LANCIO D’AGENZIA

CONNEXT2020: Confindustria Trento presenta a Milano il sistema regionale dell’innovazione.

Uno stand per l’imprenditorialità trentina dell’innovazione: in occasione di Connext2020, il più importante evento nazionale di partenariato industriale di Confindustria in programma a fine mese a Milano, Confindustria Trento, insieme ad Assoimprenditori Alto Adige, presenta alcuni tra i protagonisti dell’avanguardia industriale locale.

A seguito del successo della prima edizione dell’appuntamento, che aveva visto la presenza di 7mila partecipanti tra imprenditori, manager, startupper, istituzioni, enti e stakeholder, le due Associazioni hanno organizzato una partecipazione di sistema.

Tra il 27 e il 28 febbraio, nello spazio espositivo del MiCo di Milano, saranno dunque presenti: Aldebra Spa, BM Group, Dedagroup Spa, Delta Informatica Spa, Edutech Srl, GPI Spa, Optoelettronica Italia Srl, per il Trentino insieme ad Alperia Spa, Asseco Solutions Srl, Tangram Srl, per l’Alto-Adige.
Insieme alle due Associazioni che hanno costituito il DIH, il Digital Innovation Hub del Trentino Alto Adige, saranno presenti gli attori del sistema delle due provincie: HIT, Hub Innovazione Trentino, ProM – Polo Meccatronica, NOI Tech Park.

Quattro i driver tematici presentati da Connext2020: “Le città del futuro”, “Pianeta sostenibile”, “La persona al centro del progresso”, “Fabbrica Intelligente”. “Quest’ultimo il driver al quale abbiamo scelto di aderire – spiega il direttore generale di Confindustria Trento, Roberto Busato. “Queste imprese condividono infatti lo stesso interesse verso le tecnologie digitali, le loro potenzialità, lo studio della loro applicabilità ai processi aziendali e le conseguenze in termini di maggiore efficienza e qualità, riservando particolare attenzione al tema della sostenibilità ambientale. Proprio le tecnologie 4.0 ci permettono infatti di sviluppare soluzioni innovative a favore degli ecosistemi. Un evento come Connext rappresenta un’importante occasione per presentare un sistema, quello regionale, leader sull’innovazione a livello nazionale”.

Cassazione: le persone trans hanno diritto di scegliersi il proprio nome. Alexandra: vedo finalmente la fine di quattro anni di calvario.

Dopo anni di vicende giudiziarie Alexandra finalmente potrà essere… Alexandra. Si è sempre sentita donna, nonostante un assetto cromosomico maschile. Assistita dall’avvocato Alexander Schuster si era rivolta al Tribunale di Torino affinché le fosse riattribuito il genere anagrafico da maschile a femminile e il prenome Alexandra in luogo di Alessandro. Nel corso della causa per la prima volta il Tribunale di Torino affermava di adeguarsi alle svolte giurisprudenziali e di non ritenere che l’operazione chirurgica fosse requisito necessario. E tuttavia, il consulente tecnico nominato dallo stesso Tribunale concludeva per il rigetto della domanda, tra le altre cose facendo leva sul fatto che Alexandra non amava partecipare ai pride e che non voleva rimuovere il membro maschile. I giudici (Pres. Castellani, rel. De Magistris) negarono così i suoi diritti. In Corte d’appello di Torino (Pres. rel. Della Fina, qui la sentenza) il calvario termina solo in parte: sì alla rettificazione, ma no al nome indicato dalla persona interessata. La scelta di «Alexandra» sarebbe stata voluttuaria e quindi da rigettare.

