Potrebbe essere una buona notizia la decisione, da parte della Giunta provinciale di Trento, di prevedere una maggiore autonomia alle amministrazioni locali nella gestione delle gare di appalto, sganciandole, anche quando superiori al limite di valore oggi previsto che le obbliga oggi ad avvalersi di Apac.

Ciò in previsione delle tante gare indette e da indire, per i servizi di pulizia della Provincia, dei servizi sociali dei maggiori comuni e delle Comunità di valle, dei servizi mensa degli istituti e dei plessi scolastici.

Questa possibilità, si scopre ora, a detta dei giornali e della delibera provinciale, era già prevista per il Comune di Trento e per le realtà in cui erano in essere “gestioni associate” dei servizi.

La Uil quindi si interroga sulle risposte avute dal Comune di Trento sulla vicenda dei 70 addetti dell’appalto “ponte” per le pulizie degli uffici comunali, gestito “obbligatoriamente”, a detta dei funzionari e della giunta di Trento, con modalità Apac, piuttosto che autonomamente dall’amministrazione municipale.

Questo è uno dei punti “politici” su cui potremo lunedì sera, ai capigruppo del Consiglio Comunale tridentino che hanno calendarizzato l’incontro con i Sindacati, chiedere spiegazioni e soprattutto di rimetterlo in discussione, sospendendolo o annullandolo, magari in “autotutela”.

Fa strano che una amministrazione di centro – sinistra non abbia adottato questa altra strada. Così si sarebbe potuto costruire probabilmente un bando tagliato su misura per le esigenze dell’amministrazione comunale, ma anche maggiormente tutelante delle lavoratrici.

Altra osservazione che sottoporremo al Consiglio comunale riguarderà, in generale, la conoscenza o meno dei consiglieri della possibilità di affidare servizi o forniture col dispositivo del “partneriato pubblico privato”, modalità prevista dalla legislazione nazionale e provinciale, che a nostro giudizio potrebbe garantire modalità convenienti sotto l’aspetto economico all’amministrazione e, se ben congegnata, maggiori garanzie e tutele ai lavoratori ed alle lavoratrici che quelle prestazioni lavorative svolgono.

 

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Walter Alotti
Segretario generale Uil del Trentino

Incidente mortale sulle Dolomiti di Brenta

Non c’è stato nulla da fare per un escursionista del 1968 originario di Senigallia, scivolato dal sentiero che congiunge malga Fevri (monte Spinale) a malga Vallesinella Alta. L’uomo stava facendo un’escursione insieme ad altri tre compagni quando è inciampato ed è scivolato per un centinaio di metri lungo il pendio attraversato dal sentiero. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze è arrivata verso le 10.30.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero, il quale ha verricellato il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica sul luogo dell’incidente. Purtroppo il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. In una seconda rotazione, l’elicottero ha portato in quota tre operatori della Stazione di Madonna di Campiglio del Soccorso Alpino: due per dare supporto del recupero della salma dopo il nullaosta delle autorità e il terzo per accompagnare i tre compagni dell’escursionista fino a malga Fevri e poi a valle. La salma è stata elitrasportata alla camera mortuaria di Madonna di Campiglio.

 

 

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Intervento notturno sul Crozzon di Brenta

Si è concluso verso le 21.30 di ieri notte un intervento molto delicato per il recupero di due persone incrodate sulla via delle Guide (Crozzon di Brenta). I due compagni di cordata, un uomo e una donna, stavano procedendo verso la cima quando a metà via, a una quota di 2.700 m.s.l.m, sono stati sorpresi dal maltempo e non sono stati più in grado di proseguire. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze è arrivata verso le 20.30.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che si è alzato in volo ed è riuscito a raggiungere i due alpinisti grazie all’utilizzo dei visori notturni. Vista la delicatezza dell’intervento a bordo del velivolo erano presenti due Tecnici di Elisoccorso del Soccorso Alpino. Grazie all’utilizzo del verricello, i due alpinisti sono stati recuperati e portati, incolumi, a Madonna di Campiglio.

 

 

 

«Ciao a tutti, sono Ago Carollo, e visto che è uscita la notizia dell’Antitrust che è intervenuto sui mercatini di Trento volevo fare un attimo di chiarezza perché ho letto delle cose veramente strampalate.

