano di opere pubbliche da mettere in cantiere. Respingo anche le critiche riguardo al conteggio dei contagiati emersi dai tamponi rapidi, perché lo stesso Zaia ha chiesto al Governo di chiarire come si deve procedere. Si cita sempre Kompatscher, ma invito a vedere in quale drammatica situazione si è venuto a trovare l’Alto Adige.

 

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Giorgio Tonini.
Il consigliere ha condiviso lettera e spirito dell’intervento di Rossi. Purtroppo – ha detto – le parole di Dalzocchio gelano ogni aspettativa di nuova apertura della maggioranza al confronto con le opposizioni. La situazione straordinaria richiederebbe soluzioni straordinarie e così stanno facendo Roma e Bruxelles. E’ stato rimosso il limite all’indebitamento degli Stati, con il risultato di pesanti scostamenti di bilancio. L’Italia passerà da avanzi primari a un’inedita situazione di disavanzo. Per fortuna la finanza pubblica del Trentino non subirà un tracollo, la trattativa con lo Stato è infatti andata a buon fine e per questo si deve dire grazie anche all’Europa. La Giunta Fugatti qui si è mossa con saggezza, facendo squadra con Bolzano e anche con noi dell’opposizione consiliare. Sulla stessa strategia di emergenza messa in atto da questo esecutivo non diamo un giudizio negativo.

Ciò detto, più debito pubblico per ristorare chi sta soffrendo maggiormente la crisi Covid è sì un approccio corretto, purché però si prepari al contempo il terreno per una prossima ripartenza del prodotto interno lordo e quindi degli introiti fiscali. Servono per questo riforme di sistema, ma la manovra di bilancio delude da questo punto di vista: manca una prospettiva programmatica che sia chiara negli obiettivi a medio termine. In piena crisi è difficile prevedere, ma è possibile programmare. L’aggiornamento del Defp invece scatta una foto precisa di short term, ma poi non la sviluppa nel senso di decidere dove si vuole andare e come. Questo è il limite che facciamo presente all’amministrazione Fugatti, invocando di poter lavorare tutti assieme per scongiurare le drammatiche previsioni riguardanti il Pil trentino. Il bilancio pluriennale che affrontiamo – ricordo – è l’ultimo utile per dare una svolta dentro i confini della legislatura 2018-2023.

 

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Alex Marini.
Ha citato la norma di materia referendaria tecnicamente stralciata dalla manovra finanziaria, auspicando che prossimamente il tema si possa comunque affrontare in Consiglio. Si è poi unito alla richiesta fatta dai colleghi per un cambio di rotta, per un nuovo metodo collaborativo, per un cambio di paradigma nell’affrontare la crisi.
Tema della banda larga sul territorio: tutti ne auspicano la piena realizzazione, ma poi non si mette mano alla materia. Innevamento artificiale: si mettono 5 milioni in bilancio, ma vogliamo cominciare a fare scelte su dove ha senso investire nello sci e dove questo senso non c’è? Protocollo di finanza locale: vogliamo pensare a nuove regole di ingaggio per la definizione di questo strumento fondamentale? Lettura retrospettiva: credo che dovremmo sì sviluppare programmazione per il futuro, ma anche dedicarci a studiare utilmente gli effetti delle scorse finanziarie, soppesarne l’efficacia concreta.

 

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Ivano Job.
In questa fase ci serve soprattutto trovare un equilibrio tra le misure necessarie per mettere in sicurezza la sanità e quelle per proteggere invece l’economia trentina. A Marini: con la crisi durissima in atto, non sarebbe questo il momento per decidere dove continuare a investire e dove fermare invece gli investimenti nello sci. Il programma di opere presentato dall’amministrazione Fugatti prospetta certamente importanti ricadute sull’economia provinciale.

 

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Il presidente Maurizio Fugatti.
Ringrazio per tutti i contributi di oggi. Convengo con la proposta di valutare modi per confrontarci a livello tecnico-politico prima dell’aula, soprattutto se la manovra dovesse essere affrontata in videoconferenza. La richiesta di prospettiva pluriennale: confermo che tra il 2020 e il 2022 le nostre risorse finanziarie caleranno e oggi non sappiamo quanto la crisi in atto sforerà anche sul 2021. Ricordiamoci che 2019 e 2020 sono stati caratterizzati sì da costanza di finanze, ma in corrispondenza a eventi straordinari come Vaia e Covid-19.