La Cassazione, con l’ordinanza 3877 depositata il 17 febbraio 2020 dopo quattro anni dà ragione ad Alexandra. Per la Suprema Corte (Pres. Bisogni, rel. Iofrida) «Non emergono obiezioni al fatto che sia la stessa parte interessata, soggetto chiaramente adulto, se lo voglia, ad indicare il nuovo nome prescelto, quando non ostino disposizioni normative o diritti di terzi, attesa l’intima relazione esistente tra identità sessuale e segni distintivi della persona, quale il nome». Isolata era la giurisprudenza che riteneva di rifiutare le indicazioni della persona trans in merito al nome con cui desiderava essere identificata. Per l’avvocato Schuster «al di là della tutela della cliente, era importante porre fine a tesi isolate che pretendevano di applicare automatismi e ora la Cassazione ha fatto chiarezza. Ma la piena dignità delle persone trans è ancora un traguardo lontano». Nelle parole degli Ermellini il «prenome non va necessariamente convertito nel genere scaturente dalla rettificazione, dovendo il giudice tener conto del nuovo prenome, indicato dalla persona, pur se del tutto diverso dal prenome precedente».

La cliente è raggiante e ha ricevuto tantissimi messaggi quando ieri è trapelata la notizia della decisione. Sarà Cagliari, quale comune di nascita di Alexandra, a dover recepire la sentenza, anche se questa risiede da anni in Piemonte. L’assistita è disponibile a raccontare la propria storia ai media. La decisione è disponibile sul sito dello studio Schuster (www.schuster.pro).

 

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Studio legale / Kanzlei
RA/Avv. Alexander Schuster, Ph.D. (Strasbourg)
Via C. Abba, 8 – I-38122 Trento

Nuova tappa del Circuito Danza del Trentino-Alto Adige organizzato dal Centro Servizi Culturali S. Chiara. Giovedì 20 febbraio, alle ore 20.45, il Teatro Comunale di Pergine Valsugana ospiterà “GERSHWIN SUITE/ SCHUBERT FRAMES”, serata dedicata ai due grandi compositori, proposta dalla MM Contemporary Dance Company – compagnia associata del Circuito InDanza del Trentino Alto Adige per il triennio 2018-20 – con le coreografie di Michele Merola ed Enrico Morelli. La compagnia torna in Trentino dopo aver portato lo stesso spettacolo a Mezzolombardo lo scorso novembre. Sul palco saliranno: Emiliana Campo, Vincenzo Di Nola, Lorenzo Fiorito, Nicola Stasi, Federica Lamonaca, Fabiana Lonardo, Annalisa Perricone, Martina Piacentino, Giuseppe Villarosa.

La prima parte della serata sarà caratterizzata da «Schubert Frames», un collage di celeberrimi brani di Franz Schubert, estratti da veri e propri capolavori di infinita bellezza, che fanno da colonna sonora alla coreografia di Enrico Morelli, dedicato alle molte anime dell’uomo contemporaneo. Schubert Frames è un racconto astratto di solitudini e anime affini, in un’epoca come la nostra, stanca, torbida, disincantata, tormentata da un malessere che si respira nell’aria, ma anche ansiosamente alla ricerca di un senso e di una speranza di felicità. Un lavoro denso di immagini poetiche, che diventano tutt’uno con la musica e ne sposano la ricchezza compositiva legandosi intimamente alla sua inesauribile varietà e a ciò che essa esprime. Sono scene in movimento, in cui ci si sofferma soprattutto sul momento del ritorno, perché la felicità è una casa in cui riandare.

A scandire la seconda parte della serata, invece, sarà «Gershwin Suite»: partendo dai migliori brani del compositore, e dalle suggestioni provenienti dalle opere pittoriche di un altro grande artista americano del ‘900, Edward Hopper, Michele Merola ha realizzato “Gershwin Suite”. Non ci saranno quindi solo i brani più euforici e brillanti, ma anche quelli più romantici e intimi, sensuali e seducenti. A collegare il tutto, una nuova composizione di Stefano Corrias, un tappeto musicale che conferisce unità al ricco mosaico di sentori, ora traboccanti dinamismo, ora pienamente lirici, sospesi nel ripensamento e addensati nella malinconia. Un ulteriore apporto autoriale alla realizzazione dello spettacolo è stato dato da Cristina Spelti, che ha ideato il disegno delle luci e le scenografie, e firmato il concept insieme a Merola.

Quinto appuntamento con Scappo a teatro, la rassegna che il Centro Servizi Culturali S. Chiara rivolge esclusivamente al pubblico delle scuole, e che vede nel teatro un importante strumento formativo e di approfondimento. Mercoledì 19 febbraio, alle ore 10, sul palco del Teatro Cuminetti di Trento salirà la Action Theatre in English con “IN THE WEB”, spettacolo in lingua inglese, per la regia di Rupert Raison, che indaga e approfondisce le problematiche che ruotano attorno al mondo di internet.

