Coronavirus: Speranza firma decreto per definizione criteri monitoraggio

Oggi il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto ministeriale con cui vengono definiti i criteri relativi alle attività di monitoraggio del rischio sanitario per l’evoluzione della situazione epidemiologica.

 

 

Allegato decreto_Covid19

 

Decreto

Si lavora ad una nuova ordinanza. Novità anche sul fronte del trasporto pubblico. Coronavirus: continua il dialogo con il Governo. Aperture a Regioni e Province autonome dopo l’11 maggio.

I dati di oggi in Trentino relativi alla pandemia di Covid-19 registrano 44 nuovi casi di contagio di cui 10 nelle RSA. I tamponi eseguiti sono 1508, il numero più alto finora, la percentuale di contagio rilevata è pari al 2,9%. I decessi nelle ultime 24 ore sono due, entrambi all’interno di RSA. Oggi si è tenuta una videoconferenza fra i presidenti di Regioni e Provincie autonome, fra cui il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, e i ministri Boccia, Micheli e Speranza, riguardante soprattutto le aperture previste a giugno di esercizi come ristoranti, estetisti, parrucchieri. Il Trentino ha chiesto che queste aperture vengano anticipate, se continuerà la stabilizzazione del contagio, garantendo naturalmente condizioni di sicurezza per i lavoratori e i clienti. Il ministro Speranza ha informato a sua volta che dall’11 maggio verrà avviato un percorso che consentirà ai territori di differenziare le aperture. Quali le condizioni poste? La stabilizzazione del contagio e la possibilità delle strutture sanitarie di far fronte anche ad una eventuale ripresa dei contagi. “Ci sentiamo di dire – ha detto a questo proposito Fugatti – che il Trentino ha i numeri in regola, sia per quanto riguarda numero di tamponi, sia per i posti letto disponibili in terapia intensiva, come pure per altre eventuali richieste. Siamo fiduciosi nel buon esito del confronto e non vi è da parte nostra alcuna volontà di andare allo scontro con Roma”.

Già lunedì prossimo inizieranno a lavorare quindi degli appositi tavoli tecnici riguardati i settori interessati, ristoranti, parrucchieri e quant’altro, per valutare le condizioni da garantire per l’anticipazione delle aperture.

In questi giorni sta proseguendo anche il programma per l’esecuzione dei tamponi sulle categorie più a rischio, dalle forze dell’ordine agli autisti del trasporto pubblico, ai dipendenti dei supermercati fino ai membri delle associazioni di volontariato impegnate nel contrasto alla pandemia.

Sul versante mascherine, si sta provvedendo alla seconda fornitura ai cittadini, di nuovo tramite le associazioni interessate e con il contributo fondamentale dei comuni e dei sindaci. Una nuova ordinanza, che entrerà in vigore lunedì 4, prevederà l’obbligo dell’uso della mascherina quando si esce di casa. “In questo week end – ha detto a questo proposito il presidente Fugatti – voglio raccomandare ai cittadini di rispettare le distanze di sicurezza e comunque di usare le mascherine”.

Fugatti oggi ha colloquiato anche con il presidente della regione Veneto Zaia riguardo agli spostamenti dal Primiero verso il resto del Trentino attraverso il Veneto, per far visita a parenti. Nella nuova ordinanza provinciale si dovrà prevedere la possibilità di effettuare questo passaggio, ha confermato. Saranno autorizzati anche gli spostamenti dal Trentino all’Alto Adige per lo stesso motivo. La Giunta sta inoltre valutando se inserire ulteriori disposizioni per quanto riguarda la pesca, gli spostamenti per accudire cavalli o altri animali, il fare la legna.

Nessun cambiamento è previsto per ora invece sul fronte dello smart working per i dipendenti pubblici, che proseguirà anche dopo il 4 maggio.

L’assessore alla salute Stefania Segnana ha fornito ulteriori informazioni sulla gestione dei tamponi. Tutti quelli che devono “certificare” la guarigione dopo il contagio, previo contatto dell’Azienda sanitaria, potranno recarsi in auto presso i siti creati in tutto il territorio per questo scopo. Per l’effettuazione del tampone non occorrerà nemmeno scendere dall’automobile. L’Azienda sanitaria gestirà anche l’esecuzione dei tamponi al personale e agli ospiti delle case di riposo. Anche la prossima settimana gli uffici amministrativi dell’Apss (anagrafe, prestazioni, assistenza protesica e autorizzazioni) continuano ad essere contattabili solo via email o telefono. In questi giorni si sta lavorando per realizzare un sistema di prenotazione per accedere agli uffici a garanzia della sicurezza di tutti e nel rispetto delle norme imposte dall’emergenza coronavirus.

