“Maurizio Fugatti ha sconfitto la sinistra che da settant’anni governava la sua Provincia!” Così lo speaker sul pratone di Pontida.

Va bene, Fugatti ha sconfitto la sinistra. Il centrosinistra, per la precisione, ma non si può pretendere troppo da un comiziante.

Ma dicendo che la sinistra governava da settant’anni il Trentino, è lui che pretende troppo da noi. Io sapevo che dal 1948 al 2018, salvo i mesi di reggenza di Alberto Pacher, il Trentino ha sempre avuto presidenti democristiani o del Patt.

Ma è chiaro che per chi come la Lega corre ormai all’impazzata verso la destra della destra, tutto è “sinistra”. Anche la Dc. Perfino il Patt.

 

*

Giorgio Tonini

Capogruppo

L’ ex Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi, anche oggi ha voluto dire la sua circa il grande raduno della Lega a Pontida di oggi, con riferimento all’intervento del presidente Maurizio Fugatti.

Quello di Fugatti a Pontida è stato un grande intervento su autonomia, cose fatte in questi primi dieci mesi dalla sua Giunta e -chiudendo- anche ricordando Enzo Erminio Boso, il leghista storico che a Pontida non mancava mai e che ci ha lasciato all’inizio dell’anno.

Ma Ugo Rossi non ha ancora capito che il 21 ottobre 2018 abbiamo vinto noi e la sua Giunta, scioltasi come l’ultima neve di primavera -peraltro a pochi mesi dalle elezioni- è stata sconfessata dai Trentini?

Stai sereno Ugo Rossi, molto sereno.

Adesso governiamo noi e faremo il possibile -e l’impossibile- per mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale.

 

*

Alessandro Savoi

Presidente e Consigliere provinciale Lega Trentino

Incidente mortale: parapendio precipitato in Val di Fassa

Non c’è stato nulla da fare per il pilota di parapendio che nel pomeriggio di oggi è precipitato a una quota di 2.000 m.s.l.m. tra baita Fraine e il rifugio Friedrich August (Campitello di Fassa). L’uomo, un altoatesino del 1979, si era lanciato dal Col Rodella ma dopo il decollo ha perso il controllo del parapendio precipitando su un prato. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato verso le 14.40 da un altro pilota che ha assistito all’incidente.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites ma il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso del pilota. Dopo il nullaosta del magistrato, la salma è stata recuperata con il supporto degli operatori della Stazione Alta Val di Fassa ed elitrasportata alla camera mortuaria di Canazei.

Poco prima, verso le 12.45, un altro pilota di parapendio è stato soccorso in Val di Fassa ed elitrasportato all’ospedale Santa Chiara per le contusioni riportate in fase di atterraggio. Il pilota, infatti, è finito su una pianta nella zona di atterraggio nei pressi degli impianti di risalita di Campitello di Fassa.

 

*

Altri interventi di giornata

L’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino è intervenuta per aiutare una donna in difficoltà sul sentiero 500 che da cima Roccapiana porta a Malga Bodrina. La donna, finlandese del 1988, stava percorrendo insieme ad altre quattro persone un tratto di sentiero esposto e attrezzato con il cordino quando, presa da un attacco di panico, non è stata più in grado di proseguire. I compagni di escursione hanno chiesto aiuto chiamando il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 14.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto una squadra di 6 operatori delle Stazioni Rotaliana-bassa Val di Non e della Stazione Paganella Avisio. I soccorritori li hanno raggiunti, hanno imbragato la donna in difficoltà e hanno accompagnato in sicurezza tutto il gruppo fino a Mezzocorona.

Altro intervento verso le 16 di questo pomeriggio per l’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino. Un uomo si è ferito scivolando sul sentiero 709 nella parte bassa della Val Pradidali a una quota di circa 1600 m.s.l.m.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto gli operatori della Stazione di San Martino di Castrozza e della Stazione di Primiero. L’uomo è stato poi recuperato dall’elicottero e trasportato all’ospedale di Feltre.

