Comunicazione del presidente sulla trattativa per il rinnovo della concessione A22: plauso dei consiglieri per il suo impegno nella trattativa e l’unità dimostrata con il collega di Bolzano. Soddisfazione delle minoranze per la scelta di una “vignetta ambientale” con cui finanziare lo sviluppo delle aree intermodali e dell’Interporto. Respinta, però, la richiesta delle opposizioni di riconsiderare il progetto dello sbocco della Valdastico in Trentino.

Nell’informativa da lui resa in Aula sul rinnovo della concessione per l’A22, comunicazione chiesta stamane dal capogruppo di Futura, il presidente della Giunta ha riferito i risultati della riunione appena conclusa con il collega della Provincia di Bolzano e gli altri soci pubblici di Autobrennero spa. Si è trattato di un incontro positivo, ha detto prima di leggere il documento che sintetizzava l’intera vicenda e poi il verbale non ancora sottoscritto dai soci da inviare oggi stesso al Ministro delle infrastrutture. In sostanza, ha spiegato il governatore, i soci pubblici di Autobrennero hanno deciso di subordinare ad alcune precise condizioni la sottoscrizione dell’accordo con il Ministero. Condizioni riguardanti soprattutto gli investimenti per la realizzazione delle infrastrutture collegate all’A22. L’impegno dei soci – ha detto – è di finanziare investimenti per 350 milioni con una tariffa ambientale applicata ai mezzi in transito sull’Autobrennero. L’accoglimento della proposta di questa “vignetta ambientale” permetterebbe di sottoscrivere l’accordo con il Ministero per il rinnovo della concessione. “Questo – ha detto il presidente – è il punto più importante della trattativa in corso”. In sintesi, l’assemblea dei soci di Autobrennero ha conferito un mandato unitario al presidente della Provincia di Bolzano, dimostrando in tal modo di avere una strategia condivisa e assumendo una posizione forte nella trattativa con Roma. L’aspetto di maggior rilievo del mandato consiste appunto nell’impegno preso dai soci di finanziare i 350 milioni di euro che ancora mancano nell’accordo di governo e che renderanno possibile la realizzazione di opere accessorie all’autostrada e di fondamentale importanza, come lo sviluppo dell’area intermodale ad Isola della Scala e il potenziamento dell’Interporto di Trento nord. Di qui la decisione dei soci di garantire il finanziamento attraverso l’introduzione di una “vignetta ambientale”.
Un’altra questione riguarda la governance e in particolare la possibilità di incidere come soci territoriali all’interno del Comitato di controllo e coordinamento dell’autostrada. Su questo punto ancora aperto il presidente si è detto fiducioso e che occorre proseguire nella trattativa con Roma. Per quanto riguarda infine la questione dell’impiego degli 800 milioni di euro di Autobrennero, il governatore ha sottolineato la richiesta del Ministero che queste risorse siano utilizzate per opere strettamente collegate all’autostrada. Previsione che per secondo i soci è già da loro condivisa e rispettata. In ogni caso si chiederà di inserire nell’elenco altre opere qualora quelle già previste non fossero ritenute coerenti dal Ministero.
Il presidente ha concluso ricordando che i soci di A22 stanno per sottoscrivere il verbale dell’incontro di oggi, i cui contenuti sono stati da lui anticipati. Con questo verbale il presidente della Provincia di Bolzano si presenterà al Ministro dei trasporti.
Testo del verbale.

Gli interventi dei consiglieri.

