Consulta Provinciale dei Genitori – Ricerca esplorativa  – Anticipazione dei risultati. “Scuola Trentina, riapertura e Covid-19”.

 

La Ricerca
La Consulta Provinciale dei Genitori ha promosso una Ricerca esplorativa, allo scopo di raccogliere suggerimenti ed opinioni in relazione alla problematica “Scuola e Covid-19”, in particolare in merito alla gestione messa in atto in Trentino da marzo ad oggi e alle proposte avanzate per la riapertura di settembre.
Il Questionario, accessibile liberamente a tutte le componenti del mondo scuola attraverso un link diffuso dalla rete dei genitori, è rimasto on line dal 21 agosto al 6 settembre 2020 ed è stato compilato da 3000 soggetti, prevalentemente genitori (93%), equamente distribuiti nelle 4 aree della Provincia.

 

Le macro evidenze
▪ I risultati mostrano che le tematiche più rilevanti, evidenziate dall’elevato numeri di commenti e contributi spontanei (oltre 750), sono relative all’esigenza di un progressivo ritorno alla “normalità”, imprescindibilmente legato alla sicurezza: si avverte il bisogno di un rientro alla vita scolastica “regolare”, in presenza per l’84% (unica “vera” scuola possibile, soprattutto per i più piccoli), che garantisca il diritto allo studio, il benessere, la socializzazione, il contatto umano tra docenti e studenti, ma nel rispetto di regole di scurezza chiare e misure di prevenzione in grado di tutelare la salute di tutti. Tra queste il tema “mascherina” appare quello maggiormente sentito, con una maggioranza di genitori contraria all’utilizzo continuativo in classe. Suggerito spontaneamente l’utilizzo di test rapidi e/o tamponi, con risultati tempestivi, e la presenza di personale sanitario a scuola, per facilitare la valutazione di eventuali sintomi, evitando (la responsabilità) di confondere “semplici” raffreddori stagionali con sintomi Covid.

▪ Le maggiori criticità del rientro appaiono legate all’organizzazione “interna” alla scuola ed ai servizi correlati, soprattutto quelli in cui è prevedibile un maggiore assembramento: mensa, trasporti, aule affollate; i genitori suggeriscono una riduzione del numero di studenti/classe ed un’ottimizzazione del calendario scolastico e degli orari del tempo scuola (almeno in una prima fase di monitoraggio), senza tuttavia voler alimentare fobie ingiustificate e terrorismo psicologico, evidenziando invece la necessità di un maggiore supporto a famiglie/lavoratori, soprattutto in previsione di una possibile quarantena (garantire congedi, smart working, connettività/fibra).

▪ Il tema della Didattica a Distanza (DAD) emerge ancora come un nervo scoperto. L’implementazione approssimativa, a macchia di leopardo e soprattutto su base “volontaria” (da parte dei docenti) nella fase del lockdown ha reso insoddisfatti molti studenti e genitori, che valutano nel complesso negativamente l’esperienza (77%) ed evidenziano la necessità di una sua ottimizzazione come risorsa, soprattutto nella scuola secondaria – anche attraverso una formazione “obbligatoria” dei docenti, che garantisca omogeneità nell’erogazione di una DAD adeguata/efficace – in vista di un possibile ri-utilizzo per finalità di sicurezza o in caso di nuovo lockdown. Alcuni genitori suggeriscono la possibilità di alternare momenti di didattica a distanza ed in presenza, altri si spingono a chiedere la possibilità di scelta per le famiglie, come forma di prevenzione della perdita di lezioni in caso di assenza (anche non Covid), ipotizzando l’erogazione di DAD attraverso streaming provinciali e programmi omogenei. Strettamente connesse al tema DAD appaiono le criticità legate alla qualità della connettività e alla disponibilità di dispositivi.

▪ Anche l’organico docenti preoccupa i genitori: chiamati ad agire – oggi più di prima – come “comunità” educante, attenta sia al recupero delle carenze formative (accumulate durante la chiusura forzata della scuola), che alla gestione degli effetti psicologici del lockdown, soprattutto sui più piccoli e fragili (BES/DSA), per i quali si richiede una maggiore attenzione alle esigenze specifiche. In una minoranza di casi i genitori evidenziano la scelta, generata da sfiducia, di tenere i figli a casa (in istruzione familiare).

▪ Un’ulteriore tematica estremamente rilevante appare essere quella legata ad informazione e comunicazione: i genitori chiedono esplicitamente più qualità, quantità, chiarezza, tempestività, dialogo, condivisione e meno confusione, incertezza, misure calate dall’alto e senza ascolto delle parti coinvolte.

