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OLTRE LA SOCIETÀ DEL RANCORE
Il Gruppo Consiliare Provinciale Patt è lieto di invitarVi ad un momento di approfondimento con:

il Direttore del CENSIS
MASSIMILIANO VALERII

MERCOLEDÌ 15 GENNAIO 2020
ORE 20.00 AL MUSE DI TRENTO

Attraverso la lettura dei dati del Censis ragioneremo insieme intorno ai principali fenomeni che interessano la società contemporanea.

Gruppo Consiliare Provinciale PATT

 

 

 

 

Il rappresentante del Governo visiterà l’Ospedale a fine mese. Punto nascite di Arco: l’assessore Segnana incontra il viceministro Sileri.

Il viceministro alla salute, Pierpaolo Sileri visiterà il prossimo 31 gennaio l’Ospedale di Arco, insieme al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. A confermarlo è l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana che oggi a Roma ha incontrato il rappresentante del Governo, insieme al direttore generale della programmazione sanitaria, Andrea Urbani e al presidente del Comitato Percorso Nascita nazionale, Gianfranco Jorizzo, per discutere delle prospettive del nosocomio trentino, con particolare riferimento alla questione della possibile riapertura del punto nascite.

“E’ stato un incontro molto positivo – ha detto l’assessore, accompagnata dal dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti e dal direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Paolo Bordon – nel quale abbiamo rappresentato al viceministro le criticità e le problematiche che interessano l’Ospedale dell’Alto Garda.

Abbiamo registrato, da parte dei rappresentanti del Ministero la volontà di instaurare una trattativa concreta. Abbiamo evidenziato al viceministro come la riapertura del punto nascite sia estremamente importante per dare ai territori periferici che gravitano su quel nosocomio un servizio essenziale, contribuendo così a contrastare lo spopolamento di determinate aree del Trentino.

È stato quindi concordato – ha aggiunto Stefania Segnana – di andare avanti su due binari: da un lato confermare da parte nostra la richiesta di riapertura del punto nascite di Arco in deroga al numero dei parti e, contemporaneamente, sostenere l’apertura di un tavolo per la revisione dei criteri che determinano le condizioni per aprire o meno questo servizi.

Tali criteri, è bene specificarlo, risalgono al 2010, quando i dati sulla natalità erano molto più alti. Con il fenomeno della denatalità, infatti, rimangono pochi i punti nascita che rispettano i parametri posti dai criteri attuali.

Se questi possono andar bene, ad esempio, per Trento, è chiaro che i centri più piccoli fanno sempre più fatica a rispettarli. Ecco perché tra le argomentazioni che abbiamo sottoposto al Governo c’è anche quella del problema dello spopolamento delle aree periferiche. Arco, ad esempio, è punto di riferimento per una serie di paesi che si trovano nelle valli limitrofe e garantire servizi è la prima necessità per cercare di frenare la tendenza ad abbandonare i centri più piccoli e lontani”.

Georgia e “Vignaioli di Montagna”: la cultura del vino al centro del 68. Trento Film Festival. Montagna, vino, canti polifonici: la Georgia e la sua millenaria cultura protagonista del Trento Film Festival.

Sarà la piccola e affascinante repubblica caucasica il Paese ospite della sezione “Destinazione…” della 68. edizione del Trento Film Festival (25 aprile – 3 maggio 2020).

Finlandia, Russia, Turchia, Messico, India, Cile, Islanda, Giappone, Marocco: il giro del mondo del Trento Film Festival è giunto ormai alla decima tappa, e ha deciso di fermarsi in un Paese piccolo ma affascinante, posto a cavallo tra Europa e Asia, crocevia di culture e depositario di tradizioni millenarie che ne fanno, oggi, oggetto di interesse per studiosi di ogni campo del sapere e, sempre di più, per il turismo mondiale. Si tratta della Georgia, che dal 25 aprile al 3 maggio sarà protagonista della sezione “Destinazione…” della 68. edizione del Trento Film Festival.