Il capogruppo del Patt ha ringraziato il governatore delle informazioni affermando di condividere la volontà di procedere unitariamente per arrivare all’obiettivo auspicato del rinnovo della concessione. La “polpetta avvelenata” che lo Stato italiano ci stava confezionando, ha aggiunto, è stata individuata. E sono state prese le adeguate contromisure. A suo avviso siamo quindi sulla strada giusta. Certo, la governance di una società in house non potrà che avere un cda ridotto. Questo sarà un problema superabile nei confronti dei soci del sud se la logica d’insieme che ha sempre orientato la gestione dell’A22 sarà mantenuta. Soprattutto per le opere di importanza vitale per il futuro dei nostri territori, come le infrastrutture legate allo spostamento del traffico merci dalla stradda alla ferrovia (Isola della Scala in primis) sono super-strategiche. Il presidente della Provincia ha detto di essere d’accordo sul fatto che nel “biglietto autostradale” che i cittadini pagheranno vi sia un “quid” legato alla tutela ambientale da garantire attraverso la realizzazione delle opere da finanziare. E questa è la novità più importante da salutare oggi con grande favore e soddisfazione. Se nella tariffa ambientale dell’A22 noi mettiamo Isola della Scala, pensiamo al trasporto merci su ferro. Ma secondo il consigliere, un’altra struttura che può aiutare a trasferire le merci su ferro sarà l’Interporto di Trento nord, che va considerato altrettanto strategico. Oggi si stanno investendo alcuni milioni di euro per ridurre i tempi e renderlo appetibile. Sarebbe importante allora riuscire a caricare un po’ della tariffa ambientale anche sullo sviluppo di quest’opera. Questa è la ragione per cui la Valdastico dovrebbe sbucare in Trentino nel punto più vicino possibile all’Interporto di Trento nord. In questa prospettiva la decisione di oggi arriva a fagiolo. Il primo territorio da tutelare dalle marci che arrivano da est è quello della Valsugana. Come? Togliere il traffico da Caldonazzo e caricare le merci sui treni sarebbe vitale per il Trentino. A meno che, ha concluso, non si decida di trasferire l’Interporto da Trento a Serravalle.

Il capogruppo di Futura ha sottolineato il valore di queste comunicazioni urgenti del presidente per informare l’Aula. Ha poi evidenziato l’importanza di questa giornata perché una Giunta provinciale che nelle sue dichiarazioni programmatiche non aveva brillato per l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità di certe scelte economiche, oggi dice di aver concordato con la Provincia di Bolzano e con gli altri soci del sud di Autobrennero spa una tariffa ambientale per finanziare le opere connesse allo sviluppo dell’autostrada e all’infrastrutturazione del nostro territorio. Positiva è anche l’unità di intenti dimostrata tra Provincia di Bolzano e Provincia di Trento. Fa piacere anche che sia stata ribadita l’importanza del quadro regionale. Servirebbe a suo avviso una grande conferenza regionale sulle infrastrutture strategiche con tutti gli interlocutori e gli stake holder interessati. Non è possibile a suo avviso leggere dai giornali articoli sulla Valdastico in Trentino senza tener conto dell’impatto che la nuova autostrada avrebbe su un territorio già sovraccarico di arterie stradali e in particolare sull’A22. Oggi vi era il famoso ultimatum del ministro con cui stasera si incontrerà il presidente della Provincia di Bolzano. Il consigliere ha chiesto perciò al presidente se abbia avuto un ruolo per il buon esito dell’incontro di questa sera a Roma, e se la nostra Provincia intenda difendere la nomina in Autobrennero spa spettante al Trentino. Occorrerebbe che l’ad di Autobrennero sia designato dal Trentino e abbia una caratura indiscutibile per potersi confrontare a livello nazionale ed europeo, senza essere collaterale alla politica.

Il consigliere di Forza Italia ha evidenziato il valore trasversalmente riconosciuto all’A22 come bene di tutti i territori toccati dall’arteria. Il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture è apparso a volte impreparato con alcune sue dichiarazioni tecniche. Ma il consigliere si è detto fiducioso nel fatto che il governatore trentino saprà ben gestire questa partita anche in futuro.

L’esponente di Agire ha apprezzato i complimenti fatti al presidente della Provincia dal suo predecessore per il lavoro svolto. Si tratta di un riconoscimento della serietà con cui è stato portato avanti l’impegno su questo tema, che smentisce chi considera questa Giunta un pericolo per l’Autonomia. Oggi l’esecutivo ha dimostrato il contrario. E si è augurato che le iniziative di questa Giunta vengano valutate senza pregiudizi.

Un consigliere leghista si è associato ai ringraziamenti rivolti al presidente e per i contenuti dei risultati ottenuti. Ha poi replicato al capogruppo del Patt in merito agli allarmi da lui lanciati in difesa della Valsugana, delle cui problematiche in precedenza non si era particolarmente interessato. E ha aggiunto che l’ex presidente si era pronunciato contro la Valdastico, opera a suo tempo da lui giudicata inutile. Qualunque tracciato, ha concluso il consigliere, va bene purché si risolva questo annoso problema del Trentino e in particolare della Valsugana.

Un consigliere del Pd ha ricordato come giustamente il governatore abbia sollecitato a non considerare l’A22 una questione partitica. E ha espresso due considerazioni: questa comunicazione sull’A22 rimette al centro dell’attenzione un tema davvero prioritario per il Trentino, di ben altra caratura rispetto a quello relativo al ddl sulla caccia; in secondo luogo la cooperazione con la Provincia di Bolzano per valorizzare l’A22 è un fatto prezioso e fondamentale, ma occorre anche preoccuparsi che la Valdastico, se prolungata in Trentino, inciderà in misura rilevante sull’A22. Il fatto che contro quest’opera si sia già pronunciata la Provincia di Bolzano dimostra che la Valdastico non riguarda solo il Trentino. Occorre quindi affrontare i due argomenti insieme.