▪ Il tema della chiarezza dell’informazione e dell’affidabilità della comunicazione appare un elemento di criticità rilevante a tutti i livelli istituzionali (soprattutto di Assessorato), ancor più del percepito di competenza, credibilità e coerenza: i genitori manifestano smarrimento di fronte alle incongruenze (di forma e contenuto) che si manifestano nelle esternazioni dei diversi organi, tra gli ultimi e più eclatanti esempi quelli relativi a (mancato) sostegno alle famiglie, gestione degli assembramenti nei trasporti (prima/dopo salita sul mezzo) e distribuzioni delle mascherine … pubblicizzata e mai avvenuta, con i genitori costretti a fornirle ogni giorno ai propri figli per entrare in classe.

Non è mancato il consueto uso strumentale del questionario, utilizzato da una micro-minoranza per criticare la realizzazione della ricerca e la classe politica (ritardi e approssimazione nell’organizzazione del rientro, disinformazione, spreco di risorse nell’acquisto dei banchi) … a fronte di chi ha invece ringraziato la Consulta dei Genitori per l’impegno nel cercare di migliorare la scuola.

Per evitare inutili polemiche e sterili strumentalizzazioni si è deciso di diffondere la presente anticipazione dei risultati, rimandando al post-voto (compresi eventuali ballottaggi) la pubblicazione integrale dei dati.

Trasporto pubblico: dimezzate le tariffe per gli studenti universitari non iscritti all’Ateneo di Trento.

Gli studenti universitari trentini non iscritti all’Ateneo di Trento potranno beneficiare di una riduzione pari a circa il 50% degli abbonamenti del trasporto pubblico. Lo ha deciso oggi la Giunta provinciale. Il provvedimento si riferisce agli studenti che nel raggiungere sedi universitarie fuori provincia devono comunque spostarsi con i mezzi pubblici all’interno del territorio trentino. Oltre a questi sono interessati al provvedimento anche gli studenti frequentanti corsi post-diploma, l’Alta Formazione Professionale, borsisti, dottorandi e stagisti e quanti frequentano corsi di livello universitario del Conservatorio di Musica e corsi di livello universitario dell’Istituto per Interpreti e Traduttori.

Ecco di seguito gli importi dei nuovi abbonamenti annuali relativi all’anno accademico 2020-2021 che sono calcolate secondo il parametro ICEF:

oltre i 70 mila euro di reddito l’abbonamento passa da 330 a 160 euro;
fra i 60 e i 70 mila passa da 308 a 150 euro;
fra i 40 e i 50 mila passa da 286 a 140 euro;
fra i 30 e i 40 mila passa da 242 a 120 euro;
fra i 20 e i 30 mila passa da 220 a 110 euro;
sotto i 20 mila passa da 198 a 100 euro.

Nel frattempo Trentino Trasporti comunica che la prossima settimana proseguiranno le operazioni di verifica e di monitoraggio del servizio di trasporto pubblico scolastico e ricorda l’obbligo della mascherina a bordo e a terra in prossimità di stazioni e fermate e l’utilizzo preferibilmente di titoli di viaggio prepagati come abbonamenti, carte scalari o l’uso delle APP.

Dal 18 fino al 22 settembre è stato sottoposto a chiusura il Ristorante Pizzeria “Green Tower” di Trento per mancato rispetto delle misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, in violazione dell’art.4, commi 1 e 4, del D.L. n.19/2020, convertito in Legge n.35/2020.

Nella serata di ieri verso le ore 23.00, un Funzionario della Questura di Trento, nell’attraversare il passaggio pedonale all’incrocio di via Torre Verde, notava un cameriere che passeggiava all’interno del ristorante-pizzeria Green Tower, senza utilizzare la prevista mascherina.

Il poliziotto insospettito dal comportamento tenuto dal cameriere, fingendosi un cliente, decideva di cenare nel giardino del locale per verificare, tra l’altro, se tale situazione fosse episodica o, viceversa, avvenisse nel più totale disinteresse per le norme a tutela della collettività e salute pubblica.

Durante la cena il funzionario, notava che l’uomo, con assoluta noncuranza della presenza del cliente, entrava ed usciva del locale chiuso senza alcun DPI.

Al termine, il funzionario di polizia si presentava alla cassa e, dopo aver pagato il conto, contestava al cameriere, risultato poi essere il titolare della licenza e che nemmeno alla cassa indossava alcun dispositivo di protezione individuale, la mancanza, ovviamente, del D.P.I.