La Georgia, piccola repubblica situata nel Caucaso meridionale e bagnata dalle acque del Mar Nero, è conosciuta per le sue imponenti catene montuose e le sue vette innevate, per la sua antichissima cultura vitivinicola e per un patrimonio tradizionale di canti polifonici riconosciuti come Patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco. Se a questo si aggiunge una ricca e solida storia di produzione cinematografica, il collegamento con il Trento Film Festival risulta così evidente da rendere la Georgia il Paese ospite perfetto per festeggiare il decimo anniversario della sezione “Destinazione…”.

«Per questa 68. edizione del Trento Film Festival – afferma il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi – la scelta del Paese ospite è caduta sulla Georgia, una nazione che, nel panorama dell’area montuosa del Caucaso e delle ex repubbliche sovietiche, si distingue sia per la vitalità della cinematografia, ammirata anche da maestri come Federico Fellini, sia per lo slancio alla modernità perseguita senza rinunciare alle peculiari e profonde tradizioni culturali, religiose ed enogastronomiche. Un aspetto, quest’ultimo, che ci lega in modo particolare a questo affascinante Paese, dove l’intenso rapporto dell’uomo con la montagna si esprime attraverso consuetudini millenarie che hanno fatto della Georgia la “culla”, nel mondo, della viticoltura e del canto polifonico, primo Patrimonio culturale immateriale riconosciuto dall’Unesco».

«Questi veri e propri “tesori” georgiani, insieme ai film, saranno al centro di diversi appuntamenti del festival che quest’anno, anche grazie alle caratteristiche del Paese ospite, dedicherà una particolare attenzione alla viticoltura di montagna, per fare conoscere ancora di più questa antichissima arte artigiana del nostro territorio, espressione di sapienza, pazienza e rispetto per l’ambiente che ci circonda.

In quest’ambito s’inserisce, peraltro, l’iniziativa “Vignaioli di Montagna”, nata dalla collaborazione tra il Consorzio Vignaioli del Trentino, i Freie Weinbauern Südtirol e il Trento Film Festival, con il supporto delle Camera di Commercio di Trento e di Bolzano e che si svolgerà a Bologna, grazie alla partnership con la Fondazione Cineteca di Bologna, dall’1 al 3 febbraio. Un evento realizzato in modo corale, per raccontare una storia di realtà diverse, anche peculiari, ma tutte unite dalla montagna. L’occasione ideale per una originale “anteprima” della 68. edizione del Trento Film Festival, che non a caso avrà al centro un bellissimo film sulla viticoltura georgiana, Our Blood is Wine».

Il programma completo della sezione “Destinazione…” sarà svelato a fine febbraio insieme al programma della 68. edizione, che gode del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Georgia in Italia: nell’ambito della cultura enoica, saranno protagonisti del festival il vignaiolo Josko Gravner, che in Georgia ha trovato ispirazione per la sua “rivoluzione”, la giornalista e scrittrice americana Carla Capalbo e il prof. Attilio Scienza, profondo conoscitore della storia della viticoltura caucasica.

 

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“VIGNAIOLI DI MONTAGNA” A BOLOGNA: UNA STORIA D’AMORE PER IL TERRITORIO

Dall’1 al 3 febbraio i Vignaioli del Trentino e i Vignaioli dell’Alto Adige per la prima volta insieme fuori dai confini regionali: grazie al Trento Film Festival e alle Camere di Commercio di Trento e Bolzano, una sinergia culturale ed economica nel nome della montagna.

Il set, il Trento Film Festival. I produttori, le Camere di Commercio di Trento e Bolzano. Gli attori protagonisti, i Vignaioli del Trentino e i Vignaioli dell’Alto Adige. La trama, un’appassionante storia di amore per il territorio: sono questi gli ingredienti di Vignaioli di montagna, l’evento di cultura enoica e cinematografica che dall’1 al 3 febbraio porterà a Bologna i saperi e i sapori delle “terre alte”.