Tre ragazzi britannici iniziano una nuova vita scolastica entrando per la prima volta in una Secondary School inglese – con tanto di uniformi – e cominciano così il loro percorso di formazione, indissolubilmente legato alla relazione con il World Wide Web. Il Workshow, interpretato dagli attori della Action Theatre in English, parla dei pericoli che possono nascondersi dietro il mondo di internet e dei social media, amicizie on line, cyber bullismo, identità false e altri temi del mondo virtuale, in una storia in cui il pubblico si identificherà fortemente con i giovani protagonisti.

Lo spettacolo, adatto ad un pubblico dagli 11 anni in su, rappresenta una preziosa occasione per ripassare alcune importanti regole della grammatica inglese: Be (past simple), physical descriptions, internet vocabulary (personal data, upload, privacy tour, offline, catfish ecc), present continuous (for the future), ask and give opinions.

La DIA di Palermo, in queste ore, sta eseguendo un provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale nei confronti di n. 8 soggetti, affiliati alla famiglia mafiosa dell’Arenella, una delle più rappresentative del mandamento di Palermo-Resuttana, ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione mafiosa ed altro.

I particolari dell’operazione White Shark saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà, alle ore 11.00 di oggi, presso Villa Ahrens, sede del Centro Operativo DIA di Palermo.

 

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La DIA di Palermo questa mattina con l’operazione White Shark ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il locale Tribunale nei confronti di n. 8 soggetti, ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione mafiosa, estorsione aggravata in concorso, intestazione fittizia aggravata ed altro. Sette di essi sono stati tradotti in carcere; per uno è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti organici ovvero contigui alla famiglia mafiosa dell’Arenella-Vergine Maria di cosa nostra di Palermo.

Il Giudice ha accolto la conforme richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale di Palermo (Procuratore Aggiunto Dr. Salvatore De Luca e Sostituti Dr.ssa Amelia Luise e Dr.ssa Laura Siani), la quale, concordando sulle risultanze investigative e sulla univocità e gravità degli elementi probatori acquisiti, aveva riconosciuto la fondatezza degli indizi raccolti dal Centro Operativo della DIA di Palermo nel corso delle indagini.

Quattro dei provvedimenti eseguiti riguardano esponenti della famiglia SCOTTO: i tre fratelli Gaetano, Pietro, Francesco Paolo nonchè Antonino, figlio del precedente. In particolare, Gaetano di recente è stato destinatario di un “avviso di conclusione indagini”, in quanto oggetto di investigazioni, svolte sempre dalla DIA di Palermo in altro procedimento, finalizzate all’identificazione dei mandanti e degli esecutori materiali del duplice omicidio dell’agente della Polizia di Stato AGOSTINO Antonino e della moglie CASTELLUCCIO Giovanna Ida, avvenuto in agro di Villagrazia di Carini (PA) il 5 agosto 1989.
Le investigazioni, condotte con tradizionali metodi investigativi, hanno orbitato principalmente intorno a SCOTTO Gaetano, il fratello Francesco Paolo ed ai loro familiari.

Fin dai primi elementi raccolti era possibile constatare come SCOTTO Gaetano, subito dopo l’uscita dal carcere, avesse ripreso la guida della famiglia mafiosa dell’Arenella, una delle più rappresentative del mandamento di Palermo-Resuttana, capeggiato dai fratelli MADONIA. Le attività tecniche di ascolto, corroborate da servizi di osservazione dinamica sul territorio, hanno consentito di ricostruire, nonostante tutte le cautele e le accortezze poste in essere da SCOTTO, la complessa ed articolata rete relazionale dallo stesso dispiegata nonchè le dinamiche interne al sodalizio mafioso di riferimento.