Al seguito della contestazione della violazione interveniva anche il personale della Squadra Volante, già impegnato nella serata in attività di controllo degli esercizi commerciali, per le contestazioni e verbalizzazioni del caso.

Al termine delle operazioni di controllo, oltre alla elevazione della sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro, veniva disposta la chiusura del locale dal 18 al 22 settembre compreso.

I relativi atti verranno inviati per l’ulteriore corso di Legge al Commissario del Governo di Trento.

 

Sicor, l’azienda fa rimuovere gli striscioni dei lavoratori. Fiom: non è così che si ferma la mobilitazione. I lavoratori sono in stato di agitazione e la protesta va avanti.

L’ennesimo “smacco” ai lavoratori Sicor è arrivato nei giorni scorsi: la direzione aziendale ha fatto rimuovere, per due volte, striscioni e bandiere dai cancelli dello stabilimento, come a voler cancellare le testimonianze di una mobilitazione che ormai va avanti da luglio e che settimana dopo settimana si allarga a nuovi stabilimenti metalmeccanici trentini, mentre crescono i lavoratori di altri settori che manifestano solidarietà alle tute blu roveretane.

Per giustificare il proprio atto i vertici aziendali hanno addirittura ritenuto opportuno fare ricorso allo Studio Legale Associato Longo & Barelli di Milano, il quale, in punta di diritto, con tanto di raccomandata, ha spiegato a sindacati e lavoratori il motivo per il quale l’azienda ha ritenuto legittima la rimozione. “Dobbiamo altresì invitarVi alla immediata rimozione di striscioni e bandiere dalla proprietà aziendale, la cui apposizione in prossimità di essa (oltre che all’interno) è evidentemente legittima nel corso dello sciopero, ma ingiustificata allorché lo sciopero non sia in corso. In difetto l’azienda non potrà che provvedere alla diretta rimozione”.

“Ci chiediamo a questo punto se la direzione si è accorta che i dipendenti sono in stato di agitazione permanente dallo scorso luglio e che gli scioperi vanno avanti, con varie modalità, in modo quasi ininterrotto da dieci settimane – spiega Aura Caraba della Fiom del Trentino -. Con questo comportamento assurdo e per noi anche antisindacale Sicor pensa forse di “normalizzare” la situazione in fabbrica o di cancellare la protesta. Non è così, l’indignazione cresce giorno dopo giorno di fronte a chi con un colpo di mano pretende di cancellare 32 anni di contrattazione aziendale”.
Intanto oggi c’è stato un nuovo presidio fuori dai cancelli. E in TWT e Profilerie trentine di Rovereto e alla Demanincor di Spini di Gardolo i lavoratori si sono uniti alla battaglia dei colleghi scioperando per un’ora su ogni turno.

“Nei rapporti azienda sindacato raramente un’azienda toglie da sola dai cancelli le bandiere e gli striscioni dei lavoratori, lo fa il sindacato quando lo stato di agitazione è rientrato e si è raggiunto un accordo. Alla Sicor le cose non stanno ancora così ed è la ragione per la quale le bandiere e gli striscioni torneranno al loro posto”, conclude Caraba.

Investimenti pubblici. Cgil Cisl Uil: “Non bastano gli annunci, serve un progetto per il Trentino”. Per i sindacati è l’ennesima lista di opere senza una strategia. Mancano misure per rafforzare davvero i servizi sanitari e assistenziali. Ok al debito ma per creare valore duraturo.

E’ durato meno di una settimana l’impegno del presidente Fugatti ad aprire un confronto con le parti sociali e le imprese sugli investimenti per rilanciare il Trentino. Oggi, infatti, la Giunta provinciale ha approvato i provvedimenti da mettere in atto da qui al prossimo triennio con un investimento complessivo di 300 milioni di euro, che verranno recuperati attraverso il ricorso al debito pubblico provinciale.

