Dalzocchio (Lega Trentino): “Vittorio Sgarbi al Mart rilancerà la Rovereto della cultura”. Con l’arrivo di Vittorio Sgarbi al MART sono certa che Rovereto riceverà quella “scossa” sociale e culturale che da tanti anni viene richiesta dai miei concittadini.

Critico d’arte di fama internazionale, docente universitario, esperto di beni culturali e affidatario di numerosi incarichi da parte delle pubbliche amministrazioni, Vittorio Sgarbi ha fatto oggi il suo debutto con una conferenza stampa a Rovereto, dove si è presentato alla città e ai giornalisti con un programma ambizioso, ma già molto preciso, per rilanciare il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea.

Le sue parole dipingono una chiara visione di quello che dovrà essere il MART per raggiungere l’obiettivo di rilanciare Rovereto come città simbolo della cultura, in Trentino e in tutta Italia, con mostre che sono convita potranno attirare turisti e coinvolgere quotidianamente anche la stessa cittadinanza.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Capogruppo della Lega Trentino Mara Dalzocchio.

Trasferiti oggi a Trento tutti i richiedenti asilo alloggiati al campo di Marco. La struttura della Protezione Civile non è più utilizzata per l’accoglienza dei migranti.

Il Campo di Marco di Rovereto non è più struttura di accoglienza. Si sono svolte oggi infatti, per l’intera mattinata, le operazioni di trasferimento dell’ottantina di richiedenti protezione internazionale che ancora alloggiavano nella struttura della Protezione Civile. Lo spostamento, seguito da personale e mezzi della Croce Rossa Italiana – Comitato provinciale di Trento, è iniziato verso le 9 del mattino per poi concludersi attorno alle 13 con le ultime sistemazioni in alloggio presso l’hub di Via al Desert a Trento.

I migranti, originari dell’Africa subsahariana e in gran parte del continente asiatico (di diverse fasce d’età, dai 25 ai 45 anni) hanno trovato posto nelle casette prefabbricate all’esterno della “Fersina” e nelle stanze dell’ala sud della residenza, precedentemente utilizzate per la “pronta accoglienza”. Dopo la sistemazione negli alloggi, i migranti richiedenti asilo hanno potuto fare il loro primo pranzo assieme agli altri ospiti della struttura. I pasti vengono preparati dal personale della Croce Rossa in collaborazione con alcuni ospiti tra i migranti arrivati oggi e i richiedenti asilo già accolti alla residenza Fersina.

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Jovanotti riceve il Tapiro d’oro per la polemica con Reinhold Messner per il suo concerto a Plan de Corones (Bolzano-Alto Adige).

Intercettato nel suo studio di registrazione a Cortona (Arezzo) da Valerio Staffelli, il cantante commenta: «Quando mi hanno proposto di fare il concerto in montagna ho pensato fosse un fuoriprogramma rispetto al tour nelle spiagge che abbiamo organizzato. Io non conosco Plan de Corones, però so che ci hanno fatto il Giro d’Italia, che ci hanno fatto un sacco di concerti, che ci arrivano migliaia di persone tutti gli anni. Quando ho letto l’intervista di Messner sono rimasto un po’ stupito. Secondo me è un equivoco. Andremo su tra l’altro con una struttura a impatto limitatissimo e con il WWF».

A questo punto fa incontrare il Tapiro e il Panda del WWF e propone: «Mettiamoli insieme! Se nasce il Pandiro potrebbe diventare il Tapiro ecologico. Se uno fa danni ecologici gli si dà il Pandiro». Jovanotti poi racconta un suo incontro con l’alpinista in Pakistan nel 2000: «Sono andato lì per stringere la mano a una leggenda. Non ha neanche alzato lo sguardo e mi ha detto: “Non vedi che sto lavorando?”. Forse era immerso nei pensieri impegnativi di quello che lo aspettava, però in quel momento mi ha addirittura un po’ impaurito». Poi saluta Staffelli con una versione rivisitata della canzone Ragazzo fortunato dedicata a Striscia.

 

È durato un paio di ore l’incontro tra Vittorio Sgarbi e la stampa. In attesa della definizione delle deleghe e dell’entrata in vigore del suo incarico, il nuovo Presidente del Mart è stato accolto dai rappresentanti delle istituzioni, delle categorie economiche e dai dipendenti del museo. Insieme a lui sono stati presentati gli altri due membri del CdA: Silvio Cattani e Dalia Macii. Sono intervenuti il presidente e l’assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento, il Sindaco di Rovereto e il Direttore del Mart.

I rappresentanti delle istituzioni e Gianfranco Maraniello hanno ringraziato il CdA uscente per il lavoro svolto in questi anni. Il nuovo Comitato trova infatti un museo solido e in ottima salute, come ha sottolineato Sgarbi: “Prendo questo incarico con molto spirito di responsabilità, consapevole delle peculiarità del Mart e del Trentino. La maggiore autonomia e l’amministrazione fresca ed efficiente di questo territorio, la posizione geografica invidiabile hanno permesso al Mart di essere oggi il museo italiano con l’identità più distinta e la collezione più ricca. Il Mart è nato forte: ha sempre fatto e fa mostre grandi e importanti”.