Nonostante il ricorso ad un atteggiamento prudente, dalle acquisizioni d’indagine la DIA poteva confermare un progressivo e cauto reinserimento di SCOTTO nel suo quartiere all’indomani della scarcerazione, con il pieno recupero del suo ruolo e della sua autorità all’interno di cosa nostra. SCOTTO dimostra di essere il referente per la risoluzione di ogni tipo di problema prospettatogli dalla popolazione del quartiere; ha il pieno controllo delle attività economiche che vi vengono esercitate; organizza e coordina le attività estorsive; mantiene rapporti con esponenti di altre famiglie mafiose; sostiene i parenti degli affiliati detenuti.
SCOTTO ha l’abitudine di dare risposte o impartire ordini in maniera si potrebbe definire “itinerante”: evitando ogni luogo al chiuso e camminando lungo le strade del quartiere; approfittando di incontri fugaci ed occasionali per impartire le proprie direttive senza mai nominare l’interlocutore e proferendo le parole strettamente necessarie per conferire un assenso (ad esempio all’apertura di un’attività commerciale) ovvero un diniego.

Nel corso delle indagini si è evidenziato il ruolo carismatico di SCOTTO Gaetano, il quale ha dimostrato (come peraltro riconosciutogli anche da altri uomini d’onore appartenenti addirittura ad altri mandamenti palermitani) di saper gestire il ruolo riconosciutogli e la sua influenza territoriale ponendosi al di fuori delle ordinarie dinamiche di cosa nostra, evitando incontri, riunioni ed altre relazioni suscettibili di sovraesposizione. In particolare, sono state documentate proposte per investirlo di alte cariche di vertice più prestigiose all’interno dell’organizzazione, in realtà sempre declinate da SCOTTO, in attesa di chiarire le proprie vicende giudiziarie pendenti: ”…mi hanno chiesto di fare il capo mandamento …ma sono pazzi! Io devo ringraziare il Signore di essere uscito …non se ne parla proprio…!”.

Attraverso un’oculata e sagace gestione della “propria famiglia di appartenenza”, SCOTTO è tornato ad occupare quel ruolo di vertice in realtà mai abbandonato negli anni, poichè gestito, in sua assenza, sia dai fratelli Francesco Paolo e Pietro, sia da altri uomini d’onore, fedeli alla sua persona, che hanno retto il sodalizio mafioso durante la sua assenza.

SCOTTO Gaetano, detenuto presso la Casa Circondariale di Roma-Rebibbia, veniva scarcerato il 21 gennaio 2016. Al suo rientro all’Arenella ha trovato un intero quartiere ad attenderlo, pregno di devozione e di rispetto, documentati, ad esempio, nel corso della festa di Sant’Antonio da Padova, patrono della borgata marinara dell’Arenella, tenutasi il 13 giugno 2016. Nel corso di un colloquio telefonico con l’allora fidanzata MARCECA Giuseppina, SCOTTO interrompeva la conversazione affermando che lo avevano avvisato che per fare passare il Santo “aspettavano lui”. Come se non bastasse, i due fidanzati salivano a bordo di un peschereccio, a bordo del quale veniva posizionata la c.d. “vara del Santo” per essere trasportata via mare secondo le regole della processione che, peraltro, vietano in maniera categorica che a bordo dell’imbarcazione possano salire persone diverse dal sacerdote che officia la funzione e dalla banda musicale.

SCOTTO Gaetano è certo di essere rispettato nella sua borgata anche per la conduzione della famiglia mafiosa, secondo la percezione degli abitanti del posto “gestita in maniera oculata ed equilibrata”.

Sempre alla MARCECA, infatti, SCOTTO confidava come tutti fossero contenti del suo modo di agire:”…tutti sono contenti perché io vengo nel giusto…”, lasciando intendere che tutti coloro che pagano il pizzo, lo fanno come una sorta di atto dovuto nei confronti di quest’ultimo, dal momento che non approfitta delle condizioni economiche, magari disagiate, degli esercenti di attività commerciali.

