L’Associazione Italiana Calciatori, attraverso AIC Onlus, in riferimento all’emergenza Covid-19, ha deciso di aprire una sottoscrizione promossa da calciatori e calciatrici associati per raccogliere, con la massima urgenza, fondi da destinare ad azioni concrete a sostegno delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, AIC ONLUS stanzierà un’ulteriore cifra da devolvere, come ha fatto in passato in occasione di altre gravi calamità naturali.

Le donazioni possono essere effettuate tramite l’Iban IT44 E030 6909 6061 0000 0172 012

RACCOLTA FONDI PER EMERGENZA COVID-19 A SOSTEGNO DELLE STRUTTURE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
A.I.C. O.N.L.U.S.

Il Paese ha bisogno della responsabilità di ognuno di voi, ha bisogno di sessanta milioni di piccoli grandi sacrifici. Ognuno di noi ha bisogno dell’altro.

Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani. Ce la faremo.

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Chiudono parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa. Restano garantiti i servizi pubblici essenziali tra cui i trasporti e i servizi di pubblica utilità. Restano garantiti i trasporti. Chiudono i negozi, i bar, i pub e i ristoranti. Resta consentita la consegna a domicilio. Per le attività produttive va incentivato il più possibile il lavoro agile, incentivate le ferie e i permessi.

Saranno garantite, nel rispetto della normativa igienico-sanitaria, le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività.

Chiudono i servizi di mensa che non garantiscono la distanza di un metro di sicurezza. Restano chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione: le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio. Si incentiva la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili.

 

Il Paese ha bisogno della responsabilità di ognuno di voi, ha bisogno di sessanta milioni di piccoli grandi sacrifici. Ognuno di noi ha bisogno dell’altro. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani. Ce la faremo.

Pubblicato da Giuseppe Conte su Mercoledì 11 marzo 2020

Coronavirus: aggiornamento sui dati registrati oggi. Rinnovate le raccomandazioni #iorestoacasa e attivato un conto corrente solidale: IBAN IT96J0200801802000102416554

Nel corso dell’appuntamento quotidiano con la stampa il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore alla salute Stefania Segnana hanno comunicato i dati relativi ai casi risultati positivi al coronavirus sul nostro territorio. Sono 74, considerato che 3 sono stati dichiarati guariti: due i casi citati ieri, più una persona di Pergine Valsugana già dimessa. Risultano 4 i casi critici in terapia intensiva.

“I segnali sono di una portata in crescita dell’infezione” ha detto il presidente. “Il messaggio che vogliamo dare è l’applicazione sul nostro territorio dell’indicazione nazionale: #iorestoacasa. I trentini hanno sempre dimostrato forte coscienza civica e maturità nell’interpretazione di quanto sta capitando. Il mio appello è quello di rispettare le indicazioni”, ha ribadito Fugatti, che ha anticipato l’intenzione di seguire un percorso comune alle altre Regioni, adeguandosi alle ulteriori indicazioni nazionali che potrebbero essere diramate nelle prossime ore, nella logica di unità tra i territori e di massima prevenzione, anche in una fase di non gravità estrema quale sta vivendo in questo momento il Trentino.

L’assessore Segnana ha precisato che attualmente sono in corso 28 ricoveri e 43 persone sono in assistenza domiciliare; quindi ha dato conto delle varie situazioni territoriali. L’assessore ha poi riferito di un accordo siglato con l’Università di Verona per rendere disponibili i medici specializzandi che stanno usufruendo attualmente di una borsa di studio provinciale per la formazione, così da incrementare la presenza degli operatori sanitari negli ospedali trentini. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Edoardo Meneghini, presidente del Consiglio degli studenti dell’Università di Trento, che ha presentato una raccolta fondi avviata sulla piattaforma Gofundme dai giovani universitari (le donazioni hanno già raggiunto i 100 mila euro). Il presidente di Confinduistria Trento Fausto Manzana ha riportato la richiesta di tanti imprenditori a contribuire in qualche modo al sostegno alla sanità locale: “Sappiamo che non sono queste le somme che fanno la differenza, ma i piccoli fatti fanno la comunità, siamo certi che riusciremo a uscire da questa crisi: dopo ogni notte sorge il sole”, ha detto.

