Cento anni dalla nascita di Giulio Andreotti, Sky Arte propone due film diretti da Tatti Sanguineti: Giulio Andreotti – Il cinema visto da vicino e Giulio Andreotti – La politica del cinema in onda martedì 14 gennaio rispettivamente alle 21.15 e alle 22.55.

Incentrati su Giulio Andreotti e sul suo legame con il cinema, raccontano il periodo compreso fra il 1947 e il 1953, quando Andreotti era Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo spettacolo. Furono molte le iniziative intraprese dal politico per dare nuovo impulso all’arte cinematografica: dal salvataggio dell’Istituto Luce e del suo archivio alla legge di sostegno sul cinema, dalla restituzione al Lido della Mostra del Cinema di Venezia alla rinascita di un cinegiornale nazionale, la Settimana Incom.

Le due pellicole danno voce allo stesso Andreotti che, fra il 2003 e il 2005, si sottopose alla più lunga e minuziosa intervista di sempre, rispondendo alle domande di Sanguineti e scavando nei ricordi un’epoca lontana ma ancora vivida nella sua mente. I due film sono frutto di decine di incontri e di ore di intervista con Andreotti. La prima parte è incentrata sulla censura, sul rapporto ‘preventivo’ tra un giovane sottosegretario e la sua passione vista da vicino. La seconda parte illustra questa passione retrospettivamente, con Andreotti a contemplarla da lontano, anche se con lo stesso sguardo.

In particolare Andreotti si concentra sul tema della censura cinematografica, focalizzando dettagli remoti e analizzando documenti, sequenze, spezzoni e tagli. I due film attingono da filmati e fotografie, che illustrano avvenimenti vissuti da Andreotti in quel periodo.

GIULIO ANDREOTTI – IL CINEMA VISTO DA VICINO e GIULIO ANDREOTTI – LA POLITICA DEL CINEMA sono film diretti da Tatti Sanguineti, produzione Istituto Luce Cinecittà in onda martedì 14 gennaio alle 21.15 e alle 22.55 su Sky Arte e in streaming su NOW TV

Prende il via, da martedì 14 gennaio, in prima serata, su Canale 5, la prima visione assoluta della II stagione di “New Amsterdam”, il medical drama targato NBC rinnovato, da pochi giorni, per altre tre stagioni. Il protagonista è il tormentato medico-paziente Max Goodwin, interpretato dal fascinoso Ryan Eggold.

Le storie di “New Amsterdam” sono ispirate a vicende reali e sono tratte dai racconti del Bellevue Hospital di New York, il più antico ospedale pubblico d’America, e al volume Twelve Patients: Life and Death at Bellevue Hospital, scritto dall’ex direttore sanitario Eric Manheimer, coinvolto nella realizzazione della serie come autore e produttore.

“New Amsterdam” rinnova la sua peculiarità quale serie di denuncia, dove i medici tentano, con gli scarsi mezzi messi a loro disposizione dalla Obama Care, di cambiare il sistema ospedaliero americano. Medici, paramedici, personale amministrativo, nessuno bada ad un tornaconto personale, alla carriera: la loro missione è fornire il miglior aiuto possibile ai cittadini di New York.

La critica internazionale ha elogiato la stagione di debutto, definendo l’approccio del protagonista «audace e anticonformista». Ed i casi rappresentati, sottolineano il forte sentimento di rabbia dei pazienti e dei loro familiari nei confronti dei ‘poteri forti’.

Nel cast, oltre ad Eggold, Janet Montgomery (Black Mirror) e Freema Agyeman (Sense8).

 

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INCIPIT
Dopo il drammatico incidente che ha concluso la prima stagione, il direttore medico del New Amsterdam Max Goodwin torna a dirigere l’ospedale pubblico della Big Apple. Il direttore sanitario deve fare i conti anche con i propri problemi di salute: tutti, infatti, si chiedono quanto potrà ancora reggere l’ingombrante carico. «Come posso aiutare?», non è solo l’approccio al paziente di Goodwin. È la sua ragione di vita. Aiutare il prossimo, per il medico che tutti vorremmo trovare in ospedale, è ciò che gli dà e gli darà sempre la speranza e la forza necessaria ad affrontare le situazioni più disperate.