Allora la questione è veramente chiara, cioè l’Antitrust – ovvero non io ma l’Antitrust che è la massima autorità italiana che controlla la concorrenza e il mercato in italia – ha detto che i mercatini di Trento devono essere fatti con un bando pubblico adeguatamente pubblicizzato e non possono essere assegnati direttamente a un soggetto, in questo caso l’Apt di Trento. Questo l’assessore Stanchina e tutti gli altri che mi hanno addirittura accusato di essere il colpevole di questa cosa devono mettersela in testa: bisogna fare una gara pubblica con un bando.

Avete avuto una sentenza l’anno scorso che vi è arrivata; anch’io vi avevo informato. Tra l’altro l’ha emessa proprio il tribunale di Trento, il Tar, condannando il Comune di Rovereto che faceva la stessa cosa che facevate voi, cioè assegnare direttamente al Consorzio “Rovereto in Centro” l’organizzazione.

Bene, questo non si può fare e ve lo dice l’Antitrust. Ma occhio, perchè l’Antitrust non è che ve lo dice e basta. No, se andate a vedere sul sito l’Antitrust dà delle multe di qualche milione di euro in alcuni casi. Perciò quello che dovete fare è molto semplice: incaricate l’ufficio (avete un Ufficio appalti e contratti) di fare un bando e pubblicatelo.

Questo è il futuro per Trento, ma non solo nel settore dei mercatini ma di tutti gli eventi, che non possono essere assegnati direttamente ad un organizzatore perché questo non va bene, né per l’economi,a né per la concorrenza, né per lo sviluppo turistico di tutto il settore.

Perciò se avete bisogno di qualche altro chiarimento contattatemi sarò ben lieto di dare una mano! A presto e ciao, rock’n roll».

 

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Agostino Carollo

 

LA CRISI DEL LAVORO DI CURA E L’ASSENZA DI PERSONALE QUALIFICATO. Nel frattempo la Provincia s’inventa nuovi profili.

Da molti anni la UIL FPL denuncia una continua riduzione del personale di cura, ma la questione ormai sta dilagando in tutti i quei settori che si occupano d’assistenza alla persona, compreso quello 0-3.

Opertori OSS e Infermieri irreperibili nelle APSP (ex Case di Riposo) e nelle RSA, specialmente nelle strutture periferiche anche dell’APSS. Inoltre il problema comincia a diventare importante anche per quanto riguarda le Educatrici dei nidi che si occupano tutti i giorni dei nostri bimbi più piccoli.

Quali soluzioni per rendere questi posti più appetibili?

Solo retribuzioni più alte?

Contratto unico con la sanità per Infermieri e OSS? E per gli\le educatori\trici?

Forse dovremmo avere veramente il coraggio di ragionare puntualmente su questi servizi, sostenere i professionisti che in questi servizi lavorano e garantire un trattamento migliore, non solo economico, di quello sanitario.

L’attività svolta in queste strutture non deve essere solo di “cura della malattia” (il posto deputato a questo è appunto l’ospedale) ma cura della Persona, garantendo una vita il più possibile normale agli utenti che nelle strutture vivono. Per fare questo si devono analizzare i servizi erogati e cambiare la modalità di assegnazione del personale: come UIL FPL chiediamo ormai da anni di ragionare in modo diverso sui parametri perchè non siano uno sterile calcolo matematico ma una valutazione ponderata dei bisogni delle persone. Solo così gli operatori del settore potranno essere parte integrante e attiva del sistema, non “semplici sanitari” ma professionisti dell’assistenza.

Nei nidi invece la questione retributiva è una variabile importante: strutture ormai completamente esternalizzate al Terzo settore, non riconoscono retribuzioni concorrenziali  a giovani laureate. Infatti tutte le educatrici dei nidi hanno alta formazione ma retribuzioni non superiori a € 1.100,00/1.200,00: non il massimo per persone con laurea e master!

Nel frattempo la Provincia vaglia l’ipotesi di creare una nuova figura professionale, dedicata all’assistenza domiciliare, che supplisca alle carenze di personale OSS: forse prima di inventarsi soluzioni sarebbe bene capire quale servizio l’Ente pubblico voglia garantire alla popolazione trentina.

 

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La Segretaria Provinciale

UIL FPL Enti Locali

Marcella Tomasi

A 80 anni esatti dallo scoppio della seconda guerra mondiale, domenica 1° settembre 2019 Canale 5 dedica la prima serata a uno dei film più acclamati degli ultimi anni: “L’ora più buia”.

