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LETTERE AL DIRETTORE

RICCARDO LUCATTI * AMMINISTRATIVE 2023: « ABBIAMO UNA DONNA CHE SIA DOMINA DEI RUOLI, PRIMA DI CANDIDATA E POI PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TRENTO? »

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07.47 - sabato 14 maggio 2022

Prossime elezioni provinciali: qualcuno le chiama “amministrative”, altri “politiche partitiche”: io preferisco chiamarle nel significato dell’antica Grecia dove si usava la locuzione teknikì politikì, ovvero capacità tecnica di gestire la polis: infatti la definizione più corretta delle prossime elezioni provinciali è “politiche” nel senso più nobile del termine, cioè tali da individuare quale candidata/candidato alla presidenza della Provincia e poi quale Presidente della stessa, una persona veramente preparata e capace di svolgere quel difficile compito e di organizzare il lavoro di una struttura molto complessa, sia a Trento che nei rapporti con Bolzano, l’Euregio e Roma.

Da parte di taluno correttamente ci si oppone a che prendano campo le manovre partitiche per la candidatura del solito “maschio dominante”, me che si proceda con le elezioni primarie per individuare la candidata/il candidato presidente. “Le parole sono pietre” scriveva Don Milani ad una professoressa, e le “pietre” che io sto usando, di doppio genere ad iniziare dal genere femminile, esprimono già il mio “pensiero dominante”, visto che sono assolutamente a favore della “parità dei numeri di genere”. Utilizzo questa definizione perché innanzi tutto è ai numeri che dobbiamo fare riferimento: purtroppo essi – ove riferiti al genere femminile – sono “negativi” anche se non sono preceduti dal previsto segno matematico meno. Infatti in Trentino la partecipazione femminile è molto scarsa:

• non supera il 30% nei Consigli provinciali e il 28% in quelli comunali. Solo un sindaco su dieci è donna;
• nelle imprese le imprenditrici si fermano al 17,5% (media più bassa del Paese!) contro una media nazionale del 20,5;
• nel lavoro, in Euregio oltre il 50% della popolazione residente è di genere femminile ma tra le forze di lavoro e le persone occupate la percentuale delle donne cala: si scende al 47% in Tirolo, al 45% nella provincia di Bolzano e al 44% in quella di Trento;
• nella nostra Università di Trento vi sono 35 professoresse ordinarie su un totale di 199, pari al 17% (una su sei). Siamo ben al di sotto della media nazionale che è del 25,3% (più di una su quattro). Eppure le studentesse superano i coetanei maschi in voti e numero d’esami anche nelle materie tecniche (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) ma, nonostante questo, è palese una chiara “evaporazione” della presenza femminile al crescere delle posizioni di carriera.

Il ricorso alle “primarie” consentirebbe agli elettori di valutare in confronti diretti canditate-i, e sicuramente ciò non dovrebbe preoccupare chi già ora è convinto di avere pronto un uomo super concorrente, per cui non si comprenderebbe una sua obiezione a questa procedura. L’obiezione poi che si fa contro la proposta della parità numerica di genere è che non debba valere l’essere Donna ad attribuire il diritto ad un tale posizionamento, bensì che si debba dare la preferenza alle persone migliori, più preparate: vincano le migliori/i migliori. Al che mi permetto si sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori alcune sottolineature:

• la motivazione mi pare ipocrita, perché prima si impedisce alle Donne “di partire” e poi le si giudica inadeguate in quanto non “arrivate”, mentre invece è proprio sulla composizione della griglia di partenza che occorre intervenire;
• nella nostra “era web”, la “reclamizzazione preventiva” di alcuni uomini e – al massimo – di una sola Donna, rappresenta una sorta di indirizzamento mediatico occulto verso un tipo di scelta;
• non è condivisibile la ricerca di un super esperto esterno al maschile, nome roboante quanto si voglia, ma che non abbia vissuto dall’interno l’evoluzione della nostra Terra (territorio) e del nostro Mondo (insieme di relazioni);
• per le stesse ragioni non sono condivisibili scelte per (soli) uomini (i cosiddetti passatisti) che pur hanno svolto un importante ruolo partitico e/o politico nel passato – appunto! – più o meno lontano ma che comunque sono superati quanto meno dalla loro carta di identità,
• il criterio della “persona migliore” deve valere anche per gli uomini.

E invece dobbiamo guardarci intorno sin d’ora, onestamente, e vedere se per caso non abbiamo già fra di noi una Donna che sia anche Domina e cioè completamente padrona dei ruoli di cui si tratta, ovvero prima di candidata e poi di Presidente della Provincia Autonoma di Trento e che anche per età e per esperienza maturata in ogni ambito politico locale e non, abbia titolo ed anche la super energia necessaria per svolgere quel compito.
In tal modo si supererà anche il pregiudizio contro le Donne, dovuto – come tutti i pregiudizi – a ignoranza e/o interesse e/o timore: il che sarà la maggiore rivoluzione, se non l’unica, dei nostri tempi.

Anche perché così facendo potremo costatare come la caratteristica tipica del genere femminile della “ricerca della relazione con gli altri” produca in ambito sociale, economico e politico risultati di gran lunga migliori della caratteristica maschile di “imporre a tutti e con ogni mezzo e comunque la propria volontà”: anche a Rimini e soprattutto, purtroppo, anche in campo internazionale!

 

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Riccardo Lucatti

Trento

 

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