L’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino è intervenuta anche in mattinata, in aiuto a una cordata di due persone che stava affrontando il primo tiro della via Scalet-Bettega sul Sass d’Ortiga (Pale di San Martino). Il primo di cordata ha perso l’appiglio ed è precipitato per circa 5 metri procurandosi un trauma all’arto inferiore.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha imbarcato a bordo un operatore della Stazione di Primiero. Con l’ausilio del verricello i due alpinisti sono stati recuperati ed elitrasportati fino a Fiera di Primiero. Si sono recati all’ospedale in autonomia.

Un presidente della Provincia autonoma di Trento totalmente asservito al salvinismo cerca gli applausi sul prato di Pontida. Esattemente come a Pinzolo.

Un breve comizio in cerca di applausi mettendo nel mirino migranti e stranieri.

Fugatti a Pontida mostra le sue medaglie (cita i provvedimenti anti-stranieri), ma -guarda caso- omette di dire che ha finanziato l’arrivo di profughi siriani con 250 mila euro (bella cosa peraltro).

Questo lo dice solo qui in Trentino per “recuperare un po’… rispetto alla sua uscita contro i profughi volontari nelle case di riposo .

Ma del resto va capito, immaginate se lo avesse ricordato dal palco di Pontida…

 

*

Ugo Rossi

Una Pontida che vede la presenza del Trentino ancora più massiccia in quest’edizione, con il record di pullman dalla provincia autonoma di Trento e con l’arrivo di tantissime persone con auto private. Anche quest’anno, come da tradizione, sul pratone di Pontida è avvenuto il grande incontro del popolo leghista. A fare da contorno all’evento della Lega, tantissimi stand gastronomici da ogni parte d’Italia: dal Trentino alla Sicilia.

“Siamo molto soddisfatti dell’ampia partecipazione dei trentini alla manifestazione perché questa presenza rappresenta non solo un forte segnale di dissenso nei confronti del governo delle poltrone e di tutti coloro che lo sostengono, ma anche e soprattutto un segnale a favore della Lega, di quella Lega che sta vicino a tutti i territori e che si vuole proporre come forza riformatrice del paese”. Con queste parole il Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti commenta la giornata.

“Il discorso di Salvini è stato chiaro: nostro preciso compito sarà quello di fare capire alla gente ancora schifata per quanto avvenuto a Roma che è possibile un’altra Italia, un’Italia che non abbia paura e che non risponda agli ordini di Berlino e Parigi, ma soddisfi le richieste e risponda a un solo sovrano: il popolo italiano”.

Domani, ‪lunedì 16 settembre, in prima serata su Retequattro, nuovo appuntamento con “Quarta Repubblica”.

Nel talk show di politica ed economia, Nicola Porro per parlare dei rapporti tra l’Italia e l’Unione europea, con particolare attenzione al tema della redistribuzione dei migranti tra i Paesi membri e delle prime indiscrezioni trapelate a proposito della manovra economica, ospiterà nel corso della puntata: la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, la vicepresidente del Senato Paola Taverna (M5S), il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, l’europarlamentare del Pd Pierfrancesco Majorino e il leader dei giovani di Forza Italia Marco Bestetti.

E ancora, le telecamere della trasmissione mostreranno, attraverso nuovi reportage esclusivi, le condizioni degli immigrati di Castelvolturno (Caserta) e di quelli che si trovano al confine tra l’Italia e la Francia.
Sempre in merito al tema dell’immigrazione, anche un documento esclusivo riguardante le mosse dei trafficanti di esseri umani e la presenza delle navi delle Ong tra l’Africa e la Sicilia.

Tra gli altri ospiti della serata, anche il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti, il giornalista Alan Friedman e Mario Giordano.

La SAT insieme ai ragazzi di Freeday for Future di Trento per dire no all’ampliamento delle aree sciabili.

L’annuncio dell’iniziativa che le sezioni territoriali della SAT hanno ideato per manifestare il proprio dissenso nei confronti delle richieste di ampliamento delle aree sciabili della Ski Area Madonna di Campiglio Val Rendena e Val di Sole, è stato dato giovedì scorso alla sede centrale di Trento, durante un incontro con le sezioni.