Una prima visione tv di pregio pensata per ricordare gli eventi storici che hanno coinvolto la Gran Bretagna agli albori del conflitto mondiale. Gary Oldman, che con questa pellicola ha vinto il premio Oscar come “Miglior attore protagonista”, veste i panni del Primo Ministro inglese Sir Wiston Churchill.

Il film, acclamato dal pubblico e osannato dalla critica, ripercorre le vicende che videro Churchill contrapporsi all’avanzata nazista all’inizio della Seconda Guerra Mondiale: un momento di crisi e di decisioni cruciali di portata incalcolabile, in un tesissimo scenario internazionale.

“L’ora più buia” (Darkest Hour) è diretto dal regista Joe Wright e sceneggiato da Anthony McCarten. Nel cast, oltre a Gary Oldman, anche Kristin Scott Thomas, Ben Mendelsohn, Ronald Pickup, Lily James, Stephen Dillane, Samuel West e Jordan Waller. La colonna sonora è composta dal musicista italiano Dario Marianelli.

 

 

È finita con una festa gioiosa a base di applausi e canti la prima assoluta di un’opera a duemila metri di quota che il festival trentino I Suoni delle Dolomiti ha portato oggi, 31 agosto, nello straordinario scenario del Pian della Nana nelle Dolomiti di Brenta in val di Non.

In un altopiano erboso in cui sole e nubi hanno proiettato mobili e pittoresche ombre, tanto da riprodurre quasi il movimento di onde nel mare, sono bastati pochi arredi – uno specchio, una poltrona – a fare da corredo alla bravura dell’ensemble Musica a Palazzo che ha portato in scena un’opera indimenticabile come “Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini. L’ha fatto trasmettendo per due ore un carico di energia, ritmo e gioia alle quali il pubblico – oltre mille le presenze – non è rimasto insensibile, prestandosi spesso ai giochi e alle interazioni degli attori.

Questo perché Bartolo, Rosina, Figaro, il Conte di Almaviva non sono rimasti in scena, ma si sono mossi tra il publico assiepato tutt’attorno per non perdersi movenze ed espressioni dei volti, lo hanno chiamato in causa con simpatiche smorfie, giochi, qualcuno la hanno pure portato con loro all’interno della scena e hanno reso la già avvincente storia de Il barbiere di Siviglia ancora più piacevole e magnetica.

Le vicende sono note: un amore improvviso, le difficoltà per raggiungerlo, camuffamenti, intrighi, bagatelle, un uomo di buon cuore e furbo che aiuta gli innamorati e, infine, come vuole la tradizione l’amore che trionfa. Il tutto con i bellissimi testi del libretto di Cesare Sterbini.

Dietro ai personaggi finti e reali – perchė Il barbiere di Siviglia è anzitutto una storia di camuffamenti e mascheramenti – le voci e la bravura di Lara Matteini che ha interpretato Rosina, di Gabriele Nani nei panni di Figaro, di Massimo Cagnin alternativamente Conte di Almaviva, Lindoro e Don Alonso, ed Eugenio Leggiadri Gallani che ha inscenato il ruolo di Bartolo.

Ad accompagnare il tutto con gli strumenti Giovanni dal Missier al pianoforte, Nicola Fregonese al violino, Federico Furlanetto alla viola e Patrick Monticoli al violoncello.

Il pubblico è salito numeroso ed ha premiato gli intepreti e la felice regia di Patrizia di Paolo, che ha saputo sfruttare appieno la particolare ambientazione dolomitica, con numerosi applausi lungo tutta l’esibizione sino alla standing ovation finale e alla richiesta di bis che l’Ensemble Musica ha regalato con un’aria accompagnata in coro da quasi tutti i presenti.

È stata presentata questa mattina presso la sala consiliare del Comune di Avio, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, la 19^ edizione di Uva e dintorni. Una tre giorni dedicata alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo e storico della valle, come sempre ricca di iniziative: dalla messa in scena di antichi mestieri alle sfilate in costume, dall’allestimento di corti gastronomiche ad intrattenimenti di vario genere, culminanti nel Palio delle Botti tra Città del Vino, che all’emozione della gara di spinta della botte affiancherà, come da tradizione, altre discipline – lo slalom femminile con le botti, la pigiatura dell’uva scalzi e il riempimento della botte. L’edizione 2019 della kermesse si terrà a Sabbionara, nella frazione sede dello splendido Castello di Avio.