Il neo Presidente intende interpretare il proprio ruolo come una possibilità di promozione su ampia scala di un museo che, seppur molto radicato sul territorio, è un’eccellenza nazionale e come tale va promossa: “Ogni cosa che faremo dovrà ridondare in una dimensione nazionale e internazionale”. Investire sulla comunicazione è quindi la prima priorità.

Sgarbi ha intrattenuto a lungo gli ospiti del museo parlando di arte, di artisti e di come i musei pubblici vadano messi a sistema: “Il valore dello Stato non è nel fatto che possieda dei beni, ma che ne abbia coscienza e che permetta ai cittadini di goderne”.

La proposta di Sgarbi al Trentino è di rendere gratuito l’ingresso alle collezioni permanenti che sono un patrimonio pubblico. “Il museo deve essere la casa dei cittadini, una casa aperta sempre, come avviene a Londra e in molti altri luoghi del mondo”. Il biglietto, ha spiegato, può essere legato alle mostre temporanee che hanno costi di gestione, trasporto, organizzazione e promozione. Gli Italiani, si augura il Presidente, “dovrebbero frequentare i musei come frequentano i ristoranti”, con continuità. Sui ristoratori e sugli albergatori Sgarbi punta molto: saranno i primi ambasciatori del territorio e del museo di cui potranno acquistare biglietti per i propri ospiti o favorire, con modalità da definire, “una bigliettazione che coinvolga chiunque passi in città e che gli faccia capire che non può mancare la visita al Mart!”.

Il nuovo Presidente ha quindi lanciato le prime suggestioni che verranno discusse con il Direttore e i curatori del Museo. Citando Giulio Carlo Argan che indicava Antonio Canova come l’inventore del design, Sgarbi ha ventilato l’idea di una mostra su “Antonio Canova e il moderno”, potendo garantire la collaborazione con la Fondazione Canova di Possagno di cui è presidente.

Doverosa sarebbe, dal punto di vista della storia delle mostre, una grande mostra di respiro europeo sull’arte degenerata su cui si fonda la cultura artistica del secondo Novecento. “Gli artisti invisi dal nazismo come Picasso, Kandinskij, Braque, Chagall sono stati nobilitati al punto di diventare la conditio sine qua non per l’arte contemporanea come oggi la intendiamo. L’arte contemporanea nasce quando Hitler tenta di ucciderla”. E ancora: una grande mostra sulla storia della fotografia o monografiche su artisti italiani e stranieri. Per gli artisti trentini come Vallorz, Moggioli e Bonazza, Sgarbi suggerisce una sede dedicata, come fu la prima casa del Mart a Palazzo delle Albere a Trento. Centrale continuerà a risultare, secondo Sgarbi, la Casa d’Arte Futurista Depero, seconda sede del Mart.

Al termine dell’incontro, Sgarbi ha voluto visitare gli spazi adiacenti il Mart per informarsi sul progetto urbanistico recentemente condiviso con Università, Comune e Provincia. L’idea di una nuova viabilità pedonale e di rinnovate ipotesi di fruizione cittadina ha convinto il nuovo Presidente: Sgarbi si è dichiarato entusiasta che l’accesso al Museo possa avvenire tramite i giardini Bossi Fedrigotti.

Semplificazione burocratica e sviluppo: la Giunta presenta un disegno di legge. Dare risposte chiare e in tempi certi ai reali bisogni di imprese, cittadini e professionisti, sfruttando tutte le potenzialità delle tecnologie, migliorando la qualità dei servizi offerti, al fine di incrementare la competitività complessiva del territorio. E’ questo l’obiettivo di un disegno di legge, in materia di semplificazione, approvato venerdì dalla Giunta provinciale e presentato oggi alla stampa.

“E’ un veicolo aperto, che contiene già alcune importanti innovazioni in materia di appalti, urbanistica, contratti e velocizzazione delle procedure – ha detto il presidente della Provincia. Intendiamo portalo in aula verso fine maggio o al massimo ai primi di giugno, ovvero prima della manovra di assestamento. Abbiamo accelerato perché siamo consapevoli dell’importanza del tema per il futuro del Trentino e per poter inserire, in fase emendativa, eventuali novità introdotte a livello nazionale dal cosiddetto decreto “sblocca appalti” che sarà a breve pubblicato. Ma non solo, il testo – ha aggiunto il presidente – potrà essere emendato anche dalle indicazioni provenienti dalle categorie economiche che presto incontreremo”. Nel provvedimento legislativo vengono individuati due temi, ritenuti decisivi per la competitività del contesto trentino: la semplificazione nel rapporto tra cittadini ed imprese da un lato e pubblica amministrazione dall’altro e la definizione di misure che condizionino favorevolmente lo sviluppo del sistema imprenditoriale locale.

Sotto il primo profilo, si introducono nell’ordinamento provinciale puntuali disposizioni finalizzate all’accelerazione dell’attività amministrativa e alla semplificazione delle procedure, elaborate anche tenendo conto delle segnalazioni e delle istanze raccolte presso gli organismi di rappresentanza delle imprese, dei lavoratori e degli ordini professionali, riferite in particolare al settore degli appalti e dei contratti, dell’urbanistica e dell’edilizia ed in quello sui controlli alle imprese e dell’agricoltura.