Si tratta di una manifestazione in programma sabato 28 settembre con tre delegazioni SAT e i rappresentanti di Freeday for Future, che cammineranno nelle tre aree interessate dalle richieste di ampliamento: lago Serodoli, Val Gelada /Pellizzano, Malga Ritort/ Plaza.

Il ritrovo è previsto al parcheggio della Zangola in orario da definire i prossimi giorni. Dopo l’escursione dimostrativa i gruppi arriveranno alle 13.00 al lago Nambino, luogo simbolo di un sito di grandissimo pregio ambientale e paesaggistico, dove si terranno una serie di interventi e testimonianze.

Ad organizzare l’evento le sezioni di Pieve di Bono e Pinzolo le quali i giorni scorsi hanno partecipato alla assemblea dei ragazzi di Freeday for Future del Trentino per proporre l’adesione alla camminata dimostrativa.

“I giovani hanno colto con favore la nostra proposta – riferiscono Luigina Armani, consigliera centrale e presidente della sezione di Pieve di Bono e Paolo Querio presidente della sezione di Pinzolo – In questo momento è importante far sentire la voce della SAT, in primis a fianco dei giovani che lottano in prima linea per indirizzare i governi verso una decisa e concreta tutela dell’ambiente, anche se siamo pienamente consapevoli che la testimonianza è importante, ma ben più importante sarà la presenza attiva ed informata quando si tratterà di arrivare alla pianificazione territoriale da parte degli organismi tecnici di competenza” .

E di fatto il Consiglio e la Giunta della SAT sostenendo pienamente l’iniziativa delle sezioni territoriali (il Consiglio ha già votato due mesi fa la propria condivisione all’incontro del 28 settembre) si spinge oltre, auspicando che su previsioni urbanistiche così impattanti ci siano spazi, modi e tempi per aprire un confronto a tutti i livelli: ambientale, paesaggistico ed anche su costi e benefici di richieste indirizzate a perseverare una monocultura dello sci anacronistica e controproducente.

“Senza per nulla demonizzare un comparto della economia turistica importante e redditizio per il Trentino – dichiara Anna Facchini presidente del Sodalizio – SAT è molto critica sugli ampliamenti delle aree sciabili e su ulteriori infra strutturazioni del territorio alpino ed in particolare su Serodoli la nostra posizione è nota, certificata da interventi pubblici e documenti interni sottoscritti ed approvati, che non lasciano spazio ad interpretazioni.

Nella programmazione di opere di vasta portata, oggi più che mai è richiesto a tutti i soggetti operanti sul territorio la massima attenzione, unita a competenza e lungimiranza e, da parte della politica, un surplus di senso di responsabilità, non bisogna mai dimenticare che si sta disegnando il futuro delle prossime generazioni”.

Ecco il mio intervento, che emozione! Grazie #Pontida

Pubblicato da Matteo Salvini su Domenica 15 settembre 2019

La lettera del capo politico del MoVimento 5 Stelle a “La Nazione”.

 

Caro direttore,

a breve ci saranno le elezioni regionali in Umbria e i cittadini saranno chiamati a scegliere un progetto e una persona per guidare la Regione nei prossimi 5 anni. È un appuntamento importante anche perché si arriva in anticipo a questa data in seguito a uno scandalo che ha coinvolto direttamente la giunta uscente, ma che, soprattutto, ha colpito i cittadini che si affidavano a una sanità travolta da uno scandalo di corruzione. Va da sé che la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini sia crollata. E questo crea una ulteriore emergenza in questa regione. Dobbiamo trovare un nuovo modo di immaginare la politica al servizio dei cittadini.

