LANCIO D’AGENZIA

Bonus-bici: finanziate tutte le domande a Riva del Garda e Arco. Da ieri le persone che hanno fatto richiesta del bonus-bici stanno ricevendo per email la comunicazione dell’accettazione della domanda e potranno procedere all’acquisto, secondo le istruzioni indicate e inviando entro 80 giorni la documentazione relativa all’acquisto.

Per quanto riguarda la possibilità di finanziare e gestire ulteriori bonus, considerato il numero di richieste presentato, il sistema di inoltro delle domande rimane sospeso per tutti gli ambiti fino a diversa comunicazione, che sarà adeguatamente e anticipatamente diffusa.

Tuttavia è intenzione della Giunta provinciale adoperarsi per non deludere le aspettative di chi entro le ore 14.30 del primo giorno di apertura del sistema ha presentato regolare domanda, anche oltre la capienza del budget; quindi, in accordo con i Comuni di Arco e Riva del Garda, ha deciso di integrare, per questi due Comuni, le risorse necessarie, che saranno a carico per il 50% della Provincia e per il 50% dei Comuni, così da soddisfare tutte le domande pervenute entro le ore 14.30 del primo giorno di apertura del sistema. Questo in considerazione del fatto che questi due Comuni hanno avuto un numero di richieste ampiamente eccedente il budget stanziato.

Inoltre per i Comuni di Trento, Rovereto e Pergine la Provincia ha deciso di rendere attivo il sistema, previa anticipata pubblica comunicazione, per la raccolta di ulteriori domande, limitatamente alla percentuale corrispondente alle domande che risulteranno non accoglibili al termine dell’istruttoria.

Riva del Garda. Arrestato più volte, scappa dai domiciliari. Nuovamente arrestato dai Carabinieri.

I Carabinieri della Stazione di Arco hanno arrestato, in flagranza di evasione, un diciannovenne del Marocco, già sottoposto agli arresti domiciliari, presso il reparto di psichiatria del locale ospedale, con un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Rovereto.

Il giovane, il 30 apr. scorso, dopo un soccorso stradale, era stato arrestato a Trento dai Carabinieri del Radiomobile, per il furto di un furgone di proprietà del Comune di Riva del Garda e convalidato l’arresto è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Riva del Garda dove risiede.

Pochi giorni dopo, però è stato nuovamente arrestato dalla Polizia Stradale, per il furto di una autovettura, sottratta dal garage di un abitazione e ristretto agli arresti domiciliari presso il reparto di psichiatria dell’ospedale civile di Arco.

Qualche sera fa, i sanitari del nosocomio hanno dato l’allarme, dopo essersi resi conto del suo allontanamento e i Carabinieri, poco dopo lo hanno rintracciato a circa un chilometro dall’ospedale, a piedi, in direzione di Riva del Garda, che ha raggiunto a bordo della “Gazzella” per trascorrere la notte in camera di sicurezza.

L’indomani, si è celebrato il rito direttissimo, durante il quale è stato convalidato l’arresto e il giovane è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.

Con il graduale ritorno alla normalità, dopo il lungo periodo di lockdown, anche la criminalità sta ritornando ad affacciarsi sulle strade delle nostre città, pertanto sono stati rafforzati i servizi preventivi risulta sempre più necessario, da parte di tutti i cittadini, segnalare rapidamente, alle forze dell’ordine, tutti i fatti d’interesse o anche semplici sospetti.

 

La Polizia di Stato di Trento, in collaborazione con la polizia rumena, e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo trentino, ha arrestato 7 soggetti, di cui quattro domiciliati in Romania e destinatari di mandato di arresto europeo, tutti originari di diverse località della stessa Romania, perché appartenenti ad una banda specializzata in furti nel nord Italia, di oggetti di pregio, tra cui capi di abbigliamento griffati, di note marche italiane e biciclette elettriche, modello mountain bike.