Contratti pubblici

Si propongono significative modifiche della legge provinciale di recepimento delle direttive europee in materia di contratti pubblici:

– criteri di aggiudicazione: si indica, di regola, il criterio del prezzo più basso per l’aggiudicazione di contratti di lavori, servizi e forniture sotto la soglia europea temperato da criteri di verifica della congruità del prezzo, soprattutto con riferimento al costo del lavoro (salvaguardando comunque il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per i servizi cosiddetti labour intensive es. servizi scolastici, servizi ad alta intensità di manodopera o elevato contenuto tecnologico o innovativo);

– affidamenti di servizi e forniture sotto soglia europea mediante strumenti elettronici (MEPAT): si semplificano i controlli mediante la previsione di una verifica a campione da parte dell’amministrazione provinciale, del possesso dei requisiti dichiarati dagli operatori (e rinnovati ogni tre mesi) al momento dell’iscrizione nel mercato elettronico provinciale e non più in occasione di ogni appalto specifico;

– tempi della procedura di gara: vengono ridotti grazie all’inversione dell’esame delle buste negli appalti anche sopra soglia. L’amministrazione procede quindi all’esame delle offerte tecnica ed economica e successivamente alla verifica dell’assenza dei motivi di esclusione e del possesso dei criteri di selezione in capo all’aggiudicatario, ai fini della stipula del contratto;

– contratti di lavori tra 40.000 e 200.000 euro: si stabilizza e si amplia ulteriormente (la disposizione era stata introdotta nell’ultima variazione di bilancio, solo per l’anno 2019) la possibilità per le amministrazioni aggiudicatrici di procedere all’affido mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici;

– nomina commissioni: si uniforma e si estende anche alle procedure sopra soglia la disciplina provinciale relativa alle modalità di nomina dei componenti della commissione tecnica (compreso il Presidente), i quali vengono scelti dal responsabile del procedimento dall’elenco telematico unico provinciale, selezionando prioritariamente il proprio personale;

– fase di esecuzione dell’appalto: si introduce, solo per gli appalti di lavori, la possibilità di procedere con stipulazione anticipata del contratto decorsi 30 giorni dall’inoltro delle richieste di certificazione relative ai controlli dei requisiti dell’aggiudicatario;

– subappalto: si elimina il divieto di subappaltare ad un altro partecipante della medesima gara;

– cauzione: si elimina l’obbligo di prestare la garanzia definitiva in caso di affidamenti sotto soglia che prevedono il pagamento in un’unica soluzione;

– correntezza e regolarità retributiva: si prevede che la verifica della correntezza delle retribuzioni (cioè l’effettiva corresponsione degli importi delle retribuzioni riportati nei prospetti paga) sia effettuata al momento del pagamento degli stati di avanzamento e del saldo e che, in caso di esito negativo l’amministrazione sospenda il pagamento e segnali l’irregolarità al Servizio Lavoro. Ciò consente di accelerare sensibilmente il pagamento del saldo all’impresa, in quanto non sarà più necessario attendere la certificazione del Servizio Lavoro riguardante tali aspetti;

– servizi e forniture: si innalza alla soglia europea di euro 221.000,00 il limite (attualmente di 192.300 euro) della trattativa privata, previo confronto concorrenziale;

– formazione: nel settore dei contratti pubblici la Provincia si impegna a promuovere in modo unitario e coordinato la formazione dei dipendenti e degli operatori del settore in collaborazione con l’Università di Trento, TSM ed il Consorzio dei comuni trentini.

Urbanistica e tutela del territorio

La legge provinciale per il governo del territorio 2015 viene modificata per introdurre alcune misure, sempre in un’ottica di semplificazione mirata:

– pianificazione urbanistica: si stabilisce di non applicare il codice dei contratti alle opere pubbliche realizzate dai proprietari di aree gravate da vincoli espropriativi se il privato che realizza a proprie spese l’opera pubblica non riceve in cambio corrispettivi ovvero la possibilità di gestire il servizio connesso all’opera;

– digitalizzazione PRG e pratiche edilizie: dal 1° gennaio 2020 la documentazione necessaria per l’approvazione dei piani urbanistici sarà presentata solo in formato digitale. Viene inoltre promossa l’attivazione in via sperimentale della presentazione solo digitale, da parte dei professionisti e dei privati, della documentazione relativa alle pratiche edilizie;

– titoli edilizi e riqualificazione edilizia: si subordinano a mera comunicazione i titoli edilizi necessari per alcune tipologie di interventi (es. demolizione di piloni e linee elettriche aeree, demolizione delle attrezzature nelle aree sciabili, realizzazione di impianti fonti rinnovabili collocati negli edifici o nelle relative pertinenze), oltre alla possibilità ad alcune condizioni di realizzare senza alcuna autorizzazione nuovi impianti tecnologici funzionali alle infrastrutture autostradali, stradali e ferroviarie esistenti;

– coordinamento autorizzatorio: si armonizza e coordina l’autorizzazione paesaggistica con altre autorizzazioni provinciali semplificandone le procedure, intervenendo in particolare sul rilascio delle autorizzazioni del Servizio urbanistica e tutela del paesaggio nei casi in cui si debba esprimere sia ai sensi della carta di sintesi della pericolosità che ai fini paesaggistici e sul procedimento istruttorio delle concessioni di linee funiviarie nel caso in cui l’intervento sia sottoposto a VIA.