Fugatti: “Riconosciuto il valore del pubblico impiego ma chiediamo più flessibilità e accessibilità a vantaggio dei cittadini e delle imprese”. Rinnovo dei contratti collettivi provinciali, firmato il protocollo d’intesa.

E’ stato firmato oggi il protocollo d’intesa tra la Provincia autonoma di Trento e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, per il rinnovo dei contratti collettivi provinciali di lavoro 2019 – 2021 del personale del sistema pubblico provinciale. Ricambio generazionale, trasformazione digitale, conciliazione dei tempi di vita privata e di lavoro, flessibilità dell’orario: sono questi i principali temi che faranno da linee guida dei rinnovi contrattuali, per i quali sarà avviato da subito il confronto.

“E’ uno sforzo importante per il bilancio della Provincia – ha commentato il presidente Maurizio Fugatti – ma sappiamo qual è l’importanza dei lavoratori del settore pubblico che sono uno dei motori dello sviluppo dell’economia trentina. A loro va dato un giusto riconoscimento. Chiediamo però la disponibilità in orari e attività di sportello che siano più accessibili per i cittadini e le imprese. Su questo ci sarà un progetto e ci confronteremo anche con le categorie produttive. Crediamo di aver firmato un protocollo che mette assieme gli interessi legittimi dei lavoratori del pubblico impiego con quello dei privati e delle imprese.”

Per dare avvio alla stagione contrattuale, la Provincia ha già reso disponibili nella legge provinciale di stabilità 2020, risorse contrattuali pari a 20 milioni di euro sull’anno 2020 da destinare ad un primo recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, pari allo 0,70% del trattamento fondamentale con effetto dall’1 gennaio 2019.

Con il protocollo firmato oggi la Provincia si impegna a prevedere, nei disegni di legge di stabilità e di assestamento che saranno approvati nel corso degli anni 2020 e 2021, lo stanziamento di risorse per aumenti contrattuali complessivi (oltre a quello dello 0,70% alla data del 1 gennaio 2019, che assorbe l’indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio 2019/2021), dell’ 1,8% alla data del 1 aprile 2020, del 3% al primo gennaio 2021 e del 4,1% alla data del 1 settembre 2021.

Ogni aumento assorbe quello immediatamente precedente. Le risorse per questi aumenti ammontano complessivamente a circa 67.000.000 di euro per tutto il comparto pubblico provinciale e, secondo quanto sarà stabilito dai tavoli contrattuali, potranno essere utilizzate per l’incremento delle retribuzioni tabellari, l’incremento della dotazione del fondo di produttività, il finanziamento delle progressioni orizzontali, l’adeguamento del trattamento accessorio, le modalità di utilizzo del buono pasto.

Con un ulteriore finanziamento si procederà al riconoscimento delle posizioni retributive nei confronti del personale docente delle istituzioni scolastiche provinciali e all’adeguamento del loro stipendio tabellare, se le misure previste dalla contrattazione nazionale si rivelassero più alte rispetto a quelle previste a livello provinciale.

Anche le progressioni di carriera e le eventuali revisioni dell’ordinamento professionale saranno oggetto di distinti finanziamenti. Gli impegni assunti saranno inoltre adeguati in relazione ad eventuali migliori condizioni previste a livello nazionale per i rinnovi del pubblico impiego.

Da parte sindacale vi è l’impegno a favorire, mediante procedure concertative, la progressiva attuazione delle proposte che saranno formulate dall’amministrazione sulla ridefinizione degli orari di servizio e di apertura al pubblico delle strutture provinciali per renderli maggiormente compatibili con le esigenze dei cittadini e delle imprese e inoltre l’adesione a percorsi formativi professionalizzanti, per l’accrescimento della produttività conseguente ai processi di digitalizzazione.

La Provincia si riserva di valutare la sostenibilità finanziaria dell’accordo a fronte di gravissime e non prevedibili dinamiche recessive del bilancio provinciale.

Contratti pubblici, ora il presidente Fugatti rispetti i patti. Cgil Cisl Uil e categorie firmano il protocollo che apre al rinnovo contrattuale per 33mila lavoratori.

“Servono subito decisioni concrete per arrivare al nuovo contratto”.

