TIM prende atto della decisione assunta oggi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per comportamenti risalenti ad anni fa nei confronti della quale presenterà ricorso alla giustizia amministrativa.
Il provvedimento dell’AGCM suscita inoltre perplessità, anche perché le presunte condotte anticompetitive di TIM vengono valutate in maniera del tutto diversa dal Regolatore del settore (AGCOM).

Infatti, AGCOM si è in più occasioni occupata dei temi trattati nell’istruttoria, adottando regolamentazioni specifiche su gran parte delle fattispecie oggetto del provvedimento.

L’Autorità Antitrust ha comunque valutato positivamente il fatto che TIM ha immediatamente bloccato gli investimenti nelle Aree Bianche, non ha mai commercializzato i propri servizi ultrabroadband e ha rinunciato a tutti i contenziosi in essere sulle gare Infratel coinvolgenti Open Fiber.
Inoltre, l’Autorità ha riconosciuto il valore delle importanti iniziative realizzate recentemente da TIM per favorire lo sviluppo della concorrenza, anche infrastrutturale, nel mercato della banda ultralarga: il lancio di un piano per la realizzazione di reti in fibra in 39 città, invitando i concorrenti interessati al coinvestimento, per ridurre costi e tempi di completamento, e l’introduzione di nuove e più convenienti offerte per i concorrenti per la realizzazione di reti proprietarie in fibra.

Si ricorda inoltre che TIM, a fronte dei rilievi mossi dall’AGCM, ha dimostrato con dati di fatto e analisi di terzi indipendenti che le azioni contestate non hanno prodotto alcun effetto distorsivo sul mercato.
La principale contestazione oggetto della decisione fa riferimento a un progetto di investimento nelle aree a fallimento di mercato (cosiddette Aree Bianche), considerato da AGCM abusivo nei confronti di Open Fiber che, in tali aree, dovrebbe costruire con soldi pubblici un’infrastruttura in fibra che arrivi nelle case (così come richiamato dall’AGCM), cosa che invece non è avvenuta come anche evidenziato in diverse sedi istituzionali.

In conclusione, desta stupore ricevere una sanzione per aver ipotizzato di investire risorse private nell’ammodernamento del Paese per il conseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, pur adeguando puntualmente la propria offerta alle prescrizioni regolamentari.

Purtroppo, gli unici danneggiati in questa vicenda sono gli abitanti delle Aree Bianche che ancora non sono collegati alla rete in fibra.

 

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Press Release

TIM: SANCTIONED UNDULY, WILL APPEAL

Rome, 6 March 2020

TIM acknowledges the decision taken today by the Italian Antitrust Authority (AGCM) in relation to actions dating back years and will appeal against it in administrative court.
AGCM’s decision also raises concerns, not least because the Italian telecoms watchdog AGCOM has taken an entirely different view of TIM’s alleged anti-competitive behaviour.

In fact, AGCOM has on several occasions dealt with the issues discussed in the preliminary investigation, adopting specific regulations on most of the cases covered by the provision.

However, AGCM has welcomed the fact that TIM immediately halted the investments in the ‘White Areas’, never marketed its ultrabroadband services and has waived all existing claims on the Infratel tenders involving Open Fiber.
Moreover, AGCM has recognised the value of TIM’s recent major initiatives to foster the development of competition in the ultrabroadband market, including for infrastructure: the launch of a plan to build fibre networks in 39 cities, inviting co-investment from competitors in order to reduce costs and time to completion, and the introduction of new and cheaper offers for competitors to build proprietary fibre networks.

Furthermore, in light of AGCM’s evaluations, TIM has proven through facts and independent third-party analysis that its alleged actions had no distortive effects on the market.
The main objection of the decision refers to an investment project in market failure areas (so-called White Areas), considered by AGCM to be abusive towards Open Fiber which should build a fibre infrastructure to the homes with public resources (as recalled by the AGCM), which though did not take place as also highlighted by several institutional offices.

In conclusion, TIM is surprised to have been sanctioned for planning to invest private funds in the modernisation of the country to achieve the objectives of the Digital Agenda, while having promptly adapted its proposition to meet regulatory requirements.