Alloggi per il tempo libero e vacanza

Si introducono in legge i casi di deroga agli obblighi previsti dalla legge urbanistica provinciale 2008 in materia di alloggi per il tempo libero e vacanze, specificando la previsione in base alla quale il comune può autorizzare temporaneamente l’utilizzo di un alloggio destinato a residenza ordinaria come alloggio per il tempo libero e vacanze in alcune ipotesi espressamente indicate (in caso di acquisto e impegno ad utilizzarlo come residenza entro 3 anni dall’acquisto; per comprovati motivi di studio o lavoro; per acquisto in via ereditaria e per un periodo massimo di tre anni; per mancato utilizzo a causa di comprovati motivi di salute).

Sotto il secondo profilo, relativo alle misure specifiche per lo sviluppo del sistema imprenditoriale locale, sempre in una logica di sburocratizzazione puntuale, si segnalano, tra le altre:

– la semplificazione della procedura incentivi per la quale si rimanda alla Giunta provinciale l’individuazione dei casi per i quali, nell’ambito della procedura valutativa, è richiesto anche l’esame dell’iniziativa sotto il profilo della validità e idoneità economico – finanziaria (attualmente la previsione è prevista in via generalizzata);

– l’introduzione della figura del maestro professionale accanto a quella del maestro artigiano, consentendo a soggetti non iscritti all’albo delle imprese artigiane, che però svolgono un’attività assimilabile a quella artigiana, di partecipare ai percorsi formativi e di conseguire il nuovo titolo di maestro professionale. Questo contribuirà all’aumento delle capacità professionali ed imprenditoriali del settore;

– la promozione dell’imprenditoria agricola giovanile tramite l’attivazione di un pacchetto di misure di aiuto specifiche: processi di accompagnamento per l’insediamento di nuovi giovani in agricoltura; misure per rendere più agevole e semplificato l’accesso e il sostegno al credito; iniziative per potenziare l’utilizzo della Banca della terra;

– il sostegno alle forme di cooperazione tra attori diversi per lo sviluppo di prodotti, processi, tecniche e tecnologie innovative applicate al settore agricolo, agroalimentare e forestale, i cui risultati abbinano ricadute economiche, ambientali e sociali, perseguendo finalità analoghe a quelle previste dalle misure del Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI) già inserite nel PSR. Le modalità di creazione e di gestione di tali gruppi saranno peraltro semplificati dal punto di vista procedurale rispetto a quelli previsti dal PSR, per promuovere e sviluppare questo strumento di innovazione e competitività per le imprese;

– la semplificazione delle procedure per le trasformazioni di coltura da bosco ad aree agricole estendendo la procedura già esistente (per superfici tra 0,5 e 1 ettaro) per le trasformazioni di coltura necessarie per bonifiche agrarie fino a 5 ettari di superficie;

– la semplificazione del procedimento di rinnovo delle autorizzazioni di scarichi non recapitanti in fognatura di reflui civili (esclusi quelli produttivi e assimilabili), prevedendo il rinnovo tacito al posto del rinnovo espresso (ogni 4 anni), finché non intervengano modifiche sostanziali in termini quantitativi e/o qualitativi;

– la previsione di contributi fino al 100% della spesa ammissibile, secondo criteri definiti dalla Giunta provinciale, a favore di soggetti titolari di beni di uso pubblico (es. Regole di Spinale e Manez, Magnifica Comunità di Fiemme) e soggetti attuatori, anche privati, individuati con ordinanza per garantire tempestivi ed efficaci interventi o opere, anche di nuova realizzazione, o per interventi già effettuati funzionali per la stabilità e la messa in sicurezza idraulica, idrogeologica nonché per difesa fitosanitaria delle aree colpite dall’evento calamitoso di ottobre 2018.

Infine, in un’ottica di miglioramento complessivo dell’efficienza della pubblica amministrazione viene inoltre istituito un nucleo di controllo preposto allo svolgimento delle verifiche – in forma centralizzata – sulle autocertificazioni rese dalle imprese. Gli esiti delle verifiche saranno resi disponibili a tutti gli uffici che ne abbiano necessità evitando duplicazioni di controlli e riducendo i tempi delle procedure.

Se vediamo una persona per strada fuori dalla nostra proprietà, non ci facciamo nemmeno caso. Ma se vediamo qualcuno nel nostro giardino iniziamo ad allarmarci e se qualcuno entra in casa nostra (il nostro “nucleo”) agiamo.

Nulla di strano… è un comportamento normale, non molto diverso da quello dei LUPI.