Ricordando gli inizi della festa, di quanti credettero all’importanza di dare seguito ad un’occasiona nata per l’inaugurazione di una piazza, il presidente Maurizio Fugatti ha sottolineato che “la manifestazione nel tempo ha saputo contraddistinguersi per la qualità della sua proposta, soprattutto grazie al Comitato organizzatore, che ha puntato sulla bellezza e la varietà anno, dopo anno, di quanto offerto, sia ad Avio che a Sabbionara”.

Alla conferenza erano presenti molti rappresentanti locali, tra cui il presidente dell’Apt Rovereto e Vallagarina Giulio Prosser, il presidente della Cassa Rurale Vallagarina Primo Vicentini, il direttore della cantina sociale di Avio Matteo Mattei, il presidente della Strada del Vino e dei Sapori Sergio Valentini, l’Ambasciatore dell’Associazione Nazionale Città del Vino Carlo Rossi. Evidenziando la partecipazione di tanti attori del territorio a presentare la manifestazione, il presidente ha aggiunto: “Questo tavolo dimostra che c’è una forte volontà a credere nell’iniziativa, che ha una valenza determinante per il territorio anche per la presenza del volontariato. La festa si fonda su uno spirito di solidarietà e di volontà da parte di tutta la comunità e soprattutto dei giovani, che lavorano con entusiasmo per la sua riuscita”.

Anche il sindaco di Avio, Federico Secchi, ha ricordato la partecipazione dei 400 volontari che animano l’evento, che possiede non solo una componente ludica, ma ha anche un aspetto legato allo studio e all’approfondimento della tradizione vitivinicola, come dimostra il convegno di alto profilo inserito nel programma.

L’omaggio al mondo del vino è appunto il leit motiv della manifestazione, che si aprirà venerdì 6 settembre con il convegno tecnico organizzato in collaborazione con l’Associazione Skywine e dedicato alla pianificazione del territorio ai fini di una migliore viticoltura. Nelle giornate successive sono previste visite alla rinomata tenuta San Leonardo e ai vigneti storici della zona.

Come ha ricordato Alessandro Armani, responsabile FAI, il Castello di Avio, tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del Trentino, farà da scenario alla kermesse, sabato 7 e domenica 8 sarà aperto anche in orario serale per offrire ai turisti la possibilità di conoscerlo da vicino, in uno spirito di ideale continuità tra il meraviglioso maniero e l’abitato di Sabbionara. La Gualdana del Malconsiglio, associazione del territorio, organizzerà per sabato un’intera giornata nel Medioevo: una vera e propria “full immersion” con tanto di tende da campo, cucina medioevale, lezioni di didattica militare e animazioni in costume.

 

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Profilo manifestazione
Uva e dintorni nasce nel 2001 con l’obiettivo di creare un importante evento tematico nel territorio trentino e si svolge, alternativamente, un anno nel Comune di Avio e un anno nella frazione di Sabbionara di Avio, attirando mediamente oltre 20mila visitatori provenienti soprattutto da fuori provincia. La manifestazione è organizzata dal Comitato Uva e dintorni in collaborazione con il Comune di Avio, grazie al prezioso contributo di oltre 400 volontari e di Apt Rovereto e Vallagarina, Cassa Rurale Vallagarina, B.I.M. dell’Adige, Parco Naturale Monte Baldo, Città del Vino, Comunità della Vallagarina, Viticoltori in Avio; con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

 

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Il Palio Nazionale delle Botti
Il Palio Nazionale delle Botti, nato da un’idea dell’Associazione Nazionale Città del Vino per festeggiare nel 2007 i suoi primi venti anni di attività, è un appuntamento ormai “classico” che, tra la primavera e l’autunno, anima le terre del vino crescendo di anno in anno. La gara consiste nel far rotolare una botte da 500 litri lungo un percorso compreso tra un minimo di 600 metri ad un massimo di 1500 metri di lunghezza, che deve attraversare le vie della Città del Vino ospitante. Ad Avio e Sabbionara di Avio, in particolare, alla gara di spinta, che si svolge con una barrique da 225 litri, si aggiungono altre tre specialità: la pigiatura dell’uva scalzi, il riempimento della botte e lo slalom femminile.