Nato nel 2017 nel contesto del Trento Film Festival da una felice collaborazione tra le Camere di Commercio di Trento e Bolzano, Vignaioli di montagna non è un film, ma racconta comunque una storia: quella di centinaia di Vignaioli che coltivano la vigna e producono il loro vino nelle valli alpine del Trentino e dell’Alto Adige.

Dopo due edizioni a Trento, il grande passo verso il palcoscenico nazionale. E quale luogo migliore della Fondazione Cineteca di Bologna, per mantenere questo legame tra la narrazione cinematografica e quella vitivinicola? Il Trento Film Festival e i Vignaioli del Trentino e dell’Alto Adige hanno infatti un obiettivo in comune: far comprendere al pubblico il delicato e intenso rapporto fra l’uomo e la montagna.

A Bologna, negli splendidi spazi del Cinema Lumière e della Biblioteca Renzo Renzi, per tre giorni la montagna non sarà solo un fondale di scena, ma la protagonista assoluta, che con i suoi ritmi, i suoi ambienti naturali, i suoi cicli stagionali scandisce la vita di chi ci abita e ne trae sostentamento, in una relazione costante che si fonda su tradizioni profonde e in continua evoluzione.

Sabato 1 febbraio dalle 14.00 alle 20.00 nella Sala della Biblioteca Renzo Renzi, i Vignaioli trentini e altoatesini saranno protagonisti della mostra dedicata ai vini artigianali delle terre alpine. Ad accompagnare i vini di montagna, due eccellenze della tradizione gastronomica del Trentino Alto Adige – Südtirol: i formaggi d’alpeggio trentini e lo speck artigianale sudtirolese. Il prezzo d’ingresso al pubblico sarà di 20 euro.

Quaranta le aziende agricole presenti coi loro vini alla mostra: venti i vignaioli sudtirolesi (Weinhof Kobler, Obermoser, Messnerhof, Schloss Englar, Weingut Oberstein, Weingut Klosterhof, Griesbauerhof, Weingut Ebner, Manincor, Weingut H.Lentsch, Weingut Plonerhof, Untermoserhof, Thurnhof, Glögglhof, Weingut Abraham, Nusserhof. Wassererhof, Unterganzner, Taschlerhof, Stroblhof) e venti quelli trentini (Cesconi, De Vigili, Balter, Maso Furli, Zanotelli, Klinger, Fontana, Longariva, Castel Noarna, Comai, Pisoni, Maxentia, Francesco Poli, De Vescovi, Pojer e Sandri, Bellaveder, Giovanni Poli, Eredi di Cobelli Aldo, Zeni, Grigolli).

Domenica 2 febbraio l’anteprima della 68ª edizione del Trento Film Festival, per cominciare a entrare nel vivo del programma della rassegna di cinema e culture di montagna che animerà Trento dal 25 aprile al 3 maggio 2020. Nel pomeriggio due appuntamenti, alle 18.00 e alle 19.00, con Persorsi, a cura di Miscele d’Aria Factory. Una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna, dentro e fuori il Cinema Lumière. In cuffia wireless, musica dal vivo, parole e suoni; nel calice, tre vini dei Vignaioli trentini e sudtirolesi. Il costo è di 10 euro e la prenotazione obbligatoria, scrivendo ad accrediti@trentofestival.it .

Alle 21.00, sempre al Cinema Lumière, la proiezione del documentario Our Blood Is Wine (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), nato da un’idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn e girato in Georgia, Paese ospite della 68. edizione del Trento Film Festival. Il film esplora la rinascita di una tradizione vitivinicola che ha rischiato di andare perduta durante il periodo del dominio sovietico. Il prezzo del biglietto (acquistabile anche in prevendita presso il Cinema Lumière) è di 5 euro, e include un calice di vino presso il banco di degustazione allestito all’ingresso del Cinema dalle 18.00 alle 23.00.