Nella seconda parte della conferenza stampa di oggi il mobility manager della Provincia Roberto Andreatta ha illustrato invece i cambiamenti in arrivo nel settore. Dal 4 maggio riprenderanno tutti i servizi di trasporto pubblico urbani ed extraurbani e anche quelli di Trenitalia sulla linea del Brennero. Servizi attivi dal lunedì al sabato sino alle 21: dopo le 21 e nei festivi servizio a chiamata. Saranno in vigore le nuove regole per il distanziamento (ad esempio, non più di 16 persone potranno salire su un autobus urbano) e l’obbligo di indossare la mascherina. Dal 4 all’11 l’accesso sarà ancora gratuito. Dall’11 in poi si tornerà a pagare, ma non con bigliettazione a bordo; sarà introdotto un nuovo titolo di viaggio valido su tutte le corse extraurbane, a tariffa unica di 2 euro con una smartcard acquistabile in tutte le biglietterie e ricaricabile. Si salirà sui mezzi contingentati. L’autista avrà anche la facoltà di non effettuare fermate se tutti i posti disponibili fossero già occupati.

La prossima conferenza stampa avrà luogo non domani ma sabato 2 maggio. In quella sede l’ordinanza in preparazione verrà illustrata nel dettaglio.

In chiusura di conferenza stampa è stato trasmesso il video realizzato da Nonna Nunzia, alter ego di Mario Cagol, che con ironia invita all’uso della mascherina.

«Dal 1 Luglio 2020 è prevista l’estensione dell’obbligo di scontrino elettronico a tutti gli esercizi commerciali, anche quelli che hanno un fatturato inferiore ai 400.000€ annui. Inutile dire che nella situazione in cui ci troviamo oggi è impensabile tenere in piedi questa misura, soprattutto perché rappresenta un ulteriore onere per chi è stato costretto a chiudere la serranda dai decreti coronavirus. Chiediamo al Governo di sospendere a tempo indeterminato questa misura che fa solo male alla ripartenza dei piccoli esercizi italiani, lo Stato deve azzerare la burocrazia e tagliare pesantemente le tasse: questa è la via maestra per far ripartire l’economia italiana».

Lo scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Questa sera, giovedì 30 aprile alle ore 19, parrucchieri, estetisti, tatuatori e titolari di aziende di cura alla persona hanno partecipato partecipare all’iniziativa #Riaccendiamolebotteghe indetta da CNA Nordest.
Un flash mob di 5 minuti per riaprire e illuminare il salone, scattare una foto o realizzare un breve video e pubblicarlo sul proprio profilo social e sulle pagine di CNA-SHV Alto Adige, Federacconciatori e Unione Estetica e Benessere. Analoghe iniziative si sono tenute in Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Con questa azione di sensibilizzazione, CNA NordEst (composta da CNA-SHV Alto Adige, CNA Trentino, CNA Veneto e CNA Friuli Venezia Giulia) ha chiesto al Governo di indicare tempi certi sulla riapertura, in sicurezza, di queste attività. Sono fioccate le adesioni, le condivisioni, gli “I like” e le richieste di informazioni.

Apprezzata la diretta Facebook con cui Sandro Stefanati, portavoce di Federacconciatori, Lisa Toselli Bonaldi, portavoce di Unione Estetica e Benessere, e Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV, che hanno motivato, anche con dettagli tecnici, perché la categoria cura della persona può riaprire in sicurezza, rispettando rigidi protocolli appositamente elaborati, con la dovuta dotazione tecnica e l’esperienza accumulata in anni di contatto con la clientela. Analoga iniziativa hanno fatto Maria Rosaria D’Agostino, portavoce del settore Cura della Persona di CNA Trentino, e Andrea Benoni, presidente di CNA Trentino.