La prospettiva temporale del Recovery Fund – aggiungo – non è ancora chiara, noi siamo ai tavoli ministeriali e siamo pronti con i progetti di opere pubbliche già impostati e quindi adatti all’occasione, visto che si chiede di appaltare entro il 2023 e di cantierare entro il 2026. Elettrificazione della Valsugana: fino a Borgo ci siamo già e con il Ministero si ragiona per arrivare fino a Primolano. Tunnel ferroviario del Brennero: è certamente una delle grandi opere finanziabili, l’ha detto anche il ministro Amendola al Festival dell’Economia. Una considerazione sul p.i.l. trentino: le nostre previsioni (che danno -10,6% per il 2020) sono normalmente molto affidabili, anche perché parametrati al Fondo monetario internazionale. Dobbiamo essere consapevoli che in Trentino il turismo pesa per il 20% dell’economia e questo potrebbe causare una nostra sofferenza particolare rispetto al Paese.

Il tema del debito Pat: confermo, puntiamo nel 2021-2023 a mettere risorse a debito per 300 milioni di euro complessivi. Siamo fiduciosi e credo che si tratti di un obiettivo concretizzabile, con una prima tranche già nel 2021. Trentino Sviluppo: non è vero che ci mettiamo poche risorse, il problema è semmai che le politiche industriali degli anni passati non ce le possiamo più permettere. Ferrovia Rovereto-Riva: la progettazione è in capo a R.f.i., che ci sta lavorando e nel 2021 dovrebbe produrre lo studio di fattibilità. Sarebbe un risultato di grande rilievo.

Nuove domande al via per i contributi a fondo perduto dei Decreti “Ristori” e “Ristori Bis” Chi non aveva richiesto i contributi del Decreto Rilancio ora può farlo
Da oggi, e fino al 15 gennaio 2021, è possibile inviare le domande di accesso ai contributi a fondo perduto previsti dai decreti “Ristori” e “Ristori bis” per i contribuenti che non avevano presentato l’istanza al precedente contributo previsto dal decreto “Rilancio”. Per chi aveva già presentato la domanda la scorsa primavera, infatti, l’accredito delle somme sul conto corrente avviene in maniera automatica.

Come presentare l’istanza – La domanda di accesso ai contributi va presentata via web mediante il portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate oppure attraverso l’utilizzo di un software di compilazione e un successivo invio attraverso l’applicativo “Desktop telematico”. L’autenticazione potrà avvenire con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia, tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, oppure mediante la Carta nazionale dei Servizi (Cns). Nell’istanza devono essere indicati i codici fiscali del richiedente, dell’eventuale rappresentante o intermediario, le informazioni sulla sussistenza dei requisiti e l’Iban del conto corrente su cui ricedere l’accredito.

A chi spetta il contributo del Decreto Ristori – Entrambi i contributi si rivolgono ai titolari di una partita Iva attivata in data antecedente al 25 ottobre 2020 e non cessata al momento della presentazione della domanda. In particolare, gli ulteriori requisiti per richiedere il contributo a fondo perduto del Decreto Ristori sono due: esercitare come attività prevalente una di quelle rientranti nei codici Ateco elencati nella tabella dell’allegato 1 del Decreto e avere avuto l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Quest’ultimo requisito non è invece necessario se la partita Iva era stata attivata a partire dal 1° gennaio 2019.

I destinatari del contributo del Decreto Ristori-bis – Il contributo previsto dal Decreto Ristori-bis, invece, è destinato esclusivamente ai titolari di partita iva che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità (le cosiddette regioni “rosse”). Gli altri requisiti sono analoghi a quelli del contributo del Decreto Ristori: esercitare come attività prevalente una di quelle rientranti nei codici Ateco elencati nella tabella contenuta questa volta nell’allegato 2 del Decreto Ristori bis; se titolari di una partita Iva aperta prima del 1° gennaio 2019, avere avuto l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Infine, sempre come per il contributo precedente, la partita Iva del richiedente deve essere stata attivata in data antecedente al 25 ottobre 2020 e non deve essere cessata al momento della presentazione della domanda.

Una nuova area tematica per tutti i ristori – Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata creata una nuova area tematica, raggiungibile direttamente dalla Home page, che raggruppa le informazioni su tutti i contributi a fondo perduto finora istituiti. Al suo interno è possibile trovare informazioni sulla procedura di richiesta del contributo, sul calcolo delle somme spettanti, su cosa fare in caso di errori e sulle deleghe degli intermediari, oltre al riepilogo dei riferimenti normativi e dei provvedimenti emanati dall’Agenzia.

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