Regrettably, the only ones damaged in this story are the residents of the White Areas who are not yet connected to the fibre network.

TIM
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CS_TIM_AGCM_06 03 2020.pdf

Coronavirus: firmata l’ordinanza per la chiusura delle scuole dell’infanzia.

Era già stata annunciata dall’assessore all’istruzione e questo pomeriggio il presidente della Provincia autonoma di Trento ha firmato l’ordinanza con la quale si dispone la chiusura dei servizi educativi pubblici e privati per la prima infanzia e delle scuole dell’infanzia pubbliche, equiparate e paritarie.

La chiusura vale fino al 15 marzo prossimo e l’ordinanza specifica che questa va intensa al posto della ‘sospensione’ dei servizi prevista dal Dpcm del 4 marzo scorso.

 

 

Ordinanza_del_Presidente_della_Giunta_del_6_3_2020

Tampone positivo anche per un’anziana trattata all’ospedale di Cavalese. Coronavirus: aggiornamento delle 18.30.

È sempre alta l’attenzione dei presidi sanitari trentini sui casi sospetti da Coronavirus. Gli accertamenti, questa volta condotti dall’ospedale di Cavalese, hanno portato a circoscrivere un nuovo caso positivo. Si tratta di una donna anziana che nella tarda serata di ieri si è recata al pronto soccorso a seguito di un trauma da caduta. I sanitari però, a conoscenza del quadro clinico della signora, hanno fatto ulteriori accertamenti che hanno portato ad individuare la presenza di una polmonite: da qui l’effettuazione del tampone, come disposto dal protocollo dell’Azienda sanitaria, che ha dato esito positivo. La paziente – che presto sarà trasferita al reparto malattie infettive del Santa Chiara – vive da sola e la ricostruzione dei suoi movimenti recenti fa ritenere basse le probabilità che possa aver diffuso il contagio. Sono comunque in corso approfondimenti.

E gli accertamenti proseguono anche per ricostruire i contatti del soggetto roveretano risultato positivo con ogni probabilità a seguito di attività professionali svolte nella zona di Milano.

Coronavirus: ci sono sfuggiti i musei?. Di fronte all’attuale emergenza abbiamo riscontrato che ad oggi non si sono considerati i flussi degli arrivi, in particolare dalle regioni come Lombardia e Veneto, che interessano non solo le nostre strutture primarie, ma anche i musei di fama nazionale come il Muse ed il Mart.

Intendiamo porre all’attenzione di tutti ed in particolare degli organi competenti una valutazione scientifica sull’opportunità o meno di tenere aperti musei semivuoti o, in alternativa, musei pieni e, quindi, potenzialmente pericolosi.

Ciò anche in relazione alla chiusura di scuole, università, accademie di belle arti e biblioteche.

 

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Avv Silvia Zanetti

Candidato Sindaco Elezioni comunali 2020 per “Si può fare”

In un momento di emergenza globale, incerti scenari, repentini cambiamenti di abitudini di vita, inevitabilmente si presenta anche lo stress. Ma c’è modo per arginarlo.

Come si legge nella

è normale sentirsi tristi, confusi e spaventati durante una crisi, ma alcuni semplici rimedi possono aiutarci: parlare con le persone di cui ci fidiamo, cercare informazioni solo su fonti attendibili (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, OMS),  non consultare in modo ossessivo i social o i canali che presentano scenari catastrofici. È bene mantenere uno stile di vita sano (non fumare, non bere), anche dovendo stare a casa e continuare a sentire gli amici e la famiglia per telefono o per mail.

Colpiti dallo

, più agitati, inquieti ed insistenti nelle loro richieste. Possiamo e dobbiamo aiutarli, come suggerisce l’OMS. Hanno bisogno anche loro di essere rassicurati, di una carezza in più, di spiegazioni, di ascolto. In caso di separazione, ad esempio per ricovero in ospedale, stabilite comunque contatti regolari con i vostri bambini, anche per telefono, e rassicurateli fornendo spiegazioni chiare con linguaggio adatto alla loro età: ad esempio, la mamma, il papà, o altra persona della famiglia, potrebbero iniziare a non sentirsi bene e potrebbero andare in ospedale per un po’ di tempo.

