La Polizia di Stato ha eseguito 33 misure cautelari, di cui 24 custodie in carcere, 44 indagati per 219 capi di imputazione e sequestri per un valore di quasi un milione di euro.

Questi i numeri della maxi operazione che da stamattina sta impegnando gli uomini della Polizia di Stato della Questura di Lucca – coadiuvata dalle Squadre Mobili delle Questure di Arezzo, Massa, Pisa e Firenze – e il locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza.

Tra le forze impiegate numerose pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine e un’unità del Reparto Volo di Firenze

Otre a quaranta perquisizioni in diverse province del centro Italia, la Procura della Repubblica di Lucca ha disposto il sequestro preventivo di una “gioielleria-compro oro”, situata a Viareggio; mentre è in corso il sequestro di numerosi conti correnti bancari da parte del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Lucca.

L’operazione ha disarticolato ben due associazioni a delinquere.

La prima, un sodalizio di giovani albanesi dediti ai furti in abitazione, consumati nelle province di Lucca, Massa e La Spezia, e alla ricettazione di preziosi: i ladri colpivano nelle abitazioni alla presenza delle vittime, tutte le notti, ad eccezione della domenica.

Le indagini, avviate dagli uomini del Commissariato di Forte dei Marmi, hanno ricostruito 89 furti, il primo dei quali risalente ad agosto 2015. Il sodalizio, durante i furti, puntava ai monili in oro potendo contare su un canale privilegiato per la monetizzazione: due compro oro della Versilia, entrambi riconducibili alla famiglia, da anni residente a Massarosa.

Nel proseguo delle indagini, la sinergia investigativa tra gli uomini del Commissariato di Forte dei Marmi e la Squadra Mobile di Lucca ha fatto luce su una seconda e più articolata associazione a delinquere dedita alla ricettazione e al riciclaggio di chili e chili d’oro provento di furto, per un volume di affari di oltre 550 mila euro documentato in soli 9 mesi di indagine.

A capo del sodalizio un 55enne napoletano; con lui, la moglie e i due figli.

Il sodalizio, consapevole della provenienza illecita dei preziosi acquistati, immediatamente dopo l’acquisto, per renderli irriconoscibili, li sezionava e li schiacciava. L´oro era poi fuso in lingotti artigianali nella fonderia che l´uomo aveva allestito illegalmente nella stalla della propria abitazione. Per non destare sospetti e garantire un minimo di fatturato alle attività la famiglia e il loro delegato annotavano, sul registro di P.S., solo una parte dei monili in oro acquistati da sinti e rom – quelli più comuni e meno riconducibili all’attività delittuosa – registrandoli a nome di ignari clienti, dei cui documenti disponevano in ragione di precedenti acquisti.

In altri casi si avvalevano di conoscenti compiacenti, a carico dei quali registravano cospicui quantitativi d’oro provento di furto, che gli arrestati pagavano, fittiziamente, con assegni tratti sul conto corrente del negozio; il cliente compiacente, una volta incassato l´assegno, restituiva agli stessi il denaro “ripulito” in cambio di un seguo compenso.

Dopo un controllo della Polizia di Stato (risalente a novembre dell´anno scorso), il sodalizio iniziò a trascrive i nomi dei sinti e dei Rom che portavano la refurtiva in negozio; tuttavia, per non scoraggiare i “clienti”, al posto dei monili effettivamente consegnati venivano registrati altri preziosi, quelli lecitamente custoditi in negozio.

Indagando e seguendo il denaro ripulito gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di Forte dei Marmi sono approdati ad una fonderia ed un compro oro di Arezzo, dove gli arrestati portavano l´oro fuso in lingotti artigianali a due sodali aretini. I due acquistavano l’oro in contanti, per poi rifonderlo e ripulirlo attraverso una fonderia della città.

A novembre dell’anno scorso gli arrestati si recarono ad Arezzo con 1630 grammi di oro. L´oro, fuso in un lingotto fu acquistato al prezzo di 55 600 euro in contanti. Il 4 dicembre successivo, cedettero ai due aretini 1 chilo d´oro per 30 mila euro; il 15 gennaio 2018, due lingotti di circa 4 chili al prezzo di 100 mila euro; il 14 febbraio, 2201 grammi per 66.800 euro.

Il 16 febbraio, all’incontro per l’ennesima cessione di oro, trovarono ad Arezzo gli investigatori delle Squadre Mobili di Lucca e Arezzo e del Commissariato di Forte dei Marmi. In quella occasione furono sequestrati un lingotto artigianale di 2.491 grammi e circa 70 mila euro in contanti. Quello stesso giorno, in Versilia, durante la perquisizione dei compro oro di Viareggio e Pietrasanta, furono rinvenuti e sequestrati frammenti di monili in oro, tagliati e deformati, un piccolo lingotto artigianale di 159,9 grammi e orologi Rolex di provenienza illecita.

Per ritornare in possesso dell’oro sequestrato gli arrestati non esitarono a chiedere ad un affezionato cliente di Modena di formare un documento falso, effettivamente prodotto nell’udienza innanzi al Tribunale collegiale del Riesame, allo scopo di dimostrare la legittima provenienza di alcuni Rolex sequestrati.
Con loro, sono stati arrestati per furti concorso nei reati di ricettazione e riciclaggio di monili in oro provento di attività delittuosa, anche per tre albanesi, 3 rumeni, 11 sinti e un italiano, residenti nelle province di Lucca, Massa, Pisa e Firenze.

