Fase 2. CGIL CISL UIL: “Bene l’emendamento sul lavoro condiviso con le minoranze.

La trattativa tra maggioranza e opposizione sul ddl Olivi sblocca le risorse per i lavoratori colpiti dalla crisi economica. “La Giunta ha finalmente capito che la nostra proposta era giusta. Ora si cominci subito a lavorare sull’attuazione di misure specifiche”

Dichiarazioni dei segretari generali di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti

Il confronto tra maggioranza e opposizione ha prodotto un primo risultato. Nella discussione sul disegno di legge firmato dal consigliere Olivi e da altri, la Giunta ha proposto di integrare la manovra con uno stanziamento di 17 milioni di euro per sostenere i redditi delle lavoratrici e dei lavoratori in difficoltà economica e quindi anche delle loro famiglie.

E’ un significativo passo in avanti nella giusta direzione. La Giunta con questo atto riconosce finalmente che le richieste di Cgil Cisl Uil non erano pensate per sollevare polemiche strumentali, bensì erano giustificate dalla necessità di sostenere la capacità di spesa delle famiglie e quindi l’economia in questa fase di ripartenza.

Ora bisogna lavorare insieme per trovare le soluzioni migliori per mettere in circolo queste risorse tutelando per primi i soggetti più deboli sul mercato del lavoro, visto la grave emergenza in atto anche in Trentino.

Restano comunque le critiche all’impianto complessivo della manovra e ad alcune decisioni puntali. Come abbiamo scritto mancano interventi per rafforzare la sanità pubblica in una fase in cui la ripresa economica dipenderà molto dall’efficienza dei servizi medici e sanitari e dalle strategie pubbliche di contenimento del contagio.

C’è poi la ferita delle risorse sottratte senza alcun confronto ai dipendenti degli enti pubblici provinciali e l’indeterminatezza degli stanziamenti per il riconoscimento economico per chi ha lavorato nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria. C’è ancora tempo, di qui all’approvazione della manovra in aula per porre i ulteriori correttivi alla manovra della Giunta.

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Coronavirus: la situazione dei contagi in Italia

Oltre 81.000 pazienti tra dimessi e guariti

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 3 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 210.717, con un incremento rispetto a ieri di 1.389 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 100.179, con una decrescita di 525 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi 1.501 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 38 pazienti rispetto a ieri.

17.242 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 115 pazienti rispetto a ieri.

81.436 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 174 e portano il totale a 28.884. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 81.654, con un incremento di 1.740 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.926 in Lombardia, 15.638 in Piemonte, 9.045 in Emilia-Romagna, 7.299 in Veneto, 5.328 in Toscana, 3.551 in Liguria, 4.385 nel Lazio, 3.198 nelle Marche, 2.726 in Campania, 1.247 nella Provincia autonoma di Trento, 2.955 in Puglia, 2.203 in Sicilia, 1.087 in Friuli Venezia Giulia, 1.868 in Abruzzo, 665 nella Provincia autonoma di Bolzano, 183 in Umbria, 689 in Sardegna, 109 in Valle d’Aosta, 702 in Calabria, 194 in Basilicata e 181 in Molise.

 

 

Sono 62, tutti verificati con tampone, i contagiati dal Coronavirus nelle ultime 24 ore in Trentino: fra questi vi sono 6 minorenni, di cui uno ricoverato in ospedale e 18 ospiti di RSA. Le persone decedute sono 4 di cui 1 in RSA.

Anche oggi si registra un calo nei ricoverati: i pazienti in terapia intensiva sono 17, a cui si aggiungono 136 persone in altri reparti e 1.085 in isolamento fiduciario a casa.

Il numero complessivo di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore è pari a 1.502 (601 letti da Apss e 901 da Cibio). Dall’inizio dell’epidemia i contagiati in totale sono 4.869 di cui 2.571 guariti.

 

Professionisti e imprese dello spettacolo: anche noi vogliamo riprendere a lavorare!