Per un approfondimento,  scarica le infografiche dal sito OMS Coronavirus:

o il PDF allegato (tradotto in Italiano).

 

stress raccomandazioni OMS in italiano
glossario 6 marzo 2020

Coronavirus: probabili ulteriori due casi di infezione in Alto Adige. In due pazienti ricoverati all’Ospedale di Bolzano il primo test eseguito oggi (6 marzo) ha dato esito positivo. Lo comunica l’Azienda sanitaria dell’Altoi Adige.

L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige comunica che presso l’Ospedale di Bolzano due ulteriori pazienti, già ricoverati nel reparto malattie infettive, sono stati trovati positivi al primo test sul Coronavirus. Le prove di laboratorio di entrambi i pazienti sono state inviate a Roma all’Istituto “Spallanzani”, dove sarà eseguito il test di controllo. In tal modo, quindi, aumenta a 4 il numero dei possibili casi di persone affette da Coronavirus in Alto Adige.

Un’altra persona, che lavora in provincia di Bolzano, secondo informazioni del Servizio d’igiene, è stata sottoposta al test in un ospedale dell’alta Italia ed è stata trovata positiva al virus.

L’Istituto superiore di sanità non ha ancora fatto pervenire gli esiti del test di controllo eseguito sulla persona che è ricoverata presso l’Ospedale di Bolzano da mercoledì sera.

Con l’aumento dei casi crescono anche le richieste delle cittadine e dei cittadini di poter eseguire in via preventiva il tampone. Secondo le prescrizioni del Ministero della sanità, però, il tampone è previsto esclusivamente per le persone che presentano sintomi e nell’eventualità di un possibile stretto contatto con una persona infetta.

Il tampone delle vie respiratorie viene eseguito di norma presso il reparto malattie infettive. La procedura di analisi viene quindi espletata presso il laboratorio di microbiologia e virologia. Gli esiti dell’analisi sono pronti entro circa sei ore.

 

 

I segretari generali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, Ricardo Saccone, Paolo Gallo, Maurizio Lepri, hanno inviato una lettera al presidente della Rai, Marcello Foa, all’amministratore delegato, Fabrizio Salini, e alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nella quale si ricorda la funzione della radiotelevisione di Stato, soprattutto nei momenti emergenziali come quello che sta attraversando l’Italia nel contrastare la diffusione del Coronavirus. “La sospensione di tutte le attività didattiche nell’intero Paese – si legge nel cuore del documento – rappresenta una decisione eccezionale per l’Italia repubblicana. Una scelta sofferta che non possiamo che rispettare. In questo scenario, soprattutto se tale decisione dovesse esser prorogata, come ad oggi non si può purtroppo escludere a priori, occorrerà mettere in campo idee ed energie altrettanto eccezionali. Perché non potrebbe essere ancora una volta la RAI, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, a dare una risposta che vada nella direzione di una continuità didattica?”.

Antitrust: sanzione di 116 mln a TIM per aver ostacolato lo sviluppo della fibra.

Il 25 febbraio 2020 l’Autorità ha concluso il procedimento A514, accertando che TIM ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale preordinata a ostacolare lo sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga.

La competizione nel settore delle TLC, ancor più che in termini di prezzi e tariffe, si manifesta oggi in termini di qualità dei servizi, investimenti e innovazione.
In questa prospettiva l’Autorità ha ritenuto di dover sanzionare le condotte di TIM volte a ritardare nelle aree dove ce ne sarebbe stato più bisogno lo sviluppo della fibra nella sua forma più innovativa, ovvero l’FTTH (Fiber To The Home).

Trattasi delle così dette aree “bianche”, quelle aree cioè dove, in assenza di sussidi, il mercato non giustificherebbe l’infrastrutturazione innovativa.
In particolare le condotte di TIM sono risultate indirizzate a preservare il suo potere di mercato nella fornitura dei servizi di accesso alla rete fissa e dei servizi di telecomunicazioni alla clientela finale.