In presenza di queste iniziative e del desiderio di partecipazione di tanti cittadini è stato attivato dall’Azienda sanitaria trentina un conto corrente dedicato alle donazioni, questo l’IBAN: IT96J0200801802000102416554. Un appello a donare per aiutare la sanità trentina è stato quindi lanciato dalla conduttrice Barbara Pedrotti, testimonial della raccolta, attraverso un video.

Il direttore generale dell’azienda sanitaria, Paolo Bordon ha voluto sottolineare la notizia positiva di un’ulteriore persona guarita oggi, nonostante la progressione dei casi. Ha quindi rimandato per gli approfondimenti al sito di Apss, dove è possibile anche consultare una mappatura in tempo reale dei casi Covid-19 positivi in Provincia di Trento.. Qui il link: https://datawrapper.dwcdn.net/tvzAQ/3/

Il responsabile del Dipartimento Salute Giancarlo Ruscitti ha illustrato le decisioni prese riguardo alla necessità di riprogrammare i servizi socio assistenziali nei centri diurni e semidiurni per gli ultrasettacinquenni. “Ove possibile andremo a domicilio, anche ricorrendo al volontariato, oppure il centro rimarrà aperto con molti meno ospiti. Le famiglie interessate siano coinvolte e le Comunità di Valle fungeranno da riferimento”, ha precisato.
Per il Dipartimento Protezione Civile, Raffaele De Col ha fornito la corretta interpretazione sulle misure da adottare, una sorta di riassunto di linee guida che verranno emanate dal presidente della Provincia, in accordo con il Commissariato del Governo e il Prefetto, soprattutto riguardo alla mobilità e alla domiciliazione di tutta la cittadinanza. “Il lavoro e le esigenze sanitarie sono l’unica mobilità consentita, come del resto le necessità primarie legate alla vita quotidiana” ha ribadito. “Si possono svolgere in prossimità dell’abitazione le attività salutistiche e sportive, ma vale il principio della limitazione del contatto sociale: l’uso della bicicletta in lunghi tragitti è consentito solo per recarsi al lavoro: contiamo sulla responsabilità delle persone”. I trasporti pubblici, ha aggiunto De Col, saranno ridotti dopo le 18, salvo quelli finalizzati al rientro dei lavoratori. È poi in corso un accordo tra la Protezione civile e il nucleo volontari Alpini per poter consegnare pasti a domicilio a chi ha oltre 75 anni, seguendo un protocollo di sicurezza.
Il responsabile del Dipartimento di prevenzione di Apss Antonio Ferro ha comunicato che l’azienda sanitaria ha deciso di sospendere le vaccinazioni per i soggetti con più di 2 anni di età. Questo per evitare ammassamenti, posto che la maggior parte delle vaccinazioni può essere differita e salvaguardando appunto i neonati, per i quali è indispensabile la copertura vaccinale. Questa decisione, ha spiegato, punta soprattutto a non esporre in questo periodo i soggetti più anziani, per i quali è opportuno evitare esposizioni a contatti interpersonali.
L’incontro si è chiuso con un appello del presidente Fugatti: “Vi invito ad acquistare i prodotti locali, perché deve nascere in tutti una forte consapevolezza di aiuto al nostro territorio. Questo è il momento della solidarietà nazionale e provinciale e così facendo, rendiamo un servizio alla nostra economia”.

In allegato: Slide e linee guida

Qui i link alle raccolte fondi:

Link

L’Italia non può permettersi le ricadute negative dei rallentamenti del traffico merci al Brennero.

Le imprese italiane hanno già iniziato a pagare il salato conto dei controlli alle frontiere, decisi ieri dal Governo austriaco. Al Brennero, nella giornata di oggi, si sono registrate in uscita code di veicoli di 50 km, fino a Bressanone, con un allungamento dei tempi di attraversamento del confine per i mezzi pesanti di tre ore. Tradotto in moneta, stimiamo una lievitazione del costo per ogni passaggio di camion, che arriva a circa 450 euro. Tenuto conto dei 100.000 passaggi realizzati in uscita al mese, il costo che sopporterà l’export italiano è di oltre 50 milioni di euro al mese” – annuncia il Presidente di ANITA Thomas Baumgartner.