La diretta Facebook di Trento

Pubblicato da Andrea Benoni su Giovedì 30 aprile 2020

La diretta Facebook di Bolzano

Pubblicato da Cna-Shv su Giovedì 30 aprile 2020

I dati ufficiali forniti dalla protezione civile stanno a dimostrare la preoccupante situazione in cui si trova la nostra Provincia e obbligano l’Ordine a intervenire per dare il suo contributo in idee e proposte per meglio governare la delicata fase di rientro alla “nuova normalità”.

In questa fase la medicina del territorio, in un piano medico di riorganizzazione, deve avere un ruolo fondamentale per riconoscere, identificare e gestire in prima istanza i nuovi cluster di malattia, che inevitabilmente si presenteranno.

L’Ordine in forza dei tanti medici colpiti dal contagio e per i tanti, troppi, medici morti nello svolgimento del loro dovere ha titolo e merito per richiedere con forza che venga attuato immediatamente e continuativamente un programma di screening, basato sull’estensione dell’uso dei tamponi a partire dagli operatori sanitari che non si limiti al monitoraggio dei sintomi, ma orienti la ricerca anche sui portatori asintomatici ora incomprensibilmente del tutto dimenticata (l’esperienza del Veneto con i suoi dati incoraggianti insegna).

Il Consiglio Direttivo dell’Ordine, nella seduta svolta in videoconferenza il 29 aprile u.s., nell’esaminare la situazione, ha condiviso una serie di indicazioni, che ha ritenuto opportuno raccogliere in una lettera (che allego) e che oggi è stata inviata al Presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

 

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Dottor Marco Ioppi

Presidente Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri della provincia di Trento

 

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Stimatissimo Signor

dott. MAURIZIO FUGATTI

Presidente della Giunta Provinciale TRENTO

 

e per c.c.

Stimatissima Signora

STEFANIA SEGNANA

Assessore alla Salute della Provincia di Trento

 

 

Egregio signor Presidente,

i dati ufficiali della protezione civile e quelli che ci provengono dagli studi epidemiologici della pandemia (ad es. studio GIMBE) stanno a dimostrare la preoccupante situazione in cui si trova ancora la nostra provincia e mi obbligano a scriverle nuovamente in difesa della salute dei medici, degli operatori sanitari in genere e dei cittadini tutti.

Nell’affrontare dunque la ripartenza – la fase due – dopo la grande emergenza Covid 19, è ormai opinione comune, specialmente tra gli addetti ai lavori, che la medicina del territorio, in un piano medico di riorganizzazione, assuma un ruolo fondamentale per riconoscere, identificare e gestire in prima istanza i nuovi cluster di malattia, che inevitabilmente si presenteranno.

A questo proposito l’Ordine, che ha merito e titolo di rappresentanza anche in nome dell’alto numero di medici morti durante l’esercizio della loro professione, si permette di avanzare alcune proposte che ritiene necessarie per proseguire la battaglia contro il virus. Eccole di seguito:

  1. Ai medici di medicina generale debbono essere messe a disposizione strutture dedicate, dove poter visitare in sicurezza i malati non critici che lamentano sintomi compatibili con la malattia da coronavirus.

 

  1. Le strutture che sono state affiancate nel periodo di emergenza – le cosiddette USCA – devono funzionare in maniera del tutto analoga ai presidi pubblici dell’Azienda sanitaria, sia per quanto riguarda la regolamentazione degli accessi, la presenza di personale sanitario ausiliario, che per quanto riguarda la sanificazione regolare degli ambienti. La maggior parte di ambulatori presenti sul territorio non garantisce, allo stato attuale, gli standard minimi di sicurezza.

 

  1. E’ necessario programmare e attuare un vero e proprio piano medico-sanitario, che preveda un coordinamento capillare tra le diverse componenti nell’ambito sanitario (medicina territoriale, specialistica, ospedaliera) e socio-assistenziale, garantendo un’adeguata presa in carico delle persone fin dai primi sintomi. Vi è la necessità di poter avere protocolli e linee guida condivise per i percorsi di diagnosi e cura, omogenei su tutto il territorio, senza vincoli burocratici, anche avvalendosi delle tecnologie e applicazioni digitali e dell’intelligenza artificiale.