Le indagini dei poliziotti della squadra mobile sono state avviate in seguito ad un furto, avvenuto a Vermiglio in provincia di Trento, di circa 20 e-bike, sottratte dal punto noleggio, situato all’interno di un noto albergo della zona.

Le modalità con le quali sono state rubate le biciclette hanno fatto immediatamente pensare che si trattasse di una banda ben organizzata e non di un gruppo estemporaneo.

 

La Polizia di Stato di Trento, in collaborazione con la polizia rumena, e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo trentino, ha arrestato 7 soggetti, di cui quattro domiciliati in Romania e destinatari di mandato di arresto europeo, tutti originari di diverse località della stessa Romania, perché appartenenti ad una banda specializzata in furti nel nord Italia, di oggetti di pregio, tra cui capi di abbigliamento griffati, di note marche italiane, per un valore di 130.000 euro, biciclette elettriche, modello mountain bike, per l’ammontare di 60.000 euro e souvenir per un totale di 5.000 euro.

Le indagini dei poliziotti della squadra mobile sono state avviate in seguito ad un furto, avvenuto a Vermiglio in provincia di Trento, di circa 20 e-bike, sottratte dal punto noleggio, situato all’interno di un noto albergo della zona.

Le indagini hanno permesso di risalire ad un basista, il cuoco dello stesso albergo, che nella notte dell’11 marzo 2019 ha aiutato alcuni suoi connazionali ad entrare nel deposito delle biciclette, eludendo i sistemi di allarme e consentendo così ai suoi complici di poter agire indisturbati. Una volta all’interno la banda ha prelevato le biciclette con la pedalata assistita del punto noleggio e le ha caricate su di un furgone, dirigendosi verso il confine versante sloveno.

Le attività investigative si sono concentrate dapprima sulla ricostruzione meticolosa delle varie fasi del furto. Sono state prelevate le immagini del sistema di video sorveglianza dell’albergo, così come degli impianti di rilevazione della velocità situati lungo il tragitto da Vermiglio verso Trento e da qui, una volta in autostrada, lungo l’autostrada della Serenissima (A4) verso Trieste. Grazie ai fotogrammi estrapolati è stato possibile ricostruire che i ladri, una volta impossessatisi della refurtiva si sono diretti verso il confine con la Slovenia e da qui in Romania, scortati da un’utilitaria utilizzata come staffetta per avvisare di eventuali posti di controllo lungo il tragitto da parte della Polizia di Stato.

Le modalità con le quali sono state rubate le biciclette hanno fatto immediatamente pensare che si trattasse di una banda ben organizzata e non di un gruppo estemporaneo.
L’ipotesi è divenuta immediatamente credibile, allorché nel prosieguo delle indagini sono stati ricostruiti ulteriori due furti commessi dal gruppo criminale nel nord Italia; l’uno sempre in provincia di Trento e l’altro di Varese. In entrambi i casi è stata sottratta merce di valore.

Nella notte tra il 24 ed il 25 febbraio la banda si è introdotta all’interno di un negozio di souvenir in località Passo del Tonale, trafugando merce per un valore di 5000 euro. Successivamente, nel mese di maggio, il gruppo ha forzato i sistemi di allarme di un deposito di abbigliamento in località Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, portando via capi di abbigliamento ed accessori griffatti di due note marche italiane, per un valore di circa 130.000 euro.

La merce una volta trafugata veniva portata in Romania e custodita presso un magazzino della città di Oradea, a circa 400 km dalla capitale Bucarest, per essere rivenduta via internet, attraverso annunci di privati su motori di ricerca apposti, a prezzi vantaggiosi rispetto a quelli di mercato.
Una delle vittime, il proprietario del punto noleggio di e-bike di Vermiglio, navigando all’interno di una comunità web di appassionati di ciclismo, ha riconosciuto in un annuncio un delle biciclette rubate, segnalando alla Squadra Mobile di Trento l’inserzione.

