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ITALIA NOSTRA – SEZIONE TRENTINA * VALDASTICO: « NON SI STA PROGETTANDO UN’AUTOSTRADA, SI FA FINTA D’IMPEGNARSI NELLA COSTRUZIONE DI UN’OPERA INUTILE ED ECONOMICAMENTE INSOSTENIBILE »

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10.46 - giovedì 03 marzo 2022

Valdastico. Se l’autostrada la porta la Befana. Dalla relazione sintetica sull’impatto socio‐economico della Valdastico, commissionata dalla PAT alla società PwC si ricavano più interrogativi che risposte. Eccone alcuni.

 

1. Sostenibilità economica
Che senso ha investire 3300 milioni di euro in un’autostrada da cui si spera di ricavare appena 53 milioni lordi all’anno? Per ammortizzare l’opera – nell’ipotesi assurda che la sua gestione sia a costo zero – non basterebbero 62 anni. La manutenzione (ordinaria e straordinaria) di un’autostrada con queste caratteristiche costa annualmente, in media, circa 1,25 % del costo di costruzione, cioè oltre 41 milioni l’anno. Includendo i costi generali di gestione il profitto prevedibile è nullo o negativo. Dunque: che senso ha un investimento di 3300 milioni di euro in perdita totale?

 

2. Quanto costa, veramente?
I conti non tornano: l’autostrada è lunga quasi 50 km, il costo per km è stimato in 113 milioni, quindi il costo dell’autostrada dovrebbe essere circa 5600 milioni, non 3300. Che credito si può dare a un’analisi economica che contiene incongruenze così grossolane?

 

3. Chi paga?
A caval donato non si guarda in bocca? La relazione guarda a questo progetto come al dono di un anonimo filantropo, ma i 3300 (o 5600?) milioni non sono risorse prelevate da fondi privati, sono risorse che saranno fornite dai cittadini con il pagamento dei pedaggi sulla rete autostradale gestita dal Concessionario. Quindi, soldi pubblici che non possono essere sprecati in opere di scarsa o nulla utilità.
via Oss Mazzurana 54 38122 Trento TN
tel. 0461 221610 trento@italianostra.org www.italianostra-trento.org

 

4. Vantaggi sui tempi
Il risparmio di tempo per il trasporto leggero sarebbe di 20 minuti (un minuto risparmiato ogni 165 milioni). Il vantaggio va però ponderato in relazione alla durata del viaggio: su un viaggio di un’ora, si risparmierebbe un terzo del tempo, un discreto vantaggio. Ma per viaggi di questa durata, la relazione prevede un uso irrilevante dell’autostrada: la maggior parte del traffico è ipotizzata su viaggi di almeno due ore, dove il risparmio di tempo è molto meno incentivante (un sesto o meno), a fronte del disagio di percorrere 40 km di gallerie quasi ininterrotte (alcune estremamente lunghe) e della totale perdita del paesaggio trentino, tanto celebrato. Il vantaggio di tempo sul trasporto pesante (25 minuti) appare ancor meno rilevante, considerati i tempi medi del trasporto delle merci.

 

5. Vantaggi per la Valsugana
La relazione riporta quanto già noto, e cioè che il traffico sulla SS47 è in gran prevalenza provinciale. Con il completamento della Valdastico, infatti, nella Valsugana la riduzione prevista per il traffico leggero è un impalpabile 4 % e per il traffico pesante un modestissimo 14 %. Si sostiene che la riduzione salirebbe a ben il 55 % con l’introduzione di un pedaggio. Ammettiamo sia vero: se a essere efficace è il pedaggio – non l’autostrada – tanto vale introdurlo subito, risparmiando 3300 milioni, sette anni di lavori e i danni paesaggistici e ambientali.

 

6. Occupazione
La tesi che opere varie per 3300 milioni creeranno molti posti di lavoro merita il premio La Palice: qualcuno dovrà pur essere impiegato per realizzarle, per quanto inutili e assurde, come il keynesiano scavare buche per poi riempirle. Quindi, qualsiasi infrastruttura di pari valore – anche la più antieconomica e la più dannosa – produrrebbe la stessa occupazione. Ma costruire un’opera che divorerà risorse per tutta la sua esistenza non è certo il modo migliore di creare occupazione stabile. Esistono impieghi certamente più produttivi per quel cospicuo capitale.

 

7. Incremento turistico
Non si sa da dove scaturisca la stima di un aumento del 20 percento delle presenze turistiche dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia (incremento ipotetico che vale meno del 3 percento delle presenze turistiche complessive) interamente causato dal minor tempo di viaggio.

Ne siamo certi? Per un percorso di tre o quattro ore, venti minuti – il tempo di una sosta in un’area di servizio – sono un decimo scarso del tempo di viaggio. Oltretutto, per risparmiarli si dovrebbe usare una scorciatoia da incubo (40 km di gallerie). Difficile pensare che sia un’opzione incentivante nella programmazione delle vacanze. Soprattutto considerando che, per chi proviene dal Friuli Venezia Giulia o dal Veneto orientale è già oggi (e rimarrà domani) più conveniente passare per la Valsugana in termini di tempo, chilometri e pedaggi: si risparmiano 16 minuti, 84 km, 19 € (A4 Meolo‐Roncade, A22 Trento nord). Il presunto vantaggio di 20 minuti si riduce in realtà a 4, con una spesa aggiuntiva di circa 30 euro tra pedaggi e carburante: da queste zone l’incremento turistico prevedibile è pari a zero.

 

8. Danni
La relazione non dedica neppure una riga ai costi ambientali e paesaggistici causati dalla sua realizzazione, come non facessero parte dell’impatto socio‐economico.

9. Una proposta
Con una frazione dell’enorme capitale che i cittadini sarebbero indirettamente chiamati a fornire, si potrebbe significativamente migliorare la SS47, infrastruttura fondamentale per la mobilità trentina, a cominciare dal by‐pass in galleria della zona dei laghi di Levico e Caldonazzo, con effetti certamente positivi su turismo, paesaggio e ambiente.

L’ipotizzato pedaggio, oltre a scoraggiare il traffico pesante, potrebbe concorrere al suo finanziamento e a quello delle altre opere di adeguamento e mitigazione che dovrebbero comporsi in un quadro complessivo e definitivo di riqualificazione infrastrutturale, paesaggistica e ambientale della Valsugana. Se la Concessionaria veneta vorrà offrire il suo contributo, sarà la benvenuta.

 

Conclusioni
È ormai evidente: non si sta progettando un’autostrada, si sta architettando uno stratagemma per conservare una lucrosissima concessione facendo finta d’impegnarsi nella costruzione di un’opera totalmente inutile ed economicamente insostenibile.

La relazione si cimenta nel compito impossibile di dimostrare l’indimostrabile, con argomentazioni stravaganti e omissive. Prima di prendere qualsiasi decisione, s’invita il Consiglio provinciale a riesaminare criticamente il suo contenuto e a leggere attentamente l’esplicita avvertenza finale della relazione:

You should not act upon the information contained in this publication without obtaining specific professional advice.

Cioè: non agire in base alle informazioni contenute in questa pubblicazione senza una specifica consulenza professionale.

 

*
Il Consiglio direttivo

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