Infine lunedì 3 febbraio, nella sala della Biblioteca Renzo Renzi, si terranno tre masterclass dedicate a operatori, critici e giornalisti di settore, appassionati e wine lovers, sul tema della Vitienologia delle terre alte. Si inizierà alle 11.00 con Valli, colline e montagne: un viaggio di quota in quota, condotta dal giornalista e scrittore Massimo Zanichelli con Hannes Baumgartner, presidente dei Freie Weinbauern Südtirol. Alle 13.00 Sostenibilità: una meta, tante strade con Helmuth Zozin, direttore ed enologo delle Tenute Manincor, accompagnato dal presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi. Si chiuderà alle 15.00 con Teroldego e Lagrein: due “cugini” alla prova del tempo guidata da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine, con i vignaioli Giulio De Vescovi e Andreas Berger. Il costo è di 25 euro per un laboratorio, 40 euro per due e 60 euro per tre.
Posti limitati con preiscrizione obbligatoria al modulo bit.ly/2Ec9in0.

La classe quinta B Amministrazione Finanza e Marketing dell’istituto tecnico «Giacomo Floriani» invita genitori, educatori e tutta la cittadinanza a un incontro formativo e informativo dal titolo «Prevenzione comportamenti a rischio: tossicodipendenze e stupefacenti», venerdì 17 gennaio all’auditorium del Conservatorio con inizio alle ore 20.30.

La classe, guidata dalle docenti Giovanna Amoretti ed Elena Chistè e con la supervisione della dirigente Antonella Zamboni, ha realizzato un progetto di sensibilizzazione dei ragazzi sul tema delle tossicodipendenze e degli stupefacenti, attraverso modalità di confronto e relazione, importante nei rapporti alla pari, in collaborazione con l’associazione Amici di San Patrignano di Lavis.

Il progetto si articola in diversi momenti: dopo una prima fase di aggiornamento e informazione scientifica, è seguito l’incontro con l’associazione Amici di San Patrignano, nella persona del responsabile Maurizio Folgheraiter, e con la testimonianza di Mirco Sadler, alla scoperta di un sentire autentico e della condivisione delle difficoltà incontrate durante il cammino di riabilitazione.

Il percorso si conclude ora con l’incontro di venerdì, al quale interverranno la classe quinta B AFM, che presenterà momenti di riflessione sul percorso effettuato, e Maurizio Folgheraiter; sarà poi la volta di due testimonianze, quelle di Carla Pallaoro e di Lorenzo Prada.

«Ci teniamo a sottolineare il valore umano ed educativo che questa esperienza rappresenta per i giovani -spiegano le docenti Giovanna Amoretti ed Elena Chistè- per una esperienza in cui la scuola concorre a formare i cittadini di domani: informarli significa prepararli ad affrontare eventuali disagi, senza farli sentire diversi dagli altri.»

Il Senato accademico dell’Università di Trento, riunito oggi pomeriggio a Palazzo Sardagna, ha approvato l’ordinamento didattico del corso di studio interateneo con l’Università di Verona e per il quale l’Università di Trento presenterà richiesta di accreditamento ministeriale. Il percorso formativo sarà in ogni caso realizzato anche con coinvolgimento di altre università e di centri di ricerca anche del territorio.

La delibera del Senato, approvata con 9 voti favorevoli e 1 contrario, segna un passo importante nell’iter per l’istituzione e l’attivazione del corso di laurea magistrale a ciclo unico interateneo in Medicina e Chirurgia (LM-41) dell’Università di Trento con l’Università di Verona. Prima del vaglio da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, sarà necessaria l’approvazione del Comitato provinciale di coordinamento (in calendario domani, 16 gennaio).

Il corso di studio prevede 60 posti per studenti e studentesse in ingresso, numero che dovrà essere approvato dal Ministero sulla base delle disponibilità di strutture assistenziali presenti in Trentino e presso le quali i futuri medici svolgeranno le attività di tirocinio nei prossimi anni. Per portare a regime il corso di studio, con sede amministrativa all’Università di Trento dovranno essere reclutati almeno 20 docenti in area medica.