Il capogruppo dei 5 stelle ha riconosciuto che vi sono ragioni per cui essere soddisfatti della relazione del presidente. Positiva è la tariffa ambientale prospettata per contrastare l’inquinamento dovuto al traffico pesante. Finalmente un atto concreto su questo problema, ha osservato. Quindi ben venga la “vignetta”, anche perché risponde ad una direttiva dell’Ue. Anche il tema della governance non può che essere condiviso. Rimangono invece motivo di perplessità gli argomenti utilizzati: gli 800 milioni di euro di investimento in opere non strettamente collegate all’autostrada, con cui si vorrebbe riproporre ciò che era già stato respinto dal ministero;e poi gli investimenti su Isola della Scala, che certo vanno benissimo, purché l’area intermodale veneta non porti alla desertificazione dell’Interporto di Trento, dove le merci trasferite da gomma a rotaia sono già calate dai 3 milioni di tonnellate del 2011 a 700 mila tonnellate del 2017. Altro problema da considerare: i costi troppo alti del personale di A22 (90.000 euro in media per ogni unità). Non si può realizzare questa operazione per poi ritrovarsi con la stessa A22 di prima. Così avremmo sprecato un’occasione.

Nella sua replica il presidente Fugatti ha ribadito che l’A22 è un tema sicuramente politico e non partitico, perché l’autostrada “è dei trentini e non di chi temporaneamente amministra la Provincia autonoma di Trento”. Sulla Valdastico: “il nostro progetto prevede che il tema della sorgente dello Spino sia risolto. Vi potranno essere anche altri motivi di contrarietà, ma risolto il timore dello Spino che era il principale motivo di opposizione resterà solo un “no” rispettabilissimo, ma privo di ragioni. Il progetto Valdastico, quindi, va avanti perché per troppi anni è rimasto fermo. E questo per rispettare un preciso mandato ricevuto dagli elettori. Quanto allo sbocco dell’A31, “non sarà perché la Valdastico uscirà 10 km più a sud di Besenello che cambierà la sostanza del progetto”, ha detto. Certo, ha aggiunto, quest’opera avrà un potenziale impatto anche sulla provincia di Bolzano, ma riguarda il Trentino e va trattata dai trentini. Quanto alla mobilità, il governatore si è impegnato a tornare sull’argomento anche in termini complessivi. Il futuro amministratore delegato dell’A22, ha preannunciato, aggiunto, sarà un Trentino, anche se ha aggiunto: “questo argomento fa parte dell’interlocuzione in corso con Bolzano”. Sul no del governo alle opere da realizzare con gli 800 milioni di euro, il presidente ha confermato che il Ministro vuole che queste risorse siano utilizzate in modo strettamente collegato al traffico autostradale. Quanto infine alla futura gestione interna dell’A22, ha concluso chiedendo tempo perché la Giunta arrivi ad occuparsi anche degli interventi da effettuare su questo punto.

Rispetto alla comunicazione in Aula di Maurizio Fugatti su A22, concessione alla vigilia del cosiddetto ‘ultimatum’ del Ministero dei trasporti, credo che non si possa che ringraziare il Presidente Fugatti. Infatti, la notizia di una “vignetta” per frenare l’avanzata dei camion sulla Valsugana con la preparazione – in accordo sia con la Provincia di Bolzano sia con i soci di Autobrennero – di una tariffa legata alla quota ambientale come fonte di finanziamento alle opere e alle infrastrutture segna un passaggio politico prezioso sia perché si pone nel solco di un esercizio intelligente e lungimirante della nostra Autonomia, sia perché dimostra una grande attenzione al nostro territorio.

Un’iniziativa che tiene conto anche dell’importanza che un’opera infrastrutturale come la Valdastico avrà per il futuro della Valsugana con una sensibile riduzione del traffico presente lungo il tracciato, un ridimensionamento che gioverà ad una valle che noi della Lega abbiamo a cuore.
La “vignetta” è finalizzata soprattutto – mi sento di osservare – al futuro del Trentino e al suo ammodernamento infrastrutturale. Per questo ritengo che – al di là delle divergenze di vedute e sensibilità politiche presenti nell’Aula – il Presidente della Giunta non possa che essere ringraziato, e – come il collega Cia – apprezzo il fatto che anche da parte di alcuni esponenti dell’opposizione sia stata riconosciuta l’importanza di questa iniziativa.