La gravissima emergenza e crisi economica causata dall’epidemia di coronavirus ha lasciato ferma, senza lavoro e senza prospettive a breve termine i professionisti e le imprese del mondo dello spettacolo, degli eventi e della cultura: musicisti, cantanti, artisti, DJ, VJ, vocalist, ballerini, attori, cabarettisti, fotografi, tecnici del suono e delle luci, impresari, promoter, titolari di locali, di teatri e discoteche, barman, camerieri, addetti alla sicurezza, etc…

La nostra categoria è stata la prima a fermarsi e se andiamo avanti così sarà anche l’ultima a ripartire. Infatti da quando è iniziato il lockdown non siamo mai stati menzionati da nessuno dei portavoce del governo, né nazionale, né provinciale, né dell’ente che dovrebbe essere al servizio dello spettacolo e della cultura in provincia di Trento, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Anche noi abbiamo il diritto di lavorare, di ripartire con nuove regole, come gli altri settori.

Mi rivolgo al Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all’Assessore alla Cultura Mirko Bisesti, alla Giunta, ma anche al governo italiano e a quelli delle altre regioni: non potete toglierci il lavoro e dimenticarvi di noi. Il lavoro è sacro e non potete creare ingiuste discriminazioni: dovete dare anche a noi la possibilità di lavorare.

Siamo noi che intratteniamo i vostri figli, che li facciamo divertire. Siamo noi che promuoviamo il turismo, che creiamo esperienze vere e che diamo emozioni alla vita di tutti con i nostri spettacoli, la nostra arte, la nostra musica. La vita non è uno spettacolo muto. La vita è un arcobaleno inesauribile di colori.

 

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Ago Carollo

Su proposta del consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi, la manovra anticrisi presentata dalla Giunta provinciale per contrastare gli effetti di COVID-19 è stata modificata prevedendo un aumento degli stanziamenti pari a 17 milioni di euro per il lavoro e le famiglie.

A seguito di una fitta trattativa con il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli, il consigliere Olivi, che ha rappresentato il Gruppo del Partito Democratico nei lavori della Seconda commissione, ha ottenuto l’approvazione di un emendamento a sua firma che ha permesso un importantissimo riequilibrio sociale nelle misure introdotte dal disegno di legge. “Avevamo detto sin dall’inizio che serviva predisporre una manovra che giungesse in Aula riequilibrata sul piano sociale – chiarisce Olivi – e che accanto ai doverosi aiuti alle imprese fornisse risposte in termini di protezione del lavoro e di contrasto alla povertà”.

Un risultato importante, che premia la determinazione con la quale, in queste settimane, il Vicepresidente del Consiglio provinciale ha lavorato alla ridefinizione di una manovra più robusta e trasversale, arrivando a depositare, a nome del Gruppo PD, un proprio disegno di legge per affrontare l’emergenza. Un risultato che si aggiunge all’accoglimento di altre due proposte: la possibilità per la Giunta di erogare, in alcuni casi, contributi a fondo perduto anche alle imprese con più di 9 dipendenti; e infine lo stralcio della norma che prevedeva un’indiscriminata liberalizzazione delle attività commerciali, anche al dettaglio, nelle aree produttive.

“La presentazione della nostra proposta di legge – conclude Olivi – e il risultato ottenuto in Commissione di aggiungere alla manovra 17 milioni appositamente dedicati ai lavoratori e alle famiglie, dimostrano lo spirito costruttivo e responsabile con il quale abbiamo approcciato questa emergenza, e l’importanza di dialogare con tutte le parti sociali per arrivare a proposte concrete”.

Dalzocchio insieme a Fugatti e Spinelli ci convochi invece di battibeccare

Il Ddl pro imprese toglie 20 milioni a dipendenti pubblici e non mette risorse sufficienti per iprivati

A rischio il finanziamento agli enti gestori. Persi 4 milioni sulla Salute

«Sui quotidiani Mara Dalzocchio difende la manovra che ha defraudato i lavoratori pubblici e sostiene il disegno di legge sul post Covid di Fugatti e Spinelli: un testo che scippa 20 milioni a loro già destinati per dirottarli al mondo imprenditoriale, a cui lei – evidentemente – si sente più vicina» Così i segretari generali Luigi Diaspro (Fp Cgil) Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl). «Non si è «rubato» nulla a nessuno – sostiene Dalzocchio: semplicemente si è scelto di convogliare una quota di risorse». «Ringraziamo la consigliera per il chiarimento, ma non serviva: era chiaro a tutti che questo scippo è stata una precisa scelta e non un caso».