Ed infatti, SCOTTO non ha mai avuto bisogno di avvalersi delle tipiche tecniche intimidatorie di natura estorsiva, limitandosi solamente a ricevere quello che i commercianti, per il solo rispetto del potere derivantegli dal rango rivestito, erano disposti a versare a titolo di “pizzo”.
L’attività investigativa svolta dalla DIA con il coordinamento della Procura Distrettuale di Palermo ha consentito di provare la posizione direttiva in ambito criminale di Gaetano SCOTTO attraverso i suoi rapporti con soggetti italo-americani, rappresentanti delle più potenti famiglie di cosa nostra d’Oltreoceano, già oggetto di indagini da parte di F.B.I. e D.E.A.. In uno degli incontri con Leonardo LO VERDE, questi riconosce la scaltrezza e l’abilità con le quali SCOTTO si è defilato, allontanando da sé ogni attenzione investigativa, e definisce entrambi “mafiosi di rango superiore”.

Le indagini della DIA hanno permesso di evidenziare, inoltre, un importante spaccato sulla gestione delle concessioni e sul controllo di alcune attività imprenditoriali nel corso degli anni da parte della famiglia dell’Arenella, in grado di “autorizzare ed indirizzare” l’apertura di imprese commerciali e la gestione del commercio ambulante.

Il carisma di cui gode SCOTTO Gaetano all’interno di cosa nostra palermitana, lo hanno portato ad essere influente nei riguardi di altre famiglie mafiose, anche se appartenenti a mandamenti diversi.

Le indagini svolte, infatti, hanno permesso di evidenziare gli stretti rapporti intrattenuti con altri uomini d’onore.
La DIA ha proceduto altresì al sequestro preventivo del White club, un pub alla moda situato in via cardinale Guglielmo Massaia n. 7, cioè all’interno del rimessaggio “Marina Arenella” di Palermo.

A Borghetto il cartello di benvenuto dell’Euregio. Verrà collocato mercoledì pomeriggio dai tre presidenti nell’ambito delle iniziative dedicate a Hofer.

Sarà collocato mercoledì 19 febbraio ad ore 15, al km 326 della statale del Brennero a Borghetto, proprio sul confine fra Trentino e Veneto, il primo cartello di benvenuto dell’Euregio.

La breve cerimonia, che vedrà la presenza dei tre presidenti di Trentino, Alto Adige e Tirolo, ha l’obiettivo di rendere “visibili” i confini euroregionali, come già fatto in diverse località del Tirolo: prossimamente infatti verranno collocati analoghi cartelli in altre località del Trentino, non solo in italiano e tedesco, ma anche con scritte e denominazioni in altre lingue minoritarie, come il ladino e il cimbro a San Pellegrino o a Passo Vezzena.

L’iniziativa, che precede la commemorazione hoferiana in programma subito dopo a Mantova, vuole essere un segnale importante del percorso costruito insieme dai tre territori che, pur nella loro diversità, hanno storia e radici comuni e che con l’Euroregione hanno creato un grande progetto in grado di superare i confini, un simbolo di convivenza e di unitarietà.

Dopo la posa del cartello di benvenuto dell’Euregio a Borghetto, i tre presidenti si recheranno a Mantova, per l’inaugurazione del monumento dedicato ad Andreas Hofer. Il monumento è suddiviso in tre parti e ripercorre la storia dell’eroe popolare tirolese, soffermandosi sulla rivolta popolare nel 1809, sulla sua cattura con conseguente trasferimento a Mantova per il processo finale.

L’inaugurazione del 19 febbraio, alla vigilia del 210 ° anniversario della morte, si terrà alle ore 17 in Piazza Porta Giulia 8 a Mantova; accanto ai tre governatori dell’Euregio parteciperanno anche il presidente della Regione Lombardia, il presidente della Provincia di Mantova, il sindaco di Mantova e il presidente dell‘associazione Porta-Gulia-Hofer, che illustrerà i contenuti del progetto.

Il 70% degli Italiani Confessa di Aver Avuto Esperienze Negative sul Lavoro per Colpa dei Propri Tatuaggi. Viking Italia, con un sondaggio rivolto a 1000 lavoratori italiani, ha analizzato cosa si pensasse nel Bel Paese dei tatuaggi nel mondo del lavoro.