 

È questo quanto dichiarato in una nota dal Capogruppo della Lega Salvini Trentino MARA DALZOCCHIO

A seguito dell’intervenuta liberalizzazione del mercato dell’intermediazione dei diritti d’autore SIAE, SOUNDREEF LTD e LEA comunicano di aver raggiunto un accordo finalizzato a definire tutte le controversie in essere tra le parti e a prevenire l’insorgerne di ulteriori. L’accordo mira, fermo restando il rapporto di concorrenza tra le parti, a garantire il buon funzionamento del mercato nell’interesse innanzitutto dei titolari dei diritti d’autore nonché degli utilizzatori.

Le Parti hanno convenuto su un insieme di principi quali:

la definitiva intervenuta liberalizzazione del mercato sebbene nei limiti dettati dal Decreto legislativo 35/2017;
SIAE riconosce la legittimità di LEA a raccogliere diritti d’autore per conto di Soundreef ltd e i suoi iscritti diretti;
SIAE riconosce che gli utilizzatori di musica italiani dovranno perfezionare una licenza integrativa a quella di SIAE anche con LEA (anche per conto di Soundreef ltd) ove l’utilizzatore suonasse repertorio di quest’ultima e che quindi il pagamento della licenza SIAE non è più esaustivo rispetto all’utilizzo di musica;
la circostanza che ciascun ente di intermediazione dei diritti d’autore – sia esso costituito nella forma dell’organismo per la gestione indipendente dei diritti o dell’entità di gestione indipendente – amministrerà esclusivamente la quota parte dei diritti d’autore a esso affidato in gestione dal titolare dei diritti con esclusione, pertanto, dell’applicazione di qualsivoglia regola sulla comunione dei diritti sulla singola opera e a prescindere da qualsivoglia eventuale intesa tra editori e autori;
il rilascio di licenze c.d. “blanket” è prassi del settore ed è necessario al suo corretto funzionamento anche nell’interesse degli autori.

SIAE, SOUNDREEF LTD e LEA si sono, inoltre, reciprocamente impegnati a concordare, entro i prossimi dieci giorni una serie di regole operative idonee a garantire che gli utilizzatori siano posti in condizione di perfezionare in maniera agevole tutti i contratti di licenza necessari all’utilizzazione dei diritti rappresentati dalle diverse società.

SOUNDREEF LTD, LEA e SIAE a seguito dell’accordo raggiunto rinunceranno a tutte le cause pendenti.

Entro il 30 giugno 2019, le Parti modificheranno i propri Statuti e/o Regolamenti e/o la propria modulistica allo scopo di recepire il contenuto dell’intervenuto accordo.

SIAE, SOUNDREEF LTD e LEA auspicano che le intese raggiunte siano idonee a risolvere le problematiche sin qui registrate sul mercato e a garantire una serena, corretta e leale concorrenza in un settore nevralgico per lo sviluppo culturale e creativo del Paese.

 

E’ con soddisfazione che comunico l’avvenuta approvazione, (quasi all’unanimità) in Consiglio provinciale, della Proposta di risoluzione n. 1/XVI, che impegna «la Quinta Commissione permanente a esaminare gli ambiti e le iniziative del programma di lavoro della Commissione europea, per l’anno 2019» e la Giunta provinciale a fornire «supporto documentale e informativo necessario per l’esame degli ambiti e delle iniziative del programma di lavoro della Commissione europea, per l’anno 2019».
Si tratta di un passaggio politico importante per più motivi. Anzitutto perché la Risoluzione approvata, della quale mi onora essere stata la prima proponente e relatrice, è il frutto anche del contributo da parte di tutti i componenti della commissione che – anche se di idee talvolta diverse – hanno convenuto sulle opportunità derivanti da questa collaborazione europea a vantaggio proprio del nostro territorio provinciale.

