Sindacati parassiti e dipendenti pubblici privilegiati? Affermazioni gravi ed irrispettose.

Le frasi e le offese del consigliere provinciale della PAT Alessandro Savoi, rivolte ai sindacati ed ai dipendenti pubblici sono gravi ed irrispettose. A maggior ragione quando vengono pronunciate da un importante esponente politico di maggioranza che, oltre a far male a sé stesso, nuoce notevolmente anche al Suo partito. Esse andrebbero ritirate pubblicamente, accompagnate dalle dovute scuse. Anche perché generalizzate e senza prove specifiche.

Al consigliere Savoi facciamo presente che la scrivente Segreteria Regionale FLP, ad esempio, per tutti i suoi rappresentanti, non beneficia di permessi e/o distacchi sindacali. Eppure siamo presenti in tutte le Pubbliche Amministrazioni. Lo facciamo semplicemente con i nostri mezzi personali (computer, telefoni, materiale di cancelleria) con il nostro tempo libero, comprensivo dei festivi e delle nottate (oltre a ore di permessi personali, ferie ecc…), nonché con tanta la passione.

Altro che parassiti e privilegiati! Quindi, per quanto ci riguarda, applicando la regola del cosiddetto “minimo sindacale” il consigliere Savoi ha una sola via d’uscita: chiedere venia a tutti, per le grandi stupidità pronunciate.

 

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Giuseppe Vetrone
La Segreteria Regionale FLP

Coronavirus: zero decessi, un solo contagio. Anche la giornata odierna può contare su un rapporto positivo dal fronte della lotta al Coronavirus. I dati forniti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari confermano il trend di queste ultime settimane: un solo caso positivo, nessun decesso, sei ricoveri ospedalieri di cui uno rimane affidato alle terapie intensive.

Sempre importante il numero di tamponi: 850 analizzati da Apss, 628 da Cibio e 292 da Fem, per un totale di 1770 test.

Savoi rappresenta solo la punta dell’iceberg. L’attacco ai pubblici dipendenti trentini è ben più profondo e predeterminato.

Non ci interessano granché le parole del consigliere (sic!) Savoi sul sindacato e sui dipendenti pubblici trentini, che qualificano chi le pronuncia e che le sostiene.

Ci interessa invece capire se le parole di dissociazione del Presidente Fugatti, pur apprezzabili, con siano di pura circostanza dovute alla responsabilità del ruolo politico. Perché riteniamo che al fondo, l’attacco ai pubblici dipendenti trentini non stia nelle parole di Savoi – comunque inaccettabili da parte di chi ricopre importanti cariche politico istituzionali in Trentino – quanto nelle politiche che la giunta Fugatti sta adottando sin dalla prima ora nei confronti di un’intera categoria di lavoratrici e lavoratori che ha dato e sta dando lustro al territorio rappresentando alti livelli di efficienza e di qualità nei servizi erogati a cittadini imprese.

Misure e scelte adottate con modalità propagandistiche, a partire dai 20 milioni sottratti per il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale sino all’annuncio sugli orari pomeridiani e prefestivi, indicando al proprio elettorato un popolo di privilegiati da contrapporre ai lavoratori privati in difficoltà per la crisi economica durante e dopo l’emergenza sanitaria.

Ma il Presidente sbaglia se ritiene di continuare su questa strada, perché persino una categoria non particolarmente votata alla mobilitazione come quella dei pubblici dipendenti ha nel rispetto della propria dignità e del proprio ruolo un caposaldo invalicabile. Per questo non continuerà a tollerare questi attacchi puramente demagogici, privi di qualsiasi fondatezza in termini di miglioramento dell’offerta dei servizi, orientati esclusivamente a mettere in difficoltà le persone che lavorano con figli e genitori da accudire (Uffici aperti fino alle 19.30 e il sabato mattina): per questo reagirà in modo convinto, a partire da venerdì prossimo con la manifestazione in Piazza Dante.