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lucca, lavorando in stretta sinergia con la Polizia di Stato, ha effettuato indagini “a tappeto” di carattere patrimoniale e finanziario. Incrociando i propri accertamenti con le risultanze delle attività investigative ha ricostruito compiutamente, anche attraverso l’esame dei rispettivi rapporti finanziari, il profilo economico e patrimoniale dei 44 indagati.

In tal modo, è stato possibile pervenire al sequestro preventivo della principale “gioielleria-compro oro” indagata, di un appartamento intestato ad un compiacente “prestanome” e di numerose attività finanziarie, il cui valore è tuttora in fase di quantificazione.

Da I Lunatici Radio2 https://www.raiplayradio.it/programmi/ilunatici/

Vittorio Cecchi Gori è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea DI Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00.

Cecchi Gori ha parlato di Bernardo Bertolucci: “Se ne è andato l’ultimo imperatore. Un caro amico. Di lui ho un ricordo stupendo. Sono stato produttore minoritario de ‘L’Ultimo Imperatore’. Sono intervenuto quando il film era già iniziato. Gli mancava l’appoggio italiano, anche per la distribuzione. Mi diedero il copione e mi dissero che nessuno lo voleva fare perché metteva paura a tutti. Il film ebbe 9 nomination all’Oscar, io ero a Los Angeles, dissi a Bertolucci di andare a prendere qualche Oscar insieme. Andammo lì e prendemmo nove Oscar. Era la prima volta che io andavo agli Oscar, per fortuna dopo ci sono tornato per altri film più direttamente miei. Se avessi insistito sarei riuscito a comparire tra i nomi, ma non mi interessava. Fu un grande successo anche per l’Italia. Con lui ho dato vita anche ad altre cose. Feci, tra gli altri, il film ‘Io ballo da sola’, lo girammo in Toscana, vicino Siena. C’era anche mia madre. C’eravamo tutti. Purtroppo il tempo passa. Se ne è andato un pilastro della cinematografia italiana. Un fuoriclasse”.

Cecchi Gori ha parlato anche di calcio, ricordando l’acquisto, quando era Patron della Fiorentina, di Gabriel Omar Batistuta: “Alla Fiorentina di ora manca proprio un centravanti alla Batistuta, ne parlavo proprio oggi con Antognoni, dopo tanto tempo che non lo sentivo. La Fiorentina gioca bene, gli manca Batistuta. Certo, un Batistuta manca sempre. Ricordo che comprai Batistuta mentre ero a Los Angeles. Ero lì ad occuparmi di cinema, guardai una partita di Coppa America. Giocava l’Argentina, ero nella piscina del Beverly Hills Hotel, e siccome alla Fiorentina mancava il centravanti mi innamorai di questo calciatore. Mi avevano proposto dei nomi, il suo profilo non mi era stato indicato, ma io scelsi Batistuta perché mi sembrò subito fortissimo. Lo comprai pagandolo 2 miliardi e mezzo. L’ho rivenduto a 70 miliardi alla Roma dell’amico Sensi, grande persona, che grazie a lui vinse lo Scudetto”.

Su Valeria Marini: “Una cara amica che adesso non vedo da tanti anni. L’ho conosciuta quando mi ero già separato”.

Su Rita Rusic: “E’ stata mia moglie per tanti anni, con lei ho fatto due figli meravigliosi, ora ci siamo riavvicinati un po’, mi fa molto piacere, sono molto contento”.

Su Telemontecarlo: “Avrei voluto fare una televisione più internazionale, ma ho comunque bei ricordi. Siamo stati i primi a trasmettere le partite di calcio dei campionati esteri. Siamo stati i primi a trasmettere in Italia Sexy and The City. Mi criticarono perché lo consideravano troppo spinto. Io sono credente, ma non bisogna neanche esagerare ed essere troppo bacchettoni”.

Su Di Maio e Salvini: “Se vogliamo fare un po’ di satira politica, oggi possiamo dire che Salvini e DI Maio sono i Bud Spencer e Terence HIll della politica italiana. Salvini è Bud Spencer, Di Maio è Terence HIll. Cercano di fare il meglio, nonostante in tanti gli rompano le scatole. Vogliono il cambiamento. Gli italiani devono capire che anche noi come popolo qualche difetto ce l’abbiamo: dobbiamo cambiare un po’, ma siamo sulla buona strada”.

Individuati gli autori del furto di un’auto storica in gara all’ultima mille miglia: 3 misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato.

La Polizia di Stato di Brescia ha arrestato 2 pregiudicati di origine nomade e sottoposto a all’obbligo di dimora una terza persona perché ritenuti gli autori del furto della preziosa Alfa Romeo storica 6C 2500 Sport Cabriolet, Touring Superleggera.

L’autovettura, con targa olandese del valore stimato in oltre un milione di euro, era stata rubata a Brescia il 13 maggio 2018, poco prima dell’inizio della nota gara per macchine d’epoca “Mille Miglia”.

I tre arrestati sono tutti componenti dello stesso nucleo familiare: marito di 48 anni , moglie, di 39 anni e il figlio di 19 anni. Dalle analisi dei filmati e dalle intercettazioni telefoniche emergeva anche che i coniugi, in occasione di tutti i furti contestati, portavano con se anche la figlioletta di 7 anni indotta, in alcuni casi, a svolgere funzioni di palo.

La bambina, d’intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, è stata tolta al nucleo familiare ed affidata ad una comunità.