In secondo luogo, l’importanza del documento riguarda il fatto che esso è centrato sul monitoraggio delle «iniziative, anche relative a proposte prioritarie rimaste in sospeso, riguardanti le azioni volte a favorire l’occupazione, soprattutto giovanile, la costruzione di tirocini e apprendistati di qualità e l’incentivazione della mobilità del lavoro nonché le politiche in materia di energia e clima che possono rientrare, anche marginalmente, nell’alveo dell’interesse e dell’intervento provinciale».
Alla base dalla Risoluzione c’è dunque la volontà non solo di mantenere ma anche di rafforzare una collaborazione tra l’Unione europea e il Trentino a vantaggio, lo si ripete, del territorio. Ragion per cui la sua approvazione non può che essere salutata positivamente, come un passo in avanti per il bene e il futuro della nostra comunità trentina.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Alessia Ambrosi

In un’intervista a Oggi, in edicola da domani, il direttore di Rai 2 Carlo Ferrero annuncia che sarà Simona Ventura a condurre la prossima edizione di “Pechino Express” e dice: «A volte lavorare con budget ridotti aiuta la creatività, non sono troppo preoccupato. Dobbiamo solo tentare di ibridare i generi. Con pazienza e astuzia. Ho preso una serie nuova, sperimentale e innovativa, “Il Molo rosso”, creata dagli stessi autori de La casa di carta, e per imporla ho scelto una promozione corrispondente al mio pubblico di rete: didattica. Poi ho preso un testimonial come Giampaolo Morelli, una star di Rai 2 che presenta la serie e ogni mercoledì ne fa il riassunto. Ho aggiornato nella tradizione, con il volto giovane».
Non solo. Aggiunge Freccero: «La mia presunzione è dire: “ci vediamo a novembre”, per verificare se quello che ho in testa si può fare. O vinco, o perdo. Ci saranno in prime time due o tre programmi del tutto nuovi». E spiega come pensi di farlo in una Rai burocratizzata e ingessata: «Ho bisogno delle costrizioni perché mi spingono a rinnovare. È proprio la censura a rendermi creativo, regole incluse. Sono in scadenza il 28 novembre e questo mi rende libero».

A Oggi Freccero parla anche dei volti noti che vorrebbe nella sua rete: «Con Santoro non ce l’ho fatta: non è ancora possibile e mi spiace. Simona è una figura storica di Rai 2…. Ho altri progetti per lei che non posso ancora dire. Per Simona c’è “Pechino Express”, ci sono tante altre cose interessanti. Tanti bei docu-reality! Fazio? Mi piacerebbe molto riprendermelo, perché insieme abbiamo fatto cose belle. La satira deve rientrare in qualche modo dentro il menu degustazione della generalista e Luttazzi funzionerebbe».
Guardando alla concorrenza dice di Barbara d’Urso: «Coglie sempre le cose più particolari che avvengono nella periferia del Paese, la guardo e la trovo brava nell’infotainment popolare. Poi, non è il compito che posso affrontare io come servizio pubblico, questo è chiaro».

Infine, alla domanda se esista un Freccero oltre alla tv dice: «A me sembra di aver fatto solo tv, nella mia vita… Ogni volta è come se fosse il primo giorno, e anche se ne sono trascorsi 40 di anni la faccio con passione e devo dire che ho dimostrato che il tempo passa ma sono ancora in forma»

 

Cover OGGI 15

PATT: “Suppletive? Pronti a costruire con chi mette al centro l’Autonomia”

L’Ufficio politico del PATT, nell’incontro di martedì sera, ha lanciato la sua proposta per le elezioni suppletive di fine maggio.

“Gli autonomisti – afferma il segretario delle Stelle Alpine, Simone Marchiori – in sintonia con quanto stabilito dal recente congresso, ritengono che l’attuale situazione politica necessiti di schemi diversi da quelli fin qui percorsi.

In particolare, per l’appuntamento con le elezioni suppletive, vi è la necessità di esprimere una visione di Trentino lontana dalle contrapposizioni ideologiche, in grado di portare in Parlamento dei rappresentanti autonomisti capaci da un lato di rappresentare la specialità della nostra terra e, dall’altro, di promuovere nei confronti del Governo (qualsiasi esso sia) un’opera di sensibilizzazione sui temi dell’Autonomia.

La nostra proposta, che parte a monte della scelta dei nomi, è rivolta a tutte quelle forze politiche che abbiano la volontà e il coraggio di anteporre l’Autonomia rispetto agli interessi dei singoli movimenti. Condizione necessaria per far nascere questo progetto è la creazione di un cartello in nome dell’Autonomia che vada al di là dei simboli di partito così che possa rappresentare il maggior numero di elettori, anche coloro che non si riconoscono nei singoli partiti.

Un progetto di questo tipo rappresenterebbe una novità assoluta nel panorama politico trentino: un progetto incentrato sulla territorialità, ma non sulla chiusura. Un progetto in grado di coinvolgere andando oltre le contrapposizioni ed i particolarismi. Un progetto che, partendo dalla candidatura di un autonomista e dall’assunto che l’Autonomia è l’elemento coagulante della comunità trentina, faccia da propulsore per una nuova stagione politica che prepari il terreno anche per le elezioni comunali del 2020.