Bene dunque chiarire meglio cosa stabilisce il Ddl. Il danno economico va ai lavoratori con contratto pubblico (autonomie locali, scuola, sanità, ricerca) ma anche a quelli con contratto privato (terzo settore, cooperative, Anffas, Appm, enti e associazioni). «I 20 milioni – lo spieghiamo ancora, sono relativi alla vacanza contrattuale che è già nelle tasche dei colleghi di tutt’Italia da oltre un anno. Quindi, quando Dalzocchio parla aumento, scatto o oscillazione sta nuovamente tentando di confondere i lavoratori».

Un altro rischio riguarda la riduzione dei servizi del sistema sociale e assistenziale sul territorio. Oltre alla cassa integrazione con riduzione delle retribuzioni, infatti, agli enti gestori è assicurato il riconoscimento del solo 30% dei costi fissi da parte degli enti pubblici da aprile in poi con ulteriori conseguenze sui lavoratori.

E gli inganni continuano: «Per il personale sanitario e socio-sanitario il rischio è doppio: scippo dei 20 milioni subito conpromessa futura di risorse fino a 15 milioni, con riserva di “Sentire le Organizzazioni Sindacali”. E non finisce qui, perché quei 15 milioni non sono a carico del bilancio provinciale bensì dei Fondi di riserva dell’Azienda Sanitaria. Lo ribadiamo. Servono risorse fresche e non quelle già in disponibilità del tavolo contrattuale per tutte le categorie di lavoratori della sanità.».

Aggiungiamo che il Ddl prevede minori risorse per la salute per 4 milioni di euro.

Su tutto, la sistematica esclusione del confronto con le organizzazioni sindacali, mai coinvolte in questi gravi processi decisionali. Il protocollo di gennaio prevedeva la convocazione immediata delle parti firmatarie in caso di gravissime e imprevedibili criticità, e questo non è avvenuto. La Giunta ha provveduto allo spostamento di risorse in piena autonomia, sulle spalle di tutti i dipendenti che hanno garantito i servizi durante l’emergenza.

«Contrasteremo unitariamente e in tutti i modi il Ddl, per il grave sbilanciamento a favore delle imprese pazienza se magari sono pure evasori a sfavore del mondo del lavoro dipendente tutto».

Sì al ddl anticrisi della Giunta Fugatti dopo una mediazione, apprezzata dalle minoranze, che ha permesso di recepire alcuni emendamenti e indotto a sospendere gli altri due ddl. Olivi ottiene un’aggiunta di 17 milioni di euro per le famiglie e il lavoro. Sabato l’esame finale in aula.

Dopo la discussione e le audizioni di ieri, poco prima delle 13.00 di oggi la Seconda Commissione ha approvato con i 5 voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza e due voti di astensione espressi da Alessandro Olivi del Pd e Pietro De Godenz dell’UpT, il disegno di legge 55 proposto dal presidente della Giunta Maurizio Fugatti per sostenere le imprese, le famiglie e i lavoratori penalizzati dagli effetti del Lockdown disposto per contenere il virus. L’esito è stato rapidamente raggiunto dopo l’intesa – alla quale si è arrivati durante una sospensione decisa stamane dal presidente dell’organismo Luca Guglielmi – tra l’assessore all’economia Achille Spinelli, Alessandro Olivi del Pd e Lorenzo Ossanna del Patt, firmatari di altri ddl sullo stesso tema che la Commissione avrebbe dovuto esaminare nel corso di questa seduta. Ddl che sono stati invece “sospesi” da Olivi e Ossanna perché le proposte emendative del ddl della Giunta in cui erano state trasformate d’intesa con l’assessore Spinelli sono state accolte. Soddisfatto anche De Godenz (UpT) per le modifiche apportate dalla Giunta che danno agli albergatori maggiore libertà di decidere come adeguare l’offerta ricettiva nel prossimo futuro. L’emendamento più rilevante recepito nel testo della Giunta è stato quello con cui Olivi ha ottenuto un incremento di 17 milioni di euro delle risorse da destinare ai lavoratori e alle famiglie e che si aggiungono quindi alla variazione del bilancio prevista dal ddl. Dopo gli accordi di oggi il clima tra gli schieramenti appare disteso e vi è la disponibilità delle minoranze a cercare altri punti di convergenza con la Giunta per poter condividere il provvedimento in occasione dell’esame finale in aula del ddl Fugatti previsto sabato 9 maggio.