Le indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, con la collaborazione anche della locale Sezione della Polizia Stradale, attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere cittadine, varchi e transiti autostradali, analisi del traffico telefonico ed intercettazioni, hanno permesso di ricostruire tutte le fasi del furto, accertando che i ladri, dopo aver sganciato il carrello a bordo del quale era custodita l’auto storica, con l’ausilio di un furgone, preceduto con funzioni di staffetta da un’altra auto, si allontanavano dalla città imboccando l’autostrada.

Con la stessa ordinanza, ai tre indagati vengono contestati anche ulteriori furti di auto e a bordo di auto, commessi nei mesi successivi, per lo più nei comuni del lago di Garda affollati dall’afflusso dei turisti.

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

” Le Storie di Melaverde” alle 11 a Livigno – Poco prima di mezzogiorno una nuova puntata( la numero 605 ) anticipa la grande festa.
Il giornalista e “cronista della gastronomia”,è al fianco di Ellen Hidding nel condurre la trasmissione creata da Giacomo Tiraboschi il 20 settembre del 1998 e che ha quindi toccato il compleanno numero 20 e superato la quota delle 600 puntate.

Tra l’altro, la domenica mattina di Canale 5 ottiene grandi risultati di share : domenica 25 novembre le repliche, Le Storie di Melaverde, hanno toccato l’11,35 % e la prima visione di Melaverde è balzata al 15,64 % con 2.128.000 spettatori

ORE 11 “LE STORIE DI MELAVERDE: A LIVIGNO (SONDRIO)

Per le “Storie di Melaverde” domenica 2 dicembre Melaverde tornerà nelle alte terre di Livigno, un territorio unico incastonato tra l’Engadina e l’alta Valtellina, per “Vivere le Alpi”. Edoardo Raspelli ci guiderà nei sapori e nelle antiche tradizioni culinarie del piccolo Tibet. Il giornalista ” cronista della gastronomia”svelerà il segreto dei sapori e dei profumi che ritroviamo nel latte, nei formaggi e nelle carni che si producono a Livigno e ci farà assaporare un’antica ricetta riportata alla luce dopo 100 anni.

ORE 11.50- MELAVERDE Prima Visione: ASPETTANDO IL NATALE (a Mantova per i fiori e ad Orzinuovi per il pranzo di Natale)

Questa settimana Edoardo in una veste d’eccezione ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta dei simboli del Natale. Per fare questo raggiungerà la Valle dei Fiori a Mantova dove scopriremo le antiche leggende e i simbolismi legati a Babbo Natale, all’abete pieno di luci e colori ed alla storica tradizione del presepe, realizzato per la prima volta da San Francesco. Vedremo quella che forse è una delle collezioni più importanti al mondo dove sono raccolti tantissimi Babbi Natale, il frutto delle ricerche di una vita da parte di Ugo Orlandelli. Scopriremo poi con il figlio Andrea come mantenere l’albero di Natale dopo le feste, l’antica arte dei bonsai e come realizzare centri tavole e segnaposti natalizi.

Non mancherà il momento della gola dove con Melaverde Edoardo Raspelli ci porterà a Orzinuovi in provincia di Brescia. Salvatore Polidoro e sua moglie Caterina nel 1977 lasciano la Costiera Amalfitana per aprire una piccola osteria. Il loro talento, l’ospitalità e la loro bravura in cucina hanno trasformato, insieme anche ai loro figli Enza e Paolo, quel piccolo sogno nel ristorante “Delfino”.Ed insieme a loro ripercorreremo i piatti legati alla cena della Vigilia e al grande pranzo di Natale.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Primo confronto con il presidente Fugatti, Cgil Cisl Uil puntano su formazione e welfare. All’incontro anche l’assessore all’Economia Spinelli. Ribadita dai sindacati la disponibilità ad avviare la raccolta fondi tra i lavoratori per l’emergenza maltempo

Primo confronto questa mattina tra Cgil Cisl Uil del Trentino e il presidente della giunta provinciale Maurizio Fugatti. All’incontro, chiesto dalle organizzazioni sindacali, hanno partecipato i tre segretari generali, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, e l’assessore all’Economia Achille Spinelli.

E’ stata l’occasione per confrontarsi su alcune delle tematiche che i sindacati ritengono strategiche per il futuro del territorio, cioè per gestire le sfide imposte dalla globalizzazione e dal cambiamento tecnologico. Non affrontare con determinazione queste questioni, secondo Cgil Cisl Uil, esporrebbe il Trentino al rischio di tornare in situazione periferica rispetto alle dinamiche di sviluppo in atto con pesanti ripercussioni per i lavoratori, ma anche per le imprese.

Da qui la necessità, per le organizzazioni sindacali, di investire nella formazione a tutti i livelli per favorire la creazione di competenze spendibili nell’economia del futuro. Dall’altra parte anche la necessità di continuare a puntare su politiche sociali e del lavoro efficaci, favorendo nel miglior modo possibile l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il che impone un rafforzamento dei centri per l’impiego con il potenziamento del numero di addetti e una loro migliore qualificazione professionale. “Su queste questioni gli imprenditori hanno spesso visioni diverse dalle nostre – hanno sottolineato Ianeselli, Pomini e Alotti -. Per noi non è sufficiente dire che non si trovano sul mercato del lavoro risorse adeguate alle offerte di lavoro delle aziende. Serve, invece, avvicinare domanda e offerta di lavoro dando avvio finalmente ad un osservatorio sui fabbisogni che individui le professionalità di cui ha bisogno il tessuto imprenditoriale trentino, come già accade in Alto Adige.