ANITA è a favore di qualsiasi misura che impedisca la diffusione del contagio, ma ritiene che l’Austria debba organizzare i controlli dei passaggi alle frontiere nel modo più efficace possibile ossia senza provocare rallentamenti nel traffico merci che danneggiano l’economia italiana che non può permettersi di sopportare, soprattutto in un periodo di crisi come quello che sta attraversando ora.

“Chiediamo inoltre al Governo austriaco di attuare tutte le misure necessarie per fluidificare i traffici al Brennero e, dunque, l’eliminazione dei divieti di circolazione il sabato, del divieto notturno, del pedaggio notturno sulla A13 (Brennero-Innsbruck) e dei sistemi di dosaggio” – conclude Baumgartner.

Traffico leggero transfrontaliero, controlli limitati.  Nonostante il blocco del transito di persone dall’Italia all’Austria, per i transfrontalieri i controlli sono limitati. Impegno del presidente Kompatscher per una soluzione sostenibile e praticabile.

A partire da oggi (11 marzo) sono stati attivati, da parte austriaca, i controlli ai tre confini di Stato del Brennero, di Passo Resia e a Sillian. In linea di massima, il transito di persone dall’Italia all’Austria risulta bloccato, eccezion fatta per coloro che sono in grado di esibire un attestato medico sulle sue condizioni di salute. Situazione diversa, però, per il traffico merci e per quello legato ai pendolari transfrontalieri, che potranno passare il confine ma che potranno essere visitati dalle autorità sanitarie. Il presidente Arno Kompatscher, pur esprimendo la propria “comprensione per le misure attuate dall’Austria per il contenimento e il contrasto al Coronavirus”, sottolinea il suo impegno nei contatti fra Bolzano e Vienna per una “soluzione praticabile e sostenibile”.

Per i transfrontalieri che devono attraversare il confine di Stato per motivi di lavoro, infatti, i controlli sono limitati e semplificati. “Si tratta di una misura ispirata alla fiducia reciproca, e alla capacità delle cittadine e dei cittadini di tutelare sè stessi e gli altri con senso di responsabilità”. Nel corso del pomeriggio di oggi, proprio a causa dei controlli, si sono formate lunghe code di mezzi pesanti. Il presidente Kompatscher ha preso subito contatto con il Ministro degli interni, Karl Nehammer, il quale si è mosso per garantire dei rimedi immediati. Per i mezzi che trasportano merci, infatti, sono previste delle corsie preferenziali.

 

Fugatti: “Pericolo sull’A22. Inaccettabile il metodo adottato dall’Austria per i controlli al confine”.

“I controlli disposti dalle autorità austriache al confine del Brennero stanno causando una situazione di estremo pericolo sull’A22. Non possiamo accettarlo e siamo seriamente preoccupati per l’incolumità di chi si trova praticamente prigioniero in una coda dalle proporzioni gigantesche”.

Ad affermarlo è il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti in stretto contatto con i vertici della società autostradale e con lo stesso presidente della Provincia di Bolzano.

Da via Berlino rendono noto che nella sola giornata odierna sono entrati in autostrada, diretti a nord, circa 7000 mezzi pesanti. Di questi, solo 2000 sono riusciti a oltrepassare il confine stante le procedure di controllo intensivo che l’Austria sta applicando ad ogni singolo mezzo e passeggero in viaggio verso nord.

“La coda, spiega l’ad di A22, Diego Cattoni, in questo momento ha oltrepassato Chiusa, quindi oltre 40 chilometri circa, ma di questo passo non possiamo escludere che si possa allungare fino a Trento. Per questo ci stiamo preparando ad una decisione drastica, sentendo le autorità competenti: la chiusura degli ingressi in autostrada a partire da Verona”.

“Porteremo il problema immediatamente all’attenzione del Governo – aggiunge Fugatti -. Non è ammissibile reagire alla paura per il coronavirus con scelte che mettono a repentaglio l’economia e prima di tutto la sicurezza di migliaia di persone”.

IL GRIDO DI ALLARME DELLA FENALT:
ESTENDERE IL PIU’ POSSIBILE LO SMART WORKING NEL PUBBLICO IMPIEGO

Oggi Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt, ha inviato una lettera al Presidente della Giunta, Maurizio Fugatti e a tutti i Dirigenti PaT per sollecitarli ad estendere al massimo il ricorso al lavoro agile. Di seguito il testo della comunicazione e il link del messaggio inviato ai lavoratori via web (https://youtu.be/L_AV1lkahCwhttps://youtu.be/L_AV1lkahCw)

 

 

 

Egregio Signor Presidente, dott. Maurizio Fugatti ed egregi signori Dirigenti della PaT

Serve coraggio!