 

Olivi: le modifiche non risolvono i problemi ma sono un passo avanti.

Alla ripresa dei lavori della Seconda Commissione, Alessandro Olivi (Pd) ha annunciato la volontà di sospendere l’esame del proprio ddl – il numero 52 – da lui presentato. Per due ragioni. La prima è che si tratta di una proposta di riforma organica della legge 6 del 1999 sugli aiuti alle imprese, ma trovandoci a discutere di misure per l’emergenza in corso non è questa la sede più adatta per affrontare un tema del genere. E poi la Giunta ha sostanzialmente accolto le proposte contenute nei primi articoli del suo ddl e trasformate in emendamenti per contrastare gli effetti negativi delle misure introdotte a causa della pandemia. Olivi ha aggiunto che comunque rilancerà più avanti, una volta superata l’emergenza, il proprio ddl, quando anche la Giunta ne presenterà uno di revisione complessiva della legge 6 del 1999 sugli incentivi alle imprese. L’esponente del Pd ha poi sintetizzato i contenuti delle sue proposte emendative accolte dalla Giunta, che prevedono interventi non più solo sul versante dell’offerta ma anche della domanda. La modifica più significativa accolta dall’esecutivo aumenta di 17 milioni di euro le risorse da mettere a disposizione degli ammortizzatori sociali e per sostenere il reddito delle famiglie. Anche se questa cifra non risolve certo il problema dell’insufficienza delle risorse messe in campo con questo ddl, comunque per Olivi si tratta di “un passo avanti che dimostra lo sforzo compiuto dalla Giunta con il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli”. Un altro emendamento del consigliere accolto dall’esecutivo riguarda le imprese: la Pat potrà erogare il contributo straordinario in seguito a danni da pandemia anche a quelle che superano di poco la soglia dei 9 dipendenti. Questo per non penalizzare quelle che ne hanno qualcuno in più. Terzo emendamento di Olivi: l’abrogazione condivisa con Fugatti della norma che avrebbe consentito di liberalizzare in modo incomprensibile anche le imprese al dettaglio nelle aree produttive di livello locale. Norma che per il consigliere avrebbe azzerato il potere delle amministrazioni locali nella gestione delle attività commerciali. Con il rischio di creare “lunghe strade del commercio” che avrebbero configurato di fatto nuovi centri commerciali.

 

Ossanna soddisfatto per il recepimento della sua proposta.

Anche Lorenzo Ossanna (Patt) è intervenuto per annunciare la sospensione dell’esame del proprio ddl perché il contenuto, riproposto sotto forma di emendamento al comma 3 dell’articolo 44 del testo della Giunta, è stato accolto dopo aver ottenuto ieri il consenso dei soggetti consultati durante le audizioni. In sostanza è stata recepita la richiesta di permettere alla amministrazioni pubbliche l’affidamento di incarico tecnico-professionali di importo superiore alla soglia europea mediante la procedura negoziata senza previsa pubblicazione del bando di gara prevista dalla legge.

De Godenz: bene l’elasticità concessa agli alberghi.

Si è detto soddisfatto, infine, Pietro De Godenz (UpT) per il recepimento degli emendamenti da lui proposti all’articolo 5 che permettono di presentare la domanda di accesso al contributo a fondo perduto previsto dal ddl della Giunta anche agli operatori del settore cultura che avevano aperto una partita Iva dopo il febbraio 2019. De Godenz ha apprezzato anche il ritiro condiviso dall’assessore Spinelli su proposta di Olivi dei commi 2, 3 e 4 dell’articolo 34 in materia di pianificazione urbanistica che “aprivano” le aree produttive del settore secondario di livello locale alle medie strutture commerciali al dettaglio. Bene anche l’anno di elasticità concesso al settore alberghiero fino al 31 dicembre del 2021 che soddisfa le richieste di Asat e Unat per poter decidere di trasformare di esercizi alberghieri in extralberghieri. De Godenz ha ribadito la sua contrarietà al rischio che questi edifici diventino appartamenti per vacanze. Meglio permettere agli albergatori di agire con la massima flessibilità nel campo della ristorazione e della ricettività. Il vincolo temporale tranquillizza a suo avviso sia la categoria sia il Cal che ieri aveva espresso perplessità sull’argomento. Infine, in vista dell’esame finale in Aula, De Godenz ha confermato la propria disponibilità a raggiungere una piena intesa con la Giunta sulle misure da adottare per rispondere ai problemi generati dall’emergenza in Trentino. De Godenz ha anche concordato con l’assessore Spinelli la presentazione in Aula di un emendamento che riformuli il requisito richiesto alle imprese del mantenimento dello stesso livello occupazionale pre-Covid per poter accedere al contributo anticrisi previsto dalla Provincia.