E al contempo proporre offerte di lavoro all’altezza delle attese economiche e professionali di molti nostri giovani qualificati”.

E riguardo al confronto con le associazioni datoriali, Cgil Cisl Uil hanno ribadito l’impegno a costruire una contrattazione integrativa che dia risposte ai lavoratori sia in termini salariali sia di partecipazione. “Ne avrebbero un beneficio non solo i dipendenti, ma le stesse imprese”.

Nell’incontro di questa mattina i sindacati hanno espresso ancora una volta la disponibilità ad un accordo con le parti datoriali per avviare una raccolta fondi tra i lavoratori e le aziende per sostenere quanti hanno subito pesanti danni dal maltempo di fine ottobre.

Cgil Cisl Uil hanno avuto inoltre rassicurazioni dal presidente Fugatti sulle risorse, circa 10 milioni di euro per le assunzioni nel 2019 dei lavoratori dell’Intervento 19, dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi. Il confronto ha toccato anche le questioni relative all’aggiornamento dell’Icef e alla sicurezza sul lavoro.

Le tre confederazioni hanno, dunque, sottolineato la necessità di portare a conclusione le trattative sui contratti pubblici ed in particolare quello della sanità.
E’ stata altresì ribadita, dai sindacati, la questione centrale dell’Autonomia.

Infine i sindacati hanno avanzato la richiesta di incontri periodici, per rendere strutturali i rapporti tra confederazioni e giunta provinciale. Richiesta accolta dal presidente Fugatti.

Al confronto di oggi ne seguiranno altri più specifici nelle prossime settimane tra le categorie sindacali e l’assessore all’Economia su alcune specifiche vertenze e con l’assessora alla Salute sul welfare.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Albergatori in assemblea con Fugatti e Failoni. Presidente e Assessore provinciali invitati all’assemblea degli albergatori Unat Unione Albergatori.

Si è tenuta oggi pomeriggio, nell’Aula magna di Seac, l’assembla di Unat – Unione albergatori, dedicata all’approvazione del bilancio e ad altri adempimenti tecnici. Ma l’incontro è stato anche l’occasione per ospitare i rappresentanti del nuovo governo provinciale: il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore al turismo Roberto Failoni e il consigliere provinciale Ivano Iob. Questi ultimi due anche soci della stessa Unat.

«Le imprese trentine – spiega il presidente Unat Giovanni Bort – sono state chiare: prima delle votazioni, il coordinamento degli imprenditori, al quale aderiscono le associazioni di categoria come la nostra, ha presentato un documento articolato e completo nel quale sono affrontati dieci argomenti dei quali la prossima amministrazione provinciale dovrà occuparsi. Sono temi legati al mondo economico ma che, ovviamente, hanno conseguenze dirette anche sulla vita di tutti i cittadini, poiché – è sempre bene ricordarlo – ogni politica del territorio è resa possibile in maniera determinante dalla ingenti risorse garantite dalle aziende».

«È un piacere – e crediamo anche una garanzia – vedere sedere in Consiglio molti colleghi imprenditori, anche associati ad Unat. Anche a loro, come a tutti i nuovi consiglieri provinciali, va il nostro augurio perché si possa costruire un Trentino moderno, pur sempre nel solco delle nostre tradizioni e della nostra autonomia. I temi “caldi” che il nuovo governatore del Trentino ha trovato sulla propria scrivania e che dovrà affrontare con la nuova squadra non sono pochi. Non solo temi di natura economica, certo, ma quelli che riguardano il lavoro e le imprese hanno sicuramente un posto ragguardevole nelle incombenze del prossimo esecutivo».

«Ci auguriamo – è l’appello di Bort – che possa radicarsi come metodo di lavoro quello della consultazione delle parti in causa, con l’ascolto e la disamina trasparente di obiettivi, costi e benefici, dei vari interventi. Siamo quindi disponibili ad essere parte attiva del cambiamento per affermare certamente il primato del turismo trentino, collaborare per rendere flessibile il sistema turistico e pronto ad assorbire i cambiamenti dettati dalla new economy che ci impone tempi sempre più stretti, ci chiede elevate competenze per stare al passo con l’innovazione e le nuove tendenze del mercato turistico a livello nazionale ed internazionale».

«Grazie per l’invito – è l’intervento del presidente Fugatti – all’Associazione e al presidente Bort. Saluto l’assessore Failoni e il consigliere Iob. Sapere di avere all’interno della nostra compagine esponenti delle categorie produttive e del mondo dell’economia è sicuramente importante ma anche utile perché l’attenzione sulle vostre tematiche sia costante e continua.

Se in qualche fase dovessimo distrarci un po’, sappiamo che c’è chi ci mette sulla retta via. Abbiamo iniziato questa legislatura con un grave evento atmosferico che ha toccato anche realtà economiche e turistiche e che si è fatto sentire pesantemente e ancora si farà sentire. I 300 milioni di euro di danni, con una settantina sulla parte privata, sono infatti un bilancio pesante ma il Trentino ha già dimostrato di avere lo spirito civico e di volontariato di saper reagire e di sapersi rialzare. A Dimaro anche i giornalisti si sono stupiti della gravità dell’evento».

