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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSORZIO AUTONOMIE LOCALI * MERCOLEDÌ 14 LUGLIO: « POLITICHE STRUTTURALI PER LA PROMOZIONE DEL BENESSERE FAMILIARE E DELLA NATALITÀ »

Seduta di mercoledì 14 luglio ore 16.00. Politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità. Illustrazione.

La seduta di ieri del Consiglio delle autonomie locali è stata dedicata all’illustrazione del ‘Rapporto sullo stato di attuazione del sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del CAL Paride Gianmoena che, dopo un periodo decisamente lungo, ha potuto presiedere un CAL in presenza. Gianmoena ha, quindi, sottolineato l’importanza del tema all’ordine del giorno per definire le strategie future. “Un lavoro incredibile – ha detto Gianmoena – che fa emergere un’idea di famiglia come perno dello sviluppo del benessere della comunità e che fa del rapporto pubblico-privato uno dei suoi punti di forza”.

Al suo fianco l’Assessora provinciale alle Politiche Sociali Stefania Segnana, con il Direttore dell’Agenzia della Famiglia, Luciano Malfer e la direttrice di Ispat, Giovanna Fambri. L’Assessora Segnana ha tracciato in sintesi la natura del rapporto e l’iter per arrivare all’approvazione in Giunta.

Nel suo intervento la dottoressa Fambri ha posto l’attenzione sull’andamento demografico in Trentino, con la popolazione trentina che cresce in virtù di una forte attrattivita’, soprattutto per la componente straniera.

In merito al saldo naturale si nota, come dal 2015, sia iniziata una fase negativa che comporta l’invecchiamento della popolazione.

Crescono le famiglie, ma si tratta per lo più di famiglie composte da una sola persona. In Trentino la maggioranza delle famiglie ha due figli. In merito alle risorse a disposizione il patrimonio è mediamente otto volte superiore al reddito. Si tratta, comunque, di patrimoni per lo più immobiliari costituiti dalla prima casa. Le famiglie più a rischio povertà sono quelle a monoreddito: in Trentino sono il 43 per cento, la stessa percentuale delle famiglie a due redditi. La qualità della vita in Trentino è confermata da un 74 per cento di famiglie In grado di fare fronte a eventuali difficoltà. C’è però un dato che fa pensare: l’impossibilità di risparmio delle famiglie trentine che in pochi anni, è passata dal 37 al 51 per cento.

In sintesi il territorio e ricco, con una fascia a rischio povertà contenuta, ma in questo caso il rischio è anche quello dell’isolamento sociale.

Il rapporto è stato, quindi, illustrato dal dottor Luciano Malfer che ha colto l’occasione per rimarcare l’importanza dei Comuni nelle Politiche famigliari.

Il Rapporto

Nel 2011 di una specifica legge quadro “Sistema integrato di politiche per il benessere e la natalità” ha posto le politiche per la famiglia al centro di tutta l’azione del Governo locale. E’ uno strumento di rendicontazione provinciale sullo stato di attuazione di queste politiche in Trentino.

Il Rapporto è predisposto dall’Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili e l’iter di approvazione, prima della sottoposizione della proposta di Rapporto alla Giunta provinciale, prevede, tra l’altro, l’illustrazione al CAL.

Il documento analizza:

• l’evoluzione nel tempo delle condizioni economiche e sociali delle famiglie residenti nel territorio trentino
• le modalità e le risorse impiegate per l’attuazione degli interventi previsti
• il funzionamento del Distretto per la famiglia, con la descrizione dei soggetti che vi aderiscono
• gli esiti derivanti dall’applicazione del sistema di certificazione territoriale familiare
• l’operatività e l’utilizzo del sistema informativo per le politiche familiari
• la valutazione dell’impatto sulle condizioni di vita delle famiglie prodotta dalle principali politiche strutturali
Emergenza Covid
Di particolare interesse il Piano operativo per superare l’emergenza Covid19. Il Piano evidenzia, infatti, come la pandemia abbia costretto le famiglie a casa per contenere la diffusione dell’infezione nell’interesse del singolo e della comunità. Su questo fronte il Piano propone di raccordare l’azione delle varie strutture nei settori dell’informazione, dell’ascolto dei bisogni, sui temi della conciliazione vita e lavoro, prevede anche interventi di monitoraggio del sentiment di ragazzi e famiglie, intende affrontare il tema dei servizi per l’estate

Comune amico della famiglia
Per quanto riguarda i Comuni la Giunta provinciale ha approvato il disciplinare per l’assegnazione del marchio di Comune amico della famiglia. Attualmente sono un centinaio i Comuni che hanno ottenuto la certificazione mentre altri 60 hanno già presentato istanza di adesione. Ad oggi sono quasi 420 mila le persone trentine che vivono in un Comune amico della famiglia.

Progetto Coliving
Degno di grande attenzione anche il progetto Coliving, nato da una serie di considerazioni sullo spopolamento dei territori di montagna con conseguente allentamento delle reti sociali che rendono viva ed attiva una comunità. Inoltre le nuove giovani generazioni hanno difficoltà di reperire alloggi a prezzi sostenibili. Da queste premesse Itea, a Luserna, ha messo a disposizione alloggi, non locati, a titolo gratuito a famiglie composte complessivamente di 8 adulti e 9 bambini. Un secondo progetto pilota si caratterizza per il coinvolgimento di giovani coppie grazie a proprietà di ITEA spa e del Comune di Canal S. Bovo. In totale sono stati messi a disposizione cinque alloggi: tre di proprietà di ITEA spa e due di proprietà del Comune.

SINTESI DEL RAPPORTO SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DELLE POLITICHE FAMILIARI (Università di Trento)

Il declino della natalità
La diminuzione del tasso di natalità è evidente rispetto all’aumento della mortalità, dovuto all’ampliarsi della popolazione anziana. In Trentino l’incremento naturale della popolazione sta manifestando un trend con valori negativi e se il tasso di crescita totale risulta ancora positivo è solo con l’apporto delle migrazioni, soprattutto quelle dall’estero. Sulla natalità incide anche la crisi economica. Le nascite, stabili con 5200-5450 nati all’anno fino al 2010, hanno iniziato progressivamente a diminuire con un decremento di 150- 250 nati all’anno fino a scendere a 4240 nati nel 2019. Interessanti le previsioni sugli indici di età previsti al 2050. Se la fascia di età tra gli 0 e 14 anni si manterrà stabile sul 14 per cento, si alzerà dal 21 al 31 per cento la fascia di età oltre i 65 anni. Arrestare il trend della natalità comporta dunque la necessità di far tornare progressivamente in crescita il tasso di fecondità. Questo obiettivo può essere ottenuto con “la combinazione tra un clima sociale favorevole e politiche davvero incisive e inclusive”.