I successivi accertamenti, anche in collaborazione con le Forze di Polizia rumene hanno permesso di localizzare il deposito della merce nella città di Oradea, consentendo di raccogliere ulteriori indizi a carico della compagine disarticolata nella mattinata odierna.

A Palazzo Chigi riunione con il Presidente Conte e i ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo sul progetto degli “assistenti civici”.

La Presidenza del Consiglio chiarisce che i Ministri direttamente interessati al progetto proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di ANCI di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale, anche attraverso la rete del Terzo Settore.

Questa iniziativa si inserisce nell’alveo di quelle già assunte dalla Protezione civile, che hanno portato a dislocare oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, nelle RSA e nelle carceri.

Questi soggetti volontari non saranno “incaricati di pubblico servizio” e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia.

Destinati dall’amministrazione provinciale per il Bonus Sanità, nella prossima delibera un primo intervento. 15 i milioni destinati al personale sanitario impegnato nell’emergenza.

Arriverà con la busta paga di giugno il bonus sanità per il personale sanitario impegnato in prima linea nell’emergenza Coronavirus. La bozza delle delibera che la Giunta provinciale ha inviato alle organizzazioni sindacali di categoria nella giornata di sabato vede l’assegnazione di una indennità aggiuntiva agli operatori sanitari che sono stati in prima linea nel periodo dell’emergenza Covid-19.

“Si tratta di una misura che premia il lavoro eccezionale dei nostri sanitari, i tanti sacrifici che hanno affrontato e i rischi ai quali si sono esposti, la loro dedizione e la loro generosità – spiega l’assessore alla salute Stefania Segnana -. La proposta è quella di calcolare l’indennità sulla base delle ore effettuate, dando un riconoscimento indistintamente a tutte le figure sanitarie che si sono impegnante in questo periodo, un giusto riconoscimento non solo per gli operatori dell’Azienda Sanitaria (medici, infermieri, professioni sanitarie, personale ausiliario e operatori socio sanitari) e per il personale sanitario e socio sanitario in servizio presso le RSA gestite dalle A.P.S.P e per quello impegnato sul territorio. Si prevede inoltre di articolare in due fasi, temporalmente distinte in rapporto al diverso grado di esposizione al rischio e di disagio lavorativo, il processo di individuazione del personale avente titolo alla corresponsione del compenso temporaneo e la determinazione del suo ammontare”.

“Tale misura – prosegue l’assessore Segnana – è in linea con il riconoscimento che anche altre regioni italiane stanno erogando al proprio personale. Contemporaneamente a questa misura per giovedì prossimo è prevista la riapertura del tavolo di trattazione del contratto sanità, fermo ormai da circa quattro anni a causa della posizione contraria di alcune sigle sindacali che abbandonando il tavolo, causano ogni volta il rinvio della contrattazione”.

La proposta presentata alle organizzazioni sindacali prevede di essere approvata a breve affinché possa essere erogata con il mese di giugno.

 

 

Domani, martedì 26 maggio nuovo appuntamento de “Le Iene Show”, in prima serata, su Italia1. Al timone le tre conduttrici Nina Palmieri, Veronica Ruggeri e Roberta Rei.

Nel servizio di Veronica Ruggeri si parlerà di violenza sulle donne, vittime di quella che è stata definita “l’epidemia silenziosa” ovvero l’effetto di una quarantena forzata che ha portato a un significativo aumento dei casi di maltrattamenti sulle donne rispetto ai mesi scorsi. La Iena prova a mettersi in contatto con la protagonista di un video, circolato sul web e diventato virale, in cui la donna, mentre suona il flauto sul balcone, viene picchiata dal marito. L’inviata raccoglie inoltre le dichiarazioni del ministro per le Pari opportunità Elena Bonetti, che, su questo fenomeno in crescita, afferma: “Ci sono state quasi duemila richieste in più di aiuto rispetto al mese di aprile, era un dato prevedibile, sapevamo che per tante, troppe, donne la casa è il luogo della violenza subita, taciuta, a volte anche non riconosciuta”.