“Ci rendiamo conto che la campagna elettorale è agli sgoccioli e annunciare un corposo elenco di opere pubbliche a 24 ore dall’apertura delle urne può essere invitante, ma in questa operazione si perde di vista l’obiettivo: la lista di lavori pubblici è costruita senza indicare nessuna priorità, senza un progetto di crescita per il Trentino a dimostrazione che manca una strategia complessiva di rilancio”, fanno notare i tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil del Trentino.
Colpisce tra l’altro lo stanziamento, 80 milioni di euro, sul fronte sanità. “Non si tratta di investimenti per rafforzare l’organizzazione sanitaria sul nostro territorio, ma di lavori di adeguamento e ristrutturazione di Rsa e ospedali – incalzano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Tutto bene se non fosse che per affrontare l’emergenza sanitaria nell’immediato e per risolvere le grandi questioni legate all’invecchiamento della popolazione c’è bisogno di ben altro, cioè rafforzare i servizi sanitari, sociali e assistenziali territoriali per i cittadini. Manca, invece, il ben che minimo progetto per spingere sul campo dell’innovazione socio-sanitaria, mancano gli investimenti per la telemedicina, la teleassistenza e la domotica, manca un compiuto rafforzamento della medicina territoriale, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche da quello specificatamente infrastrutturale. Non basta ristrutturare alcune case di riposo e qualche struttura sanitaria, non basta neppure il varo della facoltà di medicina se poi non c’è un’idea compiuta dell’assetto e delle funzioni strategiche per il servizio sanitario provinciale”.

E anche sulle nuove assunzioni annunciate dall’assessora Segnana i sindacati sono preoccupati soprattutto per i tempi. “E’ fondamentale rafforzare gli organici, ma non si capisce perché, se questa era ed è la vera priorità, la giunta abbia atteso i soldi nazionali per muoversi in questa direzione. Le assunzioni andavano fatte già a giugno, anticipando la spesa con risorse provinciali. Con la carenza di professionisti sanitari, arrivare alle porte dell’autunno con i livelli del contagio in aumento senza una pianta organica adeguata è senza senso. Inutile poi dire che già oggi non riusciamo più a tracciare tutti i contagi”.

Sulle politiche di investimento della Provincia, Cgil Cisl Uil quindi incalzano la Giunta: “Vanno messe in cantiere opere che creino davvero valore aggiunto per il Trentino almeno sul medio periodo, con particolare attenzione alle questioni relative alla manutenzione del territorio, alla gestione del rischio idrogeologico e degli effetti dei cambiamenti climatici, alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici in primis istituti scolastici ed edilizia abitativa. Nessuno dice che non servano anche grandi opere, ma qui c’è un elenco di progetti e interventi anche di dubbio impatto in termini di spinta alla ripresa. Quando si ricorre al debito si deve avere la certezza che si stiano finanziando interventi che non solo ripagano l’indebitamento, ma creano valore aggiunto in modo strutturale”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

Incidente mortale: donna perde la vita nei boschi sopra Strembo

Il corpo senza vita di una donna residente a Orzinuovi (BS) del 1949 è stato recuperato in un canalone molto impervio nei boschi sopra l’abitato di Strembo a una quota di circa 1.400 m.s.l.m. ed elitrasportato al campo sportivo di Strembo. Non si conosce la dinamica esatta dell’accaduto poiché la donna era sola al momento dell’incidente. A lanciare l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 13 sono stati i familiari dopo che il marito della donna è scivolato per più di 150 metri lungo un canalone procurandosi sospetti politraumi, mentre stava cercando la moglie che non riusciva più a contattare.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha individuato l’uomo infortunato ed ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. Mentre l’uomo veniva preso in cura dal medico, l’elicottero ha elitrasportato in quota una squadra della Stazione Val Rendena Busa di Tione per dare supporto nel recuperare l’uomo a bordo dell’elicottero – visto il terreno molto impervio in cui si trovava – e per cercare la donna che ancora non era stata individuata.

Le ricerche da terra e tramite sorvolo dell’elicottero si sono protratte fino alle 16.20 circa, quando il corpo senza vita della donna è stato ritrovato 150 metri più a valle di dove era stato soccorso il marito. Una volta ottenuto il nullaosta delle autorità, la salma è stata ricomposta e trasferita in elicottero al campo sportivo di Strembo. Il marito, invece, è stato ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

All’intervento hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

 

 

Foto: archivio Pat

COVID-19 in Italia viene trasmesso prevalentemente in contesti domiciliari e familiari con trasmissione del virus dalle fasce di età più giovanili a quelle più anziane. Si raccomanda di adottare precauzioni in particolare per proteggere le persone più fragili (anziani, persone con patologie pre-esistenti) in ambito familiare.
Punti chiave:

· Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 7-13 settembre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

· Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la settima settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg (periodo 31/8-13/9) di 29.63 per 100 000abitanti. La maggior parte dei casi (81,9%) continua ad essere contratta sul territorio nazionale, con diminuzione dei casi importati da stato estero (10,8% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio). Nel 7,3% dei casi l’informazione non è indicata. È in diminuzione da due settimane la percentuale casi importati da altra Regione/PA (5,5% nella settimana corrente).