Per Trento è previsto un programma formativo specifico, di carattere interdisciplinare e progettato partendo dalle esigenze condivise dalla comunità scientifica e professionale trentina, con la quale nelle scorse settimane vi è stato un costante e proficuo confronto.

L’iniziativa parte da una domanda crescente di medici sempre più formati riguardo all’uso delle tecnologie e contempla anche la possibilità di attivare nel corso di studio insegnamenti in tedesco e in inglese. Il corso di laurea, innovativo e multidisciplinare, intende coniugare una solida preparazione medica di base con la qualificazione del percorso formativo sul versante tecnologico. Il progetto ambisce a realizzare attività formative nelle quali trasferire i risultati raggiunti nella ricerca in molte aree di interesse dell’Ateneo: dal settore biomedico, fisico, matematico a quello delle neuroscienze, dalle scienze della vita alla bioetica, alla regolazione della pratica clinica e biodiritto, dalla robotica e le tecnologie digitali alle scienze dei dati.

Condizione necessaria per la successiva attivazione del corso di studi sono le risorse finanziarie che, sulla base delle norme speciali che regolano l’Ateneo trentino, sono poste a carico della Provincia autonoma di Trento, con la quale nell’ambito dell’atto di indirizzo dovranno essere pianificati i costi e gli investimenti aggiuntivi necessari per la realizzazione del corso di studi.

Nella seduta di oggi il Senato accademico ha approvato anche la laurea magistrale in Intelligenza artificiale (Artificial Intelligence Systems, LM32). L’attivazione del corso permetterà all’Università di Trento di aggiungere a un ruolo di primo piano nell’ambito della ricerca, un’importante funzione nella formazione dei futuri ingegneri di sistemi di IA. Il progetto nasce dalla necessità di formare giovani che provengono dal settore ingegneristico in ambiti multidisciplinari. Negli ultimi anni l’introduzione di tecniche e tecnologie legate all’Intelligenza artificiale ha rivoluzionato numerosi settori produttivi, è entrata in maniera pervasiva nella vita quotidiana delle persone e dei processi industriali. Tecnologie avanzate di IA sono infatti alla base degli assistenti vocali negli smartphone o nei robot domestici, dei veicoli a guida autonoma, dei moderni robot industriali e dei sistemi di diagnostica medica più all’avanguardia.

Alla fine, quindi, l’Università di Trento presenterà al Ministero dell’Università e della ricerca richiesta di accreditamento iniziale per l’anno accademico 2020/21 di quattro corsi: oltre a Medicina e Chirurgia e Sistemi di intelligenza artificiale, anche quelli approvati dal Senato in precedenza: laurea magistrale in Studi globali e locali (LM62) e laurea magistrale in Agri-food Innovation Management.

 

 

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MEDICINA, UNA NOTA SULLA COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI PADOVA

A margine della seduta del Senato accademico, che oggi ha approvato la proposta di istituzione del corso di studi in Medicina, il rettore Paolo Collini in sintonia con il collega Pier Francesco Nocini di Verona, ha precisato che la delibera sulla convenzione con l’Università di Verona non pregiudica in modo assoluto l’auspicata collaborazione con l’Università di Padova con la quale si sta interagendo per definire il coinvolgimento, auspicabilmente fin dalla prima fase del progetto.
La delibera era imposta dai tempi della procedura ministeriale e Collini si augura possano essere prorogati così da poter cogliere questa opportunità già dall’inizio.
La collaborazione con l’Università di Padova, contrassegnata dalla stima reciproca e ricca e fruttuosa su molti fronti, potrà dare al progetto di Trento e Verona ulteriori forza e qualità.