Primo accordo raggiunto oggi pomeriggio sul rinnovo dei contratti pubblici. Cgil Cisl Uil del Trentino insieme alle categorie Fp Cgil, Cisl Fp, Fpl Uil enti locali e sanità, Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola e la Provincia di Trento hanno firmato il protocollo che apre le porte al rinnovo contrattuale per 33mila dipendenti delle autonomie locali, della scuola, della ricerca e della sanità. Adesso i contenuti del protocollo dovranno tradursi in impegni concreti e nella firma del nuovo contratto. “Abbiamo firmato responsabilmente questo documento. Ci aspettiamo anche da parte del presidente Fugatti la stessa responsabilità nel rispettare i patti e arrivare in tempi rapidi al nuovo contratto. Oggi non si firma un rinnovo contrattuale, ma un impegno tra le parti”, hanno commentato i tre segretari Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti.

L’intesa prevede un aumento del 4.1 per cento su tutte le voci della retribuzione, sia quelle tabellari sia quelle accessorie.

A far sbloccare la trattativa l’apertura di Piazza Dante su alcuni punti ritenuti fondamentali dalle organizzazioni sindacali. A cominciare dalla decorrenza degli aumenti: la parte più consistente verrà erogata in un arco temporale più breve rispetto a quanto immaginava la Provincia. Fin dall’inizio le tre confederazioni e le categorie infatti hanno insistito sul fatto che il nuovo accordo non poteva essere una “cambiale in bianco”, ma doveva prevedere misure esigibili fin da subito. E su questo punto è stata trovata una quadra.

Il protocollo introduce clausole contrattuali migliorative su diversi aspetti, come quella sui buoni pasto.

C’è anche un impegno per dare risposte ai precari della pubblica amministrazione e della scuola, attraverso percorsi di stabilizzazione.

Cgil Cisl Uil, d’accordo con le categorie, dal canto loro, hanno aperto alla richiesta della Provincia di una maggiore flessibilità di orari per garantire una più estesa apertura degli uffici pubblici. Flessibilità – hanno chiarito però i sindacati – che non potrà prescindere dalle reali disponibilità di risorse umane. In altri termini dove ci sono organici carenti la Pat dovrà impegnarsi prima ad assicurare, anche attraverso nuove assunzioni, il numero adeguato di dipendenti per rendere possibile un’estensione degli orari di apertura al pubblico.

Altro punto qualificante dell’intesa e che aveva tenuto in sospeso l’accordo è quello sulla clausola di salvaguardia. Rispetto all’inizio della trattativa quando Piazza Dante aveva chiesto di inserire nell’accordo la disponibilità dei sindacati a rivedere le intese in caso di gravi e imprevisti problemi finanziari, di spese straordinarie e di un periodo di recessione, nella versione firmata oggi è Piazza Dante che si impegna, laddove si verificasse la necessità di bilancio e dopo un’operazione di spending review a convocare le parti sindacali e valutare insieme a loro quali contromisure adottare. “In sostanza non si potranno scaricare sui dipendenti pubblici gli effetti di una riduzione della spesa”. E’ stato chiarito e condiviso inoltre che la fiscalizzazione del bonus Renzi non potrà rientrare in queste misure straordinarie di bilancio, dunque non sarà pagato dai lavoratori.

Firmato il protocollo adesso la trattativa si sposta in Apran dove dovranno essere definiti nel dettaglio tutti i nuovi aspetti contrattuali.

Il nuovo contratto avrà validità per il prossimo triennio.

Il Centro Servizi Culturali S. Chiara mette in calendario un appuntamento con un importante risvolto legato alla solidarietà. Mercoledì 15 gennaio, alle ore 20.30, il palco del Teatro Sociale ospiterà “ANNA DEI MIRACOLI”, uno spettacolo di prosa (fuori abbonamento) tratto dall’opera di William Gibson, prodotto dal Teatro Franco Parenti per l’Associazione Lega del Filo d’Oro. “Anna dei miracoli” è interpretato da Mascia Musy, con Fabrizio Coniglio, Anna Mallamaci e Laura Nardi, con l’adattamento e la regia di Emanuela Giordano.

