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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * “I SUONI DI VAIA”: BISESTI, « INAUGURAZIONE AL MUSEO DI SAN MICHELE, LA CULTURA TRENTINA HA BISOGNO DI TUTTI »

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14.14 - venerdì 29 aprile 2022

Inaugurati “i Suoni di Vaia”, al Museo degli Usi e Costumi della Gente trentina, Fino al 29 ottobre all’istituzione museale di San Michele.

Sono tre le parole con cui l’assessore alla cultura provinciale ha voluto sintetizzare “questa nuova fase del Museo di San Michele”, porte aperte, passione e memoria: “Quest’istituzione museale sta riaprendo le sue porte al grande pubblico e lo fa con persone che ci stanno mettendo grande passione, non solo dall’interno del Museo ma anche dall’esterno e i curatori del progetto ‘i Suoni di Vaia’, che ringrazio, lo dimostrano: Claudio Lucchin, Roberto Besana, Davide Grecchi e Mimmo Sorrentino. ‘i Suoni di Vaia’ riattivano in noi la memoria di quel tragico evento di fine ottobre 2018 e la propongono a chi non l’ha vissuta. Il Museo si sta riposizionando nel panorama museale trentino, il sostegno anche di tutti voi che siete qui è molto importante, la cultura trentina ha bisogno di tutti”.

Il presidente del Museo Ezio Amistadi ha sottolineato come “Da circa un anno il Museo segue una nuova strategia che prevede l’organizzazione di eventi scientificamente ineccepibili ma proposti con la mano lieve del divulgatore, in linea con quanto dice ICOM, International Council of Museums, che sostiene che i musei hanno il compito di studiare, ricercare e divulgare”. Dopo aver ringraziato i curatori del progetto e gli ideatori della sonorizzazione e delle musiche Elisa Pisetta e Cristian Postal ha sintetizzato brevemente le tre fasi del progetto: “i Suoni di Vaia” (percorso sonoro e testimonianze audio), “i Segni di Vaia” (11 scatti d’autore e il video “L’indicibile linguaggio della natura” e “le Ragioni di Vaia”, una serie di incontri, a partire da maggio fino ad ottobre, con esperti del mondo scientifico per approfondire le motivazioni che hanno scatenato l’uragano Vaia.

L’architetto Claudio Lucchin, ideatore de “i Suoni di Vaia”, ha sintetizzato il progetto con quattro parole: “curiosità: senza curiosità non ci saremmo chiesti il perché di questa tempesta, abbiamo tantissime immagini e nemmeno un suono. Perché i suoni che nella nostra vita sono così importanti di questa tempesta non sono conosciuti? Il grido di dolore della tempesta, della nostra terra malata, è importante da sentire per percepire il livello dell’evento nel suo complesso.

Emozione: l’emozione è in grado di cambiare i nostri comportamenti, ci fa prendere decisioni di istinto. Narrazione: il modo più facile per il nostro cervello per comprendere qualcosa è la narrazione, per questo il percorso de “i Suoni di Vaia” è di tipo narrativo così da fissare in maniera efficace il messaggio nel nostro cervello. Gioco: l’essere umano nel corso della sua vita davanti a problemi complessi che non sapeva come risolvere, ci è riuscito con il gioco, rendendo così più facili i problemi da affrontare e risolvere. Perché guardando il mondo con gli occhi vivaci e curiosi del bambino che è rimasto in noi riusciamo a risolvere i grandi problemi della contemporaneità”.

Anche il fotografo Roberto Besana e l’ideatore dell’efficace testo del video “L’indicibile linguaggio della Natura”, hanno illustrato le motivazioni delle loro creazioni. All’inaugurazione hanno preso parte varie autorità civili e militari, alcuni amministratori locali, fra cui la sindaca di San Michele all’Adige che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale. Presente anche una parlamentare trentina, un assessore regionale, alcuni consiglieri provinciali. Il Commissario del Governo, dott. Gianfranco Bernabei, ha portato il saluto dello Stato italiano. I presidenti del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, impossibilitati a partecipare, hanno mandato i loro auguri per il buon successo dell’iniziativa.

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