In merito al comunicato stampa della Cisl medici del Trentino di oggi Apss si evidenza che il blocco al sistema informatico delle ricette dematerializzate ha riguardato tutto il territorio nazionale. Quello che inizialmente sembrava un disservizio momentaneo si è purtroppo prolungato come mai è successo in precedenza BLOCCO AL SISTEMA RICETTE DEMATERIALIZZATE: LE PRECISAZIONI APSS

In merito al comunicato stampa della Cisl medici del Trentino di oggi Apss si evidenza che il blocco al sistema informatico delle ricette dematerializzate ha riguardato tutto il territorio nazionale. Quello che inizialmente sembrava un disservizio momentaneo si è purtroppo prolungato come mai è successo in precedenza con il funzionamento a singhiozzo del programma tra le giornate di giovedì 9 e la mattina del venerdì 10. Il ripristino del servizio, pur non dipendendo dai sistemi informatici provinciali, ha visto costantemente impegnati i tecnici di Apss che si sono adoperati per cercare di limitarne le conseguenze.

Apss consapevole del grave disagio arrecato ai cittadini e ai professionisti evidenzia che, trattandosi di un problema informatico a livello nazionale, non eleverà alcuna contestazione ai medici che non hanno potuto emettere le ricette in formato digitale, con il funzionamento a singhiozzo del programma tra le giornate di giovedì 9 e la mattina del venerdì 10.

Il ripristino del servizio, pur non dipendendo dai sistemi informatici provinciali, ha visto costantemente impegnati i tecnici di Apss che si sono adoperati per cercare di limitarne le conseguenze. Apss consapevole del grave disagio arrecato ai cittadini e ai professionisti evidenzia che, trattandosi di un problema informatico a livello nazionale, non eleverà alcuna contestazione ai medici che non hanno potuto emettere le ricette in formato digitale.

Proseguono i lavori di realizzazione del nuovo Parco tra viale Trento e via Brione, chiamato Parco Tobia. Le opere, iniziate nel luglio scorso, coinvolgono soprattutto maestranze locali e termineranno – secondo le previsioni dell’Ufficio Tecnico – in primavera.

L’impegno di spesa complessivo per l’intervento ammonta a circa € 400.000.

Ad oggi risultano completate la maggior parte delle opere edili di strutturazione degli spazi.

Le prossime lavorazioni coinvolgeranno le opere a verde, le pavimentazioni, l’illuminazione e per finire la posa di giochi e arredi.

Saranno ampie le superfici a verde e anche il dislivello tra viale Trento e la quota del parco sarà colmato con la modellazione del terreno finito a prato. Per omogeneità con la recente riqualificazione di viale Trento, verranno utilizzati gli stessi materiali per la pavimentazione dei percorsi interni al parco e profili in acciaio come delimitazioni delle aree. L’area risulta di interesse strategico per la zona nord della città poiché si pone come nodo di collegamento tra i percorsi ciclabili e pedonali che servono il quartiere.

Come noto, il parco scaturisce dal dialogo con la comunità, per far partecipare i cittadini alle decisioni riguardanti la loro vita. Alla fine del 2017 è stato attivato un apposito “laboratorio di progettazione partecipata” coordinato dall’architetto Barbara Plotegher, che ha visto coinvolte numerose associazioni e abitanti, adulti e ragazzi, ovvero i fruitori della futura area.
In tutto quattro appuntamenti presso la sede della Circoscrizione Rovereto nord, che hanno portato all’elaborazione di proposte progettuali condivise.

Nel corso del 2018 l’Amministrazione comunale ha provveduto alla stesura del progetto esecutivo, elaborato dai tecnici interni agli uffici del Servizio Tecnico e del Territorio. Le scelte progettuali hanno cercato di soddisfare le richieste raccolte nei momenti partecipativi, garantendo in particolare la permeabilità sul fronte con viale Trento, l’inclusione delle utenze deboli, la flessibilità d’uso degli spazi.

Il risultato sarà uno spazio flessibile e colorato, luogo di relax, incontro, movimento e gioco, aperto a creative interpretazioni ed adattabile a nuove e diverse esigenze future.
Con l’idea che un parco più viene utilizzato, più è sicuro.