«Faccio mio l’appello del presidente Bort al dialogo, perché la volontà di ricercare un canale di condivisione c’è sicuramente. Ad esempio, sul tema della burocrazia, presente anche in campagna elettorale, faremo un incontro per far partire quel tavolo di condivisione sulle problematiche relative alla burocrazia per capire come muoversi e come agire. La volontà nostra è, una volta sistemate le criticità attuali, di partire con il coinvolgimento di categorie e associazioni».

«Sulle infrastrutture, auspichiamo una rapida chiusura dell’accordo col Governo sull’Autobrennero, sperando che si rispettino i territori e si possa chiudere per poter partire con tutto ciò che è connesso all’accordo stesso. Sulla Valdastico, domani, nel pomeriggio a Trento, ho un incontro con la regione Veneto e la concessionaria per capire a che punto sono giunti gli accordi con la precedente Giunta. Vogliamo mettere in campo tutte le azioni per fare in modo che questa infrastruttura possa avere avvio.

Stamattina abbiamo incontrato i sindacati ai quali abbiamo posto una domanda: perché in Trentino abbiamo difficoltà a trovare una manodopera nonostante l’alta disoccupazione giovanile. Abbiamo voluto cominciare a parlare di questa tematica e del rapporto tra scuola e lavoro, per potere almeno in parte colmare queste carenze. Sappiamo che è una criticità che riguarda anche il turismo, quindi cercheremo di dare risposta anche a questa vostra esigenza».

«Mi ero preparato – ha esordito l’assessore Failoni – un intervento ma vedendovi qui, così numerosi, ho cambiato idea. Sono molto emozionato perché a questa categoria e a questa associazione appartengo da più di 25 anni. Gli incontri di questi giorni mi hanno permesso di capire molte problematiche del nostro settore. Chi mi conosce sa che sono nemico giurato di burocrazia e delle “presenze”.

Vorrei poter parlare di redditività e di crescita di redditività. Parliamo sempre di segno “più” ma riferito solo alla presenze, mentre la redditività delle imprese non cresce. Dobbiamo dare una svolta sia alle Apt che a Trentino Marketing; prima di parlarne nel dettaglio con voi vorrei condividere una linea con la maggioranza, anche se alcune cose si possono anticipare, come una presenza più forte delle categorie economiche all’interno delle aziende di promozione e la fine di un’epoca di “un uomo solo al comando” per quanto riguarda Trentino Marketing. La mia idea è premiare chi lavora insieme, con l’obiettivo finale di arrivare ad un numero di Apt nettamente inferiore alle attuali».

«Permettetemi una frase: in queste due settimane ho notato, come retaggio, un certo tipo di amministrazione autoreferenziale, mentre noi siamo di segno esattamente opposto, a partire dal presidente Fugatti. Prima di Natale incontrerò tutte le Apt e i rappresentanti delle categorie economiche. Domani incontreremo la Giunta di Confartigianato e il Consiglio di Confcommercio. Vi chiedo di starmi vicino e di aiutarmi in questo compito: il mio telefono l’avete, quindi chiamatemi in ogni momento quando avete bisogno. In cinque anni credo che possiamo portare a casa molte cose».

 

*

Confcommercio Trentino

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Mara Carfagna: più tasse primo punto governo gialloverde, alleanza con M5s tira fuori peggio della lega. “Berlusconi ha detto che torneremo al governo con il c.destra unito? Mi auguro di si, e spero avvenga presto, quando finirà l’equivoco di questo esecutivo che tira fuori il peggio della Lega, quella di pancia e non quella di testa”.

Lo dice a Un Giorno da Pecora Rai Radio1 Mara Carfagna, oggi ospite della trasmissimone condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. “Quando la Lega governa col M5S fa provvedimenti che aumentano le tasse alle imprese – ha proseguito l’onorevole Carfagna a Radio1 – brucia posti di lavoro e danneggia i risparmi degli italiani. Quando noi governiamo con la Lega a livello locale abbassiamo le tasse, creiamo posti di lavoro e condizioni per favorire la crescita.

Il programma del c.destra prevede meno tasse, insomma, mentre il primo punto dell’agenza del governo gialloverde è più tasse”. Si immagina in un governo con a capo Matteo Salvini? “Non commento frasi fondate sul sé, sulla base di quel che succede si prenderanno delle decisioni”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Biancofiore(Fi)-tunnel Brennero e infrastrutture: governo ascolti appello imprenditori. Solo Berlusconi consacrato al culto dell’impresa.

Non investire nelle infrastrutture, nel loro potenziamento e realizzazione è disinvestire sull’Italia. Un biglietto da visita per il mondo sconcertante e autolesionistico per il paese del Made in Italy cioè del marchio di genialità e qualità, grave per il sistema Paese e per una realta’ come il mio Alto Adige , provincia con il Pil tra i più alti d’Europa.

Per questo motivo sono pienamente in linea con l’appello lanciato dal Presidente di Asso-imprenditori Alto Adige Federico Giudiceandrea sulla urgenza e necessità di completare il tunnel del Brennero, vitale insieme a Tav, Pedemontana, Valdastico per la crescita delle nostre imprese ergo di lavoro ed economia: necessariamente interconnesse.

Non possiamo mettere in discussione opere così importanti tanto più presenti nel programma di centro destra sottoscritto anche dalla Lega di governo, eletta insieme a Fi e Fdi per rappresentare proprio quegli imprenditori che oggi sono costretti contro natura a scendere in piazza.

Imprenditori eroi , non “prenditori” come li considera il partner di governo della Lega, come quelli altoatesini, che meritano rispetto e ascolto da parte del governo, perchè conoscono qual è la migliore ricetta per evitare l’annunciata recessione oltre ad essere – loro davvero – l’infrastruttura a fondamento della nostra economia.