Il tema è più che mai attuale in provincia di Trento dove si sono susseguite prese di posizione fra gli amministratori politici provinciali e la pubblica opinione. I primi orientati verso interventi “drastici” nei confronti degli esemplari presenti sul territorio, ed i secondi divisi fra coloro che vorrebbero risolvere la presenza dei lupi con gli abbattimenti e chi, al contrario, ne auspicano il mantenimento (seppure monitorato) in loco.

Un argomento in cui si è visto, in questi ultimi giorni, un susseguirsi di soluzioni (con tanto di contrordini) anche da fonti ministeriali.

Interventi questi che, proprio per un ormai frequente “ondeggiamento” dimostrano come un simile tema non possa e non debba passare per interesse politico a scapito di una seria azione di tutela del territorio che comprende tutte le componenti che in esso hanno il proprio habitat (compreso quello dei lupi).

Ma ciò che ci si chiede, per iniziare l’approccio, è: «Come si spiega la paura del lupo?»

Per dare una risposta a questo primo quesito (come ad altri più specifici sul tema LUPI) facciamo un giretto su quanto ha pubblicato nel suo sito ufficiale proprio la Provincia di Trento con studi affidati ad esperti in questi ultimi anni).

«Noi, come tutti gli altri esseri viventi, siamo figli di una lunga storia evolutiva, che certamente prevede la paura dei carnivori, che sono stati per millenni nemici e competitori dei nostri progenitori. Su questa paura ancestrale, che ci portiamo dentro, si sono innestate nel corso dei secoli leggende, dicerie e favole che dipingono il lupo come un concentrato di malvagità, in parte giustificate dai rari – ma veri – attacchi all’uomo documentati in passato (oltre 150 anni fa!).

Ma oggi le nostre azioni e i nostri pensieri possono e devono trovare ispirazione nella ragione e nella conoscenza, che suggerisce di avere un atteggiamento di prudenza e rispetto nei confronti dei grandi carnivori. Molti filtri culturali hanno distorto la nostra visione del lupo (e dell’orso), talvolta facendolo apparire più simile a noi (con pregi – pochi! – e difetti – tanti! – umani), più spesso dipingendolo come l’incarnazione del male assoluto. Ma chi è davvero il lupo?

Semplicemente un carnivoro selvatico, sul conto del quale la ricerca scientifica ci ha rivelato quanto basta per provare curiosità, ammirazione, ma anche rispetto. Individuare la giusta distanza fra noi e il lupo è complesso: si tratta di imparare a rapportarsi con i selvatici, che vanno rispettati senza cercare di interferire, senza confidenza né timore.
Cosa mangia il lupo?

Il lupo è un predatore generalista e opportunista: il contrario di un animale schizzinoso. Infatti, se le sue prede d’elezione sono gli ungulati selvatici (principalmente cervi, caprioli, daini, camosci, mufloni e cinghiali), non disdegna il bestiame domestico né le carcasse di animali morti.

Pur dovendosi considerare il lupo sempre come un animale selvatico dal quale è dunque opportuno mantenersi a distanza, di norma esso, animale schivo ed elusivo di per sé, non attacca l’uomo, non lo riconosce come possibile preda, bensì come una minaccia da cui allontanarsi velocemente. Dunque, in caso di incontro con l’uomo, nella maggior parte dei casi si dilegua senza manifestare alcun comportamento di aggressività. Ciò vale sia per lupi solitari che per gli esemplari che fanno parte di un gruppo famigliare/branco.
Ci sono dei sistemi per prevenire gli attacchi al bestiame domestico?

Esistono diversi metodi di prevenzione, che permettono – se non di eliminare totalmente – almeno di limitare i danni al bestiame domestico. Non esiste “il” sistema di prevenzione migliore in assoluto: a seconda del tipo di azienda agricola e delle caratteristiche del pascolo che si vuole proteggere, un metodo può rivelarsi più o meno adatto. In ogni caso, i due sistemi di prevenzione più utilizzati sono l’utilizzo delle recinzioni elettrificate (singole o doppie), per rinchiudere il gregge specialmente di notte, e la difesa dei cani da guardiania. Di sicuro è la combinazione di diverse misure di prevenzione a permettere di ottenere i risultati migliori.»

Ecco… proprio i risultati migliori sono quelli a cui noi teniamo. Quelli che doverosamente tutelino chi si possa trovare a subire danneggiamenti riconducibili a specifici, riconosciuti ed inconfutabili episodi causati da soggetti realmente pericolosi (sicuramente in numero molto limitato con una cura del territorio puntuale e seria).
Ma soprattutto azioni che garantiscano ai lupi presenti un habitat che alla loro natura si confaccia. In nome di quel rispetto che dobbiamo garantire al territorio ed a tutte le sue componenti floro-faunistiche.

Per chi vuole ulteriormente approfondire ecco i contributi scientifici e/o divulgativi, da fonte verificata:

Interrogazione a risposta scritta. Campo profughi di Marco: un’occasione persa. Il campo profughi di Marco oggi chiude. Gli 87 richiedenti asilo rimasti verranno trasferiti alla residenza Fersina di Trento, che si appresta a diventare nei prossimi mesi l’unico centro di prima accoglienza in provincia. La residenza Fersina sarà un punto di raccolta composto da 300 ospiti, sicuramente sradicati, probabilmente sfiduciati nei confronti degli educatori e del loro futuro, assistiti da un’ equipe di operatori ridotta all’osso e obbligata a garantire solo i servizi minimi essenziali.