 

  1. La strategia, più volte ribadita anche da questo Ordine, di effettuare tamponi e sierologia ai soggetti più esposti, anche se asintomatici, è stata riconosciuta vincente e può ora consentire un allentamento in sicurezza delle misure restrittive. L’Ordine sostiene perciò con fermezza, che nella fase di rientro alla “nuova normalità”, oltre alle mascherine, alle regole di distanziamento sociale, all’adozione di corretti stili di vita, igiene personale in primis, venga attuato immediatamente e continuativamente un programma di screening, inizialmente sul personale sanitario e poi diffuso il più possibile tra la popolazione, per identificare e tracciare l’andamento del virus.

 

Il Trentino, in forza della sua Autonomia e della sua dimensione, può fare da laboratorio, per un progetto di screening unico in Italia. Garantire, anche attraverso una trasparente e appropriata comunicazione, la sicurezza ai cittadini, nel momento in cui si tenta di rimettere in moto anche l’economia, è un’occasione imperdibile per ridare al Trentino il posto che, con le sue potenzialità, si merita.

 

Con i miei più cordiali saluti.

 

dott. MARCO IOPPI

Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia Autonoma di Trentp

 

 

Lettera Fugatti 30-04-2020

LINK

 

Con riferimento al recente annuncio da parte della Giunta provinciale di riduzione dello stanziamento a favore del rinnovo del contratto del pubblico impiego, Fenalt disapprova nel modo più assoluto il tentativo di far pagare il conto di questa grave crisi, conseguente all’epidemia da Covid-19 ai lavoratori pubblici, bloccando ulteriormente le risorse per il parziale recupero del potere di acquisto, già minato da un decennio di blocco completo dei contratti. Fenalt ribadisce che la scelta della Giunta è conseguente ad una clausola prevista nel protocollo del 14 gennaio 2020, sottoscritto dai sindacati Confederali e dalla Giunta provinciale, ma non da Fenalt anche in ragione della presenza di questa previsione.

Il Protocollo stabilisce infatti che a fronte di dinamiche recessive del bilancio provinciale che comportino una revisione complessiva della spesa delle politiche pubbliche, la Giunta si riservi di valutare la sostenibilità finanziaria del protocollo stesso. Nel caso non è prevista nessuna trattativa, ma una generica convocazione dei firmatari. Una clausola in bianco che non ci è parso il caso di sottoscrivere.

Ora la scelta della Giunta porta ad una diminuzione del potere di acquisto di 35.000 lavoratori, con conseguenze per tutta l’economia trentina che è in grande difficoltà. Va sottolineato che anche tutto il continuo ripetersi di rassicurazioni sulla necessità di valorizzare il personale del settore sanitario e Apsp che si è scoperto ora essere una risorsa fondamentale proprio in questa grave epidemia, resterà lettera morta, perché anche per costoro il contratto sarà bloccato.Sentiremo cosa ci dicono i lavoratori e vedremo di trovare gli spazi per una protesta.

 

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Maurizio Valentinotti
Fenalt

Fino a 25.000 euro e da 300.000 a 1.250.000 euro, info su https://ripresatrentino.provincia.tn.it. Ripresa Trentino: dal 4 maggio attiva nuova linea di finanziamento.

A partire da lunedì sarà attiva la nuova linea di finanziamento per gli operatori economici che hanno subito un impatto negativo legato all’emergenza Covid-19. In seguito all’esaurimento del plafond Fondo Strategico Trentino Alto Adige le imprese più strutturate possono accedere ad un’altra linea di importo superiore ai 300.000 euro e fino a 1.250.000 euro con garanzia Confidi. Le domande vanno presentate attraverso la piattaforma online dedicata https://ripresatrentino.provincia.tn.it a partire dal 4 maggio.
Gli operatori economici che hanno già presentato domanda e ricevuto riscontro dal Fondo Strategico Trentino Alto Adige con indicazione dell’esaurimento del plafond, saranno contattati da Cassa del Trentino al fine di procedere con l’individuazione della Banca presso cui intendono perfezionare l’operazione.

Inoltre gli operatori economici potranno ottenere, previa istruttoria della Banca, la linea di finanziamento (fino a 25.000) garantita dal Fondo Centrale di garanzia nazionale, anche relativamente alle domande Linea Banche 2 già inserite in Piattaforma Ripresa Trentino.
La copertura degli interessi per 24 mesi delle linee di finanziamento Ripresa Trentino sarà a carico della Provincia, l’iniziativa è promossa dalla Provincia e da Cassa del Trentino S.p.A., Banche, Intermediari finanziari, Fondo Strategico del Trentino Alto-Adige e Confidi.