Le “avarie” cui si parla non sono tali, bensì accensioni di spie che segnalano piccoli malfunzionamenti ad uno dei tanti sistemi: la procedura in tali casi prevede che si possa proseguire il volo fino a raggiungere un sito idoneo all’effettuazione dei dovuti accertamenti (nel nostro caso la base di trento o una delle elisuperfici gestite)…

In tre dei quattro casi, il “malfunzionamento” è stato risolto senza sostituzione di alcun componente, solo con la verifica, la pulizia dei contatti e delle parti sensibili dei componenti.

Mi sembra che ci stia per  macchine che volano 24 al giorno per tutto l’anno… No?

Alla stessa stregua, per non usare due pesi e due misure, bisognerebbe segnalare ogni foratura di pneumatico delle ambulanze o altri inconvenienti simili…

Certe interrogazioni purtroppo anziché essere nell’interesse della “res publica” portano solo ad uno spreco di lavoro ed energie per rispondere a domande non pertinenti.

Questa è pura demagogia… Gli elicotteri sono macchine complesse, che per essere sicure hanno sistemi ridondanti.

 

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Massimo Cappuccio

Pilota – Ground operations manager

Nucleo Elicotteri Vvf – Provincia autonoma di Trento

 

 

Dopo l’esordio con l’Alba ai duemila metri di Pra Castron di Flavona sulle Dolomiti di Brenta, la Campiglio Special Week – sorta di festival nel festival de I Suoni delle Dolomiti – si sposta a valle per una serata piena di atmosfera al Salone Hofer di Madonna di Campiglio.

Il 2 settembre (ore 21) infatti, nella sala che porta d’incanto tutti i presenti alle atmosfere di oltre un secolo fa, si esibiscono Gabriele Mirabassi, Cristina Renzetti, Roberto Taufic. Un appuntamento che permette di scoprire il fascino che la musica brasiliana ha esercitato sui grandi musicisti internazionali. Un fascino che non ha forse la veemenza di altre scene sonore eppure, lavorando silenziosamente ha via via conquistato sempre più gli artisti aperti ed eclettici.

Tra questi anche Gabriele Mirabassi – grazie a una sua idea è nato il tema di questa terza edizione della Campiglio Special Week dedicata al Brasile – che in trio con gli abituali compagni di viaggio degli ultimi anni, ossia Cristina Renzetti e Roberto Taufic, propone un repertorio di canzoni che guarda al lato “agreste” del Brasile e non solo.

i avventura nei territori lontani dal mare, meno noti all’estero, ma più amati e sentiti dai brasiliani. Nella performance si ritroveranno Milton Nascimento, Dori Caymmi ma anche Fabrizio de André e perfino riletture di canti alpini e abruzzesi.

Gabriele Mirabassi è uno dei massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello internazionale, è un musicista dalla grande apertura mentale e dalla naturale predisposizione al confronto con altre culture. Nella sua carriera vanta quattordici album sulla lunga distanza ed ha collaborato con figure di spicco del jazz, della world music e della musica classica, ma anche del teatro e della letteratura come Richard Galliano, Guinga, André Mehmari, Rabih Abou Khalil, Mario Brunello, Gianmaria Testa, Marco Paolini, Erri De Luca.

L’ingresso all’evento ha un costo di € 10 fino ad esaurimento posti e i biglietti sono acquistabili on line sul sito campigliodolomiti.it/specialweek, presso gli uffici dell’Apt o direttamente al Salone Hofer a partire dalle ore 19 del 2 settembre (se ancora disponibili).

Scenari completamente diversi sono invece quelli del 3 settembre (ore 12), nello splendido balcone verde di Camp Centener con i suoi panorami aperti sul Brenta e sul gruppo dell’Adamello-Presanella. In quel gioco di colori che passano dai pascoli in quota alle nevi dei ghiacciai arriva alla sua tappa conclusiva la tre giorni di trekking musicale che ha coinvolto i violoncellisti Mario Brunello, Dimos Goudaroulis, Naomi Berrill e Walter Vestidello e che proprio a Camp Centener vive un evento straordinario: l’incontro con Jaques Morelenbaum, sicuramente uno dei rappresentanti più importanti della musica brasiliana nel mondo e anche uno dei grandi violoncellisti a livello internazionale.

Un momento in cui i violoncelli si presteranno alle avventure sonore di Morelenbaum e compagni e in cui , in un percorso al contrario, sarà il combo brasiliano a immergersi nella musica classica e barocca.