Il campo profughi di Marco ha accolto dal 2016 più di 800 migranti, molti dei quali sono poi partiti per altre destinazioni europee. Negli anni ha generato molte proteste ma è stato anche testimone di progetti d’integrazione e inclusione. La sua chiusura rappresenta un fallimento, in quanto si è persa un’occasione per creare un laboratorio di convivenza e integrazione tra la popolazione locale e chi viene da lontano, da esperienze spesso atroci e che è approdata in Europa in cerca di pace e dignità.

Grazie alla miope politica leghista queste persone verranno concentrate presso la residenza Fersina, ammucchiate in containers e che dovranno confrontarsi, senza i corsi di lingua necessari per l’integrazione, con lo smantellamento delle strutture provinciali di sostegno. La politica che ha a cuore la sicurezza dei trentini (o a quanto pare, solo quella degli abitanti di Marco) genererà solo insicurezza. Chiudendo il centro di Marco si sono solo spostate 87 persone, ma il clima d’odio che la Lega ha diffuso in passato e sta fomentando tuttora sarà acuito dalla concentrazione di persone ai margini di Trento e della società.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia per sapere:

· se sia consapevole degli enormi rischi sociali legati alla creazione di un unico centro di accoglienza con 300 ospiti, la maggior parte dei quali dovranno rimanervi a lungo;

· se ritenga opportuno che il fallimento di un progetto di accoglienza vada celebrato come un successo da parte della forza politica di maggioranza, evidentemente sempre in campagna elettorale, e non invece debba essere una occasione di riflessione su quello che vogliamo che sia il Trentino del futuro: terra aperta, di accoglienza e umanità, o invece governata dai sentimenti più beceri e disumani e schiava dei pregiudizi.

 

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Cons. Lucia Coppola

Una soddisfazione davvero fuori luogo. In un tempo nefasto per l’Europa qualcuno gioiva perché un determinato territorio era stato “liberato” dalla presenza di ebrei. Quando ciò accadeva quel territorio veniva dichiarato “Judenfrei”. Oggi qualcuno è contento che il campo di Marco di Rovereto sia finalmente libero dai richiedenti asilo. Attenzione però: tutti saremmo contenti se quei giovani venissero spostati in un luogo più accogliente, più umano, con più possibilità di integrazione. Invece saranno portati a Trento, pigiati alla residenza Fersina, alla periferia del capoluogo, dove, grazie alla gioiosa applicazione della legge Salvini, i leghisti stanno allegramente preparando condizioni peggiori.

Tantissime associazioni, tantissime persone hanno da anni protestato per il sovraffollamento del campo di Marco. Volevano che i richiedenti asilo fossero spostati in luoghi più dignitosi. Si trattava di una vera baraccopoli ed era giusta la protesta degli internati, per altro pacifica e moderata. Nel tempo la situazione stava migliorando. Tanti di quei giovani erano inseriti nella comunità di Rovereto. Avevano frequentato la scuola presso il Centro di educazione permanente dell’Istituto don Milani, apprendevano la lingua italiana grazie ai volontari delle associazioni dentro e fuori il campo. Svolgevano attività di utilità sociale.

Qualcuno invece è contento del degrado. Per questo vuole cancellare ogni positività, vuole cancellare anche la possibilità di proseguire nel processo di integrazione. La Lega di Fugatti e Dalzocchio esulta perché crea condizioni più umane o perché toglie dalla vista i “neri”? E se fosse per davvero una questione di sicurezza (cosa non vera per Marco) cosa direbbero i leghisti di Trento che perlustrano le periferie a caccia del degrado con questo provvedimento? Un provvedimento che crea disagio, insicurezza, disintegrazione, rancore. Oltre che un ulteriore calcio ad ogni principio di umanità.

Festeggeranno anche i leghisti di Trento come la Lega di Rovereto?

 

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Il Direttivo di FUTURA – Partecipazione e Solidarietà
Consigliere Paolo Ghezzi
Consigliera Lucia Coppola

Tutte le proposte per i ponti primaverili. Aperture straordinarie: domenica 21 aprile (Pasqua), lunedì 22 aprile (Pasquetta), giovedì 25 aprile e mercoledì 1 maggio, 10.00 – 19.00.
Speciale apertura: lunedì 29 aprile, dalle 10.00 alle 18.00.

Pasqua e i ponti primaverili si avvicinano; con l’arrivo della bella stagione è più invitante l’idea di uscire e prendersi una pausa dal lavoro e dalla quotidianità. Perché allora non pensare a una gita fuori porta che unisca cultura e natura, relax e divertimento? Grazie a una programmazione sempre nuova e variegata, il MUSE è – in questo senso – una meta ideale.