Non sono un cittadino umbro e con molta umiltà ho cercato di ascoltare con attenzione le proposte delle forze politiche e le richieste degli umbri. Tutte queste forze sono legittimamente impegnate a formare coalizioni, programmi e a trovare candidati. Ma, se mi permette, non sembra sia ben chiara la gravità del momento che sta attraversando questa regione. Lo scandalo che ha colpito la sanità non è un tema da usare in campagna elettorale, bensì un momento da tenere ben presente per capire cosa vogliamo non accada più. Perché non è più accettabile che un cittadino onesto si presenti legittimamente a un concorso pubblico in un settore cruciale come la sanità e si veda tagliato fuori da giochi di potere.

Lo dico con molta sincerità, a questo giro non può risolversi tutto con una campagna elettorale in cui ci si lancia accuse reciproche su chi ha fatto peggio. Per noi sarebbe facile accusare qualcuno, ma vedere l’Umbria colpita da un male endemico come la corruzione, deve portarci ad un ragionamento molto più alto.

Io credo che questa terra in passato abbia sempre dimostrato di avere gli anticorpi per fermare questo genere di pratiche. Se quegli anticorpi, anche nella gentilissima Umbria, sono venuti meno, evidentemente è ora di cambiare il modo di intendere la politica. E per rigenerare il patto di fiducia cittadini – istituzioni, secondo me c’è bisogno che tutte le forze politiche di buon senso facciano un passo indietro e lascino spazio ad una giunta civica, che noi saremmo disposti a sostenere esclusivamente con la nostra presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati o altri incarichi. Ovviamente ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso.

Qualcuno parlerà di alleanze o coalizioni, ma non si tratta di questo. Ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico e con un programma comune. Ma senza pretendere nulla sulla composizione della giunta e sulle dinamiche del Governo regionale. Le forze politiche saranno solo in consiglio regionale con i propri gruppi.

In questi anni, nella terra di san Francesco e san Benedetto, il Movimento 5 Stelle ha lavorato sodo. Lo abbiamo fatto con i nostri attivisti, i parlamentari, l’europarlamentare Laura Agea, i consiglieri comunali e i nostri consiglieri regionali. Il nostro candidato alla presidenza della Regione del 2015, Andrea Liberati, è al secondo mandato. Si è speso tanto in questi 4 anni (Marini II è durata 3 anni e 11 mesi, ndr), pur sapendo di non potersi ricandidare per le regole del Movimento. Questo spirito di servizio che Andrea ha saputo dimostrare con i fatti ogni giorno, vorrei potesse essere il punto di partenza di un patto innovativo per il bene comune dell’Umbria, come quando, con le marce Perugia-Assisi, stringemmo proprio qui un patto per il bene dell’Italia contro povertà e mancanza di lavoro, fenomeni crescenti in questa regione.

Un patto civico, che veda un candidato Presidente fuori dalle appartenenze partitiche e che possa mettere al centro un programma innovativo, di punti veri e realizzabili. Un programma che possa ispirare serietà, fiducia e competenza.

Credo sia ora di dare una sterzata e cambiare del tutto le persone chiamate a gestire questa Regione.

Vorrei essere più chiaro. Tutte le forze che credono nel bene comune di questa regione, facciano un passo indietro, rinunciando ai propri candidati Presidente, e mettano fuori dalle liste quei candidati che hanno avuto a che fare con il passato di questa regione e gli impresentabili. Chiediamo che sottoscrivano insieme a noi un appello ai cittadini, proponendo alle migliori risorse di questa regione di farsi avanti. Queste risorse ci sono. Chiedendo ad una personalità all’altezza di proporsi come Candidato Presidente. Sosteniamolo e diamogli autonomia piena per formare una squadra di super-competenti, senza interferenze della vecchia politica. Noi svolgeremo il nostro ruolo in Consiglio regionale.

Di fronte ad una emergenza come quella che sta attraversando l’Umbria, è tempo di volare alto e di iniziare a progettare il futuro fuori dagli schemi, per un piano coraggioso e innovativo che garantisca la moralità e l’onestà delle istituzioni, che sappia lanciare il cuore oltre l’ostacolo.

L’Umbria può essere la culla di un nuovo modo di innovare la politica a partire dal locale, di un nuovo modo di fare imprenditoria coinvolgendo i giovani e il territorio.