Alla luce delle ultime notizie apparse sulla stampa, il PATT, in particolare la Sezione di Pergine, intende esprimere la propria precisa posizione in merito allo scenario politico amministrativo perginese.

Il Partito Autonomista sta lavorando da tempo per un progetto popolare, civico e autonomista: un’alternativa basata sulla rappresentanza territoriale, con la precisa la volontà di dare risposte e portare nuove idee per il rilancio di Pergine sotto molteplici aspetti, oltre che di costruire una classe politica nuova e trasversale, che esca dai soliti schemi e che guardi ad un progetto di recupero economico, turistico, sociale e agricolo del territorio.

Pergine deve tornare protagonista dello scenario politico provinciale e solo il convergere di nuove idee e nuove persone, affiancate da chi negli anni ha maturato esperienza amministrativa e politica, potrà dare il giusto equilibrio all’amministrazione e risposte al territorio.

Al momento stiamo lavorando alla creazione di alcune liste che raccolgano tutte le sensibilità rappresentative delle persone che hanno aderito e aderiranno a questo progetto. Insieme decideremo il nome del candidato sindaco, che dovrà essere garante della trasversalità di questo gruppo.

Ci teniamo a precisare che nessuno può appropriarsi in esclusiva dell’etichetta del civismo, specie se non si muove per il bene del territorio e della comunità. Per questo noi sentiamo la necessità di impegnarci in questo percorso aperto ed inclusivo con l’entusiasmo e la determinazione che la comunità di Pergine si meritano.

La scelta operata dalla Sezione di Trento del Partito Autonomista riguarda le elezioni nel capoluogo, ma coerentemente con quanto già stabilito dagli organi del partito non va ad influenzare le scelte delle altre sezioni, inclusa Pergine, dove le dinamiche sono differenti.

Ci rivolgiamo quindi a tutti coloro che a Pergine credono nella necessità di una prospettiva realmente civica e territoriale, invitandoli a mettersi in gioco con coraggio per il futuro della nostra città, contattandoci e confrontandosi con noi e col nostro gruppo.

 

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La vicesegretaria del PATT Roberta Bergamo, presidente della Sezione di Pergine

Apprendiamo con una certa indignazione e stupore, la risposta della Provincia, per bocca del dirigente la mobilità dott. Andreatta, circa l’impossibilità di rivedere l’aspetto economico sulla vicenda del rinnovo contrattuale del settore Tpl del Trentino.

bandierare varie impossibilità dovute a controlli ispettivi della Corte dei Conti, incrementi costi, eccetera sono argomenti che ci lasciano alquanto sconcertati; ricordiamo per l’ennesima volta, che se la nostra richiesta a un certo valore è dovuta all’immobilismo generale delle vecchie giunte, sempre miopi alle richieste di rinnovo e assieme alle classi dirigenti, non hanno mai preso con una certa responsabilità le richieste che venivano dalle parti sociali, circa l’adeguamento economico, con un continuo scaricabarile da parte di tutti. Ora siamo arrivati a 18 anni senza nessuna rivisitazione contrattuale, ma con una costante e crescente produttività data da tutti i lavoratori.

Non ci sentiamo esosi nelle richieste, anzi, abbiamo rivalutato le richieste per non gravare troppo sulle casse della Provincia, ma non accettiamo che ci vengano a fare le pulci su un servizio che è professionale, di qualità e con dei costi del personale ridotti ai minimi termini. Se vogliamo fare un paragone prendiamo spunto dal servizio ferroviario, che costa in termini economici tre volte di più, non porta benefci economici e nemmeno ambientali, e si intende potenziarlo; allora qualche domanda ci viene da fare, anche non completamente rosea.