TIM ha posto ostacoli all’ingresso di altri concorrenti, impedendo sia una trasformazione del mercato secondo condizioni di concorrenza infrastrutturale, sia il regolare confronto competitivo nel mercato dei servizi al dettaglio rivolti alla clientela finale.

L’Autorità ha accertato che TIM ha ostacolato lo svolgimento delle gare, indette nell’ambito della Strategia nazionale banda ultra-larga del Governo, per il sostegno agli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga nelle aree più svantaggiate del territorio nazionale (cosiddette aree bianche).

In particolare, TIM ha deciso una modifica non profittevole dei piani di copertura di tali aree durante lo svolgimento delle le gare ed ha intrapreso, contestualmente, iniziative legali strumentalmente rivolte a ritardare le medesime.

Tale comportamento appare particolarmente grave in quanto i suddetti ritardi producono i loro effetti in una situazione complessiva che vede il nostro Paese già strutturalmente indietro di ben 18 punti percentuali rispetto alle altre economie europee in termini di copertura della FTTH. Penultimo, seguito solo dalla Grecia.

Al momento dell’avvio della strategia anti-competitiva, a fine 2016, solo il 18% circa delle unità immobiliari era coperta da una rete in fibra ottica, un dato al di sotto della media dell’UE, pari al 22%. Un divario che non si è attenuato nei due anni successivi, quando le stesse percentuali di copertura sono passate rispettivamente al 23% per l’Italia e al 29% per l’UE. Più evidente ancora il divario di prestazioni che si registra in termini di tasso di penetrazione tra gli utenti. A dicembre 2016, meno del 3% delle linee fisse a banda larga attive in Italia supportava velocità di download superiori a 100Mbps, laddove la media UE era già pari al 17%. Gli stessi dati, a fine 2018, erano pari rispettivamente al 18% e al 30%.

TIM ha inoltre operato una rimodulazione della propria offerta di servizi di accesso alla rete in fibra ottica, valida per l’intero territorio nazionale, tesa a prosciugare preventivamente il bacino di domanda contendibile dagli altri operatori, anche attraverso un abbassamento al di sotto del livello di costo dei prezzi di alcuni servizi. Sul mercato dei servizi di telecomunicazioni alla clientela finale, TIM ha immesso in commercio offerte promozionali inclusive di elementi idonei a legare contrattualmente il cliente per una durata temporale eccessiva.

L’Autorità ha deciso di imporre una sanzione pecuniaria di circa 116 milioni di euro, bilanciando la necessità di garantire la necessaria deterrenza rispetto a possibili future condotte con l’esigenza che la sanzione non sia ingiustificatamente afflittiva.

A quest’ultimo proposito, si è tenuto conto, tra l’altro, del comportamento tenuto da TIM nella fase finale dell’istruttoria, atteso che la medesima si è mostrata attenta ad assicurare che le offerte promozionali presentassero delle condizioni economiche complessive replicabili da altri operatori concorrenti.
D’altra parte le evidenze agli atti non hanno consentito di ritenere confermata l’ipotesi istruttoria formulata nel provvedimento di estensione oggettiva, in ordine al profilo per il quale la strategia abusiva sarebbe stata realizzata anche mediante l’utilizzo delle informazioni privilegiate riguardanti la clientela degli operatori alternativi nel mercato retail.

Gli elementi istruttori raccolti riguardo a tal ultima condotta non hanno permesso, infatti, di ritenere che il fenomeno delle malpractice sia riconducibile nell’ambito del complesso disegno strategico configurato e posto in essere da TIM, mostrando invece una preoccupazione piuttosto forte in TIM rispetto al fenomeno in questione.
Al contempo, non è apparsa imputabile a TIM neppure un’inerzia rispetto al prodursi del fenomeno, considerate le numerose iniziative poste in essere da TIM aventi una finalità di contenimento del rischio di utilizzo strumentale delle informazioni sulle attività di rete.

In considerazione delle gravi difficoltà che sta affrontando il sistema produttivo del nostro paese, derivanti dalla straordinaria emergenza epidemiologica da COVID-19, nonchè dell’importo elevato, l’Autorità ha deciso che la sanzione potrà essere pagata entro il 1 ottobre 2020.

Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino
AUDIZIONE IN TERZA COMMISSIONE PERMANENTE DEL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Disegno di legge 17 febbraio 2020, n. 49 e Disegno di legge 13 febbraio 2019 n. 8
Disegno di legge 49/2020: Osservazioni e proposte di emendamento

Premessa
Il 13 ottobre 2018, a pochi giorni dalle elezioni (21 ottobre) per il rinnovo del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, il Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino aveva inviato agli undici candidati presidente della Provincia autonoma di Trento un documento con cinque domande, in merito ai temi della salvaguardia dei corsi d’acqua del Trentino e a un’auspicabile e urgente riforma dell’APPA.
Degli 11 candidati presidente solo Antonella Valer (Liberi e Uguali per il Trentino e L’altro Trentino a sinistra) aveva risposto ai nostri quesiti, insieme ai candidati consigliere Paolo Toniolli (Autonomia Dinamica), Alex Marini (eletto) e Tommaso Pappalardo del Movimento 5 Stelle, Silvia Zanetti di Civica Trentina e Piergiorgio Cattani di Futura 2018.
La seconda delle domande – che riportiamo di seguito – riguardava la stesura di una “nuova legge sulla produzione idroelettrica in Trentino”.
Il Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino chiede al prossimo Consiglio della Provincia autonoma di Trento di scrivere ed approvare, dopo una fase di consultazione pubblica, una legge che riconosca l’acqua come bene comune, elimini il concetto di pubblica utilità per gli impianti sotto i 3MW e coinvolga i Comuni nel processo autorizzativo, dando in tal modo pieno valore alle loro previsioni urbanistiche.
Quale è la sua posizione e quella della sua lista/coalizione in proposito?
Il disegno di legge d’iniziativa giuntale oggi all’esame di questa Commissione non si occupa delle questioni poste dal Comitato quasi 17 mesi fa, ma si concentra sulla “definizione di un quadro normativo provinciale in materia” (Deliberazione della Giunta Provinciale n. 211 di data 14 febbraio 2020) per l’assegnazione di 17 concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico.
Sui temi sollevati dal Comitato, comprese le nuove modalità di certificazione degli impianti idroelettrici previste dal Decreto FER-1 o l’attuazione progressiva del rilascio del Deflusso Minimo Vitale e per il potenziamento del sistema irriguo della Valle di Non – che potrebbe mettere a rischio la vita negli alvei, gli equilibri degli ecosistemi e il raggiungimento o il mantenimento di obiettivi di qualità dei corpi idrici – sarà opportuno che la Giunta Provinciale, d’intesa con il Consiglio della Provincia autonoma di Trento, attivi al più presto percorsi partecipati con le comunità interessate e con i portatori d’interessi diffusi e collettivi, per scongiurare “possibili conflitti sull’uso delle acque fluenti pubbliche”, come evidenziava nel