 

Epi_aggiornamento_Provincia Autonoma di Trento_20200915

 

· Durante l’estate in Italia, come in Europa, si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia da SARS-CoV-2 con una aumentata circolazione del virus in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità intra e inter nazionale in una popolazione più giovane.
· Da tre settimane tuttavia si assiste ad un ulteriore cambiamento epidemiologico. Si confermano i segnali rilevati la scorsa settimana di una maggiore trasmissione in ambito domiciliare/familiare con circolazione del virus anche tra persone con età più avanzata. È infatti ancora in aumento l’età mediana dei casi diagnosticati (41 anni nella settimana di monitoraggio) ed il 35% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio ha un’età maggiore di 50 anni.
· Le dinamiche di trasmissione si mantengono estremamente fluide: si continuano ad osservare focolai associati ad attività ricreative (invariati rispetto alla scorsa settimana di monitoraggio) con un ulteriore aumento della trasmissione in ambito familiare/domestico (73,6% di tutti i focolai attivi nella settimana di monitoraggio per cui è indicato il contesto di probabile esposizione).
· A partire da giugno, probabilmente per effetto delle riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno, a livello nazionale si è notato un leggero ma costante incremento dell’indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto 2020. Nel periodo 27 agosto al 9 settembre 2020 l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,92 (95% CI: 0.79 – 1.17), al di sotto di 1 nel suo valore medio dopo due settimane. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037).
· Bisogna tuttavia interpretare con cautela l’indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell’epidemia. Infatti, Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale. Pertanto l’Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza.

· Anche in questa settimana di monitoraggio sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 in tutte le Regioni/PPAA. Nella settimana di monitoraggio il 30,0% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 35,2% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (28,7%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (6,1%). Quindi, complessivamente, il 65,2% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e alla indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti.

· Il virus oggi circola in tutto il Paese. Dieci Regioni/PPAA hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS) che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati da stato estero e/o da altra Regione. In quasi tutte le Regioni/PPAA continua ad essere segnalato un numero elevato di nuovi casi e si osserva un trend sostanzialmente in aumento da diverse settimane. Focolai sono riportati nella quasi totalità delle province (101/107) e tutte le Regioni/PA hanno riportato almeno un nuovo focolaio nella settimana di monitoraggio. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che nel Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è sempre più rilevante. Rispetto al periodo 17-30 agosto 2020, in quasi tutte le Regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica è aumentato dall’2% al 4% mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dal 1% al 2%, con valori superiori al 5% per alcune Regioni. Sebbene, non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, la tendenza osservata potrebbe riflettersi in un maggiore impegno. Si conferma, inoltre, l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati.

· Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 2397 focolai attivi di cui 698 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la settima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2280 focolai attivi di cui 691 nuovi). Questo comporta un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus.

Conclusioni:

· In Italia si osserva un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2, sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi europei. Anche in questa settimana si rileva una trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale, che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti e spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico sia sul territorio nazionale che all’estero.

· Nelle due ultime settimane si è osservato un amento significativo dell’età mediana alla diagnosi. Questo è probabilmente dovuto ad una trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia: questo si riflette in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri. Si raccomanda quindi di adottare tutte le opportune precauzioni anche in ambito familiare.

· Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei, ma con un aumento da sette settimane consecutive. Il rispetto delle misure di prevenzione e della quarantena raccomandate dalle autorità sanitarie resta un elemento cruciale ed ineludibile per contrastare la diffusione dell’infezione. D’altro canto l’aumento delle capacità di offerta diagnostica deve essere accompagnato dal potenziamento dei servizi territoriali per la ricerca dei casi e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari. La riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento resta un elemento fondamentale per il controllo della diffusione dell’infezione.

· È quindi necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione al rispetto delle misure di controllo, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche.

· È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di “contact tracing” (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico.Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalla autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus, viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale che rischia di compromettere la tempestiva gestione dei contatti oltre che non assicurare le attività non-collegate a questa emergenza.

· La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente ad infezioni contratte tra fine agosto ed inizio di settembre 2020, conferma la presenza di importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento.
· Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in situazioni di affollamento in cui si osserva un mancato rispetto delle misure raccomandate e durante periodi di permanenza in Paesi o aree con una più alta circolazione virale. In questi casi, si raccomanda di prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili.