Nell’ultima mobilitazione i lavoratori hanno dato adesioni altissime, questo signifca che il problema esiste e intendiamo portarlo avanti con lo sciopero di 24 ore il 17 gennaio 2020. Invitiamo il presidente Fugatti a rivedere le indicazioni date al suo staff a prendere con coraggio una decisione giusta e corretta per chi lavora in un settore strategico come la mobilità nel Trentino. Infne, invitiamo i dirigenti provinciali del settore, sempre attenti a far quadrare i conti, a prendersi qualche giornata sui mezzi pubblici; avranno così la possibilità di respirare un’aria salubre e proveranno direttamente di persona com’è cambiato il servizio rispetto a un ventennio fa; ovviamente pagando un regolare biglietto che l’autista emetterà appena saliti a bordo.

 

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Nicola Petrolli

Segretario Generale Uiltrasporti Trento

 

Quarto appuntamento con le Altre Tendenze del Centro Servizi Culturali S. Chiara. Giovedì 16 gennaio arriva a Rovereto il lavoro di una tra le compagnie più interessanti del panorama nazionale contemporaneo, i SOTTERRANEO, impegnati con un testo che nel 2018 è stato premiato come spettacolo dell’anno ai Premi Ubu. Alle ore 21, sul palco dell’Auditorium Fausto Melotti di Rovereto, andrà in scena “OVERLOAD”, spettacolo ideato, prodotto e diretto dalla compagnia toscana, in coproduzione con Teatro Nacional D. Maria II – nell’ambito di APAP – Performing Europe 2020, Programma Europa Creativa dell’Unione Europea – con il contributo di Centrale Fies_art work space, CSS Teatro Stabile di innovazione del FVG. In scena ci saranno Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini.

Un pesce rosso riesce a mantenere l’attenzione in modo continuativo per soli due secondi. E l’uomo? Immerso nel contemporaneo iperbombardamento di segni, anche l’essere umano rischia di non riuscire più a concentrarsi sulle emozioni degli altri. Partendo dal dramma personale e artistico di David Foster Wallace, i Sotterraneo presentano un gioco adrenalinico di link mentali che si connettono uno all’altro, al quale anche il pubblico è chiamato a partecipare in prima persona. Al monologo interiore dello scrittore americano si sovrappongono sfide interattive, interruzioni, collegamenti ipertestuali che trascinano l’attenzione in un flusso indistinto di discontinuità. La compagnia fiorentina, amatissima per l’energica ironia con cui travolge pubblico e critica, punta il dito contro la bulimia di informazioni superficiali dell’era digitale e il “sovraccarico” di stimoli al quale siamo costantemente sottoposti. Uno spettacolo specchio del nostro tempo che trascina nella risata e lascia l’amaro in bocca.

«Overload di Sotterraneo è “solo” la rappresentazione, ludica e agghiacciante, di un dato antropologico ormai conclamato: nell’era dei molteplici dispositivi digitali, la nostra soglia di attenzione si sta inesorabilmente abbassando e frammentando […]. Questi, in estrema sintesi, gli spunti di riflessione alla base del nuovo spettacolo di Sotterraneo, costruito come un gioco con la partecipazione degli spettatori, pieno di aguzza intelligenza quanto beffardo nel propinarci un ritratto non proprio rassicurante di come ci stiamo evolvendo (o involvendo?)», ha scritto Claudia Cannella su Hystrio.

Formatisi a Firenze nel 2005, i Sotterraneo sono nati come gruppo di ricerca composto da un nucleo autoriale fisso cui si affianca un cluster di collaboratori che variano a seconda dei progetti. Ogni loro lavoro è una sonda lanciata a indagare le possibilità linguistiche del teatro, luogo a un tempo fisico e intellettuale, antico e irrimediabilmente contemporaneo. Con opere trasversali e stratificate nella ricerca su forme e contenuti, Sotterraneo si muove attraverso i formati – dallo spettacolo frontale al site-specific passando per la performance – focalizzando le contraddizioni e i coni d’ombra del presente, secondo un approccio avant-pop che cerca di cantare il nostro tempo rimanendo in equilibrio fra l’immaginario collettivo e il pensiero più anticonvenzionale, considerando la scena un luogo di cittadinanza e gesti quotidiani di cultura che allenano la coscienza critica del pubblico, destinatario e centro di senso di ogni loro progetto.

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