Come autonomisti – conclude Marchiori – sentiamo la responsabilità di interpretare la linea blockfrei uscita dal Congresso per fornire un contributo originale nel dibattito relativo alle suppletive.

 

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Simone Marchiori
Segretario politico PATT

Sotto il palazzo della regione, mentre è in corso il consiglio provinciale, si sta svolgendo un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici licenziati rispettivamente dalle ditte nuova pulisprint di Nago e glas vetro Alpin di Trento.
L’obiettivo è quello di incontrare l’assessore Provinciale alle attività economiche e al lavoro Achille Spinelli, congiuntamente al Presidente del Consiglio provinciale Walter kaswalder nonché a tutti i capigruppo consiliari ed agli stessi consiglieri provinciali per spiegare loro la grave situazione in cui versano i dipendenti licenziati.
Si tratta di 57 lavoratori e rispettive famiglie che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza nessun sostentamento economico.
In particolare, i 31 lavoratori e lavoratrici licenziati dalla ditta nuova pulisprint, che lo scorso 21 febbraio 2019 è stata dichiarata fallita dal tribunale di Rovereto, sono senza alcun sostentamento economico dal mese di novembre 2018.
Per i 26 lavoratori della Glas vetro Alpin la situazione non si presenta migliore. Domani mattina, dopo l’incontro che si svolgerà presso il servizio lavoro per la conclusione delle procedure di licenziamento collettivo, verranno tutti espulsi dalla fabbrica e dal lavoro e si ritroveranno disoccupati senza un reddito.
Alle 18:30 è stato garantito dal Presidente del Consiglio provinciale che riceverà i lavoratori e le lavoratrici delle due fabbriche, congiuntamente ai rappresentanti sindacali di SBM (acronimo di Sindacato di Base Multicategoriale), nel quale incontro dovrebbero essere presenti tutti i consiglieri Provinciali o i loro capigruppo in provincia nonché l’assessore competente.
A loro verrà rappresentata la proposta di istruire e formare i lavoratori e le lavoratrici licenziati dalle due aziende affinché possano costituire, rispettivamente nel proprio campo di competenza, delle cooperative di produzione lavoro che possono sostituire le aziende chiuse.
Si tratterà di verificare se vi sia o meno la disponibilità e l’interesse politico a sostenere proposte di questa natura.
Si confida nella sensibilità politica dei singoli gruppi consiliari o dei singoli consiglieri. Si potrà così verificare se alle parole di solidarietà che sono scorse a fiumi in questi giorni, seguiranno anche atti concreti.
Finora purtroppo la politica ha sempre dimostrato la propria subordinazione ai poteri forti economici e finanziari oltre che imprenditoriali.

Sindacato di Base Multicategoriale di Trento
Fulvio Flammini

 

 

 

Gli strumenti per difendersi dalla legionella e mantenere le strutture ricettive immuni e sicure. Stamattina, presso l’auditorium Perini di Seac, a Trento, l’UNAT – Unione albergatori ha offerto ai propri associati un momento di approfondimento con l’Istituto superiore di Sanità e l’Azienda sanitaria, oltre che con aziende che offrono servizi specifici per contrastare e ridurre il rischio. Dalla Provincia Autonoma di Trento – erano presenti gli assessori Failoni e Segnana – massima disponibilità e collaborazione.

La legionella è un fenomeno in crescita a livello internazionale. Le cause di questo aumento sono molteplici: tra di esse, va sicuramente inclusa – secondo gli studi dell’Istituto superiore di Sanità – anche una maggiore efficienza delle analisi di laboratorio necessarie per isolare il batterio. La legionella si può trovare praticamente ovunque si trovi un ristagno d’acqua o una sua vaporizzazione, tanto che per quasi 3 casi su 4 è impossibile stabilire cause certe sulle modalità di contaminazione e sulle fonti di infezione.