1 italiano su 2 è tatuato; ciò però non significa che questa vasta distribuzione dei tatuaggi abbia anche generato un’apertura mentale verso i tatuaggi stessi. Infatti, il 70% dei lavoratori con tatuaggi ha vissuto un’esperienza negativa sul lavoro. Di che tipologia? Il 22% ha ricevuto lamentele da parte di colleghi o clienti, un altro 22% invece è stato rimproverato dai superiori e l’11% ha ricevuto insulti a causa dei propri tattoo. Nonostante queste brutte esperienze, l’85% degli intervistati con tatuaggi ha dichiarato di non essersi pentito di averli fatti, anzi. Ma c’è anche chi si è trattenuto: il 20% ha infatti ammesso di non essersi mai tatuato per paura di ostacolare la propria crescita professionale.

Dai dati emersi, non c’è da stupirsi se 1 persona su 10 ritenga che i propri tatuaggi generino un effetto negativo sulle persone che la circondano. Di conseguenza, il 14% ha deciso di nascondere i propri tattoo, il 9% si è sentito escluso e non appartenente al gruppo.

1 uomo su 2 ha vissuto un’esperienza negativa per colpa dei tatuaggi
Com’è la situazione in base al sesso? Gli uomini sono i più colpiti dai propri tatuaggi: 1 su 2 ha infatti subito una brutta esperienza sul luogo di lavoro per colpa degli stessi, aspetto che ha invece interessato soltanto 1 donna su 3. Gli uomini sono però anche i più positivi quando si tratta di valutare i tatuaggi nel mondo del lavoro: 1 su 2 pensa infatti che i propri tatuaggi siano visti in maniera positiva rispetto a solo 2 donne su 5.

I baby boomers sono i più negativi sui tatuaggi
Forse uno dei divari maggiori quando si tratta di tatuaggi è l’età. Anzi, viene quasi naturale associare i tattoo alle generazioni più giovani, viste soprattutto le mode di questi ultimi anni. Ma cosa emerge dai risultati del nostro sondaggio? La triste verità è che con il salire dell’età aumentano anche i giudizi negativi. Tra le persone con più di 55 anni, per intenderci i baby boomers, 1 su 4 ha una percezione negativa dei tatuaggi sul lavoro rispetto a soltanto 1 su 10 dei giovanissimi (18-24 anni) che anzi, sembrano accogliere questa moda a braccia aperte. E per quanto riguarda le esperienze negative sul lavoro? Sono i giovani a soffrirne di più: 1 su 2 dichiara di aver dovuto affrontare una situazione ostile sul posto di lavoro per colpa dei propri tatuaggi rispetto a 1 su 4 dei baby boomers.

Insomma, tante esperienze negative tra cui commenti inappropriati. Tra i più segnalati: “che brutti i tuoi tatuaggi”, “volgari” e “te ne pentirai”. Ciò lascia pensare che la percezione dei tatuaggi nel mondo del lavoro italiano non subirà di certo un miglioramento; dato confermato da 1 italiano su 10, con però il 28% che ottimisticamente pensa che invece le cose miglioreranno.

Solo poche ore di riposo per i gialloblù, prima di iniziare una settimana decisiva per la corsa in Champions League ed in Coppa Italia. Dopo aver giocato domenica sera il derby dell’A22, l’Itas Trentino si è infatti ritrovata già nel tardo pomeriggio di oggi per sostenere l’unico allenamento prima della partenza per la Repubblica Ceca.

Martedì mattina Giannelli e compagni partiranno infatti in pullman in direzione di Ceske Budejovice, dove mercoledì disputeranno la sesta ed ultima partita della Pool A del massimo torneo continentale. Per qualificarsi ai quarti di finale, rientrando fra le migliori tre seconde dei cinque gironi della Main Phase, servirà conquistare una vittoria con qualsiasi punteggio sul campo dello Jihostroj.

Angelo Lorenzetti dovrà fare a meno solo di Djuric ma avrà con sé sia il baby Michieletto sia Kovacevic, che verosimilmente verrà tenuto a riposo precauzionale per un affaticamento muscolare come già accaduto domenica. In pieno accordo con la Società, Mitar salterà invece la trasferta europea perchè impegnato nella stessa giornata a sostenere l’esame di italiano necessario per ottenere la cittadinanza del nostro paese.

