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UIL TRASPORTI – TRENTINO * TRASPORTO PUBBLICO: PETROLLI, « IL NOSTRO DISAPPUNTO PER LA PESSIMA GESTIONE DEL SERVIZIO URBANO »

La zoppicante ripartenza del trasporto pubblico locale. Crediamo non si possa criticare l’operato delle aziende e delle istituzioni ad inizio pandemia, quando, tra febbraio e marzo, i numeri dei contagi e delle terapie intensive si avvitavano in una spirale inflazionistica senza precedenti richiedendo sforzi enormi per farvi fronte.

Ora però siamo a metà maggio, e in mezzo abbiamo avuto un mese e mezzo di lockdown nel quale le società e la politica avrebbero dovuto riorganizzarsi e pianificare il “dopo emergenza” per ripartire velocemente ed efficacemente.

Come siamo messi oggi nel trasporto pubblico locale?

Beh, potremmo iniziare dalla fornitura dei dpi, che qui in periferia (Rovereto nel nostro caso) scarseggiano, per usare un eufemismo, costringendo i responsabili a centellinare mascherine e gel sanificante, costringendo gli autisti a seguire complicati e controproducenti protocolli (per poter accedere alla fornitura) che risultano una perdita di tempo, come il fatto di dover recarsi il giorno prima al movimento per richiedere appunto i dpi spettanti (e se un dipendente fosse in ferie o di riposo e abitasse a 30 km?), oppure di dover riportare il flacone di gel vuoto per averne uno pieno (senza che ciò fosse stato detto con anticipo), oppure, ancora peggio, di non aver un riferimento in azienda che risponda prontamente ai problemi legati a tutto il contesto Covid, lasciando ognuno in balia di sé stesso o delle sue conoscenze interne (se ha la fortuna di averne), confidando in fondo ad ogni direttiva aziendale nella “responsabilità singola” di ogni lavoratore, un buon modo questo per non decidere scaricando sempre la responsabilità a valle.

Come per l’apertura della porta anteriore e dello spazio limitrofo all’operatore d’esercizio, che lascia l’autista alla mercé dell’utenza che gli passa a pochi centimetri, e alla quale dovrebbe pure controllarne il corretto uso della mascherina, della distanza interpersonale e il conteggio di fermata in fermata del numero complessivo per non superare i limiti imposti dagli ordini di servizio in base al tipo di bus. Naturalmente, poi, se qualcosa non andasse nella giusta direzione, fermarsi, invitare l’utenza a regolarizzarsi e qualora questa declinasse l’offerta invitarla a scendere, infine, chiamare le forze dell’ordine… Il tutto, naturalmente, senza creare situazioni di conflittualità e mantenendo le distanze previste.

Regole scritte da responsabili dietro una scrivania d’avorio che non vogliono assumersi responsabilità e men che meno prendere decisioni con coraggio per cercare di guardare oltre risolvendo i problemi (almeno quelli macroscopici) prima che questi si manifestino.

Per non farci mancare proprio nulla, resta l’unico bagno in utilizzo agli autisti, quello cioè della stazione FS Rovereto che da lunedì non erogherà più il servizio gratis al personale di TT in quanto la società che gestisce il servizio avrebbe “problemi” di natura economica con l’azienda. Ottima notizia questa, così, con tutti i bar chiusi, finalmente il personale viaggiante potrà godere di una delle tante viste panoramiche della nostra splendida valle durante l’espletamento dei propri bisogni alla prima piazzola utile durante la linea!

Stamane, come UILTrasporti del Trentino, abbiamo manifestato in forma scritta il nostro disappunto per quel che riguarda la pessima gestione del servizio Urbano tutto, evidenziando le problematiche di cui sopra, che sono solo alcune delle tante e chiedendo all’Azienda di prendere in seria considerazione un cambio ai vertici per la gestione dei Servi Urbani, preso atto dell’evidente incapacità di far fronte ai problemi impellenti e improrogabili di questo periodo.

 

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Nicola Petrolli
Segretario Uiltrasporti del Trentino