 

L’esame degli articoli e degli emendamenti.

Raggiunto un accordo di “non banale accoglimento di diverse proposte”, apprezzato dai consiglieri Olivi, Ossanna e Degodenz, la Commissione ha proseguito l’esame dei 50 articoli del disegno di legge Fugatti. All’articolo 9 il consigliere Olivi, nuovamente sottolineando lo sforzo della Giunta, ha motivato l’astensione perché, ha detto, riguardo fondo di solidarietà territoriale, assegno unico e agenzia del lavoro, di qui all’aula si dovranno fare delle valutazioni. Approvato all’unanimità anche l’articolo 29 che prevede che la Giunta possa dettare disposizioni di carattere organizzativo e sanitario ulteriori rispetto a quelle individuate a livello statale. La volontà del Governo, ha chiarito Fugatti, sembra essere quella di dare maggiore autonomia e responsabilità ai territori tra l’11 e il 18 maggio a fronte di una stabilizzazione del contagio. Il Trentino, avendo un’organizzazione sanitaria chiara e definita a nostro modo di vedere potrebbe poter fare queste aperture, ha aggiunto: da parte nostra nessun braccio di ferro, ha chiarito, ma solo la volontà di arrivare ad un obiettivo. Su impulso di Olivi con un emendamento condiviso dal Presidente Fugatti, è stato approvato un emendamento abrogativo di tre commi dell’articolo 34 che prevedeva la liberalizzazione delle strutture di vendita al dettaglio nelle aree produttive, con la conseguente possibile creazione di orribili aree commerciali artificiali. Via libera all’emendamento Ossanna all’articolo 44 che con questa norma ha vista recepita integralmente la proposta del suo disegno di legge. All’articolo 48, emendamento aggiuntivo di Alessandro Olivi, che di fatto incrementa di 17 milioni di euro le risorse per gli interventi a favore di lavoro e famiglia. Le proposte che avevamo fatto erano molto più robuste, ha osservao l’esponente del PD, ma la cifra aggiunta ai capitoli consente di affrontare l’avvio di questa nuova stagione della ripartenza con qualche strumento in più. Ora occorrerà che la Giunta decida come canalizzare queste risorse, su assegno unico, agenzia del lavoro o ammortizzatori sociali.

 

Le dichiarazioni di voto

Alessandro Olivi ha preannunciato il voto di astensione, da interpretare come stimolo al proprio gruppo e alla maggioranza di lavorare di qui all’aula per dare dimostrazione di quella unità e cooperazione che ho colto nei lavori di queste due giornate. Una manovra che mancava di espansione sul fronte di una maggiore protezione al lavoro e al welfare universalistico trentino e che abbiamo modificato insieme: ci sarebbero altre modifiche, come tutta la parte sulla disciplina della ricettività che andrebbe corretta, ma ci lavoreremo di qui all’aula, per arrivare magari alla fine ad un voto favorevole. Ha espresso una posizione favorevole Lorenzo Ossanna (Patt) che ha apprezzato anche il lavoro di ascolto da parte della Giunta osservato in questi giorni. Mi aspetto un’ulteriore manovra, ha aggiunto, per attuare a pieno la ripartenza di cui il Trentino ha bisogno. Astensione da parte di Pietro De Godenz (Upt) pur con l’apprezzamento per il metodo di condivisione adottato dalla Giunta: di qui all’aula ci confronteremo ancora, in particolare sulla partita che riguarda gli alberghi, magari per arrivare ad una condivisione generale di tutto il Consiglio.
Denis Paoli (Lega) ha ringraziato la Giunta: un ottimo lavoro che mette le basi per il futuro del Trentino e apertura nei confronti dei colleghi di maggioranza, ma anche delle minoranze, auspicando che in aula arrivi un voto favorevole trasversale.

 

L’esito del voto: 2 astenuti (Olivi e De Godenz) e 5 favorevoli, tra i quali anche Ossanna del Patt.