Noi in questo patto porteremo il nostro contributo per la rinascita della regione e delle comunità locali, che ne sono il cuore pulsante.

Metteremo al centro la maggiore sicurezza nelle città, infrastrutture nuove che restituiscano centralità ad una regione isolata. Un impegno serio per l’Ambiente, che riduca davvero le fonti inquinanti e superate come gli inceneritori, per tutelare il Cuore Verde d’Italia. Vogliamo far diventare il turismo, e soprattutto il turismo sostenibile, la prima industria dell’Umbria: dal Trasimeno alle Marmore, da Perugia a Spoleto, da Città di Castello a Orvieto. Senza tralasciare la ricostruzione post sisma che deve essere sempre al centro.

Possiamo creare una Regione più competitiva in Italia e all’estero che investa nelle imprese, che crei migliaia di posti di lavoro per restituire dignità a tante famiglie, che non faccia fuggire i giovani lontano.

All’Umbria serve un progetto che contenga concretezza e visione e che si ispiri al bello, alla bellezza di cui è piena questa splendida terra.

Ho lanciato un appello chiaro a tutte le forze politiche che hanno a cuore il bene comune: facciamo tutti un passo indietro. E ne ho lanciato un altro a tutti gli umbri di buona volontà che vogliono mettersi in gioco: fate un passo avanti.

C’è bisogno di voi.

 

*

Luigi Di Maio

I Suoni delle Dolomiti salutano il pubblico sotto le Pale di San Martino. Malika Ayane canta per oltre settemila persone.

La grande cantante milanese ha chiuso la venticinquesima edizione de festival trentino di musica in quota con un concerto a Villa Welsperg in Val Canali all’interno del Parco Naturale di Paneveggio – Pale di San Martino.

 

 

La sintesi perfetta delle quasi due ore di concerto di Malika Ayane a Villa Welsperg in Val Canali, all’ombra delle Pale di San Martino, è tutta nelle migliaia di braccia alzate sopra la testa intente ad applaudire e nelle oltre settemila persone presenti tutte in piedi per danzare al ritmo della canzone “Senza fare sul serio”. Un clima di festa che ha contagiato tutti – come accade ogni anno all’ultimo appuntamento de I Suoni.

Questa volta però il tutto era amplificato dalla splendida giornata in cui le guglie delle Pale si stagliavano nitide nel cielo terso e dal successo di un calendario che per la prima volta si è sviluppato ben oltre la fine di agosto.

Sin dall’inizio Malika Ayane ha voluto stabilire un contatto speciale col pubblico, guardando le montagne, la natura, i molti presenti ed esordendo con questa è “una cosa che almeno una volta nella vita dovrebbe capitare a tutti”.

È iniziato così un dialogo a suon di proposte e melodie – in parte scelte dalla Ayane e in parte proposte dal pubblico – sin dalle inziali “Dimentica domani”, “Stracciabudella”, “Tempesta”, tutte segnate da ritmi pop e rock che hanno ben presto lasciato il posto a brani più pensosi e rarefatti come nel caso di “Imperdibile”, in grado di portare nei colori accesi della Val Canali di oggi atmosfere notturne e cittadine, e nel caso di “Nodi”.

Non sono mancate le hit più amate e i brani con i quali Ayane si è imposta come una delle cantautrici più seguite e apprezzate dal pubblico italiano e dalla critica – la recente partecipazione a X Factoring come giurata ne è una ulteriore conferma. Ecco “Ricomincio da qui” in cui il trasporto della Ayane era evidente, e trascinate dal ritmo percussivo della batteria “Tre cose” e “Quanto dura un’ora” cui si sono aggiunte le intimistiche “Sogna”, “Blu” e “Come foglie”. La chiusura è avvenuta in in una vera e propria standing ovation. D un lato le migliaia di persone nei vestiti coloratissimi da montagna e dall’altro lato Malika Ayane in un vestito bianco e nero assieme ai suoi strumentisti tutti in giacca rossa. A unire tutti il ritmo e le parole di “Senza fare sul serio”.

(Pagina 1 di 2)