Tra le molte proposte, il 27 aprile, dalle 10.30 alle 17.30, al parco urbano di Gocciadoro (Trento), il MUSE lancia una sfida: diventare scienziato per un giorno partecipando all’iniziativa internazionale City Nature Challenge, per scoprire la natura che abita nella propria città. La proposta si svolge in oltre 160 centri in tutto il mondo, è gratuita e adatta a tutti, e prevede di coinvolgere i partecipanti in osservazioni naturalistiche all’interno del proprio nucleo urbano, alla ricerca della biodiversità locale. Suddivisi in gruppi e guidati da esperti del Museo e della Società di scienze naturali del Trentino, gli “scienziati cittadini” esploreranno varie zone del parco, alla ricerca di fauna e flora che le abitano. Una volta individuati, tramite una apposita App, invieranno i dati a un database globale. Obiettivo, effettuare in numero di osservazioni naturalistiche più elevato possibile, per far avanzare nella classifica la propri città. In Italia, oltre a Trento partecipano: Ostuni, Trinitapoli, Napoli, Catania, Lecce, Taranto.

LE MOSTRE

NOT IN MY PLANET espone una serie di opere fotografiche della pluripremiata fotografa Mandy Barker: immagini di grande impatto visivo composte da rifiuti – sfuggiti al riciclaggio – finiti nelle acque del mare e infine sulle coste. Obiettivo, catturare l’attenzione e far riflettere su uno tra i principali problemi che affliggono i nostri giorni: l’inquinamento e l’incredibile abbondanza di rifiuti. L’esposizione è frutto della collaborazione con l’Agenzia per la Depurazione della Provincia Autonoma di Trento e con gli Enti gestori della raccolta dei rifiuti.

4 le sezioni che la compongono: Shoal, Soup, Indefinitive e Snow Flurry, nelle quali l’artista stimola una risposta emotiva nello spettatore combinando la contraddizione tra attrazione estetica iniziale e successivo messaggio di consapevolezza. Le immagini, rielaborate, sono basate su fotografie di oggetti fisicamente ritrovati sulle spiagge o alla deriva nell’oceano.

L’esposizione fa da spunto per una nuova attività alla grande sfera interattiva del piano della sostenibilità, dal titolo “La plastica al giro di boa”, uno spettacolo scientifico che mira a trasmettere e sensibilizzare la cittadinanza in merito alla problematica dei rifiuti di plastica. Tra esperimenti, problemi e possibili soluzioni, il partecipante compie un piccolo viaggio circolare che ripercorre quello di un rifiuto. Lasciato in un ambiente lontano dal mare, l’oggetto di scarto può trovare la strada delle acque per poi, in qualche modo e con qualche effetto nocivo, “ritornare” al mittente.

Oltre a NOT IN MY PLANET rimane ancora visitabile la mostra GENOMA UMANO, QUELLO CHE CI RENDE UNICI, racconto di cosa determina i talenti personali, l’invecchiamento e come prevenire le malattie. Un’esposizione imperdibile, che affronta interrogativi che ci riguardano profondamente e sui quali, oggi, è focalizzato un settore importante e promettente della ricerca in campo biologico.

LE ATTIVITÀ A TEMA E LE VISITE GUIDATE

MUSE – Museo delle Scienze
TUTTI I GIORNI
VISITA GUIDATA AL MUSE
Da martedì a venerdì, ore 15 – 23, 24 aprile ogni ora a partire dalle ore 11 – 26, 29 e 30 aprile ore 11 e 15| Per tutti | tariffa € 3 (oltre al biglietto d’ingresso) | Gradita la prenotazione t. 0461 270311
Un’ occasione per scoprire le gallerie del MUSE attraverso l’esplorazione delle installazioni e degli oggetti più significativi e curiosi.

MUSE – Museo delle Scienze
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
VISITA GUIDATA ANIMATA PER FAMIGLIE. Ma come parli?
Sabato, domenica e festivi ore 16.00 – 23, 24, 29 e 30 aprile ore 16.00| Per famiglie con bambini 5-10 anni| tariffa € 3 (oltre al biglietto d’ingresso) | Gradita la prenotazione t. 0461 270311
Speciali percorsi dedicati a bambini e famiglie, grazie al quale sarà possibile scoprire come comunicano tra loro gli animali.

MUSE – Museo delle Scienze
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA GENOMA UMANO
Sabato, domenica e festivi + 23 e 24 aprile, ore 15.00| Per tutti | tariffa € 4 (oltre al biglietto d’ingresso) | Gradita la prenotazione t. 0461 270311
Visita guidata alla mostra temporanea Genoma umano. Quello che ci rende unici – un percorso interattivo e immersivo per conoscere le nuove sfide offerte dalla genomica – e a seguire la performance Talenti e affinità, tra DNA e libertà (11+).