Le strutture ricettive sono interessate dal problema per la gestione degli impianti idro-sanitari e aeraulici: per questo l’UNAT – Unione albergatori offre costante assistenza e frequenti aggiornamenti agli associati per prevenire eventuali contaminazioni e ridurre significativamente il rischio: «Il seminario di oggi – ha spiegato durante il saluto introduttivo il presidente Giovanni Bort – ha l’obiettivo di fare il punto sulla situazione della ricerca e della prevenzione sul tema della legionella e di offrire agli associati occasioni di confronto e informazione. Vorrei ringraziare sia gli assessori presenti sia i relatori dell’Azienda provinciale che costantemente monitorano il problema e collaborano attivamente con le aziende. Grazie anche all’Istituto superiore di Sanità per il quadro nazionale e internazionale oltre che per l’aggiornamento sullo stato dell’arte della scienza medica in materia».
«Grazie ad UNAT – Unione albergatori – il saluto dell’assessore provinciale alla Salute Stefania Segnana – per questa mattinata informativa. Un’iniziativa che appoggiamo in pieno, per la diffusione della cultura e della formazione sulla gestione e sulla prevenzione di fenomeni come la legionella. Come assessorato e come azienda sanitaria siamo disponibili a collaborare per altri momenti analoghi e per affiancare le imprese in tutti i modi possibili per affrontare questa tematica molto complessa a causa della moltitudine di soggetti che coinvolge».

«Un ringraziamento anche da parte mia – ha detto l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni – diffondere informazione e buone pratiche presso le strutture ricettive della nostra provincia è un modo per mantenere elevato il livello di qualità della nostra offerta turistica. L’apporto e la responsabilizzazione degli imprenditori, anche su questa tematica, sono molto importanti e la vostra numerosa partecipazione a questo evento ne è la testimonianza».

Il primo intervento, a cura della dott.ssa Maria Luisa Ricci, dell’Istituto Superiore di Sanità e referente nazionale del Laboratorio per la legionella del dipartimento di malattie infettive ISS, ha affrontato l’evoluzione della legionella in Italia ed in Europa a partire dal 1976, anno della sua prima individuazione. Il dott. Francesco Pizzo, dell’Azienda Provinciale Servizi Sanitari della provincia di Trento, ha trattato il rischio legionellosi associato all’indagine epidemiologica. Il dott. Graziano Maranelli, direttore della medicina del lavoro (UOPSAL), ha parlato dei rischi per i lavoratori mentre il dott. Marco Bernabè ha affrontato le procedure per la valutazione del rischio legionellosi ed il piano di autocontrollo. In conclusione, Acel Srl, con gli interventi di Luca Zecca e Fabio Simeti, ha illustrato le problematiche di natura tecnica e ingegneristica nella costruzione e manutenzione di impianti di trattamento delle acque. «Confcommercio Trentino e la vostra Associazione – ha concluso il segretario UNAT – Unione albergatori Alfonso Moser – è sempre a vostra disposizione per qualsiasi necessità sia sul fronte dell’informazione che della consulenza».
Il tema della legionella è d’interesse anche per i gestori di condominio: l’evento di oggi è stato promosso e realizzato in collaborazione con Confcommercio Trentino e ANACI, l’associazione degli amministratori di condominio del Trentino.

Alla presenza dei vertici dell’organismo, del Sottosegretario di Stato Alessandra Pesce e dell’Assessore all’Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli, l’atto formale permette al Coordinamento di assumere forma giuridica, di proporsi a tutti gli effetti come interlocutore autorevole delle istituzioni e di mettere a punto progetti destinati alla promozione dell’enoturismo, finalmente normato in un decreto varato lo scorso marzo dal governo.

Vinitaly, Verona, 10 aprile 2019 – Ieri, martedì 9 aprile al Vinitaly – e non avrebbe potuto esserci occasione più simbolicamente propizia – è avvenuta la firma dell’atto costitutivo della Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, fino ad oggi riconosciuta come Coordinamento nazionale. Assume quindi forma giuridica, con la costituzione ufficiale e il proprio statuto, l’organismo nato nel 2017 con un duplice obiettivo: unire le forze e fare rete per diventare un autorevole interlocutore delle istituzioni nella definizione della disciplina dell’enoturismo e quindi contribuire alla crescita e al consolidamento del turismo rurale, enogastronomico e culturale in Italia.

L’atto formale – siglato in occasione di una conferenza stampa dal titolo “Nuovi turismi e nuove Strade: la sfida dei territori del vino”, presso la Sala Conferenze del Mipaaft, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo Alessandra Pesce – è un passaggio fondamentale per dare forza all’attività del sodalizio presieduto da Paolo Morbidoni, presidente della Strada del Vino e dell’Olio dell’Umbria. Infatti, dopo un anno di consolidamento, il nuovo soggetto potrà sviluppare appieno la propria attività sul territorio nazionale, con la possibilità dunque di partecipare, tra le altre cose, a bandi e mettere a punto progetti comuni sul tema dell’enoturismo.