L’assessore Achille Spinelli ha aggiunto un pensiero: su queste ottime basi potremo arrivare ad una fase d’aula ragionata, collaborativa ed efficace.

Alla seduta domenicale della Seconda Commissione, conclusasi poco prima delle 13.00, oltre al governatore Fugatti, all’assessore Spinelli e al presidente Guglielmi hanno partecipato, in presenza, i consiglieri De Godenz, Moranduzzo, Paoli, Cavada, Olivi e Ossanna, solo quest’ultimo collegato in videoconferenza. Alcuni altri consiglieri che non sono membri dell’organismo hanno seguito la seduta in videoconferenza. I lavori nella sala Lenzi di Palazzo Trentini sono stati sempre seguiti anche dal presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

“Grazie a tutti gli operatori socio sanitari che oggi sono qui, a Rebibbia, per mettersi al servizio del Paese in un momento così difficile. Grazie al vostro impegno garantiamo servizi fondamentali, 1000 di voi saranno operativi nelle carceri, altri 500 nelle RSA, è un grande esempio di solidarietà. La risposta di medici, infermieri, oss è stata straordinaria, non avevamo mai raggiunto un numero così alto di volontari; oggi sono circa 2300 gli operatori sanitari volontari al lavoro tra corsie degli ospedali, Rsa e carceri.

Un grazie va anche al Capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, a cui è affidato il coordinamento di queste iniziative sempre nella massima sicurezza e nel rispetto nelle regole. Siamo tutti impegnati nello sconfiggere il Covid nel più breve tempo possibile, ma se la battaglia si rivelerà più lunga del previsto torneremo a chiedervi di rinnovare il vostro impegno e la vostra grande prova di generosità verso lo Stato”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, oggi a Rebibbia insieme al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, parlando agli Oss volontari che fanno parte della task force del governo, che da oggi iniziano la loro attività in istituti penitenziari e Rsa.

Emergenza Covid-19. CGIL CISL UIL: “Le richieste di Fugatti e Kompatscher sono più che legittime”.

Al Governo chiesta una dilazione nel pagamento del contributo delle due Province autonome al risanamento dei conti pubblici statali. “Il Ministero dell’Economia se ne convinca: Trento e Bolzano sempre responsabili, ma senza quelle risorse impossibile rilanciare l’economia e il lavoro”.

Dichiarazioni dei segretari generali di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti.

Le richieste dei presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher sono più che legittime. Qui non si tratta di accordare un privilegio ad alcuno, ma solo di sospendere per qualche anno un meccanismo solidaristico – attraverso un contributo di oltre 800 milioni all’anno al risanamento dei conti pubblici statali e al contenimento del debito pubblico nazionale – che con senso di responsabilità le Autonomie speciali della nostra regione hanno portato avanti dal 2009 in avanti.

Non vogliamo sottrarci quindi ai nostri obblighi verso gli altri cittadini italiani. Ma in un momento eccezionale, di fronte ad un’emergenza dall’impatto devastante, mentre il debito pubblico italiano si espande dal 134% al 160% del pil in un anno, le Province autonome stanno solo chiedendo di poter esercitare appieno le proprie competenze avendo quindi le risorse per poter continuare a pagare i dipendenti pubblici, gli insegnanti e gli operatori sanitari, di poter gestire le strade, le scuole, l’università, i servizi nei territori di montagna, di poter garantire la manutenzione del territorio, gli investimenti pubblici in opere essenziali ma anche nella ricerca scientifica, insomma di poter sostenere lo sviluppo della nostra economica, la cura del nostro ambiente naturale e la coesione della nostra comunità.

Serve un patto con lo Stato per rimettere in circolo le risorse delle tasse dei trentini e degli altoatesini che ogni anno, responsabilmente, vengono trasferite a Roma. Poi però le Province autonome dovranno aprire un confronto con le forze economiche e sociali nei propri territori su come utilizzare al meglio queste risorse a Trento e a Bolzano. Perché una cosa è certa: la sospensione della nostra compartecipazione al risanamento del debito nazionale sarà solo temporanea. Quindi servirà ancora con più forza lavorare tutti assieme per mettere in atto, al di là degli slogan e delle promesse elettorali, tutte le riforme indispensabili a rilanciare la crescita economica, a garantire la sostenibilità e a rafforzare il welfare territoriale.

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