Lo spettacolo nasce dalla volontà, già manifestata in passato, del Centro Servizi Culturali S. Chiara di rivolgere, all’interno della propria programmazione, un’attenzione particolare nei confronti di tematiche di rilevanza sociale. A tal proposito, il Centro ha individuato nel soggetto “La Rete” Cooperativa Sociale Trento, – cooperativa sociale senza scopo di lucro che opera dal 1988 con uno sguardo rivolto alle persone con disabilità, alle loro famiglie e alla comunità come luogo fondamentale di inclusione sociale – un partner che consentisse di valorizzare ulteriormente tale iniziativa, con particolare riferimento allo spettacolo “Anna dei miracoli”.

La collaborazione che ne è nata potrà in futuro avere ulteriori sviluppi, soprattutto a supporto del progetto “Laboratorio teatrale Icaro” che, attraverso l’esercizio della recitazione e della rappresentazione teatrale, mira ad una maggior inclusione anche per le persone affette da disabilità.

Cosa succede quando in una famiglia arriva il figlio “difettato”, quello che pensavi nascesse solo in casa d’altri? Cosa succede ad un padre ed una madre che si confrontano quotidianamente con l’esistenza di una creatura che hanno messo al mondo ma con cui non possono comunicare? Lo spettacolo parte da queste riflessioni per raccontare la storia di Helen, una ragazza che non vede, non sente e non parla. I suoi genitori non sanno dove sbattere la testa, ed ecco che la pietà e la rabbia, la speranza e il senso di sconfitta, l’amore e l’odio, diventano sentimenti concessi. E lei, Helen, cosa percepisce di quello che ha intorno? Si accorge che la sua vita produce sofferenza? In una società dove solo il bello è vincente, solo il sano è tollerato, padre e madre non hanno scampo: Helen va allontanata, messa in un istituto, nascosta, dimenticata. Ma in casa arriva Anna, dura, inflessibile, con una storia di semi cecità alle spalle, una vita trascorsa in mezzo a creature “difettate”.

“Anna dei miracoli” è una storia vera e racconta l’epocale passaggio alla lingua dei segni, considerata tra le prime dieci grandi scoperte della storia moderna, un bene immateriale dell’umanità, una rivoluzione linguistica che ha permesso di aprire un dialogo tra chi parla e chi non parla. La lingua dei segni, in questo caso applicata sul palmo delle mani, un alfabeto tattile, che permetterà ad Helen di raccontare la sua storia, di apprendere, di esprimere sentimenti e necessità, di crescere e di farsi rispettare. Grazie ad un adattamento che va all’essenza, “Anna dei miracoli” racconta tanto di noi, dei nostri limiti e del coraggio che ci vuole a superarli.

Biglietti disponibili in prevendita su www.primiallaprima.it al costo di 15 euro (fino alle ore 17 del giorno dell’evento). E’ prevista una riduzione per i possessori dell’abbonamento Grande Prosa e InDanza Trento a 10 euro.

Infine, il Centro Servizi Culturali S. Chiara sostiene inoltre Non è così Manifesto, una proposta aperta che contiene principi guida, indicazioni non prescrittive e univoche, orientanti per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, da condividere ed integrare. Il manifesto è promosso da Consolida – Consorzio Cooperative Sociali Trentine. Per aderire al progetto o avere maggiori informazioni visitare il sito www.consolida.it

La Fenalt si riserva di sentire i lavoratori circa le proposte della Giunta provinciale emerse nell’incontro con i sindacati oggi pomeriggio.

Convocati per valutare il protocollo politico abbiamo potuto constatare che alcune richieste Fenalt e Satos sono state accolte nel testo, ma di fatto la cifra a regime rimane quella che esce dalla percentuale del 4,1 per cento, molto meno che a Bolzano.

Quella contro la quale i lavoratori si sono espressi sia in assemblea Fenalt sia in piazza. Tanto più che non sono state minimamente abbozzate l’entità delle risorse per l’ordinamento professionale e le progressioni.

Uniche note positive l’apertura verso la nostra idea di un buono pasto cumulabile e spendibile con più flessibilità e di riaprire i termini delle stabilizzazione.

Purtroppo le risorse saranno comprensive degli aumenti dei dirigenti e dirigenza medica, il che non ci dà idea della reale distribuzione nel comparto.