Forza Italia si unisce al grido di protesta di imprenditori e lavoratori alto atesini e italiani, aggiungendo però una bonaria tiratina di orecchie. Anche loro si sono fatti infatti abbindolare dagli slogan ed è sorprendente, perché da imprenditori avrebbero dovuto sostenere chi, come Berlusconi, ha consacrato tutta la sua vita al culto dell’impresa e continua la sua battaglia politica proprio per non veder involvere il Paese.

L’incontro con una delegazione sudcoreana per la collaborazione tra Solidpower e Fci. L’assessore Spinelli:”Il sistema economico trentino si rafforza, anche attraverso l’internazionalizzazione delle sue aziende”.

“Per noi l’internazionalizzazione è una vera e propria precondizione di sviluppo e di futuro, piuttosto che un risultato da raggiungere. Quindi salutiamo con favore l’ulteriore passo nella direzione dell’internazionalizzazione fatto da un’azienda che è e rimane fortemente radicata al nostro territorio, dove mantiene la testa, ma aumenta ancora di più la sua statura internazionale avviando una nuova collaborazione, in un settore di eccellenza, con un interlocutore che rappresenta un ambito territoriale che vanta una notevole capacità di crescita”: lo ha ricordato questa mattina l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli che ha ricevuto una delegazione sudcoreana, giunta a Trento in occasione della firma di un memorandum che getta le basi per la collaborazione tra la società Solidpower S.p.A., insediata presso il Bic di Trentino Sviluppo a Mezzolombardo e leader, nell’ambito della green economy, nella produzione di sistemi a celle a combustibile, e la Fci Ltd.

La delegazione era guidata da Jeong Her, sindaco della città sudcoreana di Daejeong, e da Won Lee, amministratore delegato di FCI. Per la Solidpower c’era l’amministratore delegato Alberto Ravagni. L’incontro ha offerto l’occasione all’assessore Spinelli per parlare del Trentino e delle sue potenzialità sul piano industriale e dello sviluppo legato all’innovazione.

“Il Trentino – ha sottolineato l’assessore Spinelli – è un territorio di dimensioni contenute ma con una grande storia, che è alla base di uno speciale status di autonomia legislativa, finanziaria e amministrativa che permette di gestire in via diretta le principali competenze e politiche che riguardano la vita dei cittadini, come scuola, sanità, ricerca, economia, trasporti, agricoltura e turismo, e di amministrare quasi i nove decimi del gettito tributario e fiscale prodotto localmente”.

Con quasi sei milioni di turisti all’anno, coperto da foreste e parchi per oltre il 60% della propria superficie, il Trentino – ha ricordato ancora l’assessore – ha visto nel 2006 la nascita del primo distretto tecnologico italiano dedicato allo sviluppo sostenibile e alle imprese green. “In questo settore – ha detto Spinelli – in Trentino operano aziende molto qualificate, innovative e internazionalizzate.

Nella nostra provincia operano oltre 47.000 imprese, in particolare di piccole e medie dimensioni. Il nostro è un sistema economico diversificato e con un alto tasso di ricerca e innovazione. La Corea del Sud, in ragione della sua straordinaria capacità di crescita tecnologica, economica e sociale, è da alcuni anni un paese di riferimento per le nostre azioni di promozione economica e turistica internazionale e l’incontro di oggi nasce da una missione realizzata due anni fa da nostre imprese e centri di ricerca”.

FCI e SOLIDpower collaboreranno nella produzione di celle a combustibile nella città metropolitana di Daejeon in Corea del Sud. All’incontro di oggi, che si è tenuto presso il palazzo della Provincia autonoma di Trento, ha portato il suo saluto anche il deputato al Parlamento europeo Remo Sernagiotto.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Sui media locali periodicamente viene evidenziato il desiderio espresso da alcuni amministratori pubblici delle Valli del Noce di “interrare” il binario della Ferrovia Trento – Malé in alcuni punti del suo percorso.

Il motivo è il perenne intralcio al regolare traffico stradale causato dal transito dei convogli nell’impegnare i numerosi passaggi a livello. La motivazione è tutt’altro che stravagante: un passaggio a livello ferroviario non è solo causa di impedimento e di disagio per l’utente della strada, ma anche, e soprattutto, di continuo potenziale pericolo, anche per i treni stessi (questo è bene sottolinearlo è dovuto alla frequente inosservanza delle più elementari norme di comportamento da parte di chi, sulla strada, impegna il passaggio a livello).

Per una corretta informazione, riteniamo che siano doverose alcune riflessioni sulla Ferrovia Trento – Malé e sui problemi d’attualità che la riguardano.

La Trento – Malé, come noto, è attiva ininterrottamente dal 1909. Quasi vent’anni ci sono voluti per concretizzare questo vitale collegamento tra la città di Trento e le laboriose valli di Non e di Sole.

Tanti forse non sanno che questo collegamento è nato grazie alla volontà e alla lungimiranza dei comuni interessati, in primis Trento col suo podestà Paolo Oss Mazzurana, principale promotore di una rete di “ferrovie economiche” diffusa attraverso tutte le principali vallate del Trentino.