 

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Queste le principali novità per Ripresa Trentino:

Linea Banche 2 (già presente): fino a un massimo di 25.000 euro, è stata prevista la possibilità di rateizzare il rimborso in 6 anni anziché in 5 anni.

Linea Banche 2-bis (nuova): è prevista la possibilità per le Banche di attivare la misura con garanzia gratuita al 100% del Fondo Centrale di Garanzia, ma ad un tasso massimo dello 0,60% per i primi 2 di anni; al fine di non gravare di eccessivi oneri i Confidi locali, le banche procedono direttamente con il Fondo Centrale di Garanzia. L’importo del finanziamento della linea Banche 2-bis è pari a 25.000 euro, tale importo non deve eccedere il 25% del fatturato.

Linea Banche 3 (nuova): viene introdotta ex novo per compensare l’esaurimento del plafond Linea Fondo Strategico Trentino Alto Adige; l’importo minimo e massimo è pari, rispettivamente, a 300.000 euro e 1.250.000 euro, fermo restando, comunque, il limite massimo del 50% del fatturato, con garanzia Confidi all’80%. Rispetto alla Linea Fondo Strategico Trentino Alto Adige, Banche 3 beneficia di una durata per rimborsare il finanziamento più lunga, pari a 6 anziché i precedenti 4/5.

Linea Fondo Strategico Trentino Alto Adige (già presente): in seguito dell’attivazione della nuova Linea Banche 3, l’importo minimo della Linea FSTAA è incrementato da 300.000 euro a 600.000 euro; tale Linea sarà attivata previa conferma circa disponibilità del relativo Plafond da parte di Finint.

Info su https://ripresatrentino.provincia.tn.it

Nella tarda mattina di giovedì 30 aprile il sindaco di Arco Alessandro Betta, in videoconferenza dalla sala Giunta al secondo piano del municipio assieme al presidente del Consiglio Flavio Tamburini e all’assessore Stefano Miori, ha comunicato ad assessori e capigruppo consiliari di aver ritirato le deleghe (lavoro e attività economiche: industria, artigianato, commercio, cooperazione; rete dei trasporti e pianificazione, gestione e controllo della mobilità; rapporti con le società controllate e partecipate; recupero e valorizzazione dei grandi volumi) al vicesindaco Stefano Bresciani.

«Ritengo doveroso -ha detto il sindaco- essere qui a comunicare ai consiglieri eletti, in questo momento così delicato e complesso, una decisione difficile e sofferta: questa mattina ho ritirato le deleghe al consigliere Stefano Bresciani. Vicesindaco sarà Tomaso Ricci, mentre ho trattenuto le deleghe per me. Per quanto mi riguarda il Patt in termini di ruolo rimane in Giunta: non è il partito il problema ma la persona».

Quindi il sindaco ha ricordato il tema che ha portato alla rottura: la seduta di Consiglio comunale di lunedì scorso, tenuta per la prima volta in modalità di videoconferenza. «Abbiamo scelto modalità che funzionano -ha detto il sindaco- che stanno utilizzando altri Comuni, a partire dal Comune capoluogo, Trento, e da Rovereto, e di affrontare i punti che erano parte del programma di questa amministrazione, e che questa amministrazione ritiene importanti per il proseguimento e per affrontare sia l’emergenza ma soprattutto il futuro.

Quindi nulla di inderogabile, ma punti importanti che diventano inderogabili, anche i più semplici e i più banali. Abbiamo fatto di tutto per organizzare quello che era il Consiglio comunale; il vicesindaco aveva manifestato delle perplessità sul voto segreto, legittime, le abbiamo affrontate anche con dei dialoghi insieme, io mi sono confrontato con il Consiglio delle autonomia locali, di cui sono vicepresidente, e con diversi colleghi sindaci, e ho sempre puntualmente informato la Giunta, che è l’organo principale con cui si indirizza l’attività amministrativa. In un momento soprattutto di questo tipo, quando le comunicazioni sono molto più complesse. Nel manifestare questo siamo arrivati al Consiglio comunale di lunedì, ma anche ad alcuni momenti particolari di tensione».