E aggiunge “Il Governo ha erogato trenta milioni di euro da destinare ai centri antiviolenza, questi soldi vengono affidati alle Regioni che autonomamente decidono di ripartirli tra i vari centri, creando dei rallentamenti. Il nostro paese deve essere semplificato nelle procedure”. E su quello che è stato definito il “caso Lombardia” – la regione ha imposto una regola ferrea ai centri antiviolenza che implica il dover fornire i codici fiscali delle donne che si rivolgono a loro, al fine di schedare la persona – dichiara: “Credo che la situazione si potrebbe risolvere anche in conformità a questi principi internazionali, garantendo effettivamente un processo di anonimato, e su questo stiamo lavorando”. Il ministro conclude “Io credo che l’Italia stia facendo di tutto, se sta facendo abbastanza? No, nel senso che non si fa mai abbastanza contro la violenza perché anche ci fosse una sola vittima di violenza, a quella vittima noi dobbiamo ulteriore impegno”.

Silvio Schembri incontra Mario De Michele, il giornalista della provincia di Caserta, ex direttore del quotidiano online “Campanianotizie”, indagato dalla DDA di Napoli per aver sparato contro la sua abitazione lo scorso 4 maggio, fingendo che si trattasse di una intimidazione. Il giornalista parla per la prima volta dopo la notifica dell’avviso di garanzia, spiegando le ragioni che lo hanno portato a fare quel gesto e rivela altri particolari inquietanti, relativi sia alla “finta intimidazione” che a un altro episodio finora sconosciuto.

Nina Palmieri racconta la vicenda di Dario Musso, il ragazzo di 33 anni di Ravanusa (Agrigento) che lo scorso 2 maggio ha subito un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio, ndr.) per aver sostenuto l’inesistenza della pandemia. La storia è diventata un caso dopo la diffusione dei video dell’arresto di Dario e della puntura fattagli in strada, sdraiato sull’asfalto.
L’anticipazione del servizio su iene.it:
https://www.iene.mediaset.it/2020/news/sedato-legato-paese-civile_794497.shtml

Alessandro Di Sarno, incontra tre donne molto coraggiose, dal passato difficile, che vivono sotto a un ponte alla periferia di Milano.
L’anticipazione del servizio su iene.it:
https://www.iene.mediaset.it/2020/news/aiuto-donne-ponte-cani-milano_794490.shtml

Vittima dello scherzo della puntata la cantautrice e conduttrice Jo Squillo.

Come tutti i martedì, alle ore 20.30 appuntamento con la fascia “Iene.it: aspettando Le Iene” di Giulia Innocenzi (in diretta Facebook sulla pagina de Le Iene, su Iene.it e su Mediasetplay). Domani verranno trasmesse testimonianze inedite di ex collaboratori di Marc Ching, l’animalista accusato dal Los Angeles Times di inscenare torture sui cani in Asia per poterle filmare e raccogliere donazioni per la sua fondazione.

Ideatore e capo-progetto del programma è Davide Parenti. In regia Antonio Monti.

Medici di medicina generale: rintracciabili telefonicamente per tutta la durata dell’emergenza. La Provincia, l’Azienda sanitaria e le Organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale, hanno condiviso dei criteri applicativi in ordine alla reperibilità a distanza di questi medici per la durata dell’emergenza Covid-19, come previsto dal decreto legge 23/2020.

Il Comitato provinciale dei medici di medicina generale lo scorso 22 maggio ha convenuto di estendere per tutta la giornata la rintracciabilità telefonica secondo le modalità definite dall’Accordo provinciale vigente ed ha raccomandato che il personale di segreteria possa lavorare anche in smart working.

In tale sede, le Organizzazioni sindacali della medicina generale e la parte pubblica hanno inoltre auspicato la prosecuzione del dialogo anche su altre tematiche che stanno emergendo in questo periodo pandemico, al fine di trovare le migliori soluzioni.

 

 

 

 

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