Il trend di evoluzione dell’epidemia, in assenza di misure forti e coraggiose, è un dato consolidato ormai in tante zone del globo.

Con questo ritmo è forte il rischio di mettere in crisi anche le nostre strutture sanitarie, come si sta verificando in altre zone.

Unico dato certo è che misure di forte contenimento dei contatta tra le persone giova sensibilmente al contenimento e al controllo dell’epidemia.

Il motto del governo (“io sto a casa”) e il chiaro imperativo che tutto quello che è possibile va programmato in quella direzione.

Fermiamo tutti i contatti che possiamo fermare con la consapevolezza che è l’unico modo per evitare il collasso.

In particolare per quel che riguarda la più grande azienda del Trentino, l’Ente Provincia e i gli Enti da essa dipendenti, si programmi subito:

– lo svuotamento di tutti gli uffici in cui si svolgono mansioni che è possibile fare da casa, anche con mezzi di emergenza, o in cui è possibile rinviare le attività.

– la maggior rarefazione possibile di personale negli altri uffici in cui è impossibile attuare lo svuotamento.

Mi appello anche ai Dirigenti, partendo da quelli che hanno competenza in materia di personale e sicurezza: omettere di impegnarci in questo senso è una responsabilità che pagherà tutta la nostra società e che farà andare velocemente al collasso le strutture sanitarie in cui migliaia di persone lavorano con un enorme coraggio, consapevoli di un rischio per sé e per le proprie famiglie ogni giorno più grande, che non possiamo vanificare!

Questa sera, mercoledì 11 marzo, “Stasera Italia”, condotto da Barbara Palombelli, dalle ore 21.25 eccezionalmente si allunga fino alle ore 23.30 circa con “Stasera Italia Speciale Coronavirus”. Tre ore di diretta per raccontare gli ultimi aggiornamenti legati all’emergenza sanitaria che sta invadendo il nostro Paese e l’annuncio, nel pomeriggio, dell’Oms che ha dichiarato lo stato di pandemia.

A “Stasera Italia” dalle 20.30 alle 21.20 tra gli ospiti: il ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente dell’Ispi e di Fincantieri Giampiero Massolo, il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti e Mario Calabresi.

Si prosegue con “Stasera Italia Speciale Coronavirus”, dalle 21.20 fino alle 23.30 circa, con il sindaco di Roma Virginia Raggi, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, il leader di Italia Viva Matteo Renzi, il viceministro all’Istruzione Anna Ascani, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, il direttore del dipartimento di Cardiologia dell’Ospedale Sacco di Milano Maurizio Viecca, Vittorio Sgarbi, Sergio Cofferati, Red Ronnie, i giornalisti Claudia Fusani e Tommaso Labate.

Misure transitorie relative alla proroga dei piani terapeutici AIFA in tema di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19

In seguito alla riunione che si è svolta oggi della Commissione Tecnico-Scientifica, l’Agenzia desidera dare maggiori informazioni circa le seguenti disposizioni transitorie, in considerazione della necessità di ridurre il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti anziani e/o con malattie croniche, limitando l’affluenza negli ambulatori specialistici al fine di ottenere il rinnovo di piani terapeutici di medicinali soggetti a monitoraggio AIFA web-based o cartaceo. Tali misure saranno valide per il tempo strettamente necessario alla gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

In particolare si comunica che la validità dei piani terapeutici (PT) web-based o cartacei già sottoscritti dai medici specialisti e che risultano in scadenza nei mesi di marzo e aprile sarà estesa di 90 giorni a partire dal momento della scadenza. Al termine del suddetto periodo di proroga, in assenza di nuove comunicazioni, il rinnovo dei PT dovrà avvenire secondo le consuete modalità.

Nel caso il paziente presenti un peggioramento della patologia di base o un’intolleranza al trattamento, l’estensione di validità non potrà essere automatica, ma dovrà essere contattato lo specialista di riferimento con modalità che saranno definite dalle singole Regioni.

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