Grave il fatto che sia stato accettata la possibilita’ di cambiare completamente gli orari di servizio con una semplice concertazione, il che è estremamente pericoloso.

Nessun accenno a maggior attenzione al personale più anziano.

Vista la totale chiusura ad inserire riferimenti specifici per le questioni che noi riteniamo fondamentali, dato che i Confederali hanno gia’ sottoscritto il testo, non ci resta che prenderci il tempo per una riflessione e verificare l’opportunita’ di sentire il parere dei lavoratori.

 

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Maurizio Valentinotti
Segretario generale Fenalt

Dopo anni di difesa dei diritti dei consumatori, dall’1 febbraio il Codacons sarà costretto a chiudere a tempo indeterminato le sedi e a lasciare a casa dipendenti e collaboratori, in conseguenza del rifiuto del Ministro dell’Economia Gualtieri di rispondere all’appello dell’Associazione per l’inserimento, all’interno della Manovra, di un provvedimento che stabilisca la gratuità degli atti giudiziari per la difesa dei diritti sociali portati avanti dalle Onlus.

Solo mediante l’introduzione di tale provvedimento – che avrebbe avuto come effetto l’eliminazione del contributo unificato a carico delle Onlus quando queste avviano iniziative legali di interesse sociale e a tutela della collettività – si sarebbe assicurato senza distinzioni il diritto alla giustizia di tutti i cittadini e dunque garantita la tutela di 3 milioni di italiani che, ad oggi, non possono difendere i propri diritti a causa degli elevati costi della giustizia.

Dal primo febbraio dunque, a causa della crisi di liquidità dell’associazione, le sedi di Roma e l’Ufficio Legale Nazionale del Codacons resteranno chiuse a tempo indeterminato, e saranno sospesi tutti i rimborsi spese e i compensi al personale, collocato in aspettativa d’ufficio, con grande gioia di potenti e malfattori di vario genere.

A fronte dell’immobilismo del Governo e per il sostegno della propria esistenza, il Codacons lancia oggi una sottoscrizione straordinaria delle iscrizioni: a partire dal febbraio 2020, infatti, chi è stato iscritto negli ultimi 10 anni all’Associazione potrà iscriversi a 2,03 euro anziché 50 euro per i prossimi 2 anni.

Il Gruppo Sportivo Castello di Fiemme con Stefania e Francesco Corradini (44′:45″) vince la Staffetta tricolore ai Campionati Italiani di Sci Orienteering. Al secondo posto il Gronlait (58′:07″) con Samuele Tait e Debora Dalfollo e bronzo per il GS Pavione (1h:01′:01″) di Aaron Gaio e Giulia Gobber.

Nella categoria Elite in pratica non c’è mai stata storia con Stefania Corradini che è partita subito fortissimo ed ha creato il vuoto. Al primo cambio contava già su un robusto vantaggio sugli avversari. Lei ed il fratello Francesco si sono cambiati per ben 3 volte, in testa alla Staffetta, prima di giungere sul traguardo a braccia alzate.

“E’ sempre una bella sensazione vincere, farlo tra fratelli ha un sapore speciale. Facciamo un plauso agli avversari che hanno dato il meglio delle loro possibilità per provare ad impensierirci”. Dopo un periodo di recupero gli azzurri saranno impegnati in una serie di gare internazionali a partire da Ramsau, in Austria occidentale, e poi in Lettonia, neve permettendo.

Lapidario il commento dei battuti: “Troppo forti i fratelli Corradini per pensare di vincere”.

I GIOVANI: Nella categoria giovanile 17 doppio successo per US Primiero che ottiene il primo ed il secondo posto con il bronzo al Terlano Orienteering.

La prova, che ha visto al via un centinaio di concorrenti, si è svolta in una fantastica giornata di sole con la perfetta organizzazione del Gronlait Orienteering Team di Roberto Sartori e Paola Donà. Il sodalizio trentino è da sempre un punto di riferimento nella FISO per la sua vivacità e professionalità.

Tit. Abolizione del ticket, scelta iniqua. Con l’abolizione del ticket su chi ricadrà il peso di 5,8 milioni che mancheranno alle casse della PAT?