Nessun comune si è tirato indietro quando si è trattato di mettere mano ai propri fondi, non di certo esuberanti, per costituire la società Ferrovia Locale Trento – Malé, come richiesto dalla legislazione austriaca allora vigente. Nell’ultimo dopoguerra, a fronte di una Trento – Malé ridotta ai minimi termini, sia come impianti, sia come materiale rotabile, e con una circolazione stradale motorizzata che si faceva sempre più intensa (ricordiamo che la Trento – Malé è nata come tranvia, cioè col binario posato sulla sede stradale sulla maggior parte del percorso) era giocoforza intervenire per un ammodernamento e un potenziamento dell’intera linea.

Anche questa volta la partecipazione dei comuni per sollecitare un intervento decisivo è stata fondamentale, come si legge nelle cronache del tempo. La totale ricostruzione della Trento – Malé, sulla sede che oggi conosciamo, a intero carico dello Stato italiano, fu completata nel 1964.

In fase di ricostruzione, nella seconda metà degli anni ‘50, abbandonando definitivamente la sede stradale, il nuovo percorso fu studiato in modo tale che lambisse i centri abitati evitando di creare un effetto “cortina di ferro” e nessun passaggio a livello fu previsto sulle strade statali.

Inevitabili furono invece gli attraversamenti a raso con strade provinciali e comunali, pena un sensibile aumento dei costi per la realizzazione delle necessarie opere d’arte. Dal 1964, quindi in oltre cinquant’anni, nulla è stato fatto (a parte rari casi, come quello lodevole di Caldes) per eliminare i passaggi a livello, per lo meno quelli posti nelle situazioni più critiche e pericolose.

Non solo, sul prolungamento verso Marilleva (poi esteso a Mezzana) vennero imposti ben due passaggi a livello pena l’impatto ambientale/paesaggistico che si sarebbe venuto a creare con la realizzazione di due sovrappassi stradali …

Quindi, non solo non si è fatto nulla, ma i vari comuni toccati dalla linea ferroviaria, in fase di stesura dei piani regolatori, hanno predisposto aree residenziali e artigianali oltre la ferrovia guardandosi bene dall’organizzare nel contempo un’adeguata viabilità. Oggi ci si accorge che la ferrovia da fastidio …

Come se ciò non bastasse, avendo privilegiato senza mezze misure il trasporto stradale con la costruzione di costose bretelle e varianti, il più delle volte parallele alla sede ferroviaria, gli enti competenti si sono ben guardati dall’affrontare contestualmente il “problema” dei passaggi a livello.

Il caso più eclatante, risalente alla seconda metà degli anni ’90, è quello della variante di Taio, ricca di svincoli, ponti e gallerie: dei sette passaggi a livello esistenti sulla poco distante Trento – Malé, solo uno ne è stato eliminato, mediante un sottopasso. Ma il comune di Trento non è stato da meno: per la “zona industriale” del capoluogo trentino, realizzata a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, la Ferrovia Trento – Malé, oltre la quale, a pochi metri, scorre la parallela statale n°12 del Brennero, era inesistente, diremmo trasparente. In quarant’anni non si è stati in grado di realizzare uno svincolo stradale con sottopasso per evitare l’attraversamento a raso con la ferrovia.

Per ovviare alla superficialità e scarsità di lungimiranza degli amministratori che si sono succeduti negli anni, la soluzione più semplice, anche se particolarmente costosa, è quella di interrare il binario (o i binari) delle linee ferroviarie interessate.

Non entriamo nel merito di Trento, questione assai complessa, per cui si auspica da tempo l’interramento della linea del Brennero come tardiva soluzione (i passaggi a livello, però, sono di fatto spariti da tempo con la realizzazione di sottopassi) ai problemi creati dalla scarsa lungimiranza dei sindaci (e potremmo anche aggiungere da una malcelata speculazione edilizia?). La breve tratta di circa due chilometri interrati tra Lavis e Zambana della Ferrovia Trento – Malé (realizzata in oltre dieci anni …) ha fatto scuola ed è presa come esempio da alcuni sindaci per risolvere il problema dei passaggi a livello.

Alla circoscrizione di Gardolo a Trento e ai comuni di Mezzocorona e Mezzolombardo, si è da poco aggiunto il comune di Predaia col sollecitare un interramento, parte in trincea, parte in galleria, della Trento – Malé, nella tratta compresa tra la stazione di Mollaro e la fermata di Segno. Mentre nei primi tre casi l’abbassamento del binario è, a prima vista, inevitabile (considerato anche nell’ottica di un futuro raddoppio del binario), nell’ultimo caso è decisamente pretestuoso.

Un sottopasso è già stato realizzato (nell’ambito della variante di Taio, come sopra citato) ed allora perché non approfittarne? Un’opportuna sistemazione della viabilità locale permetterebbe, a costi ragionevoli, di ovviare ai “grandi” problemi provocati dai passaggi a livello di Mollaro e Segno.

Dunque, sembra proprio che l’unica preoccupazione per gli amministratori e gli operatori economici interessati dal percorso della Trento -Malé sia quello delle sue inopportune interferenze con la viabilità stradale. Non si è appreso da alcun media locale di un qualche sindaco che solleciti con vigore un miglioramento del servizio offerto dalla “sua” ferrovia. Fino alla fine degli anni ’90 il servizio offerto dalla Trento – Malè poteva considerarsi ancora concorrenziale e quindi alternativo al mezzo individuale. In questi ultimi anni i tempi di percorrenza si sono sensibilmente allungati, solo una coppia di treni diretti riesce (di poco) a stare sotto agli 80 minuti che erano necessari nel 1964 per percorrere i 56 chilometri che separano Trento da Malé.