Se c’è oggi un tema su cui lavoratrici e lavoratori – pubblici e privati – sono pronti a mobilitarsi è proprio l’orario di lavoro: passano in secondo piano questioni economiche, rinnovi di contratto sospesi, recupero del potere d’acquisto e persino il riconoscimento e la valorizzazione professionale, quando si toccano elementi fondamentali per l’equilibrio e la conciliazione dei tempi vita-lavoro conquistati nel tempo, come l’articolazione dell’orario di lavoro. Che ricordiamo, non è in disponibilità del datore di lavoro ma è soggetto ad accordi con le rappresentanze dei lavoratori: la dichiarazione del Presidente Fugatti di “cercare di avere un dialogo con le categorie sindacali poi però le decisioni devono essere prese” è, da questo punto di vista, un pessimo viatico per qualsiasi confronto, visto che già in altre occasioni l’incontro con la giunta si è tradotto in un fatto puramente formale.

È successo con la delibera sul premio Covid. Mentre l’Assessora Segnana in un apposito incontro invitava le OO.SS. a formulare osservazioni, in giornata è stata emanata la delibera!

 

Questo non si ripeterà! Stia sicuro il Presidente Fugatti e l’intera giunta provinciale. Senza accordi non si procede sull’orario di lavoro. Primo atto venerdì 19 giugno!

 

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Luigi Diaspro – Segretario Fp Cgil

Il mio discorso, come presidente di “Si può fare!”, per presentare il nostro manifesto valoriale – Abbiamo deciso di presentare oggi un manifesto di princìpi, e non un programma elettorale. Di programmi ne abbiamo letti molti -ne abbiamo uno anche noi- ma i programmi lasciano un po’ il tempo che trovano: spesso si assomigliano tra loro, parlano un po’ di tutto, in modo più o meno vago…

Partiamo dunque con dei princìpi, perché riteniamo che in politica servono princìpi, competenze, spirito di servizio. Un po’ come in tutti i lavori.

Ma senza i princìpi le competenze rischiano di essere finalizzate solamente ai propri scopi; si può rischiare così di essere al servizio di se stessi, e non del bene comune.

In una cornice di princìpi dunque le competenze sono finalizzate ad uno scopo che va oltre quello delle nostre persone, che le supera, che le trascende.

Certo siamo abituati da tempo ad una politica fatta di grandi personalità. Dopo la crisi delle grandi ideologie abbiamo visto la presenza pervasiva dei leader, oppure l’apparire di ideologie un po’ fumose, talora anche violente…

Per fare capire cosa intendo per ideologia, ricorro ad un esempio, cito un caso locale: un consigliere provinciale, maschio, che ha sostenuto un candidato uomo alle provinciali e che supporta un altro maschio alle comunali (cosa del tutto lecita!), ci ha voluto fare un appunto: “Ma perché scrivete sindaco e non sindaca!”. Si guarda il dito e non la luna: abbiamo candidato una donna, qualcuno ama dire “sindaco”, qualcuno preferisce un po’ alla moda “sindaca”, ma farne un motivo di divisione, di scontro, appartiene alla mentalità ideologica, non al riconoscimento di una realtà (che come tale dovrebbe imporsi).

Le ideologie, anche se si presentano come progressiste, portano contrasti, divisioni, muri; gli ideali, i princìpi riguardano l’uomo di ieri, di oggi, di domani.

Nei nostri princìpi parliamo ad esempio di promozione della famiglia, una realtà che esiste da sempre, che non scade; parliamo di autonomia, perché la Patria è un concetto molto concreto, a differenza di concetti ideologici, come il nazionalismo, da una parte, e il globalismo dall’altra. Parliamo di sicurezza e di lotta al degrado, senza farne neppure in questo caso un’ideologia, ma guardando al desiderio di ognuno di vivere in una città dove si possa passeggiare tranquillamente, una città pacifica, serena. Parliamo di una città libera dalla droga, perché la libertà da ogni forma di dipendenza è un valore per (quasi) tutti.

Certo sono dichiarazioni di principio, non saremo in grado di realizzare compiutamente ideali così grandi, ma vogliamo muoverci all’ombra di essi. Zoppicanti e claudicanti, come tutti, ma guardando con fiducia ad un obiettivo, ad una mèta.

 

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Dottor Francesco Agnoli – Presidente “Si può fare!”

 

Il mio discorso, come PRESIDENTE di "SI può FARE!", per presentare il nostro MANIFESTO valoriale. Abbiamo deciso di…

Pubblicato da Francesco Agnoli su Domenica 14 giugno 2020