2017 Claudio Bassetti, ex presidente della SAT, nelle osservazioni al procedimento di VIA sul progetto di “nuova condotta irrigua dal torrente Rabbies con funzione di dorsale per l’integrazione dello schema irriguo della valle di Non”.
Prima di esaminare l’articolato, dichiariamo come sia fondamentale che il fattore finanziario non prevalga sulle esigenze di tutela ambientale nella stesura del bando di gara per l’assegnazione delle concessioni di grande derivazione a scopo idroelettrico. Irrinunciabile appare inoltre il rispetto del principio di precauzione – così come definito dalla normativa comunitaria e così come disciplinato dall’articolo 301 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) – e il rispetto della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/CE), anche in materia di produzione di energia idroelettrica.
Prima della stesura di questo disegno di legge non è stata avviata un’operazione ascolto dei cittadini, degli amministratori locali, delle comunità ospitanti i grandi impianti di produzione di energia idroelettrica, dei portatori d’interesse collettivo.
E’ mancata, inoltre, una fase di confronto con esperti del settore (energetico, ambientale, economico, tecnologico, giuridico) che avrebbero potuto contribuire alla stesura di un testo più chiaro e puntuale.
Infine, sarebbe stato opportuno allegare al disegno di legge un dossier con i dati principali relativi alle 34 centrali e alle infrastrutture legate alla produzione, alla trasformazione e alla distribuzione dell’energia idroelettrica (derivazioni, canali, condotte, dighe, macchinari, ecc..) per conoscere lo stato attuale degli impianti, i lavori in corso, gli investimenti programmati o da programmare per garantire e migliorare efficienza, sicurezza, tutela del territorio e della salute.
Proposte di emendamenti
Articolo 2
Modificare il comma 5 con l’aggiunta di: “e nel rispetto del Piano di Tutela delle Acque della Provincia autonoma di Trento, della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/CE), della Convenzione delle Alpi (Protocollo sulla protezione della natura e la tutela del paesaggio), della Convenzione Europea del Paesaggio e del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale)”.
Articolo 6, comma 8, lettera p
Sostituire le parole “può individuare” con “deve individuare”
Articolo 13, comma 4
Sostituire le parole “almeno dieci giorni prima del suo svolgimento” con le parole “almeno un mese prima del suo svolgimento”
Articolo 14, comma 1
Dopo le parole “verifiche tecniche periodiche per il mantenimento in sicurezza delle derivazioni, dei canali e delle condotte” aggiungere “delle dighe, delle opere di presa e di captazione e degli impianti di produzione, trasformazione e distribuzione”

Riteniamo fondamentale inserire nel disegno di legge un articolo per la definizione di criteri e modalità per l’impiego di una o più quote del canone annuo di concessione per finanziare il sistema della Rete di riserve e dei Parchi fluviali, ma anche per contribuire al completamento del sistema dei servizi pubblici di fognatura e depurazione (compresi impianti di fitodepurazione), tenuto conto del Piano provinciale di risanamento delle acque.
Inoltre, potrebbe essere opportuno inserire nel disegno di legge un articolo per impegnare i concessionari a collaborare con associazioni, aziende, comitati locali per migliorare la fruibilità delle acque dei bacini sottesi agli impianti a scopi ricreativi, sportivi e turistici.
Infine, chiediamo di attivare forme di confronto e consultazione nella fase di definizione dei bandi di gara per l’assegnazione delle concessioni di grande derivazione a scopo idroelettrico, sicuramente il più significativo “banco di prova” di questo provvedimento normativo.

 

Disegno di legge 8/2019: Osservazioni

Premessa
Il 28 marzo 2014 in una seduta della Terza Commissione permanente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, presieduta dall’attuale Vicepresidente della Giunta Provinciale, Mario Tonina, furono ascoltati i rappresentanti del Comitato permanente per la difesa del fiue Noce (cfr. Giornale online del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, “Lavori in commissione” 28-3-2014).
Tra le cinque richieste illustrate in Commissione c’era anche la seguente:
modificare il comma 3 dell’articolo 1 bis 3, della Legge provinciale 6 marzo 1998, n. 4, escludendo – per i soggetti privati – la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei “progetti concernenti la realizzazione e l’esercizio di derivazioni a scopo idroelettrico”.
Non possiamo, dunque, che condividere e sostenere il disegno di legge 13 febbraio 2019, n. 8 presentato dai consiglieri Alessio Manica e Sara Ferrari.

 

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Mauro Finotti
Portavoce del
Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino

Il Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino

– ricostituito il 22 febbraio 2017 – è formato dalle seguenti realtà associative:

Amici della Sarca
Amici della Terra – Lago d’Idro e Valle Sabbia Associazione “La Credenza” per un mercato bio-etico Associazione per il WWF Trentino
Associazione Pescatori Dilettanti Valle di Fiemme Canoa Club Trento
Comitato per la tutela del torrente Fersina e affluenti Comitato permanente per la difesa del fiume Noce Ekoclub Trento
Federazione dei Pescatori Trentini
Istituto Nazionale di Urbanistica
Italia Nostra
Legambiente
Mountain Wilderness
Pan – Eppaa
SalvArnò
SAT – Società degli Alpinisti Tridentini

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