“Siamo felici di sostenere questo percorso – ha dichiarato il Sottosegretario Alessandra Pesce, che ha portato i saluti del Ministro Gian Marco Centinaio – poiché il mondo delle Strade del Vino rappresenta perfettamente la capacità di coniugare la promozione dei prodotti a quella del territorio. Una visione in linea con quella assunta dal nostro Governo, che ha voluto estendere le competenze del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali al Turismo, con la consapevolezza che il corretto connubio tra queste realtà abbia grandi potenzialità”.

Un concetto ribadito, nel corso del suo intervento, anche dall’Assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli che, in particolare, ha voluto ringraziare la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino per il lavoro svolto, riconoscendolo come un soggetto importante per promuovere l’enogastronomia e il territorio, ricordando il contributo e l’apporto che la stessa ha dato per la crescita di altre Strade. Ha ricordato inoltre quanto sia importante sapere fare squadra con unità di intenti, confronto e dialogo per la crescita dell’intero sistema.

L’appuntamento di ieri assume ancora maggiore importanza se si considera – come ha ricordato lo stesso Sottosegretario – che lo scorso marzo, dopo oltre un anno di gestazione, è stato finalmente firmato il decreto che regolarizza l’accoglienza in cantina, il cui primo articolo definisce enoturistiche “tutte le attività formative e informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino”.

Nell’occasione, tra l’altro, anche il presidente di Città del Vino Floriano Zambon, in una dichiarazione rilasciata a Tre Bicchieri di Gambero Rosso, aveva auspicato un’accelerazione dell’iter per il varo di una legge sulle Strade del Vino – cerniera ideale tra pubblico e privato per unire offerta ricettiva e di accoglienza sul territorio – coerente con le indicazioni della norma sull’enoturismo.

Lo stesso, intervenendo all’incontro a Vinitaly, si è complimentato con la neonata Federazione che guarda giustamente con grande attenzione ad un settore che in meno di 10 anni è cresciuto in maniera importante passando da 3,5 milioni e mezzo di enoturisti agli attuali 14 milioni, per 2,5 miliardi di euro di giro d’affari. Numeri che – ha sottolineato – vanno “governati” sia da un punto di vista normativo che gestionale.

La firma dell’atto costitutivo, che giunge a due mesi dalla decisione di eleggere a propria sede operativa la Fondazione FICO di Bologna, ufficializzata alla presenza di Luciano Nieto, Capo Segreteria Tecnica del Mipaaft, sottolinea la volontà della Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di riaffermarsi e farsi riconoscere come interlocutore delle istituzioni. Assume un forte significato, in questo senso, la presenza alla cerimonia del Ministro Centinaio, che non a caso ha concesso lo spazio del Mipaaft all’interno di Veronafiere proprio in occasione di Vinitaly.

“Siamo partiti a fine 2017 con il sostegno di 23 Strade e in un solo anno e mezzo siamo cresciuti costantemente fino a raggiungere le attuali 80, che rappresentano il 90% delle realtà effettivamente operative presenti sul territorio nazionale – dichiara Paolo Morbidoni, Presidente della Federazione – . Nella nostra compagine attuale, quindi, riuniamo alcuni tra i soggetti più importanti e strutturati di un panorama italiano quanto mai ricco e diversificato. Si pensi che un’analisi basata su un campione pari al 61% di quelle aderenti – prosegue il Presidente – ha evidenziato numeri di tutto rispetto: vi si trovano, infatti, oltre 1.000 aziende vitivinicole, più di 500 ristoranti, 450 strutture ricettive, 320 agriturismi e altre importanti realtà sia pubbliche che private. Senza contare i 147 prodotti tipici Doc, Docg, Dop, Igp e i migliaia di Pat promossi, suddivisi tra Vino (34%), Olio (10%) e le numerose altre eccellenze del territorio (56%)”.

In allegato, immagine dei rappresentanti della Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori con il Sottosegretario Mipaaft Alessandra Pesce, l’Assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli, l’Assessore all’agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea della Regione Sicilia Edy Bandiera e il Direttore dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia Vincenzo Cusumano. Da sinistra a destra, quindi: Walter Massa, Matteo Calzolari, Paolo Menapace, Giuseppe Marmo, Doriano Bui, Francesco Antoniolli, Alessandra Pesce, Paolo Morbidoni, Edy Bandiera, Giorgio Sparacino, Giulia Zanotelli e Vincenzo Cusumano.

 

 

 

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