“In qualità anche di Presidente della Quinta Commissione del Consiglio provinciale, avente la competenza sulla cultura, ho seguito con vivo interesse la conferenza stampa odierna durante la quale Vittorio Sgarbi, Presidente del Mart, accompagnato dal Presidente Maurizio Fugatti e dall’Assessore Mirko Bisesti, ha ufficializzato – smentendo tutte le voci critiche – l’arrivo in anticipo da Siracusa, il 4 ottobre anziché il 10, della nota ed importante tela caravaggesca che sarà al centro della prossima mostra roveretana, il “Seppellimento di Santa Lucia”.

Si tratta di un’opera assai significativa – è il primo dipinto del periodo “siciliano” di Caravaggio – di uno dei giganti dell’arte italiana, un artista maledetto e tormentato che, per il suo realismo, più volte Sgarbi ha presentato come l’inventore della fotografia nonché, in una spettacolare collisione tra arte antica e arte moderna, una sorta di Pasolini ante litteram per la sua capacità di portare in scena, ovvero sulle sue tele, persone di ceto comune o basso, con una straordinaria anticipazione di quelli che sarebbero poi divenuti i pasoliniani «ragazzi di vita».

Nel complimentarmi dunque – per tornare all’annuncio fatto nell’odierna conferenza stampa – con il Presidente Sgarbi e con la Giunta Fugatti per questo risultato così significativo, sottolineo come iniziative simili siano semplicemente fondamentali per far sì che il Trentino sprovincializzi, per così dire, la propria offerta culturale; senza trascurare i propri tanti e ben conosciuti tesori, beninteso, ma diventando all’occasione capace anche di aprirsi a livello nazionale ed internazionale.

Dopotutto, come diceva il recentemente scomparso Philippe Daverio, grande storico dell’arte, la «cultura salverà il mondo». Quindi come iniziative come questa contribuiscano davvero alla valorizzazione e al rilancio del nostro territorio, e non solo del suo comparto museale. In questo modo, infatti, si amplia significativamente la capacità di attrarre qui turisti, con tutti i benefici che ciò comporta per alberghi, ristoranti, locali e visibilità del nostro già magnifico Trentino. Stiamo insomma andando davvero, anche sul fronte culturale, verso un giusto cambiamento”

È quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Alessia Ambrosi.

Coronavirus: 18 casi positivi, 12 pazienti, quasi 1800 tamponi. È di 18 casi positivi il bilancio odierno dei contagi da Covid-19 in Trentino. Il dato – consolidato alle 16 dopo che le ultime verifiche hanno evidenziato che un positivo era già stato conteggiato nei giorni scorsi – è contenuto nel bollettino quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

12 fra i nuovi casi presentano sintomi, gli altri 6 sono stati rintracciati tramite screening. Fra i nuovi positivi ci sono anche 3 minorenni. 3 sono anche i positivi collegati ai cluster dei giorni scorsi (due con sintomi, un asintomatico).

E se è una fortuna poter rilevare anche oggi 0 decessi per Coronavirus, rimane ai livelli degli ultimi giorni invece il numero dei pazienti: sono 12, ma nessuno necessita della terapia intensiva.
Ultimo dato infine riguarda i tamponi analizzati: ieri all’Ospedale Santa Chiara sono stati verificati 838 test ai quali si aggiungono i 956 della Fondazione Mach per un totale di 1.794 tamponi.

I corpi vigili del fuoco volontari di Bezzecca e Concei sono ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio boschivo che è scoppiato nella tarda serata di mercoledì 16 settembre a causa di un fulmine. L’incendio è in località Vies a 1.600 metri di quota nel comune di Ledro.

L’allertamento dei corpi è avvenuto alle 22:10 del 16 settembre. Fin da subito è stato organizzato un sopralluogo per verificare l’esatta posizione, ma vista la zona impervia e rocciosa non si è operato per lo spegnimento, lo si è tenuto sotto osservazione.

La mattina seguente è arrivato in zona l’elicottero del nucleo di Trento per effettuare i lanci d’acqua con la benna Bamby. Per rifornire la benna sono stati approntati due vasconi da circa 15mila litri in località Trat, circa alla stessa quota altimetrica dell’incendio in modo da agevolare il lavoro dell’elicottero.

Anche nella giornata di oggi l’elicottero ha operato per tenere sotto controllo l’evoluzione e per bloccare sul nascere eventuali riaccensioni dovute al vento.

 

 

 

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