MUSE – Museo delle Scienze
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
AI CONFINI DELL’UNIVERSO. VISITA AL PLANETARIO
Sabato, domenica e festivi 11.30, 14.30 e 17.00 – 23, 24 aprile ore 11.30, 14.30 e 17.00| target 6+ | tariffa € 3 (oltre al biglietto d’ingresso) | Gradita la prenotazione t. 0461 270311
Sotto la cupola del planetario per osservare stelle, comete, galassie, pianeti e avvicinarsi alle meraviglie dell’Universo attraverso affascinanti ricostruzioni virtuali

MUSE – Museo delle Scienze
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
TALK SCIENCE ALLA SCIENCE ON A SPHERE
Sabato, domenica e festivi 10.30, 12.30, 14.00, 16.00, 18.00 – 23, 24 aprile ore 10.30, 12.30, 14.00, 16.00 e 18.00| Per tutti | tariffa compresa nel biglietto d’ingresso
Esperimenti e dimostrazioni per dialogare di scienza attraverso l’exhibit Science on a Sphere. In Aprile, “La plastica al giro di boa”: spettacolo scientifico presso la grande sfera del piano della sostenibilità, che mira a trasmettere e sensibilizzare la cittadinanza in merito alla problematica dei rifiuti di plastica.

MUSE – Museo delle Scienze
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
TINKERFUN. In Aprile, Vento in poppa e I-mekk
Sabato, domenica e festivi dalle 15.00 alle 19.00| Per tutti | tariffa compresa nel biglietto d’ingresso
Un’attività per promuovere la creatività e l’innovazione, sviluppando soluzioni fantasiose e stimolando ingegnosità e senso pratico.

MUSE – Museo delle Scienze
23-24-25 aprile e 1 maggio
NINTENDO LABO
Sabato, domenica e festivi dalle 15.00 alle 19.00| Per tutti | tariffa compresa nel biglietto d’ingresso
Nintendo Labo consentirà di interagire con i Toy-Con, le forme di cartone che – combinate con la tecnologia di Nintendo Switch – permettono di creare oggetti fisici che si relazionano con la console. MUSE e NINTENDO ritornano assieme per declinare il processo monta – gioca – scopri, per sviluppare creatività e innovazione, ma anche il piacere di giocare e inventare assieme. L’attività, a ingresso libero, si terrà presso il FabLab. Non è necessaria la prenotazione.

MUSE – Museo delle Scienze
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
TALENTI E AFFINITÀ, TRA DNA E LIBERTÀ
Sabato, domenica e festivi ore 16.30| età 11+ | tariffa compresa nel biglietto d’ingresso
Avete preso troppi due di picche e siete stanchi di cercare l’anima gemella? Forse la genetica vi può aiutare! Il protagonista di questo divertente racconto si sottopone a un test genetico per “affidare alla scienza” il suo futuro sentimentale. E voi, affidereste le scelte di cuore a un test del DNA?

MUSE – Museo delle Scienze
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
MAXI OOH! Demonstration In aprile: Chi c’è sulle tue mani?
Sabato, domenica e festivi ore 10.00 e 18.00| tariffa compresa nel biglietto d’ingresso
Sorpresa, esplorazione, immersione nello spazio del Maxi Ooh!

MUSE – Museo delle Scienze
DAL MARTEDì AL VENERDì
MAXI OOH! Microattività. In aprile: toccare!
Dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00| tariffa compresa nel biglietto d’ingresso
Ogni esperienza al maxi Ooh! è diversa dall’altra, ogni incontro è arricchito da microattività che stupiscono e divertono il bambino, rendendo unica la visita.

Nuova tappa nella collaborazione scientifica tra il Centro Interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento e il Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST), uno dei principali centri di ricerca della Corea del Sud. Oggi a Palazzo Fedrigotti la visita di una delegazione di ricercatori e ricercatrici coreane nell’ambito dell’accordo bilaterale sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento.

Una delegazione di ricercatori e ricercatrici del KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology) ha partecipato oggi a Rovereto a un incontro di carattere scientifico nella sede del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) a Palazzo Fedrigotti. La visita di oggi fa seguito a un primo seminario che si è tenuto nell’estate del 2017 a Daejeon, in Corea del Sud, a cui hanno preso parte accademici dell’Ateneo trentino. Si tratta di scambi scientifici e iniziative di conoscenza che rientrano nell’ambito di un accordo bilaterale tra i ricercatori e le ricercatrici delle due istituzioni – il Cimec di Rovereto e il KAIST, uno dei principali centri di ricerca al mondo che ha sede in Corea del Sud – su temi di comune interesse, sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento. Nel meeting di oggi si è discusso degli sviluppi recenti nel campo delle basi neuronali della cognizione e di neuroscienze computazionali.

La giornata si è aperta con il benvenuto del prorettore allo sviluppo internazionale Maurizio Marchese e con quello del direttore del CIMeC, Carlo Miniussi, seguiti dall’intervento di Jaeseung Jeong del Department of Bio and Brain Engineering del KAIST. Durante la mattinata si sono tenute le presentazioni scientifiche da parte dei membri della delegazione coreana. Uno di loro, il professor Christopher Fiorillo, terrà prossimanamente un breve periodo di insegnamento al CIMeC, sempre nell’ambito del programma di scambio internazionale tra le due istituzioni.

Nel pomeriggio di oggi, dopo il saluto di benvenuto di alcuni rappresentanti della Provincia autonoma di Trento, si terranno gli interventi scientifici dei ricercatori e delle ricercatrici del CIMeC. A conclusione della giornata previste le presentazioni scientifiche tenute dai partner della Fondazione Bruno Kessler e dell’Istituto Italiano di tecnologia.

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