 

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Trentino Volley Srl

L’Alpe Cimbra si conferma un territorio a vocazione agonistica per quanto riguarda gli sport invernali. Ogni anno sui tracciati del comprensorio Folgaria Ski vengono organizzate una decina di competizioni di tutte le validità, ma soprattutto per la quarta volta negli ultimi cinque anni tornerà ad animare le piste internazionali di questo territorio una doppia tappa di Coppa Europa. Ed ancora una volta si tratta di un recupero delle due inizialmente assegnate alla località francese di Morzine.

La Federazione Internazionale dello Sci ha sondato la disponibilità della Polisportiva Alpe Cimbra di rimettersi in gioco dal punto di vista organizzativo e l’intera comunità ha risposto con entusiasmo. Così domenica 23 e lunedì 24 febbraio sulla pista Agonistica di Fondo Grande si svolgeranno due slalom gigante femminili.

L’evento è stato presentato questa mattina presso la Sala Rusconi del Coni, a Trento, dal Comitato Organizzatore rappresentato da Ruggero Carbonari (presidente Polisportiva Alpe Cimbra) e da Francesco Da Villa (presidente Ski team Alpe Cimbra), assieme alle realtà che sostengono e collaborano attivamente per la realizzazione del week-end continentale: dalla Fisi con Tiziano Mellarini (presidente Comitato Trentino) e Angelo Dalpez (vicepresidente vicario nazionale), da Alessandro Marchesi (presidente Apt Alpe Cimbra) ad Alessandro Casti (Amministratore delegato Folgaria Ski), da Michael Rech (sindaco di Folgaria) a Nicoletta Carbonari (presidente Comunità Altipiani Cimbri).

Un appuntamento che da lustro alle capacità organizzative e all’attitudine di fare rete di questo territorio, scelto anche dalla nazionale degli Stati Uniti fino alle Olimpiadi di Pechino 2022 come centro ufficiale di allenamento alpino. Da dicembre a marzo è infatti facile incontrare campioni come Mikaela Shiffrin, Ted Ligety, Tommy Ford e gli altri talenti a stelle e strisce, senza dimenticare la presenza negli anni scorsi dalla fuoriclasse Lindsey Caroline Vonn, che hanno scelto e scelgono le piste di Folgaria per la preparazione dei tracciati e la disponibilità dello staff ad esaudire ogni richiesta con competenza e sensibilità nell’assecondare le varie richieste.

Proprio per la competenza la Fis ha chiesto e assegnato per la quarta volta una due giorni di Coppa Europa femminile, con la speranza da parte della Polisportiva Alpe Cimbra di trovare uno spazio fisso nel calendario internazionale sin dalla prossima stagione. Un ruolo strategico lo riveste anche l’Azienda per il turismo Alpe Cimbra, che da sempre crede negli eventi sportivi come veicolo promozionale. In tal senso la macchina organizzativa è al lavoro per garantire la migliore accoglienza alle squadre e un grande spettacolo per i tanti turisti e appassionati che saranno in località nei giorni di gara.
A differenza dello scorso anno i due slalom gigante di sabato e domenica andranno in scena sulla pista Agonistica di Fondo Grande, lo stesso tracciato che a fine gennaio ha ospitato le gare fra le porte larghe dell’AlpeCimbra Fis Children Cup.

Una pista tecnicamente adatta a questa specialità, con un pendio interessante per alcuni cambi di pendenza, che prevede la partenza a 1.615 metri, l’arrivo a 1.336 metri e un dislivello di 279 metri.
Proprio in questi giorni la Direzione Agonistica della Fisi ha ufficializzato i nomi delle 18 sciatrici che difenderanno i colori dell’Italia nel fine settimana. Si tratta di atlete già inserite nella nazionale, ma pure di qualche giovane esordiente, come la sciatrice di casa Giulia Peterlini, portacolori della Polisportiva Alpe Cimbra ed inserita nel “Progetto Trentino Azzurro” della Fisi provinciale, che ha come mission la crescita dei talenti delle società trentine per traghettarli nel massimo palcoscenico internazionale. Oltre a Giulia Peterlini, sorella di Martina, pure lei cresciuta grazie all’iniziativa della Federsci trentina e 18ª nello slalom di Kranjska Gora di domenica 16 febbraio, sarà in gara anche la trentina d’adozione Francesca Fanti, che sabato ha esordito nel gigante di Coppa del Mondo sempre nella località slovena.