A lanciare l’allarme il sindacato dei pensionati della Cisl del Trentino denunciando come ogni aumento di spesa implica o una riduzione su qualche altra partita e servizio oppure un aumento delle entrate. L’esenzione del ticket aggiuntivo, sia quello di 1 euro sulle ricette per i farmaci che quello di 3 euro sulle ricette per prestazioni specialistiche, è stata approvata dal Consiglio provinciale poco prima di Natale ed è entrata in vigore dal 1° gennaio 2020. Un taglio generalizzato, che riguarderà tutti senza distinzione di reddito, come già previsto per gli abbonamenti gratis sul trasporto pubblico per gli anziani over 70.

Lo stesso provvedimento, inserito nella legge di Bilancio nazionale entrerà in vigore dal 1° di settembre del 2020 e costerà allo Stato oltre 800 milioni di euro all’anno.
Una scelta solo apparentemente di buon senso e di equità sociale. Anche se in sede di discussione in aula del Consiglio Provinciale era stata accolta la proposta delle minoranze, che introduce il limite dei 60mila euro annui per nucleo familiare per avere diritto all’esenzione del ticket di 3 euro per le prestazioni specialistiche.

Per il momento, in attesa del completamento delle procedure di verifica della situazione reddituale dei cittadini, l’esenzione vale per tutti.

Rimangono forti da parte della FNP Cisl del Trentino le perplessità sulle coperture per l’abolizione della tassa. Lambiase Tamara, segretario generale del sindacato pensionati dichiara: “ Si fa presto, a dire abbiamo messo più risorse per ridurre la compartecipazione alla spesa sanitaria dei cittadini e per una maggior tutela del diritto alla salute “, se si considerano gli imponenti tagli di 120 milioni di euro programmati alla sanità trentina per i prossimi tre anni e l’aumento dell’Irpef a scapito di molti pensionati, della fascia più povera della popolazione, circa 150mila trentini con un reddito inferiore ai 20mila euro.

L’Alto Adige ha portato l’addizionale regionale a 35mila euro, mentre all’orizzonte si paventa di abbassare la detrazione dell’addizionale regionale trentina a 15 mila euro.
Il rischio è che il peso di questa decisione possa cadere interamente sui ceti medi che si avvalgono del Sistema sanitario. In previsione potrebbero pagare una cifra molto più alta rispetto a quella attuale per il ticket ordinario e sarebbero in difficoltà nel rivolgersi a istituti privati.

In realtà, il provvedimento anche nelle vesti di una “rimodulazione” andrà a penalizzare i più deboli e coloro che dichiarano tutte le tasse e appaiono “abbienti”.

 

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Tamara Lambiase
Segretario Generale FNP CISL del Trentino

La persona colpita risiede in Veneto e frequenta la scuola a Rovereto, nessuna correlazione con il caso segnalato nei giorni scorsi.

È stato segnalato un caso di tubercolosi polmonare in uno studente che frequenta una scuola di Rovereto e residente in Veneto. Le procedure di controllo per individuare i contatti stretti di questo caso sono state attivate dall’Azienda sanitaria veneta che ha coinvolto l’Apss per gli accertamenti sanitari sui compagni di classe che saranno svolti nei prossimi giorni. La persona contagiata è ricoverata in ospedale in buone condizioni di salute e ha iniziato la terapia specifica. Questo nuovo caso non è correlato con il precedente verificatosi al Liceo Rosmini.

Il caso di tubercolosi è stato notificato all’apertura delle scuole dopo le vacanze natalizie in uno studente dell’Istituto Veronesi di Rovereto. Il Servizio territoriale di Igiene pubblica di Rovereto effettuerà nella giornata di mercoledì ai compagni di classe e agli insegnati il test Mantoux, l’accertamento previsto dalle procedure di controllo della malattia. Si tratta di una piccola iniezione superficiale nell’avambraccio, per rilevare gli eventuali contatti con il batterio, la cui lettura avviene dopo 48 ore. In caso di positività viene richiesta la radiografia del torace con una visita pneumologica. Se negativo il protocollo prevede che il test Mantoux venga ripetuto dopo due mesi. Non sono previste, in quanto non necessarie, altre misure preventive o restrittive nell’ambiente scolastico e nella comunità.

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