Virtuoso del violoncello e grandissimo arrangiatore, Morelenbaum è un personaggio che attraversa la storia della musica brasiliana degli ultimi decenni. Cresciuto musicalmente alla corte del Maestro Tom Jobim ha partecipato alle produzioni musicali dei più grandi artisti nazionali e internazionali come Caetano Veloso, Chico Buarque, Sting, Ryuichi Sakamoto. Si è cimentato con il cinema componendo e producendo assieme a Antonio Pinto la colonna sonora di Central do Brazil.

Ha collaborato con importanti istituzioni musicali di varie capitali europee e non ha mai smesso di esplorare i mille rivoli della musica brasiliana. Ai Suoni si esibisce assieme allo storico trio che vede al presenza dello straordinario chitarrista Lula Galvâo e del percussionista Rafael Barata con un programma che ruota intorno alle sofisticate atmosfere della bossa nova, intrise di elementi jazzistici , raffinatezze armoniche e dolcezza melodica.

 

 

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Come si raggiunge il luogo del concerto
Il luogo del concerto è raggiungibile da Madonna di Campiglio con la telecabina Monte Spinale e poi a piedi con una camminata di 50 minuti, dislivello di 50 metri e difficoltà E; oppure da Passo Campo Carlo Magno con telecabina Grostè e poi a piedi (20 minuti di cammino, dislivello 10 metri, difficoltà E).

 

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Escursione con le Guide Alpine del Trentino
È possibile raggiungere Camp Centener partecipando a una escursione con le Guide Alpine del Trentino lungo il Sentiero dell’Orso e passando per Malga Vallesinella Alta per un itinerario di 3 ore e 30 minuti di cammino, dislivello in salita 550 metri, difficoltà E.

La partecipazione all’escursione è a pagamento prenotando presso le Guide Alpine – Madonna di Campiglio (ai numeri 0465 442634 / 335 7193660) e gratuita con prenotazione obbligatoria e fino ad esaurimento posti presso l’Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena (al numero 0465 447501) per i possessori di Dolomeet Card e Trentino Guest Card (possibilità di prenotazione anche sul sito visittrentino.info/card).

In caso di maltempo il concerto sarà recuperato alle ore 17.30 al PalaCampiglio di Madonna di Campiglio con i biglietti per l’accesso in sala in distribuzione fino ad esaurimento posti, dalle ore 15.30.

 

I due eventi sono iniziativa di
APT Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena
Trentino Marketing
Comuni di Pinzolo e di Tre Ville
Comunità delle Regole Spinale Manez
Funivie Madonna di Campiglio
Parco Naturale Adamello Brenta
Vigili del Fuoco Volontari di Madonna di Campiglio

 

 

 

Foto Ferragutti: di Marcos Muzi

Il Codacons, come fatto in occasione dell’esposto all’Antitrust nei confronti di Giuseppe Conte, ha deciso di presentare una denuncia per pubblicità occulta contro Matteo Salvini. L’ex ministro degli Interni, infatti, ha ripetutamente condiviso immagini raffiguranti noti marchi di bibite, alcolici e in genere alimentari – senza alcun riguardo per la visibilità delle stesse e per l’ampiezza del pubblico raggiunto – senza coprire loghi e simboli dei brand in questione.

 

 

Alcuni esempi tra i più recenti (in allegato le foto):

Il 14/6/2019 riferimento esplicito a noti marchi di caramelle;
il 7/7/2019 riferimento esplicito a una nota marca di birra;
il 23/6/2019 riferimento esplicito a una nota marca di birra.

L’Associazione, che anni fa – a dimostrazione dell’assoluta terzietà delle sue iniziative – fece lo stesso con Matteo Renzi (che nel corso delle sue consuete dirette, metteva in mostra a tutto schermo la marca del PC utilizzato per rispondere ai suoi sostenitori), ribadisce che le personalità istituzionali devono astenersi in tutti i modi da comportamenti che potrebbero anche solo lontanamente influenzare le scelte di acquisto degli utenti e dei cittadini: una buona prassi purtroppo assente nel nostro Paese, dove ogni giorno vengono taciute e sconfessate le norme in materia.

Le normative vigenti, infatti, vietano in modo di imporre ai telespettatori messaggi pubblicitari non espliciti e occulti e, pertanto, la diffusione dei marchi da parte di Salvini configura una violazione delle disposizioni in materia e un danno per gli utenti, realizzando una forma di pubblicità occulta sulla quale l’Antitrust sarà chiamata a pronunciarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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