I due slalom gigante indicativamente si disputeranno con orario di partenza della prima manche alle ore 9,30.

Sono 18 le azzurre in gara sulla pista Agonistica

La Direzione Agonistica della Fisi ha ufficializzato i nomi delle convocate per la due giorni di Coppa Europa a Folgaria. Si tratta di Sara Allemand, Annette Belfrond, Luisa Matilde Maria Bertani, Veronika Calati, Valentina Cillara Rossi, Lara Della Mea, Giulia Di Francesco, Francesca Fanti, Emmi Frenandemez, Ilaria Ghisalberti, Vivien Insam, Roberta Midali, Giulia Paventa, Giulia Peterlini, Karoline Pichler, Elisa Platino, Laura Rota, Elena Sandulli.

La startup, insediata in Progetto Manifattura, presenterà ai finanziatori europei il sistema predittivo installato presso Cartiere del Garda.

Sono una decina le imprese che – nei 6 Business Innovation Centre di Trentino Sviluppo – promuovono nuove modalità di monitoraggio, gestione e analisi predittiva dei consumi energetici per ridurre gli sprechi e costruire così nuovi modelli produttivi più efficienti e sostenibili. Tra queste la startup Energenius, insediata in Progetto Manifattura a Rovereto, che proprio oggi, 18 febbraio, Giornata internazionale del risparmio energetico, vola a Bilbao in Spagna per presentare allo European Data Incubator una piattaforma software di intelligenza artificiale per ottimizzare lo scambio sul posto dell’energia prodotta dalle Cartiere del Garda. Il progetto è stato finanziato con un contributo da Bruxelles di 85.000 euro, in quanto ritenuto “tra le 18 migliori proposte del 2019 in Europa nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata ai big data”.

Oggi, 18 febbraio, è la Giornata internazionale del risparmio energetico. E per la startup Energenius, insediata in Progetto Manifattura, l’hub della sostenibilità di Trentino Sviluppo a Rovereto, non poteva esserci modo migliore di festeggiare che volare a Bilbao in Spagna all’evento dello European Data Incubator per presentare la piattaforma “GEM Analytics”.

Il progetto in oggetto – avviato nella sua fase di pilot con Cartiere del Garda ed AGPower – mira ad ottimizzare la gestione di un impianto di cogenerazione e di prevedere la quantità di energia scambiata con la rete dall’impianto. Cofinanziato dall’Unione europea per un valore pari a 85.000 euro, GEM Analytics è stato premiato come una delle 18 proposte più promettenti d’Europa nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata ai big data. La mission di Energenius è infatti proprio quella di combinare ingegneria energetica e informatica per offrire strumenti innovativi che consentono di monitorare e ottimizzare i sistemi di produzione, compressione, raffreddamento, riscaldamento e ventilazione delle aziende.

Nello specifico, il progetto presentato allo European Data Incubator consiste in una piattaforma software basata su intelligenza artificiale per la gestione dell’impianto di cogenerazione della cartiera di Riva del Garda. Lo stabilimento vanta infatti un imponente impianto a gas che genera vapore ed elettricità, in parte deputati al funzionamento del comparto produttivo e in parte immessi nella rete nazionale. “Sostanzialmente – dice il direttore tecnico Claudio Peroni – GEM Analytics fornisce ad un potente motore di intelligenza artificiale una serie di dati legati al funzionamento e ai consumi dell’impianto che fino ad oggi sono stati esaminati da un professionista umano”. Ciò permette di analizzare automaticamente una grande mole di informazioni proveniente da fonti diverse e di quantificare con un margine di precisione più alto quanta energia verrà utilizzata dalla cartiera e quanta potrà di conseguenza essere immessa nella rete. Così facendo, lo stabilimento stima di ridurre del 20% le penali che ad oggi deve pagare quando immette sul mercato più energia rispetto a quella richiesta oppure ne offre meno nei giorni in cui si registrano picchi di consumo.

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