«Il venire a conoscere -ha detto il sindaco- proprio dall’interno, dall’assessore di riferimento che è Mattia Gottardi, assessore provinciale agli enti locali, che c’è stato un incontro, che ha confermato lo stesso vicesindaco, nella giornata di sabato, quindi antecedente al consiglio comunale, in videoconferenza o videochiamata, non lo so, sicuramente non casuale tra il vicesindaco, Mattia Gottardi e il candidato sindaco Roberto De Laurentis, risulta essere istituzionalmente un fatto inaccettabile, perché comunque dimostra il venir meno al patto che il vicesindaco si era assunto, dopo tutte le vicende che si conoscono, che ci sono già state in precedenza, di tensioni e quant’altro, di assoluta lealtà e di voler lavorare insieme.

Dovrei essere stato invitato anch’io a quel momento di confronto tra figure istituzionali, che potevano confrontarsi sul merito del punto. Anche la lettera che è stata inviata in quella giornata dal candidato Roberto De Laurentis, che non appartiene al Consiglio comunale, in cui vengono sottolineati una serie di passaggi in cui si dice che non è il caso di convocare commissioni e Consigli comunali per occuparsi di varianti al Piano regolatore generale, deroghe urbanistiche o di altri temi durante la campagna elettorale; proprio il termine campagna elettorale risulta essere quello che mette in scacco un Consiglio comunale regolarmente eletto.

Anche alla luce di una chiacchierata personale che avrei fatto io e di una stretta collaborazione leale per gestire e far ripartire la nostra comunità, una volta finita l’emergenza, chiacchierata che confermo, ho scritto a diversi candidati sindaci, ma la chiacchierata era rivolta al post elezioni o comunque anche nella campagna elettorale di collaborare, non certo di bloccare l’intero Consiglio comunale; sono venute quindi a mancare le possibilità di proseguire, perché queste recenti azioni e distrazioni del vicesindaco minano senza dubbio il lavoro della Giunta comunale».

«Questo atteggiamento non è sostenibile sia nell’interesse e nel rapporto interno alla maggioranza, sia e soprattutto per le necessità attuali della città di Arco. In questo momento in cui la crisi coronavirus sta scuotendo durissimamente la nostra città è necessaria la massima e straordinaria coesione, gestendo prontamente l’emergenza che ci ha travolti.

È doveroso mettere in campo nuovi progetti di rilancio sia sociali sia economici dall’immediata utilità e riscontro. Di conseguenza è altrettanto evidente che con queste necessità, drammatiche e impellenti allo stesso tempo, è impensabile e improduttivo mantenere rapporti e collaborazioni con chi non condivide questo percorso e cerca di detrarre ogni azione amministrativa per fini elettorali e speculativi personali. È inevitabile e necessario per la nostra città chiudere con risoluzione e chiarezza questa inutile parentesi di conflitto rivolgendo tutte le energie di governo verso una nuova fase di programmazione e attuazione, in cui le emergenze vengano risolte e in cui soluzioni e progetti immediati sostengano con decisione il nostro tessuto socio economico. Sono imprescindibili per i nuovi provvedimenti dei risultati a brevissimo termine che sanino l’emergenza e che individuino percorsi di ripresa immediati e dai risultati economici godibili da subito».

L’Unione per il Trentino ha concorso con convinzione alla stesura del documento presentato dalle opposizioni in Consiglio Provinciale e lo considera un importante contributo costruttivo e collaborativo a fronte di una Giunta Provinciale che fino ad ora ha dimostrato scarsa volontà di concertazione con le forze politiche e con le parti sociali.

Lavorare assieme, pur nel rispetto dei diversi ruoli e delle differenti responsabilità, è fondamentale in momenti come questo. Così come avere la capacità di visione verso il futuro.

Il documento sottoscritto dalle minoranze consiliari è un buon esempio di “governo dall’opposizione”. Auspichiamo che la Giunta sappia aprire su questo terreno un confronto serio e senza pregiudiziali, nell’interesse preminente della nostra Comunità Autonoma.

L’Unione per il Trentino si farà carico, nelle prossime settimane, di approfondire alcune tematiche affrontate nel documento comune e di elaborare ulteriori proposte sopratutto in direzione di nuovi progetti di sviluppo sociale, economico e territoriale, coerenti con i nuovi paradigmi che questa crisi impone a tutti, anche al Trentino.

 

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Valter Giacomazzi e Alessio Rauzi

Responsabili politici Unione per il Trentino

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