Oggi il tempo media di percorrenza sono 90 minuti, inaccettabile considerato il sostanzioso potenziamento del binario, dei mezzi e degli impianti di sicurezza e di segnalamento portato a termine negli anni 2000. Si è investito molto sulle strade delle valli di Non e di Sole (tra breve, pare, partiranno i lavori anche per la variante di Cles …), come dianzi accennato, ma non si è pensato affatto ad una velocizzazione della ferrovia.

Eppure, se la Trento – Malé trasportasse un maggior numero di persone, ciò andrebbe a beneficio del traffico stradale con tutto quello che di positivo ne consegue (meno inquinamento, meno incidenti, meno stress, meno traffico a Trento …, conseguenze abbastanza ovvie, ma che pare sempre necessario ripetere). Non riteniamo secondario il problema dei passaggi a livello, ma non può neppure essere prioritario per una linea ferroviaria che non ha più quelle caratteristiche per essere considerata all’altezza delle reali esigenze di una cittadinanza sempre più attiva e di una società che richiede una mobilità alternativa e sostenibile.

Come si potrebbe intervenire? Anzitutto, praticamente a costo zero, rivedere l’impostazione dell’orario, anche introducendo un orario cadenzato, arricchito di diversi “treni diretti” che possano rendere un po’ più accettabili i tempi di percorrenza. Contestualmente, considerando le potenzialità degli impianti fissi (binario e segnalamento) e degli elettrotreni in circolazione, aumentare la velocità massima ammessa che, in diverse tratti di linea, in presenza di lunghi rettifili (per esempio in Val d’Adige, ma anche in Val di Sole, oltre Malé) potrebbe passare da 90 km/h a 100 km/h.

Poi, ma qui si tratta di sensibili investimenti (sempre inferiori, comunque a quello che si è speso per le strade), occorre pensare e realizzare rettifiche di tracciato significative che possano abbattere drasticamente i tempi: per esempio, un nuovo tracciato tra Mezzolombardo e Mollaro, interamente in sinistra Noce, che eviti l’assurda tortuosità di quello attuale (per la cronaca, un progetto simile, corredato da uno studio geologico dei terreni interessati, già esiste dagli anni ’50).

Altri due aspetti importanti sono da affrontare rapidamente, sempre nell’ottica di quanto sopra evidenziato. Una migliore penetrazione urbana nella città di Trento, in modo tale da rendere più capillare la distribuzione di chi utilizza la ferrovia: i progetti, da tempo, non mancano, ma non si è ancora concretizzato nulla, a parte l’avvicinamento del terminale da piazza Centa a piazza Dante (stazione FS) avvenuto nel 1995.

Prolungamento ferroviario fino al futuro nuovo ospedale e a Mattarello (progetto Nordus) o un prolungamento tranviario urbano con un sistema “tram-treno”? L’altro aspetto è quello turistico. Il successo di queste ultime estati con l’iniziativa “trenino dei castelli” ha evidenziato questa poco sfruttata potenzialità della ferrovia nonesa, ricca di vedute di bellissimi paesaggi montani (sempreché la linea non venga interrata anche in Val di Non come sollecitato da qualche sindaco …).

Numerose potrebbero essere le iniziative che, in chiave turistica, la Trento -Malé sarebbe in grado di sostenere, non ultima il regolare utilizzo nei giorni festivi del bellissimo “treno storico” allestito con molta enfasi in occasione del centenario della linea, ma molto scarsamente utilizzato in seguito.
Per anni Transdolomites ha promosso eventi sul tema del viaggio, elemento vitale per una nuova economia del turismo di montagna ma a quanto pare si è parlato al vento.

Questi sono i reali progetti che i responsabili pubblici (provincia, comuni e comunità) e privati (operatori economici e turistici) dovrebbero realmente sostenere, a difesa della “loro” ferrovia, come avevano fatto i loro predecessori, con orgoglio e tenacia, oltre cento anni fa.

Difesa della “ loro “ ferrovia dovrebbe anche passare attraverso la capacità di guardare oltre i confini del Trentino. Basti da esempio la ferrovia Merano -Malles che nel corso dei lavori di riattivazione della linea mise mano al problema dei numerosi passaggi a livello non sotterrando tratti di linea ferroviaria bensì realizzando sottopassi stradali. Le eccellenze del territorio, e la ferrovia tale è, non si nascondono ma si valorizzano, si rendono maggiormente visibili.

Da questo punto di vista vogliamo deciderci a imparare dalla vicina Engadina con il suo Trenino Rosso? Il Sudtirolo da tempo ha fatto delle ferrovie locali un brand turistico ed allo stesso tempo ha compreso che il loro futuro e potenzialità sta nel progettare il loro inserimento in un contesto non più localistico ma internazionale.

Ecco allora nascere lo studio di prefattibilità del tunnel tra Malles e la Valtellina sotto lo Stelvio, il tavolo di lavoro per la Malles Zernez o Scoul Tarasp in Engadina o la Malles Landeck per il collegamento con l’Austria.

Sudtirolo, laboratorio di idee e di progetti, (vedi anche le due linee tramviarie per Bolzano) ed un Trentino lontano anni luce impegnato a visioni quotidiane ma prive di sostanza per un futuro un po’ più lontano dai giorni nostri ma pragmaticamente quanto mai necessario come ad es immaginare di collegare le Valli del Noce con la Valtellina e la Svizzera.

 

*

Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites

(Pagina 15 di 91)